sabato 31 luglio 2010

CONSIGLI LIBRARI N.26

Schegge contro la democrazia. 2 agosto 1980: le ragioni di una strage nei più recenti atti giudiziari
Beccaria Antonella; Lenzi Riccardo
€ 12,00
2010
Socialmente (collana Biblioteca di cultura sindacale)

La strage alla stazione di Bologna fu il più grave attentato del periodo che va sotto l’espressione «strategia della tensione»: 85 morti e duecento feriti. Per questo furono condannati gli esecutori materiali - terroristi di estrema destra dei Nuclei Armati Rivoluzionari - e i depistatori, appartenenti ai servizi segreti militari e alla loggia P2, a iniziare dal suo capo, Licio Gelli. Ma periodicamente si tenta di introdurre elementi revisionisti che mettano in discussione le poche realtà accertate in sede processuale. Questo libro ripercorre testimonianze, relazioni parlamentari e atti giudiziari arrivando fino all’ultimo processo di Brescia per la strage di piazza della Loggia (28 maggio 1974) e giunge a una conclusione: è vero, mancano i mandanti, ma le responsabilità materiali e gli intralci alla giustizia hanno un’identità. Un’identità già scritta nelle sentenze.

Prefazione del libro “Schegge contro la democrazia. 2 agosto 1980”

Sozaboy. Il bambino soldato
Saro-Wiwa Ken
€ 15,00
2010, 291 p., brossura
B.C. Dalai Editore (collana Romanzi e racconti)

A Dukana, un villaggio ai confini del mondo dove vive il giovane Mene, nessuno sa niente di niente: tutti sentono alla radio di un governo che è cambiato e di cui conoscono solo funzionari e poliziotti, uomini corrotti che si pappano mazzette per ogni cosa. Mene conosce la giovane Agnes, con più tette che anima, e la vuole sposare, e tutto sembra andar bene finché non si comincia a parlare di nemico, di casini nella nazione, finché non arrivano sozasoldati a requisire cibo e reclutare gente. Per un giovane fare la guerra è una gran cosa, bisogna cacciare il nemico perché nel Paese manca il sale, e lui deve proteggere la giovane moglie. E così Mene diventa Sozaboy, veste l’uniforme e va al fronte. La perdita di innocenza di un mondo e lo scardinamento di gerarchie e ordini naturali attraverso gli occhi e le parole di un ragazzo che crede che la follia che lo investe abbia un senso, fino a scoprire dolorosamente il contrario. Il capolavoro di Ken Saro-Wiwa ispirato alla guerra del Biafra che devastò la Nigeria dal 1967 al 1970. Prefazione di Roberto Saviano.


Le ragazze di Ventas
Chacón Dulce
€ 13,00
2010, 379 p., brossura
Neri Pozza (collana Biblioteca)

È il 1939 a Madrid e, come se fosse sospesa per un breve intenso momento, la vita continua nel carcere femminile di Ventas. Hortensia, i lunghi capelli raccolti in una treccia, gli occhi scuri e lo sguardo taciturno, passa buona parte della giornata a scrivere in un quadernetto azzurro. Quando parla, parla sottovoce, quasi sussurrando, poiché ha imparato a non porsi domande e ad accettare il fatto che la sconfitta penetra a fondo, molto a fondo, senza chiedere permesso e senza dare spiegazioni. Hortensia è incinta e sa che la sua vita è legata al bimbo che porta in grembo. Il giorno in cui nascerà sarà anche quello della sua fine. Elvira, sedici anni, la più piccola delle sue compagne, riempie di ceci un guanto per formare la testa di un burattino. Il peso le impedisce di maneggiarlo, ma lei non si arrende. Le sue piccole dita lottano con il guanto di lana e la sua voce accompagna la pantomima per scacciare la paura. Tomasa, che viene dall’Estremadura e ha la pelle olivastra e gli occhi a mandorla, si guarda attorno incredula. Non ha mai raccontato a nessuno il suo segreto: suo marito, i suoi quattro figli e la nuora sono stati gettati giù da un ponte dai falangisti. Hortensia, Elvira, Tomasa hanno paura. Nelle loro voci, nei loro sguardi sfuggenti, c’è la paura. Negli sguardi dei loro familiari - di Pepita, ad esempio, la sorella di Hortensia che fa da messaggera tra lei e suo marito - c’è la paura. Sono donne che hanno combattuto per la libertà a prezzo della loro vita, donne alle quali non resta che evocare con emozione i ricordi, gli amori, le passioni, il tempo felice della loro esistenza.

Romanzo basato sulle testimonianze dirette delle miliziane della Repubblica spagnola imprigionate dai franchisti a Madrid, Le ragazze di Ventas costituiscono il testamento letterario di Dulce Chacón, la grande scrittrice spagnola morta nel 2003 a soli 49 anni. Accolto al suo apparire da uno straordinario successo di pubblico e critica, è una di quelle rare opere che colpiscono profondamente al cuore restituendoci «l’emozione della verità» (El Mundo).

*descrizioni dalla quarta di copertina

venerdì 30 luglio 2010

3 Referendum: In Veneto raccolte 40.000 firme

Sono circa 2.200.000 le firme depositate ieri in Cassazione per i tre referendum promossi dall’Italia dei Valori, contro: il nucleare, la privatizzazione dei servizi di gestione dell’acqua e il legittimo impedimento .
In Veneto la raccolta, nonostante il boicottaggio dei media, ha raggiunto quota 40.000 firme per ogni referendum. A seguito dell’importante risultato ottenuto il coordinatore regionale di Italia dei Valori, Gennaro Marotta, ha espresso tutta la sua soddisfazione: “Ringrazio di cuore tutti coloro che hanno partecipato attivamente a questa campagna. Abbiamo fatto un lavoro importante, oltre che imponente. IdV ha depositato in Cassazione a Roma le firme raccolte. A livello nazionale abbiamo raggiunto e superato il quorum delle 500 mila firme per ciascun quesito, con uno sforzo organizzativo e logistico senza eguali nella storia referendaria italiana”.
Le mobilitazioni referendarie di questi ultimi mesi evidenziano la voglia di partecipazione degli italiani per concorrere alle scelte fondamentali che riguardano la salute, l’ambiente, il buon governo, la legalità e il futuro di tutti.

Incontro Nazionale Acli: Italiani si diventa

A Perugia, dal 9 all'11 settembre, il 43° Incontro nazionale di studi delle Acli, dedicato ai 150 anni dell'Unità d'Italia

Si terrà a Perugia dal 9 all'11 settembre il tradizionale Incontro nazionale di studi delle Acli, dedicato quest'anno ai 150 anni dell'Unità d'Italia. Italiani si diventa. Unità, federalismo e solidarietà è il titolo dell'appuntamento giunto alla sua 43^ edizione.
Più che «valorizzare una ricorrenza istituzionale», alle Acli «sta a cuore risvegliare il senso civico e il sentimento di appartenenza ad una storia che parla anche di noi», perché «l'identità deve essere assunta pienamente e consapevolmente».
«Molti segnali - continuano le Acli - mostrano come l'Italia sia ancora alle prese con profonde trasformazioni che interessano la sua stessa identità di "popolo", di "nazione" e di "patria". Abbiamo dunque davanti a noi un'occasione preziosa per sanare la rimozione collettiva che ancora oggi circonda la nascita dello Stato unitario e che coinvolge tutti: Nord e Sud, destra e sinistra, cattolici e laici, nativi e nuovi italiani».
Non un amarcord, dunque, ma «un'occasione per ripercorrere la storia del nostro Paese e meditare sul suo futuro». A ciò serviranno le quattro sessioni tematiche che scandiranno i giorni di Perugia: L'eredità e il debito, «perché l'unità nazionale è un patrimonio ideale, ma è anche un compito di responsabilità» (Mons. Giancarlo Bregantini, Andrea Riccardi, Gian Antonio Stella, Ilaria Buitoni Borletti); I vincoli e i talenti, per ragionare sulle prospettive per l'Italia «ma anche sulle risorse che abbiamo a disposizione per realizzarle»; Storie e storia d'Italia, tra memoria e speranza, per ascoltare testimoni di un Paese «che ha sofferto ma che non si arrende» (Rita Borsellino, Agnese Moro, Franco La Torre, Stefania Grasso, Rosa Calipari); infine Le sfide che possono unire gli italiani, un'agenda di iniziative per il federalismo solidale, l'integrazione interculturale degli immigrati, la via italiana alla laicità, lo sviluppo del terzo settore (Aldo Bonomi, Gianfranco Viesti, Mons. Vincenzo Paglia).

Caccia in deroga: Chi sbaglia paga

Il consigliere regionale di Italia dei Valori Gennaro Marotta, nella discussione generale sulla legge della caccia in deroga, chiamata dagli ambientalisti “ammazza fringuelli” ammonisce: “Chi pagherà la multa che l’Europa ci comminerà per questa legge, palesemente illegittima? Italia dei Valori cercherà con ogni mezzo di fare in modo che a pagare sia chi vuole approvare questa norma senza basi legittime. E’ giusto che la maggioranza si assuma le proprie future responsabilità, anche economiche, se non vuole regolare la questione con una delibera di Giunta, come dovrebbe”. La presa di posizione del gruppo IdV si riferisce all’ipotesi che i consiglieri regionali che approvano una legge come questa, che già in partenza appare palesemente contraria alle norme comunitarie in materia, ne debbano rispondere in solido, facendo fronte alle multe che l’UE affibbierà all’Italia. Andrea Zanoni, presidente della Lega per l’abolizione della caccia (Lac), sostiene che non debbano essere i cittadini italiani a pagare le spese e le sanzioni europee per la caccia in deroga, bensì tutti gli assessori , consiglieri regionali e europarlamentari che hanno approvato disposizioni illecite. Dello stesso parere un altro esponente dell’IdV, Antonino Pipitone: “Evitiamo che, come per le quote latte le multe provocate da pochi vengano scaricate sulla comunità e pagate da tutti”.

giovedì 29 luglio 2010

Berlusconi caccia Fini. Il film della crisi Pdl

Una premessa: l’articolo è scritto in due tempi. Primo tempo: ciò che ha preceduto l’ufficio di presidenza del Pdl che si tiene alle 19.00 e in cui si discuterà il documento contro il presidente della Camera. Secondo tempo: il dopo riunione, cosa si può dire a caldo alla luce delle dichiarazioni dei partecipanti.

