mercoledì 22 maggio 2013

Padova: Summer Student Festival 2013


24 - 31 maggio 2013, Golena San Massimo, Padova
Arrivato alla dodicesima edizione, il Summer Student Festival / Je Vais Danser torna anche quest’anno, forte di un’esperienza ormai matura e radicata in città e nel territorio. La Golena San Massimo, tra i più suggestivi luoghi padovani e gioiello del patrimonio storico-artistico della città, sarà nuovamente teatro di uno dei festival di musica contemporanea ed indipendente più importanti e qualitativi del Nord-Est. Come riconosciuto dall’assessore Colasio, poter organizzare un evento di tale profilo in Golena, coniugando una proposta musicale e culturale di alta qualità con la valorizzazione di uno spazio così prezioso, è un valore aggiunto per il nostro Festival.

L’obiettivo a cui anche quest’anno mirano gli ideatori ed organizzatori del progetto rimane quello di offrire otto giorni di concerti selezionati accuratamente: è il nostro contributo a fare di Padova un nodo nevralgico e d’eccellenza a livello culturale. Il festival punta a crescere ed arricchirsi di anno in anno, nella volontà di confermarsi come appuntamento di riferimento non solo per gli studenti che animano la città, ma anche per il territorio e la cittadinanza tutta.

«Anche quest’anno - afferma il direttore artistico Sergio Pigozzi, - un team affiatato e professionale si sta impegnando affinché il progetto del Summer Student Festival non deluda le aspettative di un pubblico fedele ed entusiasta. La valorizzazione ed il rispetto di spazi urbani ancora poco conosciuti dai cittadini è uno degli obiettivi che ci siamo prefissati, assieme alla ricerca di un’offerta culturale e musicale di eccellenza.»

Il festival inoltre, come per le edizioni passate, rimane ad ingresso completamente gratuito.

L’edizione 2013 vede confermata la collaborazione dello studio grafico Tankboys di Venezia, che ha coordinato la veste grafica del progetto rinnovandone logo ed immagine coordinata, contribuendo a conferire al festival un’impronta riconoscibile e familiare, eppure mai scontata.

Il programma di quest’anno riconferma l’appeal di richiamo internazionale, puntando su eccellenze che arrivano a toccare addirittura paesi come la Siria, con Omar Souleyman che aprirà le danze venerdì 24 maggio. Il festival punta infatti ad allargare i propri confini musicali, coinvolgendo nomi che, oltre ad arricchire il valore artistico del progetto, possano divenire ponti culturali tra mondi solo apparentemente lontani.

Il Mondayscreen, in versione Summerscreen, presenta come di consueto ogni sera la proiezione di film con attenzione particolare all’essai, e porta a Padova il regista pluripremiato Daniele di Biasio per un incontro sul suo lavoro e sul cinema italiano.

Il Summer Sunset è invece l’apertura in fascia pre-serale: nelle ore tra aperitivo e cena ospitiamo un denso programma di appuntamenti culturali di alto profilo, con la presenza di ospiti di riguardo come Maurizio Pallante del Movimento per la Descrescita Felice, come Chiara Ingrao, che presenta il suo libro, o Ludovica Ioppolo, autrice di “Al nostro posto. Donne che resistono alle mafie”. Mercoledì ospite d’eccezione Dario Vergassola, con lo spettacolo “Sparla con me” (sempre a ingresso gratuito).

Chi verrà ad assistere ai concerti o agli incontri in orario d’aperitivo, troverà, oltre a prezzi più che onesti per il buon cibo (per la maggior parte biologico, a km0, e da quest’anno anche di LiberaTerra) e la birra artigianale, l’assoluta e coraggiosa novità dell’introduzione del bicchiere riutilizzabile in polipropilene, che sostituirà totalmente i bicchieri usa e getta: la produzione di rifiuti verrà drasticamente ridotta, attraverso il sistema della cauzione. Inoltre, la collaborazione con gli Amissi del Piovego persegue l’obiettivo di diffondere la conoscenza della Golena San Massimo, grazie anche alle visite guidate promosse durante le giornate del festival.

Il Summer Student Festival / Je Vais Danser, forte dunque delle scelte organizzative e progettuali che lo caratterizzano, mira a divenire anche quest’anno un appuntamento di fondamentale importanza per un territorio che mai come ora necessita di nuovi luoghi di aggregazione, oltre che di validi punti di riferimento culturali.

