venerdì 10 settembre 2010

Diario Venezia 67: Noi diciamo "Post Mortem"

Dal nostro inviato a Venezia Tobia Zerbato

Penultima giornata del Festival con gli ultimi due film presentati in concorso, poi il verdetto passa alla giuria. “Drei” di Tom Tykwer e “Barney’s Version” di Richard J. Lewis, entrambi interessanti, in particolare quello di Lewis che si dimostra un divertente film hollywodiano, a tratti intenso e commovente. Il trailer a questo link: www.youtube.com/watch?v=wL4bWwfF6Jw

Giunge al termine una 67° edizione particolarmente impegnativa: quasi tutti i film in concorso sono caratterizzati dalla lentezza e inducono a riflettere su tematiche pesanti quali la morte, il deteriorarsi del nucleo famigliare, la crisi della vita di coppia, il maltrattamento delle donne, la condizione disperata dell’uomo che in tempi di prigionia si trasforma in bestia pur di sopravvivere. Tutte pellicole con una predilezione alla narrazione di momenti difficili dell’esistenza umana e che raccontano della morte dell’uomo e della donna in tutte le sue forme possibili, con qualche flebile segnale d’ottimismo in alcuni film dal tono più leggero. Una scelta di titoli non facili, proposti sicuramente con audacia.


Domani sera in Sala Grande alle ore 19 la cerimonia di premiazione con l’assegnazione dei premi. Mentre la critica assegna gli ultimi voti, partono le scommesse sui vincitori. Nonostante un livello qualitativo nettamente al di sotto dello standard proposto da questa rassegna e la mancanza di un paio di titoli non visionati, ci piacerebbe vedere il Leone D’oro assegnato a “Post Mortem” di Pablo Larrain, anche se è possibile che film come “Silent Souls” di Aleksei Fedorchenko o “Miral” di Julian Schnabel siano preferiti dalla giuria. Il secondo premio per importanza è quello del Leone d’Argento per la miglior regia, due i titoli meritevoli su tutti: “13 Assassini” di Takashi Miike e “Venus Noire” di Abdellatif Kechiche, con un leggero vantaggio per il secondo titolo citato. Per le Coppe Volpi che decretano la miglior interpretazione maschile/femminile, i più meritevoli corrispondono ai nomi di Natalie Portman per “Black Swan” e Vincent Gallo per “Essential Killing”.

Tobia Zerbato



Foto 1: Marco Müller e la madrina del Festival Isabella Ragonese
Foto 2: Giuria Venezia 67
Foto 3: Pablo Larrain e Antonia Zegers “Post Mortem”
Foto 4: Natalie Portman in “Black Swan”

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