“Il cielo è rosso fuoco sopra Johannesburg” ha detto ieri sera dai microfoni Rai Marco Civoli. Nostalgia canaglia, di quando il cielo era azzurro sopra Berlino. La stessa nostalgia, provata da capitan Cannavaro e malcelata dietro un sorriso d’ordinanza, nel restituire la coppa della vittoria, non prima di averle rubato un ultimo bacio. Il trofeo d’oro per i prossimi quattro anni parlerà spagnolo e forse farà sentire le genti di Madrid e Barcellona fratelli di Spagna. Per la cronaca le furie rosse hanno piegato l’Olanda con un gol da pallone d’oro di Iniesta ad appena tre minuti dalla fine del secondo tempo supplementare, quando già si intravedeva la folle lotteria dei calci di rigore. Una vittoria del collettivo in un Mondiale in cui le grandi stelle del calcio hanno deluso. L’allenatore Vicente del Bosque, ha saputo raccogliere e valorizzare l’eredità di Luis Aragonés, selezionatore tecnico vincitore con la Spagna dell’ultimo Europeo, e creare quel giusto mix tra giocatori giovani e d’esperienza. Un po’ com’è nel carattere degli spagnoli, tradizionalisti e progressisti al tempo stesso. Se in questi mondiali il calcio non ha regalato particolari emozioni, lo stesso non può dirsi per il Sudafrica di Nelson Mandela. Questo estremo lembo d’Africa ha riempito le nostre case di suoni e colori. Ora che si spengono i riflettori sui mondiali di calcio, spetta a noi tutti non spegnere le luci dell’amicizia e della solidarietà su questo popolo meraviglioso.
lunedì 12 luglio 2010
Calcio: Le Furie Rosse sul tetto del Mondo
“Il cielo è rosso fuoco sopra Johannesburg” ha detto ieri sera dai microfoni Rai Marco Civoli. Nostalgia canaglia, di quando il cielo era azzurro sopra Berlino. La stessa nostalgia, provata da capitan Cannavaro e malcelata dietro un sorriso d’ordinanza, nel restituire la coppa della vittoria, non prima di averle rubato un ultimo bacio. Il trofeo d’oro per i prossimi quattro anni parlerà spagnolo e forse farà sentire le genti di Madrid e Barcellona fratelli di Spagna. Per la cronaca le furie rosse hanno piegato l’Olanda con un gol da pallone d’oro di Iniesta ad appena tre minuti dalla fine del secondo tempo supplementare, quando già si intravedeva la folle lotteria dei calci di rigore. Una vittoria del collettivo in un Mondiale in cui le grandi stelle del calcio hanno deluso. L’allenatore Vicente del Bosque, ha saputo raccogliere e valorizzare l’eredità di Luis Aragonés, selezionatore tecnico vincitore con la Spagna dell’ultimo Europeo, e creare quel giusto mix tra giocatori giovani e d’esperienza. Un po’ com’è nel carattere degli spagnoli, tradizionalisti e progressisti al tempo stesso. Se in questi mondiali il calcio non ha regalato particolari emozioni, lo stesso non può dirsi per il Sudafrica di Nelson Mandela. Questo estremo lembo d’Africa ha riempito le nostre case di suoni e colori. Ora che si spengono i riflettori sui mondiali di calcio, spetta a noi tutti non spegnere le luci dell’amicizia e della solidarietà su questo popolo meraviglioso.
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1 commento:
Dopo l'eliminazione dei nostri tifavo per il melting pot della Germania di Loew superata (per inesperienza, visti i tanti giovani in campo) da una Spagna che in seguito ha meritato il titolo di campione del mondo. Nella finale gli olandesi sono stati troppo fallosi ed imprecisi. Quando si sbaglia, a meno che ti chiami Berlusconi, di solito si paga.
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