Enti promotori: ASU, Il Sindacato degli Studenti, Pulse. Con il supporto di: Università degli Studi di Padova, ESU, Assessorato alla Cultura - Comune di Padova, Coop Adriatica, Premio Impatto Zero (Arci Padova e Camera di Commercio)

Programma:

Venerdì 24 Maggio 2013
OMAR SOULEYMAN (SYR) / syrian electro folk pop / Sublime Frequencies

Summer Sunset - h 19:30
Conclusione progetto Urbanscape, Spettacolo Teatro dell'Oppresso (Teatro Forum) a cura di Zairo Teatro e presentazione video a cura di Società per Azioni. In collaborazione con La Mela di Newton e Karibu Africa Onlus.

Sabato 25 Maggio 2013
DASHA RUSH (RUS) / experimental tecno / Fullpanda
SAMUEL KERRIDGE (UK) / experimental tecno / Down Wards

Domenica 26 Maggio 2013
WHITE FENCE (USA) / psych garage / Castle Face
SULTAN BATHERY (ITA) / psychedelic rock / Slowenly

Summer Sunset - h 18:30
Presentazione del libro "Al nostro posto. Donne che resistono alle mafie", di Ludovica Ioppolo e Martina Panzarasa. Ne discutiamo con l'autrice Ludovica Ioppolo e con Roberta Polese, giornalista. In collaborazione con Libera.

Lunedì 27 Maggio 2013
DOPE BODY (USA) / noise rock / Drag City

Summer Sunset - h 18:30
Per il ciclo Mondayscreen-Summerscreen, un lungo incontro con il regista Daniele Di Biasio per parlare del suo film ma anche della situazione del cinema in Italia. Seguirà la visione di "Via dell'Esquilino", film che ha ricevuto il premio Menzione Speciale al Festival Visioni Italiane di Bologna, nella Sezione Visioni DOC 2005, da una giuria presieduta da Vittorio de Seta, "per la capacità di descrivere un’innovativa esperienza di integrazione multietnica, basata sul confronto e sul rispetto delle diversità".

Martedì 28 Maggio 2013
DEAD SKELETONS (ISL) / darkwave / A. - Too Pure
NINOS DU BRASIL (ITA) / tribal electro / La Tempesta

Summer Sunset - h 18:30
Presentazione libro "Oltre il ponte. Pensieri di una femminista di frontiera." di Chiara Ingrao. Ne discutiamo con l'autrice e con Alisa Del Re, docente di Politiche di Pari Opportunità. In collaborazione con “Costituiamoci!”

Mercoledì 29 Maggio 2013
PRINCESS CHELSEA (NZ) / synth pop / Lil’ Chief

Summer Sunset - h 18:00 Workshop di giocoleria
h 20:30 Spettacolo teatrale "Sparla con me", di e con Dario Vergassola.

Giovedì 30 Maggio 2013
TRUST (CAN) / synthwave / Arts & Crafts
SEAPONY (USA) / dream pop / Hardly Art

Summer Sunset - h 18:30
Presentazione del libro "Rugbyland", di Andrea Ragon, “Terzo Tempo” ed editoriale con molti ospiti.

Venerdì 31 Maggio 2013
HEATSICK (UK) / dance music / PAN
ELEKTRO GUZZI (AT) / analogue tecno / Macro

Summer Sunset - h 18:30
La Decrescita Felice. Ne discutiamo con Maurizio Pallante e altri ospiti. In collaborazione con l'Osteria Volante.

Contatti:

ASU / PADOVA
www.asupadova.it
asudipadova@gmail.com

SERENA MAULE / Asu / Summer Sunset
seenamauler@gmail.com

II^ Edizione Premio Francesco Fabbri


Prende avvio la seconda edizione del Premio Francesco Fabbri con la pubblicazione del bando

Dopo l’ottimo successo dell’esordio nel 2012, si avvia il 20 maggio la seconda edizione del Premio Francesco Fabbri per le arti contemporanee. Una giuria rinnovata e i premi acquisto accresciuti testimoniano la volontà di Fondazione Francesco Fabbri di perseguire il proprio impegno a sostegno dei linguaggi contemporanei attraverso la valorizzazione degli autori emergenti e della fotografia.

L’idea che sottende al Premio Francesco Fabbri è una visione dell’arte che si muove attraverso una pluralità di linguaggi che seguono direttrici ibride su scala globale. In un tale contesto vi è la necessità di realizzare dei momenti di visibilità degli autori contemporanei che compiono una ricerca innovativa, creando delle connessioni con il sistema dell’arte e sostenendo la loro opera. Fondazione Francesco Fabbri vuole così intraprendere un’attività di scouting e segnare una mappatura dei mutamenti in atto, creando delle istantanee sulla creatività internazionale attraverso un bando rivolto agli artisti di tutto il mondo.

