mercoledì 30 giugno 2010

Veneto: Manifestazioni per la libertà di stampa

Anche i giornalisti veneti scendono in piazza giovedì 1° luglio per la libertà di stampa, contro il Ddl Alfano che mira a limitare il diritto dei cittadini ad essere correttamente informati.

L' Ordine dei giornalisti del Veneto aderisce alla giornata di protesta e di sensibilizzazione contro la cosiddetta legge sulle intercettazioni: "I giornalisti sono uniti nella difesa di un diritto costituzionalmente sancito - dichiara il presidente Gianluca Amadori - quello di poter informare i cittadini su vicende di grande rilievo e interesse pubblico, sulle quali il potere politico vuole far calare il silenzio per evidenti ragioni, in particolare dopo i numerosi scandali, che negli ultimi mesi, hanno portato alla luce episodi vergognosi. L'Ordine assumerà tutte le iniziative necessarie per garantire ai giornalisti la possibilità di continuare a svolgere compiutamente il proprio compito, cioé quello di raccontare i fatti".

A Padova, in piazza delle Erbe, dalle 18 alle 21
, si svolgerà un sit-in organizzato dal Popolo Viola per il diritto dei cittadini ad essere informati.
Alle 21 nella Sala civica di Vicolo Mezzaluna ad Este, si terrà un dibattito su "Informazione e libertà, no al ddl Alfano, no al silenzio di Stato", promosso da Non solo Spettatori, La bilancia, Bottega del mercato equo e solidale, Comitato Lasciateci respirare. Partecipano Enrico Ferri (vicesegretario Fnsi) e Daniele Carlon (Segretario Sindacato dei giornalisti del Veneto). Gli organizzatori della serata propongono una battaglia civile e democratica a difesa della libertà di informazione e del valore della legalità. Il ddl Alfano sulle intercettazioni, in realtà impedisce non solo ai giornalisti di fare il proprio lavoro e ai cittadini di essere informati, ma anche alle forze dell'ordine e alla magistratura di combattere efficacemente la criminalità.

"Berlusconi ha fatto un miracolo - conclude il presidente nazionale del Cnog, Enzo Iacopino - E’ riuscito a ridare unità ai giornalisti che si ritroveranno tutti in piazza Navona il 1° luglio, una piazza che sarebbe bellissimo vedere ‘invasa’ dal Tricolore. Si potrebbe rispondere che le dichiarazioni del Presidente del Consiglio sullo sciopero dei lettori lasciano senza parole. Ma forse è meglio ricorrere all’ironia. Berlusconi dovrebbe sostituire chi gli scrive le battute. Quella di lasciare i giornali in edicola non è nuova, è di un altro esponente politico di opposto segno. Si tratta di un volgare plagio, dunque. Se la situazione non fosse seria si potrebbe lanciare l’idea di non parlare per un giorno di Berlusconi e del governo. Ma la cosa potrebbe tornare comoda a chi non vuole che i giornalisti raccontino ai cittadini la verità. Così ci godiamo il miracolo che ha compiuto il governo Berlusconi".

Intercettazioni: Informazione e libertà in piazza

In piazza per dire “No al silenzio di Stato” è lo slogan della mobilitazione indetta dalla Federazione nazionale della stampa, per domani primo luglio. La manifestazione principale contro la legge bavaglio avrà luogo a Roma, dalle ore 17:00 alle 21:00 e sarà condotta dalla giornalista Tiziana Ferrario, con dirette televisive su Skytg24, RaiNews24 e Youdem Tv. Gli organizzatori parlano di “un’iniziativa nel segno della Costituzione, per dar voce ai soggetti e ai temi che verrebbero oscurati se passasse un provvedimento che colpisce al tempo stesso il lavoro dei giornalisti e il diritto dei cittadini di conoscere le vicende del Paese”. Sempre il 1° luglio è prevista a Conselice una “notte bianca” della Fnsi, dell’Associazione di Stampa dell’Emilia-Romagna, dell’Anpi e dell’amministrazione cittadina del comune del ravennate, dove è collocato l’unico monumento italiano alla libertà di stampa. Di fronte all’atto di forza del governo, deciso a portare il ddl intercettazioni in aula alla Camera il 29 luglio - una scelta irragionevole per il presidente Fini - la Federazione Nazionale della Stampa conferma la “giornata del silenzio dell’informazione”, uno sciopero generale previsto per il 9 luglio.
Domani, oltre alla denuncia del bavaglio alla libertà di informazione i giornalisti assieme ad associazioni, movimenti e sindacati protesteranno contro i tagli alla cultura previsti dalla manovra finanziaria.


ALTRE MANIFESTAZIONI IN CONTEMPORANEA ORGANIZZATE DAI PROMOTORI DEL 1° LUGLIO

Milano, piazza Cordusio ore 18.30
Torino, piazza Castello ore 18
Padova, piazza Delle Erbe ore 18
Lucera (Foggia), piazza Duomo ore 18
Palermo, via Generale Magliocco ore 16.30
Bari, Piazza Prefettura ore 19.30
Parma, Auditorium Toscanini (via Cuneo 3) ore 18
Londra, BBC World Service, Bush House, Strand Alwych, ore 18

Parigi, Scalinata dell’Opera Bastille ore 18.30

Open Space, confronto attraverso l'artigianato

Iniziativa del Centro Europeo per farsi conoscere al grande pubblico dei non addetti ai lavori

Thiene (VI). Non tanti sono a conoscenza di un’importante Scuola di formazione al restauro attiva nel cuore storico di Thiene. E’ il Centro Europeo per i Mestieri del Patrimonio, scuola internazionale, che da oltre trent’anni organizza corsi di formazione per il restauro architettonico e che già da tre anni, trasferendosi dall’isola veneziana di San Servolo, ha sede nel complesso architettonico di Villa Fabris di Thiene.
Per dare visibilità al lavoro che qui viene svolto e a quanti, provenienti anche da oltr’Alpe, vi operano, viene proposta l’iniziativa Open space“, inserita nel calendario degli appuntamenti del Giugno Thienese 2010: si tratta di due giornate di attività aperte al pubblico tenute - e promosse - dai frequentanti del corso di specializzazione trimestrale. L’iniziativa vuole essere un momento di confronto e di coesistenza di culture attraverso l’artigianato. I laboratori, posti nel parco di Villa Fabris, coinvolgeranno il pubblico, le famiglie, i bambini. Attraverso la lavorazione dei metalli, della pietra, dello stucco, della pittura murale, del legno si cercherà di trovare un modo di comunicare diverso dal linguaggio verbale.
“Open space”, il titolo dell’iniziativa, significa infatti non solo - spazio aperto - nel senso di parco cittadino, ma anche spazio aperto al confronto, alla creatività ed alla scoperta di nuove esperienze. Gli artigiani del Centro Europeo, provenienti da Germania, Svizzera, Austria, Italia saranno a disposizione per realizzare 14 diversi tipi di attività, che vanno dallo sbalzo su rame alla doratura di conchiglie, dall’impiallacciatura in legno alle maschere in gesso, fino alla forgiatura di foglioline metalliche e allo stucco marmo. Si tratta di una iniziativa che apre un mondo solitamente chiuso nell’ambito dei laboratori e che permetterà a tutti di imparare divertendosi. (c.s.)

Open Space si svolgerà nel pomeriggio di venerdì 2 luglio, dalle ore 17.00 alle 20.00 e nella mattinata di sabato 3 luglio 2010, dalle ore 9.00 alle 13.00. Il Centro Europeo per i Mestieri del Patrimonio è nato su iniziativa del Consiglio d’Europa, che in una Raccomandazione del 2008 indica il Centro thienese tra i 4 importanti Centri attivi in Europa.

Cinefestival Bassano: La programmazione

Prima settimana di programmazione all’arena del Giardino Parolini

Ieri, martedì 29 giugno, è stata inaugurata la stagione del cinema all’aperto con Cinefestival Bassano. Un film ogni sera dunque, con inizio alle 21.30 durante le serate di luglio, con una programmazione attenta che tiene conto di diversi pubblici. Dopo le prime due serate con Dragon Trainer e Bastardi Senza Gloria, si continua giovedì 1 luglio con Il Riccio (Francia - Italia, 2009) di Mona Achache, film delicato e struggente tratto dal “caso letterario” L’eleganza del riccio. Racconta di Renée, che incarna alla lettera lo stereotipo della perfetta portinaia: bassa, grassa e fissata con la televisione. Nessuno potrebbe mai sospettare che la donna ha nutrito negli anni una corposa cultura da autodidatta. Renée fa la conoscenza di Paloma, figlia dodicenne di un ministro che abita nel palazzo e che, dietro l’aria banalotta da ragazzina qualunque, nasconde una mente geniale e brillante. Solo l’arrivo di un distinto signore giapponese riuscirà a smascherare i segreti delle due nuove amiche.

Venerdì 2 luglio è la volta di Lebanon (Israele, 2009) di Maoz Shmulik. Presentato in concorso al 66° Festival del cinema di Venezia, il film racconta magistralmente la guerra vista dal ventre di un carro armato. Libano, giugno 1982, un plotone di paracadutisti vengono inviati a perlustrare una cittadina ostile bombardata dall’aviazione israeliana. Ma i militari perdono il controllo della missione, che si trasforma in una trappola mortale. Quando scende la notte i soldati feriti restano rinchiusi nel carro armato al centro della città, senza poter comunicare con il comando e circondati dalle truppe d’assalto siriane che avanzano da ogni lato.

Sabato 3 luglio Questione di punti di vista (Francia - Italia, 2009) di Jacques Rivette, con Sergio Castellitto. Ha un sapore di antico il nuovo film del regista francese in concorso all’ultimo festival di Venezia. Il protagonista Sergio Castellitto lo definisce “un film archeologico” perché porta in se’ il DNA del vero cinema d’autore e offre una grande lezione di arte cinematografica. Il giorno prima dell’inizio della tournée estiva, il proprietario e fondatore di un piccolo circo scompare tragicamente. Per tentare di salvare la stagione, i membri della compagnia decidono di rivolgersi alla figlia maggiore, Kate. Anche se ha lasciato il circo da una quindicina d’anni, nello stupore generale, Kate accetta di sospendere le sue attività attuali e di unirsi a loro. Il caso vuole che sulla sua strada incontri un italiano, Vittorio, che, intrigato dalla personalità di Kate e appassionatosi alla vita del circo, decide di seguirli per un periodo. Poco a poco si inserirà nella vita della compagnia, fino a fare il grande passo ed entrare nello spettacolo...

