A Mirabello Fini ha fatto 30 con il suo discorso, peccato che non abbia voluto fare 31.Mi spiego! Fini ha sancito con il suo discorso la morte del Pdl. Il Pdl non c’è più. Su questo non ci piove. Peccato non abbia pure detto chiaramente che con Berlusconi non ci sta più al governo. Forse perché si ricorda che sta sulla sedia grazie ai voti di destra? Cosa lo frena ancora dal dire che è finita questa legislatura? Fini ha castigato il Berlusconi ormai, ma perché non lo affossa? Ha steso la mano su di lui ma non affonda il colpo! Forse vuole farlo con altri. Se guarda a sinistra non farà fatica a trovare alleati per mandare “in esilio” Berlusconi.
L’atteggiamento di Fini verso l’ex maggioranza, perché così è, è fatto di aperta critica al “berlusconismo” e al servilismo di tante persone che gli girano attorno (Bondi, La Russa, Gasparri, Gelmini, Alfano e altri yes man) ma non capisco quel continuare a stare sul carro del Governo. Una cosa ormai gli italiani l’hanno capita: Berlusconi va bloccato, con le buone o con le cattive.Berlusconi è una palla al piede per la cultura, per l’etica, per la politica! E l’economia? Stiamo ancora aspettando il ministro per lo sviluppo e l’economia: “ghe pensi mi…”, ma dai!
Ma dove si trova poi tutta sta gente che è pazza per Silvio? Vorrei conoscerne qualcuno!
Berlusconi prenderà atto di tale fine del Pdl? Credo di sì. Intanto ordina riunioni e vertici con i suoi fidi. Ancora una volta valutare strategie per far credere agli italiani che la maggioranza è ancora con lui. Ormai è rimasto solo il predellino. Ci salirà ancora il Cavaliere? A quale magia assisteremo questa volta?
Berlusconi deve capire che Fini ha fatto centro ormai. Lo ha smascherato. Fini ha compreso che il Pdl non è un partito, che non vi è democrazia in esso, ma una vera e propria monarchia e che in esso non vi sono dibattiti e congressi come in ogni partito. Con la fondazione di Futuro e Libertà e Fare Futuro, Fini di fronte all’elettorato di centrodestra, si pone come naturale erede del post berlusconismo. Fini attuerà una politica di logoramento della maggioranza per liquidare politicamente Berlusconi e per diventarne l’erede naturale, il tutto naturalmente in sintonia con le attuali forze di opposizione, che pensano a una nuova ammucchiata: un nuovo Ulivo. I Democratici tornano alla ribalta con un nuovo progetto… Nuovo, ma non troppo. Bersani in questi primi giorni di settembre ha ventilato la possibilità di riprovare la strada dell’Ulivo, ed il plauso dei vecchi dirigenti è stato generale. Meno entusiasta è stata la reazione delle giovani leve, che però devono prendere atto che attorno al progetto potrebbero stringersi nuovamente anche le ali della sinistra radicale, dando nuovamente al centrosinistra l’autorevolezza di tal denominazione. Tutto è ancora a livello embrionale, congelato e pronto per essere tirato fuori al momento giusto. Siamo certi che torneremo sul progetto in questo caldissimo autunno che bussa alle porte anche perché l’obbiettivo non può essere solo quello di mandare a casa Berlusconi. Occorre un progetto ampio e condiviso.
Intanto Fini strizza l’occhio alla sinistra a cui risulta simpatico, ma lo seguirebbero i suoi elettori? Ancora una volta appare evidente come Fini si presenta o vorrebbe presentarsi come un uomo nuovo per diventare il capo del centrodestra del dopo Berlusconi.
Per fare questo Fini dovrà necessariamente mettersi d’accordo con gli avversari del centrosinistra e quindi riformare con il loro aiuto la legge elettorale, facendo al contempo l’occhiolino alla Lega.
E Berlusconi? Anni orsono fu Bossi a tradire il Cavaliere e a farlo cadere, ora è Fini ed è evidente. Bossi non sembra dire come Fini allora: “Per fortuna che Silvio c’è…”. La Lega è probabilmente pronta a slegarsi dal Cavaliere. Berlusconi ne ha di gatte da pelare dunque. Innanzitutto deve riorganizzare e strutturare il Pdl per dare ad esso una prospettiva politica che rimanga fedele alle consegne quando lui uscirà di scena dalla vita politica (maggiore ascolto delle idee degli iscritti, maggiore loro partecipazione e controllo nella designazione e nell'operato dei suoi rappresentanti).
La riorganizzazione del Pdl diventa necessaria per mantenere un'eredità ideale del lavoro posto in essere da Berlusconi.
Nell’attesa che Fini e sinistra facciano 31, Berlusconi dovrà preoccuparsi anche di comprare una villa sulle sponde africane e pensare al suo esilio come fu per il suo “amico” Craxi. In Italia una volta lasciata la politica Silvio sarebbe solo un plurindagato, pluricondannato per le sue malefatte: le mignotte di corte, le leggi ad personam, ad aziendam, ad amici, la P3, e scandali vari.
Ivano Maddalena


























2 commenti:
Fini ha già fatto tanto lanciando un nuovo partito. Non gli si può chiedere come fa la Bindi di allearsi alla sinistra o di fare cadere il governo. E' scorretto nei suoi confronti perché così si avvallano le critiche dei suoi detrattori quando l'accusano di non essere più un uomo di centrodestra. Lui ha sempre saputo della natura illiberale di Berlusconi. Mettendosi insieme nel PdL (a dire il vero è quasi stato costretto dagli eventi, dopo il discorso del predellino) pensava di arginare gli eccessi di Berlusconi. Non è riuscito nell'impresa e adesso si rimette in discussione.
Fini ha fatto molto, ma una'altra spinta la poteva dare e la darà a mio avviso. Berlusconi invoca l'"incidente" per decidere di salire al Colle a dare le dimissioni. Incidente ci sarà sui tavoli del parlamento. domani dovrebbero riprendere i lavori e allora vedremo come andrà a finire.
sul fatto di voler mettersi in discussione era ora direi. Sull'arginare Berlusconi a mio avviso c'è un solo modo...mandarlo a casa.
Ivano Maddalena
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