Primo tempo. Non siamo al giudizio universale ma alla resa dei conti sì. Sorge la domanda. Ci prepariamo allo strike che farà cadere il birillo centrale o le cose resteranno come prima? Vorremmo lo strike. Ci contiamo. Ci conta l’opposizione. Ci contano sempre più italiani che del Pdl ormai non ne possono più.
Cosa accadrà alla riunione non ci è dato saperlo con certezza. Possiamo fare delle considerazioni su quanto è trapelato dagli organi d’informazione e soprattutto dagli attori in causa.
L’uso del condizionale è d’obbligo. Si contano 25 fedelissimi (qualcuno parla di 31) del presidente della Camera Gianfranco Fini, avrebbero firmato la richiesta di costituzione di un nuovo gruppo parlamentare autonomo (alla Camera servono 20 deputati) e anche a Palazzo Madama gli uomini del presidente della Camera lavorano nella stessa direzione.
In un vertice a Palazzo Grazioli Berlusconi avrebbe preparato un documento definito “durissimo” insieme ai coordinatori La Russa, Verdini e Bondi, i capigruppo di Senato e Camera Gasparri e Cicchitto, il ministro Alfano, il parlamentare e legale Ghedini e il vicepresidente dei senatori Quagliariello che ha sottolineato: nell'ufficio di presidenza si parlerà di politica, non di atti amministrativi.
Trapela l’ipotesi di censura per Fini cofondatore del Pdl. Berlusconi avrebbe comunque abbandonato la strada di un’espulsione vera e propria e optato per un “deferimento” ai probiviri di Italo Bocchino e Fabio Granata. Sanzioni dunque. Espulsione, deferimento. Cambiano i termini ma non la sostanza.
Si è dato per certo che Gianfranco Fini abbia teso la mano a Silvio Berlusconi: “Resettare tutto, senza risentimenti”, ma per il risentito Silvio vede in tutto ciò una trappola e si è trattato di una tregua tardiva. Berlusconi dunque non scenderà a patti e respinta l’offerta di tregua.
Fini dice: “In caso di rottura, determinata da sanzioni inflitte dai vertici del partito, rimaniamo fedeli al governo e all'impegno con gli elettori”. Aiiaiaiaiaia Gianfranco!
Il clima è di grandissima attesa. Che cosa succederà?

Intervallo. Tra il primo e secondo tempo ho potuto ascoltare l’editoriale al Tg1 di Augusto Minzolini. L’unica cosa buona che salvo è l’invito e l’auspicio della chiarezza nell’ambito politico, ultima cosa detta dopo la strenua difesa dell’attuale maggioranza di cui è uno yes man.

Secondo tempo. L'ufficio di presidenza del Pdl ha deciso di deferire Italo Bocchino, Carmelo Briguglio e Fabio Granata al collegio dei probiviri del partito.
Nel documento finale votato dall'ufficio di presidenza del Pdl si sottolinea come sia venuto meno il ruolo di garanzia del presidente della Camera. Il divorzio Berlusconi – Fini è inevitabile se si vuole fare chiarezza.
Di qui la richiesta di Berlusconi affinché Fini lasci la presidenza della Camera. Il presidente del Consiglio ha aperto all'ipotesi che i finiani attualmente al governo restino nell'esecutivo.
I deputati finiani che sarebbero pronti ad appoggiare la richiesta di costituzione di un nuovo gruppo parlamentare sarebbero 34. Anche a Palazzo Madama i finiani lavorano nella stessa direzione.
Chissà se Berlusconi avrà fatto bene i suoi conti circa la maggioranza e la tenuta del governo. A Montecitorio la situazione per la maggioranza in caso di voto è abbastanza seria, al Senato non dovrebbero esserci problemi.
Berlusconi potrebbe allargare la maggioranza e forse puntare a un rimpasto di governo. Berlusconi guarderà forse a Rutelli per puntellare il governo ma potrebbe non bastare e quindi dovrà guardare ancora all’Udc di Casini.
Registriamo anche la dichiarazione del senatore Pasquale Viespoli: “'Il documento di censura nei confronti dei finiani e il deferimento di Granata e Bocchino ai probiviri, è un errore politico. Ma lascia ancora margini al confronto”. Viespoli ha sottolineato il tentativo del ministro Giorgia Meloni di “ricucire” chiedendo il rinvio di almeno 24 ore. Un tentativo, sottolinea Viespoli, però bocciato.
Altro aspetto, adesso è chiaro anche alle pietre che Fini vuole essere il leader del centro destra spodestando Berlusconi.
Chiudiamo l’articolo alle ore 21.50 non senza prima dire che Berlusconi e governo, sono rimandati a settembre sul ddl intercettazioni, sempre che il caldo d’agosto non faccia prima evaporare questa maggioranza comunque alla frutta. E mi sa che il birillo centrale vacilla.


Ivano Maddalena

Petrolio. IdV: Basta pozzi in Adriatico

Vietare le trivellazioni in Adriatico alla ricerca di idrocarburi liquidi. E’ quanto chiede Italia dei Valori nella risoluzione depositata oggi. Il documento, firmato dai tre consiglieri IdV Gennaro Marotta, Gustavo Franchetto e Nino Pipitone, impegna il Consiglio Regionale a presentare alle Camere un progetto di legge nazionale che neghi prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi nelle acque prospicienti Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e Puglia.

“La recente catastrofe ambientale del Golfo del Messico - dichiara il primo firmatario Marotta - provocata dal guasto della piattaforma della British Petroleum, fa riflettere su tutti i gravissimi pericoli per l’ambiente, ma anche per lo sviluppo economico, che possono venire dalla installazione di infrastrutture che estraggono idrocarburi in mare. Solo nell'area del medio-alto Adriatico ci sono attualmente circa 50 piattaforme, oltre a circa 940 pozzi per l'estrazione del gas. In Italia potrebbero diventare operative, a breve, numerose altre piattaforme con profondità paragonabile a quella della BP”.

“Le piattaforme off-shore - aggiunge Pipitone - sversano il 10% dell'inquinamento marino da idrocarburi, cui si somma quello provocato dal transito delle navi-cisterna. L’Adriatico è un mare “chiuso” e poco profondo, inadatto a smaltire le sostanze inquinanti. C’è poi la subsidenza, problema al Veneto ben noto, ed il fatto che, ai fini dell’incidenza ambientale, vengono valutati i progetti singolarmente, senza tener conto del loro effetto cumulativo”.

“Inoltre - conclude Franchetto - il beneficio economico che arriverebbe alla Regione dalle royalties pagate dalle multinazionali del petrolio è irrilevante rispetto ai danni per il turismo, la pesca, la qualità della vita che potrebbero insorgere per un “incidente” come quello del Golfo del Messico”.

Nella risoluzione Italia dei Valori chiede che il divieto venga applicato alle autorizzazioni avviate ma non ancora definite, fatti salvi però i giacimenti e le concessioni in essere.

Festival "Tra le rocce e il cielo" in Vallarsa

Riceviamo dagli amici trentini e pubblichiamo:

L’inaugurazione del festival della Vallarsa, nella prima serata di giovedì 19 agosto 2010, offre una vera rarità: verrà infatti proiettato - con accompagnamento di musica dal vivo di una vera orchestra - un inedito documentario di un’ora e mezzo, realizzato dall’Esercito Austro-Ungarico sul fronte del Pasubio durante gli ultimi due anni della Grande Guerra.
Il film “Kaiserjäger” è stato reperito dal giornalista Gigi Zoppello nell’archivio del Museo Storico di Trento: la copia originale si trova al Medienzenter del Tiroler Landesmuseen di Innsbruck. Da qui è nata l’idea di proiettarlo con un accompagnamento musicale originale.
Della colonna sonora si occupa la pianista e compositrice roveretana Francesca Aste, che da anni lavora sull’accompagnamento di film muti con il suo ensemble “Musica nel Buio”. Aste ha composto così un accompagnamento che faccia riferimento sia alle marce militari dell’epoca, sia alla musica popolare del tempo. Con lei suoneranno Barbara Broz, Klaus Broz, Marco Dalpane.
Il film è una vera rarità: la troupe cinematografica seguì infatti il secondo Reggimento Kaiserjäger dalla partenza dalla caserma di Konopischt, vicino a Praga, fino al primo dislocamento sul Monte Majo, nel 1916. L’anno seguente il Reggimento fu chiamato a dare il cambio al Primo Reggimento sul fronte del Pasubio, dove tenne le posizioni fino alla fine del conflitto. Le immagini raccontano drammatici combattimenti, scene di vita quotidiana, ed il terribile inverno del 1917 con metri di neve sulle trincee.
Dopo la proiezione musicata, il film verrà proiettato nuovamente con il commento originale di un vecchio reduce del Reggimento, che spiega le immagini ed i luoghi “in prima persona”.

Giovedì 19 agosto, ore 21, Riva di Vallarsa (alla pista di pattinaggio), ingresso libero.
Il programma completo:
www.tralerocceeilcielo.net

mercoledì 28 luglio 2010

Crisi Pdl: Bowling Gov. aspettando lo strike

Uno dopo l’altro… L’attuale maggioranza al governo perde i pezzi. Non è una novità. Tra una lite e l’altra, tra la richiesta di dimissioni e le effettive dimissioni, tra un richiamo del capo dello Stato e il subbuglio delle correnti presenti nella maggioranza, ogni giorno si aggiungono tasselli sempre più interessanti, inquietanti ed intriganti nella vita politica italiana. Dopo Scajola, Brancher, Cosentino, Verdini tocca ora al sottosegretario alla Giustizia Caliendo. L’inchiesta sulla presunta P3 va avanti e non s’arresta facendo intravedere all’orizzonte nuove prospettive. Si conferma che il sottosegretario Caliendo è iscritto nella lista degli indagati per la violazione della legge Anselmi. Si fanno indiscrezioni sui nomi di Formigoni, Carbone e Martone. Si fa strada l’ipotesi di Verdini e Dell’Utri (che davanti ai giudici non parla) “compagni di merende” di Carboni. Commissariato il Credito Coop Fiorentino di Verdini sull’orlo del fallimento. E poi fanno riflettere certe dimissioni che fanno cadere in piedi i birilli, che strani questi birilli! Volete un esempio?
A Verdini era chiesto di dimettersi da coordinatore del Pdl, invece si è dimesso da presidente della sua banca, il Credito cooperativo fiorentino che il girono dopo è in via di commissariamento da parte della Banca d’Italia, in quanto sull’orlo del fallimento per gravi irregolarità nell’amministrazione e gravi violazioni normative. Verdini, non è un “pezzo” qualsiasi, da anni e anni è uno degli uomini più vicini a Berlusconi. Così le sue dimissioni non sono altro che una provocazione politica: i finiani lo volevano fuori dal coordinamento del Pdl, ma così non è.
Così Cosentino dimessosi da sottosegretario e niente altro conservando gli altri ruoli politici. Fini e compagni che richiedono dimissioni, che ottengono, convinti di avere fatto strike, si ritrovano comunque ad avere a che fare con i soliti dimissionari birilli caduti in piedi. Il presidente della Camera dice cose che in un paese normale non ci sarebbe bisogno di dire: “C’è da chiedersi se è opportuno che chi è indagato abbia incarichi politici”. No, ovvio caro Gianfranco! E se si pone la questione morale giustamente non si può accettare in un partito che da sempre si professa liberale anatemi o minacce di espulsioni come è accaduto a Granata reo di avere parlato di freni da parte del governo e di pezzi dello Stato all’accertamento della verità sulle stragi di mafia.
Se Caliendo darà le dimissioni, chieste da più parti in modo bipartisan assisteremo alla caduta di un altro birillo.
Il “governo del fare” è proprio indaffarato a fare la conta dei pezzi persi e a raccapezzarsi alla bella e meglio per tirare avanti e non perdere i posti di comando che permettono di coprire le malefatte.
In tutto questo è l’Italia a perderci la faccia, c’è di che vergognarsi davvero, anche se in altri paesi non va meglio. Qui riemerge il tema della moralità di chi ha ruoli di governo e amministrativi in ambito pubblico e politico.
Il “governo dell’amore” sembra ormai più che mai in una situazione irrimediabile di separazione, tra l’altro poco consensuale e semmai ricca di congiure, tradimenti, battute ilari che purtroppo ci sviano dai problemi reali di cui ci si dovrebbe preoccupare davvero.
Uno dopo l’altro vengono a cadere i birilli manovrati dal leader centrale Berlusconi, usciranno fuori altri nomi, state certi siamo solo alla punta di un iceberg!
E l’opposizione? Ben dice Vendola Nichi chi è all’opposizione deve creare un’alternativa valida e riappropriarsi dello spazio perduto dalla destra. Il calo di consensi a destra non corrisponde ancora a una crescita di consensi per i partiti di opposizione purtroppo. Sveglia Bersani e compagni!
Quel che è certo è che, in Italia sotto il governo Berlusconi, viviamo sempre più la crisi della democrazia costituzionale e assistiamo alla costruzione di un “regime personale”. Ciò è stato espresso molto bene dal giurista Luigi Ferrajoli durante l’incontro nazionale promosso dai Comitati Dossetti per la Costituzione a Bologna, lo scorso 4 giugno (v. Adista n. 50/10). “È in atto un processo di decostituzionalizzazione del sistema politico italiano, che si manifesta in una progressiva deformazione dell’assetto costituzionale diretta a introdurre una forma di democrazia plebiscitaria basata sull’onnipotenza della maggioranza e sulla neutralizzazione di quel sistema di limiti, vincoli e controlli che forma la sostanza della democrazia costituzionale”.
Parole sante e verità inequivocabile. Che fare? Occorrerebbe un bel colpo, ben assestato in modo da far cadere il birillo centrale e creare così un bell’effetto domino! Ci siamo ormai. La palla è lanciata, rotola, rotola, rotola…


