venerdì 30 aprile 2010

Festa del Lavoro: Le iniziative in Veneto


1° Maggio: Lavoro legalità e solidarietà

“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro” - (Art. 1 della Costituzione)

TREVISO

Manifestazione a Treviso, Piazza dei Signori, ore 10:30
Ritrovo Piazzale Stazione FF.SS. ore 10:00

Il lavoro è un Diritto, garantito dalla Costituzione Italiana, che sta alla base della cittadinanza. La Democrazia e lo sviluppo economico e sociale del Paese si fondano sul lavoro. Il 1° Maggio CGIL CISL UIL di Treviso manifestano con i lavoratori di tutti i colori e paesi del mondo, con i pensionati e gli studenti - in Piazza dei Signori - per riaffermare i valori del lavoro, della giustizia sociale, dell’equità fiscale e della solidarietà.

MIRA

Piazza Municipio - Comizio ore 10:00

MESTRE

Piazza Ferretto - Comizio ore 17:30

Intervengono i segretari generali CGIL, CISL, UIL di Venezia Emilio Viafora, Lino Gottardello, Gerardo Colamarco.

Al termine del comizio di Piazza Ferretto in programma un concerto dei “Camillocromo” (swing al gipsy, al balcanico, al tango, ai ritmi sudamericani).

VERONA

“La Pineta” del Dopolavoro Ferroviario
Via Camuzzoni 1

PENSIERI, PAROLE, MUSICA E … RISOTTO

Programma dalle 10.30 alle 17.00
Ore 10.30 Apertura con i saluti dei Segretari Generali di CGIL CISL UIL
Il giornalista SANDRO BENEDETTI durante la mattinata coordinerà gli interventi dei lavoratori di alcune aziende in crisi
Ore 12.30 aperitivo
Ore 13.30 Risotto dei Maestri di Isola della Scala, cucina multietnica
Dalle 14.30 in poi musica e danza in libertà con gli ALAFIA AFROSOUND MUSIC
Sono stati invitati per un saluto il Sindaco di Verona e il Presidente della Provincia.

VICENZA

Dalle 15 alle 20 in Campo Marzo, festa, teatro e musica - Alle 18 in San Giacomo, Concerto da Camera

CGIL-CISL-UIL di Vicenza
Il lavoro della cultura, la cultura del lavoro

Un pomeriggio di Festa, musica, arte e teatro
Campo marzo dalle 15.00 alle 20.00

FESTA MULTICULTURALE delle donne migranti danze e usica etnica

SMAKOAKUSTICO - concerto minimo con esperimento di decostruzione pop
La badante di Amleto - Performances teatrali sulle panchine del parco
Partecipano: Balab, Ensamble Vicenza, la Piccionaia I Carrara, Claudio Manuzzato, Manonuda teatro, Musafragile, Ombrerosse, Stfano Salvetti, Teatra e altri a sorpresa

Thelonius 20° anniversary bandcon Michele Calgaro, Alex Spiagin, Robert Bonisolo, Ettore Martin, Beppe Calamosca, Lorenzo Calgaro - video di Stefano Salvetti

SALA DEI SS FILIPPO E GIACOMO ORE 18
stradella S. Giacomo
"L'astratto". Consonanze e stravaganze.
Alessandra Borin, soprano; Ilaria Fantin, arciliuto e tiorba, Massimiliano Varusio, violoncello barocco; Alessandro Bicego, clavicembalo; Valentina Brusaferro, voce recitante. Musiche di Stradella, Scarlatti, Strozzi.
Con la collaborazione dell'Associazione donne immigrate del Veneto e della biblioteca Bertolinana.

PADOVA

A Padova i sindacati portano in Piazza dei Signori, alle 9:30, il sindaco Flavio Zanonato, il presidente della Provincia Barbara Degani, il presidente della Camera di Commercio Roberto Furlan, il Rettore dell’Università di Padova Giuseppe Zaccaria ed il vescovo Mons. Antonio Mattiazzo per parlare di lavoro, legalità e solidarietà. Stand gastronomici e il gruppo musicale Outisdis completeranno la giornata di festa.

Crisi PdL: Il colosso dai piedi d'argilla

Siete mai entrati in una casa che ha un pavimento in legno? Penso di sì. Se avete un certo peso e un buon udito, avrete percepito che i vostri passi generavano un rumore particolare… lo definiamo scricchiolio.
Ecco possiamo dire che il pavimento della casa Pdl fa scricchiolii non indifferenti, di varia natura. Si sentono, si odono. Chi sta passeggiando sopra, pardon sbattendo i piedi sul pavimento del Pdl?
Il primo problema (scricchiolio) è che qualcuno vuole un pavimento d’assi assemblate per bene ma che sono diverse tra loro e in un certo senso sono volte a favorire un pluralismo, a dare vita a un partito liberale (Fini) e dall’altra parte c’è chi il pavimento lo vuole di una gettata unica di cemento e il cemento è lui (Berlusconi) quindi un partito basato su un centralismo carismatico con a capo l’uomo forte che non ammette possibilità che qualcuno gli faccia ombra.
Fini è stato invitato a non camminare più sul pavimento del Pdl. Potrebbe farlo cedere? Lui dice di no, ma…
Anche ad un altro è stato detto di stare attento a come cammina in casa Pdl.
Bocchino. Il vicecapogruppo Pdl alla Camera, Italo Bocchino, è stato costretto a dare le dimissioni per aver partecipato alla trasmissione televisiva Ballarò dopo che il premier glielo aveva sconsigliato.
Ecco vedete, pure Bocchino creava scricchiolii non graditi. Se dai fastidio te ne vai. A detta di Bocchino non è solo: “Non sono solo. Sono tanti i parlamentari del Pdl che ci esortano ad andare avanti. Lo fanno in privato, in silenzio. Il Pdl sta diventando il partito della paura, altro che partito dell’amore. Forse Silvio Berlusconi ha portato alle estreme conseguenze una famosa frase del Principe di Machiavelli: “Dal momento che l’amore e la paura possono difficilmente coesistere, se dobbiamo scegliere fra uno dei due, è molto più sicuro essere temuti che amati”.
Di fatto Bocchino è stato epurato. Lascia la carica e ora? Semplice deputato? E nel frattempo i “giornali di famiglia” fanno da anti tarma colpendo i personaggi scomodi nell’ambito familiare.
Scricchiolii.
Altro scricchiolio. L’altro ieri il Governo è stato battuto su emendamenti dell’opposizione. Di chi sia la colpa, se di sole disattenzioni dei parlamentari impegnati a prendere qualche caffè di troppo o della pattuglia dei finiani che ha deciso di dimostrare quanto può contare quando si vanno a contare i voti, non so. L’effetto, qualunque sia la ragione, è di quelli dirompenti. Berlusconi teme di fare una pessima figura, nonostante una maggioranza teorica amplissima mentre l’asse portante dell’introduzione dell’arbitrato per i contratti di lavoro scelto al momento dell’assunzione viene battuto. Per i lavoratori è una bella notizia: è il risultato che conta; per il Governo un’avvisaglia: le cose potrebbero essere più complicate di quanto continuano a spacciare ad ogni intervento televisivo. Altro scricchiolio altra corsa e la lotta intestina nel Pdl continua. Il caso Scajola, uno scricchiolio intestino che colpisce un ministro… Pare che la casa di Claudio Scajola sia stata pagata con assegni circolari per 900 mila euro provenienti dai conti di un architetto, Angelo Zampolini, che la Procura di Perugia vuole arrestare per associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio. Secondo i pm Alessia Tavernesi e Sergio Sottani, i soldi che Zampolini ha usato per comprare la casa del ministro Claudio Scajola (non indagato) provengono dalle attività delittuose della “cricca”. Il gip ha negato l’arresto di Zampolini e di altre due persone, Claudio Rinaldi, commissario per la ricostruzione post-terremoto a San Giuliano e Commissario dei Mondiali di nuoto 2009, e Stefano Gazzani, il commercialista di tutti i protagonisti dello scandalo dei Grandi eventi: il costruttore Diego Anemone e i due dirigenti della Presidenza del Consiglio Angelo Balducci.
Scricchiolio per Scajola: qualcuno avanza l’ipotesi di dimissioni per il ministro… Vedremo come interverrà Berlusconi. Come con Rambolaso, pardon come nel caso Bertolaso. Vedremo.
Quanti scricchiolii.
Mi sa che il predellino su cui sei salito Silvio sta cedendo! Scricchiola.
Mi vien da dire: altro che partito dell’amore! Qui si stanno per dare battaglia a chi riesce a togliere il pavimento da sotto i piedi per far cadere chi da fastidio, chi dissente, chi precisa. E poi gli uomini del capo non sembrano così immuni da scandali che fanno scricchiolare il pavimento stesso del Governo. Pure Silvio con il suo incedere qualche scricchiolio lo fa, ma come il miglior pulcinella continua a dire di non esser stato lui.
Il fatto è che lo scricchiolio che tutti odono (tranne chi ci governa) è quello della crisi mondiale in cui stiamo ancora dentro e da cui si cerca di distogliere l’attenzione. Ed è lo scricchiolio di cui ci si dovrebbe maggiormente preoccupare e dare attenzione.

Ivano Maddalena

In punta di penna: Gino Strada a Venezia

Il recente drammatico caso dell’arresto dei tre operatori umanitari di Emergency e la chiusura dell’ospedale di Lashkar-Gah in Afganistan hanno riportato in primo piano le difficoltà di operare nell’ambito degli aiuti umanitari in zone di guerra, e le difficoltà per i giornalisti di raccontare cosa accade veramente nelle zone di guerra.

Di questo si parlerà nell’incontro organizzato dall’Ordine dei giornalisti del Veneto martedì 4 maggio 2010, alle ore 18.30, all’Ateneo Veneto, nell’ambito del ciclo In Punta di Penna, promosso con il patrocinio del Comune di Venezia e la collaborazione dello Studio Systema; ciclo dedicato ai principali temi di attualità e ai protagonisti del mondo dell’informazione.

Ospiti della serata saranno Gino Strada, Rossella Miccio e Gabriele Risica, rispettivamente direttore esecutivo, responsabile dell’Ufficio Umanitario e operatore internazionale di Emergency. Con questo incontro, l’Ordine dei Giornalisti del Veneto intende riaffermare il fondamentale ruolo dell’informazione nella costruzione dei processi di pace.

Nell’ospedale di Lashkar-Gah in Afganistan, specializzato in chirurgia di guerra, il 40 per cento di pazienti ricoverati sono bambini. Ammontano ad oltre 2.500 le persone curate in questa struttura medica di eccellenza aperta nel 1999. Molti sono medici volontari che prestano la loro opera a Lashkar-Gah, come Gabriele Risica, primario cardiologo all’Ospedale Civile di Venezia.
Emergency è un’associazione italiana indipendente e neutrale che offre assistenza medico-chirurgica gratuita e di elevata qualità alle vittime civili delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà. Promuove una cultura di solidarietà, di pace e di rispetto dei diritti umani. (c.s.)

