lunedì 19 aprile 2010

Emergenza carceri: meno indulti, più umanità

Il Governo propone i domiciliari contro il sovraffollamento

Nel carcere di Sulmona è morto un detenuto, un altro è morto a Benevento. Uno ogni due giorni è la media dei decessi in cella. Altra piaga è quella dei suicidi in carcere, 72 nel 2009, il dato più alto degli ultimi 10 anni. Dal gennaio di quest’anno si sono verificati 19 suicidi in carcere. Dati allarmanti, ma che non stupiscono più di tanto considerando che le carceri italiane possono ospitare 44.153 detenuti, invece i prigionieri sono 66.692. Queste cifre, da sole, danno l’idea di come sia diventata insostenibile la situazione. La composizione della popolazione detenuta è formata da un 40% che sta scontando pene legate all’abuso o al traffico di sostanze stupefacenti. Inoltre, da quando è entrato in vigore il reato di immigrazione clandestina, una gran parte della popolazione carceraria, circa 25 mila, è costituita da stranieri. E poi gli internati, coloro che hanno scontato la loro pena, ma sono trattenuti per motivi di sicurezza, che invece di imparare un lavoro od essere inseriti in percorsi di reintegrazione sociale passano le giornate chiusi in cella. C’è il rischio concreto che queste persone, una volta liberate, ritornino a delinquere e rientrino in prigione per gli stessi motivi della volta precedente.
A queste storture, bisogna aggiungere la cronica mancanza di personale, l’inadeguatezza delle cure per i pazienti con disagi psichici e purtroppo i non rari episodi di soprusi. Il caso del povero Stefano Cucchi resta un monito perenne sulla brutalità della violenza carceraria.
Il ministro della Giustizia Alfano sta lavorando per un “mini indulto” che prevede la detenzione domiciliare per il residuo pena di un anno. Forse più che pensare ad un “libera tutti” bisognerebbe rivedere certe leggi che portano in galera i “ladri di biciclette” e lasciano sempre liberi ed impuniti i potenti.

Paolo Sante

5 commenti:

Anonimo ha detto...

E' tempo di saldi...

TOMMASO ha detto...

Forza Italia votò per l'indulto mastelliano, salvo poi presentarsi alle elezioni come il partito dell'ordine. Adesso ci ricascano, con un nuovo indulto e un'amnistia pur sapendo dell'impopolarità dei provvedimenti. ...Tanto loro sono stati votati dagli italiani...

Mario ha detto...

D'accordissimo con te. Certezza della pena e umanità.

Martina ha detto...

L'indulto non è la soluzione. Anche io penso sia necessaria una revisione delle leggi che portano in carcere tossicodipendenti e clandistini. CIAO

Paolo S. ha detto...

Grazie. Il tema è delicato. L'indulto più che un atto di clemenza certifica il fallimento delle politiche governative.