giovedì 29 luglio 2010

Petrolio. IdV: Basta pozzi in Adriatico

Vietare le trivellazioni in Adriatico alla ricerca di idrocarburi liquidi. E’ quanto chiede Italia dei Valori nella risoluzione depositata oggi. Il documento, firmato dai tre consiglieri IdV Gennaro Marotta, Gustavo Franchetto e Nino Pipitone, impegna il Consiglio Regionale a presentare alle Camere un progetto di legge nazionale che neghi prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi nelle acque prospicienti Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e Puglia.

“La recente catastrofe ambientale del Golfo del Messico - dichiara il primo firmatario Marotta - provocata dal guasto della piattaforma della British Petroleum, fa riflettere su tutti i gravissimi pericoli per l’ambiente, ma anche per lo sviluppo economico, che possono venire dalla installazione di infrastrutture che estraggono idrocarburi in mare. Solo nell'area del medio-alto Adriatico ci sono attualmente circa 50 piattaforme, oltre a circa 940 pozzi per l'estrazione del gas. In Italia potrebbero diventare operative, a breve, numerose altre piattaforme con profondità paragonabile a quella della BP”.

“Le piattaforme off-shore - aggiunge Pipitone - sversano il 10% dell'inquinamento marino da idrocarburi, cui si somma quello provocato dal transito delle navi-cisterna. L’Adriatico è un mare “chiuso” e poco profondo, inadatto a smaltire le sostanze inquinanti. C’è poi la subsidenza, problema al Veneto ben noto, ed il fatto che, ai fini dell’incidenza ambientale, vengono valutati i progetti singolarmente, senza tener conto del loro effetto cumulativo”.

“Inoltre - conclude Franchetto - il beneficio economico che arriverebbe alla Regione dalle royalties pagate dalle multinazionali del petrolio è irrilevante rispetto ai danni per il turismo, la pesca, la qualità della vita che potrebbero insorgere per un “incidente” come quello del Golfo del Messico”.

Nella risoluzione Italia dei Valori chiede che il divieto venga applicato alle autorizzazioni avviate ma non ancora definite, fatti salvi però i giacimenti e le concessioni in essere.

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