IN PUNTA DI PENNA
L’informazione raccontata dai protagonisti

INFORMAZIONE, GUERRA E AIUTI UMANITARI
La chiusura dell’ospedale di Emergency a Lashkar-Gah

GINO STRADA, direttore esecutivo Emergency
ROSSELLA MICCIO, responsabile Ufficio Umanitario
GABRIELE RISICA, operatore internazionale Emergency

Moderatore
Beppe Gioia, consigliere dell’Ordine dei giornalisti del Veneto

Presentano
Gianluca Amadori, presidente dell’Ordine dei giornalisti del Veneto
Michele Gottardi, presidente dell’Ateneo Veneto

Martedì 4 maggio 2010, ore 18.30
Ateneo Veneto - Venezia, Campo San Fantin 1897

Ingresso libero

giovedì 29 aprile 2010

Pdl: I “finiani” accusano il Partito della paura

Crisi del Popolo della Libertà: Lite alla Camera. Berlusconi furioso. Bocchino si dimette.

Ieri pomeriggio un emendamento del Partito Democratico al Ddl sul lavoro ha fatto andare sotto il governo alla Camera. L’emendamento del Pd ha ottenuto 225 sì e 224 no. … “Per un punto Martin perse la cappa” direbbero i giocatori di carte ma i deputati del Pdl sembrano aver perso anche la testa, infatti, dopo l’inaspettata disfatta, il relatore Giuliano Cazzola ha chiesto una sospensione dei lavori. Durante la pausa è scoppiata una furiosa lite tra il deputato “berlusconiano”, Giancarlo Lehner e il “finiano” Antonino Lo Presti accusato dal collega di aver organizzato una trappola sul voto. Sono stati attimi di tensione in cui si è sfiorata la rissa: “Ma quale imboscata dei finiani! Ti devi vergognare a dire queste cose!”, è stata la replica seccata del deputato vicino a Fini. Secondo quanto riportato dalla stampa, dopo diversi spintoni e insulti, è intervenuto un giovane deputato del Pdl per dividere i due “onorevoli” che stavano per venire alle mani. Ad onor del vero a mancare all’appello erano ben 95 deputati della maggioranza, cinquanta dei quali non giustificati, e solo 8 i cosiddetti “finiani”.
L’imperativo però è mettere alla gogna i pochi discepoli del presidente della Camera. I senatori presenti alla cena informale di ieri sera a Palazzo Grazioli raccontano di un premier tradito, deluso umanamente dall’atteggiamento di Gianfranco Fini, e irritato per le performance televisive di Italo Bocchino, al punto da considerare la rottura “insanabile ed irreversibile”. Stamattina, forse a seguito di queste indiscrezioni, Italo Bocchino ha deciso di rassegnare le dimissioni irrevocabili dalla carica di vicepresidente vicario del gruppo del Pdl alla Camera. L’esponente ex-aennino accusa: “Berlusconi mi ha epurato” e rivela ai giornalisti: “C’è stata una direttiva di Berlusconi durante Ballarò che chiedeva la mia testa. Berlusconi commette un grave errore che è quello di colpire il dissenso, colpire chi è in vista per educarne cento. Ma questo non porterà il partito lontano” e conclude ladipario: “Sta diventando il partito della paura, altro che partito dell’amore”.
Incapaci di risolvere i numerosi problemi del Paese, divisi, litigiosi, impegnati a promuovere le riforme solo a parole, sottomessi ai voleri del capo assoluto, sembra farsi strada anche a destra la voglia di elezioni anticipate. In fondo a Berlusconi, come a tutti i monarchi, più che governare, piace regnare.

Paolo Sante

mercoledì 28 aprile 2010

Nichi Vendola: Avanti popolo, bandiera rosa

Sono passati 73 anni dalla morte dell’ideologo sardo Antonio Gramsci, uno dei padri fondatori della sinistra italiana; condannato dai fascisti a vent’anni di prigionia ed incarcerato fra il 1926 e il 1937, perché fiero oppositore del regime mussoliniano, Gramsci visse cinque anni di detenzione, dal 1928 al 1933, in una cella del carcere di Turi, in provincia di Bari, dove scrisse i “Quaderni del carcere” prima di spegnersi a Roma, all’età di 46 anni, a causa del deterioramento delle condizioni di salute dovute ai postumi della prolungata e durissima prigionia, alla quale venne sottoposto per non aver abiurato i propri ideali comunisti. Esattamente 73 anni dopo, nasce in Puglia, quella che osservatori maligni hanno definito la giunta più comunista del mondo occidentale, ovvero l’esecutivo guidato da Nichi Vendola. Applicando il principio della parità di genere i componenti del nuovo governo regionale sono 7 uomini e 7 donne, un caso unico nel panorama politico nazionale. Con questa scelta forte, coraggiosa e senza compromessi continua la “rivoluzione gentile” di Vendola, iniziata con le primarie, le “fabbriche di Nichi” e culminata con l’elezione. E proprio al suo popolo, tramite una videolettera, il neo-governatore si rivolge: “Mi impegno a fare un rendiconto delle scelte fondamentali che faremo […] per ricostruire il significato di una coalizione che vuole riconnettere la vita alla politica e vuole fare della politica uno strumento capace di rispondere alle ansie, alle speranze e ai dolori della vita quotidiana”. Nichi, mantenendo la prima promessa elettorale, ha dato un segnale di grande coerenza tra il dire e il fare, una pratica di buona politica che travalica i confini regionali e si erge ad esempio per tutti. Durante la campagna elettorale disse: “Abbiamo gli occhi del mondo puntati, non gli occhi dell’Italia, vi garantisco, gli occhi del mondo intero puntati sulla Puglia”. Da oggi, oltre che con gli occhi, guardiamo al “laboratorio pugliese” con la mente e con il cuore.

Italo Di Giacomo

Vicenza: L’Orchestra Filarmonica Italiana conclude la Stagione sinfonica del TCVI

La Stagione sinfonica del Teatro Comunale Città di Vicenza si conclude con “La Sopresa...” dell’Orchestra Filarmonica Italiana diretta da Jesus Amigo Appuntamento il 29 aprile alle ore 21.00

Una serata...con sorpresa l’ultima della Stagione Sinfonica 2009/2010 del Teatro Comunale Città di Vicenza che porta sul palco una formazione di grande storia, l’Orchestra Filarmonica Italiana diretta da Jesus Amigo in un concerto dedicato a due grandi musicisti: Beethoven e Haydn in programma il prossimo 29 aprile alle ore 21.00. Il concerto chiude la stagione sinfonica che è stata realizzata con il coordinamento artistico dell’Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza.


Apre il concerto l'Ouverture Coriolano di Beethoven, composta nel 1807 su richiesta dell'amico drammaturgo Heinrich Joseph von Collin, autore di una tragedia ispirata allo stesso eroe romano che era già stato al centro di uno dei primi drammi shakespeariani. Coriolano, ovvero Caio Marzio Coriolano, è un grande condottiero romano (VI-V secolo a.C.), membro dell'antica Gens Marcia, un valoroso generale al tempo della guerra contro i Volsci e figura leggendaria nella storia di Roma. Le vicende di questo personaggio - che con sdegno rifiuta di utilizzare per il proprio tornaconto il favore della plebe e che per un'ingiusta accusa di tradimento muove guerra alla sua stessa patria per morire infine suicida - colpiscono Beethoven, uomo poco incline ai compromessi, che decide, dunque, di trasferirne in musica le epiche gesta. La scelta della severa tonalità di do minore rimanda al carattere ombroso dell'eroe, quanto alla tragicità del suo destino. Si riconosce Coriolano anche negli accenti quasi violenti del primo tema esposto nell'ouverture, cui si contrappone la dolcezza del secondo tema, riconducibile alla voce della madre Volumnia che implora l'eroe di non distruggere Roma. La composizione si caratterizza per una serie di tensioni, contrasti e conflitti che incalzano senza pause per tutto il pezzo, chiudendosi nell'inciso tragico dell'inizio, segno del destino altrettanto tragico che attende l'eroe.

Il concerto prosegue sempre nel segno di Beethoven, con l'esecuzione dell'Ottava Sinfonia, composta nel 1812 in un lasso di tempo piuttosto breve rispetto alla norma. Pagina calma e riflessiva di grande cantabilità, questa sinfonia non presenta particolari tensioni o caratteri contrapposti, come sarebbe nello stile dell'autore, è piuttosto una sorta di "pausa" nell'attesa della travolgente Nona Sinfonia. E così la si può considerare anche nel programma del concerto, dato che è seguita dalla più energica Sinfonia n. 94 di Haydn, meglio conosciuta come "La sorpresa". Alcuni efficaci e particolari effetti orchestrali, rinforzati dal timpano, "sorprendono" infatti il pubblico in più occasioni, conferendo alla composizione un carattere vivace ed energico, adatto a chiudere in modo brillante il concerto.

Sul palcoscenico una formazione di grande storia: l'Orchestra Filarmonica Italiana. Fondata nel 1977, l'Orchestra ha collaborato con artisti di altissimo livello, come Cecilia Gasdia, Raina Kabaivanska, Katia Ricciarelli, Carla Fracci, Rudolf Nureyev e Andrea Boccelli con il quale, ormai da diversi anni, collabora regolarmente accompagnandolo nelle tournées italiane ed estere (di rilievo il concerto "evento"
dell'estate 2006 in mondovisione, per l'inaugurazione del "Teatro del Silenzio" di Lajatico).
Dirige Jesus Amigo, la cui esperienza musicale e intensità espressiva gli hanno consentito di essere invitato da diverse orchestre in Europa, America e Asia, come la Orquesta Nacional de España, la Sinfonica de Bilbao e la Kammerorchester Berlin.

Biglietti ancora disponibili ed acquistabili online (
www.greenticket.it) o presso la Biglietteria del Teatro Comunale Città di Vicenza aperta dal martedì al venerdì dalle 15 alle 19 e ed il sabato dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 19. Tel 0444-324442 biglietteria

Programma:

LUDWIG VAN BEETHOVEN (1770-1827)
Overture ‘‘Coriolano’’ in do minore op. 62
Sinfonia n. 8 in fa maggiore op. 93
FRANZ JOSEPH HAYDN (1732-1809)
Sinfonia n. 94 in sol maggiore Hob.l:94 "La sorpresa

Jesus Amigo direttore
Orchestra Filarmonica Italiana

martedì 27 aprile 2010

Lutto: Luigi Gui, una vita per la Costituzione

E’ morto ieri sera a Padova, all’età di 95 anni, il Sen. Prof. Luigi Gui. La sua è stata una vita interamente dedicata alla difesa e alla promozione, presso le giovani generazioni, dei valori contenuti nella Costituzione che lui stesso aveva contribuito a scrivere. Per questo motivo nel 2005 “Il Popolo Veneto” si impegnò in una raccolta di firme per la nomina di Luigi Gui a Senatore a Vita. Appello a cui aderirono centinaia di cittadini. Purtroppo, esclusivamente per ragioni di tempo, non arrivammo al risultato sperato. A seguire l’editoriale e l’appello al Presidente della Repubblica.