Ivano Maddalena

Una fiaccola per non dimenticare

Il Comune di Castelcucco e Aurelia Edizioni presentano nell’ambito di “Una fiaccola per non dimenticare” letture di brani tratti dal romanzo di Manuela Marzola “Filò. Nella, una vita fuori moda”

I comuni della Pedemontana del Grappa e dell’area del Piave ospitano “Una fiaccola per non dimenticare”: fiaccolata itinerante da Cima Grappa in ricordo dei Caduti della Grande Guerra. Nell’occasione l’autrice ripercorrerà una storia in cui devozione alla famiglia e attaccamento alle tradizioni del territorio costituiscono dei valori fondamentali. Il libro (giunto alla terza edizione) rievoca uno spaccato di vita della marca trevigiana negli anni tragici della Guerra.


“Nella ‘confessa’ a Manuela la sua lotta esistenziale tra il 1915 e il 1950 nelle zone del Montello. Poi la storia rallenta il ritmo, e dà spazio ai ricordi, alle emozioni. Non c’è spazio per i rimpianti, che non ci sono proprio. C’è tanta voglia di lasciare al ritmo delle pulsazioni del suo grande cuore generoso, un qualcosa si sé....” (dalla prefazione di Sergio Zanellato, giornalista de “Il Gazzettino”)

Venerdì 30 luglio 2010
Con inizio alle ore 20.45
Piazza Municipio
Castelcucco (TV)
Interventi: Novella Franciosi, Assessore alla Cultura del Comune di Castelcucco Manuela Marzola, Autrice

Letture di: Francesco Crosato, poeta e lettore.
L'incontro è aperto al pubblico

Caccia: IdV presenta 1.600 emendamenti

Marotta (IDV): Dopo UE anche Ispra boccia deroga veneta

“L’ Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale boccia la legge sulla caccia in deroga, che la maggioranza vuol far passare a tutti i costi, in spregio della legalità”. Così Gennaro Marotta, consigliere regionale di Italia dei Valori, sul testo che deve essere discusso in Consiglio Regionale e contro cui soltanto IdV si è opposta in commissione.
“A fine maggio - dice Marotta - ho chiesto il parere dell’Ispra. Lunedì mi è arrivata la risposta”. L’Istituto, controllato dal Ministero dell'Ambiente, ritiene che “attualmente non sussistano le condizioni necessarie per una corretta applicazione del regime derogatorio attraverso l'eventuale approvazione del PDL in oggetto”.
Secondo i tecnici ambientali il progetto di legge pro-cacciatori è in contrasto con le norme comunitarie. Inoltre non tiene conto dei rilievi della Corte di Giustizia europea, che sta processando l’Italia perché la legge veneta sulle deroghe viola la Direttiva comunitaria “Uccelli”, e l’ha condannata, appena il 15 luglio scorso, perché tramite le regioni permette di sparare, in deroga, a volatili protetti.
“Per quale motivo - domanda Marotta - la Regione non ha chiesto all’Ispra il parere su questo progetto di legge, quando l’ Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale è l’unico organismo scientifico pubblico che stabilisce se vengono rispettate o meno le procedure previste per le deroghe?”

“Che ci saremmo messi di traverso contro l’illegittima legge sulla caccia in deroga l’avevamo detto. E oggi lo confermiamo, depositando 1600 emendamenti, continua il consigliere di Italia dei Valori, sul testo che deve essere discusso in Consiglio Regionale e contro cui soltanto IdV si è opposta in commissione.
“La Giunta Zaia deve assumersi le proprie responsabilità - aggiunge Marotta - visto che la normativa dice che le deroghe alla caccia vanno stabilite soltanto con una delibera e non con una legge regionale.
Dei 1.600 emendamenti firmati dai tre consiglieri di Italia dei Valori Gustavo Franchetto, Antonino Pipitone e Gennaro Marotta, una trentina sono propositivi e migliorativi del testo, entrando nel merito della norma.

Architettura: Provincia Italiana

Evento collaterale della 12. Mostra Internazionale dI Architettura - la Biennale di Venezia

Un laboratorio permanente per ripensare, in rete, il territorio veneto con workshop, incontri, convegni, ma soprattutto progettualità e azioni nelle province di Padova, Treviso, Venezia e Vicenza dal 2 settembre al 19 novembre 2010.

Il Veneto diventa un laboratorio di ripensamento territoriale a partire dall’architettura con “Provincia italiana”, evento collaterale della 12. Mostra Internazionale di Architettura - la Biennale di Venezia, promosso da C4 - Centro Cultura Contemporaneo Caldogno diretto da Costantino Toniolo, ideato e organizzato da Fuoribiennale, piattaforma internazionale di azioni sulla cultura contemporanea, in collaborazione con Centro Studi Usine, curato dal team CulturAli composto da Flavio Albanese, Pier Luigi Sacco, Cristiano Seganfreddo, Catterina Seia e patrocinato dal Consiglio Regionale del Veneto.

Un progetto interamente pensato e costruito fuori dal recinto magico di Venezia che permetterà al pubblico di incontrarsi con e nell’architettura. “Provincia italiana” si sviluppa in due mesi di incontri, workshop, talk, conferenze, convegni e riflessioni diffusi nelle province di Padova, Treviso, Venezia e Vicenza. Dal 2 settembre al 19 novembre 2010 ville palladiane, bunker della Seconda guerra mondiale, centri storici, complessi di archeologia industriale e fabbriche dismesse faranno da scenario ad un palinsesto di azioni e attività che avrà come protagonisti il territorio e la gente. “Provincia italiana” vuole essere un vero e proprio modello operativo per le amministrazioni che avranno la possibilità di incontrarsi e confrontarsi con personalità autorevoli, italiane e internazionali, del mondo della cultura, dell’arte, dell’architettura e dell’economia per cambiare assieme i territori stessi.

Con “Provincia italiana”, il Veneto si mette in rete per condividere un’esperienza di apprendimento al contemporaneo. Partecipano la provincia di Vicenza con i comuni di Vicenza, Bassano del Grappa, Caldogno, Montorso Vicentino, Schio e Valdagno, quella di Treviso con Possagno, quella di Padova con i comuni aderenti all’Unione del Camposanpierese mentre la provincia di Venezia patrocina l’iniziativa. Il Veneto diventa così un “dipartimento sperimentale”. L’obiettivo del progetto è, in primo luogo, la costruzione di una nuova modalità di concertazione in grado di dialogare sui temi della cultura, della creatività e dell’innovazione. In secondo luogo, la definizione delle linee guida di una piattaforma diffusa e permanente di incontro non solo tra la gente e l’architettura, ma anche tra le amministrazioni e la contemporaneità, la realtà sociale e la sperimentazione creativa.

Oltre trenta le azioni in palinsesto i cui temi sono stati pensati con le amministrazioni locali in base alle peculiarità dei luoghi partecipanti al progetto:

Vicenza
Con la riapertura della Basilica Palladiana prevista per il 2011, Vicenza, città dell’architettura, si prepara a tracciare nuove traiettorie contemporanee e a diventare attivatore avanzato del territorio, punto di riferimento culturale, sociale ed economico dei prossimi anni. Su questo tema si terranno quattro conversazioni con gli esponenti di alcune istituzioni di riferimento del contemporaneo in Italia e in Europa fra cui: Patrizia Brusarosco, direttore, e Milovan Farronato, direttore artistico di Viafarini a Milano; Paolo Naldini, amministratore delegato di Cittadellarte di Biella; Pippo Ciorra, curatore per l’architettura del MAXXI - Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo di Roma; Chus Martinez, capo curatore del MACBA - Museo di arte contemporanea di Barcellona.
Le Gallerie di Palazzo Leone Montanari, sede museale di Intesa Sanpaolo di Vicenza, in collaborazione con Nordesteuropa editore, realizzeranno il seminario “I poli museali del Nord Est: verso la candidatura a Capitale Europea della Cultura 2019” tenuto Guido Guerzoni, docente Università Bocconi e Roberto Daneo, ideatore del progetto Expo 2015.
Goodwill, società che realizza strategie per lo sviluppo di progetti culturali e di politiche del territorio legate alla cultura contemporanea in collaborazione con il Festival dell’Arte contemporanea di Faenza, organizzerà un Ctalk, un incontro aperto al pubblico, dal titolo “Faenza e il festival dell’arte contemporanea. La città costruisce il distretto culturale evoluto”.

Bassano del Grappa
Nasce a Bassano del Grappa l’Urban Center. Il nuovo laboratorio-officina della città ospiterà per la sua apertura quattro incontri aperti al pubblico, realizzati in collaborazione con Associazione SPA, per conoscere alcune best practice nazionali e internazionali di governo della città, con l’intervento di Riccardo Marini, design city leader di Edimburgo, l’Ordine degli architetti di Torino, Turn - la design community di Torino e l’Urban Center di Bologna. A conclusione del percorso un workshop con Flavio Albanese tratterà i temi scottanti della città, guidando un gruppo di giovani architetti presenti in Biennale di Architettura.
Oltre agli incontri all’Urban Center, si terrà a Palazzo Bonauguro un convegno nazionale dal titolo “I teatri della contemporaneità” a cura di Operaestate Festival Veneto al quale parteciperanno gli operatori attivi nella promozione dei linguaggi del contemporaneo.