Domenica 4 luglio, a chiudere la prima settimana, Il nastro bianco (Austria - Francia - Germania, 2009) di Michael Haneke che mette in scena il passato e lo decolora, lo rende asettico, privo volutamente di emozioni. Un film toccante che, proprio per quel gelo che trasmette, risulta essere un monito profondamente morale, che vale per oggi e per ogni tempo. 1913, in una cittadina di campagna nel nord della Germania, una serie di eventi sconvolgono la tranquilla vita della popolazione. Quando le indagini porteranno alla luce i responsabili di quegli atti di vandalismo, si scoprirà che gli ideatori sono dei bambini della scuola che avevano creato una sorta di società segreta, forse influenzati dalle sempre più incombenti idee naziste. Per Haneke il futuro della Germania nazista è già tutto lì, in quei principi ossessivi di disciplina e candore che vanno alla deriva nella loro applicazione, in castighi comminati in nome della purezza, in una mimesi dell’universo adulto che è fatto di soprusi e violenze verso chi è più debole, bambini in primis.


Prezzi dei biglietti, interi 5 euro e ridotti 4 euro (riduzioni per ragazzi fino a 14 anni e oltre i 60 anni). Abbonamenti per 10 film 35,00 euro. Informazioni e abbonamenti Ufficio IAT di Bassano tel. 0424 524214

martedì 29 giugno 2010

Tg1 e (dis)informazione di massa

A ruota libera alcune riflessioni, dopo aver visto il Tg1 di oggi. Si prende atto che la scomparsa di Pietro Taricone, reso celebre dalla prima edizione del Grande Fratello, è la notizia con cui apre il telegiornale della rete ammiraglia. Certo, aprendo Facebook si trovano mille link sullo sfortunato Taricone. Io però mi chiedo. Quanti link sono stati dedicati o condivisi sul povero operaio nigeriano di 24 anni che una settimana fa era caduto in una macchina che macina il legno? E sull’operaio di 36 anni che potrebbe essere stato ucciso dalle esalazioni di acqua sulfurea nel parco delle Antiche Terme Iacobelli di Telese. Oppure a Davide Minuzzo morto a soli 18 anni in una fabbrica in provincia di Vicenza. E ancora ad Alessandro Orecchino Marra della provincia di Cesena...tutti morti sul lavoro...e ce ne sono tanti...tanti altri. Ma ciò non fa notizia ormai.
Mi aspettavo che oggi il Tg1 aprisse con la notizia della condanna di Dell’Utri, uno dei maggiori consiglieri e “compagni di merende” di colui che nonostante tutto ci governa tra una parola e l’altra, tra un’affermazione e la smentita di essa poco dopo.
Dell’Utri? Seconda notizia del Tg. Io mi limito a dire che sono rimasto stupito. Non credevo che Minzolini e i suoi riuscissero ad arrivare a tanto. Cioè a far passare l’idea che Marcello Dell’Utri è un povero innocente vittima di una sentenza “pilatesca”. Il servizio è tutto incentrato sull’assoluzione per i fatti accaduti dopo il 1992 e non una parola sui vent’anni di rapporti “continuativi e proficui” con le organizzazioni mafiose siciliane e l’estorsione che gli sono costate la condanna a 7 anni di galera.
Dice bene Di Pietro affermando che Dell’Utri i rapporti con la mafia li ha avuti eccome. Non cambia la sostanza. Come dire prima del 1992 una persona, dopo un’altra persona. Credo nella “conversione” ma Dell’Utri, caro Silvio, non è un buon “compagno di merende”, come non lo è Brancher e tanti altri. Il ministro Brancher ha rilasciato una intervista in evidente stato confusionale, eco dello stato confusionale in cui si trova l’intero governo con dichiarazioni che, anche nel caso di Cota, suonano come vere minacce ai giudici.
I commenti della maggioranza sono all’unisono: Dell’Utri è “una vittima”. Mi aspetto che Scajola esca dal suo silenzio e dica che Dell’Utri ha avuto sì rapporti con la mafia ma “a sua insaputa”.
A chi ha ascoltato il Tg 1 probabilmente sorgerà spontanea la domanda: “Ma per quale cavolo di motivo hanno dato 7 anni a Dell’Utri se è stato assolto?”
Inoltre sono amareggiato, non se ne parla già più. Si è concluso il G20 inutile come il G8. Si tratta di pura teatralità, comparsate che non portano a nessuna conclusione. Servono solo a far spendere le nazioni e a mostrare i soliti black block che spaccano la città per far dire: “Ecco cosa fanno i pacifisti!” Quelli non sono i pacifisti caro Fede Emilio, alias “yes man” di Silvio Berlusconi. Mi consenta Presidente una serie di domande (a cui lei non risponderà, ma…). Ora che ritorna ad occuparsi dell’Italia in Italia le chiedo: Perché non andiamo ad elezioni anticipate? Non sente il desiderio di rinnovare la classe dirigente del paese? Non vede che attorno a lei ci sta tutto un “magna magna”? Se va ad elezioni vista l’inconsistenza dell’opposizione vince ancora.
Dice bene Marcello Veneziani: “Presidente Berlusconi, sciolga la corte e riapra le iscrizioni alla classe dirigente del nostro Paese. Non perda tempo, lo faccia subito. Abbia il coraggio di tornare indietro su alcune nomine infelici, come quella di Brancher, cancelli i ministeri fantomatici, riveda i vertici del suo partito, faccia sloggiare gli abusivi, dal governo o dalle case dei preti, riconosca alcuni errori anche suoi personali e abbracci l’opera necessaria di una bonifica integrale. Si liberi dai collusi e dalle mezze calzette, o perlomeno li collochi al loro giusto rango, non ai vertici di ministeri, istituzioni e partiti”. Hai voglia che ascolti simile consiglio!
Ah, dopo Dell’Utri ora tocca a Cuffaro. I pm Di Matteo e Del Bene chiedono al giudice per l’udienza preliminare di Palermo che vengano inflitti dieci anni di reclusione all’ex governatore della Sicilia, ora senatore, dell’Udc. L’accusa è concorso esterno in associazione mafiosa, senza attenuanti. Cuffaro avrebbe messo in piedi una sorta di controspionaggio per informare i boss di indagini di polizia che li riguardavano.
E il Pd? L’opposizione. Ne parliamo un’altra volta. Preferisco concludere dicendo che ancora una volta in questi giorni abbiamo ricevuto una alta lezione di dignità, di coraggio e di rispetto delle regole istituzionali dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che oggi compie 85 anni. Auguri da parte di Fini e Schifani. Dalla Corte Costituzionale e dal ministro della Difesa Ignazio La Russa e dalle Forze Armate. Berlusconi avrà fatto gli auguri a Napolitano? Auguri Presidente Napolitano.

Ivano Maddalena


Nella parte iniziale il senso dell’articolo potrebbe essere frainteso, dunque ritengo necessario precisare, anche su sollecitazione di Ivano, che siamo tutti dispiaciuti per la prematura scomparsa di Pietro Taricone. Personalmente lo ricordo con simpatia e come un bravo attore, capace di andare oltre l’esperienza del Grande Fratello. Il compagno di liceo Roberto Saviano ricorda: “Soffro per non essere riuscito a ringraziarlo, perché all’indomani delle critiche rivoltemi da Berlusconi, mi difese pubblicamente, cosa non scontata per chi viene dalla nostra provincia”.

Il Moderatore

Torna il Minifest, rassegna teatrale per famiglie

Inaugurazione: 1° luglio al Castello degli Ezzelini di Bassano con “Alice e il paese delle meraviglie” di Teatro Prova

Inaugura il primo luglio ore 21.15 al Castello degli Ezzelini di Bassano con “Alice e il paese delle meraviglie” la nuova edizione del MINIFEST, la rassegna di teatro per le famiglie di Operaestate Festival Veneto. Sono 31 gli spettacoli previsti per un progetto che di anno in anno si allarga sempre più al territorio e che nell’edizione 2010 vede la partecipazione di ben 15 comuni delle province di Vicenza, Padova e Treviso: Borso del Grappa, Cartigliano, Cassola, Camisano Vicentino, Castello di Godego, Dueville, Galliera Veneta, Loria, Marostica, Nove, Pove del Grappa, Romano d’Ezzelino, Rosà, Rossano Veneto e San Zenone degli Ezzelini.

Ricco di spunti e di novità il programma di quest’anno. Tornano immancabili le fiabe della tradizione come “Pinocchio”, “Cappuccetto Rosso”, “Aladino”, “La Bella e la Bestia”. Veri e propri classici della letteratura per l’infanzia attesi dai bambini e proposti ogni volta in una nuova versione. Tra i protagonisti non mancano animali furbi, teneri e intraprendenti come quelli presenti in “I tre prorcellini”, “Il gatto con gli stivali”, “Il brutto anatroccolo”, “Il lupo e l’agnellino” o in nuove fiabe tutte da scoprire come “Fattoria Allegria”, “Il circo degli animali”, “Favole con la coda” e “Puzza di lupo”.

Spazio anche alle altre forme d’arte che si combinano con il teatro. Ecco allora la danza di “Fiaba danzante (c’era, c’è e ci sarà)”, “Schiaccianoci”, “La Sirenetta” e “La regina delle Nevi” che vede il festival coprodurre per la prima volta l’ormai consolidata compagnia bassanese Ullallà Teatro. Per la musica invece gli strumenti diventano i veri protagonisti di “L’usignolo e l’imperatore”, “Pierino e il lupo”, “I racconti di Mamma Oca” e di una versione di “Cenerentola” ispirata alla celebre opera di Rossini.

Legati ai temi ecologici e al rispetto della natura: “Storia di una gabbianella”, “La fata verdura”, “Brezzolina regina del bosco”. Tra le curiosità del 2010 ci sarà anche un “Pollicino nel Far West”, la nuova produzione della compagnia di ricerca Babilonia Teatri sul tema del pianto “Baby don’t cry” al suo debutto estivo e soprattutto una favola non solo da raccontare ma anche da mangiare come “Hansel e Gretel e i segreti della casa di marzapane” con i piccoli spettatori che come i due protagonisti del racconto potranno mangiarsi la deliziosa casetta piena di leccornie.

“Teniamo particolarmente a questa rassegna” spiega l’Assessore allo Spettacolo di Bassano Carlo Ferraro “che riscuote sempre un grande successo di pubblico e una convinta adesione da parte delle numerose amministrazioni comunali assieme alle quali costruiamo il progetto. E’ infatti un’iniziativa di altissima qualità grazie alla presenza di compagnie storiche che si occupano di Teatro Ragazzi a livello nazionale. E’ questo un modo per contribuire alla formazione del pubblico di domani. Un pubblico che non è composto solo dai bambini, ma anche dalle loro famiglie. Il Minifest assume così una valenza sociale, proprio per la capacità di unire genitori e figli di fronte all’esperienza unica dello spettacolo dal vivo”.

L’apertura del Minifest è affidata al Teatro Prova con la magia straordinaria di “Alice nel paese delle meraviglie”. Attori e scene che si animano per raccontare la storia di una bambina curiosa, sempre a caccia di novità. Dopo aver attraversato una porticina magica scivolerà dentro altri mondi, ora diversi e inusuali, ora familiari e riconoscibili. Nel suo viaggio farà tanti incontri incredibili e scoprirà mille possibilità per dare libero sfogo alla fantasia e alla creatività. Del resto il mondo per le persone che sanno stupirsi è tutto colorato: vorrebbero sapere, toccare, annusare, assaggiare. Vedono le cose come se fosse la prima volta. Insomma vivono eternamente in un paese delle meraviglie!

