lunedì 31 maggio 2010

Medio Oriente: Blitz contro la Pace

La barbarie non conosce limiti. Durante la notte l’esercito di occupazione israeliano ha aggredito, in acque internazionali, la “Flottiglia della libertà” composta da sei navi, con a bordo attivisti pacifisti, in rotta verso Gaza, per consegnare aiuti umanitari alla popolazione palestinese. Un vero e proprio atto di pirateria in violazione del diritto marittimo. Le ultime notizie riferiscono di dieci morti (ma si teme siano di più) e circa una trentina di feriti. La denuncia del Free Gaza Movement corre via Twitter: “I soldati hanno cominciato a sparare non appena hanno messo piede sulla nave. Hanno sparato anche a civili che dormivano”.
Con questa brutale aggressione nei confronti di centinaia di attivisti non violenti, provenienti da tutto il mondo per denunciare il blocco di Gaza che dura da oltre tre anni, il governo di Israele scrive un’altra pagina buia della sua storia recente. Attualmente gli abitanti della striscia di Gaza sono stritolati dall’embargo e le condizioni di vita si sono aggravate specie dopo l’invasione del gennaio 2009, (l’offensiva militare denominata “Piombo fuso” cominciò il 27 dicembre 2008 e durò 21 giorni). L’obiettivo della flottiglia era quello di fornire alla popolazione palestinese sostegno nei campi dell’edilizia, della sanità e dell’istruzione.
Persino il sito di Panorama, settimanale vicino alle posizioni del centrodestra, ospita un intervento critico della scrittrice e giornalista Anna Momigliano “Israele questa volta ha perso. Su tutti i fronti. Morale, diplomatico, politico e forse anche dal punto di vista strategico. Perché adesso non so, davvero, che cosa potrà evitare lo scoppio di una terza Intifada”.
L’unanimità di giudizio però non si può ottenere nemmeno di fronte all’orrore. Mentre il mondo intero critica il massacro di pacifisti. il sottosegretario alla Difesa Mantica lo giustifica “Voluta provocazione”. Dello stesso parere Fiamma Nirenstein, vicepresidente della Comissione Esteri della Camera secondo cui la crisi è il risultato delle provocazioni ad Israele. Il Ministro degli Esteri Frattini si limita a chiedere timide spiegazioni al governo israeliano.
La comunità internazionale per troppo tempo ha tollerato, se non addirittura sostenuto il terrorismo di Stato, la politica di apartheid messa in pratica da Israele, le guerre di aggressione mascherate da guerre preventive di difesa, la cancellazione della storia e della cultura del popolo palestinese, le costruzioni abusive di colonie nei territori, il blocco delle forniture di acqua, l’occupazione illegale di Gerusalemme est, l’innalzamento del muro della vergogna. Sembra quasi che esista una sorta di impunità per Israele. La fermezza e le sanzioni internazionali valgono solo per chi non si allinea. Una cosa è certa, la pace non si costruisce sopra i cumuli di morti.

Italo Di Giacomo

Premiata macelleria sociale Berlusconi & C.

Siamo al varo della manovra finanziaria. Oggi il Capo dello Stato, dopo aver riesaminato il provvedimento dovrebbe apporre la propria firma a cui seguirà la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Tutto sarà chiaro e finiranno illazioni, indiscrezioni, trepidazioni per i tagli annunciati e ritrattati, sarà chiaro o meno se ci sarà l’ennesimo condono edilizio, si capirà se le province saranno soppresse o meno. Carta canta, insomma. Mi chiedo, come tanti, se tale manovra del Governo servirà veramente a uscire dalla crisi. Pardon, meglio servirà tale manovra, come Tremonti ha detto, a salvarci dal rischio Grecia? Non passerà molto tempo per comprenderne la portata e l’efficacia o meno.
Vorrei tornare a martedì scorso quando a Ballarò, programma di Giovanni Floris, si parlava per l’ennesima volta di crisi. E il primo ospite è stato il professore ed economista
Amartya Sen, premio Nobel nel 1998. Sen delinea un quadro della crisi che è meno roseo di quanto ci viene raccontato. Si parla di ripresa, ma è reale? Floris afferma: “Prima la crisi era spaventosa. Ora l’apocalisse è passata”. L’economista spiega che: “a risentire di questa congiuntura saranno i paesi molto ricchi e quelli molto poveri. La crisi è un fallimento filosofico, basata sugli effetti dell’elusione costante del meccanismo di controllo governativo dell’economia. La fiducia è un fattore chiave. La sua mancanza è fattore cruciale nella crisi. La sua presenza va accompagnata con la sicurezza di avere organismi di garanzia e tutela dei cittadini e dei risparmiatori. Si tratta di una questione di etica e di fiducia”.
“Berlusconi userebbe le stesse parole di Sen”, dice in studio l’onorevole Ravetto del Pdl, quando parla di fiducia. E aggiunge: “Tremonti aveva previsto la crisi”. Tremonti sì, ma Berlusconi e qualche altro ci avevano sempre detto che non c’era da preoccuparsi e che l’Italia sarebbe uscita per prima dalla crisi e senza particolari sacrifici e problemi ed invece ecco la manovra per salvare l’euro, per salvare l’Europa, un progetto politico e io aggiungo per salvare il salvabile l’Italia. Floris chiede a Gasparri: “C’è stata una strategia di occultamento della crisi da parte del Governo”? Maurizio Gasparri assicura di no, aggiungendo: “altrimenti avremmo avuto un calo dei consensi. E così non è stato”. A me risulta che il calo di consensi c’è, sia per Berlusconi (marcato) sia per il Governo. Gli italiani si son fidati e Berlusconi ormai ha raschiato il fondo del barile.
Da che cosa lo si evince? Per esempio da come Berlusconi, ha presentato di malavoglia le linee guida della manovra fiscale “lacrime e sangue”, fatta di “sacrifici voluti dall’Europa” (sempre colpa degli altri), causata dalle cattive gestioni passate “della sinistra statalista” (sempre colpa della sinistra). Silvio è apparso poco sereno, molto teso, lo sguardo spesso rivolto in basso. Un Berlusconi verso “l’ultimo atto”? Più rilassato appariva Tremonti che aveva previsto la crisi e così ha sentenziato: “Questa manovra è del Presidente del consiglio. E’ lui il responsabile primo!” Per fortuna Silvio si è lamentato della mancanza di potere per sé dicendo che sono i “suoi subalterni” ad esercitarlo.
Bersani, e non solo, ha chiesto che Berlusconi ci metta la faccia. La risposta l’ha avuta da Tremonti: “è lui il responsabile primo”. Altro che metterci la faccia. Se va male questa volta Berlusconi avrà perso la scommessa di concludere la legislatura e sarà il principale responsabile del disastro e peggio ancora sarà costretto a fuggire in esilio lui che voleva salvare gli italiani dal comunismo, dalla magistratura politicizzata e di sinistra, dalla sinistra statalista. Ricordate quando urlava: “Vergogna!”. Quando continua a urlare ai giornalisti di vergognarsi. Ma si vergogni lui che voleva mettere il bavaglio alla libertà di stampa, e sapete perché? Con il divieto (ora ammorbidito) di diffondere le intercettazioni non ci sarebbe più stata la preoccupazione di essere svergognati, lui per primo.
Credo si sia perso il senso della vergogna e con essa si è perso il dovere di essere giusti ed equi. Si è perso il senso della misura e dell’equilibrio. Si è perso il senso del limite tra ciò che è lecito e non lo è. Smisurati in ogni corsa al potere, alla ricchezza, nella ricerca del successo, nelle passioni e nei sentimenti. Partito dell’amore! Amare significa donare. Anche il senso del dono è stato perso e ora ci viene chiesto un sacrificio, “lacrime e sangue”, ma andate a dirlo a chi di sacrifici è già pieno e magari fa parte di quegli 800.000 che da marzo 2008 a marzo 2010 hanno perso il posto di lavoro, così per dare un numero. La vera manovra non può essere fatta senza tener conto dei principi etici di equità e giustizia. Mancando questi, come possiamo fidarci?

Ivano Maddalena

Presentazione libro: Anche voi foste stranieri

Il Museo diocesano di Vicenza - accogliendo l’invito dell’Associazione Terre Veloci e con la collaborazione del Servizio di Pastorale della Cultura della Diocesi di Vicenza e della Libreria San Paolo - ha organizzato una serata-dibattito con don Antonio Sciortino, direttore di “Famiglia Cristiana”, autore di “Anche voi foste stranieri. L’immigrazione, la chiesa e la società italiana” (Editori Laterza).
La presentazione si colloca all’interno della rassegna Chi l’ha scritto? Autori al Museo, dedicata agli scrittori del nostro tempo, per presentare al pubblico i temi del contemporaneo.
L’incontro di Giovedì 3 giugno alle ore 20.30 al Palazzo delle Opere Sociali (Piazza Duomo, 2 Vicenza), con ingresso libero, offrirà un dibattito attorno al tema dell’immigrazione, ripercorrendo attraverso questa pubblicazione i molti aspetti che caratterizzano una questione tanto complessa quanto ignorata.
Per offrire un panorama più completo del territorio di Vicenza e del Veneto, altri due autorevoli ospiti contribuiranno con la loro esperienza a rendere più viva ed efficace la comprensione di questo tema: il col. Antonio Morelli, comandante provinciale della Guardia di Finanza, offrirà al pubblico la conoscenza di una realtà fatta di persone che si inserisce anche nell’economia del territorio, mentre don Giovanni Sandonà, presidente della Caritas Triveneta, saprà definire quale sia la situazione delle differenti comunità di origine straniera presenti sul territorio, nell’ordinario e nell’emergenza.
Dalle stesse osservazioni di don Sciortino e dallo spazio dedicato dal settimanale“Famiglia Cristiana” al tema delle migrazioni, si entrerà in contatto con il complesso mondo dell’informazione, talvolta fortemente implicato nella comprensione di questo fenomeno.
«Due italie si contrappongono. A torto o a ragione. C’è chi soffia sul fuoco alimentando paure e tensioni. Chi affronta il problema con superficialità. Quasi non lo riguardasse. Chi, di fronte a un immigrato, sbuffa infastidito. Sempre, e a prescindere. E chi, infine capisce che una soluzione va trovata. Nell’accoglienza e nella legalità.
La politica dello struzzo non paga. Non serve nascondere la testa nella sabbia.
O girarsi dall’altra parte. Ma è deprecabile la chiamata alle armi per sbarrare il passo allo straniero.
Anzi. E’ un terribile boomerang. Un’illusione. Crea ancor più problemi. Così’ il paese arranca. Non andrà davvero lontano. Né basta imprecare contro lo straniero che ci ruba il lavoro, violenta le donne, svaligia le case e terrorizza interi quartieri. Accade anche questo, ma quanta enfasi su TV e giornali quando di mezzo c’è l’immigrato.
Due Italie si contrappongono. Quella “Arrabbiata”, pugno serrato e muso duro, che “digrigna i denti” e sbava di livore. E l’altra, quella dei buoni sentimenti, accusata di “buonismo”, ma solidale coi piedi per terra. Come chi guarda in faccia la realtà. La prima è chiassosa e impulsiva. Urla nelle piazze, agisce più d’istinto. Ha dalla sua maggiore visibilità mediatica, per amplificare parole e gesti. L’altra Italia, più silenziosa, è intenta alle emergenze e ai primi soccorsi. Ha meno tempo per i dibattiti, talora beceri, dei salotti televisivi. Spesso è, volutamente, ignorata. Perché il volto buono dell’Italia non ripaga. Meglio oscurarlo. Non è “politicamente corretto” dire che gli immigrati sono esseri umani. Come lo siamo noi tutti. E che i loro bambini sono uguali ai nostri figli. In tutto. Quale Italia prevarrà? In gioco c’è il nostro futuro. E la speranza del paese». (c.s.)