Luigi Gui, il volto onesto della politica
da Il Popolo Veneto, n.7, Anno 2005

Oriana Fallaci, Elio Toaff, Marco Pannella, Tonino Guerra, Enzo Biagi, Lidia Menapace, ecco alcuni dei prestigiosi nomi che comitati spontanei di cittadini e giornalisti hanno deciso di suggerire, tramite la sottoscrizione di petizioni, al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi per la nomina a Senatore a Vita.
Anche “Il Popolo Veneto” ha un nome da fare, ed è quello del padovano Sen.Prof. Luigi Gui.
Non vogliamo seguire le mode ma crediamo che la petizione per la nomina di nuovi senatori a vita sia un atto democratico, che coinvolge i cittadini in una scelta dall’ importante valore etico e simbolico.
Apprezzato da entrambi gli schieramenti politici del passato ed attuali, Luigi Gui ci sembra la persona ideale per ricoprire tale incarico. Questa richiesta, nasce da un gruppo di giovani, studenti e lavoratori, che per età non hanno vissuto il periodo storico in cui Luigi Gui si è trovato ad operare ma lo hanno conosciuto attraverso il racconto degli amici che hanno collaborato con lui, attraverso le numerose testimonianze scritte che ci ha lasciato della sua onorevole carriera politica o personalmente nelle numerose adunanze culturali e politiche cui tuttora presiede od è invitato. Con questa petizione, che continuerà anche nei prossimi numeri, vogliamo rendergli omaggio e ringraziarlo per quello che ha fatto per il Veneto e l’Italia tutta.
Partigiano, strenuo difensore dei valori della Costituzione, che ha contribuito a scrivere, più volte ministro si è sempre distinto per onestà ed integrità morale; persino quando fu ingiustamente coinvolto in uno scandalo di aerei e tangenti che gli bloccò per sempre la carriera politica. Così, Antonio Prezioso ricorda: “Infausta è stata la vicenda che ha, in pratica, troncato nel momento forse il più alto della sua attività politica il suo “ministero”, il servizio al paese nelle sedi di governo. Intendiamo riferirci al “caso Lockheed (febbraio 1976), alle montature giornalistiche e alle speculazioni politiche che su di esso sono state costruite in perfetta malafede. Gui allora ministro dell’Interno, pur forte della sua innocenza, con grande senso di responsabilità chiese di restare fuori dal governo che Aldo Moro stava costituendo e che lo avrebbe certamente avuto membro autorevole; dava così un esempio di correttezza che non sarà sempre seguito da altri in analoghe circostanze”.
Aldo Moro, che gli era amico, in occasione del famoso discorso (“Non ci faremo processare nelle piazze”) che pronunciò alla Camera riunita in seduta comune nel corso conclusivo dell'istruttoria, sulla cosiddetta inchiesta "Lockheed" disse:
“Chiunque conosca, e molti lo conoscono, di varie parti politiche, il senatore Gui da più di trent'anni, stenterà davvero a ritrovare la sua rude schiettezza, la sua perfetta dirittura, il suo senso innato del dovere e del servizio nella squallida e falsa immagine di tessitore di intrighi e di percettore di tangenti. […] Ma il senatore Gui è un combattente, quale è stato davvero nella sua giovinezza, già allora sacrificata e saprà resistere a questa tempesta che la incomprensione degli uomini ha suscitato”.

Emanuele Bellato

Ill.mo Presidente Carlo Azeglio Ciampi, i sottoscritti cittadini italiani Le fanno pervenire questo appello affinché, nell’espletamento delle sue funzioni ove rientra anche quello di nominare personalità che hanno tenuto alto l’onore del nostro Paese con loro azioni eccellenti alla carica di Senatore a vita, di considerare la possibilità di fare assurgere a tale incarico il Sen.Prof. Luigi Gui.
I sottoscritti ritengono che il Sen.Prof.Luigi Gui per il suo alto valore intellettuale, etico e politico sia oggi uno degli italiani che più merita tale riconoscimento. Già Resistente, costituente, educatore e più volte ministro il Sen.Luigi Gui prosegue, alla veneranda età di novant’anni, la sua opera di difesa e promozione dei valori, anche a Lei tanto cari, contenuti nella Carta Costituzionale.
Siamo convinti, Sig. Presidente, che, dalla sua azione in Parlamento, il popolo italiano ne trarrà giovamento e prestigio. Certi di incontrare il Suo desiderio ed il Suo positivo riscontro, le inoltriamo quindi questo appello. Con viva cordialità, Emanuele Bellato e la Redazione de “Il Popolo Veneto”

Firme

(Fonte: Il Popolo Veneto, n.7, Anno 2005)

Padova: Premio Prospettiva Danza Teatro

Giovedì 29 aprile ore 20.45 al Ridotto del Teatro Comunale Verdi di Padova il pubblico potrà assistere alla premiazione finale del Premio residenze coreografiche partito nell’inverno dello scorso anno.

Un’ulteriore importante tassello si aggiunge a Potenza/Corpo, l’edizione 2010 di Prospettiva Danza Teatro, il progetto dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova e Circuito Teatrale Regionale Arteven, con la direzione artistica di Laura Pulin e la collaborazione dell'Associazione Spaziodanza e la Regione del Veneto.
Giovedì 29 aprile alle 20.45 il Ridotto del Teatro Comunale Verdi di Padova ospiterà la fase finale del Premio Prospettiva Danza Teatro 2010. Il Premio, che è logica conseguenza del lavoro e delle politiche culturali di questi ultimi anni, nasce con l’obiettivo di sostenere la creatività e il talento nei giovani coreografi e allo stesso tempo promuoverne il lavoro di ricerca, favorendo la realizzazione di progetti originali.
In questa occasione sarà presentato il lavoro dei tre coreografi finalisti, selezionati tramite bando pubblico nazionale tra una trentina di progetti presentati, e che hanno avuto a disposizione un periodo di residenza di quindici giorni tra febbraio e marzo, per poter lavorare al proprio progetto artistico ed arrivare così a presentare davanti al pubblico e alla giuria il loro studio coreografico.

La serata sarà tutta al femminile con le tre coreografe finaliste che hanno lavorato al teatro patavino nei mesi scorsi. Da Firenze, Luana Gramegna presenterà Mal Bianco, un progetto coreografico sviluppato durante una residenza dal 15 al 27 febbraio 2010; seguirà Elena Ariosto, da Torino, con Slit Scan (residenza dal 1 al 13 marzo), per finire con Lara Guidetti (Castellarano, Reggio Emilia) che presenterà Cuore di carne (residenza dal 15 al 28 marzo).

La giuria, formata da coreografi, direttori artistici e operatori del settore (Mario Nanni - progettista e presidente di giuria, Pier Giacomo Cirella - vicedirettore di Arteven, Jacopo Godani - coreografo, Fabrizio Grifasi - direttore generale e artistico di Fondazione Romaeuropa, Marinella Guatterini - critico di danza e balletto, Gisberto Morselli - direttore Teatro Comunale di Ferrara, Laura Pulin - coreografa e direttrice artistica del Festival Prospettiva Danza Teatro) valuterà la creazione più meritevole e ne proclamerà il vincitore, che, oltre a portarsi a casa i 5.000 euro di premio, sarà inserito nella programmazione della prossima edizione di Prospettiva Danza Teatro.

Il Progetto Residenze Coreografiche e l’istituzione del Premio, oltre ad aggiungere valore artistico alla già ricca programmazione del festival, ha anche lo scopo di garantire una continuità al lavoro di ricerca di questi giovani coreografi favorendone anche la circuitazione a livello nazionale. La presentazione la pubblico di un simile lavoro di ricerca vuole anche essere uno strumento di sensibilizzazione nei confronti della danza d’autore e dei giovani artisti, e rappresenta un punto di partenza significativo verso una valorizzazione della qualità del lavoro coreutico legato al territorio.

Il costo del biglietto è di 5€ (posto unico non numerato) euro, e si potrà acquistare la sera dello spettacolo (a partire da un’ora prima), previa prenotazione obbligatoria (fino al raggiungimento di 80 posti) al numero: 366. 1985968.
Per qualsiasi informazione consultare il sito della manifestazione, www.prospettivadanzateatro.it, o rivolgersi alla biglietteria del Teatro Verdi tel. 049/87770213. Info anche www.arteven.it.

