venerdì 15 ottobre 2010

30^ Giornata mondiale dell’alimentazione

“Uniti contro la fame”. Questo è lo slogan che domani, 16 ottobre 2010, darà il via alla 30° Giornata mondiale dell’alimentazione. Una giornata importante di cui si è parlato poco. Gli sforzi compiuti contro la fame nel mondo non sono mai abbastanza. Le organizzazioni che si impegnano contro la fame non mancano. L’ONU e le sue agenzie tra le quali: l’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (IFAD), Programma Alimentare Mondiale (PAM)], svolgono un ruolo importante per raggiungere l’Obiettivo di sviluppo del Millennio 1, “Sradicare la povertà estrema e la fame”, che punta a dimezzare entro il 2015 la percentuale di persone che soffrono la fame in tutto il mondo.
Nel novembre 2009 il Vertice mondiale sulla sicurezza alimentare (denominato “Vertice sulla fame”), ha adottato una dichiarazione che rinnova l’impegno assunto nel Vertice alimentare mondiale 1996 per eliminare, in modo sostenibile, la fame dalla faccia della terra. La Dichiarazione invocava anche un aumento dei finanziamenti nazionali e internazionali a favore dell’agricoltura, nuovi investimenti nel settore rurale, una migliore gestione di governo sulle questioni alimentari globali in associazione con le parti interessate del settore pubblico e privato, nonché un’azione più incisiva per affrontare la minaccia che il cambiamento climatico pone sulla sicurezza alimentare.
Ho l’impressione che parole, progetti e azioni non abbiano portato a risultati soddisfacenti. Alle promesse non son seguiti fatti concreti perché, di fatto, nel mondo si continua a soffrire di fame e a morire di fame. Nel 2009 è stata raggiunta la soglia critica di un miliardo di persone che soffrono la fame e quel che dovrebbe indignarci e ancor più farci riflettere è che di fame muoiono 30.000 bambini ogni giorno. Un genocidio che dura da tanto, troppo tempo e che lascia i più indifferenti. Il mondo ricco continua a sprecare cibo e risorse.
Nel G8 dell’Aquila, e nei successivi, si son fatte molte promesse da parte dei “grandi” ma l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico il 14 aprile 2010, ha presentato il rapporto annuale sugli aiuti destinati ai Paesi più poveri, dove emergono due dati smascherano i “grandi” incapaci di mantenere le promesse.
Primo. La diminuzione a livello mondiale degli aiuti pubblici allo sviluppo (APS). Tale diminuzione nel 2009 è stata di 2,2 miliardi di euro.
Secondo. L’Italia sprofonda al penultimo posto della classifica dei donatori. Gli aiuti passano da 0,22% del PIL nel 2008 ad un vergognoso 0,16% nel 2009. Solo la Corea del Sud fa peggio di noi.
Le promesse dunque non sono state mantenute.
In casa nostra dobbiamo anche prendere atto che l’Italia, con la Finanziaria 2010, ha praticamente azzerato i fondi destinati ai Paesi poveri. Anche qui si tratta di tagli. Chiaro che il sacrificio è richiesto a tutti ma… che dire dello scandalo rappresentato dal fatto che ci si arma sempre di più spendendo tantissimo e per la fame che cresce si stanzia sempre meno? Ben 23 miliardi di euro per le spese militari e 326 milioni per i poveri.
Dopo aver letto i dati del decimo rapporto Caritas-Zancan su povertà ed esclusione sociale vien da dire che se chi ci governa non vuole fare più nulla per i Paesi poveri, almeno faccia qualcosa per gli 8 milioni di poveri presenti in Italia. I dati della Caritas inquietano. Cresciute del 25% le richieste di aiuto. Il 40% sono italiani. Cessione del quinto dello stipendio:+8%.
Certo la Giornata mondiale dell’alimentazione 2010, giunge in un momento in cui non ci sono mai state così tante persone che soffrono la fame al mondo. Con la fame non si scherza. Se non si mangia si muore. Speriamo che alle promesse, sempre tante e roboanti, possano veramente seguire i fatti.
Da ultimo proviamo anche noi, nel nostro piccolo a fare qualcosa, a non rimanere indifferenti. Non si tratta solo di essere solidali, ma è una questione di giustizia. Tocca a ciascuno di noi fare la propria piccola parte nella costruzione di un mondo più giusto.

Ivano Maddalena

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Una vera piaga questa...
Spesso mi chiedo se sia possibile come si usa fare nei bar a Napoli, così sentivo dire, ossia si lascia un caffè pagato per chi non può permetterselo... Fare così anche con la spesa, magari una piccola spesa per chi non può, e lasciarla al supermercato, solo che mi chiedo se mai andrà davvero a chi non può o ai soliti furbetti.
Un rispetto, personalmente, lo trovo anche nel non riempire la tavola quotidianamente di tante cose e svariate, come se ogni giorno fosse una domenica, e di conseguenza la domenica fare sempre di più, per non parlare delle feste comandate; forse non serve ad aiutare chi ha fame, ma almeno non si corre il rischio di buttare del cibo che spesso se avanza non viene nemmeno dato ai cani randagi ma buttato e basta: che spreco!
Un caro saluto a tutti del Popolo Veneto.
maria

Anonimo ha detto...

Un saluto a te Maria e grazie del tuo apporto
Ivano.