lunedì 2 agosto 2010

Novità in libreria: La fine della notte

Carissimi lettori, è con infinito piacere che annuncio l’uscita del terzo libro del nostro collaboratore Ivano Maddalena. La nuova raccolta di poesie è titolata “La fine della notte” (GDS Edizioni). Per l’occasione ho realizzato una intervista con Ivano. Vi invito a sostenere la “Poesia” e la piccola e media editoria.

Intervista di Emanuele Bellato con Ivano Maddalena

- Un paio di mesi fa avevo titolato un tuo articolo dove parlavi del ministro Bondi, “I poeti che strane creature ogni volta che parlano è una truffa”, celebre verso della canzone “Le storie di ieri” scritta da Francesco De Gregori ed interpretata dall’indimenticabile Fabrizio De André. Il riferimento del brano è al Mussolini poeta. C’è del vero in questa affermazione?

“Bondi non dovrebbe star tanto tranquillo visto che tutto il mondo degli artisti lo critica e non poco. Sì, perché dovete sapere che, il poeta Sandro Bondi, è il ministro dei Beni culturali in Italia. Lui scrive poesie e i turisti si stupiscono dell’incuria e dell’abbandono in cui versano i nostri tesori d’arte. Anche Nerone scriveva poesie e pure Mussolini. Ma sono conosciuti o ricordati per questo? Purtroppo, mi vien da dire, no. E Bondi per cosa sarà ricordato? Per le poesie o per come segue il ministero affidatogli? A dire il vero che gli artisti in generale siano “strane creature” lo ritengo un luogo comune. Credo che un poeta non sia una strana creatura, né un eletto o, come ci hanno insegnato la filosofia e la letteratura, un uomo quasi divino, a contatto con l'Essere. Vedo i poeti nella loro “normalità” assoluta: niente di divino, niente di etereo o onnipotente… come voleva essere Mussolini o qualcun altro ai giorni nostri. Mi vien da dire che sono una brutta razza i poeti che fanno politica. De Gregori lo sa: “I poeti, che strane creature/ ogni volta che parlano è una truffa”. Già. Non me ne voglia il poeta Vendola. Ehi ma qui non dobbiamo parlare di politica ma di poesia”.

- Hai ragione Ivano, però i nostri lettori ti conoscono come un brillante editorialista e polemista politico. Nei tuoi libri di poesie invece sveli altri aspetti del tuo carattere e della tua versatilità di scrittura. Hai mai pensato di comporre poesia civile, ovvero poesia di denuncia sociale e politica?

“Grazie del complimento. Sinceramente no. Non ho mai pensato di comporre ‘poesia civile’, o di denuncia sociale e politica anche se ne ho in mente due non edite, almeno per ora. Una riguarda la vicenda di Eluana Englaro e l’altra l’Olocausto. Quest’ultima, ‘Memoria’ è il titolo del componimento, è stata affiancata ad altre di scrittori e poeti celebri come ad esempio Primo Levi in numerose iniziative legate alla ‘Giornata della Memoria’ nelle scuole del vicentino”.

- I temi principali delle tue poesie sono la natura, la ricerca del Sacro, l’amore. Hai dei luoghi prediletti dove trarre ispirazione per i tuoi componimenti? Preferisci scrivere in particolari ore della giornata o il desiderio di scrivere si può accendere in qualsiasi momento?

“Non ci sono luoghi particolari se non l’intimità del proprio cuore e il silenzio. Quindi ogni luogo in cui ci sia la possibilità di rientrare in se stesso e il silenzio è foriero d’ispirazione. Così pure non ho orari particolari. Posso decidere di scrivere un articolo a tema politico, ma una poesia nasce dall’istante, dall’intuizione, dall’ispirazione, dalla fantasia, dalla fulminea volontà di prendere carta e penna, sottolineo carta e penna e non pc, e appuntare i sentimenti. Il desiderio di scrivere si può presentare in ogni istante. Ci sono momenti di particolare ispirazione e altri in cui non ti viene niente. Una volta mi è capitato di avere ispirazione e essere sprovvisto di carta e penna, da allora cerco sempre dia vere un notes e una penna a portata di mano. Ci sono ispirazioni che non tornano e occorre coglierle nell’istante in cui divengono. Ecco perché scrivere poesia è eternare il sentimento e poi suscitarlo in chi ti legge”.

- Con grande coraggio racconti in versi il grave incidente che hai subito lo scorso anno. La poesia ti ha aiutato a superare quel difficile momento? Secondo te la poesia ed in generale la musica ed altre forme d’arte possono curare le ferite del corpo e dell’anima?

