mercoledì 28 luglio 2010

Crisi Pdl: Bowling Gov. aspettando lo strike

Uno dopo l’altro… L’attuale maggioranza al governo perde i pezzi. Non è una novità. Tra una lite e l’altra, tra la richiesta di dimissioni e le effettive dimissioni, tra un richiamo del capo dello Stato e il subbuglio delle correnti presenti nella maggioranza, ogni giorno si aggiungono tasselli sempre più interessanti, inquietanti ed intriganti nella vita politica italiana. Dopo Scajola, Brancher, Cosentino, Verdini tocca ora al sottosegretario alla Giustizia Caliendo. L’inchiesta sulla presunta P3 va avanti e non s’arresta facendo intravedere all’orizzonte nuove prospettive. Si conferma che il sottosegretario Caliendo è iscritto nella lista degli indagati per la violazione della legge Anselmi. Si fanno indiscrezioni sui nomi di Formigoni, Carbone e Martone. Si fa strada l’ipotesi di Verdini e Dell’Utri (che davanti ai giudici non parla) “compagni di merende” di Carboni. Commissariato il Credito Coop Fiorentino di Verdini sull’orlo del fallimento. E poi fanno riflettere certe dimissioni che fanno cadere in piedi i birilli, che strani questi birilli! Volete un esempio?
A Verdini era chiesto di dimettersi da coordinatore del Pdl, invece si è dimesso da presidente della sua banca, il Credito cooperativo fiorentino che il girono dopo è in via di commissariamento da parte della Banca d’Italia, in quanto sull’orlo del fallimento per gravi irregolarità nell’amministrazione e gravi violazioni normative. Verdini, non è un “pezzo” qualsiasi, da anni e anni è uno degli uomini più vicini a Berlusconi. Così le sue dimissioni non sono altro che una provocazione politica: i finiani lo volevano fuori dal coordinamento del Pdl, ma così non è.
Così Cosentino dimessosi da sottosegretario e niente altro conservando gli altri ruoli politici. Fini e compagni che richiedono dimissioni, che ottengono, convinti di avere fatto strike, si ritrovano comunque ad avere a che fare con i soliti dimissionari birilli caduti in piedi. Il presidente della Camera dice cose che in un paese normale non ci sarebbe bisogno di dire: “C’è da chiedersi se è opportuno che chi è indagato abbia incarichi politici”. No, ovvio caro Gianfranco! E se si pone la questione morale giustamente non si può accettare in un partito che da sempre si professa liberale anatemi o minacce di espulsioni come è accaduto a Granata reo di avere parlato di freni da parte del governo e di pezzi dello Stato all’accertamento della verità sulle stragi di mafia.
Se Caliendo darà le dimissioni, chieste da più parti in modo bipartisan assisteremo alla caduta di un altro birillo.
Il “governo del fare” è proprio indaffarato a fare la conta dei pezzi persi e a raccapezzarsi alla bella e meglio per tirare avanti e non perdere i posti di comando che permettono di coprire le malefatte.
In tutto questo è l’Italia a perderci la faccia, c’è di che vergognarsi davvero, anche se in altri paesi non va meglio. Qui riemerge il tema della moralità di chi ha ruoli di governo e amministrativi in ambito pubblico e politico.
Il “governo dell’amore” sembra ormai più che mai in una situazione irrimediabile di separazione, tra l’altro poco consensuale e semmai ricca di congiure, tradimenti, battute ilari che purtroppo ci sviano dai problemi reali di cui ci si dovrebbe preoccupare davvero.
Uno dopo l’altro vengono a cadere i birilli manovrati dal leader centrale Berlusconi, usciranno fuori altri nomi, state certi siamo solo alla punta di un iceberg!
E l’opposizione? Ben dice Vendola Nichi chi è all’opposizione deve creare un’alternativa valida e riappropriarsi dello spazio perduto dalla destra. Il calo di consensi a destra non corrisponde ancora a una crescita di consensi per i partiti di opposizione purtroppo. Sveglia Bersani e compagni!
Quel che è certo è che, in Italia sotto il governo Berlusconi, viviamo sempre più la crisi della democrazia costituzionale e assistiamo alla costruzione di un “regime personale”. Ciò è stato espresso molto bene dal giurista Luigi Ferrajoli durante l’incontro nazionale promosso dai Comitati Dossetti per la Costituzione a Bologna, lo scorso 4 giugno (v. Adista n. 50/10). “È in atto un processo di decostituzionalizzazione del sistema politico italiano, che si manifesta in una progressiva deformazione dell’assetto costituzionale diretta a introdurre una forma di democrazia plebiscitaria basata sull’onnipotenza della maggioranza e sulla neutralizzazione di quel sistema di limiti, vincoli e controlli che forma la sostanza della democrazia costituzionale”.
Parole sante e verità inequivocabile. Che fare? Occorrerebbe un bel colpo, ben assestato in modo da far cadere il birillo centrale e creare così un bell’effetto domino! Ci siamo ormai. La palla è lanciata, rotola, rotola, rotola…


Ivano Maddalena

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Caro Ivano, io sono meno ottimista di te sulla caduta del birillo centrale.... secondo me ci sono in tanti a tenerlo su per forza, per non cadere insieme a lui.... Spero prò che tu abbia ragione. Ciao!
Diana