Caldogno
C4 - Centro Cultura Contemporaneo Caldogno rappresenta il riferimento sul territorio per l’apprendimento attraverso le arti, in primo luogo manageriale. Ha sede in un’area in cui convivono una Villa Palladiana, con giardino e barchessa, le installazioni di alcuni artisti contemporanei ed un Bunker della II Guerra Mondiale. In occasione della presentazione del libro Mente e Bellezza Ugo Morelli - Direttore Master Cultura e Paesaggio della Trento School of Management- con l’autore interverranno su creatività, apprendimento e innovazione Catterina Seia con Anna Simioni- Amministratore delegato di Unimanagement-centro di sviluppo della leadership-, Valeria Cantoni - Presidente di Art for Business; Fausta Bressani, Dirigente regionale Beni Culturali e Silvio Fortuna, Amministratore Delegato Arclinea e Presidente Fondazione Studi Universitari Verona. Anna Pironti - Direttore del Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli-museo d’arte contemporanea, incontrerà gli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado per realizzare con gli studenti la tappa vicentina del progetto Italiae, 150 piazze per ri-disegnare il Paese, inserito nel palinsesto di Esperienza Italia 150.

Valdagno
Valdagno come simbolo delle trasformazioni contemporanee, dove il reciproco scambio fra città e industria si dispiega in più forme, fra eccellenze del patrimonio industriale e progetti innovativi di riuso. Da un lato, il rapporto simbiotico fra la città e l’industria laniera dei Marzotto, dall’altro, una nuova visione cittadina, simboleggiata dal percorso di recupero dell’ex-inceneritore. Tre le attività in palinsesto, il talk con Horst Hörtner, direttore di Ars Electronica Futurelab a Linz, un workshop sulla comunicazione territoriale alla base della comunità con Salottobuono, studio di progettazione sperimentale veneziano e con Onlab di Berlino, tra i maggiori studi di comunicazione europei. Ci sarà inoltre la presentazione del libro “Tra Dedalo e Icaro- La nuova domanda di città” di Giandomenico Amendola, ordinario di Sociologia urbana della Facoltà di Architettura – Università di Firenze, a cura di Associazione Guanxinet.

Schio
Un complesso di archeologia industriale unico al mondo che ha deciso di re-inventare il proprio passato industriale, diventando incubatore di innovazione, luogo interazione fra pensieri, risorse ed esperienze di gruppi diversi. L’ex Lanificio Conte, la Fabbrica Alta, la Fabbrica Saccardo sono i luoghi maggiormente rappresentativi di questo percorso che sta portando Schio ad essere il vero “hub” della rete culturale del territorio grazie anche al suo straordinario attivismo industriale. Questi luoghi faranno da scenario a tre incontri sui temi del Place making, dell’Innovation Cluster e del progetto Ruhr 2010 che avranno fra i relatori Bertram Schulze - amministratore delegato dello Spinnerei di Lipsia, Luca Dal Pozzolo - vicepresidente Fondazione Fitzcarraldo di Torino, Massimiano Bucchi - sociologo della scienza dell’Università di Trento, Paolo Verri - direttore del Comitato Italia 150, Stefano Micelli - economista, Università Cà Foscari e direttore di Venice International University, Pier Luigi Sacco - economista della cultura e Bernd Fesel del team creative industries di Ruhr 2010.

Montorso Vicentino
Grazie a Villa da Porto, edificio storico di cui il Comune ha deciso di mantenere intatte le caratteristiche architettoniche, e grazie al legame con la figura di Luigi da Porto, autore della prima versione inedita della storia di Romeo e Giulietta, Montorso si sta affermando come città delle attività performative e della scrittura. Renzo di Renzo, direttore di Fondazione Claudio Buziol e lo scrittore Marco Franzoso lavoreranno con un gruppo di giovani scrittori sulla scrittura contemporanea durante il workshop “Tutte le storie sono storie d’amore”. Il laboratorio è curato dalla Fondazione Claudio Buziol di Venezia.

Possagno
Nei secoli Possagno cresce legata alla figura di Antonio Canova, il più grande scultore neoclassico della storia, agli importanti presidi scolastici dell’Ordine dei Padri Cavanis ed infine ai luoghi della produzione di laterizi su scala vasta. Oggi si apre una nuova stagione: definire un sistema di visita e accoglienza adeguato al valore dei lasciti canoviani, insediare un’architettura adeguata ai nuovi modelli di istruzione scolastica, rilanciare il valore del proprio impianto urbano nel sistema del paesaggio pedemontano. Fra le attività previste a Possagno un workshop sulle nuove architetture per la formazione e il temporary hosting tenuto da Lo-Fi Architecture, team composto da Luca Emanueli, Mario Lupano e Marco Navarra.

Unione dei Comuni del Camposampierese
L’Unione dei Comuni del Camposampierese rappresenta una straordinaria esperienza politico-amministrativa del Veneto centrale. Undici comuni che si sono consorziati per fornire ai cittadini servizi e capacità amministrativa a livelli di assoluta eccellenza. Un territorio diffuso, ricchissimo di imprese e di risorse artistico-culturali e storico-architettoniche, alla ricerca di una propria identità metropolitana. A Campodarsego, Villanova di Camposampiero, e Trebaseleghe si discuterà di nuovi paesaggi urbani definibili attraverso nuove idee di mobilità, di centralità e di abitare perché la piazza e la strada tornino ad essere il luogo in cui una città si riconosce.

Il programma dettagliato di Provincia Italiana è consultabile sul sito
www.provinciaitaliana.org

Il Futurismo in scena a Villa Rizzardi

Prosegue la rassegna "Negrar d'Estate 2010" con proposte teatrali e musicali di pregio presentate nelle più belle ville della Valpolicella. Dopo i Solisti Veneti, il Teatro Stabile di Verona e Stefano Paiusco, è la volta del Teatro Impiria di Andrea Castelletti che giovedì porta nell'incantevole cornice del Teatro Verde di Villa Rizzardi lo spettacolo "Sognavamo di vivere nell'assoluto", con inizio ore 21.15. La serata è di quelle da non perdere, con uno spettacolo delizioso che potrà essere apprezzato nella suggestione unica di un teatro realizzato di siepi, nel giardino all'italiana di Villa Rizzardi, nel cuore della Valpolicella.
L'opera teatrale ha già raccolto il plauso di pubblico e critica nelle diverse repliche precedenti, aggiudicandosi nella scorsa stagione importanti premi, come "Miglior Regia" e "Miglior Spettacolo" al Concorso "Paolo Dego" di Ponte nelle Alpi (Bl), "Miglior Attore" assegnato a Sergio Bonometti al Premio "Sem Benelli" di Roccastrada (Gr) e infine "Miglior Spettacolo" all'importante Festival del Teatro XS di Salerno, salutato da Dario Fo come novità interessante nel panorama del teatro nazionale.
L'allestimento, oltre all'attore Sergio Bonometti, vede in scena la ballerina Marisol Trematore ed il terzetto di musicisti Giovanni Ferro, Antonio Canteri e Tiziana Bisognin, per la regia di Andrea Castelletti. Il testo teatrale è scritto da Raffaello Canteri e ruota intorno alla figura del pittore futurista Albino Siviero, ribattezzato Verossì da Marinetti. Lo spettacolo si propone come un’opera popolare che tocca il cuore della gente, valorizzando il racconto teatrale con molte canzoni e filmati dell’epoca . E’ la storia di un gruppo di giovani artisti di pronvicia, che negli anni Trenta del Novecento cercarono nuove frontiere nella pittura, nella musica, nella scultura e nella letteratura, aderendo con entusiasmo al movimento futurista. Sognarono di cambiare il mondo attraverso l’arte. Un’opera di forti passioni - l’amore, la morte, la volontà di azzerare il passato per costruire un radioso futuro - collocate storicamente nell’ambito di un tempo sconvolto dal fascismo e culminante nella tragedia della seconda guerra mondiale, che finisce per travolgere i sogni e la vita degli stessi protagonisti.

Per informazioni: Teatro Impiria 340/5926978, info@teatroimpiria.net

Film: Sunshine di Danny Boyle

Viaggio a metà tra impegno spirituale e intrattenimento

Sinossi: impegnati nel loro compito di salvataggio dell’umanità, con la “riaccensione” del sole, i membri dell’equipaggio Icarus 2 si troveranno di fronte a molteplici imprevisti prima di giungere al compimento della loro missione.

‘Sunshine’ racconta di un equipaggio in viaggio verso il sole, alla ricerca della luce che da sempre permette al pianeta terra di prosperare, ma per Danny Boyle il cammino che separa l’uomo dalla sua “rinascita” non è solo di natura “scientifico-umanitaria” ma anche e soprattutto spirituale. Il racconto di Boyle si mantiene più che dignitosamente in una prima parte piacevolmente ricca d’introspezione per poi propendere, nella seconda, verso la classica narrazione fantascientifica che prevede in tal senso l’utilizzo di tutti quegli espedienti che oramai conosciamo fin troppo bene, dalla consueta eliminazione dei membri dell’equipaggio fino ad arrivare alla lotta contro l’entità estranea che di soppiatto si è insinuata nell’astronave. Si nota quindi un disequilibrio nella “linea-guida” che Boyle ha deciso per il suo film, quasi fossimo al cospetto di due lungometraggi, il primo dalla regia sobria e pulita che realmente riesce a “staccare” lo spettatore dal quotidiano per portarlo tra le stelle e indurlo a riflettere sulla condizione del proprio spirito, il secondo abbondante di scene d’azione in stile “Hollywood-entertainment” che dirigono il racconto nei dedali di una fantascienza classica “abusata” nei suoi “meccanismi-chiave” per eccellenza. Appare poi evidente la scelta di un cast variegato ma poco credibile nelle loro figure di scienziati e astronauti, sorretti, tra l’altro, da dialoghi sicuramente migliorabili.
In tutto questo “mix spaziale” dove molti riconosceranno, qual si voglia chiamarli, omaggi o spunti da pellicole cardine del genere fantascientifico, il merito del regista è nell’aver ricreato una palpabile atmosfera di tensione, sollevando ben più di un interrogativo sulla sorte del genere umano e ponendo il film come una vera e propria sfida al “divino” che in alcuni momenti sprigiona una grande forza emotiva ma che non penetra a fondo nello spirito umano e nelle tematiche che propone.

Tobia Zerbato



Titolo originale: Sunshine
Studio: 20th Century Fox

Anno: 2007
Regia: Danny Boyle
Sceneggiatura: Alex Garland
Cast: Hiroyuki Sanada, Mark Strong, Benedict Wong, Cillian Murphy, Cliff Curtis, Michelle Yeoh, Troy Garity, Chris Evans, Rose Byrne

martedì 27 luglio 2010

A Forte Corbin l' “Incanto della montagna”

Mercoledì 28 luglio ore 21 - Forte Corbin, Treschè Conca di Roana (VI)

L' “Incanto della montagna” è il titolo dello spettacolo teatrale che la rassegna Forti in Scena propone per il suo quarto appuntamento con l'arte nei luoghi della Grande Guerra. Mercoledì 28 luglio alle 21 al Forte Corbin di Treschè Conca a Roana sarà protagonista il Gruppo Vocale Polifomnia diretto dal Maestro Silvia Fabbian e accompagnato dalla voce recitante di Patricia Zanco.

