Attorno all’esecuzione o meno dell’Inno di Mameli si consuma l’ennesima spaccatura tra Lega e Pdl. Il segretario della Lega veneta nonché sindaco di Treviso Gian Paolo Gobbo ha affermato dalle colonne del “Corriere Veneto”: “l’inno non serve assolutamente” ed ha ordinato a tutti gli amministratori padani della regione: “non suonatelo”. La sparata (folkloristica?) crea imbarazzi tra gli stessi leghisti. Per il sindaco di Verona Flavio Tosi l’inno di Mameli continuerà ad essere suonato nelle città venete come in tutto il Paese, secondo “il preciso protocollo che ne regola l’uso”. All’opposto di Gobbo, l’amministrazione comunale di Chioggia, guidata da Romano Tiozzo, esponente del Pdl, ha disposto di donare agli scolari della città quadretti con il canto degli italiani e di far suonare, gli ultimi due giorni dell’anno, all’apertura di ogni spettacolo, l’inno di Mameli per salutare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Le repliche più dure al sindaco di Treviso vengono dall’opposizione. Gennaro Marotta, consigliere regionale di Italia dei Valori, dichiara: “E’ vergognoso che un sindaco in carica, ancorché dirigente di un movimento politico che ormai fatico a definire italiano, continui a fare operazioni di destabilizzazione istituzionale”.“IdV si ribella - rincara la dose il coordinatore regionale dipietrista - all’ennesimo diktat leghista su argomenti che, se permette la fanfara del Carroccio, riguardano tutta la nazione, non solo i comuni con primo cittadino leghista”.
“Mi par di ricordare - chiosa Marotta - che, nonostante l’onnipresente Gentilini, sia proprio Gobbo il sindaco di Treviso. Ha dovuto giurare sulla Costituzione pure lui o hanno fatto un’eccezione?”.
Critico nei confronti del segretario veneto della Lega anche Davide Zoggia, responsabile enti locali del Pd: “Quest’ultima boutade serve ancora una volta per nascondere il vero problema della Lega, ovvero le mancate risposte ai bisogni dei veneti che chiedono lavoro, occupazione e infrastrutture. I leghisti invece di comportarsi come un partito della vecchia Repubblica che vota contro le autorizzazioni a procedere su Cosentino, si occupino dei veneti e smettano di tenere atteggiamenti denigranti nei confronti di valori che sono patrimonio dell’intera comunità italiana”.
Mentre in Veneto infuria la polemica sull’inno a Curno, alle porte di Bergamo, la Lega Nord sentenzia: “L’Italia non esiste”.


























1 commento:
Ecco a che punto arriva l'ighoranza della Lega
http://orahovistotutto.blogspot.com/
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