Il Premio è suddiviso in due sezioni, la prima dedicata agli autori emergenti che non abbiano superato i 35 anni di età. Questi potranno partecipare attraverso ogni forma creativa visuale, dalla pittura alla scultura, dall’installazione alla fotografia, dalla video arte alla performance, fino al disegno e alla grafica, senza limitazioni nel linguaggio. La seconda sezione è rivolta alla fotografia contemporanea in continuità con l’azione di Fondazione Francesco Fabbri, promotrice di F4 / un’idea di fotografia, festival dedicato alla fotografia moderna e contemporanea. Vi potranno partecipare autori da ogni paese del mondo senza limiti di età.

Il bando rimarrà aperto fino al 2 settembre 2013 e gli artisti potranno iscriversi sia via posta ordinaria sia via web sul sito della Fondazione. Nel mese di ottobre la giuria si riunirà per decretare i vincitori assoluti delle sezioni, che riceveranno un premio acquisto, che quest’anno ammonta a 5.000 euro. La giuria inoltre attribuirà delle menzioni speciali della critica, per segnalare alcune opere particolarmente valenti e favorirne una visibilità sulla stampa specialistica e di settore. Le due opere vincitrici entreranno nella collezione di Fondazione Francesco Fabbri e saranno custodite a Casa Fabbri, il nuovo centro in cui si svolgono i progetti residenziali e workshop legati alla contemporaneità.

Le opere finaliste saranno esposte a Villa Brandolini a Pieve di Soligo (Tv) dal 30 novembre al 22 dicembre 2013 e durante il vernissage saranno proclamati i vincitori alla presenza degli operatori, della stampa e del pubblico.
Il premio, curato da Carlo Sala, gode di una prestigiosa giuria composta da critici e curatori di fama, quali Antonio Arévalo, Andrea Bruciati, Martina Cavallarin, Stefano Coletto, Filippo Maggia, Luca Panaro, Roberta Valtorta e Francesco Zanot.

Il Premio Francesco Fabbri per le arti contemporanee vuole essere uno strumento di indagine sulle varie sfaccettature della contemporaneità visiva internazionale e creare un momento di confronto tra autori di differenti paesi del mondo. Un momento di visibilità per gli artisti, con l'intento di creare nuove relazioni con gli operatori, la critica, la stampa e il dialogo con il pubblico.

Il Premio è promosso da Fondazione Francesco Fabbri e reso possibile grazie al supporto della Famiglia Fabbri e alla collaborazione del Comune di Pieve di Soligo.
E' patrocinato da FIAF (Federazione Italiana Associazioni fotografiche), GAI (Giovani Artisti Italiani), Landscapes Stories, TRA (Treviso Ricerca Arte) e Enzimi. Il Premio è inoltre inserito nel palinsesto regionale RetEventi Cultura Veneto 2013 per la Provincia di Treviso.

Info e bando:
www.fondazionefrancescofabbri.it/piattaforme-culturali/premio-francesco-fabbri
premio@fondazionefrancescofabbri.it

Fondazione Francesco Fabbri Onlus
Piazza Libertà, 7 - Solighetto
31053 Pieve di Soligo (TV)

Lago Film Fest Contest Immagine


Sarà la matericità di Elisa Delli Zotti a rappresentare la IX edizione di Lago Film Fest. Eleganza dell'impatto minimal, contemporaneità del rimando all'estetica social, e soprattutto geolocalizzazione.

La nona edizione del Lago Film Fest sarà l’edizione della svolta social. Dalla programmazione alla scelta di ospiti, contenuti ed eventi, ogni elemento è pensato in funzione del mantenimento dell’alto livello qualitativo a cui il pubblico di Lago è abituato, ma anche alla diffusione dei contenuti attraverso campagne di social media marketing innovative.

Tutto ha inizio con il lancio della nuova comunicazione, frutto di un contest-lampo nato sul web. 104 artisti partecipanti (provenienti da tutto il mondo), 1 mese di tempo per proporre la nuova immagine di Lago Film Fest, 2 linee guida per la composizione: la creatività sopra a tutto e il richiamo al progetto SMA (Svizzera Mon Amour) un festival nel festival per portare a Lago il meglio della produzione artistica svizzera. Risultato? Un concorso che ha messo in luce la straordinaria partecipazione di fotografi, illustratori, graphic designer, la notevole qualità degli elaborati proposti, e la capacità di combinazione e rappresentazione dell'essenza stessa del Festival: passione, azione, innovazione.