Lo spettacolo
“Incanto della montagna” è un viaggio musicale incentrato su alcune letture tratte dal romanzo ‘Le stagioni di Giacomo’ di Mario Rigoni Stern, romanzo contro l'oblio e la dimenticanza. “Cantare nei luoghi della Grande Guerra - afferma Silvia Fabbian - significa oggi rivivere non solo l’evento in sé , ma un pezzo di storia italiana. Significa cantare l’amore, il dolore, la bellezza, la forza della montagna, i rumori del bosco e soprattutto la nostalgia”. In gran parte operai e contadini senza nessuna istruzione, i soldati trovarono nei canti uno dei modi per mantenere un legame con la propria terra al di là dello spazio e del tempo. Legame che nello spettacolo che viene presentato a Forte Corbin sarà sempre presente. Su testi di autori veneti, Patricia Zanco, autrice e attrice di grande levatura che ha collaborato con le migliori compagnie di teatro di innovazione, rievocherà la Grande Guerra raccontando storie di montagna, storie di animali, di uomini e di soldati. Il Gruppo Vocale Polifomnia nasce ufficialmente nel 1997 a Quinto Vicentino. Spaziando tra i generi più diversi, sperimenta percorsi innovativi creando sinergie con le altre arti della scena, dalla poesia alla letteratura, dalla danza al teatro. Il coro è diretto dal maestro Silvia Fabbian, premiata come miglior direttore al primo festival della coralità veneta nel 2002,diplomata in pianoforte e in didattica della musica presso il Conservatorio “A. Pedrollo” di Vicenza, affianca agli studi Musicologici presso l’Università degli studi di Padova quelli di Musica Corale e Direzione di Coro.

Forte Corbin
A fare da scenografia al Gruppo Vocale Polifomnia sarà Forte Corbin di Treschè Conca, su uno sperone che si protende dal nodo del Cengio sulla stretta di Barcarola, dominando la confluenza dell'Assa nell'Astico. A quota 1077 m. si trovano i resti di questa complessa e ardita opera corazzata costruita nel 1910-1911, con funzione di sbarramento sulla Val d'Astico esercitata in cooperazione col sottostante Forte Ratti, nonché quale sostegno arretrato alle opere in corso di edificazione sul C. Campolongo e sul M. Verena. Il forte si raggiunge preferibilmente con un bellissima passeggiata partendo dalla chiesa di Tresché (Roana - Altipiano Asiago - Vicenza), da cui si diparte una strada di circa 5 km in parte asfaltata in parte sterrata.

Informazioni
Il festival Forti in Scena, ideato dal coreografo e danzatore vicentino Luciano Padovani, è una iniziativa della Regione Veneto, promosso dalle Amministrazioni Provinciali di Vicenza, Venezia, Treviso e Belluno e dal Comune di Vicenza, con il prezioso il sostegno della Fondazione Antonveneta e con la collaborazione dei comuni che ospitano la rassegna. Lo spettacolo inizierà alle ore 21, in caso di pioggia si svolgerà presso il Palatenda di Treschè Conca. Per ulteriori informazioni visitare il sito www.fortinscena.it

Deltaplano: Italia campione d’Europa

D’un soffio sull'Austria, l'Italia, già campione del mondo di deltaplano, vince anche il titolo europeo in nove combattute gare nei cieli di Ager (Catalogna, Spagna), villaggio situato nella valle omonima a nord della regione del Noguera, zona pre pirenaica. Presenti 22 nazioni per complessivi 91 piloti, alle spalle dell’Italia si sono classificate Austria e Svizzera. Gli austriaci hanno vinto oro ed argento individuali con Gerolf Heinrichs e Thomas Weissenberger, seguiti dall’ungherese Attila Bertok. Alessandro Ploner (Trento), campione del mondo in carica, ed Elio Cataldi (Vittorio Veneto, Treviso), i meglio piazzati tra gli azzurri. Facevano parte della squadra nazionale anche Christian Ciech, trentino trapiantato a Varese, Davide Guiducci di Reggio Emilia, Filippo Oppici di Parma, l’alto-atesino Anton Moroder, campione italiano 2010, e Marco Borri di Biella. In particolare Ploner e Ciech si sono distinti vincendo una task ciascuno.
Impegnativi i percorsi di gara, tra i 67 e 194 km, che si sono sviluppati nella valle di Ager, limitata a nord dalla catena del Montsec, a sud della Sierra de Montcls, con il Coll d'Ares (1586 m) ed il monte Sant Alís (1675 m) quali cime più salienti.
Il prossimo appuntamento per i piloti di deltaplano sarà dal 30 luglio al 8 agosto a Sigillo (Perugia) per le gare pre-mondiali, evento propedeutico ai campionati del mondo che si terranno nella stessa località e periodo nel 2011.
Nel frattempo a Malcesine (Verona), nella cornice del lago di Garda, si è tenuta Adrenalina Splash, una festa di volo in parapendio organizzata dal Paragliding Malcesine, con aggiunta di esibizioni di bike trial, base jumper, musica dal vivo e buona cucina. Nella gara acro ha vinto il pilota locale Roberto La Fauci, secondo il tedesco Ralf Reiter e terzo un altro pilota del posto, Italo Miori. Gli atterraggi in acqua, con recupero di piloti ed attrezzature tramite quattro gommoni predisposti ad hoc, hanno divertito il pubblico presente, mentre chi non sbagliava terminava il suo volo lungo la riva del lago o su una zattera galleggiante.

lunedì 26 luglio 2010

Tagli Università: Democratici all’attacco

“Se la Camera non modificherà il decreto Tremonti attualmente in discussione, metà degli attuali contratti a tempo determinato in vigore negli Atenei, non sarà rinnovato. Questo equivale ad una sorta di licenziamento di massa, in particolar modo dei giovani precari che nei dipartimenti svolgono attività di ricerca.” A lanciare l’allarme è Paolo Giacon, responsabile università del Partito Democratico del Veneto. Il rischio è dunque altissimo: centinaia di assegnisti di ricerca e di docenti a contratto, pagati grazie al Fondo di Funzionamento Ordinario, saranno lasciati a casa. “Chi coprirà il loro carico didattico?, Chi parteciperà come cultore della materia alle commissioni d’esame? Chi li sostituirà nelle quotidiane attività di ricerca?” Si chiede il democratico che lancia un appello ai deputati del Veneto affinchè con un atto di responsabilità intervengano sul testo della manovra Tremonti ed in particolare sul comma 28 dell’articolo 9 che taglia del 50% il personale a tempo determinato.

Si levano proteste anche per il taglio delle missioni all’estero per i docenti e per i ricercatori universitari “Il Governo ed il Paese chiedono Atenei piu’ internazionali e poi tagliano le missioni all’estero. – durissimo il commento di Giacon che rincara la dose: - E’ assurdo. Pensino invece a tagliare i voli di Stato, incredibilmente aumentati con il nuovo Governo. Se Tremonti deve fare cassa, non penalizzi ulteriormente gli Atenei, bensi’ tagli i cortei presidenziali fatti di segretarie ed assistenti che accompagnano il presidente del Consiglio in giro per il mondo, tagli le spese centrali dei Ministeri e le innumerevoli commissioni inutili che si annidano presso la Presidenza del Consiglio”


“Una delle caratteristiche principali della comunità accademica è quello di essere internazionale. Forse il ministro Gelmini non lo sa, ma Giulio Tremonti, vero ministro dell’Università italiana, dovrebbe saperlo visto che egli stesso è docente universitario. – sottolinea il dirigente democratico - A partire dal prossimo anno gli Atenei, indipendentemente dalla situazione del proprio bilancio ed indipendente dal numero di missioni svolte, dovranno dimezzare i fondi a disposizione dei docenti per le conferenze e la presentazione dei propri lavori all’estero. Una misura ingiusta che penalizza tutti gli At4enei e non ne considera il merito. Ancora una volta Brunetta, Gelmini e Tremonti, ministri smemorati, si riempiono la bocca della parola merito, ma quando devono inserirlo nei provvedimenti se ne dimenticano, tagliando indistintamente risorse anche agli Atenei eccellenti e a quelli che hanno sempre utilizzato i fondi per le missioni all’estero con parsimonia e senso di responsabilità.”


“Non si tratta di viaggi istituzionali, ma di vere e proprie conferenze in cui i docenti italiani portano in sede internazionale i risultati delle proprie ricerche, tessono relazioni e rapporti con i piu’ autorevoli colleghi internazionali, contribuiscono all’internazionalizzazione del proprio ateneo e del sistema accademico italiano. I docenti si muovono solitamente per presentare le proprie pubblicazioni. Tagliare su conferenze e workshop internazionali significa dimezzare le pubblicazioni, rendere meno visibile la ricerca italiana, rendere le nostre università piu’ locali e provinciali.”

Il Pdl e i finiani allo scontro finale

La guerra di logoramento portata avanti dai “finiani” e l’incapacità di Berlusconi di accogliere qualsivoglia forma di dissenso stanno portando il Pdl all’implosione e minano la tenuta stessa del Governo.
Il punto di massima rottura si è registrato quando, in seguito alle dichiarazioni pro-magistrati antimafia dell’onorevole Fabio Granata, i berlusconiani, guidati dal ciellino Maurizio Lupi, hanno chiesto l’intervento del collegio dei probiviri per decretare l’espulsione dal partito del deputato ribelle.
Di fronte alle accuse il finiano non si è scomposto, anzi ha rilanciato pretendendo il medesimo trattamento per Verdini e Cosentino, entrambi al centro di imbarazzanti inchieste giudiziarie.
I cosiddetti paladini della libertà vogliono processare Granata perché si esprime liberamente, per la sua battaglia legalitaria, perché non considera Mangano un eroe e perché avanza qualche dubbio su settori della politica responsabili a suo dire di ostacolare il lavoro della magistratura che sta tentando di arrivare alla verità sulle stragi di mafia degli anni novanta. La convinzione di Granata è che tramite la sua persona si voglia in realtà colpire il Presidente della Camera Gianfranco Fini, illustre separato in casa.
L’onorevole Granata è una persona perbene, un uomo fieramente di destra, ma probabilmente in qualsiasi altro paese del mondo sarebbe semplicemente un onesto anonimo deputato, invece qui in Italia, grazie al suo impegno per costruire un centrodestra moderno, europeo, libero dalle mafie, dalle lobby e dalla corruzione, si potrebbe quasi definire eroico. Scrivo “quasi” perché al di là della battaglia per la giustizia, i “finiani” non si sono mai opposti ad una manovra finanziaria che taglia fondi alle regioni, hanno taciuto sul ricatto della Fiat e non hanno messo in campo proposte concrete per uscire dalla grave crisi occupazionale. Per questo è da bocciare qualsiasi ipotesi di intesa, larga breve o lunga che sia, con chi, volente o nolente, è corresponsabile del degrado politico e morale del nostro Paese.