Informazioni, prevendite e prenotazioni in Biglietteria Operaestate Festival Veneto Via Vendramini 35 Bassano del Grappa. Aperto dal lunedì al sabato (9.30 - 12.30 e 15.30 - 18.30) tel. 0424 524214 Numero Verde: 800 533 633

Sport e disabili: Alla scoperta del Brenta

Riceviamo e pubblichiamo:

Domani 30 giugno 2010 un gruppo di disabili dell’Associazione Disabili Visivi Onlus e i loro speciali accompagnatori del Corpo Forestale dello Stato e dei Vigili del Fuoco saranno ospiti della Valbrenta team - Acquazzurra asd. L’iniziativa parte dall’esperienza fatta lo scorso anno sul lago di Alleghe in provincia di Belluno, dove i giovani altleti del Valbrenta Team Acquazzurra asd (Bonato Pierpaolo e Giamarco, Scremin Stefano e Ferrazzi Andrea) hanno portato in canoa e in gommone da rafting un folto gruppo di disabili visivi dell’associazione nazionale. L’esperienza è piaciuta e i nuovi atleti si sono ripromessi di provare qualcosa di più emozionante sul Brenta. Domani come promesso arriveranno in forza con Corpo Forestale e Vigili del Fuoco per poter pagaiare tra le onde del Brenta che in questi ultimi anni sta regalando numerose soddisfazioni sia a livello sportivo che educativo didattico.La giornata inizierà con la visita guidata in barca alle Grotte di Oliero di Valstagna e al Museo di Speleologia e Carsismo. All’interno della Grotta, oltre alla spiegazione delle Guide Naturalistiche Ambientali, le sensazioni per gli ospiti, saranno molteplici, lo scorrere dell’acqua, il cadere delle gocce, il silenzio e il fresco abbraccio della grotta. Il Parco Naturale circostante, paragonato dalla scrittrice George Sand ad un paradiso terreste, offrirà sicuramente un momento di tranquillità immersi nella natura. Dopo il pranzo, gli ospiti vivranno un’emozionante escursione di Rafting sul fiume Brenta, accompagnati dalle Guide della neo Federazione Italiana Rafting fino alla Casa sul Fiume a Solagna. Appuntamento dunque alle ore 14 di fronte al fabbricato delle Grotte di Oliero per una giornata indimenticabile!

IdV: Zaia e Berlusconi scarsa attenzione

Mai, come in questi ultimi anni, è caduto così in basso il rispetto per le istituzioni da parte degli appartenenti alle stesse. Se Berlusconi ha fatto scuola con il suo disprezzo per il Parlamento e per la libera discussione democratica, Zaia ha preso ad esempio, disertando la discussione odierna a palazzo Ferro Fini sulla manovra economica. Il coordinatore regionale di Italia dei Valori, Gennaro Marotta, ha commentato: “Zaia, con la sua assenza, ha avuto per il Consiglio regionale la stessa attenzione che Berlusconi dimostra verso le Regioni e le autonomie locali”.
La sensazione è che tutto sia già stato deciso sulle nostre teste e non si possa più intervenire sulle decisioni del governo. “Siamo sinceramente sconcertati - prosegue il consigliere regionale Marotta - dal modo e dalla forma con cui si è affrontato l’argomento in Consiglio regionale, chiamato a discuterne solo il giorno prima che il Governo presenti il maxi emendamento. Noi di IdV troviamo singolare che un governatore abbia il tempo di fare battaglie su tutto, anche contro l’Anas, ma non trovi la misura per rispettare l’aula eletta dai suoi cittadini”. “Chiediamo - conclude Marotta - che si predisponga una risoluzione univoca per dare un’indicazione precisa al governatore, anche se le decisioni sembrano ormai già assunte”.

Viareggio, un anno dopo la strage

E’ passato un anno, da quando a Viareggio, per colpa di un treno carico di gpl deragliato ed esploso, morirono trentadue persone. Dodici mesi non sono bastati, alla città e ai familiari delle vittime, per ottenere verità e giustizia. La preoccupazione, nonostante l’iscrizione di diciotto persone nel registro degli indagati per disastro colposo, è che quella di Viareggio resti l’ennesima strage impunita. Qualche risposta timida sembra provenire dalla politica con l’approvazione in Parlamento del disegno di legge per i risarcimenti. Non dimentica, nel giorno del suo 85° compleanno, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha inviato un messaggio a Viareggio: “Le drammatiche immagini di quel disastro rimangono impresse nella memoria dell’intero Paese che ha partecipato con profonda commozione al dolore delle famiglie così duramente colpite”.
Un messaggio di speranza giunge anche da Ibi Ayad, ventunenne di origine marocchina, unica sopravvissuta della propria famiglia al disastro, da oggi ufficialmente cittadina italiana. “Si avvera il sogno di mio padre” ha detto la giovane dopo aver giurato sulla Costituzione. La strage di Viareggio dell’estate scorsa dovrebbe far capire a tutti che bisogna investire in innovazione e sicurezza dei trasporti e che tagliare i costi non è sempre un merito, ma una possibile causa di tanti lutti e tragedie annunciate. (ipv)

Politica & Mafia: Cannoli per tutti

I giudici della Corte d’appello di Palermo hanno condannato il co-fondatore di Forza Italia, Marcello Dell’Utri a 7 anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa. La riduzione della pena, di due anni, rispetto al primo grado, conferma l’ombra dei rapporti del senatore con la Mafia fino al 1992. Tanto basta per far cantare vittoria il portavoce del Pdl Daniele Capezzone, secondo cui la sentenza ha: “smontato tutta la letteratura di fantascienza su cui gran parte della sinistra giustizialista e del network mediatico di supporto avevano lavorato per una decina d’anni”. E allora festeggiamo! Cannoli per tutti. Si potrebbe invitare anche il senatore Totò Cuffaro, in attesa di conoscere se verrà accolta dai giudici la richiesta dei pm, avanzata ieri, di una condanna a 10 anni. Alla festa mancheranno i giovani del Pdl siciliano, dissociatisi dal coro di solidarietà del centrodestra nazionale. Per una volta possiamo dire che i giovani sono più coscienziosi dei vecchi. Fa invece parte del coro, la voce bianca, Mariastella Gelmini. La ministra dell’Istruzione offre piena solidarietà al collega di partito Dell’Utri perché “è una persona perbene e ha tutta la mia solidarietà e quella dei tanti militanti che, in questi sedici anni, lo hanno conosciuto e apprezzato. Un uomo che, per sensibilità e cultura personale, è totalmente estraneo alle accuse che gli sono rivolte”. Si può dire tutto di Dell’Utri tranne che sia uno che si dimentica degli amici. Interpellato dalla stampa, dopo la sentenza, ha ribadito che Vittorio Mangano, lo stalliere di Arcore condannato all’ergastolo per duplice omicidio, resta un eroe: “Mangano è stato il mio eroe. Del personaggio è inutile stare a parlare, ma per me è stato un eroe”. Proprio una personcina perbene.

Paolo Sante

lunedì 28 giugno 2010

Federalismo: Il Pd Veneto sfida la Lega

C’è chi minaccia, neanche troppo velatamente, la via delle armi per ottenere il federalismo e chi, di fronte alle promesse tradite, indica il terreno della concretezza. Tra quest’ultimi il senatore del Pd Marco Stradiotto, autore di un’indagine sui numeri del federalismo fiscale. Nei dati forniti dal Senatore Stradiotto, esposti in una conferenza tenutasi oggi a Padova, emerge che: “Il Veneto è tra le prime regioni d’Italia per contributo procapite al gettito fiscale, ma è in coda alle classifiche sulla spesa e sui trasferimenti”. E’ lo stesso senatore veneziano del Pd ad indicare la soluzione: “Dare agli enti locali autonomia, ma anche responsabilità: con tasse gestite in modo chiaro e trasparente dai diversi livelli istituzionali, da introdurre subito, in cambio però di una parallela riduzione del carico fiscale dovuto alle tasse dello Stato centrale. Altrimenti crescerà a livelli record un carico fiscale che già oggi è a livelli di picco storico”.
Presente alla conferenza anche Rosanna Filippin, segretaria regionale del Pd, preoccupata per i tagli previsti dalla manovra finanziaria e per i costi della crisi dei conti pubblici scaricati solo sugli enti locali: “Dai numeri veri sul federalismo parte la sfida del Partito Democratico alla Lega. La nostra non è una sfida contro il federalismo. Anzi, è una sfida a farlo davvero: modificando subito il Patto di Stabilità e correggendo l’assurdità di una manovra che rischia solo di tagliare risorse agli enti locali e allo stesso tempo aumentare le tasse”.
Sulle cifre fornite dallo studio, Laura Puppato, capogruppo del Pd in Consiglio Regionale, ha commentato: “Oggi è chiaro che il Veneto ha sì un livello di spesa procapite contenuto, ma anche livelli di investimento e quindi di qualità inferiori, in alcuni servizi come il settore socio-sanitario e quello dei trasporti pubblici, rispetto ad altre regioni del Nord. Quanto alla sproporzione tra gettito versato allo stato e trasferimenti è chiaro che la situazione del Veneto è del tutto iniqua” ed ha preannunciato battaglia sugli sprechi nella Regione Veneto: “Ci sono situazioni, come quella degli amministratori delle società partecipate dalla Regione, in cui vogliamo vederci chiaro. In tempi di crisi, non sono più tollerabili certe prebende milionarie come quelle previste nelle società regionali con il consenso del centrodestra al governo”.

La meritocrazia ai tempi di Berlusconi

A noi, gente comune, quando facciamo richiesta di un posto di lavoro chiedono sempre il “Curriculum vitae”. Esistono addirittura dei manuali per insegnare a compilare un curriculum efficace ed accattivante. …Quale atroce dilemma di fronte alla scelta sulla padronanza o meno delle lingue straniere. …Azzardo discreta o ripiego mestamente su una conoscenza scolastica? …E poi, per quanto riguarda l’uso del computer, potrei citare il mio blog seguitissimo ma non ne so niente di Excel e di altre diavolerie informatiche. L’unica certezza è quando si tratta di indicare la fedina penale. Quella sì è sempre immacolata. Precari o disoccupati sì ma onesti, è spesso l’unica consolazione. Questa premessa per domandare. Nessuno, prima di nominare Brancher ministro di “non si sa che”, si è premurato di chiedergli un “Curriculum vitae”? Aveva il dovere di chiederlo chi l’ha caldeggiato, Berlusconi e poi chi ha firmato la sua nomina, ovvero il presidente della Repubblica Napolitano. La successiva durezza del Quirinale nel condannare il neo-ministro per essersi appellato allo scudo del legittimo impedimento, per difendersi da un processo in corso, non cancella la leggerezza nell’averlo nominato ad un ministero fantasma. Se in un curriculum non si può trovare tutto, bisognava prendere maggiori informazioni sul soggetto. Bastava visitare il sito di Wikipedia, l’enciclopedia libera di internet. Si sarebbe scoperto, per esempio, di alcuni scheletri nell’armadio targati “tangentopoli”, la detenzione in carcere, la condanna in primo grado e in appello per falso in bilancio, la prescrizione e depenalizzazione del reato in Cassazione; oppure che il neo-ministro è indagato per ricettazione nell’indagine sullo scandalo bancario Antonveneta. Dopo il caso Scajola, il presidente Berlusconi evocò il decreto anti-corruzione. Sono passate appena poche settimane dall’imbarazzante scoperta dei misfatti della cricca ma il premier ha già cambiato idea e spalanca le porte del governo a persone che, come lui, vogliono risolvere i propri problemi giudiziari approfittando dei privilegi di casta. Alla faccia della legalità e della meritocrazia.

