venerdì 6 agosto 2010

La legge sulla caccia in deroga non è passata

La responsabilità del centrodestra

di Gennaro Marotta - Consigliere Regionale e Coordinatore Regionale Italia dei Valori

Giovedì sera, dopo una settimana di lavori, è finalmente terminata la sceneggiata della legge sulla caccia in deroga agli uccelli protetti, sostenuta in Consiglio regionale da Lega, Pdl ed Udc.
Il Gruppo Consiliare di Italia dei Valori si è impegnato in modo fermo e deciso affinché il progetto di legge venisse affossato, per due principali ragioni.
In primo luogo per una questione di legalità. Infatti sia una legge regionale del 2005 che una sentenza del 2008 della Corte Costituzionale stabiliscono in modo inequivocabile che la materia della caccia in deroga non è di competenza del Consiglio Regionale, ma può essere solo oggetto di provvedimento amministrativo, che spetta quindi alla Giunta Regionale.
In secondo luogo perché la caccia in deroga, così come proposta, è stata dichiarata illegittima da una sentenza del 15 luglio scorso della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che ha condannato l’Italia al pagamento delle spese.
Scendendo poi nei contenuti del progetto di legge, va sottolineato che l’ISPRA, istituto scientifico pubblico cui spetta specifico parere in tema, in una nota del 26 luglio scorso lo aveva bocciato sotto tutti i profili (procedurale, scientifico e giuridico) affermando anche che le specie oggetto di caccia in deroga erano in uno stato di conservazione non favorevole.
Abbiamo pertanto presentato 1.600 emendamenti, nel rispetto di quanto previsto dal regolamento del Consiglio Regionale, al fine di poter illustrare in modo esauriente le nostre ragioni e far desistere la maggioranza dall’approvare una norma che ci potrebbe vedere nuovamente condannati a livello europeo.
Dopo il ritiro di 700 emendamenti da parte del collega Pettenò, per dimostrare la nostra buona volontà di voler entrare nel merito dei contenuti della legge, abbiamo accettato una verifica con la maggioranza, proponendo alcuni specifici emendamenti. Abbiamo prospettato il dimezzamento del numero di specie cacciabili, l’obbligo di annotare gli uccelli subito dopo abbattuti e non a fine giornata, il divieto di caccia per chi ha precedenti oppure è già stato sanzionato per non aver rispetto le regole venatorie, ed un orario ridotto di caccia, nella sola mattinata, per agevolare i controlli.
Su questa proposta Lega e PDL hanno dimostrato la loro indisponibilità a disciplinare la materia, confermando di fatto di non voler discutere i contenuti della legge. Anzi, così facendo, hanno ampiamente approfittato della situazione per lamentarsi in via del tutto strumentale, perché le attuali norme regolamentari non permetterebbero regolari lavori dell’aula e, ancora peggio, di sicuro non permettono alla maggioranza di governare.
In tema di Statuto e Regolamento, ribadisco che Italia dei Valori non manterrà alcun atteggiamento ostruzionistico, perché non se ne vedono le ragioni. Se invece dovessero verificarsi altri casi in cui si volesse far passare in Consiglio proposte di competenza di altro organo (con danni all’intera comunità: contestazione dell’Europa, eventuale condanna e conseguente multa da pagare) ci faremmo trovare pronti a contrastarle con forza e coerenza, utilizzando tutti i mezzi che oggi le norme vigenti ci mettono a disposizione.

Gennaro Marotta


I precedenti articoli sullo stesso argomento:
Caccia in deroga: Terza seduta Consiglio (5 Agosto 2010)
Caccia: La deroga legalizza il bracconaggio (4 Agosto 2010)
Caccia: Multa sicura ...la pagheranno i Veneti (3 Agosto 2010)
Caccia in deroga: Chi sbaglia paga (30 Luglio 2010)
Caccia: IdV presenta 1.600 emendamenti (28 Luglio 2010
Caccia Veneto: IdV, No alla deroga (20 Luglio 2010)
Caccia in deroga. IdV: Stop, prima le audizioni (13 Luglio 2010)

1 commenti:

PopoloVeneto ha detto...

Un plauso ai consiglieri di Italia dei Valori e al consigliere Pettenò della Federazione della Sinistra per aver affossato la legge “ammazza fringuelli”. Lo Staff de Il Popolo Veneto

Per approfondire:

VENETO/CACCIA: LAC, EVITATA LEGGE AMMAZZA-FRINGUELLI

(ASCA) - Roma, 6 ago - ''Nell'anno dedicato alla biodiversita' non poteva esserci miglior notizia di quella dell'affossamento del progetto di legge che avrebbe consentito ai cacciatori veneti di sparare ad uccelli protetti utili all'agricoltura quali Fringuello, Peppola, Pispola, Prispolone, Storno e Frosone''. Esulta la Lega per l'Abolizione della Caccia del Veneto sottolineando che ieri sera il Consiglio Regionale del Veneto ha chiuso con un nulla di fatto la quarta giornata dedicata al progetto di legge sulla caccia in deroga, fortemente voluto dal Governatore Zaia e dai gruppi di Lega, Pdl ed Udc e altrettanto fortemente osteggiata da Italia dei Valori, Federazione della Sinistra e PD che avevano presentato rispettivamente 1500, 1000 e 5 emendamenti.

''La legge pertanto e' stata affossata perche' a settembre, alla ripresa dei lavori del Consiglio, non ci saranno piu' i tempi tecnici per approvarla in tempo utile per l'inizio della stagione di caccia'', spiega Lac.

Lo scorso 20 luglio Lac, Lav, Enpa, Legambiente, Lipu e WWF sulla questione avevano notificato ai consiglieri regionali una diffida al voto sostenendo fortemente l'illegittimita' dell'atto, diffida che in qualche modo ha raggiunto l’obiettivo.

''Ora la giunta Zaia probabilmente tentera' di approvare una delibera per consentire, in spregio alle norme nazionali e comunitarie, la caccia ai piccoli uccelli migratori protetti; se cio' accadra' arriveranno subito i nostri ricorsi al TAR del Veneto che, dopo la condanna dell'Italia per la caccia in deroga della Corte di Giustizia europea del 15 luglio scorso, molto probabilmente ne decretera' l'annullamento.

Quella di ieri e' una giornata storica - hanno dichiarato Andrea Zanoni e Massimo Vitturi responsabili locali di LAC e LAV - dopo anni di nuove leggine sulle deroghe approvate prima delle vacanze, ieri abbiamo assistito al funerale del progetto di legge targato Zaia. E' una vittoria dovuta soprattutto alla manovra emendativa dei consiglieri di Italia dei Valori e Federazione della sinistra che fino all'ultimo si sono battuti per affossare la legge. E' una sconfitta della lobby venatoria inspiegabilmente e vergognosamente sovrarappresentata nei banchi del Consiglio Regionale del Veneto. Quel che conta e' che sono salvi milioni di piccoli uccelli migratori protetti in tutta Europa''