Paolo Sante

domenica 25 luglio 2010

Tematiche sociali al Cinefestival Bassano

Quinta settimana di programmazione all’arena del Giardino Parolini di Bassano del Grappa

Prosegue la stagione del cinema all’aperto con Cinefestival Bassano. Un film ogni sera, con inizio alle 21.30, che verrà anticipato alle ore 21.00 per le serate di agosto.


Lunedì 26 luglio verrà proiettato Up (U.S.A., 2009) di Pete Docter e Bob Peterson. Anche stavolta la Disney Pixar usa la tecnologia più avanzata per raccontare una storia che diverte, commuove e fa volare alta la fantasia. Un venditore di palloncini di 78 anni, Carl Fredricksen, realizza finalmente il suo sogno quando collega migliaia di palloncini alla sua casa e vola via per raggiungere le zone selvagge del Sudamerica. Tuttavia, scopre quando é ormai troppo tardi che il suo peggiore incubo ha partecipato di nascosto al viaggio: un bambino di 9 anni eccessivamente entusiasta di nome Russel, che é anche un tenace boy scout. I due si troveranno uniti in un’avventura che li porterà in territori affascinanti e inesplorati.

Martedì 27 luglio è la volta di Il canto delle spose (Francia - Tunisia, 2008) di Karin Albou. Siamo a Tunisi, nel 1942. Nour e Myriam sono amiche d’infanzia. Condividono la stessa casa in un modesto quartiere in cui ebrei e musulmani vivono in armonia. Ognuna di loro desidera segretamente condurre la vita dell’altra: mentre a Nour dispiace non andare a scuola come la sua amica, Myriam, invidiosa del fatto che Nour sia fidanzata con suo cugino Khaled, sogna l’amore. Quando l’esercito tedesco invade Tunisi, i nazisti sottomettono la comunità ebrea a una pesante ammenda. La madre di Myriam, non ha più il diritto di lavorare. Sommersa dai debiti, decide così di far sposare sua figlia a un ricco medico e la ragazza vede svanire in un colpo solo tutti i suoi sogni d’amore.

Mercoledì 28 luglio, Il mio amico Eric (Regno Unito - Francia - Italia - Belgio, 2009) di Ken Loach. Una voglia di sorridere e far divertire, dopo tematiche più dure, ha convinto l’impegnato regista inglese ad abbandonare per una volta il dramma e a dirigere una sorta di favola surreale, leggera e profonda allo stesso tempo. Depresso a causa delle vicissitudini della vita, Eric, un postino abbandonato dalla moglie, sembra aver perso la voglia di andare avanti. Dopo aver fumato una canna, il manifesto del suo idolo calcistico, l’attaccante del Manchester Eric Cantona appeso in camera sua, prende vita. Il suo eroe comincia a dispensare consigli, proverbi e pillole di saggezza che aiuteranno Eric a prendere in mano le redini della sua esistenza.

Giovedì 29 luglio è in programma Welcome (Francia, 2009) di Philippe Lioret. Diventato un caso in Francia con oltre 10 milioni di euro di incasso, “Welcome” affronta temi di bruciante attualità, e lo fa attraverso un’emozionante storia d’amore e di amicizia. Simon è istruttore di nuoto in una piscina comunale a Calais, nel nord della Francia. È in crisi con la moglie e svolge il suo lavoro come una banale routine, fino a quando incontra Bilal, un giovane curdo che ha attraversato l’Europa da clandestino per raggiungere la ragazza in Inghilterra. Dopo un tentativo fallito di varcare la frontiera, l’unica possibilità per Bilal di realizzare il suo sogno è attraversare la Manica a nuoto e Simon è il solo che può allenarlo.

Venerdì 30 luglio è la volta di Basilicata coast to coast (Italia, 2010) di Rocco Papaleo. Una commedia corale, picaresca e canterina, malinconica e stralunata, che tra gag esilaranti, sagaci dialoghi e amare constatazioni di vita, prende quota per crescere ininterrottamente fino all’epilogo a sorpresa. La pellicola racconta le diverse tappe di un viaggio denso di imprevisti e di incontri inaspettati che coinvolge una combriccola di musicisti che intendono mettersi in viaggio per partecipare al Festival del teatro-canzone di Scanzano Jonico. Attraversando a piedi la Basilicata, dal Tirreno allo Ionio, lungo il tragitto che dà il titolo al film, il viaggio servirà a cementare il rapporto tra il gruppo e avrà per tutti un valore terapeutico.

Sabato 31 luglio è in programma Invictus (U.S.A., 2009) di Clint Eastwood. C’è un filo conduttore che unisce questo film con gli altri precedenti di Clint Eastwood. E’ quello del tema del perdono e della redenzione, questa volta applicato su più larga scala a un’intera nazione. ”Invictus” racconta la vera storia di come Nelson Mandela (Morgan Freeman) e il capitano della squadra di rugby del Sud Africa, Francois Pienaar (Matt Damon), unirono le loro forze per la pacificazione del loro Paese. Il neo eletto presidente Mandela è consapevole che la sua nazione è divisa dall’apartheid e, sperando di poter riunire il suo popolo con il linguaggio universale dello sport, spinge la squadra di rugby del Sud Africa alla vittoria del Campionato del Mondo del 1995.

Domenica 01 agosto, a chiudere la quinta settimana, Tra le nuvole (U.S.A., 2009) di Jason Reitman. Un film che racconta l’odissea contemporanea di Ryan Bingham (un sempre più bravo George Clooney), “tagliatore di teste” aziendale, professionista in viaggi d’affari. Ryan è sempre stato soddisfatto della sua libertà tutto ciò di cui ha bisogno entra comodamente in una valigia a rotelle. E’ un viaggiatore privilegiato, un membro esclusivo di tutti i programmi “mille miglia” di ogni compagnia aerea. E ora che sta per raggiungere l’ambito obiettivo di 10 milioni di miglia si rende conto che nulla nella sua vita ha davvero senso. Quando si innamora di un’attraente viaggiatrice Ryan inizia a riflettere su cosa significa realmente avere una casa.

Prezzi dei biglietti: interi 5 euro e ridotti 4 euro (riduzioni per ragazzi fino a 14 anni e oltre i 60 anni). Abbonamenti per 10 film 35,00 euro. Informazioni e abbonamenti Ufficio IAT di Bassano tel. 0424 524214

sabato 24 luglio 2010

CONSIGLI LIBRARI N.25

Cricca economy. Potere e corruzione nella crisi italiana
Bonaccorsi Manuele; Nalbone Daniele
€ 12,00
2010, 144 p.
Edizioni Alegre (collana Tempi moderni)

L’inchiesta sulla cosiddetta Cricca ha fatto venire fuori una nuova colata di marcio e di malaffare che permea la società e l’economia italiana. La ricostruzione dell’inchiesta, i legami fra tutti i personaggi e il ruolo di ognuno di loro, in una mappa dai contorni indefiniti e inquietanti. E poi le inchieste esclusive sui Mondiali di Nuoto, sulla ricostruzione in Abruzzo, sul potere delle deroghe e dei Grandi Eventi. Fino alla posizione dei servizi segreti. Un libro per capire e andare oltre la semplice cronaca.

I misteri dell’agenda rossa
Viviano Francesco; Ziniti Alessandra
€ 15,00
2010, 158 p., brossura
Aliberti (collana Yahoopolis. Guide postmoderne)

Avrebbe un nome e un volto il “signor Franco”, l’uomo che secondo Massimo Ciancimino apparterrebbe ai servizi segreti e che fu l’ombra vicina a suo padre. L’identità, che Francesco Viviano e Alessandra Ziniti attribuiscono al personaggio più misterioso della storia della Repubblica, è solo uno dei tanti tasselli inquietanti che i due giornalisti hanno ritrovato e riportato in questo libro, portando le lancette del tempo indietro al 1992, l’anno delle stragi di Capaci e via D’Amelio. Andando a scovare documenti rimasti nei cassetti per vent’anni, ignorati o dimenticati troppo a lungo, come la lettera autografa di Don Vito Ciancimino in cui chiedeva insistentemente di essere ascoltato in Parlamento a proposito di ciò che successe in quegli anni. O come l’appunto di un anonimo funzionario di Stato in cui veniva suggerito, punto per punto, ciò che il pentito Vincenzo Scarantino avrebbe dovuto “confessare” per incastrare il gruppo di fuoco che aveva ammazzato Borsellino e la sua scorta. Confessioni ritrattate più volte e ora minate dalle dichiarazioni del boss Gaspare Spatuzza. E allora, cosa accadde davvero in quegli anni? Ci fu davvero una trattativa tra lo Stato e Cosa nostra? Attraverso un percorso fatto di carte inedite e nuove rivelazioni, gli autori hanno incontrato in località segreta Gaspare Mutolo, le cui dichiarazioni a Falcone prima e a Borsellino poi, sulle collusioni tra istituzioni e mafia, furono per molti la causa della morte dei due magistrati.

Il Pacifico a remi. I miei trecento giorni da solo sull’oceano
Bellini Alex
€ 14,60
2010, 250 p., rilegato
Longanesi (collana I libri del mare)

Non pago della traversata a remi dell’Atlantico compiuta nel 2006, il 21 febbraio 2008 Alex Bellini parte per attraversare il Pacifico a remi, in solitaria. Per raggiungere l’Australia, dal Perù, dovrà superare dieci fusi orari, oltre diciassettemila chilometri e misurarsi con più di quindici milioni di remate. Una prova di resistenza fisica, ma soprattutto psicologica. Un’avventura ai confini dell’epica nella quale Bellini è riuscito a non sentirsi mai solo, grazie al sostegno costante di migliaia di persone che lo seguivano tramite il web e la radio, ma soprattutto grazie al sentimento di fusione totale con il mare che lo circondava. Un mare non sempre benevolo. Dopo aver affidato alla scrittura i suoi pensieri, giorno dopo giorno, ci rende ora partecipi di cosa abbia significato per lui tutto quel tempo in mare, solo: “Era come se il mondo delle terre emerse fosse scomparso d'improvviso”. Nei suoi dieci mesi di navigazione, Alex imparerà così che il valore di un uomo non si misura con i traguardi raggiunti, ma con i sogni che lo tengono in vita. E questo, infatti, è anche il racconto della storia d’amore con sua moglie Francesca, che da terra non smetterà mai di spronarlo a continuare.