Italia, Francia, Russia e la follia nucleare

Ritorno al passato. Nuove centrali entro tre anni

E’ ancora vivo nel ricordo di tutti il disastro di Chernobyl, l’impianto nucleare saltato in aria il 26 aprile del 1986. Un’esplosione pari a cento volte le esplosioni atomiche di Hiroshima e Nagasaki. In soli dieci giorni la nube radioattiva arrivò su 14 paesi europei. Per mesi gli italiani cambiarono le proprie abitudini di vita: non più latte, verdure fresche e passeggiate all’aria aperta. E poi gli effetti sulla salute in Ucraina: 65 i morti tra i tecnici, 8.000 i malati e 600.000 le persone contaminate, soprattutto tra i bambini affetti da tumori e malformazioni, secondo stime dell’Organizzazione mondiale della sanità. Una catastrofe senza fine, dove morte e terrore si propagano per generazioni. Il reattore di Chernobyl infatti a distanza di 24 anni è ancora radioattivo e necessita di una costante manutenzione. Un anno dopo la tragedia, sull’onda dell’emozione, gli italiani, con il referendum, dissero “No” al nucleare. La parola d’ordine fu smantellare. Obiettivo non ancora raggiunto nonostante la creazione nel 1999 di una società ad hoc, la Sogin, per accelerare la dismissione degli impianti. Attualmente su tutto il territorio nazionale, sono presenti più di dieci depositi di scorie nucleari.
Sinistre coincidenze storiche, paure e rischi concreti sembrano non frenare la corsa per il ritorno all’atomo voluta fortemente dal governo delle destre. Venerdì 9 Aprile 2010 è stato il giorno dell’intesa con la Francia, siglata da Berlusconi e Sarkozy all’Eliseo. Già dal 2013 la Francia e le sue aziende investiranno nel nostro paese e faranno formazione per la costruzione delle nuove centrali nucleari. Protocolli d’intesa sono stati firmati tra Ansaldo (Finmeccanica) e Areva, la società transalpina parastatale che ha il brevetto per la tecnologia Epr, quella che si userà in Italia.
Di ieri invece il nuovo annuncio di Berlusconi, per l’occasione al fianco del premier russo Vladimir Putin: “Entro tre anni si potrà iniziare la costruzione di una centrale nucleare in Italia”. Alla base dell’intesa un progetto di studio sulla fusione nucleare siglato tra i ministeri della ricerca scientifica dei due paesi. Che il nucleare sia un business da non farsi sfuggire lo dimostra la presenza al vertice degli amministratori delegati dell’Enel Fulvio Conti, dell’Eni Paolo Scaroni e di Marco Tronchetti Provera presidente della Pirelli.
Per gli ambientalisti l’onere dello Stato si aggirerà intorno ai 20 miliardi di euro, stessa cifra proposta dai francesi e declinata dal governo canadese.
Il governo Berlusconi continua ad ignorare che negli ultimi vent’anni si sono affermate nuove energie, meno costose, più ecologiche: sfruttando il sole, il vento. Basti ricordare che la Germania produce il 20% dell’energia elettrica nazionale tramite fonti alternative: eolico, fotovoltaico.
Poi, che siano i francesi (l’autorità di sicurezza francese, la Asn, considera rischiose le centrali d’Oltralpe) o ancor peggio i russi a fare i “professoroni” del nucleare non è certo una garanzia di sicurezza considerando quello che è successo a Chernobyl.
Di fronte alla sconsiderata politica energetica del Governo, tesa a premiare la smodata ricerca del profitto senza tenere conto della sicurezza dei cittadini, del rispetto dell’ambiente, dei diritti dei lavoratori, dobbiamo organizzarci per costruire dal basso un’opposizione al nucleare e per combattere un potere sempre più brutale nei confronti della natura e delle fasce sociali più deboli.

Paolo Sante

L'innovativa coreografa Tabea Martin apre al pubblico il suo studio sulla “rabbia”

Serata ad ingresso libero giovedì 29 alle ore 21.00 al CSC Garage Nardini a Bassano, con uno sharing finale di residenza l’artista olandese con un progetto sulla rabbia

Convegni, residenze artistiche, presentazioni aperte al pubblico, formazione, incontri e laboratori. Sono queste le attività di Bmotion spring, la parte più innovativa di Operaestate Festival Veneto che quest’anno arriva al traguardo della trentesima edizione, e si dimostra sempre più dedicato alla sua missione di “incubatore culturale”. E proprio all’interno della programmazione di Bmotion spring si colloca la coreografa olandese, ma di origine svizzera, Tabea Martin che Giovedì 29 aprile alle ore 21.00 al Garage Nardini, presenta il suo nuovo progetto PLAYGROUND, portato avanti in collaborazione con i danzatori Kateřina Dietzová e Jan Bárta.

Il pubblico assisterà quindi ad una “prova aperta” dopo dieci giorni di residenza bassanese, in cui l’artista olandese ha girato per la città, incontrando persone che ha coinvolto in una sorta “esperimenti” sulla rabbia. Ed è proprio sull’indagine di questo potente sentimento che si concentra questo nuovo progetto di Tabea Martin, progetto che rappresenta la seconda fase di una ricerca si occupa proprio della colera e dei suoi meccanismi, e che sarà il soggetto di una nuova produzione che l’artista presentarà a Rotterdam nel corso del 2011.

“Quello che mi interessa maggiormente - racconta la Martin - è proprio indagare l’emozione della rabbia, il suo crescere, il suo divenire, l’esplosione e il rientro. Credo che sia una delle emozioni più soffocate e questo lavoro mi permette di concentrarmi sui meccanismi che si attuano per portare in scena un sentimento, e studiare la diversità fra la finzione che si applica sulla scena e quello ceh invece succede nella realtà”. Agli “esperimenti” hanno dunque partecipato persone di diverse età, che la coreografa e i suoi collaboratori hanno incontrato durante la loro permanenza Bassanese. “Mi piace molto lavorare con la gente di qui - continua la Martin - sono facili da coinvolgere, con l’entusiasmo di parteciapre a qualcosa che forse non hanno capito fino in fondo, ma “sentono” l’energia e la curiosità di provare”.

Gli appuntamenti copn le residenze continuano fino al 19 giugno, con un totale di 11 tra artisti italiani e stranieri si alterneranno in residenza al CSC Garage Nardini e alcuni di loro saranno impegnati anche in presentazioni al pubblico del lavoro creato. Un’occasione per vedere un progetto artistico in progress e un modo per gli artisti di avere un confronto “in itinere” con il pubblico chiamato anche ad offrire preziosi feedback agli stessi autori.

Ingresso libero. Informazioni Ufficio Opera Festival tel. 0424 217819

lunedì 26 aprile 2010

Venezia: Cronisti contro il Ddl intercettazioni

Il Gruppo Cronisti Veneti, il Sindacato Giornalisti del Veneto e l'Ordine Giornalisti del Veneto hanno promosso per mercoledì 28 aprile, alle 10, in campo San Giacometo, Rialto, a Venezia (fermata Actv Rialto Mercato della Linea 1 - di fronte all'ingresso del tribunale) una manifestazione regionale di protesta contro il cosiddetto Ddl sulle intercettazioni, che Gian Antonio Stella ha definito "disegno di legge per l'introduzione della censura". L'appuntamento a Venezia è stato organizzato per tutti i giornalisti che non potranno recarsi a Roma per partecipare alla manifestazione promossa a livello nazionale dalla Fnsi.
Il ritrovo è fissato per le 9.30 in campo San Giacometo; alle ore 10 inizierà il volantinaggio davanti al Tribunale e al mercato. Poi il corteo si sposterà a San Marco: la manifestazione si concluderà vicino agli imbarcaderi attorno alle 12.
Il disegno di legge attualmente in discussione non vieterà solo la pubblicazione delle intercettazioni, ma la pubblicazione "anche a guisa di notizia" di "ogni attività d'indagine"; cioè di qualsiasi notizia che sia stata comunicata alla Procura: dall'incidente d'auto agli arresti, dall'invasione di campo di calcio ai dibattiti in Consiglio comunale che vedano notizie di reato.
Il campo delle notizie che verrebbero "silenziate" dall'attuale disegno di legge abbraccia quindi, oltre alla giudiziaria, anche i settori di nera, bianca e perfino lo sport.
Obiettivo della manifestazione è esprimere dissenso verso un intervento legislativo mirato a limitare fortemente la libertà di stampa e il diritto dei cittadini ad essere informati.

L'analisi del disegno di legge Alfano sul sito: www.cronistiveneti.org

domenica 25 aprile 2010

Speciale 25 Aprile: La tua Liberazione

In occasione della Festa della Liberazione YouDem.tv proporrà per la giornata di oggi, domenica 25 aprile, una programmazione speciale interamente dedicata ai temi della libertà e della resistenza antifascista. 24 ore non-stop in cui si alterneranno racconti e testimonianze di chi ha vissuto in prima persona la Resistenza, con reportage da Genova sulla cerimonia dell’Anpi e da Montichiari, il cui sindaco, nei giorni scorsi, ha negato la disponibilità di una piazza del comune per celebrare il 25 aprile. Quest’anno Youdem.tv ha voluto ricordare l’impegno dei partigiani mandando in onda i video inediti dei telespettatori che hanno aderito all’iniziativa “25 aprile. La tua Liberazione”.
L’obiettivo è rendere omaggio a chi ha combattuto il regime fascista e l’invasore nazista, portando il nostro Paese fuori dall’incubo della guerra e della dittatura. Youdem.tv è sul canale satellitare 813 di Sky, sui siti
www.youdem.tv e www.partitodemocratico.it

sabato 24 aprile 2010

CONSIGLI LIBRARI N.12

Bea vita! Crudo Nordest
Bugaro Romolo
€ 9,50
2010, 99 p., brossura
Laterza (collana Contromano)

Ci sono milioni di italiani a cui questo paese piace esattamente così com’è. Sono piccoli imprenditori che hanno fatto fortuna prima della crisi, oggi alle prese con crediti in sofferenza e fatture difficili da scontare. Sono famiglie totalmente assorbite dall’impegno di mandare avanti il lavoro, l’attività, abituate a giudicare severamente il conflitto e la divagazione. Persone che credono nel denaro e nella possibilità del successo per chiunque sia disposto a sacrificarsi. Sono giovani precarie che scrutano nelle vetrine scarpe e vestiti dai prezzi esorbitanti, del tutto fuori portata per loro, oppure ragionieri quarantenni di formazione cattolica e simpatie leghiste. Sono donne animate da un’allegria costante, trascinante, un po’ robotica. Sono gli abitanti delle ville fortificate sparse ovunque nella Pianura Padana.

Acciaio
Avallone Silvia
€ 18,00
2010, 357 p., rilegato
Rizzoli (collana Scala italiani)

Nei casermoni di via Stalingrado a Piombino avere quattordici anni è difficile. E se tuo padre è un buono a nulla o si spezza la schiena nelle acciaierie che danno pane e disperazione a mezza città, il massimo che puoi desiderare è una serata al pattinodromo, o avere un fratello che comandi il branco, o trovare il tuo nome scritto su una panchina. Lo sanno bene Anna e Francesca, amiche inseparabili che tra quelle case popolari si sono trovate e scelte. Quando il corpo adolescente inizia a cambiare, a esplodere sotto i vestiti, in un posto così non hai alternative: o ti nascondi e resti tagliata fuori, oppure sbatti in faccia agli altri la tua bellezza, la usi con violenza e speri che ti aiuti a essere qualcuno. Loro ci provano, convinte che per sopravvivere basti lottare, ma la vita è feroce e non si piega, scorre immobile senza vie d'uscita. Poi un giorno arriva l’amore, però arriva male, le poche certezze vanno in frantumi e anche l'amicizia invincibile tra Anna e Francesca si incrina, sanguina, comincia a far male. Silvia Avallone racconta un’Italia in cerca d’identità e di voce, apre uno squarcio su un’inedita periferia operaia nel tempo in cui, si dice, la classe operaia non esiste più.