Italo Di Giacomo

Bestiario padano. La Metamorfosi

La Lega è stata rovinata dal potere e dal narcisismo dei suoi leader. Se in passato alcune amministrazioni a guida leghista si erano distinte per efficienza ed innovazione, dopo la vittoria elettorale il movimento di Bossi ha esaurito la propria spinta propulsiva. Il partito di lotta e di governo si è impantanato nella questione morale, palesando tutti i limiti e i vizi della vecchia politica. Al buon governo, le camicie verdi della rivoluzione padana hanno preferito il feticismo dei simboli. Basti ricordare quanto è accaduto a Fanzolo di Vedelago, nel trevigiano, dove alla presenza del governatore veneto Luca Zaia, l’inno nazionale è stato sostituito da quello della cosiddetta “Padania”. L’amministrazione leghista di Cittadella, è salita al “disonore” delle cronache per non aver celebrato il 2 giugno e non aver esposto il tricolore. E poi le polemiche sulla nazionale di calcio, il non tifo del “Trota”, l’illazione del “Senatùr” sulla partita comprata dall’Italia di Lippi con la Slovacchia, smentita dalla prematura e vergognosa eliminazione degli azzurri. E ancora a S. Pietro in Cariano, in Valpolicella, nell’ufficio comunale del sindaco è esposta la bandiera del sole celtico, e chi disapprova si sente rispondere: rappresenta le nostre tradizioni ed è anche un complemento d’arredo. La Lega al potere mostra i muscoli con i bambini stranieri esclusi dalle mense scolastiche perché i genitori sono morosi; tace sulle leggi “ad personam”, sui veri “bavagli” alla libertà d’informazione e d’indagine, sulle disavventure giudiziarie dei colleghi di maggioranza e governo e si mostra ridicola in diverse occasioni, per esempio quando Zaia chiede la “censura” del meteo, perché scoraggerebbe l’arrivo dei turisti. Salvo poi, in nome delle regole, farli multare di 1.000 euro se per ingenuità o in uno slancio di generosità o pietà cristiana danno qualche euro al venditore ambulante per un paio di occhiali taroccati. Ecco il punto, le regole. Una volta invocavano la legalità agitando il cappio in parlamento, adesso invece promuovono, come fa Cota in Piemonte, fiaccolate per intimorire la Giustizia e per chiedere che non gli sia tolta la poltrona da sotto il culo, nonostante quella comoda poltrona sembra non appartenergli.

Paolo Sante

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domenica 27 giugno 2010

Parco della Pace. La vittoria di Vicenza

Ieri è stata accolta la richiesta presentata dal Comune di Vicenza in merito alla sdemanializzazione del lato est dell’area civile Dal Molin, dove l’Amministrazione comunale intende realizzare il Parco della Pace. “La città di Vicenza raccoglie il frutto del lavoro tenace portato avanti per due anni dall’Amministrazione Variati” dichiara soddisfatta la segretaria regionale democratica Rosanna Filippin.
Il riconoscimento del parco, come un diritto della città, sottolinea una nota del Presidio permanente 'No dal Molin' “rappresenta una vittoria della città e di tutti coloro che, negli ultimi anni, si sono mobilitati per difenderla: una fetta importante del nostro territorio, infatti, è stata così sottratta agli appetiti militari statunitensi e alla conseguente devastazione ambientale”. I 'No Dal Molin' mettono in guardia: “questo è solo un primo passo nella difesa e nella tutela di Vicenza” e non legittima “quanto sta avvenendo al di là del filo spinato”.
Per ribadire la contrarietà alla base americana e per difendere il carattere pubblico dell’acqua, lunedì 12 luglio presso il Parco della Pace, dopo il corteo, serata con il cantante Luca Bassanese e l’attore, regista e scrittore Marco Paolini. L’ingresso è gratuito.



sabato 26 giugno 2010

Mountain Bike: Nel femminile trionfo Veneto

Il portacolori del team ASC Olang, Klaus Fontana, dominatore assoluto del tracciato di 82 chilometri della Suedtirol Sellaronda Hero. Nella prova femminile si impone la vicentina Anna Ferrari. Nel percorso di 50 chilometri successi di Andrea Zamboni tra gli uomini e Andrea Tasser tra le donne. Buone prestazioni per i jet dello sci azzurro che si sono misurati nel percorso corto: Florian Eisath (12°), Peter Fill (23°), Christoph Innerhofer (39°).

Selva Gardena (BZ) - Il primo atleta che scrive il proprio nome nell’albo d’oro della Suedtirol Sellaronda Hero è Klaus Fontana, il biker 37enne che difende i colori dell’ASC Olang Team, e che oggi ha vinto la massacrante granfondo di 82 chilometri e ben 4.200 metri di dislivello. Dopo la partenza da Selva Gardena alle 8 di mattina, Fontana prende il comando della gara e allunga sul gruppo e valica il primo passo a Dantercepies in compagnia dell’altro altoatesino favorito della gara, Franz Hofer, portacolori del team Scott. Nella discesa verso il passo Gardena e successivamente a Corvara, Hofer accusa un distacco sempre maggiore dal leader della corsa a causa di un problema tecnico alla bici. Per Fontana è il via libera verso una corsa solitaria per i restanti 70 chilometri «che ho amministrato con giudizio, perché sapevo della durezza del tracciato, avendolo provato due settimane fa - commenta all’arrivo il vincitore - tanto che durante il sopralluogo ho anche pensato chi me l’avesse fatto di iscrivermi». Un tracciato impegnativo tanto che Fontana ha deciso di correre con un rapporto estremamente agile composto da 27/39 «e l’ho utilizzato spesso perché le salite sono state veramente dure». Mentre Fontana si involava al traguardo di Selva Gardena con il tempo finale di 4:46’06” alle sue spalle scoppiava la bagarre per il secondo posto tra Georg Piazza di Ortisei e il milanese Riccardo Milesi del team Lissone MTB: nell’ultima salita al passo Duron l’altoatesino allungava su Milesi per conquistare la piazza d’onore a 10’49”28 dal vincitore mentre Milesi chiudeva terzo in 4:59’20”. Ai piedi del podio Paolo Alberati mentre un rammaricato Hofer chiude all’ottavo posto ma punterà a rifarsi nel Campionato Europeo Marathon di domani in Veneto. Tra le donne successo di Anna Ferrari di Valdagno che dopo una partenza estremamente prudente ha aumentato il ritmo e ha conquistato il primo posto assoluto. La vicentina dell’Elettroveneta Corratec Team chiude con il tempo di 6:10’58” davanti a Antonella Incristi del Ki.Co. Sys Cussigh Bike e terzo gradino del podio per Vania Marzarotto dell’Asd Forgital. Da segnalare il ritiro di Michela Benzoni a causa di un errore di percorso dopo quattro ore di gara.Nella gara dei 50 chilometri successo di Andrea Zamboni che ha chiuso in 3:05’51” respingendo gli attacchi di Daniel Jung (secondo classificato) e di Maurizio Broll, quest’ultimo vincitore per l’ultimo gradino del podio rimasto libero allo sprint su Gunther Goller. Nella classifica femminile spicca la prova di Andrea Tasser che ha chiuso il percorso corto in poco più di 4 ore, rifilando 21’40” alla messicana Cariza Munoz, ma naturalizzata italiana, e terza piazza per la compagna di squadra della vincitrice nel team ASC Sarntal Rad, Heidi Unterweger. Sullo stesso tracciato si sono misurati anche gli amici di sci invitati da Peter Runggaldier, co-organizzatore, della manifestazione: Florian Eisath (12esimo), Peter Fill (23esimo), Christoph Innerhofer (39). Tra loro Thomas Wildmann l’assessore all’economia della Provincia di Bolzano, grande appassionato di mountain bike, che ha chiuso al 35esimo posto.
Si chiude la prima edizione della Suedtirol Sellaronda Hero che ha visto al via oltre 450 biker (il limite posto agli organizzatori era di un massimo di 500 iscritti) in rappresentanza di 14 nazioni con ben 30 donne su due tracciati considerati da tutti estremamente impegnativi, non solo per il dislivello ma anche per alcuni passaggi tecnici di single-track nelle discese.Profonda soddisfazione della coppia di organizzatori Peter Runggaldier e Gerhard Vanzi che a gara conclusa, vogliono ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita della “vernice” della Suedtirol Sellaronda Hero: «L’abbiamo considerata da subito come l’edizione zero di una gara estremamente articolata che ha attraversato 4 valli, 3 provincie e 7 comuni e, per garantire un alto livello di servizio, abbiamo ricevuto il sostegno e l’aiuto di molte associazioni dei territori attraversati dalla gara - ha sottolineato Vanzi - e a loro va tutta la nostra riconoscenza». E domani passi alpini del comprensorio resteranno chiusi ai mezzi a motore: tocca alla Sellaronda Bike Day, oltre 15 ciclisti attesi su e giù dai quattro valichi. (c.s.)