domenica 30 maggio 2010

Oltre le apparenze: Il programma completo

Ciclo di conferenze, dibattiti, confronti e un lavoro teatrale sulla violenza nei confronti delle donne

Questo ciclo d’incontri realizza il progetto approvato dalla Regione Veneto “Realtà prospettive ed evoluzione della donna nella società”, promosso dagli Assessorati alle Pari Opportunità dei Comuni di Salizzole, Isola della Scala e Sommacampagna, con il partenariato della Provincia di Verona.

PROGRAMMA DEGLI INCONTRI

4 giugno ore 21
Auditorium S.Maria Maddalena (ex Chiesa dei Frati)
Comune di Isola della Scala

Ingresso libero
Teatro Impiria
presenta lo spettacolo
“VITE IN CODICE - Quattro storie di violenza sulle donne”
Dopo lo spettacolo dibattito:
Intervengono:
- Michela Pezzani, scrittrice e giornalista de “L’Arena”
- Roberto Adriani, regista
- Marina Bacciconi, Presidente dell’Osservatorio Nazionale sulla Violenza Domestica
- Simonetta Tregnago, Presidente Commissione P. O. della Regione Veneto
- Paola Perobelli, Assessore del Comune di Isola della Scala
- Sara Brisotto, Consigliera delegata alle P. O. del Comune di Sommacampagna

17 giugno ore 21.15
Villa Venier
Comune di Sommacampagna

Ingresso libero
Teatro Impiria
presenta lo spettacolo
“VITE IN CODICE - Quattro storie di violenza sulle donne”
Dopo lo spettacolo dibattito:
Intervengono:
- Michela Pezzani, scrittrice e giornalista de “L’Arena”
- Roberto Adriani, regista
- Marina Bacciconi, Presidente dell’Osservatorio Nazionale sulla Violenza Domestica
- Simonetta Tregnago, Presidente Commissione P. O. della Regione Veneto
- Paola Perobelli, Assessore del Comune di Isola della Scala
- Sara Brisotto, Consigliera delegata alle P. O. del Comune di Sommacampagna

15 giugno ore 21
Sala Civica al Castello
Comune di Salizzole

Ingresso libero
Incontro - Dibattito
“LA VOCE DELLE DONNE: L’importanza dell’Organismo di parità negli enti locali come buona pratica di amministrazione. Strumenti per istituire una Commissione comunale Pari Opportunità”
Saluto del Sindaco Mirko Corrà
Intervengono:
- Simonetta Tregnago, Presidente Commissione P. O. della Regione Veneto
- Marina Crisafulli, componente della Commissione di pari Opportunità della Provincia di Verona
- Paola Perobelli, Assessore del Comune di Isola della Scala
- Sara Brisotto, Consigliera delegata alle P. O. del Comune di Sommacampagna
- Francesca Zivelonghi, Consigliera della Provincia di Verona
- Monica Tregnago, Assessore alle P. O. del Comune di Salizzole

Martedì 22 giugno ore 21
Arsenale di Verona

Festival del Teatro di Verona
replica
“VITE IN CODICE - Quattro storie di violenza sulle donne”

sabato 29 maggio 2010

Heysel, per non dimenticare

Ricorre oggi il 25° anniversario di una delle più grandi tragedie dello sport, quella dell’Heysel, accaduta il 29 maggio del 1985 a Bruxelles, dove si svolgeva la finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool. Prima del fischio d’inizio, in uno stadio che presentava problemi notevoli dal punto di vista strutturale, gli hooligans inglesi assaltarono i pacifici sostenitori della Juventus situati nel settore Z. Fu una strage, con 39 vittime e oltre 600 feriti. L’Uefa decise che si doveva disputare la partita, onde evitare che la situazione degenerasse ulteriormente. Le notizie erano confuse, si parlava di feriti e di un morto, le due squadre furono costrette a scendere in campo e onorarono l’impegno con serietà. La Juventus vinse 1-0, ma non ci fu nulla da festeggiare. Oggi a Torino, nel cortile della sede della Juve, sono state ricordate le vittime di quella assurda strage, con una cerimonia di commemorazione cui erano presenti i familiari dei tifosi morti all’Heysel, insieme a molti esponenti bianconeri come John Elkann, Michel Platini, Giampiero Boniperti, Franzo Grande Stevens, il direttore generale del Liverpool Christian Purslow, Jean-Claude Blanc e il CdA, Giuseppe Marotta, Roberto Bettega, le istituzioni sportive e politiche, una rappresentanza della squadra di allora con Bonini, Brio, Briaschi, Cabrini, Tacconi e Vignola. E poi Alessandro Del Piero, Mariella Scirea, Giovanni Cobolli Gigli, Francesco Morini e Giuseppe Furino. “Ho un ricordo personale di quella serata”, ha raccontato il Presidente della Juve Andrea Agnelli. “Avevo nove anni e da casa non capivo bene cosa stesse succedendo, se non attraverso i discorsi dei miei genitori. Era una sensazione strana, tra il dolore per quello che potevo intuire stesse succedendo e l’aspettativa per una finale che può avere un bambino di quell’età. Ne parlavo proprio ieri con Alessandro Del Piero, anche lui era un ragazzino, e anche lui ha gli stessi ricordi. Poi sono cresciuto e ho capito la portata della tragedia che si è consumata nella notte in cui la Juventus ha conquistato una coppa che tutti noi abbiamo sempre fatto fatica a sentire nostra. Ritengo che oggi sia importante parlare anche del tema sociale, perché gli stadi devono essere luoghi sicuri dove andare con le proprie famiglie e vivere momenti di gioia assistendo a una sana competizione sportiva. Nel nuovo stadio che stiamo costruendo ci sarà un luogo dedicato a ricordare le vittime di quella serata, che sono sempre nei nostri cuori. Vogliamo che il loro ricordo ci accompagni anche nella nostra nuova casa”. Questo il ricordo di Michel Platini che quella sera era in campo con la maglia bianconera: “In quella lontana primavera ero un calciatore non ancora trentenne, gioioso e spensierato, proprio come tanti tifosi che quel giorno vennero a Bruxelles per amore della Juventus e che purtroppo non sono mai tornati a casa, strappati ai loro cari in quella maledetta serata. Noi quella notte l’abbiamo vissuta al buio, coscienti che non era una partita normale, ma senza renderci conto sul momento di quanto non fosse normale. Quella partita non è durata 90 minuti, quella partita si sta ancora giocando, non è mai finita e si giocherà nella nostra vita per sempre. Nessuno potrà mai cancellarla. Oggi vogliamo ricordare le 39 vittime, i nostri cuori sono con le loro famiglie. Da presidente dell’Uefa posso assicurare che è mia responsabilità e massimo impegno che tragedie così non avvengano mai più”. Dopo la cerimonia, i presenti si sono recati alla chiesa della Gran Madre per partecipare a una funzione religiosa, alla quale ha preso parte anche una rappresentanza della squadra di oggi. Nei cuori di tutti i veri sportivi resterà per sempre il ricordo di quei 39 supporters scomparsi mentre assistevano alla partita della loro squadra. Una tragedia assurda che non dovrà ripetersi mai più, perché bisogna andare allo stadio per sostenere la propria squadra, non per compiere atti violenti nei confronti degli avversari.

Francesca Monti

CONSIGLI LIBRARI N.17

L’isola dei cassintegrati
Tellini Tino
€ 13,00
2010, 192 p.
Aliberti

Dopo l’Isola dei Famosi, ecco l’Isola dei Cassintegrati: un gruppo di operai di Porto Torres il 24 febbraio è sbarcato sull’isola dell’Asinara e ha occupato le sale dell’antico carcere di Cala d’Olivia. Gli operai, che lavorano per la Vinyls (ex Enichem), un’azienda chimica in amministrazione controllata per cui è in corso una trattativa per la cessione, quattro mesi fa sono stati messi in cassintegrazione e ora vogliono ottenere, richiamando l’attenzione delle autorità e dell’opinione pubblica, le risposte che nessuno ha ancora dato loro. Gli uomini del petrolchimico hanno dichiarato di non voler abbandonare l’isola fino a quando gli impianti non riprenderanno a funzionare. Argentino Tellini, portavoce degli autoconfinati all’Asinara, ha registrato la cronaca quotidiana dell’avventura dei cassintegrati, riportata ogni giorno sulla «Nuova Sardegna».

Leonilde. Storia eccezionale di una donna normale
Perroni Sergio C.
€ 9,50
2010, 68 p., brossura
Bompiani (collana Assaggi)

Con prosa ritmata e incalzante, Sergio Claudio Perroni racconta la tempra drammaturgica di Nilde lotti, l’agguerrita soavità con cui, tra la fine del fascismo e la morte di Togliatti, questa “regina plebea” seppe reagire alle invidie e alle insidie di una corte che non le perdonava i tanti successi, primo fra tutti quello di essere amata dal capo del PCI. Una vita densa di passioni non solo politiche, di intrighi, rinunce, conquiste e sentimenti strettamente intrecciata - e a volte perfettamente coincidente - con i drammi, le conquiste e le contraddizioni dell’Italia di quegli anni.