Per salvare il pianeta dobbiamo farla finita con il capitalismo
Kempf Hervé
€ 14,00
2010, 147 p., rilegato
Garzanti Libri (collana Saggi)

Il crac dell’economia e l’emergenza ambientale hanno sprofondato il capitalismo, dopo oltre due secoli di dominio, nella crisi più grave della sua storia, una crisi forse fatale. Per salvare il pianeta abbiamo un’unica possibilità: costruire una società che non sia più dominata solo dall’economia, un mondo dove il denaro non sia l’unica misura di tutte le cose. Radicale ma sempre lucido, Hervé Kempf ricostruisce le recenti trasformazioni del capitalismo, e soprattutto quel trionfo dell’individualismo consumista che ha oscurato le esigenze della collettività: dobbiamo dunque superare questo condizionamento psicologico, e poi illuminare l’intreccio di economia, ecologia, qualità della vita e informazione. L’oligarchia del denaro e dei media cerca di ingannare un pubblico sempre più consapevole del disastro, illudendoci che la soluzione di tutti i problemi arriverà dalle nuove tecnologie. Hervé Kempf, sintetizzando nella maniera più chiara una gran massa di dati e di inchieste, dimostra che è una strada sbagliata, che porterà inevitabilmente a mantenere le ingiustizie. Al contrario, dobbiamo ripartire dai nostri rapporti interpersonali, riattivare la vitalità del tessuto sociale e riscoprire la solidarietà e le sue virtù.

venerdì 23 aprile 2010

Ddl intercettazioni: Giornalisti veneti in piazza

Venezia. Anche i giornalisti veneti parteciperanno alla manifestazione indetta dalla Fnsi a Roma, mercoledì 28 aprile dalle 10 alle 14 davanti al Senato (piazza Navona Corsia Agonale), per protestare contro le norme bavaglio che il Governo intende introdurre nel disegno di legge sulle intercettazioni. Lo ha deciso il Sindacato del Veneto aderendo alla mobilitazione che la Giunta esecutiva della Fnsi ha organizzato "non appena appresa notizia degli emendamenti al disegno di legge già approvato dalla Camera che inaspriscono sanzioni civili e penali a carico dei giornalisti, al fine di impedire qualsiasi notizia su inchieste giudiziarie".

"La Federazione Nazionale della Stampa ha deciso di convocare in seduta straordinaria il Consiglio nazionale e di invitare i Comitati di redazione alla mobilitazione immediata. Fa inoltre appello alla società civile - continua il sindacato - e a tutti i soggetti che hanno già manifestato in più circostanze per il diritto dei cittadini all’informazione a far sentire la loro voce e a sostenere le iniziative contro ogni proposta liberticida".

All'iniziativa di protesta aderisce anche l'Ordine dei giornalisti del Veneto: "Si tratta di norme che limitano pesantemente il diritto di cronaca e la libertà dei cittadini di essere informati - dichiara il presidente dell'Odg Veneto, Gianluca Amadori - La tutela della privacy non c'entra: questa legge ha l'obiettivo di impedire che la pubblica opinione possa conoscere fatti importanti che riguardano pubblici amministratori".

"Gli emendamenti presentati dal governo al ddl sulle intercettazioni rappresentano una vera e propria norma restrittiva di un diritto costituzionale e ledono il diritto dei cittadini all'informazione", sostiene il presidente dell’Ordine nazionale Lorenzo Del Boca, ritenendo sufficiente l’autoregolamentazione dei giornalisti mentre il ddl rischia di far fare troppi passi indietro ai giornalisti e alla libertà di stampa che rappresentano.

"Le limitazioni che il disegno di legge pone alla pubblicazione di atti, documenti e semplici informazioni rappresentano gravi limitazioni alla libertà di informare e alla stessa autonomia dell’Ordine - prosegue Del Boca - Essenzialità, discernimento, rispetto delle leggi nel nome della libertà di stampa e dei diritti della persona sono invece i requisiti che tutti i giornalisti devono dimostrare. Occorre buonsenso e rispetto delle norme deontologiche. Non è necessario scrivere tutto perché non è necessario che tutto si sappia. Ma il senso di responsabilità della categoria non aumenta certamente con l’imposizione di una legge che vieta l’accesso alle fonti di informazione e che si configura nei fatti come una disdicevole censura preventiva". (c.s.)

65° Liberazione: Le iniziative in Veneto

In occasione del 65° anniversario della Liberazione sono state organizzate le seguenti inizative:

COMUNE DI BELLUNO

Domenica 25 Aprile 2010

Ore 9.30 - Liceo Classico “Tiziano” (via Cavour)
* Partenza del corteo dal Liceo Classico “Tiziano” con il Gonfalone, preceduto dal complesso bandistico “Città di Belluno”
* Alzabandiera e posa di una corona al Monumento alla Resistenza in Piazza dei Martiri
* Intervento del Sindaco e saluto del Presidente dell’ANPI
ore 10.30 - Auditorium comunale
* Premiazione della tesi di laurea vincitrice della borsa di studio dell’ISBREC intitolata a “Aldo e Albina Praloran”

Sabato 1° Maggio 2010

Ore 8.30 - Piazzale Marconi
* Posa di una corona alla lapide in ricordo dei Caduti, a cura dell’Ass. Nazionale Famiglie Caduti e Dispersi in Guerra. Intervento dell’avv. Giorgio Granzotto
* Santa Messa nella Chiesetta dell’Istituto Sperti

ore 9.45 -Località La Rossa
* Posa di una corona a ricordo dei Caduti dell’Oltrardo
* Santa Messa nella Chiesetta
* Cerimonia presso la Scuola Elementare di Fiammoi:
* Saluto del Sindaco
* Intervento del prof. Emilio Guerra
* Interventi recitati a cura degli studenti della classe III della Scuola Media “I. Nievo” e della V elementare della Scuola di Fiammoi

COMUNE DI TREVISO

Domenica 25 aprile 2010:

Ore 8.15 Deposizione corona d’alloro sul cippo in Strada Maleviste a Canizzano
Ore 9.00 Ritrovo in Piazza Duomo
Ore 9.15 Partenza dal centro per la deposizione delle corone d’alloro sui cippi dei Partigiani caduti in località: Piazzetta Caduti Lager - Ex Internati (ore 9.30); via Benzi - Sede Dopolavoro Ferroviario (ore 9.45); Riviera Garibaldi - civico 13 (ore 10.10); via Scarpa - S. Maria Cà Foncello (ore 10.20) (in Strada Vicinale delle Corti si provvederà alla deposizione senza cerimonia)
Ore 10.40 Cimitero Comunale Maggiore (ingresso delle Autorità da via Pindemonte): deposizione delle corone presso il Mausoleo del Corpo dei Volontari della Libertà, presso il Sacrario ai Caduti della Seconda Guerra Mondiale e presso il Monumento ai Caduti dell’Arma Aeronautica (uscita da via Terraglio)
Ore 11.40 Piazza Indipendenza: deposizione delle corone alle lapidi dei Partigiani ed Internati Caduti
Ore 11.50 Salone dei Trecento: lettura da parte di una studentessa della motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare concessa alla Città di Treviso. Discorso ufficiale della Dott.ssa Laura Dapporto, ANPI

Domenica 2 Maggio 2010:

Ore 11.15 Santa Messa e deposizione corona d’alloro sul Monumento ai Caduti di Sant’Antonino

COMUNE DI VICENZA

Sarà Massimo Cacciari domenica prossima in piazza dei Signori a pronunciare l’orazione ufficiale in occasione del 65° anniversario della Liberazione. Le celebrazioni - che avranno luogo anche in caso di maltempo - prenderanno il via con la messa delle 10.15 nel tempio di San Lorenzo, cui seguirà il trasferimento in corteo in piazza dei Signori. A partire dalle 11.15 sono infatti previsti l’afflusso dei labari delle associazioni combattentistiche e d’arma, l’ingresso del gonfalone della Provincia di Vicenza, gli onori alla bandiera del Comune di Vicenza decorata con due medaglie d’oro al valore militare, l’alzabandiera, l’onore ai caduti, la deposizione delle corone. Seguiranno in conclusione il saluto del sindaco Achille Variati e l’orazione ufficiale di Massimo Cacciari.

COMUNE DI BASSANO DEL GRAPPA

Domenica prossima, 25 aprile, la Città di Bassano del Grappa festeggerà i 65 anni
dall’anniversario della Liberazione e la conclusione della seconda Guerra Mondiale.
Il programma della mattinata prevede alle ore 8.45 la partenza del corteo dalla sede municipale e alle ore 9 la Santa Messa nel Duomo di Santa Maria in colle, anziché nella chiesa di San Francesco. Subito dopo la celebrazione, alle ore 9.45, è prevista la deposizione della corona di alloro all’Ara dei Caduti in Piazza Garibaldi e alla lapide dei Martiri in viale dei Martiri.Al termine dei due cortei, intorno alle 10.15, in Municipio, nella Sala del Consiglio, ci sarà la commemorazione ufficiale tenuta dal Sindaco Stefano Cimatti.

COMUNE DI PADOVA

Il Comune di Padova organizza, come ogni anno, la consueta cerimonia in occasione del 65° anniversario della Liberazione.Nel ricordare che nel 25 aprile del 1945 affondano le proprie radici la Repubblica e la democrazia, l’Amministrazione invita a non dimenticare il coraggio di quanti hanno lottato per liberare il Paese dalla dittatura, combattendo, anche fino all’estremo sacrificio della vita, per la pace e la libertà.In collaborazione con le Associazioni partigiane, combattentistiche e d’arma.

Cerimonie istituzionali:

Cerimonia domenica 25 Aprile 2010 - a Palazzo Moroni, via VIII febbraioore 10:30- ingresso autorità- alzabandiera- onore ai Caduti e deposizione delle corone di alloro, con accompagnamento musicale della Fanfara dei bersaglieri in congedo, sezione di Padova- intervento del sindaco di Padova Flavio Zanonato- orazione ufficiale a cura di Carlo Fumian, professore ordinario di Storia contemporanea all'Università degli studi di Padova.


Cerimonie nei quartieri:

Altre cerimonie commemorative nei quartieri della città. Programma

COMUNE DI VENEZIA

A Venezia e in Terraferma si celebrerà, domenica 25 aprile, il 65. anniversario della Liberazione, con numerose iniziative, organizzate dal Comune di Venezia, dalle associazioni Anpi, Anppia - Fiap (G.l.), Avl, dal Comitato Coordinamento associazioni combattentistiche e d'arma, dalla Comunità ebraica di Venezia, dall’Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società contemporanea.

Per saperne di più sul calendario delle manifestazioni

COMUNE DI ROVIGO

Nell’ambito delle iniziative per la celebrazione del 65° Anniversario della Liberazione, il prossimo 25 aprile alle ore 11.00 è programmata la convocazione congiunta del Consiglio Comunale di Rovigo e del Consiglio Provinciale nella Sala Consiliare del Comune, dove si svolgerà la manifestazione provinciale con l'orazione ufficiale del Sindaco di Rovigo prof. Fausto Merchiori.