La scelta è stata difficilissima commenta Carlo Migotto, direttore generale LFF, ma il processo di selezione che di anno in anno ci porta alla scelta della nuova immagine è entusiasmante e rappresenta la summa del progetto Lago nel suo complesso. A guidarci nell’identificazione del manifesto è stata la natura indipendente del Festival, e la voglia di sperimentare e mettersi in gioco che ci contraddistingue. Non scegliamo mai la via più semplice, ma quella più proficua, in grado cioè di rappresentarci ed insieme incarnare le spinte audaci ed edificanti che si sviluppano dentro e con il Festival.

A vincere il contest per l'immagine di Lago 2013 è Elisa Delli Zotti - ventottenne originaria di Pordenone - service ed interaction designer con un bagaglio di esperienze nel circuito milanese davvero invidiabile. Ed è proprio l'esperienza maturata al Politecnico di Milano che le ha permesso di raggiungere la sintesi estrema degli elementi ed insieme incarnare la matericità e la consistenza di Lago Film Fest.

I due laghi (fisicamente realizzati da Elisa Delli Zotti e poi fotografati) hanno il sapore genuino della materia e, al contempo, grazie all'eleganza dell'impatto minimal, fissano su carta il concetto di geolocalizzazione, quest'anno duplice, di Revine Lago e della Svizzera. Due laghi quindi sospesi, ma bloccati e segnalati da due spilli, uno bianco ed uno rosso, a sottolineare il rapporto e la valenza del progetto Svizzera Mon Amour, grazie alla quale quest'anno potremo vedere a Lago il meglio dell'arte, della grafica, del cinema e della musica made in Switzerland.


BIOGRAFIA ELISA DELLI ZOTTI
13|01|1985. Service & Interaction designer con un’attitudine innata per le pratiche urbane spontanee, si divide tra la curatela di eventi culturali legati ai processi di rigenerazione dell’identità territoriale e operazioni di coprogettazione e attivismo di quartiere. E’ stata cultrice della materia nel supercorso AUTOPRODUZIONI. Nuovi modelli di connessione tra design, produzione distribuita e fabbricazione avanzata al Politecnico di Milano, dove ha conseguito la laurea magistrale con una tesi sull’elaborazione di una piattaforma partecipata e-gov friendly! Sperimenta nel quotidiano la necessità di un tele-trasportatore tascabile e di una seconda vita da calzolaio. Ha una predisposizione genetica per i dinosauri e per il mondo preistorico tutto. Spesso percorre viaggi interstellari accompagnata da sognatori scapestrati e al rientro riporta le intuizioni cosmiche su carta Bristol. Come la Pimpa ama guardare le nuvole per chiederne consiglio e talvolta ne strappa un passaggio.

martedì 21 maggio 2013

Alla scoperta della Casa Militare Umberto I°


di Francesca Monti

Ci sono tesori nascosti che vale la pena scoprire perché racchiudono le radici della nostra storia. Ne è l’esempio la meravigliosa Casa Militare Umberto I, situata a Turate (Co), in Piazza Volta 27, un patrimonio storico, culturale e militare non solo del paese ma dell’Italia intera. Nel 1897 viene costituito un comitato, presieduto dagli illustri milanesi Amato Amati, Giacinto Bruzzesi e Giuseppe Candiani (detti l'A B C di Turate), con il concorso della Cassa di Risparmio delle Province Lombarde, per raccogliere fondi allo scopo di acquistare, dagli eredi Zerbi di Saronno, la settecentesca villa Ala Ponzone, sita in Turate (Co), successivamente trasformata in una casa di riposo per i reduci di tutte le battaglie e le guerre combattute in nome dell'Italia. Il contratto di acquisto viene firmato il 10 ottobre 1897. Il 18 gennaio dell'anno successivo Re Umberto I consente che la Casa sia intitolata a suo nome. Con il Regio Decreto n. 187 del 23 giugno 1898 la Casa Militare è costituita in Ente morale e viene approvato lo Statuto. Possono accedere alla Casa tutti coloro che, superati i 60 anni di età (in seguito 65), abbiano partecipato ad almeno una Campagna di guerra dello Stato italiano (dalle Campagne Risorgimentali, fino alla Seconda Guerra Mondiale) e siano in grado di dimostrare di essere nullatenenti e di vivere in una situazione di difficoltà. I primi tre veterani ammessi nell'Istituto entrarono il 6 marzo 1899 e furono ritratti da Achille Beltrame sulla copertina di un numero della Domenica del Corriere. Nell'arco degli oltre cent'anni di vita della Casa, vi furono ospitati circa 3500 veterani, provenienti da tutta Italia. L'Ente è retto da un Consiglio d'Amministrazione presieduto da un Presidente, nominato dal Ministero della Difesa e da cinque consiglieri, nominati rispettivamente dal Comune di Milano, dalla Provincia di Milano, dalla Fondazione Cariplo, dalla Prefettura di Como, dal Distretto Militare di Como.