Heysel 29 maggio 1985. Prove di memoria
Targia Emilio
€ 16,00
2010, 208 p., brossura
Reality Book (collana Controluce)

Sono passati 25 anni dal 29 maggio 1985. 39 persone, per lo più tifosi bianconeri, persero la vita allo stadio Heysel di Bruxelles, dove si giocava la finale di Coppa dei Campioni Juve-Liverpool. Il giornalista Emilio Targia, sopravvissuto per caso a quella notte di follia, prova a mettere insieme appunti e ricordi. Di quel che accadde prima. E di quel che non accadde dopo. Una prova di memoria a più voci, con testimonianze di ex-giocatori, scrittori, politici, giornalisti, artisti, e col racconto inedito di alcuni sopravvissuti. Un lavoro dedicato a quelle 39 persone, morte per una partita di calcio: dimenticare sarebbe ucciderle una seconda volta. Prefazione di Walter Veltroni. Con un contributo di Sandro Veronesi.

venerdì 28 maggio 2010

Rievocazione storica: Garibaldi a Lendinara

Segnaliamo una interessante manifestazione che si terrà mercoledì 2 giugno a Lendinara in provincia di Rovigo

E’ giunta alla 4ª edizione la rievocazione storica “Arriva Garibaldi” in cui si ricorda la visita dell’ “Eroe dei due mondi”, con la figlia Teresita, in Polesine e il discorso pronunciato dal Generale il 25 febbraio del 1867 dal balcone di villa Ca’ Dolfin alla cittadinanza di Lendinara, all’indomani dell’annessione del Veneto al Regno d’Italia. La storia racconta: “Cessati gli evviva ed il rumore del popolo, il generale, indirizzandosi a tutti, pronuncia ad alta voce un discorso: ricorda che l'Italia non è ancora libera del tutto, che è d'uopo difenderla, che è un bel giardino agognato da tutti i potenti d'Europa, ma che ora noi soli possediamo; raccomanda gli esercizi alle armi; promette, se occorre, di prestar l'opera propria, benché vecchio e rotto, unito ai lendinaresi; e, dopo una staffilata ai preti, perché nemici della patria, rientra salutando. La folla lo acclama, lo invita a ripresentarsi, ed egli si riaffaccia, sorridendo benignamente. Parte, il giorno dopo, da Lendinara”.
Per l’occasione le vie del paese saranno animate da figuranti garibaldini rigorosamente in camicia rossa. Alla manifestazione è collegato anche il concorso “Lendinara risorgimentale in costume” che premierà il miglior costume d’epoca.

PROGRAMMA 2 GIUGNO 2010
A partire dal pomeriggio Lendinara sarà in festa. La Città si calerà in una suggestiva dimensione ottocentesca offrendo un ricco cartellone di eventi:

ore 16,00 Piazza Risorgimento
Mercato d'epoca : arti e mestieri
Mostra dei Cimeli (sala Canoziana del Municipio)
Iscrizione al concorso del concorso "Lendinara risorgimentale…in costume"
ore 16,30 Inizio animazione in Piazza
ore 17,00 Giochi di un tempo per bambini
Esposizione burattini eseguiti dai bambini delle Elementari
Teatro dei Burattini
Cantastorie e musiche tra le due Piazze con le "Ciaramelle"
Balli popolari con il Gruppo Risorgimentale
ore 18,00 Intervista della Compagnia Tartaruga ai concittadini Alberto Mario e Jessie White
ore 18,20 "Musiche risorgimentali" della Banda Cittadina (piazza Risorgimento) ore 18,40 Rievocazione storica
Rievocazione dello storico arrivo di Garibaldi in carrozza da via Cavour per arrivare a Villa Ca' Dolfin-Marchiori, dal cui balcone farà un saluto. Sarà accompagnato dalla figlia Teresita, dal Colonnello Acerbi, dagli Amici Alberto Mario e Jessie White e dal sindaco Marchiori
ore 19,15 Ballo dell'Unità d'Italia
Grandi festeggiamenti: nel liston di Piazza Risorgimento grande ballo con danze
Popolari del nostro territorio
Premiazione del Concorso dei Costumi
A seguire gratis per tutti Pane, Porchetta e Vino perché la festa continui...*

*In caso di maltempo la manifestazione sarà rinviata a domenica 6 giugno

Per ulteriori informazioni visitare il sito internet dell'associazione "
Amici di Garibaldi" e del "Gruppo Risorgimentale" Città di Lendinara.

Misteri d'Italia: Così parlò Kossiga

Premetto di essere un affezionato lettore de “Il Fatto Quotidiano”, però mi ha lasciato alquanto perplesso l’articolo di ieri, pubblicato in seconda pagina, dedicato alle parole e al pensiero di Francesco Cossiga su terrorismo e potere. Siccome il giornale di Padellaro ha fatto della trasparenza un punto di forza e di garanzia presso i propri lettori, tanto da riportare appena sotto la testata la seguente dicitura: “non riceve alcun finanziamento pubblico” e siccome non bisogna mai usare due pesi e due misure ed essere sempre intransigenti, soprattutto con gli amici, mi permetto di dire che la pubblicazione dell’estratto di un capitolo tratto dall’ultimo libro di Cossiga è stata inopportuna. Non era più corretto metterlo sotto la voce: “publiredazionale”? L’emerito Presidente della Repubblica Francesco Cossiga è lo stesso personaggio che un paio d’anni fa consigliò al ministro dell’interno Maroni e alla polizia di picchiare a sangue le maestre in sciopero. Se avete dimenticato, rileggete la dichiarazione dell’ottobre 2008: “Maroni dovrebbe fare quello che feci io quando ero ministro dell’Interno. In primo luogo lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino di dodici anni rimanesse ucciso o gravemente ferito... Lasciar fare gli universitari. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì”. Il pensiero corre all’assurda morte della studentessa diciannovenne Giorgiana Masi uccisa a Roma il 12 maggio 1977 durante una manifestazione di piazza. L’allora Ministro dell’Interno era proprio Francesco Cossiga.
Il “Picconatore” è lo stesso che invita a non sottovalutare il pericolo internet-terrorismo, rilanciando quindi le norme bavaglio nei confronti della rete.
Tra le numerose citazioni, o meglio deliri, riportati da “Il Fatto”, da: “La strage di Bologna fu opera dei palestinesi”, “Strapagammo l’euro per colpa della vanità di Ciampi e Prodi”, “Il bravo politico manipola e falsifica”, colpisce per insensibilità umana quella su Aldo Moro: “Moro sì che sapeva usare i servizi…”.
Troppi segreti, verità celate, complicità e omertà ripetono la sentenza a morte nei confronti di Aldo Moro. Il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga conosce tutta la verità, ma ha deciso di portarsela nella tomba insieme ad altri mille segreti e misfatti. Di lui Maria Fida Moro ha detto: “Il mio giudizio su Cossiga è riassunto in una piccola frase che gli ho scritto in una lettera a cui non ha ritenuto di rispondere: le lacrime non lavano il sangue”.

Paolo Sante

giovedì 27 maggio 2010

Fibromialgia: Berlato Sella (Pd) scrive a Zaia

Il consigliere regionale del Partito Democratico, Giuseppe Berlato Sella ha inviato oggi una lettera al presidente del Veneto, Luca Zaia, con la quale chiede che “la Regione solleciti il governo per riconoscere la fibromialgia come malattia invalidante”.

In occasione dell’approvazione del Bilancio e della Finanziaria regionale 2010, il Consiglio regionale aveva approvato un ordine del giorno che andava proprio in questa direzione, ora dunque Berlato Sella si rivolge a Zaia per stringere i tempi.

La fibromialgia è una malattia molto diffusa: colpisce fra il 2 e il 4% della popolazione, ma aumenta progressivamente con l’età, soprattutto nel sesso femminile, fino a raggiungere l’8-9%. Sono due milioni i malati di fibromialgia in Italia. Il dolore è il sintomo predominante di questa sindrome: esso talora è localizzato, ma il più delle volte è diffuso e può essere talmente intenso da impedire ai soggetti lo svolgimento delle più comuni attività quotidiane. Al dolore si associa inoltre una pesante astenia: il 90% dei malati di fibromialgia soffre di stanchezza che spesso è associabile, per intensità, ad un’altra patologia correlata denominata “sindrome da affaticamento cronico”.

“L’Italia, purtroppo, continua ad ignorare questa malattia che invece è stata riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ad oggi soltanto la Provincia di Bolzano l’ha riconosciuta come invalidante ed ha concesso l’esenzione per le prestazioni sanitarie. La Regione Veneto - conclude Berlato Sella - potrebbe dunque rendersi promotrice di un’iniziativa di fondamentale importanza per le decine di migliaia di persone affette da questa sindrome”.

Boxing Bassano con Lara Platman

Partito il progetto Community che coinvolge anziani e bambini della città che partecipano direttamente alla creazione di un evento fotografico con la fotografa inglese Lara Platman

Per il 2010 Opera Estate Festival Veneto - Città di Bassano del Grappa, promuove alcune iniziative che avvicinino le arti performative alla comunità locale. Avvalendosi della collaborazione di artisti, esperti di community projects, di coreografia e fotografia, sono promosse delle attività che coinvolgono anziani e bambini della città, facendoli partecipi direttamente nella creazione di eventi performativi o di opere da esporre al pubblico.

Proprio in questi giorni e fino al 4 Giugno, la fotografa inglese Lara Platman conduce un progetto che coinvolge otto anziani di Bassano del Grappa e otto bambini (di età compresa tra i 6 e gli 11 anni) italiani e immigrati.
“Decisivo è stato il supporto dei coordinatori del centro diurno anziani” - spiega Roberto Casarotto, ideatore del progetto insieme alla Platman, “attraverso diversi incontri con i responsabili e con gli anziani, c’è stata la possibilità di raccontare loro cosa avevamo in mente e la nostra proposta è stata raccolta davvero con un grande entusiasmo”.
I partecipanti sono stati poi divisi in coppie (un anziano e un bambino), ed è cominciato così una sorta di “processo di trasmissione della memoria” attraverso una narrazione dell’anziano al bambino si sviluppa il racconto di una vita, vicende del passato, ricordi, storie di vita vissuta e ambientata in alcuni luoghi lcuni luoghi della città. Durante questi incontri Lara Platman scatta delle foto, dei ritratti ai partecipanti e i bambini, sono invitati a loro volta a scattare delle foto ispirate dalle suggestioni dei racconti.

Tutte le foto dei bambini verranno raccolte, composte e inserite in scatole di carta generando le opere che saranno esposte in mostra a Palazzo Bonaguro tra il 24 Agosto e il 5 settembre 2010, accanto ai ritratti e alla documentazione dell’iniziativa.
I partecipanti saranno coinvolti da Lara Platman anche nell’allestimento della esposizione e invitati ad arricchire le opere anche con oggetti personali.

Il progetto intende così promuovere differenti forme di dialogo: quello tra le diverse generazioni, quello tra abitanti del territorio e membri delle comunità immigrate, ma anche quello tra diverse forme di arte. E gli echi del progetto sono arrivati anche in Gran Bretagna, suscitando l’interesse del network della BBC, che nei prossimi giorni manderà una giornalista a seguire più da vicino le future tappe del progetto.