Programma - Domenica 25 Aprile

Ore 9.00 Villadose: Celebrazione S. Messa Saluto del Presidente della Provincia, Orazione del Sindaco, Deposizione delle corone
Ore 10.30 Ceregnano: Saluto del Presidente della Provincia, Orazione del Sindaco, Deposizione corone
Ore 11.00 Rovigo: Sala Consiliare del Comune: convocazione congiunta del Consiglio Comunale e del Consiglio Provinciale, Orazione Ufficiale del Sindaco di Rovigo, prof. Fausto Merchiori
Ore 12.00 - Alzabandiera in Piazza Vittorio Emanuele II, Deposizione corone ai cippi commemorativi
Ore 17.00 Piazza Vittorio Emanuele-Brani musicali eseguiti dall'Orchestra degli alunni della Scuola Secondaria di Primo Grado a indirizzo musicale "Pio Mazzucchi " di Castelguglielmo -Istituto comprensivo di Fiesso Umbertiano
Ore 17.30 - Esibizione della Banda Musicale di Villadose

COMUNE DI VERONA

La città di Verona celebra chi ebbe il coraggio, nei difficili anni della seconda Guerra, di un impegno diretto nella vita del nostro Paese. Un’occasione per ricordare tutti coloro, Comitato di liberazione nazionale, Esercito italiano e forze militari alleate, che hanno creduto in un’idea di giustizia, di libertà, di solidarietà civile.
Il loro valore e il loro sacrificio hanno permesso di costruire un’Italia democratica e libera, aprendo prospettive di pace e di progresso per le generazioni future.

Domenica 25 aprile 2010. Programma della giornata:

Ore 8.40 Raduno convenuti in Piazza Bra
Ore 8.45 Celebrazione messa in Piazza Bra scalinata Municipio
Ore 9.30 Cerimonia Alza Bandiera, Autorità, banda musicale, Bandiere
Ore 9.45 Formazione del corteo e partenzaarrivo in Piazza Viviani: deposizione delle corone alle targhe a ricordo dei Caduti Militari e la Battaglia in difesa del Palazzo delle Poste
Ore 10.00 Sinagoga: deposizione della corona alla targa a ricordo della Medaglia d’Oro “Rita Rosani” e proseguimento del corteo sino al Palazzo della Gran Guardia
Ore 10.30 Cerimonia nell’Auditorium del Palazzo della Gran GuardiaInterventi:

Sindaco di Verona e Presidente della Provincia
Rappresentante della Consulta Giovanile
Oratore Ufficiale Dott. Giulio Vescovi
Ore 11.15 Consegna medaglie della città a cittadini benemeriti
Ore 11.30 Formazione del corteo davanti a Palazzo Barbieri, in Piazza Bra, deposizione delle corone presso:
Monumento “A tutti i Caduti di tutte le Guerre”
Monumento al Partigiano
Targa dei Deportati nei Campi di Sterminio
Al termine della cerimonia preghiera del Sacerdote Cattolico e del Rabbino ebraico
Ore 12.00 Chiusura della Manifestazione
Ore 18.00 Ammaina Bandiera

giovedì 22 aprile 2010

Direzione nazionale Pdl: Fini e i mulini a vento

Popolo della Libertà. Confronto durissimo

Clima da resa dei conti, guerra di nervi, volti scuri, parole ruvide. Si è consumata con una rottura pubblica tra Fini e Berlusconi la direzione nazionale del Pdl. Nel suo intervento il Presidente della Camera Gianfranco Fini ha messo a nudo l’inconsistenza del partito del predellino, al nord surrogato della Lega e più in generale privo di identità e contenuti. Ma è soprattutto la leadership di Silvio Berlusconi ad essere messa in discussione. Fini ha parlato di centralismo carismatico e di un partito privo di democrazia interna in cui il dissenso non è tollerato. I temi principali della polemica finiana toccano il rapporto con l’alleato Bossi. All’altare leghista vengono sacrificati valori e idealità. Il Popolo della Libertà, per compiacere l’alleato padano, ha rinunciato a punti fondamentali del programma politico, per esempio l’abolizione delle province. E poi l’intolleranza verso gli immigrati che porta fuori dall’alveo del popolarismo europeo. L’attacco più coraggioso arriva sul tema della giustizia e della legalità. Dalla platea partono dei fischi quando afferma: “La giustizia in Italia deve essere riformata, ma senza garantire l’impunità”. Chiaro il riferimento alle leggi ad personam. La replica del Cavaliere non concede nulla al cofondatore del Pdl e si conclude con parole aspre e di rottura: “Se vuoi fare politica molla la poltrona a Montecitorio”. Fini irritatissimo si alza dalla platea e grida: “Mi cacci?”. Come era prevedibile il documento finale della direzione fa quadrato intorno al leader maximo e definisce poco comprensibili e pretestuose le polemiche, biasimando le ambizioni personali e le correnti e riaffermando fedeltà e gratitudine al Cavaliere.
Da oggi tutti gli scenari sono possibili. Quello che è certo è che Fini non mollerà e insisterà nella favolosa utopia di instillare democrazia in un corpo malato ed autoritario qual è il partito plasmato ad immagine e somiglianza di Berlusconi. Una corbelleria paragonabile al racconto letterario di Cervantes sulle avventure del prode don Chisciotte della Mancia e la sua “romantica” e folle battaglia contro i mulini a vento.

Emanuele Bellato

Padova: "Palcoscenico in classe", porta in scena i colori del Futurismo

Sabato 24 aprile doppio spettacolo, in mattinata per le scuole e in serale aperto al pubblico al Centro Culturale Altinate San Gaetano dove dalle ore 20.00 si potrà assistere alla performance di danceability

Padova. Giornata particolarmente ricca quella di sabato 24 aprile per Prospettiva Danza Teatro, il progetto dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova e Circuito Teatrale Regionale Arteven, con la direzione artistica di Laura Pulin e la collaborazione dell'Associazione Spaziodanza.
A partire dalle ore 20.00 infatti il Centro Culturale Altinate, si animerà con performance di strada per danzatori abili e diversamente abili dal titolo Caccia al Tesoro, che avrà come protagonisti i partecipanti del laboratorio di Danceability, che concludono così lo loro esperienza laboratoriale tenuta nei giorni scorsi dall’Associazione Ottavo Giorno Onlus e dal Gruppo di Teatro Integrat. La serata godrà dell’accompagnamento musicale, con musiche dal vivo della Piccola Bottega Baltazar e la direzione artistica di Marina Giacometti.

La serata continua poi con un appuntamento che è giunto alla sesta edizione, il progetto “Palcoscenico in classe”, nato per promuovere e divulgare una cultura della Danza nelle scuole primarie e secondarie
I colori del Futurismo è il titolo dello spettacolo che avrà luogo sabato 24 aprile alle 21 al Centro Culturale Altinate/S. Gaetano (alle 10 replica riservata alle scuole e già tutto esaurita). Il laboratorio-spettacolo propone coreografie ballate da un gruppo di giovani danzatori, selezionati nel territorio veneto, unite alle performances nate come risultato dei laboratori delle coreografe Antonella Schiavon, Giovanna Trinca, Margherita Pirotto, Elisabetta Cortella negli Istituti e nei Licei padovani.

Il laboratorio condotto da Antonella Schiavon ha coinvolto in questa occasione cinque istituti superiori della città di Padova (Liceo Classico Marchesi, Istituto Belzoni, Istituto Ruzza, Istituto d’Arte Selvatico e Duca D’Aosta) e un centinaio di ragazzi del penultimo anno che, in sei incontri, hanno allestito uno spettacolo ricco di stimoli audio-visivi: filo conduttore è stato il movimento Futurista indagato a partire dalla figura di Depero, attraverso le manifestazioni artistiche che l’hanno caratterizzato, come i concetti di movimento, rumore, velocità. Lo spettacolo prodotto è il frutto di una stretta collaborazione tra le coreografe e i ragazzi, che hanno curato anche l’aspetto scenografico (sculture di plastica) e sonoro. I danzatori saranno interpreti di composizioni sul tema del movimento, utilizzando le stesse dinamiche che hanno ispirato gli studenti: si svilupperà così un disegno comune nato dall’interazione tra ballerini, studenti e pubblico. Uno spettacolo per i giovani e con i giovani dove il Futurismo sarà considerato come proposta di un nuovo linguaggio direttamente collegato al colore, alle forme astratte e allo spazio circostante in qualità di elemento creativo. Lo spettatore sarà coinvolto in scenari multimediali dove la musica punk-rock, elettronica, tecno è suono ma anche rumore e dove la parola servirà a valorizzare il gesto.

Riconoscere l’importanza della danza è uno dei motivi che hanno spinto alla creazione di un progetto come Palcoscenico in classe che avesse lo scopo di proporre nei programmi didattici delle scuole primarie e secondarie laboratori di danza gratuiti atti a sperimentare nuove forme di linguaggio corporeo e non. Il tema di quest’anno, legato al Futurismo, è stato sviluppato in alcuni Istituti Superiori e Licei padovani nell’arco di sei, sette incontri da febbraio ad aprile. I ragazzi, guidati da coreografi, hanno sperimentato un percorso artistico-formativo che prevede Danza, Movimento Creativo, Gesto e Parola. Si sono prese in considerazione le dinamiche pittoriche legate al movimento futurista ed alcuni degli elementi storico-culturali che hanno caratterizzato questo periodo. Il manifesto del movimento, il rumore, la plasticità dei corpi sono i temi ispiratori per la composizione coreografica, e con la danza si cercherà di rappresentare i contenuti stilistici, le emozioni, le sensazioni e gli stati d’animo che le opere, i testi e i suoni del Futurismo hanno saputo suscitare negli studenti.

Il costo dei biglietti è di 6€ (intero) e 4€ (ridotto) euro, per lo spettacolo delle 21 (aperto al pubblico). Per qualsiasi informazione consultare il sito della manifestazione,
www.prospettivadanzateatro.it, o www.arteven.it.

Ore 20.00 Performance finale di Danceability
Caccia al tesoro

musiche dal vivo Piccola Bottega Baltazar, contributo artistico per l’allestimento Antonio Panzuto

Performance di strada per danzatori abili e diversamente abili con i partecipanti al progetto danceability

Ore 21.00 Il Palcoscenico in classe
Progetto a cura di Antonella Schiavone

I colori del Futurismo

Settimana del libro: Presentazione de "L'Italia eco-solidale" a Santorso

Venerdì 23 aprile 2010 - ore 18.30, "Osteria Corte Sconta".
Presentazione del libro “L'Italia eco-solidale” a Santorso, Vicenza

Incontro con:
Silvia Leone, curatrice del libro
Paola Gho, curatore di "Osterie D'Italia" (Slow Food Editore)

La presentazione si inserisce all'interno delle iniziative della Settimana del libro, organizzata dal Comune di Santorso.