*descrizioni dalla quarta di copertina

Dominio Azzurro agli Europei di Scherma

L’Italia torna dagli Europei di Lipsia con un bottino di dieci medaglie, cinque d'oro, due d'argento e tre di bronzo. Grazie a ciò la Nazionale azzurra ha vinto sia il medagliere che la Coppa delle Nazioni. La prima medaglia è arrivata con Valentina Vezzali, la Signora del fioretto mondiale, che per la quinta volta ha conquistato il titolo Europeo, battendo in finale 15-4 la russa Lamonova. Terzo posto per Elisa Di Francisca, sconfitta proprio dalla Lamonova in semifinale col punteggio di 13-8. “Sono davvero contenta perchè oggi non è stato facile. E' un po' come se avessi giocato in difesa, perchè non stavo al meglio fisicamente. Ho dovuto sopperire con la mente. Poi Giulio Tomassini mi ha detto “Vale, tira con il cuore!” e da lì in poi tutto è cambiato”, spiega Valentina. Nel fioretto maschile invece Andrea Baldini si è riconfermato campione europeo, battendo in finale un altro azzurro, Valerio Aspromonte, 15-11. “Sono estremamente contento - ha detto Baldini - mi si permetta una dedica a Niccolò Meringolo. Prima di salire in pedana, per ogni assalto, la mente andava a lui. E' come se fosse stato qui. Per il resto? Ho fatto la mia gara. Probabilmente la chiave di tutto è stata la voglia di vincere e la capacità di reagire nei momenti difficili come quando ero sotto di tre stoccate sia in semifinale che in finale”. “Essere giunto secondo al mio primo Europeo è una gioia immensa. Peccato per la finale ma contro Andrea non è mai facile. Però sono giovane ed arriverà il tempo dell'oro. Dedico questa medaglia a Stefano Simoncelli che mi segue in palestra, al Gruppo sportivo delle Fiamme Gialle ed al Ct Stefano Cerioni che mi ha dato fiducia”, spiega Valerio Aspromonte, 23 anni di Frascati. Ilaria Bianco ha conquistato la medaglia di bronzo, regalando il primo podio per la spedizione azzurra di sciabola ed aggiungendo la quinta medaglia di questa competizione europea nel medagliere italiano. La toscana è stata sconfitta in semifinale dalla russa Sveltrana Kormilitsyna col punteggio di 15-11. “E' vero, è un bronzo che seppur di valore non mi soddisfa. Nella mia carriera ho collezionato, per quanto riguarda gli Europei, un oro, un argento e, con questo, ben cinque medaglie di bronzo. Oggi stavo bene, venivo dalla vittoria del titolo italiano a Siracusa, volevo giocarmela tutta e credo che il match era alla mia portata”, ha detto Ilaria dopo la gara. Due splendide medaglie d’oro sono arrivate dalla squadra femminile di fioretto e da quella maschile di sciabola. Il Dream Team guidato dal Ct Stefano Cerioni e composto da Valentina Vezzali, Elisa Di Francisca, Arianna Errigo ed Ilaria Salvatori, si è riconfermato ai vertici continentali, sconfiggendo in finale le padrone di casa della Germania col netto punteggio di 45-26, dominando la gara sin dalle prime stoccate. Straordinaria prestazione anche per gli uomini della sciabola, bissando il successo dello scorso anno, infliggendo all’Ucraina in finale un sonoro 45-28. Aldo Montano, Gigi Tarantino, Diego Occhiuzzi e Gigi Samele hanno dominato la gara conquistando un meritato oro. Anche la squadra maschile di fioretto è salita sul gradino più alto d’Europa. In finale Andrea Baldini, Andrea Cassarà, Valerio Aspromonte e Giorgio Avola hanno superato la Russia 45-33 conquistando il secondo titolo europeo consecutivo, il dodicesimo della storia della rassegna continentale. Argento invece per la squadra femminile di spada. Bianca Del Carretto, Nathalie Moellhausen, Mara Navarria e Francesca Quondamcarlo sono state sconfitte dalla Polonia 35-30. Il quartetto azzurro, età media 24 anni e mezzo, ha prima regolato l'Ungheria nei quarti, poi eliminato la Francia al minuto supplementare. La doppia cifra nella casella “medaglie” arriva grazie a quella di bronzo conquistata, nell’ultima giornata di gare, nella prova a squadre di sciabola femminile con la formazione composta da Ilaria Bianco, Gioia Marzocca, Irene Vecchi ed Alessandra Lucchino, capace di confermare il risultato del 2009. Le azzurre, dopo essere state sconfitte dalla Russia in semifinale per 45-39 hanno espresso tutto il loro valore nella finale per il terzo posto contro l'Ungheria, vincendo 45-40, con la stoccata vincente messa a segno da Gioia Marzocca.
Complimenti a tutti i nostri meravigliosi azzurri che ancora una volta hanno portato in alto i colori italiani, in uno sport bellissimo, la scherma, che purtroppo viene considerato dai media solo quando ci sono i grandi eventi e che come altri sport, considerati a torto minori, meriterebbe invece più attenzione.

venerdì 23 luglio 2010

Filippin: Non serve altro manifesto balneare

"Verso Nord? Un bel documento, che somiglia molto (troppo?) al programma del Pd per le Regionali”. Così Rosanna Filippin, segretario regionale del Partito democratico, commenta il manifesto “Verso Nord” promosso da Massimo Cacciari, il sindaco di Vicenza Achille Variati, il giurista vicino al Pdl Mario Bertolissi e il portavoce del ministro Galan, Franco Miracco.
“Meno burocrazia, vicinanza alle imprese, merito, giustizia più efficiente: tutte idee che da anni sono patrimonio del Pd Veneto - aggiunge la Filippin - Siamo contenti di vedere che anche esponenti politici e della società civile che fino ad oggi non si sono riconosciuti nelle nostre posizioni si siano avvicinati alle nostre idee. Proprio per questo non capisco per quale motivo inseguire l'idea di un fantomatico terzo polo. Invito quindi gli amici di Verso Nord ad iscriversi al Pd. Di documenti balneari è piena la storia della politica: speriamo questo duri più di una tintarella estiva”.

Reading itinerante sulle Tre Cime di Lavaredo

Riceviamo e pubblichiamo: Sabato 24 e domenica 25 luglio 2010 - Belluno

Un reading itinerante sulle Tre Cime di Lavaredo. E' la proposta originale della settima edizione di Forti in Scena, rassegna di musica danza e teatro dedicata ai luoghi della Grande Guerra. Per la prima volta l'invito è ad uno spettacolo lungo due giorni, sabato 24 e domenica 25 luglio, per conoscere sia attraverso i racconti storici sia con la visione diretta le vette che fra il 1915 e il 1917 costituirono fronte di guerra e che ancora oggi di quel periodo conservano trincee, gallerie e baraccamenti. L'appuntamento è sabato alle 10 a Misurina (Auronzo, Belluno). Da qui si parte, zaino in spalla, per una due giorni sulle Dolomiti tra trekking, letteratura e musica, accompagnati da Filippo Tognazzo e Marica Rampazzo della compagnia teatrale Zelda e dai musicisti della ‘Piccola Bottega Baltazar’ che riproporranno canti popolari ma anche canzoni del repertorio cantautorale italiano. A fare da guida sarà la scrittrice ed esperta dei luoghi Antonella Fornari, grazie alla quale il pubblico avrà modo di immergersi totalmente nei racconti narrati dagli attori-soldato, godendo dello splendido panorama offerto da una delle meraviglie naturali più conosciute nel mondo dell’alpinismo e non solo, alternando momenti di riflessione e convivialità con gli artisti. Il titolo ‘Il giorno alto’ è tratto da una poesia di Antonia Pozzi, intellettuale milanese dei primi del Novecento, che dice “Io fui nel giorno alto che vive oltre gli abeti”. Il festival Forti in Scena è un’iniziativa della Regione Veneto e della Provincia di Vicenza, con la direzione artistica di Luciano Padovani della compagnia Naturalis Labor di Vicenza e il contributo di Fondazione Antonveneta. A rendere possibile lo spettacolo “Il giorno alto” è stata la fattiva collaborazione del Comune di Auronzo di Cadore e della Provincia di Belluno. Per informazioni contattare Naturalis Labor allo 0444-912298 o al 349-5882851 o visitare il sito www.fortinscena.it.

Programma:

Sabato alle 10 ritrovo a Misurina, nei pressi del pedaggio per la strada delle Tre Cime. Salita alla Valle dell'Acqua, per la visita delle casermette riattate della "Linea Gialla". Visita a Forcella Col di Mezzo, dove il 24 maggio 1915 arrivarono i primi colpi di cannone sparati dalle artiglierie austriache del Monte Rudo. Arrivo al Rifugio Lavaredo dopo aver attraversato i Piani di Lavaredo, lungo i sentieri riattati con il Progetto Interreg III. Dislivello: 500 metri circa. Tempo di percorrenza: ore 2,30. Pranzo e spettacolo all'ombra dello Spigolo Giallo, nel cuore delle basi logistiche italiane. Nel pomeriggio, salita a Forcella Lavaredo ed eventuale visita ai marmi del confine e alle posizioni delle prima linea. Alla sera cena, spettacolo, incontro con gli artisti, pernottamento. Il secondo giorno si sale al Rifugio Localtelli e si ritorna per i Piani da Rin e Forcella Col di Mezzo, con passaggio sotto le pareti nord delle Tre Cime. Si seguirà il sentiero dell'artiglieria italiana a Forcella dell'Arghena, con possibile salita alla cima e visita alla galleria del cannone della 58ª Batteria da Montagna del Capitano Mazzini, l'ufficiale che il 25 maggio 1915, con un tiro ben assestato, dai Piani di Lavaredo colpì il Rifugio Dreizinnen e il Seehotel. Tempo di percorrenza: 3 ore circa. Sarà anche possibile partecipare ad una sola giornata dell'evento, il sabato o la domenica.

giovedì 22 luglio 2010

Nichi e le fabbriche della buona politica

Non è passata inosservata, almeno leggendo le numerose reazioni critiche sui giornali, l’auto-candidatura di Vendola alle primarie del centrosinistra. “Sarò una spina nel fianco” ha detto durante la tre giorni degli stati generali delle Fabbriche di Nichi. Ancora “solo contro tutti”, come nelle primarie pugliesi, con la speranza che lo slogan si trasformi anche questa volta in “solo con tutti”. La rivoluzione gentile di Nichi continua, per combattere la politica politicante, le vecchie liturgie che producono solo noia e indifferenza, e una classe dirigente incapace di interpretare il radicale desidero di cambiamento degli italiani. Le “Fabbriche”, luoghi di aggregazione per l’elaborazione di nuove pratiche sociali, culturali, politiche, e la rete, saranno gli strumenti principali per ricostruire il cantiere dell’alternativa e ridare speranza ai delusi.
Di fronte ad un’Italia che si sta spegnendo, soffocata da un potere osceno e verminoso, e con un’opposizione che temporeggia, Vendola utilizza il linguaggio della chiarezza e dice no alle larghe intese, reclamando il ritorno alle urne per liquidare il berlusconismo. Non c’è più tempo da perdere. Bisogna uscire dalla precarietà e mettere in campo politiche in grado di fronteggiare la crisi, la mancanza di lavoro e lo sviluppo. Secondo dati recenti, pubblicati dalla Cgil, sono 660 mila i lavoratori in Cig da inizio anno, mentre gli inattivi sono 290.846 e 2.273.318 i disoccupati. Il Rapporto Istat sulla povertà del 2009 indica in 7 milioni 810 mila gli italiani in condizioni di povertà. Mentre il 50% della ricchezza nazionale è nelle mani del 10% della popolazione e negli ultimi due anni l’evasione fiscale è aumentata di 20 miliardi. Purtroppo i “proletari” non fanno notizia e il governo preferisce occuparsi di intercettazioni, bavagli e leggi ad personam. Per questo la candidatura di Vendola, che vuole mettere al primo posto il tema del lavoro, è positiva e profuma di novità, di vita, e non dovrebbe spaventare nessuno a sinistra. Sul settimanale “Gli Altri” Gennaro Migliore scrive: “Quando leggete Fabbrica di Nichi, non pensate che sia di proprietà di Vendola, che sia il suo nugolo di attivisti: infilatevi dentro e provate a dire una vostra idea, progetto o iniziativa. Nessuno vi chiederà di che partito siete o quanti iscritti rappresentate, ma sicuramente vi chiederà il nome”. Suona la sirena della fabbrica, tutti al lavoro per costruire l’alternativa!

