venerdì 23 aprile 2010

Ddl intercettazioni: Giornalisti veneti in piazza

Venezia. Anche i giornalisti veneti parteciperanno alla manifestazione indetta dalla Fnsi a Roma, mercoledì 28 aprile dalle 10 alle 14 davanti al Senato (piazza Navona Corsia Agonale), per protestare contro le norme bavaglio che il Governo intende introdurre nel disegno di legge sulle intercettazioni. Lo ha deciso il Sindacato del Veneto aderendo alla mobilitazione che la Giunta esecutiva della Fnsi ha organizzato "non appena appresa notizia degli emendamenti al disegno di legge già approvato dalla Camera che inaspriscono sanzioni civili e penali a carico dei giornalisti, al fine di impedire qualsiasi notizia su inchieste giudiziarie".

"La Federazione Nazionale della Stampa ha deciso di convocare in seduta straordinaria il Consiglio nazionale e di invitare i Comitati di redazione alla mobilitazione immediata. Fa inoltre appello alla società civile - continua il sindacato - e a tutti i soggetti che hanno già manifestato in più circostanze per il diritto dei cittadini all’informazione a far sentire la loro voce e a sostenere le iniziative contro ogni proposta liberticida".

All'iniziativa di protesta aderisce anche l'Ordine dei giornalisti del Veneto: "Si tratta di norme che limitano pesantemente il diritto di cronaca e la libertà dei cittadini di essere informati - dichiara il presidente dell'Odg Veneto, Gianluca Amadori - La tutela della privacy non c'entra: questa legge ha l'obiettivo di impedire che la pubblica opinione possa conoscere fatti importanti che riguardano pubblici amministratori".

"Gli emendamenti presentati dal governo al ddl sulle intercettazioni rappresentano una vera e propria norma restrittiva di un diritto costituzionale e ledono il diritto dei cittadini all'informazione", sostiene il presidente dell’Ordine nazionale Lorenzo Del Boca, ritenendo sufficiente l’autoregolamentazione dei giornalisti mentre il ddl rischia di far fare troppi passi indietro ai giornalisti e alla libertà di stampa che rappresentano.

"Le limitazioni che il disegno di legge pone alla pubblicazione di atti, documenti e semplici informazioni rappresentano gravi limitazioni alla libertà di informare e alla stessa autonomia dell’Ordine - prosegue Del Boca - Essenzialità, discernimento, rispetto delle leggi nel nome della libertà di stampa e dei diritti della persona sono invece i requisiti che tutti i giornalisti devono dimostrare. Occorre buonsenso e rispetto delle norme deontologiche. Non è necessario scrivere tutto perché non è necessario che tutto si sappia. Ma il senso di responsabilità della categoria non aumenta certamente con l’imposizione di una legge che vieta l’accesso alle fonti di informazione e che si configura nei fatti come una disdicevole censura preventiva". (c.s.)

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