mercoledì 28 luglio 2010

Caccia: IdV presenta 1.600 emendamenti

Marotta (IDV): Dopo UE anche Ispra boccia deroga veneta

“L’ Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale boccia la legge sulla caccia in deroga, che la maggioranza vuol far passare a tutti i costi, in spregio della legalità”. Così Gennaro Marotta, consigliere regionale di Italia dei Valori, sul testo che deve essere discusso in Consiglio Regionale e contro cui soltanto IdV si è opposta in commissione.
“A fine maggio - dice Marotta - ho chiesto il parere dell’Ispra. Lunedì mi è arrivata la risposta”. L’Istituto, controllato dal Ministero dell'Ambiente, ritiene che “attualmente non sussistano le condizioni necessarie per una corretta applicazione del regime derogatorio attraverso l'eventuale approvazione del PDL in oggetto”.
Secondo i tecnici ambientali il progetto di legge pro-cacciatori è in contrasto con le norme comunitarie. Inoltre non tiene conto dei rilievi della Corte di Giustizia europea, che sta processando l’Italia perché la legge veneta sulle deroghe viola la Direttiva comunitaria “Uccelli”, e l’ha condannata, appena il 15 luglio scorso, perché tramite le regioni permette di sparare, in deroga, a volatili protetti.
“Per quale motivo - domanda Marotta - la Regione non ha chiesto all’Ispra il parere su questo progetto di legge, quando l’ Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale è l’unico organismo scientifico pubblico che stabilisce se vengono rispettate o meno le procedure previste per le deroghe?”

“Che ci saremmo messi di traverso contro l’illegittima legge sulla caccia in deroga l’avevamo detto. E oggi lo confermiamo, depositando 1600 emendamenti, continua il consigliere di Italia dei Valori, sul testo che deve essere discusso in Consiglio Regionale e contro cui soltanto IdV si è opposta in commissione.
“La Giunta Zaia deve assumersi le proprie responsabilità - aggiunge Marotta - visto che la normativa dice che le deroghe alla caccia vanno stabilite soltanto con una delibera e non con una legge regionale.
Dei 1.600 emendamenti firmati dai tre consiglieri di Italia dei Valori Gustavo Franchetto, Antonino Pipitone e Gennaro Marotta, una trentina sono propositivi e migliorativi del testo, entrando nel merito della norma.

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