Ritorno al passato. Nuove centrali entro tre anniE’ ancora vivo nel ricordo di tutti il disastro di Chernobyl, l’impianto nucleare saltato in aria il 26 aprile del 1986. Un’esplosione pari a cento volte le esplosioni atomiche di Hiroshima e Nagasaki. In soli dieci giorni la nube radioattiva arrivò su 14 paesi europei. Per mesi gli italiani cambiarono le proprie abitudini di vita: non più latte, verdure fresche e passeggiate all’aria aperta. E poi gli effetti sulla salute in Ucraina: 65 i morti tra i tecnici, 8.000 i malati e 600.000 le persone contaminate, soprattutto tra i bambini affetti da tumori e malformazioni, secondo stime dell’Organizzazione mondiale della sanità. Una catastrofe senza fine, dove morte e terrore si propagano per generazioni. Il reattore di Chernobyl infatti a distanza di 24 anni è ancora radioattivo e necessita di una costante manutenzione. Un anno dopo la tragedia, sull’onda dell’emozione, gli italiani, con il referendum, dissero “No” al nucleare. La parola d’ordine fu smantellare. Obiettivo non ancora raggiunto nonostante la creazione nel 1999 di una società ad hoc, la Sogin, per accelerare la dismissione degli impianti. Attualmente su tutto il territorio nazionale, sono presenti più di dieci depositi di scorie nucleari.
Sinistre coincidenze storiche, paure e rischi concreti sembrano non frenare la corsa per il ritorno all’atomo voluta fortemente dal governo delle destre. Venerdì 9 Aprile 2010 è stato il giorno dell’intesa con la Francia, siglata da Berlusconi e Sarkozy all’Eliseo. Già dal 2013 la Francia e le sue aziende investiranno nel nostro paese e faranno formazione per la costruzione delle nuove centrali nucleari. Protocolli d’intesa sono stati firmati tra Ansaldo (Finmeccanica) e Areva, la società transalpina parastatale che ha il brevetto per la tecnologia Epr, quella che si userà in Italia.
Di ieri invece il nuovo annuncio di Berlusconi, per l’occasione al fianco del premier russo Vladimir Putin: “Entro tre anni si potrà iniziare la costruzione di una centrale nucleare in Italia”. Alla base dell’intesa un progetto di studio sulla fusione nucleare siglato tra i ministeri della ricerca scientifica dei due paesi. Che il nucleare sia un business da non farsi sfuggire lo dimostra la presenza al vertice degli amministratori delegati dell’Enel Fulvio Conti, dell’Eni Paolo Scaroni e di Marco Tronchetti Provera presidente della Pirelli.
Per gli ambientalisti l’onere dello Stato si aggirerà intorno ai 20 miliardi di euro, stessa cifra proposta dai francesi e declinata dal governo canadese.
Il governo Berlusconi continua ad ignorare che negli ultimi vent’anni si sono affermate nuove energie, meno costose, più ecologiche: sfruttando il sole, il vento. Basti ricordare che la Germania produce il 20% dell’energia elettrica nazionale tramite fonti alternative: eolico, fotovoltaico.
Poi, che siano i francesi (l’autorità di sicurezza francese, la Asn, considera rischiose le centrali d’Oltralpe) o ancor peggio i russi a fare i “professoroni” del nucleare non è certo una garanzia di sicurezza considerando quello che è successo a Chernobyl.
Di fronte alla sconsiderata politica energetica del Governo, tesa a premiare la smodata ricerca del profitto senza tenere conto della sicurezza dei cittadini, del rispetto dell’ambiente, dei diritti dei lavoratori, dobbiamo organizzarci per costruire dal basso un’opposizione al nucleare e per combattere un potere sempre più brutale nei confronti della natura e delle fasce sociali più deboli.
Paolo Sante


























3 commenti:
La realizzazione di una delle quattro centrali nucleari in Veneto è molto probabile. Temo potremmo fare poco per opporci considerando che il decreto del governo assegna alle società elettriche i poteri di decisione sui siti e per le regioni solo un parere non vincolante. I migliori saluti
Berlusconi si comporta da padre padrone. Decide da solo e non rispetta la volontà popolare. Se sono certi di avere la maggioranza degli italiani con loro perché non indicono un referendum "consultivo"?
Fabrizio io non sarei così pessimista. Ho sentito che da sabato 1° maggio, in tutta Italia, partirà la campagna per la raccolta firme per il referendum contro il nucleare.
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