Classifica Maschile 82 km
1. Klaus Fontana ASC Olang 4:46‘06“64
2. Georg Piazza Sunshine Racer ASW Nals 4:56’55.92
3. Riccardo Milesi Lissone MTB 4:59’20.94
4. Paolo Alberati AEG Sporting Test Team 5:07’15.05
5. Michele De Gasperi Bren Team Trento 5:09’36.29

Classifica Femminile 82 km
1. Anna Ferrari Elettroveneta Corractec 6:10’58.57
2. Antonella Incristi Ki.Co. Sys Cussigh Bike Ermetic 7:00’29.31
3. Vania Marzorotto ASD Forgital 7:42’31.42
4. Nadia Pasqualini Extreme Factory Team

Classifica Maschile 50 km
1. Andrea Zamboni Petrolvilla Bergner Brau 3:05’51.98
2. Daniel Jung Otzi Bike Team 3:12’24.76
3. Maurizio Broll MSP 3:20’27.09
4. Gunther Goller Rodes Gherdeina Halti 3:20’27.11
5. Christian Chiavedale Ki.Co. Sys Cussigh Bike Ermetic 3:30’38.05

Classifica Femminile 50 km
1. Andrea Tasser ASC Sarntal Rad 4:00’21.75
2. Cariza Munoz Los Locos ASD 4:22’02.25
3. Heidi Unterweger ASC Sarntal Rad 4:45’18.31
4. Francesca Stanguellini S.I.M.B. 5:54’36.53
5. Barbara Ratti ASD Pedale Vignatese 6:42'10.35

CONSIGLI LIBRARI N.21

I-TIGI. Racconto per Ustica. Con DVD
Paolini Marco; Del Giudice Daniele
€ 26,00
2009, 213 p., ill., brossura
Einaudi (collana Einaudi. Stile libero. DVD)

Un cofanetto composto da un volume e un DVD. Il libro “I Tigi da Bologna a ghibellina” si articola in due parti. Nella prima si ripropongono il “Quaderno dei Tigi”, scritto da Daniele Del Giudice e da Marco Paolini, e il copione dello spettacolo, che accompagnavano l’edizione 2001 dello spettacolo “I-TIGI. Canto per Ustica”. Nella seconda, del tutto nuova, Fernando Marchiori racconta l’intero percorso de “I-TIGI” dal “Canto per Ustica a Bologna” al “Racconto per Ustica”, nell’arco del teatro di Paolini. Nel DVD “I-TIGI a ghibellina” lo spettacolo, in origine creato per Telepiù con la regia di Davide Ferrario, ambientato in una scenografia particolarmente efficace per lo schermo televisivo: il “Cretto di Burri”. Scrive Paolini: “Il ‘Racconto per Ustica’ è nato così, dopo il ‘Canto’, come approfondimento, come continuazione di un lavoro di indagine che è andato avanti due anni, mentre nell’aula bunker di Rebibbia si svolgevano le 272 udienze del processo”.

Ustica, scenari di guerra
Sartori Leonora; Vivaldo Andrea
€ 15,00
2010, 144 p., ill.
Becco Giallo (collana Cronaca storica)

La ricotruzione a fumetti della strage di Ustica. Il 27 giugno 1980 il Dc-9 Itavia in volo da Bologna a Palermo precipita a Nord dell'isola di Ustica. Sono 81 le vittime, di cui 13 bambini. Inizialmente si parla di una bomba a bordo, poi si considera l’ipotesi che l’aereo sia stato abbattuto da un missile. Il 10 gennaio 2007 la Corte di Cassazione assolve definitivamente per mancanza di prove i generali dell’Aeronautica Lamberto Bartolucci e Franco Ferri. L’istruttoria, secondo i supremi giudici, “si è limitata ad acquisire un’imponente massa di dati dai quali peraltro non è stato possibile ricavare elementi di prova a conforto della tesi”. Dopo 27 anni, tre appelli in giudizio, decine di perizie, la sparizione di documenti e morti sospette, la verità è ancora un mistero.

Comunisti immaginari. Tutto quello che c’è da sapere sul PCI
Cundari Francesco
€ 16,00
2009, 354 p., brossura
Vallecchi (collana Saggi)

Dal 2008 per la prima volta fuori dal Parlamento italiano. Dal 2009 fuori anche dal Parlamento europeo. Vent’anni dopo la caduta del muro di Berlino e diciotto anni dopo il crollo dell'Unione Sovietica i comunisti sembrano scomparire anche dalla scena politica italiana. Quali sono le ragioni di una così lunga persistenza e di una tanto repentina scomparsa? Il comunismo di oggi è ancora reale o sopravvive solo nel nostro immaginario? Cundari ricostruisce, con tratti a volte tragici, a volte esilaranti, l’esperienza di dirigenti, quadri di partito, militanti e intellettuali che nel comunismo hanno creduto; le loro speranze, l’immaginario che hanno proiettato sul partito e la rappresentazione che hanno fatto di sé. L’autodifesa convinta di Amadeo Bordiga davanti al Tribunale speciale, il drammatico colloquio fra Togliatti e Lajolo sulle responsabilità del Migliore nei crimini dello stalinismo, una strofa dimenticata di Bandiera rossa... un racconto che abbraccia l’intera storia del Pci, fino al nuovo Partito democratico, con aneddoti curiosi e risvolti inaspettati. (Prefazione di Giuseppe Vacca)

venerdì 25 giugno 2010

No Nucleare: Mozione del PD Veneto

Del netto rifiuto al nucleare ne abbiamo fatto un nostro tratto identitario. Per questo apprendiamo con soddisfazione la presa di posizione contraria al ritorno all’atomo del Partito Democratico Veneto. Un secco “No” che, insieme a quello dell’Italia dei Valori, allarga, in Regione, il fronte dell’opposizione al nucleare. Silenzio (forse assenso?) dell’UdC.

La capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale Laura Puppato ha sollecitato il governatore Zaia affinché difenda la dignità del Veneto e i principi federalisti, e faccia pressione sui parlamentari veneti perché promuovano una modifica della legge e del decreto: “La decisione della Corte Costituzionale di rigettare i ricorsi delle Regioni che si oppongono a scelte unilaterali del governo nella delicata partita della reintroduzione del nucleare in Italia rischia di mettere il bavaglio a quei territori che verranno indicati per realizzare le centrali. La partita non può chiudersi così: sarebbe una sconfitta delle Regioni e del federalismo, perché si infrangerebbero i principi contenuti nella riforma del Titolo V della Costituzione. Il presidente Zaia, dimostri di essere davvero federalista e difenda la dignità di un Veneto che non può subire in silenzio la realizzazione nel suo territorio di un impianto nucleare”.
La mozione del Pd, depositata oggi e sottoscritta da tutti i consiglieri democratici, impegna la Giunta regionale ad esprimere un parere negativo all’eventualità di un insediamento nella regione del Veneto di centrali nucleari e ad elaborare un piano energetico regionale che contenga programmi d’investimento sul fronte delle energie alternative. I consiglieri democratici avvertono inoltre della necessità di affrontare la questione sicurezza in maniera adeguata e a livello internazionale, in quanto il tema delle scorie radioattive, resta tuttora un problema irrisolto. Oltre a questo nodo, il Pd evidenzia il fatto che “il nucleare non ci libera dalla dipendenza energetica dall’estero, visto che il nostro Paese è sprovvisto di riserve d’uranio nel proprio sottosuolo, e che l’ipotesi di costruire una centrale nucleare in Veneto non può prescindere dall’analisi di alcune notevoli criticità. Tra queste la fitta presenza di centri abitati, cosa che rende impossibile collocare un impianto nucleare rispettando la distanza sufficiente per garantire i livelli minimi di sicurezza, e le conseguenze negative che la presenza di una centrale potrà avere sull’economia anche turistica del Veneto”. La mozione chiede infine alla Giunta Zaia di istituire un fondo per l’efficientizzazione energetica di edifici pubblici e privati che intendano conseguire l’inserimento nella classe energetica B o A di casa-clima. Secondo i democratici la strada che il Veneto deve imboccare è quella della green-economy, promuovendo ricerca, imprenditoria innovativa e nuove prospettive di lavoro.

Torna il grande cinema di Operaestate

Comincia il 29 giugno il Cinefestival Bassano al Giardino Parolini

S’inaugura martedì 29 giugno, con un appuntamento a ingresso gratuito, l’edizione 2010 del Cinefestival Bassano. Sessantaquattro serate di film all’aperto, nella verde cornice del Giardino Parolini, con l’arena cittadina interamente dedicata alla programmazione cinematografica. Un viaggio attraverso le più diverse cinematografie, che affianca i percorsi d'autore ai grandi successi della stagione. Come di consueto l’apertura è dedicata al pubblico delle famiglie ed è a ingresso gratuito. Quest’anno il titolo scelto per inaugurare il cinefestival è Dragon Trainer, film d’animazione targato Dreamworks sulle divertenti peripezie di un giovane vichingo e del suo amico drago.

Il miglior cinema d’autore è ben rappresentato dai grandi registi che impreziosiscono il cartellone: Michael Haneke con Il nastro bianco, Ken Loach con Il mio amico Eric, Abbas Kiarostami con Copia Conforme, Alain Resnais con Gli Amori folli, Jaques Rivette con Questione di punti di vista, Emir Kusturica con Promettilo! e poi le ultime fatiche di Nick Cassavetes, Ang Lee, Steven Soderbergh, Terry Gillian, Francis Ford Coppola, Martin Scorsese, Clint Eastwood e Roman Polanski.

Nutrita anche la schiera di film campioni d’incasso made in USA, interpretati dalle grandi star hollywoodiane come Brad Pitt in Bastardi Senza Gloria, Cameron Diaz ne La custode di mia sorella, Matt Damon in The Informant!, Johnny Depp in Alice in Wonderland e Parnassus, George Clooney in Tra le nuvole, Charlize Theron in The Road, Leonardo di Caprio in Shutter Island, Russell Crowe in Robin Hood, Robert Downey jr e Jude Law in Sherlock Holmes.

Notevole importanza viene data come sempre al cinema italiano, ottimamente rappresentato da pellicole che si sono segnalate nei festival, nazionali e no, espressione di un’annata fortunata per la cinematografia tricolore: La prima cosa bella di Paolo Virzì, La nostra vita di Daniele Lucchetti, Mine Vaganti di Ferzan Ozpetek, Cosa voglio di più di Silvio Soldini, Basilicata coast to coast di Rocco Papaleo, L’uomo fiammifero di Marco Chiarini e L’uomo che verrà di Giorgio Diritti.

Diverse le pellicole provenienti dai principali festival internazionali, dedicate a cinematografie meno conosciute ma vitali nei contenuti e originali nei linguaggi. Focus sull’area del medioriente a fotografare le vite dietro il conflitto. Da Israele Lebanon di Moaz Shmulik e ben 3 pellicole iraniane: I gatti persiani di Barman Ghobadi, About Elly di Asghar Farhadi, Donne senza uomini di Shirin Neshet.

Non mancheranno poi i film europei, che testimoniano una cinematografia d’essai sempre vivace, capace di sperimentare generi e temi tra i più diversi. Tra i tanti segnaliamo titoli come Il Riccio di Mona Achache (Francia, Italia), Soul Kitchen di Faith Akin (Germania), Nord di Rune Denstad Langlo (Norvegia), Il Profeta di Jacques Audiard (Francia), Il Concerto di Radu Mihaileanu (Francia, Romania, Belgio, Italia), Il canto delle spose di Karin Albou (Francia, Tunisia), Lourdes di Jessica Hausner (Austria), Agorà di Alejandro Amenábar (Spagna, Stati Uniti), Welcome di Philippe Lioret (Francia), Cella 211 di Deniel Monzòn (Francia-Spagna).