Oltre le apparenze. Storie e progetti di donne

Ciclo di conferenze, dibattiti, confronti e un lavoro teatrale sulla violenza nei confronti delle donne

Stamattina, presso la sala Rossa della Provincia di Verona, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della manifestazione “Oltre le apparenze”, un ciclo di conferenze, dibattiti, confronti e un lavoro teatrale sul tema della donna e delle problematiche legate al mondo femminile. La manifestazione si inserisce nell’ambito del progetto “Realtà, prospettive ed evoluzione della donna nella società” voluto dalla Regione Veneto.

Il progetto promosso dagli Assessorati alle Pari Opportunità dei comuni di Salizzole, Isola della Scala e Sommacampagna, con il partenariato della Provincia di Verona ha come finalità: promuovere la presenza femminile nella pubblica amministrazione; incentivare le donne a ricoprire ruoli di responsabilità collettiva e creare nella pubblica amministrazione l’Organismo di Parità quale componente strategica di buona amministrazione.

Alla conferenza, oltre al Presidente di Provincia di Verona e agli amministratori dei rispettivi comuni era presente la scrittrice e giornalista Michela Pezzani, autrice della piéce “Vite in codice”, la performance teatrale prodotta da Teatro Impiria appositamente per la manifestazione e che andrà in scena venerdì 4 giugno ore 21 alla Chiesa dei Frati, Isola della Scala, giovedì 21 giugno ore 21,15 a Villa Venier, Sommacampagna e martedì 22 giugno ore 21,30 all’Arsenale di Verona.

VITE IN CODICE
4 storie di violenza sulle donne

di Michela Pezzani

da un' idea di Roberto Adriani

con Pamela Occhipinti, Sergio Bonometti e Gabriella Sartori
pogetto luci di Andrea Castelletti
regia di Roberto Adriani


Libro: Tiepolo raccontato dagli studenti

Sabato 29 maggio gli alunni della Scuola elementare G.B. Tiepolo di Vicenza presenteranno un libro sull’artista veneziano

Vicenza. Si intitola “Luce, colore e fantasia. I bambini scoprono e raccontano Giovan Battista Tiepolo”, il libro realizzato dagli alunni della Scuola Prima “G.B. Tiepolo” in occasione dei 30 anni della scuola che verrà presentato sabato 29 maggio alle 10.30 nella sede dell’istituto elementare (quartiere San Pio X). Proprio per festeggiare l’importante anniversario, gli insegnanti hanno pensato di realizzare un libro costruito dai bambini e rivolto ai piccoli lettori per scoprire il personaggio dal quale la scuola ha ricevuto il nome: Giovan Battista Tiepolo.
L’impegno e la partecipazione di molti ha reso possibile questo importante lavoro che rientra fra i progetti speciali del “Dire, Fare e Pensare”, promosso dalla Confartigianato Vicenza, e che ha coinvolto durante l’anno scolastico tutte le diciassette classi e i docenti della Scuola Primaria, con la partecipazione degli alunni grandi della Scuola dell’Infanzia “Via Dalla Scola”, e il coordinamento dell’insegnante Cinzia Capitanio, da cui è nata l’idea.
Per giungere alla pubblicazione del libro si sono incrociati l’impegno di docenti e alunni, la partecipazione di Confartigianato Impresa Famiglia e dell’Associazione Artigiani di Vicenza, gli interventi, prima con i laboratori alle insegnanti e poi con il lavoro con gli alunni, di David Conati per i testi e dell’artigiano Giancarlo Busato per la realizzazione di preziose stampe artistiche realizzate alla Stamperia d’Arte Busato, i laboratori di pittura e grafica dell’insegnanti Maria Rosaria Drago, il sostegno e il patrocinio offerti dal Comune di Vicenza e dalla Regione Veneto e il contributo di alcuni sponsor. (c.s.)

Come avvicinare i bambini alla lettura?
Convegno “Educare alla lettura in età prescolastica: aspetti e consigli educativi”

Verona. Quali sono i libri più adatti ai bambini? In che modo i genitori possono avvicinare i propri figli alla lettura? Come orientarsi nel mare magnum della produzione contemporanea? Sono alcuni degli spunti di cui si discuterà nell’incontro che Silvia Blezza Picherle, docente di Letteratura per l’infanzia e Pedagogia della lettura all’università di Verona, terrà sabato 29 maggio alle 10 nell’aula 2.3 dell’ateneo scaligero (ingresso dal chiostro di San Francesco n.22). La conferenza si propone come momento di incontro e confronto con insegnanti e genitori, con lo scopo di fornire delle indicazioni che li aiutino a muoversi nel panorama sempre più complesso della letteratura per i ragazzi.

L’iperproduzione: questo è il problema che al giorno d’oggi rende sempre più difficoltoso orientarsi nella produzione letteraria - sottolinea la professoressa Blezza Picherle. Tutto ciò rende problematico riconoscere un libro bello e originale e questo è dovuto anche al fatto che una mole di libri sempre maggiore disorienta il lettore, che non è più in grado di riconoscere un prodotto di qualità da uno che è solo parte della massa. Questo ammassamento di testi produce in prima istanza un appiattimento e un abbassamento della qualità testuale ed iconica causando una stagnazione creativa”. Per rendersi conto della dimensione di questo fenomeno basta osservare un dato: nel 2007 il numero di collane che facevano riferimento all’editoria per ragazzi ha raggiunto quota 505. Secondo i dati Istat, nello stesso anno, sono stati pubblicati 4.228 titoli per ragazzi, di cui 2.608 sono cosiddette “novità”.

Nell’incontro di sabato 29 maggio verranno fornite in primo luogo indicazioni utili rispetto alla produzione, fornendo a genitori ed insegnanti indicazioni per individuare la produzione d’eccellenza. In secondo luogo verrà spiegato come porsi nell’ottica di una educazione alla lettura e dei suoi obiettivi educativi. “C’è un forte bisogno di educare alla lettura non solo i ragazzi ma prima di tutto i genitori e gli insegnanti - rileva la docente - questo significa favorire atteggiamenti attivi ed esplorativi nei confronti del testo al fine di costruire un lettore abituale; per fare ciò è però necessario porsi nell’ottica di un progetto unitario ed organico che nasce da un’idea precisa di quali sono i termini in gioco. All’incontro di sabato parleremo della motivazione a leggere e del piacere di leggere; di come creare nuovi lettori abituali; di adottare una metodologia operativa specifica. Solo così si può pensare ad una vera educazione alla lettura”.

mercoledì 26 maggio 2010

Nucleare: la soluzione si chiama Referendum

Riceviamo e pubblichiamo un intervento sul nucleare del coordinatore regionale IdV Veneto, Gennaro Marotta

In queste ultime due settimane abbiamo letto di nuove iniziative, proposte da varie formazioni politiche, che sosterrebbero con forza le ragioni del NO al Nucleare. Tutte positive e lodevoli, per cercare di contrastare questa scelta anacronistica del governo italiano.
Ospite della Annunziata, due domeniche fa il buon Franceschini mi ha colpito, perché ha liquidato il ritorno al nucleare in Italia come una scelta sbagliata non al passo con i tempi. Nei giorni scorsi anche un consigliere comunale a Venezia ha proposto di chiedere alla Regione un referendum consultivo sul tema, che coinvolga l’intera popolazione. Interventi di questo tipo sono stati fatti anche da altri rappresentanti del centrosinistra, in altre province venete.
Allora la domanda viene spontanea. Care amiche e cari amici del centrosinistra, perché non appoggiate pubblicamente quello che già si sta facendo? Ossia firmare e far firmare la proposta di referendum abrogativo che Italia dei Valori ha portato nelle piazze di tutta Italia e che vostre iscritti o simpatizzanti già hanno sottoscritto e continuano a sottoscrivere?
Capisco che nel Partito Democratico ci possano essere sensibilità diverse sul nucleare, ma faccio appello a quella parte del PD che di atomo non ne vuole sapere, che vuole scommettere sulla green economy, per un futuro di sviluppo eco-sostenibile che potrà creare anche molti nuovi posti di lavoro.
Il mio appello a firmare per il referendum abrogativo non è rivolto solo agli amici del PD perché - ribadisco - credo che tutto il centrosinistra si possa ritrovare sulle posizioni IDV in tema di nucleare.
Senza dimenticare l’altra parte della barricata. Siamo così sicuri che la Lega sarebbe così felice di dover posizionare una centrale termonucleare in un territorio come il Veneto che - a detta del governatore Zaia - dovrebbe essere già (questa volta positivamente) “escluso dai giochi”?

Gennaro Marotta

No al bavaglio, sì alla libertà d’informazione

Dibattito pubblico venerdì 28 maggio ore 10.30. Palazzo Turlona calle Pezzana 2162 campo San Polo - Venezia

Ordine dei giornalisti del Veneto, Fnsi, Sindacato Veneto e Unione Cronisti hanno organizzato per venerdì 28 maggio, alle 10.30, nella sede di Venezia di Ordine e Sindacato, San Polo 2162, un'assemblea pubblica per discutere del Disegno di legge Alfano, passato in Commissione giustizia al Senato che, richiamandosi in maniera strumentale ad una privacy fatta su misura solo per i potenti, di fatto sancisce la censura preventiva delle notizie, impedisce ai giornalisti di esercitare il diritto-dovere di cronaca e decreta la cancellazione del diritto costituzionale dei cittadini ad essere informati.

All’iniziativa, aperta alla cittadinanza, hanno già aderito magistrati, avvocati, giornalisti, sindacalisti, sindacati delle Forze dell’ordine. Il dibattito, che sarà moderato dal Segretario regionale del Sindacato giornalisti del Veneto, Daniele Carlon, sarà introdotto dal Vicesegretario nazionale della Fnsi, Enrico Ferri, dal Presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Gianluca Amadori, dal Consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Alberto Vitucci e dal Presidente del Gruppo cronisti veneti, Ugo Dinello. Seguiranno gli interventi del Senatore Felice Casson, membro della Commissione Giustizia, di Daniele Grasso, Presidente Ordine avvocati Venezia e del Sostituto Procuratore di Venezia Carlo Nordio. Parteciperanno il Segretario della Cgil del Veneto Emilio Viafora, il Segretario della Uil Veneto, Gerardo Colamarco, il Segretario della Cisl Venezia, Lino Gottardello, l’Onorevole Delia Murer, membro della Commissione Affari Sociali, i Segretari Generale e provinciale del Coisp Franco Maccari e Francesco Lipari, il Segretario provinciale del Siulp Diego Brentani, i Consiglieri regionali PD Bruno Pigozzo e Graziano Azzalin, l'ex procuratore generale di Venezia, Ennio Fortuna.