“Nell’introduzione credo aver espresso chiaramente come io sia convinto che la poesia aiuta a superare momenti difficili. E allora cito dall’introduzione: ‘Mi rendo conto che ci vuole coraggio proporsi in poesia. Sono consapevole che la poesia spesso nasce dal sentimento di infelicità e mancanza, ma non solo. Sigmund Freud andava dicendo che un uomo felice non scrive poesie. Ma c’è un uomo pienamente felice? Esiste la felicità? A volte è nel dolore più profondo che nasce nuova vita. Altre volte la poesia è sentita come possibilità di sfogo, come una sorta di valvola di sicurezza per sopportare tensioni emotive, crisi e depressioni, sofferenze e dolori. Quello che ho attraversato un po’ anch’io in questi ultimi anni della mia vita. Ma è altrettanto vero e onesto ricordare che spesso è la gioia a liberare il pensiero attraverso le parole scritte e così eternare ricordi di vita vissuta in pienezza’.
E ancora: ‘Credo di aver trovato nella poesia l’essenza della mia esistenza. Vedo che tutta la mia vita la posso esprimere in poesia. Momenti belli, altri meno belli per non dire drammatici. Anche il dolore lo si può superare esprimendolo in poesia. E la gioia? Si anche quella. La gioia che nasce dallo stupore e dalla meraviglia di fronte ad un evento, a un volto, a una parola, un paesaggio. Ogni parola che prima aleggia nel pensiero diventa emozione, sentimento e poi poesia. In poesia esprimo la lotta contro le mie debolezze, i miei dubbi, i miei fantasmi. La poesia è espressione dell’Anima, la illumina con la sua bellezza e da essa prende vita. Credo che la poesia rimarrà anche dopo di me. Credo che la poesia è la via che conduce l’uomo all’autotrascendenza già qui e ora in attesa dell’incontro ultimo con il Trascendente’.
Quindi sì, credo proprio che l’arte sia terapeutica, se così ci si può esprimere, sia per il corpo che per l’anima”.

- Parafrasando Totò, poeti si nasce o si diventa?

“Bella domanda. Credo che ogni uomo sia poeta fin dal suo primo vagito. Credo sia nel proprio dna. Occorre però riconoscere tale dono, sentirlo dentro, valorizzarlo, metterlo in atto, coltivarlo nel tempo. Quindi son più propenso sul fatto che si diventi poeti nella vita”.

- Quali sono i tuoi autori preferiti del passato e contemporanei?

“Mi definisco un eclettico. Leggo un po’ di tutto. Ultimamente ho scoperto e letto molto di D’Annunzio. Il mio preferito è però Hermann Hesse. Di italiani i classici Leopardi, Foscolo, Carducci, Manzoni. Contemporanei Merini in primis. Da buon vicentino e maladense ho letto quasi tutto di Luigi Meneghello. Poi ho letto molto di Mauro Corona. Sono un suo estimatore.
Se dovessi consigliare un libro per le vacanze, vi segnalo questo: L’arte di ascoltare i battiti del cuore, di Jan-Philipp Sendker. Sto leggendo Delitto e castigo di Dostoevskij”.

- La grande editoria ha smesso di pubblicare poesia. La televisione sembra aver bandito la poesia da tutti i palinsesti. Secondo te internet può avere un ruolo decisivo per il rilancio della poesia?

“Che la grande editoria abbia smesso di pubblicare poesia è vero. Basta vedere nelle librerie lo spazio sugli scaffali dedicato alla Poesia. Poco. La televisione segue le leggi del mercato e la poesia non è certo remunerativa. Ciò non vuol dire che non ci sia interesse e infatti in internet sono numerosi i siti che dedicano spazio alla poesia. Anche la partecipazione ai concorsi di persone che si cimentano nel comporre poesia è in crescita”.

- Dopo “Poesia. Appunto del sentimento”, “Vita mia” ecco “La fine della notte”. Cito un tuo passo: “E il buio cede il passo alla luce”. E’ la lieta fine della trilogia o l’annuncio di un nuovo inizio?

“Diciamo che non avevo pensato a una trilogia. Poesia. Appunto del sentimento è a se. Un primo tentativo di dare vita a una raccolta pluri-tematica. Invece Vita mia e La fine della notte sono legati tra loro. Pensando a una possibile trilogia posso dire che in cantiere c’è la quarta raccolta che spero venga “alla luce” entro fine anno. Certo, il buio lascia il passo alla luce, come nella vita. Come la notte si chiude e si apre il nuovo giorno. La luce è vita. Infatti la prossima raccolta sarà tutta dedicata alla vita, non mia, ma di chi sta per entrare nella vita, questa vita, mia nipote Giulia. Ecco che allora si potrà parlare di trilogia conclusa”.

Titolo: La fine della notte
Autore: Maddalena Ivano
Editore:
GDS
Data di Pubblicazione: 2010
ISBN: 9788896961186
Dettagli: p. 48
Prezzo: 10 euro
Reparto: Narrativa italiana

“La fine della notte” si può ordinare nelle migliori librerie o acquistare direttamente presso la libreria Galla, piazza Castello, Vicenza, oppure on-line al seguente indirizzo:
www.ibs.it/code/9788896961186/maddalena-ivano/fine-della-notte.html