Straordinari anche i documentari inseriti in programma, poetici o di impegno civile, offrono un ulteriore sguardo sulla realtà contemporanea. Questi i titoli: Capitalism di Michael Moore, 14 Kilòmetros di Gerardo Olivares, Le quattro volte di Michelangelo Frammartino, Draquila di Sabina Guzzanti, Oceani 3D di Jean Jacuqes Mantello.

Il cinefest 2010 ha tenuto conto infine anche degli spettatori più giovani, con una serie di film di animazione adatti ad un pubblico di tutte le età e inseriti nel Minifest, la ricca sezione del festival dedicata alle famiglie con tanti spettacoli teatrali ma anche divertenti pellicole come il film inaugurale Dragon Trainer, Up, Fantastic Mr. Fox e Toy Story 3.

Invariati i prezzi dei biglietti: interi euro 5.00, ridotti euro 4.00 (riduzioni fino ai 14 anni e oltre i 60). Confermata anche la richiestissima formula di abbonamento: per 10 film euro 35,00. Per informazioni e abbonamenti Biglietteria di Operaestate in Via Vendramini 35. Tel. 0424 524214 – 0424 217811. In caso di maltempo, come di consueto i film verranno proiettati alla Sala Da Ponte del Centro Giovanile.

Il cinefestival 2010 si allarga poi a tutto il territorio delle “città palcoscenico” con la programmazione cinematografica, tra luglio e agosto, anche nelle arene di Thiene (Villa Fabris), Rossano Veneto (Parco Sebellin), Sandrigo (Piazza Marconi), Montecchio Maggiore (Castello di Romeo), Schio (Villa Toaldi Capra), Castelfranco Veneto (Villa Bolasco), a cui si aggiunge quest’anno anche Dueville (Busnelli Giardino Magico) e un vero e proprio festival cinematografico, il Gallio Film Festival del cinema italiano che dal 24 al 31 luglio presenterà 13 film in concorso oltre a una serie di eventi speciali.

Università: da Padova le proposte del PD

Il Partito Democratico Veneto lancia l’allarme: “In gioco il futuro dell’Italia e del Veneto”

Mentre il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini auspica che la riforma dell’università possa essere approvata entro l’estate, il Pd Veneto ribadisce la propria contrarietà ai tagli nel settore dell’istruzione .
“Dimmi che università hai. E ti dirò che paese sarai”. Parte da queste parole il messaggio che Rosanna Filippin, segretaria regionale del Pd, ha lanciato questa mattina dal Portello, nel cuore della cittadella universitaria padovana. Insieme a lei, per discutere delle proposte del Pd sul futuro dell’università, sono intervenuti: Paolo Giacon, responsabile regionale Ricerca e Università del Pd, Filippo Silvestri, segretario regionale dei Giovani Democratici e i docenti dell’ateneo di Padova Stefano Allievi e Paolo Guiotto.
Dunque opposizione forte al Ddl Gelmini in discussione al Senato. Filippin ha dichiarato: “Quando si parla di università si parla del nostro futuro. Tagliare le risorse all’università, seminare l’incertezza professionale tra i ricercatori, accumulare ritardi sul terreno strategico dell’autonomia: sono atteggiamenti che producono un solo risultato, quello di indebolire la nostra università. A perderci è il territorio e il nostro sistema economico: che avrà meno ricerca e meno cervelli a disposizione”.
“Con la riforma Gelmini - ha detto Paolo Giacon - l’Italia rischia di fare nel campo della formazione la stessa figuraccia che ha rimediato ieri ai mondiali di calcio”. E presentando le proposte del Pd, Paolo Giacon ha riservato una battuta anche al presidente Zaia, reduce dal lancio di un corso in dialettologia: “Con tutto il rispetto, forse alle nostre imprese e ai nostri giovani sarebbe stato più utile un corso sull’innovazione tecnologica e d’impresa”. Queste in sintesi le proposte del Pd Veneto: largo ai giovani (docenti in pensione a 65 anni ed eventuale possibilità di collaborazioni a contratto fino a 70 anni); possibilità di assunzione di giovani ricercatori per gli Atenei con i conti in ordine; parametrare i compensi dei docenti al merito; contratto unico e migliore trattamento economico dei dottorandi; piani di contribuzione pubblica per gli affitti degli studenti fuori sede; fare del Veneto la prima regione per l’assistenza ed il diritto allo studio; passare in dieci anni dallo 0.8% all 1.3% di PIL investito in ricerca ed università; detassare le donazioni di privati agli Atenei; attrarre cervelli da tutto il mondo; rilanciare il dottorato di ricerca; rendere obbligatorio il dottorato di ricerca per l’accesso alla docenza universitaria, considerarlo come valore aggiunto nei concorsi pubblici, assicurare agevolazioni fiscali per le imprese che assumono dottori di ricerca; più cultura d’impresa nelle facoltà scientifiche.
Infine sul progetto Univeneto, ovvero il patto tra gli atenei di Padova, Venezia, Verona, Trento e Bolzano, il parere dei partecipanti è unanime: “Idea giusta e da sostenere, a patto che in campo siano messe risorse economiche vere. A partire dalla Regione Veneto”.

“Planetaria 2010”, la città dell'altraeconomia

La manifestazione nazionale dedicata ai temi della pace e stili di vita

Si svolgerà dal 1° al 4 luglio, al Palaplip di Mestre (Venezia), Planetaria 2010, la manifestazione nazionale promossa dalle Acli per approfondire i temi della pace, della giustizia, della legalità, e dell’economia solidale.
“Abitare il territorio da cittadini del mondo” è il tema scelto per l’edizione di quest’anno - la seconda - che prevede momenti di riflessione, con testimoni, esperti e rappresentanti delle istituzioni, accanto a laboratori e appuntamenti culturali.
Organizzata dal dipartimento Pace e stili di vita delle Acli nazionali, in collaborazione con le Acli regionali del Veneto e le Acli provinciali di Venezia, Planetaria si rivolge alle istituzioni, alla società civile e alle comunità locali come «proposta politico-culturale» sui temi della pace, della giustizia, della legalità, degli stili di vita sostenibili, dell’economia solidale. «Il nostro obiettivo - spiega Alfredo Cucciniello, responsabile del dipartimento Acli Pace e stili di vita - è quello di condividere e diffondere una cultura di pace che parta dai territori, dalle piccole e grandi comunità. Lo scorso anno eravamo al Sud, in provincia di Avellino, quest’anno siamo in pieno Nord-Est. La nostra strategia consiste nel cercare di rafforzare i legami di solidarietà sul territorio allargando contemporaneamente gli orizzonti a livello “planetario”, evidenziando le comuni esigenze di giustizia, legalità e sviluppo sostenibile».


(Scarica il programma)

Iniziative contro il ritorno al nucleare

La Corte costituzionale, respingendo i ricorsi presentati da dieci regioni sulla legge delega del 2009 che sanciva il ritorno al nucleare in Italia ha dato il via libera al Governo per il ritorno all’atomo.
Per esprimere netta contrarietà al ritorno al nucleare è stata indetta dalla società civile una giornata nazionale di protesta a Milano, domani 26 giugno, dalle ore 14,00 a Piazza Fontana. La mobilitazione, spiegano gli organizzatori, è apartitica e per identificarla è stato scelto il colore giallo a significare il pericolo del nucleare ma anche il sole fonte di energia pulita. Per maggiori informazioni sull’evento consultare la
pagina facebook o il sito www.eticaforum.com/nonucleareday

Anche la politica si sta muovendo. In Veneto i consiglieri regionali di Italia dei Valori hanno presentato stamattina una mozione per chiedere alla Giunta Zaia di escludere dal nostro territorio la costruzione di una centrale nucleare e di centri per lo stoccaggio di scorie radioattive. I consiglieri Antonino Pipitone, Gennaro Marotta e Gustavo Franchetto denunciano: “Il Governo l’anno scorso ha deciso di riaprire la corsa al nucleare. In dieci anni vuole costruire cinque/dieci centrali nucleari di terza generazione. Sono impianti che producono ingenti quantità di scorie radioattive, ma che copriranno solo il 10% dei consumi di energia in Italia”. Antonino Pipitone, primo firmatario dell’interrogazione, commenta: “Alle indiscrezioni che indicano tra le possibili aree il sito di Chioggia e quello della vicina Monfalcone ricordiamo che l’Italia non è ancora riuscita a risolvere il problema dello stoccaggio definitivo delle scorie delle vecchie centrali nucleari, sistemate ancora in maniera provvisoria e tutt’altro che sicura. Per smaltirle continuiamo a pagare una tassa di 400 milioni di euro sulle bollette dell’elettricità”. All’infausta opzione nucleare, gli esponenti dell’IdV Veneto, contrappongono la via delle fonti rinnovabili, del risparmio e dell’efficienza energetica.

giovedì 24 giugno 2010

25 GIUGNO 2010. SCIOPERO GENERALE

Contro la manovra finanziaria del Governo, definita sbagliata ed iniqua, la CGIL ha chiamato allo Sciopero Generale tutte le lavoratrici e i lavoratori del settore pubblico e privato, rispettivamente per otto e quattro ore, domani venerdì 25 giugno. Una protesta proclamata dalla Confederazione perché non è giusto che a pagare il conto della crisi siano sempre i soliti noti, mentre sarebbe necessario colpire gli evasori e tassare le rendite e i grandi patrimoni. Ecco le manifestazioni in Veneto:

BELLUNO
concentramento ore 9.00 Piazzale Stazione

ore 10.00 comizio in Piazza Duomo

PADOVA
concentramento ore 9.00 Piazzale Stazione
ore 10.30 comizio in Piazza Garibaldi

ROVIGO
concentramento ore 9.00 Viale Tre Martiri
ore 10.00 comizio in Piazza Vittorio Emanuele

TREVISO
concentramento ore 9.00 Piazzale Stazione
ore 10.00 comizio in Piazza dei Signori

MESTRE - VENEZIA
concentramento ore 9.00 Rampa Cavalcavia angolo via Torino
ore 10.00 Piazza Ferretto
comizio di Walter Schiavella (Segretario generale FILLEA CGIL nazionale)

VERONA
concentramento ore 9.00 Corso Porta Nuova
ore 11.00 comizio in Piazza Brà

VICENZA
concentramento ore 9.00 Viale Roma Campo Marzo
ore 10.00 comizio in Piazza delle Poste

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Arpav, serviva un nuovo sistema informatico?

