Dialogo, responsabilità, concordia sono parole che dovrebbero essere bandite dal vocabolario di ogni lavoratore. Di solito le utilizzano i padroni e i sindacati collaborazionisti. Parole ritornate di moda dopo il ricatto dell’uomo col maglione, alias Marchionne, agli operai Fiat di Pomigliano D’Arco, messi di fronte alla scelta: o la vita o la morte. E’ questa la questione fondamentale. Accettare la schiavitù, oppure restare senza lavoro. La Fiom, il sindacato dei metalmeccanici della Cgil, ha deciso di non chinare la testa e ha detto No alla soppressione dei diritti fondamentali dei lavoratori, da quello di sciopero, alla malattia retribuita, passando per la pausa pranzo. Il Sole24Ore, in una striscia pubblicata ieri e ripresa da Il Fatto, descrive quale sarà la giornata tipo di un operaio di Pomigliano dopo la firma dell’accordo. Il quotidiano confindustriale disegna uno scenario da “Mulino Bianco” sottolineando che si sarà più tempo per andare alle riunioni in parrocchia e alla messa la domenica. Siamo al clerico-fascismo. In realtà, Pomigliano, in questo momento, è un laboratorio di sperimentazione delle politiche neo-liberiste di sfruttamento da esportare poi in tutti gli altri stabilimenti.I vari governi succedutisi nel tempo hanno sempre finanziato largamente ed allegramente la Fiat, spesso a fondo perduto e senza nulla ricevere in cambio. Adesso è giunto il momento di riprendersi il maltolto. La nazionalizzazione non è un tabù e nemmeno una provocazione. Più volte è stata prospettata come possibile soluzione dal presidente americano Obama per risolvere la grave crisi in cui versavano le banche. Quella della nazionalizzazione della Fiat è una via possibile per salvare i posti di lavoro e difendere il futuro di migliaia di persone.
Italo Di Giacomo


























6 commenti:
Dovremmo tutti essere grati alla Fiom per la difesa dei diritti dei lavoratori!
Io ho deciso di stracciare la tessera della Cisl, con la scusa della responsabilità accettano qualsiasi condizione al ribasso. Cordiali Saluti
La Fiat vuole spostare la produzione della Panda dalla Polonia all'Italia perché anche nei paesi dell'est si sono svegliati. Sbagliano quegli operai che credono nella buona fede di Marchionne. Appena li avrà spremuti per bene, sposterà di nuovo la produzione. Attenzione, perché i diritti persi non si riacquistano più.
Vorrei vedere quei fannulloni arroganti di Sacconi e Brunetta lavorare in fabbrica. Gli ex socialisti sono peggiori dei destri.
L'intento dei padroni e del governo è quello di dividere i lavoratori. Non dobbiamo permetterglielo. Grazie per i commenti
La vedo dura la strada della nazionalizzazione. Magari ci fosse un governo coraggioso che toglie ai ladri per dare ai poveri...
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