Italo Di Giacomo

mercoledì 21 luglio 2010

Cronache di fine Impero: Cesare torna a casa!

Lunedì 19 luglio 2010, il premio ‘Grande Milano’, per i 150 anni di Palazzo Isimbardi, è stato consegnato al premier Berlusconi e al fondatore del San Raffaele don Luigi Verzè.
Motivazioni del riconoscimento al Cavaliere: “Statista di rara capacità conduce con responsabilità e lucida consapevolezza il Paese verso un futuro di donne e di uomini liberi che compongono una società solidale fondata sull’amore, la tolleranza e il rispetto per la vita”. Le motivazioni sottolineano che “con straordinaria lungimiranza e capacità ha reso Milano, la sua amata città, grande in Italia e nel mondo”, citano le sue doti “umane e imprenditoriali”. Logicamente a tali motivazioni sono seguite le inevitabili polemiche perché è impossibile non vedere come stanno veramente le cose. Infatti i principali esponenti milanesi dei partiti di opposizione, che in segno di protesta hanno deciso di boicottare la cerimonia. A dire il vero non ho visto nelle immagini trasmesse neppure il cardinale Tettamanzi, uno che non le manda certo a dire, basti pensare a come ha reagito sul caso Boffo, a come sia stato attaccato da Calderoli e la Lega e abbia trovato sostegno sia a destra che a sinistra in modo bipartisan.
A fare da cornice al premio il concerto di Charles Aznavour sulla terrazza sotto la Madonnina. L’appuntamento è stato organizzato dalla Provincia di Milano con lo scopo di raccogliere fondi per la Veneranda Fabbrica del Duomo, l’ente che si occupa della manutenzione e della conservazione del Duomo. Tolto il cachet del cantante e le spese organizzative, infatti, il ricavato delle vendite dei 450 biglietti (2.000 euro a testa, il prezzo) sarà devoluto interamente al restauro della cattedrale. L’arciprete del Duomo, monsignor Luigi Manganini, afferma che: “I restauri della guglia maggiore devono partire al più presto. Servono quasi nove milioni per far partire il cantiere. Sono soldi che la Veneranda Fabbrica del Duomo non ha, ma non c’è più tempo, non si può aspettare”.
Possono aspettare gli aquilani, possono aspettare i precari, possono aspettare i 7 milioni di italiani a rischio povertà, possono aspettare i milioni di bambini che ogni giorno muoiono di fame… Forse questo è un altro capitolo.
Lo stesso monsignore, quasi presentendo il possibile comizio del Cavaliere, si era cautelato dicendo che: “Nessuno può utilizzare il Duomo come un palco per finalità diverse da quelle rispettose del luogo”. E Silvio che cosa ha fatto? Ha avuto modo di prendere la parola e di trasformare la consegna del riconoscimento in una possibilità di fare propaganda politica e imbonirsi le alte sfere ecclesiastiche. Caro monsignore, certe frequentazioni portano a questo. La prassi del compromesso tra potere temporale e spirituale è vecchia.
Silvio Berlusconi ha annunciato infatti che lo Stato italiano tornerà a dare un contributo di 5 milioni di euro annuali per la manutenzione del Duomo di Milano. Vi era una legge infatti che prevedeva questo finanziamento, ma è scaduta nel 2009 e da allora non è stata rinnovata. Dico io: non basta l’otto per mille? Berlusconi allora ha promesso: “Questa sera prendo due impegni, uno è continuare la legge che dà 5 milioni di euro ogni anno per la fabbrica del Duomo, il secondo è essere insieme a Don Verzé per portare qui i migliori ricercatori del mondo”. Assieme a Don Verzè, Silvio si è assunto l’impegno personale per “battere il cancro”. “Com’è possibile - ha detto Berlusconi - che la scienza non sia ancora riuscita a battere il cancro? Piango quando penso che ancora non siamo riusciti a sconfiggere questa malattia terribile che fa strage”. Il fondatore dell’ospedale San Raffaele, don Verzè ha così ringraziato il premier: “Berlusconi è protetto dalla divina provvidenza (ndr scrivo provvidenza in minuscolo per rispetto alla Provvidenza) per salvare questo Paese. Lo sta facendo molto bene”. Ci sono stati applausi e abbracci. “L’unto del Signore” è tra noi per la seconda volta? Non credo.
La fiducia nel premier e nel suo governo è in netto calo. Secondo il sondaggio Ipr Marketing per Repubblica.it, sono solo il 39% coloro che dichiarano di avere fiducia nel presidente del Consiglio. Una cifra che rappresenta il punto più basso mai raggiunto dal Cavaliere dall'inizio della legislatura. Per contro il 55% dichiarano di non avere fiducia, una cifra che conferma il dato fatto registrare da marzo a oggi. Se poi si scende nel dettaglio si vede che a voltare le spalle a Berlusconi sono stati i ceti moderati. Sveglia popolo!
La realtà è che il governo perde pezzi e credibilità, la manovra passa con voto di fiducia, non si placano i veleni circa il caso “P3” ed il coinvolgimento di politici e magistrati e Tremonti, che tutela le “quote latte” leghiste e randella le regioni e i comuni, è al centro delle ire di molti del Pdl, per la sua posizione defilata e al di sopra delle parti. E che dire di Fini e dei finiani? Una spina nel fianco.
Mi sa che “Cesare”, pardon Silvio, dovrà fare i conti con più di qualche Bruto. Più di qualcuno congiura contro di lui, e se ne rende conto. Nessuno vuole farlo fuori, ma mandarlo a casa sì.

Ivano Maddalena

Celiachia: Interrogazione IdV Veneto

“Garantire ai malati di celiachia i buoni acquisto per i prodotti senza glutine, come previsto”. E’ quello che chiedono, nell’interrogazione presentata oggi, i consiglieri del gruppo regionale di Italia dei Valori Gennaro Marotta, Gustavo Franchetto e Antonino Pipitone.
Nell’interrogazione, di cui Marotta è primo firmatario, si citano alcune norme regionali che assicurano ai soggetti affetti da malattia celiaca un contributo in buoni acquisto nonché l'erogazione, in esenzione, di prestazioni sanitarie per il monitoraggio della malattia, delle sue complicanze e per la prevenzione.
“Il diritto dei soggetti celiaci ad usufruire gratuitamente di prodotti senza glutine - afferma Marotta - sarebbe garantito con l'erogazione di un contributo mensile diviso in quattro buoni acquisto spendibili, anche separatamente, nelle farmacie o nei negozi registrati”.
I consiglieri IdV chiedono alla Giunta Zaia “se abbia adottato i provvedimenti amministrativi per attuare questa norma a favore dei soggetti affetti da Malattia Celiaca e, se non l’ha ancora fatto, quali sono le motivazioni e come si intenda procedere”.

martedì 20 luglio 2010

Il Popolo dell’Acqua raccoglie 1.401.492 firme

Partendo dall’assunto che l’acqua è un bene comune, diritto necessario per la vita, e che nessuno può negarne l’accesso o addirittura controllarla trasformandola in una merce per farne affari, il Comitato Promotore dei Referendum per l’acqua pubblica è riuscito nella straordinaria impresa di raccogliere oltre 1,4 milioni di firme (525 scatoloni) contro la privatizzazione dei servizi idrici. Prima d’ora nessun referendum, compreso quello popolare sul divorzio, aveva riscontrato tanto interesse e ottenuto un successo superiore addirittura alle aspettative degli organizzatori. In attesa delle decisioni della Corte di Cassazione e del ministero dell’Interno, la prossima sfida del comitato promotore è quella di abbattere il muro del quorum portando, indicativamente intorno alla prossima primavera, 25 milioni di italiani alle urne, per votare Sì ai tre quesiti referendari. Sintetizzando i tre quesiti - ha spiegato Paolo Carsetti, Rappresentante del Comitato promotore - si potrebbe dire “fuori l’acqua dal mercato, fuori i profitti dall’acqua”. Il Forum dei movimenti ha immediatamente chiesto al governo “di emanare un provvedimento legislativo che disponga la moratoria degli affidamenti dei servizi idrici previsti dal decreto Ronchi”, almeno fino alla data di svolgimento del referendum.
Sottrarre il controllo dell’acqua all’avidità dei privati e delle grandi multinazionali vuol dire garantire la qualità della stessa, ridurre i costi, rispettare l’ambiente e la salute pubblica. Dire Sì all’acqua pubblica è anche una scelta di pace, infatti l’acqua, nel prossimo futuro, anche a causa della sua scarsità, sarà fonte di conflitti per il suo controllo, come avviene adesso per il petrolio.
Grazie alla mobilitazione dal basso del “popolo dell’acqua” gli italiani hanno capito appieno il valore dell’oro blu, e hanno deciso di bloccare l’offensiva di chi vuole mercificare una risorsa di tutti e lucrare su un diritto fondamentale dell’essere umano.

Paolo Sante

Caccia Veneto: IdV, No alla deroga

Oggi la Commissione regionale Agricoltura, dopo le audizioni delle associazioni, ha dato il via libera al progetto di legge sulla caccia in deroga. Contro la legge hanno manifestato il loro dissenso Gennaro Marotta e Antonino Pipitone, consiglieri regionali di Italia dei Valori: “La legge sulla caccia in deroga, per noi, è illegittima. Ci metteremo di traverso e faremo il possibile per bloccarla in aula”.

“Questa legge non va. IdV ha votato contro - dice Pipitone - e ricordo che la Corte di Giustizia Europea ha condannato l’Italia il 15 luglio scorso proprio perché le regioni continuano ad autorizzare la caccia a specie di uccelli protetti, in netta violazione della Direttiva comunitaria Uccelli”.

“In merito a questa importante sentenza - prosegue Marotta - invito Giunta, Lega e PDL a rivedere le proprie posizioni. Pongo poi una domanda ai consiglieri leghisti, così attenti a seguire gli esempi ‘lumbard’. Perché mai la Lega Nord nel Consiglio regionale della Lombardia ha posto il veto alla legge sul prelievo in deroga, facendo infuriare le associazioni venatorie, e qui da noi la sostengono compatti? Che ci sia differenza tra le doppiette bresciane e quelle vicentine?”

Il progetto di legge cui si oppone IdV vuole inserire nel calendario venatorio specie di uccelli protetti come Pispola, Prispolone, Fringuello, Peppola, Frosone e Storno, tutti piccoli passeriformi. In commissione hanno votato a favore Lega, PDL e UDC. Il PD si è astenuto, mentre soltanto Italia dei Valori ha votato contro.