Il 26 settembre 1905 Re Vittorio Emanuele III visita la Casa Militare, vi ritornerà il 26 aprile 1925. Il 20 maggio 1906 la Regina Margherita, moglie di Re Umberto I. Il 13 aprile 1926 Benito Mussolini. Il 21 novembre 1932 Umberto, Principe di Piemonte, con la consorte Maria Josè. La sera stessa il Cardinale Ildefonso Schuster. Fin dai primi anni, in questo luogo di memoria "viva" di guerre e di battaglie, viene costituito un Museo per raccogliere i cimeli e i ricordi dei veterani ospitati nella Casa. Armi, documenti, testimonianze dalle Guerre d'Indipendenza alla Seconda Guerra Mondiale. Un Museo affidato originariamente alle cure degli ospiti della Casa.

Camminare nelle sale, che ancora portano le tracce di decorazioni leggiadre risalenti al periodo in cui la villa era dimora nobiliare, in cui si alternano armi bianche, fucili, cimeli abissini, elmetti, divise, tamburi, trombe, mortai, mostrine, biciclette in dotazione ai Bersaglieri, reliquie garibaldine, fa capire come questa raccolta si sia formata nel tempo, attraverso le donazioni di chi vedeva in questo piccolo Museo il luogo giusto per ricordare e conservare tracce di una storia militare. 

Tra i cimeli c’è anche il bizzarro lampadario realizzato con armi di ogni tipo ed epoca: sciabole della Cavalleria, sciabole-baionetta, pistole a tamburo, fuciletti ad avancarica, speroni, salva punte delle lance. La Casa Militare termina la sua attività di accoglienza nel 2004, quando vi erano ospitati solo una decina di veterani. Oggi la Casa Militare Umberto I per veterani e reduci delle guerre nazionali è una Fondazione sotto la giurisdizione del Ministero della Difesa ed è presieduta dal Dottor Dario Frattini, che sta organizzando una serie di iniziative volte a raccogliere fondi per finanziare i lavori necessari per riportare la struttura agli antichi fasti, come ci ha spiegato: “Stiamo studiando e valutando le operazioni che possano essere vantaggiose per la Fondazione. Vorremmo ricreare una casa albergo, con 50 camere e 80 posti letto, per la degenza e la convalescenza dei militari che hanno riportato problemi fisici o psicologici durante le missioni di pace. Inoltre è già stato approvato dalla Sovrintendenza di Milano il primo lotto relativo alla ristrutturazione della Casa Militare, riguardante la Sala Feste, le cucine, il Museo Militare e la messa in sicurezza degli affreschi del ‘700. C’è poi la Chiesetta che andrebbe salvaguardata. La Casa Militare Umberto I è e vuole essere una risorsa importante, un centro di attrazione culturale, di crescita per le risorse umane. Vogliamo mettere a disposizione le nostre strutture per i militari, ma ci sentiamo anche utili nel campo sociale. Qui dentro è passata la storia, dai Garibaldini ai giorni nostri. Testimonianza di ciò sono i tanti reperti conservati nel Museo Militare, come gli occhiali e la pistola di Garibaldi, il cappello di re Umberto I”. L’evento più importante si terrà sabato 25 maggio 2013, con la Serata di Gala in onore dei festeggiamenti per i 114 anni di fondazione e attività sociale che la Casa Militare Umberto I svolge secondo i principi dello Statuto. Una celebrazione importante perché testimonianza ai giovani dello spirito patriottico nazionale del Paese.