Interrogazione del consigliere regionale Antonino Pipitone

“E’ pur vero che 715mila euro, se paragonati ai 30 milioni per il maxi appalto per la nuova sede sono bruscolini, però sono sempre soldi pubblici. Che arrivano dalle tasche di tutti i cittadini”. E’ tagliente Antonino Pipitone, consigliere regionale di Italia dei Valori, mentre commenta l’interrogazione che ha appena presentato sulla recente tegola che riguarda l’Arpav. Nel mirino il contratto da 715mila euro (senza appalto ma con trattativa privata) alla Engineering spa, per il nuovo sistema operativo di cui, secondo una ventina di esposti alla Procura, non c’era alcun bisogno. Visto che quello che c’era andava più che bene.
Pipitone, che ha firmato l’interrogazione con il suo collega di partito Gennaro Marotta, chiede alla Giunta regionale se sia tutto vero, “in modo particolare sul punto che riguarda l’assenza di bando di gara e l’uso esclusivo di trattativa privata”, e se la Regione intende controllare le procedure di gestione dell’Arpav e verificare la reale necessità di acquistare un nuovo sistema informativo e di rimpiazzare quello esistente.
“Vogliamo - conclude l’esponente IdV padovano - che l’assessore competente ed i vertici dell’Arpav vengano in audizione in Commissione regionale. Ci sono da chiarire le molte ombre che continuano ad addensarsi sulla gestione dell’Agenzia veneta per la prevenzione e protezione ambientale”.

Mondiali Calcio: Lacrime Azzurre in Sudafrica

Nazionale fuori dai Mondiali e ultima nel girone

Era l’ultima occasione per dare un senso a questo Mondiale che era iniziato male, avevamo due risultati a disposizione, ma l’Italia ha perso 3-2 con la Slovacchia, avversario discreto, dopo una partita che ha visto gli azzurri giocare male per 75 minuti e svegliarsi solo nell’ultimo quarto d’ora. Nei primi 45’ l’undici di Lippi ha creato ben poco, mentre gli avversari si sono resi pericolosi in un paio di occasioni e sono andati in vantaggio al 25’ con Vittek. Nell’intervallo Lippi ha operato due sostituzioni (Maggio e Quagliarella per Gattuso e Criscito), mentre il terzo cambio, Pirlo per Montolivo, è stato effettuato pochi minuti dopo. Il secondo tempo ha visto gli azzurri più brillanti, infatti l’Italia ha creato due occasioni da rete con Di Natale e con Quagliarella che, servito da Pepe, ha visto respingere il suo tiro sulla linea da un difensore. Ma la Slovacchia ha trovato il raddoppio al 28’ ancora con Vittek. Il finale è stato emozionante: al 36’ Di Natale ha accorciato le distanze, tre minuti più tardi Quagliarella ha segnato il pari, ma l’arbitro ha annullato per fuorigioco. A un minuto dal termine è arrivato il 3-1 ad opera del neo entrato Kopunek e a tempo praticamente scaduto Quagliarella ha firmato il 3-2. Nel recupero l’Italia ha sfiorato il 3-3 con Pepe, ma alla fine la vittoria è andata alla Slovacchia. Finisce così al primo turno il sogno azzurro di ripetere l’impresa di quattro anni fa, rivincendo il Mondiale. Era dal 1974 che l’Italia non usciva dal torneo iridato al primo turno. Gli azzurri hanno disputato un Mondiale sottotono sin dall’inizio, il nostro era un girone abbordabile sulla carta, con tre squadre, Nuova Zelanda, Slovacchia e Paraguay sicuramente battibili, ma abbiamo fatto solo due punti in tre gare, chiudendo il girone all’ultimo posto, e prendendo 5 gol. E’ mancato il gioco, la grinta, è mancato un fantasista, un giocatore alla Del Piero, alla Totti, alla Cassano che potesse fare la differenza e inventare qualche magia, la difesa ha commesso troppi svarioni; certo l’infortunio di Buffon e quello di Pirlo sono state assenze pesanti, ma una grande squadra non si lascia condizionare da questi fatti. La delusione ovviamente è grande, perché anche se non abbiamo espresso un buon gioco, si sperava che anche questa volta l’Italia riuscisse a regalarci un’altra soddisfazione e a qualificarsi agli ottavi. Chiusa l’era Lippi, nella quale comunque abbiamo conquistato un titolo Mondiale, ora inizia quella di Cesare Prandelli. A lui il difficile compito di ricostruire una Nazionale a pezzi.

Francesca Monti

Fiesso d'Artico: Resistenza e resistenti

Presentazione del libro di Vittorio Pampagnin

Il coraggio di scegliere. Resistenza e resistenti:

Riflessioni e approfondimenti

Venerdì 25 giugno ore 20,45
Sala parrocchiale Cinema Ermes di Fiesso d’Artico (VE)

Intervengono:
mons. Pierantonio Gios (storico)
Maurizio Angelini (ANPI Regionale Veneto)
Lorenzo Zuin - letture

Sarà presente l’autore Vittorio Pampagnin

mercoledì 23 giugno 2010

12^ Festa Itinerante dell'Emigrante

E’ stata scelta Thiene per ospitare la 12^ Festa Itinerante dell’Emigrante. L’evento, che si terrà domenica 27 giugno 2010, rappresenta un appuntamento ormai consolidato nel programma di attività dell’Ente Vicentini nel Mondo, registrando ogni anno una numerosa e sentita partecipazione di Emigranti ed ex Emigranti della Provincia di Vicenza. La manifestazione intende rendere onore ed omaggio a quei cittadini costretti, a suo tempo, a cercare fortuna lontano dai propri luoghi d’origine. Il programma prevede la partenza del corteo da Piazza Scalcerle alle ore 09.30, quindi l’alza bandiera ufficiale in piazza Ferrarin, la deposizione di una corona d’alloro al monumento ai caduti e alle ore 10.00 la S. Messa in Duomo. Seguirà il pranzo al Padiglione Fieristico, che, per gli iscritti all’elenco degli Italiani Residenti all’Estero, è offerto dagli organizzatori, previo contatto con il Comune di appartenenza. La manifestazione è organizzata dall’Ente Vicentini nel Mondo in collaborazione con il Comune di Thiene e l’adesione di una decina di Comuni, oltre ad Associazioni di Categoria e di Volontariato. Per informazioni: Ente Vicentini nel Mondo tel 0444- 32.50.00 oppure Ufficio Comunale Identità Veneta tel. 0445-80.48.12.

Adria legge: Romolo Bugaro e Sergio Rizzo

Dialoghi sulle differenze economiche, sociali e morali nel nostro Paese

Adria (RO). Prende il via domani, giovedì 24 giugno, la prima edizione di “Alé! Adria legge”, festa del libro e della lettura in programma ad Adria fino a domenica 27 giugno 2010.
Per il tema differenze economiche, sociali e morali che caratterizzano il nostro Paese, domani, giovedì 24 giugno, “Italia, Italie” è il titolo dato agli incontri con gli autori Romolo Bugaro, autore di Bea Vita (Laterza, 2010), previsto per le ore 19.00 in Piazzetta San Nicola. Alle ore 21.30 ai Giardini Zen, invece, il pubblico potrà dialogare con Sergio Rizzo autore di La cricca (Rizzoli, 2010).
Venerdì 25 giugno sono attesi Romana Petri, autrice di Ti spiego (Cavallo di ferro, 2010) e Alessandro Cattelan con Zone rigide (Mondadori, 2010). Sabato 26 giugno saranno ospiti della rassegna Emanuele Trevi, autore de Il libro della gioia perpetua (Rizzoli, 2010) e Melania G. Mazzucco con Jacomo Tintoretto e i suoi figli (Rizzoli, 2009).
“Alé! Adria legge” manifestazione organizzata dall’Associazione il Presidio del libro di Adria in collaborazione con Comune di Adria, Confesercenti Rovigo, Confcommercio Ascom Rovigo, pone all’attenzione del pubblico un’idea di libro insolita e originale: spazio di confine tra opposti e diversità (realtà e finzione, ricco e povero, autoctono e straniero…) il libro diviene territorio da esplorare in piena libertà attraverso la lettura, alla scoperta di tutto ciò che solitamente è inaccessibile o proibito.


Il programma completo delle iniziative di “Alé! Adria legge”è consultabile sul sito web: www.adrialegge.it

Teatro: "I motivi dell'amore" nel mondo

Lo spettacolo teatrale “I motivi dell’amore” selezionato ai Festival internazionali di Austria, Romania e Viareggio e per aprire il festival nazionale più importante d’Italia, quello di Pesaro.

Dopo la tournee in Brasile con “Il ponte sugli oceani” lo scorso autunno, nuova esperienza internazionale per il Teatro Impiria di Andrea Castelletti. A varcare le frontiere questa volta è il fortunato spettacolo “I motivi dell’amore”, un adattamento del “Romeo e Giulietta” scritto da Castelletti per due soli attori, ventidue scatoloni ed una orchestra di fiati. Lo spettacolo, co-prodotto dal Teatro Impiria e l’orchestra di Fiati Harmonie del Maestro Perrotta, venne presentato al Festival Shakespeariano dell’Estate Teatrale Veronese dello scorso anno, debuttando con successo a Cortile Mercato Vecchio.
La messinscena, per la regia di Andrea Castelletti, si basa sull’idea di eseguire teatralmente la musica dei grandi compositori che si sono ispirati alla vicenda dei due innamorati veronesi, Bellini, Gounod, Tchaikovsky, Berlioz, Prokofiev, dove ciascun brano selezionato è rappresentativo di uno specifico passaggio della storia. I brani sono arrangiati originalmente per un’orchestra di fiati, composta da 22 elementi tra legni, ottoni e percussioni. La trama viene raccontata nei suoi punti salienti con le stesse parole di Shakespeare, lasciando lo spazio alla musica che illustra, attraverso le emozioni, le vicissitudini dei due innamorati. Tuttavia non si tratta di uno concerto con “letture” del testo, ma uno spettacolo teatrale vero e proprio, dove l’elemento musicale e l’elemento teatrale vengono fusi in un unicum scenico. Lo spettacolo spicca per originalità. Non solo perché per la prima volta vengono eseguiti antologicamente i diversi grandi componimenti ispirati ai due amanti veronesi, ma soprattutto per la costruzione drammaturgica e scenica. La storia parte dalla fine, con i due amanti morti, e viene così raccontata dalle anime degli stessi in un gioco al psicodramma, riportando a rivivere le medesime emozioni vissute. La scena è realizzata con scatoloni di imballaggio, che contengono le memorie e le reminescenze sensoriali dei due giovani. In un gaio e divertente gioco teatrale, gli scatoloni vengono utilizzati di volta in volta per andare a comporre il balcone, la sala da ballo di palazzo Capuleti, il convento di fra Lorenzo, una piazza di Verona, la camera di Giulietta, la tomba.
Grazie all’universalità del linguaggio musicale, alla didascalica costruzione delle scene, ed alla videoproiezione delle battute topiche nell’inglese originale di Shakespeare, lo spettacolo è stato ritenuto fruibile anche da un pubblico straniero. Ed ecco quindi che è stato selezionato per rappresentare l’Italia e il Veneto all’International Theatre Festival “Focus” in Austria (
www.theater-focus.at). Mercoledì la carovana targata Impiria è partita per St.Anton, sulle montagne al confine tra Austria e Svizzera, dove si alternano per 4 giorni una ventina di spettacoli provenienti da tutto il mondo. Quello del Teatro Impiria segna il momento clou del Festival, andando a replicare nella serata finale, sabato 26, nel WM-Halle Alberg da 2000 posti. Lo spettacolo ha colpito gli organizzatori per l’originalità dell’allestimento e per la bravura degli interpeti, Alberto Castelletti e Pamela Occhipinti.
Ma gli appuntamenti internazionali dei “Motivi dell’Amore” non finiscono qui. In luglio infatti il Teatro Impiria interviene allo Shakespeare Festival di Viareggio, organizzato in collaborazione con il Globe Theatre di Londra. Nell’ambito del Festival, il Teatro Impiria partecipa al concorso-vetrina “Shake”.
In settembre lo spettacolo ideato da Castelletti sarà invece a Pesaro, essendo stato selezionato per il Festival d’Arte Drammatica più importante e prestigioso d’Italia. Spetta al Teatro Impiria, che è stato fortemente voluto dagli organizzatori, l’onore particolare di aprire fuori concorso il blasonato cartellone con “I motivi dell’amore”. Infine, in ottobre, nuovo simposio teatrale oltreconfine, questa volta in Romania, a Lugoj, con L’International Theater Festival “FestteamArt”, dove ancora una volta il Teatro Impiria con i suoi attori e scatoloni, sarà ambasciatore del teatro italiano e veronese.

