Film del 2008, ha vinto il Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis” alla Mostra del cinema di Venezia. Di Gregorio è stato anche premiato come miglior regista esordiente dell’anno ai David di Donatello e ai Nastri d’argentoInvecchiare è come rinascere, per certi aspetti l’analogia con l’infanzia ha una sua bellezza se non consideriamo il lato tragico: ci si ritrova senza capelli, senza denti, con poca memoria, in equilibrio instabile e con movimenti insicuri…bambini in un corpo logoro, al punto di partenza in un giro (a vuoto?) di vita destinato a spegnersi di lì a poco. Gianni di Gregorio, che esordisce con questo film in ragguardevole età di regia, predilige lo sguardo più ottimistico della faccenda, tuttavia lucido e senza eufemismi. La vecchiaia è il tema scomodo trattato senza facili pietismi dal regista qui anche in veste d’attore, in un ruolo in cui pare trovarsi particolarmente a suo agio. In un giorno di ferragosto, a Roma, il tempo pare essersi fermato. Un signore, scapolo di mezza età che vive con la vecchia madre, deve occuparsi (per necessità economiche) di un arzillo gruppetto d’anziane signore “abbandonate” dai relativi famigliari. La “fossa” sembra quella dei leoni, invece, per Gianni di Gregorio è quella della bonaccia. Circondato da rugose e pretenziose vecchiette trascorre un indaffarato ferragosto che nella sua frenesia, dovuta alle pressanti richieste delle attempate signore, si sottrae all’ansia
prestazionale della vita moderna governata dal caos. Da un nonnulla Gianni di Gregorio costruisce il suo film, spostando l’attenzione da un evento cinematograficamente insignificante, quasi ingiustificato, verso le protagoniste. In quest’ironico e “gagliardo” spaccato di vita, cui un senso viene ridato in criterio di coinvolgimento per lo spettatore, il regista romano non cede ai ricatti della compassione anche se, innegabilmente, “Pranzo di Ferragosto” è un film che vuole anche ricordare la malinconia, la solitudine e le sofferenze di un’età che può ancora dirsi felice se affrontata con lo spirito giusto. Senza il benché minimo effetto speciale e optando per uno svolgimento che supera di poco i sessanta minuti, Di Gregorio gira un buon film, semplice ma accattivante, sicuramente piacevole. Un pranzo da ricordare in un’età scordata spesso e volentieri da chi anziano non è, il tutto accompagnato da un buon bicchiere di vino buono.
prestazionale della vita moderna governata dal caos. Da un nonnulla Gianni di Gregorio costruisce il suo film, spostando l’attenzione da un evento cinematograficamente insignificante, quasi ingiustificato, verso le protagoniste. In quest’ironico e “gagliardo” spaccato di vita, cui un senso viene ridato in criterio di coinvolgimento per lo spettatore, il regista romano non cede ai ricatti della compassione anche se, innegabilmente, “Pranzo di Ferragosto” è un film che vuole anche ricordare la malinconia, la solitudine e le sofferenze di un’età che può ancora dirsi felice se affrontata con lo spirito giusto. Senza il benché minimo effetto speciale e optando per uno svolgimento che supera di poco i sessanta minuti, Di Gregorio gira un buon film, semplice ma accattivante, sicuramente piacevole. Un pranzo da ricordare in un’età scordata spesso e volentieri da chi anziano non è, il tutto accompagnato da un buon bicchiere di vino buono.Tobia Zerbato
Pranzo di ferragosto
Un film di Gianni Di Gregorio.
Con: Gianni Di Gregorio, Valeria de Franciscis, Marina Cacciotti, Maria Cali, Grazia Cesarini Sforza.
Genere: commedia.
Genere: commedia.
Durata: 75 min.
Nazionalità: Italia 2008.


























1 commenti:
Gianni Di Gregorio sarà ad Imperia (D.A.M.S) il giorno 7 dicembre 2010 per una lezione sulla regia e sulla sceneggiatura (guarda il sito www.laboratorioprobabile.it)
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