Perseverare avendo fiducia nelle Istituzioni, nella Patria, in chi per essa si è sacrificato, dai garibaldini agli eroi della Prima e Seconda Guerra Mondiale è prerogativa imprescindibile della Fondazione. Per l’occasione il Presidente Dario Frattini istituirà una Borsa di Studio a favore della figlia del brigadiere Giangrande, studentessa universitaria già orfana di madre. Frattini ha dichiarato che verserà personalmente il denaro. A conferma dell’impegno sociale della Casa Militare Umberto I è anche la richiesta inoltrata al Ministero della Difesa, di attività di accoglienza ai reduci delle missioni di pace nel mondo. Frattini sta provvedendo personalmente alla ristrutturazione delle camere della Fondazione e al loro allestimento. Essendo un organo del Ministero della Difesa, la Umberto I è onorata della sua qualifica di Istituzione sociale nel militare, totalmente a servizio dello Stato e a garanzia di tutti i cittadini italiani. A conferma che il Ministero della Difesa esiste e opera sul territorio. Invitati d’onore quest’anno alla serata di gala sono il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, S.A.R. il Duca Amedeo d’Aosta e Consorte, On. Gioacchino Alfano, On. Ignazio La Russa, On Lara Comi, On. Viviana Beccalossi, On. Alessio Butti, On. Gianfranco Librandi, Sindaci e Assessori della Provincia di Varese, Como e Milano, Storici e Militari. Il programma della serata prevede alle ore 17 l’Apertura del Museo Storico con la possibilità di visionare i numerosi cimeli conservati con Storici specializzati in materia militare; alle ore 18 l’Aperitivo nel Parco con degustazione di prelibatezze, alle ore 19 il Concerto, per il terzo anno consecutivo affidato all’Orchestra Concertante d’Archi di Milano e al Maestro Matteo Fedeli che, per l’occasione, suonerà un preziosissimo violino Stradivari. Il Programma del Concerto, studiato nei dettagli per l’occasione, fino all’ultimo sarà segreto, una sorpresa di sicuro effetto e senz’altro gradita per i partecipanti alla Serata. Alle ore 20,30 ci sarà la Cena di Gala, nel corso della quale, dopo il Saluto del Presidente, gli addetti ai lavori illustreranno le reali condizioni del Museo Storico della Fondazione cui saranno interamente devolute le oblazioni raccolte.

I luoghi di valore e la cura del paesaggio


Tre casi di cittadinanza attiva. Incontro pubblico, venerdì 24 maggio 2013 ore 16.30, presso gli spazi Bomben di Treviso

Nell’ambito del progetto Luoghi di valore, la Fondazione Benetton Studi Ricerche propone, venerdì 24 maggio alle ore 16.30 nell’auditorium degli spazi Bomben di Treviso, un’occasione pubblica di riflessione attorno al significato del valore dei luoghi, per i cittadini, per gli amministratori, per gli studiosi, a partire da tre casi emblematici segnalati da cittadini attivi e impegnati per il futuro di questi paesaggi: le grave del Piave, minacciate dal progetto del nuovo casello autostradale di Santa Lucia di Piave; la conca di Bigonzo e il borgo La sega di Vittorio Veneto, sui quali incombe il tracciato del traforo di Santa Augusta; gli antichi vigneti del borgo Baver a Godega di Sant’Urbano, a rischio cementificazione.

Il modello “comitato”, superata la fase oppositiva, è oggi, nei nostri territori, l’unico in grado di dare voce agli abitanti? Quanto contano realmente, nei processi decisionali relativi alle questioni territoriali, le aspirazioni e i desideri delle popolazioni? E ancora, attraverso quali strumenti e in quale contesto i cittadini possono elaborare la loro “coscienza di luogo” ed essere poi ascoltati all’interno di un corretto modus operandi e non solo grazie a buone pratiche volontarie e occasionali?

Simonetta Zanon (coordinamento del progetto Luoghi di valore) aprirà l’incontro, introducendone i contenuti in relazione alla situazione raccontata dai partecipanti alle sei edizioni 2007-2012 dell’iniziativa Luoghi di valore per il territorio della provincia di Treviso.

Seguiranno le testimonianze di Loretta Bellussi (portavoce Comitato Tutela Paesaggio Veneto), Alessandro Mognol (portavoce Comitato no traforo anas - si alternative), e Roberto Netto (Associazione Culturale Borgo Baver).

Tiziano Tempesta (dipartimento Territorio e Sistemi Agro Forestali, Università degli Studi di Padova), infine, concluderà l’incontro con la relazione Un futuro per il paesaggio del Veneto. Il ruolo imprescindibile della cittadinanza attiva.
 
Ingresso libero.