La norma impropriamente denominata Ddl intercettazioni, in realtà non si occupa soltanto di intercettazioni: il testo approvato, che ora sarà discusso in Aula al Senato, prevede, infatti, l'introduzione di pesanti sanzioni economiche per gli editori, nonché sanzioni penali, ammende pecuniarie e sospensione dalla professione per i giornalisti che dovessero avere l'ardire di continuare a fare il proprio “mestiere”: cioè dare notizie ai propri lettori e telespettatori. In particolare tutte le notizie relative ad inchieste penali in corso, prima dell'udienza preliminare. Si tratta di una legge che vuole impedire la pubblicazione di notizie scomode, come quelle che stiamo leggendo in questi giorni su “Appaltopoli” e sul malcostume dilagante anche tra i rappresentanti politici. Se dovesse essere approvata con l’attuale formulazione, significherà non poter sapere più nulla per anni di fatti importanti: sulle indagini su Ustica, ad esempio, gli italiani sarebbero stati completamente all'oscuro, così come su tutte le altre stragi che hanno insanguinato il Belpaese. Ma anche su terroristi, mafiosi. Forse si potrà continuare a scrivere degli sbarchi di poveri immigrati disperati ... (c.s.)

Crisi economica: Ammainiamo le spese militari

Dal “tutto va bene, madama la marchesa” siamo passati ai toni apocalittici di Tremonti. La crisi, prima inesistente, tutt’al più un’invenzione dei disfattisti di sinistra, ritorna al centro della scena, giusto per giustificare una manovra da 24 miliardi di euro per il prossimo biennio. Berlusconi latita, per non metterci la faccia, e il super ministro dell’Economia lo ha sostituito al timone del “Titalic” dichiarando: “Siamo a un tornante della Storia, la crisi è come un videogioco”. Continuano a bluffare, a tirare a campare, ma sul display lampeggia inesorabile la scritta “game over”. Il trucco è svelato, quando danno con una mano, tolgono con l’altra; il taglio di fondi per gli enti locali va in controtendenza con il tanto strombazzato federalismo. Persino i colonnelli, a partire da Gianni Letta, eminenza grigia del Cavaliere, abbandonano l’ottimismo e minacciano “sacrifici, duri”. I sindacati collaborazionisti, Cisl e Uil, in barba ai lavoratori, aprono alla politica di austerità del governo. La Cgil, ultimo baluardo di razionalità, boccia la manovra in quanto caratterizzata da una forte iniquità sociale, in cui il grosso dei sacrifici è sulle spalle dei lavoratori e non sono previste misure di sostegno a occupazione e investimenti. I punti più discutibili della manovra riguardano il condono edilizio mascherato e la stretta per accedere all’invalidità civile. Siamo alle solite, si premiano i furbi e si puniscono i più deboli. Suscita non poche perplessità la proposta di abolire le province con un numero di abitanti inferiori a 220.000 (Ascoli Piceno, Asti, Belluno, Crotone, Fermo, Isernia, Massa Carrara, Matera, Rieti, Vercelli, Vibo Valentia). O si eliminano tutte o nessuna.
Le alternative non mancherebbero. Per esempio si potrebbe abolire lo scandaloso privilegio del vitalizio parlamentare. Altri soldi si potrebbero recuperare con un’efficace lotta alla corruzione e all’evasione. Però, per fare questo, occorre ristabilire delle regole: reintroducendo il reato di falso in bilancio oppure la tassazione sui grandi patrimoni nelle successioni. L’introduzione di una nuova tassa sui “ricchi”, sul modello di quella proposta da Zapatero in Spagna, non deve essere un tabù. E ancora, l’accorpamento dei piccoli comuni. Tra tutti i provvedimenti possibili, uno solo risolverebbe tutti i problemi, ovvero il taglio delle spese militari, un costo annuale di 23 miliardi di euro, secondo quanto riportato dall’indagine condotta da Massimo Paolicelli e Francesco Vignarca su affari e sprechi delle Forze Armate italiane e pubblicata in un libro dal titolo “Il Caro Armato”, (Altreconomia, 2009). Gli autori del libro si chiedono: “L’Italia è oggi all’ 8° posto nel mondo per spese militari e nei prossimi anni acquisterà con i soldi dei contribuenti 131 caccia per la cifra di 13 miliardi di euro: per bombardare chi?”. Ammainiamo dunque le spese militari per rialzare la testa ed uscire dalla crisi.

Italo Di Giacomo

martedì 25 maggio 2010

Cinema: Elio Germano, attore scomodo

Al 63° Festival di Cannes, Elio Germano ha conquistato la Palma d’Oro come migliore attore protagonista in “La nostra vita” di Daniele Lucchetti. Non succedeva dal 1967, quando a ricevere il prestigioso riconoscimento fu un’icona del cinema italiano ed internazionale, ovvero Marcello Matroianni. La dedica, del giovane attore romano, ha sollevato un polverone di polemiche: “Siccome i nostri governanti in Italia rimproverano al cinema di parlare male del nostro Paese, dedico questo premio agli italiani che fanno di tutto per rendere l’Italia un Paese migliore, nonostante la nostra classe dirigente”. Il Giornale della famiglia Berlusconi ha titolato: “Elio Germano, che qualunquismo: meglio una dedica alla mamma”. Il video della premiazione, trasmesso dal Tg1, percependo l’aria che tira a Viale Mazzini, ha anticipato i desideri del “direttorissimo” e si è auto-censurato con misteriosi problemi tecnici (ad onor del vero, dopo l’incidente malandrino la dichiarazione audio tagliata è stata letta integralmente dal mezzobusto Rai). Sempre pronti a criticare i cosiddetti “bamboccioni”, l’Italia berlusconiana si dimostra ingrata anche con i propri talenti. Elio Germano, meno di trent’anni, ha alle spalle una carriera di tutto rispetto: 25 film, 5 cortometraggi, 10 film per la televisione, 13 premi tra cui un David di Donatello. Con questi numeri facile intuire che una dichiarazione politicamente scorretta non ipoteca nessun futuro, come al contrario sostengono i maligni del Giornale. Forse a destra funziona così, dove impera il pensiero unico e l’ossequio verso il padrone è la prima regola, dove per arrivare c’è bisogno della raccomandazione, della spintarella e qualche volta, insegna la cronaca di questi giorni, anche della bustarella. La vittoria di Elio Germano è una vittoria degli italiani che non si rassegnano, un po’ come ne “La nostra vita”, un dramma sociale che racconta la rabbia e il riscatto di un padre operaio. In questi tempi bui la realtà non si può intercettare, la realtà non si può raccontare e divulgare. Questa folle paura ha tenuto il ministro Sandro Bondi lontano da Cannes. Fobie del potere, sempre uguali a se stesse. Già in passato, nei primi anni cinquanta, il giovane sottosegretario democristiano Giulio Andreotti, aspro critico nei confronti del cinema neorealista, perché insisteva troppo sugli aspetti drammatici dell’Italia appena uscita dalla tragedia della guerra, disse: “i panni sporchi si lavano in famiglia”. Una frase, a quanto pare, buona per tutte le stagioni. (e.b.)

lunedì 24 maggio 2010

Le "parolacce" contro l'oscenità del potere

Epurare, liberare dalle impurità, eliminare, escludere, rimuovere, allontanare da cariche pubbliche, espellere, insomma l’esatto contrario dell’accogliere. Vorrei appurare, cioè chiarire, verificare accertare, cosa ha spinto la Busi a dare le dimissioni. Capire tutto non sembra facile, ma ci sono aspetti che colpiscono nella vicenda professionale e umana e la vicenda della Busi come quella di tanti altri la si può leggere e riferire a quanto stiamo vivendo a livello nazionale. Ho letto la sua lettera al direttore Minzolini e mi vorrei soffermare su un passo che trovo decisamente illuminante e ricco di spunti: “Ho fatto dell'onestà e della lealtà lo stile della mia vita e della mia professione. Dissentire non è tradire. Non rammento chi lo ha detto recentemente. Pertanto: respingo l’accusa di avere avuto un comportamento scorretto. Le critiche che ho espresso pubblicamente, le avevo già mosse anche nelle riunioni di sommario e a te, personalmente. Con spirito di leale collaborazione, pensando che in un lavoro come il nostro la circolazione delle idee e la pluralità delle opinioni costituisca un arricchimento. Per questo ho continuato a condurre in questi mesi. Ma è palese che non c'è più alcuno spazio per la dialettica democratica al Tg1. Sono i tempi del pensiero unico. Chi non ci sta è fuori, prima o dopo”.
La Busi parla di onestà e lealtà nella vita e nella professione. Ci parla della possibilità di dissentire, e ci sia consentito. Parla di critiche espresse pubblicamente e prima personalmente, non parlava alle spalle dunque. Parla di leale collaborazione, di circolazione delle idee e la pluralità delle opinioni. Tutto sottoscrivibile ma è anche vero che il disincanto con cui si riscontra l’impossibilità della dialettica democratica e della pluralità del pensiero porta alle inevitabili dimissioni.
Cara Busi, in che paese viviamo? Che tempi viviamo? Tempi tristi? Eh sì! Siamo proprio in balia di un bel baraccone da circo ch ci guida e che richiede pieno ossequio e sottomissione. Vogliono che raccontiamo le loro storie come favole a lieto fine. Vogliono imbavagliare la libertà di dire, dissentire e democraticamente confrontarsi.
Eh no! Ma siamo pazzi? Direbbe qualcuno e lo dico anch’io. Che tempi sono dunque?
Sono i tempi del pensiero unico. Sono i tempi di epurazioni più o meno velate. Sono i tempi dell’impossibilità del confronto. Sono i tempi in cui la libertà di stampa ed espressione sono a rischio. Sono i tempi in cui per onestà e coscienza sei tentato di chiamarti fuori ed ecco le dimissioni. Sono i tempi in cui nell’ambito morale tutto è relativo. Sono i tempi in cui è necessario combattere per appurare e finirla con l’eliminare chi non la pensa come loro. Sono i tempi in cui controllori e controllati sono in combutta tra di loro. Sono i tempi in cui la crisi la fa da padrone e qualcuno ci dice che ne stiamo uscendo. Sono i tempi in cui per uscire dalla crisi occorre mettere mano al portafoglio e pagare… ma sono ancora i tempi in cui il governo le mani le mette nelle tasche dei soliti tartassati. Sono i tempi della corruzione, delle mazzette, dei favori. Sono ancora i tempi delle bugie. E finiamola con le bugie! Quanti pinocchietti al Governo e il Burattinaio dei burattinai poi (leggi Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi). Prima o poi finite nel sacco che raccoglie la vostra falsità e iniquità. Minzolini sei un bel Pinocchietto. Sì, sei mosso dal Burattinaio. Dire: “sei un Pinocchio” equivale a dire: “sei un bugiardo”, ma non solo, anche un fanfarone, uno che non mantiene le promesse, poco affidabile, sei un manovrato a servizio del manovratore. Possiamo, senza possibilità di smentita dire che, di tale Burattinaio e dei suoi pinocchietti, del suo Governo, delle sue leggi ad personam, delle sue vicende personali, della sua combriccola, ghenga, cricca ci siamo stancati. Il naso dei pinocchietti ormai ha fatto il giro della terra. Lo stesso Burattinaio si sente tradito da qualcuno, ma si tratta di casi rari, a cui saranno tolti i fili dal Burattinaio stesso. Epurazione appunto, per amore della verità s’intende. Burattino Cavaliere siamo stanchi, da tanto troppo tempo ci prendi per il culo e i coglioni (Bersani docet e non solo) ci sono proprio girati.