Info su: www.comune.santorso.vi.it/a2_13_IT_34170_1.html

mercoledì 21 aprile 2010

Anniversario Liberazione: Addio, "Bella Ciao"

Mense scolastiche e autobus vietati ai bambini i cui genitori non riescono a pagare le rette, marce contro la sepoltura islamica di una neonata, stranieri non curati negli ospedali perché non in regola con il permesso di soggiorno. Episodi di intolleranza sempre più frequenti, dove gli amministratori pubblici sembrano aver perso il lume della ragione. Si è aperta la gara a chi la spara più grossa. Naturalmente la colpa è sempre dei giornalisti faziosi che strumentalizzano, distorcono la realtà dei fatti e fanno demagogia. La lezione del buttare il sasso e nascondere la mano l’ha imparata bene il figlio prediletto del Senatùr, il ventiduenne Renzo Bossi, neo-consigliere regionale lombardo con un lauto stipendio di 15.000 euro al mese più benefit vari. Ai mondiali di calcio sudafricani Bossi Jr non tiferà per gli azzurri perché il tricolore è roba vecchia (sulle orme del padre: tricolore utilizzato come carta igienica). Scoppiata la polemica il figlio di papà, detto “trota”, ha corretto il tiro smentendo l’intervista e dicendo che non guarderà le partite. Strano per un appassionato di calcio, per giunta allenatore dei bianco-verdi della Padania. Dichiarare e ritrattare è di moda un po’ ovunque. Il quotidiano la Tribuna di Treviso riporta: Il sindaco di Mogliano Veneto vieta alla banda comunale di suonare “Bella Ciao” in occasione del giorno della Liberazione. L’Associazione Nazionale dei Partigiani d’Italia si indigna e protesta. Il sindaco leghista parla di fraintendimento, toglie il divieto, ma chiede sia fatta una richiesta formale per eseguire il celebre brano.
Contro le furbizie del potere, l’illegalità diffusa, l’ignoranza, l’indifferenza e il degrado della politica siamo ancora chiamati ad una nuova Resistenza.

Emanuele Bellato

Ddl intercettazioni: bavaglio all’informazione

Il potere non vuole controlli. Giornalisti in piazza

Ieri in Commissione Giustizia al Senato è approdato il provvedimento sulle intercettazioni già approvato alla Camera. Un disegno di legge palesemente incostituzionale, illegittimo e liberticita. Sono dodici gli emendamenti presentati tra governo e maggioranza.
I punti più controversi:
- l’autorizzazione alle intercettazioni potrà essere richiesta solo se considerate “assolutamente indispensabili” e qualora sussistano “gravi indizi di reato” e non più “evidenti indizi di colpevolezza”;
- nel secondo emendamento si prevede che potranno essere intercettati soltanto soggetti indagati o direttamente connessi ai fatti delittuosi, restringendo così il cerchio delle persone eventualmente connesse all’attività criminale dell’indagato;
- si introduce il reato di registrazione abusiva pensato sul caso di Patrizia D’Addario, ma se dovesse diventare legge, denuncia Roberto Natale, presidente della Fnsi, sarà la mannaia che colpirà ogni fuori onda televisivo.
- il potere per non essere disturbato dall’informazione e per impedire qualsiasi notizia su inchieste giudiziarie, ha previsto un inasprimento delle pene, da uno a sei anni di reclusione per le cosiddette “talpe” delle procure, e l’arresto fino a 2 mesi e un’ammenda da 4 mila a 20 mila euro per i giornalisti che pubblicheranno le intercettazioni;
- la casta per meglio tutelarsi ha disposto che se il magistrato intercetta qualcuno che conversa con un parlamentare sarà necessaria l’autorizzazione della Giunta di Camera o Senato.
Il pesante bavaglio messo sul lavoro di magistrati e giornalisti rappresenta una gravissima violazione del diritto di informare i cittadini. L’Associazione nazionale magistrati ha ribadito la “più netta contrarietà” al testo di riforma, che “rischia di vanificare, soprattutto per i reati di mafia e di criminalità organizzata, la possibilità di utilizzare un fondamentale e insostituibile strumento d’indagine”.
Durissima anche la replica del Sindacato dei giornalisti che, dopo la manifestazione di 300 mila persone del 3 ottobre a piazza del Popolo e le iniziative contro la decisione di sospendere in campagna elettorale le trasmissioni di approfondimento, propone un nuovo appuntamento, mercoledì 28 aprile a Roma (dalle ore 10 alle 14, davanti al Senato), quando la Commissione Giustizia voterà sul provvedimento, per ribadire il diritto di informare e il diritto di sapere dei cittadini.

Italo Di Giacomo

martedì 20 aprile 2010

Luigi De Magistris giovedì sera a Vicenza

Riceviamo da IdV Veneto e pubblichiamo:

L'eurodeputato di Italia dei Valori Luigi De Magistris sarà a Vicenza giovedì sera, per un incontro pubblico organizzato dal gruppo berico Giovani IdV.
L'appuntamento è per il 22 aprile alle ore 21.00, nella sala conferenze dei Chiostri di Santa Corona, dove De Magistris presenterà il suo libro "Giustizia e Potere". L'ex magistrato di Why Not sarà poi protagonista di un dibattito, condotto dal vicecapogruppo di Italia dei Valori alla Camera, on. Antonio Borghesi, sul tema "Spazio per un centro sinistra al passo coi tempi".

Interverranno anche:
Rudi Russo - Coordinatore nazionale Giovani IdV
Ovidio Attanasio - Vice Coordinatore nazionale Giovani IdV
Giuseppe Marino - Responsabile Comunicazione nazionale Giovani IdV

L'evento è aperto a tutta la cittadinanza.

Controriforma del Lavoro: Padroni e Servi

Attacco governo all’art.18. Mobilitazione Cgil il 26 aprile

Dopo il rinvio del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il ddl di riforma del diritto e del processo del lavoro tornerà in discussione alla Camera dei Deputati, lunedì 26 aprile. Il Quirinale rinviando alle Camere la legge chiedeva un ulteriore approfondimento in merito a temi di indubbia delicatezza sul piano sociale.
In pratica più che una riforma, si tratta di una controriforma che svuota l’articolo 18 e praticamente toglie alle lavoratrici e ai lavoratori il diritto di ricorrere al giudice in caso di controversia col datore di lavoro.
L’arbitrato obbligatorio non è una possibilità in più per i lavoratori ma un ricatto vero e proprio, perché pone i cittadini di fronte alla scelta tra l’ottenere un posto senza la possibilità di risolvere eventuali contenziosi (per esempio legati al licenziamento) in sede giudiziaria e non ottenere affatto un posto di lavoro. Il datore di lavoro potrà discriminare all’assunzione sulla base di chi accetta o meno l’arbitrato rinunciando al giudice. Il disegno neoconservatore del governo è quello di aggirare l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, che impedisce il licenziamento senza giusta causa e rendere i lavoratori meno garantiti, cancellando i diritti frutto di anni di lotte politiche e sindacali. In un momento di profonda crisi economica è presumibile che molti, seppur controvoglia, si piegheranno alla legge del più forte, con il risultato che i datori di lavoro saranno sempre più padroni e i lavoratori sempre più servi.
La Cgil, intanto, ha già annunciato diverse iniziative nel paese, a partire dal 23 aprile a Roma (con il convegno “Crisi e riforma della giustizia del lavoro”) ed il 26 aprile con la giornata di mobilitazione nazionale sul ddl lavoro. L’iniziativa si svolgerà in contemporanea in tutti i capoluoghi italiani, mentre a Roma si terrà un presidio davanti alla Camera dei deputati.

Volantino "NO alla controriforma del diritto del lavoro"

lunedì 19 aprile 2010

Emergenza carceri: meno indulti, più umanità

Il Governo propone i domiciliari contro il sovraffollamento

Nel carcere di Sulmona è morto un detenuto, un altro è morto a Benevento. Uno ogni due giorni è la media dei decessi in cella. Altra piaga è quella dei suicidi in carcere, 72 nel 2009, il dato più alto degli ultimi 10 anni. Dal gennaio di quest’anno si sono verificati 19 suicidi in carcere. Dati allarmanti, ma che non stupiscono più di tanto considerando che le carceri italiane possono ospitare 44.153 detenuti, invece i prigionieri sono 66.692. Queste cifre, da sole, danno l’idea di come sia diventata insostenibile la situazione. La composizione della popolazione detenuta è formata da un 40% che sta scontando pene legate all’abuso o al traffico di sostanze stupefacenti. Inoltre, da quando è entrato in vigore il reato di immigrazione clandestina, una gran parte della popolazione carceraria, circa 25 mila, è costituita da stranieri. E poi gli internati, coloro che hanno scontato la loro pena, ma sono trattenuti per motivi di sicurezza, che invece di imparare un lavoro od essere inseriti in percorsi di reintegrazione sociale passano le giornate chiusi in cella. C’è il rischio concreto che queste persone, una volta liberate, ritornino a delinquere e rientrino in prigione per gli stessi motivi della volta precedente.
A queste storture, bisogna aggiungere la cronica mancanza di personale, l’inadeguatezza delle cure per i pazienti con disagi psichici e purtroppo i non rari episodi di soprusi. Il caso del povero Stefano Cucchi resta un monito perenne sulla brutalità della violenza carceraria.
Il ministro della Giustizia Alfano sta lavorando per un “mini indulto” che prevede la detenzione domiciliare per il residuo pena di un anno. Forse più che pensare ad un “libera tutti” bisognerebbe rivedere certe leggi che portano in galera i “ladri di biciclette” e lasciano sempre liberi ed impuniti i potenti.

Paolo Sante

domenica 18 aprile 2010

Emergency: Operatori italiani innocenti

I tre cooperanti di Emergency dichiarati non colpevoli sono finalmente liberi!

Dopo un sequestro durato otto giorni, Marco Garatti, Matteo Dell’Aira e Matteo Pagani sono liberi e presto torneranno in Italia.
L’epilogo positivo della vicenda corona la straordinaria mobilitazione del “popolo di Emergency”, di sabato a Roma, partita dall’appello “Io sto con Emergency” a cui hanno aderito, in internet, 350 mila persone. La medesima petizione, tenutasi nella valle del Panshir, ha visto la partecipazione attiva di oltre 10.000 afgani solidali con l’associazione fondata da Gino Strada.
Mentre sono ancora tutte da chiarire le responsabilità dell’aggressione da parte delle forze di sicurezza afgane ad una struttura ospedaliera, risulta invece chiara l’innocenza dei tre cooperanti italiani, così come l’estraneità di Emergency alle pesanti accuse di collusione con il mondo del terrorismo.
La felicità per la liberazione dei tre operatori italiani è unita alla preoccupazione per la sorte dell’ospedale di Lashkar-gah situato in un’area dove non esistono altre strutture sanitarie gratuite. E’ infatti immaginabile che tutta questa assurda montatura avesse come fine quello di chiudere l’ospedale e cacciare dei testimoni scomodi dall’Afghanistan. Speriamo dunque che i medici possano riprendere al più presto la loro missione umanitaria in condizioni di sicurezza.
Emergency non è un male per l’Italia come incautamente ha affermato qualche giorno fa il ministro Maurizio Gasparri, ma un orgoglio ed una risorsa per tutti gli italiani.