Per informazioni: tel. 0422.5121
 

Pedemontana: Due Commissari Ue indagano


La Commissione europea risponde a Zanoni sulla possibile violazione di direttive europee per la costruzione della Pedemontana Veneta: l'Ue continua ad indagare sulle possibili violazioni ambientali ed apre il fascicolo “appalti pubblici”. Zanoni: “Le direttive Ue in odore di violazione sono quattro

“La Commissione esaminerà ulteriormente il caso” di un'eventuale violazione della normativa dell'UE in materia di appalti pubblici “e terrà informato l'onorevole deputato sugli ulteriori sviluppi”. E' la risposta del Commissario Ue al Mercato Interno Michel Barnier all'interrogazione di Andrea Zanoni, eurodeputato ALDE e membro della commissione ENVI Ambiente al Parlamento europeo, in merito alla possibile nuova violazione da parte dell'Italia delle procedure della direttiva 2004/18/CE per la realizzazione della "Superstrada Pedemontana Veneta".

Dopo le prime due interrogazioni presentate alla Commissione europea sulla sospetta violazione delle direttive europee ambientali, gestione idrica e accesso all'informazione, lo scorso marzo Zanoni ha denunciato a Bruxelles che il contratto di concessione, progettazione, costruzione e gestione della Pedemontana potrebbe violare anche la direttiva 2004/18/CE sulle “procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi” per la clausola che prevede una compensazione economica da parte della Regione Veneto alla ditta costruttrice in caso di volume di traffico, e quindi di pedaggi, insufficiente. “Alla Società Superstrada Pedemontana Veneta S.P.V. è stato fatto un regalo spropositato con i soldi dei cittadini, che si troveranno a pagare nel caso non ci sia abbastanza traffico, un vero e proprio paradosso”. “In questo modo vengono cambiate le regole del cosiddetto project financing della convenzione stessa - attacca Zanoni - Il risultato è che sulla Regione, quindi sulle casse pubbliche, vengono scaricate tutte le spese dei mancati introiti privati che, in questo caso, corrispondo a un aumento del traffico automobilistico e quindi dell'inquinamento”.

Nel frattempo Barnier conferma a Zanoni che continua l'indagine sulla possibile violazione delle direttive Ue ambientali da parte del collega Janez Potocnik, Commissario Ue all'Ambiente. “Un'indagine è attualmente in corso per verificare, da un lato, l'accesso alle informazioni ai sensi della direttiva 2003/4/CE in merito alla costruzione della superstrada Pedemontana Veneta in Italia e, dall'altro, l'applicazione delle direttive di Valutazione d'impatto ambientale VIA 85/337/CE e Habitat 92/43/CE al progetto in questione”. Barnier aggiunge che “i servizi competenti stanno esaminando le ultime risposte trasmesse dalle autorità italiane nel mese di dicembre 2012 e informeranno l'onorevole deputato sul risultato dell'analisi”.

Con quella sugli appalti pubblici, le direttive europee che potrebbero esser state violate dal progetto di Pedemontana Veneta sono quattro – riassume Zanoni – Mi auguro che la Regione Veneto faccia un passo indietro prima che sui contribuenti veneti piova una tormenta di sanzioni Ue”.

lunedì 20 maggio 2013

Padre Pino Puglisi, un prete "scomodo"


di Ivano Maddalena
 
A Palermo il 25 maggio prossimo Pino Puglisi prete “scomodo” verrà riconosciuto martire dalla Chiesa in quanto testimone con la vita della fedeltà all’uomo e al Vangelo.

Non è certo quest’evento, questa scelta a dire la levatura morale e umana di Pino Puglisi uomo e prete, però è cosa buona parlarne e tenere viva la memoria e la testimonianza.

Sono passati quasi vent’anni. Era il 15 settembre 1993 e Pino Puglisi prete compiva proprio quel giorno 56 anni. Fu il suo ultimo compleanno terreno. Fu ucciso nel quartiere di Brancaccio (Palermo) dove era nato e cresciuto e dove il Vescovo lo aveva designato come parroco nel settembre del 1990.

Brancaccio era ed è un quartiere difficile per la presenza della mafia. Andava dicendo Pino Puglisi prete: “qui la gente è divisa in due: quelli che camminano a testa bassa e gli uomini d’onore che camminano a testa alta”. Non si sbagliava certo ed è chiaro che con la sua vita, la sua missione, la sua presenza è stato segno di rottura. Amava dire di essere presente in quartiere per aiutare la gente perbene a camminare a testa alta. Essere perbene e camminare a testa alta non è difficile a Brancaccio, di più, difficilissimo.

Delinquere è la via attraverso la quale si vive e il silenzio, il non avere visto nulla, l’omertà è pane quotidiano. Lavoro nero, contrabbando, spaccio di droga, furti e rapine, delinquenza minorile dovuta anche all’alto tasso di abbandono scolastico è la miscela che pervade la società.