Ivano Maddalena

90° Anniversario della trasvolata Roma - Tokyo

Voli e mostre per i novant’anni dell’impresa Roma Tokyo di Arturo Ferrarin

In concomitanza con l'anniversario della trasvolata Roma-Tokyo del noto aviatore thienese Arturo Ferrarin, l’Aeroporto di Thiene, in collborazione con le associazioni che operano in aeroporto, l’Amministrazione Comunale, Ufficio Turismo e l’Associazione Ricercatori Storico Aeronautica Dogfight, organizzano eventi per celebrare l’impresa, che si aprirà con una giornata tutta dedicata al volo. Sabato 29 maggio, infatti, presso il parco di Villa Fabris, il pubblico troverà numerosi gazebo di promozione delle diverse specialità di volo presenti all'aeroporto di Thiene (Volo a Vela, Volo acrobatico, paracadutismo, ultraleggeri, volo libero); sempre nel parco verrà gonfiata una mongolfiera, sulla quale, vento permettendo, si potrà salire ed eseguire un breve volo panoramico e sarà anche montato un aliante della stesso tipo di quelli che parteciperanno ai Campionati nazionali. Il momento clou sarà alle ore 18.30 quando ci saranno i discorsi ufficali e la presentazione ufficiale della competizione dei Campionatati di volo a vela che partiranno da Thiene, oltre che dei concorrenti.

L’annullo filatelico
Dall ore 15.00 alle ore 19.00 nel parco di Villa Fabris sarà possibile avvalersi del servizio di annullo filatelico postale speciale a ricordo del 90° del volo di Arturo Ferrarin. Una vera chicca per gli appassionati di filatelia.

Il Campionato italiano di volo a vela
Si terrà presso l'aeroporto di Thiene dal 30 maggio al 6 giugno la competizione di Campionato Italiano Volo a Vela. La gara prevede due distinte classi di velivoli, la “15 metri” e la “Standard”. La manifestazione ha valenza anche per le classifiche internazionali. La gara prevede un percorso assegnato al mattino (con 2 o 3 “boe di virata”) che ogni pilota cercherà di concludere nel minor tempo possibile. Presso lo stand dell’Aeroclub Prealpi Venete ci si potrà informare per gli appuntamenti che vengono organizzati durante il Campionato, ed in particolare ci si potrà prenotare ai minicorsi di Volo a Vela che si svolgeranno in aeroporto durante la settimana di gara.



La Mostra “I cugini Ferrarin: uomini e piloti”
Non solo per gli appassionati della storia dell’aviazione, ma per tutti coloro che ne vogliono sapere di più sull’impresa di Ferrarin, l’Aeroporto di Thiene allestisce, in collaborazione con l’Associazione Ricercatori Storico Aeronautica Dogfight, Comitato Tecnico Scientifico e Storico e l’ufficioTurismo del Comune, un’interessante mostra dal titolo “I cugini Ferrarin: uomini e piloti”. La mostra racconta la storia dei due cugini Ferrarin, Arturo e Francesco. Celebre ai più il primo per l’impresa di Tokyo e per il raid Roma-Brasile, e importante nella storia dell’Aviazione italiana il secondo, anche se sconosciuto ai suoi concittadini (anche se, a dire il vero, la recente biografia scritta dal nipote Angelo Rossi e pubblicata lo scorso inverno ha riportato l’attenzione pubblica sul pilota resituendogli la debita gloria). La mostra espone documenti originali d’epoca, come la copertina della Domenica del Corriere di Beltrame disegnata per il volo Roma Tokyo e l’atlante originale con le tappe del volo autografato da Arturo, fotografie, reperti e video. Esposto anche il modellino scala 1:4 dello SVA, conservato a Vigna di Valle, con cui Locatelli compì lo storico volo su Vienna. Non tutti sanno, infatti, che fu Francesco Ferrarin a stendere il piano di volo per l’impresa progettata da Gabriele D’Annunzio. Una curiosità: nelle mostra sono esposte riproduzioni dei disegni donati ad Arturo Ferrarin dai bambini giapponesi al suo arrivo a Tokyo perché fossero a sua volta donati alla Regina Elena di Savoia. I disegni, acquistati da un antiquario, sono stati recuperati da una signora giapponese, Ishikawa Yuki, che visto il contenuto ha pensato bene di segnalarne l’esistenza al Comune di Thiene. (c.s.)

La mostra, ad ingresso libero, è aperta dal 30 maggio al 30 settembre 2010 - Aeroporto “A. Ferrarin” via Prà Novei, Thiene. L’orario di apertura è il seguente:
dal martedì alla domenica
dalle ore 9:00 alle 12:00 e dalle ore 14:00 alle 18:30
Per visite guidate contattare almeno 5 giorni prima:
info@aeroportothiene.it

domenica 23 maggio 2010

Giovanni Falcone. Giornata del ricordo

Giovanni Falcone (Palermo, 18 maggio 1939 - Palermo, 23 maggio 1992). Magistrato ucciso dalla mafia. Nella strage di Capaci persero la vita anche: Francesca Morvillo (moglie del giudice Falcone) e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro.

“Si può benissimo avere una mentalità mafiosa senza essere un criminale”. Giovanni Falcone

“Un uomo fa quello che è suo dovere fare, quali che siano le conseguenze personali, quali che siano gli ostacoli, i pericoli o le pressioni. Questa è la base di tutta la moralità umana”. J. F. Kennedy (citazione che Giovanni Falcone amava spesso ripetere)

“A questa città vorrei dire: gli uomini passano, le idee restano, restano le loro tensioni morali, continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”. Giovanni Falcone

“Non è retorico né provocatorio chiedersi quanti altri coraggiosi imprenditori e uomini delle istituzioni dovranno essere uccisi perché i problemi della criminalità organizzata siano finalmente affrontati in modo degno in un paese civile”. Giovanni Falcone

“Il coraggioso muore una volta, il codardo cento volte al giorno”. Giovanni Falcone

“Hanno chiuso cinque bocche, ma ne hanno aperte cinquanta milioni”. Maria Falcone

La Cina chiude "Prospettiva danza teatro"

La danza, nelle sue diverse sfaccettature, torna di nuovo in scena al Teatro Verdi di Padova in un appuntamento imperdibile previsto per martedì 25 maggio con la compagnia cinese Beijing Dance/LDTX Modern Dance Company, che proporrà una rilettura della Sagra della Primavera di Stravinsky, oltre a coreografie appartenenti al repertorio dell’ensemble diretto da Willy Tsao.

Lo spettacolo si preannuncia come un occasione unica per assaporare il lavoro della compagnia che presenterà, nella prima parte della serata, tre coreografie - The Cold Dagger, October, The Eagle - facenti parte di un programma ideato per mostrare a 360 gradi la filosofia artistica e la tecnica della Beijing. Il primo, The Cold Dagger, è un estratto di un lavoro a serata intera, sulla stupenda partitura di Henryk Gorecki; The Eagle, che vede in scena quattro danzatori, è coreografato da Zi Wei, nativo dalla Mongolia interna, ed è un brano magnetico che vuole essere un omaggio mistico ad una terra piena di storia e tradizioni. October è invece un duo su musica di Čajkovski. Questa combinazione di elementi mostra la dinamicità della Cina contemporanea: un mix di Occidente e Oriente, tradizione e modernità.
La seconda parte della serata invece sarà caratterizzata da La Sagra della Primavera (All River Red) di Stravinsky che debuttò nel 1913, dando inizio ad una nuova era nella musica. Ora anche i coreografi cinesi della Beijing/LDTX ne offrono una versione unica: All River Red mostra all’Occidente come la danza contemporanea si sia sviluppata in Cina nel XX secolo superando numerosi ostacoli, mostrando un diretto e violento confronto tra coloro che aderiscono alla tradizione e coloro che aspirano all’innovazione.




sabato 22 maggio 2010

CONSIGLI LIBRARI N.16

Il partito dei padroni. Come Confindustria e la casta economica comandano in Italia
Astone Filippo
€ 17,60
2010, 383 p., brossura
Longanesi (collana Le spade)

Dopo averci raccontato negli “Affari di famiglia” le molte miserie e la poca nobiltà dei figli dei padroni, Filippo Astone nel suo nuovo libro passa a scoperchiare direttamente la Confindustria, che lui chiama il Partito dei padroni. Per Astone infatti Confindustria è un partito come gli altri, con tanto di scandali, guerre interne, conflitti di interesse, commistioni con mafia e camorra. Diversamente dal sindacato, di Confindustria si è sempre saputo poco o niente. In questo libro, Astone ne esamina la gigantesca struttura e ne svela i meccanismi interni, spiega perché è cosi potente in Italia e come funziona il suo potere, quali sono le leggi e i provvedimenti che ha imposto e in che modo vuole ridisegnare il Paese, delegittimando il sindacato e ottenendo mano libera sui contratti. Inoltre, Astone allarga lo sguardo all’intera élite economica della quale Confindustria è espressione, mettendone in luce la mancanza di ricambio, le rendite di posizione, il parassitismo e la tendenza a comportarsi in modo del tutto analogo, se non peggiore, a quello della “casta” politica.

Il libro sarà presentato lunedì 24 maggio p.v. alle ore 18.30 a Venezia presso l’Aula Magna dell’Ateneo Veneto - Campo San Fantin, 1897. Con l’autore ne parleranno: Paolo Galassi, Presidente Confapi; Enrico Marchi, Presidente e AD Save; Franco Moscetti, AD Amplifon ed Ettore Riello, Presidente Riello Group. Modera Alberto Statera, editorialista di Repubblica.

Giù le mani dall’acqua
Zanotelli Alex
€ 4,50
2010, pag 64
EMI

Il pamphlet, “Giù le mani dall’acqua”, raccoglie i nove appelli di p. Alex, dal 2006 al 2010, e due lettere ai politici per rendere pubblica la sua denuncia e per sostenere le istanze dei movimenti per l’acqua pubblica. In appendice il testo della proposta di “Legge d’iniziativa popolare sull’acqua”.