Bavaglio ai lavoratori. I diritti non si barattano

Come era prevedibile nel referendum consultivo promosso nello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco hanno prevalso i sì all’accordo tra Lingotto e sindacati (la Fiom aveva detto No). Diversamente dalle attese però non c’è stato quel plebiscito auspicato dalla triade Marchionne, Marcegaglia e Sacconi. Dei 4.881 lavoratori hanno votato 4.642, il 95%. I favorevoli all’intesa hanno ottenuto il 63,4% con 2.888 “sì”, mentre il fronte contrario si è fermato ad un discreto 36% con 1.673 “no”. Schede nulle 59 e schede bianche 22. Il Referendum, al di là dall’essere stato una prova di democrazia, in realtà si è rivelato un vergognoso ricatto nei confronti dei lavoratori a cui è stata posta una domanda assurda, ovvero se fossero d’accordo o contrari a produrre la Panda nello stabilimento campano. Tutti vogliono lavorare, soprattutto in questo periodo di crisi economica e sociale. Piuttosto bisognava sottolineare a quali costi, ovvero la rinuncia dei diritti garantiti dal contratto nazionale. In una nota congiunta Sinistra Ecologia Libertà di Vicenza e la Federazione della Sinistra dichiarano: “L’accordo-ricatto di Pomigliano cancella i diritti inalienabili di ogni cittadino in nome del ‘dio mercato’. In quell’accordo non c’è nulla di moderno. C’è, forte, la volontà di sfruttare i lavoratori e di cancellare in un colpo solo i diritti conquistati con dure lotte e sacrifici”. Ed aggiungono: “aumentando i ritmi, riducendo i diritti, trasformando i lavoratori in ‘pezzi di un ingranaggio’ che serve solo a produrre profitto. Lavoratori-robot, macchine che devono comunque ringraziare il padrone che concede loro di lavorare. E qualcuno ha il coraggio di chiamare ‘modernità’ tutto questo”. L’accordo ultimativo della Fiat in cambio di lavoro prevede: un sistema di sanzioni nei confronti di sindacati, RSU, singole lavoratrici e lavoratori che, di fatto, cancella il diritto alla contrattazione collettiva; di punire chi sciopera anche con il licenziamento; di non pagare il trattamento di malattia previsto a suo carico; di derogare al riposo di almeno 11 ore previsto per legge da un turno all’altro; di ridurre le pause in catena di montaggio; di prevedere lo straordinario obbligatorio (che passa da 40 a 120 ore) comandato dall’azienda a sua discrezione, anche durante la pausa mensa o nei giorni di riposo. Con queste condizioni la Fiat ha raggiunto l’obiettivo di assestare un colpo mortale alla dignità umana dei lavoratori e non è ancora dato sapersi se Marchione rispetterà la promessa di investire 700 milioni di euro portando in Italia dalla Polonia la produzione della Panda. Il “modello Pomigliano” sarà sicuramente replicato dalla classe padronale nel resto del Paese. Per questo, Sel e Fed. della Sinistra danno appuntamento per il 25 giugno “al fianco di CGIL e FIOM, in piazza per lottare uniti. Solo con la determinazione necessaria senza baratti né compromessi si difende il lavoro”. Dopo l’indecenza del ddl intercettazioni e la relativa limitazione della libertà di informazione ed indagine adesso vogliono mettere il bavaglio pure ai lavoratori. Non permettiamolo!

Libro: I vestiti nuovi del consumatore

Presentazione del libro ad Arzignano e Vicenza. Martedì 29 giugno 2010 Ore 20.30, Isola Ecologica Via Olimpia, Arzignano (VI) e Mercoledì 30 giugno 2010 Ore 18.00, Cooperativa Sociale Insieme Via dalla Scola, 255, Vicenza

La cooperativa sociale insieme, in collaborazione con Altreconomia
presenta il libro:

"I vestiti nuovi del consumatore. Guida ai vestiti solidali, biologici, recuperati: per conciliare estetica ed etica nel proprio guardaroba"

È l’ora del cambio di stagione. Questo libro è un prezioso vademecum per rinnovare il guardaroba, coniugando lo stile con il rispetto per l’ambiente e le persone. Una trama che prima svela l’iniquo sistema delle multinazionali tessili e poi spiega i criteri per fare la rivoluzione nel proprio armadio. Per passare dal dire all’indossare trovate qui indirizzi di 100 realtà - produttori, negozi e siti web - con abiti e accessori equi e solidali, biologici e naturali, riciclati o riusati in modo creativo.

Partecipa Deborah Lucchetti, Presidente di Fair -cooperativa sociale-, e coordinatrice della Campagna Abiti Puliti.

martedì 22 giugno 2010

Franchetto: Al Veneto 800 milioni in meno

Alcuni giorni fa avevamo titolato un articolo: “manovra finanziaria, la fine del federalismo”. A confermare la fondatezza della nostra affermazione le parole di Gustavo Franchetto, capogruppo di Italia dei Valori in Regione Veneto, sull’audizione odierna in commissione Bilancio dell’assessore Ciambetti. Franchetto attacca: “Altro che federalismo. Siamo di fronte ad una manovra ben più pesante del previsto, fortemente centralista, che taglia risorse agli enti locali e che mette alla disperazione i comuni veneti”.
Il consigliere regionale veronese avverte della batosta terribile che si sta per abbattere sui veneti: “Si prevedono 800 milioni di minori trasferimenti al Veneto nei prossimi due anni 372 nel 2010 e ben 430 nel 2011”. Tagli che comporteranno una forte riduzione dei servizi.
Inoltre, da Roma, sembrano non arrivare indicazioni su come muoversi per i tagli. Prosegue Franchetto: “L’assessore ci ha addirittura detto che non sa se reintrodurre l’addizionale regionale Irpef. Gli ho chiesto se da Roma i soldi li tolgono soltanto o gli dicono anche da quali settori deve tagliarli. Mi ha risposto che è proprio questo l’oggetto della discussione di questi giorni”.
Insomma, una manovra sbagliata che colpisce la classe medio-bassa e non tocca i privilegi degli alti burocrati: “Purtroppo non siamo di fronte a nessun progetto di riorganizzazione della macchina amministrativa regionale, a nessun serio tentativo di riforma strutturale dell’ente Regione, che si ritrova con troppi enti partecipati, con troppi consigli di amministrazione. È doveroso tagliare i CdA delle partecipate e ridurre drasticamente i costi del sottobosco politico”.

Conegliano V.: Acqua, un affare per pochi?

Presentazione del libro “L’acqua è una merce”. Giovedì 24 giugno Teatro “Dina Orsi” di Conegliano Veneto (Tv) Via Einaudi 136

Il giornalista Luca Martinelli, redattore di Altreconomia, autore di “Imbrocchiamola!” (35.000 mila copie vendute) presenta il suo nuovo libro “L’acqua è una merce. Perché è giusto e possibile arginare la privatizzazione”.

L’acqua è ormai una merce. E con la benedizione di politici e media si appresta a diventare - da bene comune e diritto di tutti - un affare per pochi. Una torbida verità la cui fonte è la recente riforma dei servizi pubblici locali. Questo libro ricostruisce la storia della privatizzazione dell’acqua in Italia dal 1994 a oggi, dimostrando come e perché la gestione pubblica degli acquedotti può essere la più efficiente. Per tenere, come scrive Erri De Luca nel prezioso testo inedito che apre il libro, “il conto delle gocce”.

“L’acqua è un bene comune. Privatizzarne la gestione vuol dire mercificare un diritto. Ma un diritto non si vende, semmai si tutela. Se il mercato vuol farci pagare l’acqua, come fosse un prodotto qualsiasi, noi rispondiamo: l’acqua è già nostra, l’acqua è di tutti noi”.

Luca Martinelli, è giornalista e redattore del mensile “Altreconomia”. Ha svolto ricerche in ambito universitario sulla privatizzazione dei servizi pubblici locali. Esperto delle tematiche legate all’acqua, è anche autore di “Imbrocchiamola! Dalle minerali al rubinetto, piccola guida al consumo critico dell’acqua” (Altreconomia, 2010), libro ormai giunto alla terza edizione.

Festambiente Vicenza dal 23 al 27 giugno

Vicenza Parco fluviale del Retrone mercoledì 23 giugno 2010, 19:00

Festambiente Vicenza è l'unico dei festival di Legambiente organizzato nel nord Italia. Si svolge dal 2002 nel magico Parco fluviale del Retrone, il secondo parco cittadino per estensione, immerso e circondato dalla splendida cornice dei Colli Berici. Questo evento nasce da una lunga collaborazione, ormai quasi decennale, tra Legambiente e altre associazioni vicentine (Arciragazzi, Rete Lilliput, botteghe del commercio equo, cooperative sociali, associazioni sindacali, ...) operanti in settori molto diversi, ma che si sono convinte che la creazione dal basso di una rete fra associazioni sia cassa di risonanza per progetti, campagne e idee di tutte le associazioni consentendo di moltiplicare l’attenzione e l’interesse da parte dei cittadini sulla vita associativa.L’esperimento “Festambiente Vicenza” è un esempio concreto di questa rete associativa vicentina la cui finalità è quella di creare una coscienza civile sugli stili di vita sostenibili attraverso momenti esperienziali forti, ma nel contempo semplici e concreti, con un approccio leggero e divertente.Festambiente Vicenza negli anni ci ha insegnato che le questioni sociali, ambientali ed economiche vanno affrontate simultaneamente, perché ambiente, giustizia, solidarietà e pace sono valori che concorrono assieme alla realizzazione di un mondo “migliore”.Un aspetto che ha reso Festambiente Vicenza unica nell'ambito regionale è la proposta enogastronomica, non solo biologica, ma anche etnica grazie alla intesa collaborazione con le comunità migranti nel territorio.