SONO LIBERI

Domenica 18 aprile. Matteo Dell'Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani Guazzugli Bonaiuti, fino a oggi detenuti in una struttura dei servizi di sicurezza afgani, sono stati liberati, non essendo stato possibile formulare alcuna accusa nei loro confronti.Finalmente, dopo una settimana d'angoscia, e senza aver potuto beneficiare delle garanzie previste dalla costituzione e dalla legge afgane vigenti, potranno contattare le loro famiglie e i loro colleghi.Ringraziamo tutti coloro che hanno lavorato insieme a Emergency per il rilascio, in Italia, in Afganistan e nel mondo.

www.emergency.it

sabato 17 aprile 2010

CONSIGLI LIBRARI N.11

Medici di guerra, inviati di pace. Un altro Afganistan
Curatore: Emergency
€ 12,50
2002, 154 p., ill.
Guerini e Associati

Il progetto di questo libro nasce dal desiderio di Emergency, a partire dal suo fondatore Gino Strada, di condividere la realtà afgana con tutte le persone che durante la guerra hanno voluto sostenerli. Nei tre mesi cruciali dell'ottobre, novembre e dicembre 2001, dagli ospedali in Afganistan chirurghi, infermieri, giornalisti e filmakers hanno raccontato, giorno dopo giorno, ciò che il Paese stava vivendo. Tutte quelle pagine e tutte quelle immagini diventano ora questo libro.

Food rebellions! La crisi e la fame di giustizia
Holt-Giménez Eric; Patel Raj
€ 13,50
2010, 328 p., ill., brossura
Slow Food (collana Terra Madre)

Un saggio di grande attualità sulla crisi alimentare globale, di cui si analizzano con puntualità le cause prossime e profonde. Un libro che propone, anche, delle soluzioni, che risiedono nelle esperienze "alternative" all'agribusiness e sono in grado d'offrire la prospettiva di un cibo sufficiente a nutrire il mondo, equo ed ecologicamente sostenibile. Il mondo sta affrontando attualmente una profonda recessione. Nel nord la crisi ha assunto le sembianze di un collasso finanziario che ha prodotto il crollo dell'economia reale. Quest'ultimo, tuttavia, è stato preceduto da un'altra crisi, quella dei prezzi del cibo, che ha sconvolto il sud del mondo a partire dal 2006. Circa 30 Paesi hanno sperimentato rivolte popolari contro l'aumento dei prezzi nel 2007 e nel 2008... Rivoluzione verde, coltivazioni gm, speculazioni, corsa ai biocarburanti sono alcune delle espressioni di una politica economica mondiale ingiusta, i cui programmi e le cui leggi favoriscono esclusivamente gli interessi dell'agroindustria e delle multinazionali. Dall'altra parte, un mondo che resiste, applicando modelli di produzione che sono anche paradigmi di giustizia sociale e rispetto ambientale.

All together, Bobo! Un anno vissuto disperatamente
Staino Sergio
€ 24,50
2009, 355 p., ill., brossura
BUR Biblioteca Univ. Rizzoli (collana 24/7)

"L'America è il paese dove tutto è possibile." "Anche l'Italia purtroppo". Ecco sintetizzato in una sola, fulminante battuta quest'ultimo anno e mezzo di politica italiana, che ci ha regalato momenti indimenticabili. Dalle elezioni del 2008 allo sbando del Pd, dalla crisi economica alla crisi di un matrimonio, dai superpoteri del "più grande statista degli ultimi centocinquant'anni" alle allegre serate di villa Certosa, Bobo e gli altri personaggi nati dalla matita magica di Sergio Staino ci conducono in un viaggio rocambolesco tra le miserie e gli incubi del nostro Paese. Ma anche se nel corso dei mesi la fisionomia della vita politica, morale e sociale si fa sempre più grottesca, Bobo non ne vuole sapere di rinunciare al sorriso. Allibite, stralunate, ironiche, divertenti, intelligenti come il loro protagonista, queste vignette sono al tempo stesso la spietata cronistoria dell'Italia del centrodestra e una fiaba contemporanea di quello che non vorremmo vedere, non vorremmo essere e di cui continuiamo a sognare un lieto fine.

venerdì 16 aprile 2010

A Bassano il teatro civile di Marta Cuscunà per celebrare la giornata del 25 Aprile

Giornata all’insegna del teatro civile quella proposta Martedì 20 aprile ore 21.00 al Teatro Remondini dal Comune di Bassano del Grappa - Assessorato allo Spettacolo per ricordare la celebrazione del 25 aprile, Festa Nazionale della Liberazione. In scena la giovane Marta Cuscunà, vincitrice del Premio Scenario per Ustica 2009, ripercorre la storia di Ondina Peteani, prima staffetta partigiana d’Italia deportata ad Auschwitz,

“E’ bello vivere liberi”, è il titolo dello spettacolo, ma è anche l’ultima frase pronunciata da Ondina a poche settimane dalla morte, quando in ospedale il medico le chiese di scrivere a occhi chiusi la prima frase che le fosse venuta in mente. La vicenda di Ondina, che ancora giovanissima per un irrefrenabile bisogno di libertà decide di ribellarsi, incapace di restare a guardare, cosciente e determinata ad agire per cambiare il proprio Paese, è legata alla lotta antifascista che si è svolta nel triveneto. A 18 anni Ondina diventa staffetta partigiana e comincia ad affrontare le missioni più impensabili e rischiose. La sua storia però è stravolta bruscamente nel '43 quando, appena diciannovenne, viene sprofondata nell'incubo della deportazione nazista. Ma è proprio in questo drammatico momento che Ondina ritrova con ostinata consapevolezza l'unica risposta possibile: Resistenza! Perché è bello vivere liberi!

“Vorrei raccontare tutto questo attraverso linguaggi differenti - scrive la Cuscunà nelle sue note di regia - le testimonianze (per ricreare l’atmosfera e lo spirito di quegli anni attraverso le parole di chi li visse in prima persona); il monologo civile (per creare un filo conduttore tra le vicende e un punto di vista contemporaneo); i burattini (per ritrovare la forma del teatro popolare che gli stessi partigiani utilizzavano nei bozzetti drammatici che scrivevano e interpretavano per festeggiare le vittorie); il teatro di figura con pupazzi (per raccontare in modo evocativo l’orrore dei lager; perché il rapporto tra pupazzo e manovratore è uguale a quello tra deportato e aguzzino)”.

Il risultato è uno spettacolo intenso e toccante, che rivela il talento di un’attrice giovanissima ma già capace di mischiare generi popolari consolidati, come la narrazione e il teatro di figura, reinventando modelli e stili teatrali con uno sguardo semplice e fortemente contemporaneo. Non a caso la motivazione della giuria del Premio Scenario per Ustica parla di “uno spettacolo felicemente atipico, che coniuga un fresco ed efficace lavoro di narrazione, attento ai piccoli gesti del quotidiano, a stupori di ragazza, con il mestiere del burattinaio, che riprende i propri personaggi, ne soffia via la polvere e li riconsegna, felicemente reinventati, a una comunicazione efficace, archetipica, popolare. In questa ricerca anche l’orrore del lager può essere raccontato, senza che lo spettacolo perda lo straordinario candore e la felicità nel racconto della storia che ancora siamo”.

La serata è a ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Fini: L'ora delle decisioni irrevocabili?

Già da tempo andavo dicendo che la pentola del Pdl bolliva e prima o poi il coperchio sarebbe saltato. Per la verità l’ebollizione è ancora sopportabile, regolabile… ma non per molto, almeno credo. Perché? Il Presidente della Camera penso abbia capito ormai dove vuole andare. Fini ritengo abbia chiaro che si sia conclusa una fase ma, dico io, non si sa bene quale si stia aprendo. Gli scenari che si prospettano non sono ancora ben definibili. Fini verso l’operato di Berlusconi si era limitato a distinguo e a prese di posizioni all’acqua di rose o poco più. Comunque Berlusconi fino ad ora era sempre riuscito a far rientrare ogni possibile pensabile divisione della Maggioranza e del Pdl. A dire il vero gruppi e gruppetti sono nati e nascono come i crocchi a primavera sui nostri monti.
I più affermano che Fini ora abbia in mano qualche numero e certezza in più e stia per andare verso la scissione del Pdl. Certo è che siamo alla conta per sapere quanti deputati e quanti senatori sono disposti a seguire il Presidente della Camera. Finché non sarà stato chiarito questo punto sarà inutile stare a discutere. Forse proprio a questo servono le famose quarantotto ore di cui si è parlato: Berlusconi e Fini staranno a far di conti. Molto dipende da questa verifica. I semplici parlamentari sono chiamati a decidere se andare con l’uno o con l’altro.
Schifani ha già detto che se accade la divisione si torna al voto… e allora bisogna subito sgombrare il terreno da un’illusione. Gli interpellati non decideranno sulla base della validità delle obiezioni di Fini, ma sulla base delle conseguenze sul loro personale futuro.
Due sono le questioni in palio: la poltrona e il ruolo.
Il chiamato a decidere da che parte stare ha due grossi dilemmi appunto:
Primo. Nel 2013 quante probabilità ci sono di essere rieletto al di fuori del Pdl.
Secondo. Se Fini riesce a rovesciare il governo e a formarne un altro, che posto occuperei se mi schiero con Fini?
Personalmente sto a vedere che accade e valuterò il tutto fra qualche giorno. L’iniziativa di Fini continua a lasciarmi un po’ perplesso ma non sorpreso. Berlusconi ha il potere ed è in grado di dispensare “favori”, Fini no.
E gli ex An, oggi capigruppo o ministri: quale motivo dovrebbe spingerli a lasciare la strada sicura per quella incerta?
Occorre attendere la fine della conta delle forze in campo e sapere se Gianfranco Fini è colui che ci libererà da Berlusconi. Una domanda mi ha spesso accompagnato da quando Fini ha dato la mano a Berlusconi: perché un partito di destra che durante e dopo Tangentopoli si era schierato chiaramente contro la partitocrazia fuorilegge e mafiosa della prima repubblica, aggregando milioni di voti di italiani onesti e conseguendo uno straordinario successo elettorale, abbia dilapidato tutto questo confluendo nel partito di Berlusconi?
Fini non ci venga a dire che non aveva capito chi era Berlusconi. Forse Gianfranco ti sei lasciato prendere dalla promessa di successione a Silvio. Un peccato di vanità. Chiedi venia e esci allo scoperto una volta per tutte.

Ivano Maddalena