“Sono impegnato sull’acqua come prete, come missionario e come cittadino.
Come prete, perché per me il problema dell’acqua è un problema etico che possiamo riassumere così: L’acqua è fonte di vita o fonte di lucro? L’acqua è un bene naturale, vitale e insostituibile, o un bene economico da trattare come risorsa idrica e come merce? L’acqua per me e anche per la tradizione cristiana è vita, fonte di vita.
Come missionario (che ha toccato con mano, soprattutto a Korogocho-Nairobi, e sentito sulla sua pelle i drammi della miseria e del degrado), perché se l’acqua diventerà fonte di lucro, questo significherà la morte di milioni di persone. Se oggi muoiono 50 milioni di persone l’anno per fame, domani, se l’acqua diventerà merce, 100 milioni moriranno di sete. Per me questi non sono numeri, sono volti, unici e irripetibili, figli dello stesso Padre.
Come cittadino, l’acqua è uno degli elementi più fondamentali per la convivenza umana. Non ci può essere democrazia senza il controllo sugli elementi fondamentali per la propria sopravvivenza.
L’acqua è uno degli elementi fondamentali per l’uomo che, almeno per il 70%, è fatto di acqua. L’acqua è fonte della vita. Non c’è vita senza acqua. È l’elemento primordiale per eccellenza. È uno dei simboli religiosi più usati da tutte le religioni mondiali. Insieme con l’aria è uno dei beni indispensabili per la vita umana”. Padre Alex

Le mani sul TG1. Da Vespa a Minzolini: l’ammiraglia RAI in guerra
Borrelli Giulio
€ 14,50
2010, 207 p., brossura
Coniglio Editore (collana Bassi fondali)

Del “caso Tgl” parlano da mesi, a torto o a ragione, tutta la stampa nazionale e quella internazionale. Sui social network (Facebook, Twitter) si sta sviluppando una discussione, senza precedenti, sulla linea editoriale del più amato e odiato telegiornale italiano. Vi partecipano centinaia di migliaia di persone di ogni orientamento. Nessuno ha raccontato finora la vera storia di questa testata. Il libro di Giulio Borrelli svela, in modo documentato, meccanismi interni, retroscena, episodi sconosciuti o rimossi. Il lettore trova elementi di analisi e di interpretazione per comprendere le logiche di funzionamento della testata ammiraglia, legate non solo alla politica. La chiave narrativa è assolutamente originale e mai nostalgica. “Non c’era un bel mondo che fu... ma oggi - scrive Borrelli - la corretta informazione sta andando verso una deriva. Si è passati dai partiti ai salotti, alle lobby. Il servizio pubblico non è stato migliorato e neppure privatizzato. È diventato strumento di fazione, in nome e per conto di... Il presente scivola verso la militarizzazione e l’acchiappa acchiappa”. Il racconto - attraverso anche una testimonianza autobiografica - fornisce una spiegazione motivata dell’azione svolta, da metà degli anni Novanta ad oggi, quelle che l'autore chiama “lobby politico-editorial-giornalistiche”.

venerdì 21 maggio 2010

Giornalisti Veneti contro il "Ddl Intercettazioni"

Ordine dei giornalisti del Veneto, Sindacato e Unione Cronisti hanno organizzato per venerdì 28 maggio, alle ore 10:30, nella sede di Venezia, Sestiere San Polo 2162, un'assemblea pubblica per affrontare la questione del Disegno di legge Alfano, passato in Commissione giustizia del Senato, che richiamandosi in maniera strumentale ad una privacy fatta su misura solo per i potenti, di fatto sancisce la censura preventiva delle notizie, impedisce ai giornalisti di esercitare il diritto-dovere di cronaca e decreta la cancellazione del diritto costituzionale dei cittadini ad essere informati.

All'iniziativa sono stati coinvolti esponenti della società civile, delle organizzazioni dei lavoratori Cgil, Cisl, Uil e Ugl, dell'Associazione nazionale magistrati, dell'Ordine degli Avvocati. Interverranno anche il presidente dell'Ordine dei giornalisti del Veneto, Gianluca Amadori, il vicesegretario della Fnsi, Enrico Ferri, il segretario del Sindacato regionale, Daniele Carlon e il presidente dell'Unci Veneto, Ugo Dinello.

La norma impropriamente denominata Ddl intercettazioni, in realtà non si occupa soltanto di intercettazioni. Il provvedimento in discussione in Commissione Giustizia al Senato prevede, infatti, l'introduzione di pesanti sanzioni economiche per gli editori, nonché sanzioni penali, ammende pecuniarie e sospensione dalla professione per i giornalisti che dovessero avere l'ardire di continuare a fare il proprio "mestiere": cioè dare notizie ai propri lettori e telespettatori. In particolare tutte le notizie relative ad inchieste penali in corso, prima dell'udienza preliminare.

Si tratta di una legge che vuole impedire la pubblicazione di notizie scomode, come quelle che stiamo leggendo in questi giorni su "Appaltopoli" e sul malcostume dilagante anche tra i rappresentanti politici. Se dovesse essere approvata con l'attuale formulazione, significherà non poter sapere più nulla per anni di fatti importanti: sulle indagini su Ustica, ad esempio, gli italiani sarebbero stati completamente all'oscuro, così come su tutte le altre stragi che hanno insanguinato in Belpaese. Ma anche su terroristi, mafiosi. Forse si potrà continuare a scrivere degli sbarchi di poveri immigrati disperati ...

La Fnsi sta già lavorando all'organizzazione di uno sciopero generale dei giornalisti e ad un eventuale ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo se la legge sarà approvata. (c.s.)

La meglio gioventù veneta in un libro

Una generazione si racconta in Biblioteca. Il terzo appuntamento con l’Autore è con Maria Facci a Thiene

Dopo Giuliana Fabris e Giorgio Grotto, spetterà alla scrittrice scledense Maria Facci presentare il libro “I ragazzi dello zodiaco - Storia di una generazione venetà”. La serata, inserita nella rassegna Incontri con l’Autore, promossa dalla Biblioteca Civica per questa primavera 2010, avrà luogo lunedì 31 maggio 2010 nella Sala Riunioni di Palazzo Cornaggia, via Corradini, con inizio alle ore 20.45. L’ingresso è libero.
“I ragazzi dello Zodiaco" , pubblicato da Edizioni Biblioteca dell'Immagine, racconta "la storia di una generazione veneta", quella che tra gli anni Sessanta e Settanta sognava la rivoluzione, la fantasia al potere, l'alba di un mondo nuovo in cui fosse davvero possibile uno stile di vita alternativo, nuovo e dirompente rispetto al passato e alla tradizione. Oltre alla presentazione dell’autrice, la serata sarà arricchita dagli interventi di Giuseppe Pupillo, Presidente della Biblioteca Bertoliana di Vicenza e dalle letture di alcuni brani a cura di Eros Zecchini. Alla serata con Maria Facci collabora l’Associazione Micologica Bresadola Gruppo di Thiene.
La rassegna Incontri con l’Autore si concluderà il prossimo 15 luglio con Guido Savio e il suo “Tempo variabile. Riflessioni sulla noia e sulla passione”.

Informazione negata, tra epurazioni e bavagli

La telegiornalista Maria Luisa Busi lascia il Tg1 in aperta polemica con la linea editoriale del direttore Augusto Minzolini. Non era mai successo prima d’ora. La rottura era nell’aria, soprattutto dopo la coraggiosa presa di posizione della Busi a favore dei colleghi epurati: Paolo Di Giannantonio, Piero Damosso e Tiziana Ferrario, vittime, secondo la mezzobusto Rai, di una rappresaglia per non aver firmato una lettera a sostegno di Minzolini sul caso Mills. E poi il disagio verso un’informazione troppo allineata col governo e dal taglio leggero.
Nella lunga lettera con cui Maria Luisa Busi ha annunciato l’intenzione di abbandonare la conduzione del Tg1 denuncia: “Oggi l’informazione del TG1 è un’informazione parziale e di parte. Dov’è il paese reale? Dove sono le donne della vita reale? Quelle che devono aspettare mesi per una mammografia, se non possono pagarla? Quelle coi salari peggiori d’Europa, quelle che fanno fatica ogni giorno ad andare avanti perché negli asili nido non c’è posto per tutti i nostri figli? Devono farsi levare il sangue e morire per avere l’onore di un nostro titolo. E dove sono le donne e gli uomini che hanno perso il lavoro? Un milione di persone, dietro alle quali ci sono le loro famiglie. Dove sono i giovani, per la prima volta con un futuro peggiore dei padri? E i quarantenni ancora precari, a 800 euro al mese, che non possono comprare neanche un divano, figuriamoci mettere al mondo un figlio? E dove sono i cassintegrati dell’Alitalia? Che fine hanno fatto? E le centinaia di aziende che chiudono e gli imprenditori del nord est che si tolgono la vita perché falliti? Dov’è questa Italia che abbiamo il dovere di raccontare? Quell’Italia esiste. Ma il tg1 l’ha eliminata”.
Interpellato sulla vicenda, il “direttorissimo” (come lo chiama Berlusconi) ha rifiutato l’etichetta di epuratore e si è limitato a dire che se la giornalista non era d’accordo con la sua linea editoriale ha fatto bene ad andarsene. Dietro la presunta riorganizzazione degli spazi informativi attuata da Minzolini sembra nascondersi la volontà di sostituire la vecchia guardia con giornalisti più malleabili e rispettosi degli ordini di scuderia. La perdita di credibilità del Tg1 è seguita da un notevole calo di share, in Aprile 1 milione di telespettatori in meno rispetto alla precedente gestione.
Procede, nel frattempo, a passi spediti e senza soste l’approvazione del ddl intercettazioni in commissione Giustizia del Senato. Già approvate le norme contro gli editori: da 64 mila a 464 mila euro per la pubblicazione di atti o intercettazioni. Grazie all’ostruzionismo dell’opposizione è slittata a lunedì la discussione sulle norme contro i giornalisti. Suscita sconcerto ed indignazione la norma, ribattezzata “lodo Vaticano” secondo cui per intercettare un sacerdote il pm dovrà informare il Segretario di Stato Vaticano. Proprio in un momento in cui sta emergendo, anche grazie alle intercettazioni, il marcio di questo paese con la perversa commistione tra polita e affari la maggioranza di destra vuole negare agli italiani il diritto di sapere, regalando di fatto una sorta di impunità a corrotti e corruttori.

“Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si
sappia, il resto è propaganda”.


