sabato 7 agosto 2010

CONSIGLI LIBRARI N.27

Seminario su Gramsci. Atti del Seminario di studio (Roma, 6-7 febbraio 2010)
AA.VV.
€ 12,00
2010, 188 p.
Punto Rosso (collana Il presente come storia)

Il libro contiene gli atti del seminario di studio tenutosi a Roma il 6-7 febbraio 2010, con relazioni di Giuseppe Prestipino, Mimmo Porcaro, Raul Mordenti, Luigi Vinci, Pasquale Voza, Alberto Burgio. In aggiunta vi è una introduzione al pensiero di Gramsci di Raul Mordenti e un saggio sul marxismo di Gramsci di Giuseppe Prestipino. L’ipotesi di base è che in Gramsci (fondamentalmente in quello dei Quaderni del carcere) vi sia molto materiale teorico utile alla ricostruzione di una posizione teorica e strategica della sinistra anticapitalistica contemporanea. Ciò ovviamente non toglie che ci siano elementi, connessi alle condizioni politiche, sociali e culturali del suo tempo, obsoleti o caratterizzati da limiti specifici o non verificati dagli sviluppi successivi. L’intendimento è perciò di fornire una strumentazione su base gramsciana che si ritiene valida e che guarda ad alcune questioni di fondo della nostra contemporaneità, inoltre di fare questo non solo guardando la riflessione gramsciana, ma anche mettendola a confronto con alcune posizioni coeve o successive, nel quadro del marxismo e non.

Petrolio e assenzio. La ribellione in versi (1870-1900)
Curato da: Iannaccone Giuseppe
€ 14,00
2010, 200 p., brossura
Salerno (collana Faville)

Ribelli, anticlericali, repubblicani: una vera e propria pattuglia di poeti incendiari col mito della rivoluzione sociale si agita nell’Italia di fine Ottocento. Antagonisti che tra verismo, scapigliatura e populismo affollano con i loro versi sediziosi un inesauribile arcipelago di riviste e cataloghi editoriali. Petrolio e assenzio offre una significativa silloge di una letteratura spesso ignorata dalla critica ufficiale, espressione di una “controcultura” cancellata dalla memoria nazionale. Dall’odio antiborghese alla difesa dei diseredati, dalla battaglia contro le istituzioni repressive dello Stato all'utopia del «sole dell’avvenire»: temi e ispirazioni di un grande serbatoio del disordine, dal quale attingono letterati grandi e piccoli per schierarsi contro il sistema politico e sociale di un’Italia giudicata iniqua e corrotta, lontana anni luce da quella agognata negli eroici anni delle battaglie risorgimentali.

I ponti della delizia
Cervo Guido
€ 20,00
2009, 429 p., rilegato
Piemme

Nel cuore della notte, sul fronte di Caporetto si abbatte terribile l’offensiva austro-ungarica. Il nemico che gli italiani avevano creduto sfiancato, si è ripreso e ora, complice pioggia e nebbia, cala su truppe infreddolite, demotivate e stanche. Impreparate a tanta potenza di fuoco. C’è una babele di dialetti nelle trincee, uomini che maledicono, danno ordini, pregano, e spesso neanche si capiscono tra loro. Per prendere Trento e Trieste hanno mandato a morire molta più gente di quanta ne viva là, osserva il soldato Santini, il socialista della brigata. E poi, avranno voglia quelli di essere liberati? Ma non importa, i generali hanno deciso così, e ormai è lì, immerso nel fango, con le bombe che gli esplodono tutt’intorno, la vita in bilico, legata alla traiettoria di una pallottola. In poche ore lui e i suoi compagni si trovano in fuga, non si parla più di sconfitta ma di disfatta. I “tugnit” avanzano. I soldati allo sbando invadono città e paesi ormai quasi deserti, razziano, devastano, dei civili chi può si da alla borsa nera, gli altri se ne vanno, lasciando tutto. Per sfuggire ai carabinieri, che nel caos tiranneggiano e si lasciano anche andare alla ferocia, Santini e il sergente Tarcisio, intervenuto a difenderlo, si arruolano negli arditi, quelli che si rifiutano di dare le spalle al nemico e gli vanno invece incontro a testa alta.


*descrizioni dalla quarta di copertina

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