Non sono mancati segni di speranza, di lotta seria, volontà di rialzare la testa e vivere la legalità. In tale direzione l’opera di Pino Puglisi prete, che sin da subito comprende che occorre darsi da fare, rimboccarsi le maniche per togliere dalla tentazione al male molti giovani e meno giovani. Aiuta e si lascia aiutare da persone animate da buona volontà che capiscono le sue buone intenzioni e ne condividono le finalità. Costruisce in meno di due anni un centro di accoglienza che chiama “Padre Nostro”.

Brancaccio ha altre necessità ancora. Da dove partire? Una scuola, un distretto sanitario altro ancora a favore della popolazione che stretta nella morsa del potere mafioso locale stava prona e silenziosa.

Pino Puglisi prete non ha paura di darsi da fare. Consapevole pure di doversi scontrare con il potere mafioso stesso. Denuncia, chiede e si offre come interprete della legalità.

Dalla sua ha la forza della Parola. Restano nella memoria le durissime parole pronunciate in occasione della Messa il 25 luglio 1993. In quell’occasione si ricordava il sacrificio di Paolo Borsellino.

Così si espresse Pino Puglisi prete: “Gli assassini, coloro che vivono e si nutrono di violenza hanno perso la dignità umana. Sono meno che uomini, si degradano da soli, per le loro scelte, al rango di animali. Mi rivolgo anche ai protagonisti delle intimidazioni che ci hanno bersagliato. Parliamone, spieghiamoci, vorrei conoscervi e conoscere i motivi che vi spingono ad ostacolare chi tenta di educare i vostri figli alla legalità, al rispetto reciproco, ai valori della cultura e della convivenza civile”.

L’omelia dura e sferzante è un tentativo non tanto di schierarsi da una parte ed ergersi a paladino della verità. Pino Puglisi prete tende la mano, ma in cambio riceverà una risposta di condanna.

Da ora Pino Puglisi prete diventa “scomodo” davvero e chi è scomodo la mafia lo toglie di mezzo piano piano fino a giungere anche all’eliminazione fisica.

Chissà quante volte le sue parole avevano urtato i mafiosi locali fino a spingerli a pianificare la risoluzione finale: eliminarlo. Non bastavano più intimidazioni fatte di parole e gesti che suonavano come avvertimento. Occorreva dare un segnale forte agli uomini perbene, a chi lo seguiva e con lui andava alzando la testa.

E così sarà il 15 settembre 1993. Pino Puglisi prete “scomodo” viene freddato con un colpo di pistola nella piazza del quartiere Brancaccio.

Nella piazza perché fosse di monito a tutti coloro che uomini perbene avessero tentato di rialzare la testa per vivere con dignità e non supini e proni alla mafia.

Pino Puglisi prete “scomodo” sapeva di essere diventato tale e in cuor suo chissà quante volte aveva pensato che un giorno la mafia lo avrebbe fatto tacere per sempre.

Lo si è tolto di mezzo, lo si è fatto tacere, ma la sua voce risuona nel cuori e nelle menti di quanti hanno saputo accogliere il testimone. Pino Puglisi prete “scomodo” vive e la lotta continua per il bene dell’uomo e della legalità.

La Chiesa ora lo riconosce eroico nella sua testimonianza di vita e di fede vissuta fino al dono totale della vita stessa. La Chiesa dichiara pino Puglisi prete “scomodo” beato. Servo buono e fedele. Santo. Uomo che ha vissuto per Cristo a tempo pieno, amandolo nel prossimo.

Non sono incline a santificare, beatificare, innalzare agli onori degli altari ma Pino Puglisi prete già da tempo ha avuto la riconoscenza degli uomini. Nel silenzio e nell’intimo dei cuori di quanti si sono da lui sentiti amati e lo hanno amato. Ma il ricordo è vivo anche nella pubblica opinione. Ricordo un passo del duo Ficarra e Picone presentato a Sanremo 2007: “Zio Pino non beveva, non fumava, non bestemmiava, non diceva parolacce, però aveva un difetto enorme: AMAVA, amava troppo, Zio Pino era un professionista dell’amore… E noi che in vita non avevamo mai capito fino in fondo che cosa provasse Zio Pino quando amava, adesso ci ritroviamo CONTAGIATI AD AMARE persino quel tizio con la pistola, che poveretto, poveretto! Senza saperlo, lo ha fatto nascere…”

Pino Puglisi uomo e prete “scomodo” vive. Ucciso perché predicando l’amore ha disturbato gli interessi della mafia.

Ma chi AMA non muore mai!