Horacio Verbitsky

"E se fosse lieve", poesia a misura d'uomo

Debutta a Padova in prima Regionale lo spettacolo dell’attore Vasco Mirandola e della danzatrice Enrica Salvatori. Sabato 22 e domenica 23 maggio ore 21 Padova - Bastione Alicorno

“E se la poesia si facesse piccola / lieve / tanto da stare in una mano / per essere offerta allo sguardo?”: è questa l'esigenza da cui nasce il nuovo spettacolo di Vasco Mirandola, che debutta sabato 22 maggio 2010 in prima regionale al bastione Alicorno di Padova, nell'ambito della rassegna Prospettiva Danza Teatro. Un intreccio di gesti, parole, suoni, segni, presenze, cui l'attore veneto darà vita grazie al sodalizio con Enrica Salvatori, già danzatrice nel Tanztheater-Wuppertal di Pina Bausch.

Szymborska, Gualtieri, Burroughs, Mikhail, Prevèrt, Dickinson, Stanesku, Carver, Neruda, Lamarque, Queneau. E' attraverso i loro versi che Mirandola, attore di cinema e di teatro, nel suo eterno migrare tra linguaggi differenti, torna ad esplorare la poesia unita alla danza, dopo la fortunata collaborazione con i coreografi Simone Sandroni e Giorgio Rossi negli spettacoli Piume e Gli Scordati.

“I poeti sono i nostri angeli custodi - scrive Mirandola - rinominano per noi il mondo, usano parole che ci stimolano ad aprire gli occhi sulla realtà, a prendere coscienza della profondità della condizione umana”. E se fosse lieve ricorre dunque a linguaggi espressivi differenti, il teatro, la danza, ma anche l'arte - con l’imponente quadro e le sculture di Carlo Schiavon - per raccontare una poesia “a misura d'uomo”, che si attacca alle cose e diventa aria, sangue, terra. Come? “Vorrei essere veicolo di poesia e non intoppo”.

Una coproduzione Mirandola-Salvatori, Sosta Palmizi, con il sostegno di Echidna Cultura. I costumi sono di Silvana Galota, il disegno luci di Luca Diodato. Da un'idea di Vasco Mirandola.

22-23 maggio 2010 ore 21
Padova Bastione Alicorno (via Felice Cavallotti – zona piazzale Santa Croce)
www.vascomirandola.it


giovedì 20 maggio 2010

Biografia non autorizzata di una bicicletta

Debutta lunedì al Teatro Camploy di Verona il nuovo spettacolo del Teatro Impiria

La bicicletta, con le tematiche socio-ambientali ad essa legate, viene messa in scena dagli attori e cantanti del Teatro Impiria. La “prima” dello spettacolo, avverrà al Teatro Camploy di Verona, lunedì 24 maggio, con inizio ore 21.15. La serata, ad ingresso libero, è organizzata dagli Amici della Bicicletta in collaborazione con la Circoscrizione 1^ Centro Storico del Comune di Verona.
Il progetto, condotto dalla FIAB, la federazione nazionale degli Amici della Bicicletta, prevede che lo spettacolo girerà in tournée nelle città italiane dove è presente una Associazione degli Amici della Bicicletta.

“Biciclette” - questo il titolo della rappresentazione teatrale - è tratto dal fortunato romanzo del giornalista e scrittore riminese Michele Marziani “Umberto Dei. Biografia non autorizzata di una bicicletta”, edito da Cult Editore (Firenze), che ha trovato ampio consenso e diffusione, fondando il suo successo non solo sull’elevato livello letterario ed originalità del racconto, ma anche per una intrinseca celebrazione della poetica della bicicletta. Dal libro prende movenza lo spettacolo, che vede sul palco un attore (Guido Ruzzenenti) che racconta - impersonandola - la sua singolare vicenda ad un susseguirsi di clienti, in un alternarsi di riparazioni, episodi e divagazioni musicali sulla bicicletta, interpretate rigorosamente “a cappella” da un delizioso quanto virtuoso trio canoro tutto al femminile, “Les Tri-Ciclettes” (Marie Claire Dubost, Simonetta Basile e Stefania Targa, soliste della Hillbilly Soul Band).


La storia è quella di Arnaldo, che lascia un lavoro remunerativo da broker finanziario per reinventarsi meccanico di biciclette. Nella sua officina sul naviglio della Matesana di Milano, si incrociano storie, amori, ricordi, popoli e filosofie. Fino a tingere di giallo le vicende di Nassim, giovane studente afgano, aiutante del protagonista nella riparazione delle biciclette. Il finale, sorprendente, squarcia con ironia il pesante velo dei pregiudizi verso gli immigrati. Una storia che ha il sapore di una favola contemporanea, poetica e reale.

Il Teatro Impiria che produce lo spettacolo, è una realtà che in questi ultimi anni si sta imponendo all’attenzione degli operatori e del grande pubblico per la bontà delle proposte e per le numerose iniziative e manifestazioni promosse. Nelle ultime quattro settimane il gruppo teatrale è risultato vincitore a ben quattro Festival nazionali di teatro con tre spettacoli diversi (“Il Ponte sugli Oceani”, “Ultima Chiamata” e “Sognavamo di vivere nell’assoluto” già premiati svariate volte nel corso delle stagioni) e in giugno parteciperà al Festival Internazionale di Teatro “Focus” in Austria con la pièce “I motivi dell’amore”, lo spettacolo che aveva debuttato con successo lo scorso anno nell’ambito dell’Estate Teatrale Veronese. A giugno è invece previsto il debutto di nuovo spettacolo, “Vite in codice” incentrato sul tema della violenza sulle donne.

Gli Amici della Bicicletta invitano ad andare a teatro lunedì in bici, con una bella pedalata in centro. Il ritrovo per tutti è in Piazza Bra’ per le ore 21. Presso il Teatro Camploy è stato appositamente istituito un servizio di deposito e sorveglianza delle biciclette.

“Biciclette” replicherà poi il 19 e 20 giugno all’Arsenale, aprendo il cartellone del Festival del Teatro di Verona.

Per informazioni: info@teatroimpiria.net

Libreria: Un libro sugli anni ’70 a Vicenza

Riceviamo e pubblichiamo: “In cerca di specchi”, il primo romanzo del vicentino Guido Costello

Un libro rimasto nel cassetto per più di trent’anni finalmente torna in vita per raccontare, con uno stile originale ed un linguaggio semplice ed immediato, dei controversi anni Settanta.
Si intitola "In cerca di specchi" ed è il primo romanzo del copywriter vicentino che si firma Guido Costello. E’ in libreria per Tullio Pironti Editore.
Parla degli anni Settanta in presa diretta, perché è stato scritto proprio allora, anche se, per uno strano e complesso insieme di casi della vita, è andato in stampa solo qualche mese fa. La narrazione si muove a Vicenza, tra la splendida piazza dei Signori e le strade del centro storico. I protagonisti vivono quegli anni, duri, tristi, per nulla formidabili, in una dimensione intima, molto più attaccata al privato che al pubblico. I temi principali sono la naja, passaggio allora obbligato e faticoso per entrare nel mondo adulto; l'amore di coppia; la voglia di essere indipendenti e di metter su casa; la militanza politica, centrale nella cultura e nella vita di molti giovani di quel periodo, che da gioco di studenti diventa per alcuni tragedia di terrorismo.
Quelli che la cronaca e la storia hanno definito “anni di piombo”, qui sono raccontati dal vivo e con tutta la partecipazione di uno scrittore giovane allora, in cui prevale la leggerezza di un atteggiamento tra l'ironico, il melanconico e lo scanzonato. L’attenzione è più per le piccole cose che ritmavano la vita di provincia di tutti i giorni che per i grandi eventi, spesso drammatici che riempivano i giornali. Gli ingredienti della storia sono tipici degli anni ’70: l'ingenuità, i sogni, le illusioni. Ma c'è anche il cinema buono d'autore, la voglia di ridere e di andare in osteria e di tirar tardi in piazza e naturalmente il rock, ascoltato e suonato, fino a far sanguinare le mani.
Anche la grafica del romanzo, curata dallo Studio Cattaneo di Vicenza, riporta al mondo di allora. Il libro è molto “disegnato”: scarabocchiato, ricco di variazioni di caratteri tipografici. Nella lettura a volte bisogna girarlo sottosopra, immergersi in pagine fitte, scritte con un carattere dal corpo troppo piccolo, per poi trovarne altre che ricordano il Typewriter dei vecchi volantini fatti col ciclostile e la Olivetti Lettera 22. Ci sono poi pagine con sfumature che fanno pensare alla stampa a polveri, ed i disegni e le immagini hanno il sapore di quelli che c’erano nei Tazebao.
Vederlo sugli scaffali incuriosisce: ha dimensioni pocket ed è fermato da un elastico proprio come i quaderni d'appunti che tenevano in tasca gli scrittori della Beat Generation.
"In cerca di specchi" è un piccolo libro che vive in una piccola città, bella e addormentata. Leggendolo si può tornare indietro nel tempo e riflettere su cosa, chi e quanto è cambiato, non sempre in meglio.

Tagli: Lacrime e sangue per i ceti popolari

Solo una settimana fa il governo sosteneva che la situazione economica italiana era migliore di quella di altri paesi, oggi il racconto è cambiato e Berlusconi impone sacrifici e si appresta a chiedere agli italiani di tirare ulteriormente la cinghia. Il ministro dell’Economia Tremonti sta elaborando una manovra “lacrime e sangue” sulla pelle dei ceti popolari. I settori più colpiti saranno, molto probabilmente, la scuola e la sanità, nel mirino anche le pensioni. I miseri tagli alle buste paga dei parlamentari (5%) sono solo lo zuccherino di populismo messo nel calice amaro che sarà bevuto esclusivamente dai ceti medio-bassi. Per ottenere maggiori consensi alle politiche dei tagli selvaggi ed indiscriminati Berlusconi ha aperto persino all’Udc, ricevendo però un secco no dal suo leader Pier Ferdinando Casini. Le difficoltà del governo sono sempre più evidenti. Dopo la rottura dell’asse con Fini, i numerosi scandali politico-affaristici e l’annunciata manovra di austerità si è determinata una crepa sul volto, un tempo granitico, del berlusconismo e sull’egemonia del suo capo (in)discusso. E’ una crepa vistosa e pare che nessun lifting politico possa occultarla. Si è infranto l’idillio tra chi si crede il dio in terra e il popolo. La piccola, ma grande vittoria del centrosinistra alle elezioni comunali di Bolzano, in cui Luigi Spagnolli ha ottenuto il 52,45% contro il 32,73% dell’avversario di destra, attesta il cambiamento di rotta. Il cantiere della sinistra unitaria e plurale è aperto. Questo è il tempo della semina, a Bolzano è stato piantato un buon seme. Bisogna continuare su questa strada e il raccolto verrà.

Italo Di Giacomo