venerdì 24 settembre 2010

Antonio Di Pietro a Mestre: "L’Italia non ha bisogno né del ricattatore né del ricattato"

E’ un Di Pietro che parla a tutto campo quello giunto oggi in Veneto dopo la partecipazione di ieri sera alla trasmissione Annozero di Santoro. Il tour dell’ex pm è partito da San Donà di Piave ed è proseguito a Mestre, dove ha inaugurato la sede provinciale IdV. La preoccupazione per il futuro del polo industriale di Porto Marghera e la crisi economica ed occupazionale sono stati al centro del suo intervento: “il riconoscimento di area di crisi per Porto Marghera è il primo passo indispensabile per mantenere gli ammortizzatori sociale e per rilanciare un comparto messo in ginocchio. Il nordest è in ginocchio. Era il polmone dell’economia italiana, adesso è un polmone malato, che rischia di entrare in metastasi. La crisi morde ancora, e il governo non riesce e non vuole impegnarsi per sostenere situazioni di crisi, con aziende che chiudono e lavoratori che continuano a perdere il posto di lavoro, soprattutto tra i giovani.”. Temi ripresi anche al successivo convegno sulla crisi di Porto Marghera in piazza Ferretto a Mestre.
Interpellato sul caso Fini (il Presidente della Camera ha annunciato per domani un video per discolparsi) Di Pietro ha risposto: “a Fini dico che se la diceva due mesi fa, la verità, era meglio per tutti. Poi non ci interessa se quella lettera è o no una patacca. Tanto Berlusconi lo conosciamo bene. A me il dossieraggio lo ha fatto contro, come ha stabilito la Procura di Brescia. Il Paese non può più sopportare il litigio tra Berlusconi e Fini. L’Italia non ha bisogno né del ricattatore né del ricattato. A Fini dico: non mi interessa del tuo video, ma voglio sapere da te perché, se Berlusconi ti fa dossieraggio contro, gli dai la fiducia? Sarai mica ricattabile?”.
E sulla fatidica data del 29 settembre, ovvero quando Berlusconi si presenterà in aula con i famosi 5 punti da sottoporre al voto di fiducia Di Pietro dichiara: “il 29 conteranno i voti, ma solo piano politico Berlusconi ha già fallito. Molti parlamentari non hanno i coraggio di sfiduciarlo. Da martedì saranno tutti suoi complici”. (red.)

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