Schegge contro la democrazia. 2 agosto 1980: le ragioni di una strage nei più recenti atti giudiziariBeccaria Antonella; Lenzi Riccardo
€ 12,00
2010
Socialmente (collana Biblioteca di cultura sindacale)
La strage alla stazione di Bologna fu il più grave attentato del periodo che va sotto l’espressione «strategia della tensione»: 85 morti e duecento feriti. Per questo furono condannati gli esecutori materiali - terroristi di estrema destra dei Nuclei Armati Rivoluzionari - e i depistatori, appartenenti ai servizi segreti militari e alla loggia P2, a iniziare dal suo capo, Licio Gelli. Ma periodicamente si tenta di introdurre elementi revisionisti che mettano in discussione le poche realtà accertate in sede processuale. Questo libro ripercorre testimonianze, relazioni parlamentari e atti giudiziari arrivando fino all’ultimo processo di Brescia per la strage di piazza della Loggia (28 maggio 1974) e giunge a una conclusione: è vero, mancano i mandanti, ma le responsabilità materiali e gli intralci alla giustizia hanno un’identità. Un’identità già scritta nelle sentenze.
Prefazione del libro “Schegge contro la democrazia. 2 agosto 1980”
Sozaboy. Il bambino soldatoSaro-Wiwa Ken
€ 15,00
2010, 291 p., brossura
B.C. Dalai Editore (collana Romanzi e racconti)
A Dukana, un villaggio ai confini del mondo dove vive il giovane Mene, nessuno sa niente di niente: tutti sentono alla radio di un governo che è cambiato e di cui conoscono solo funzionari e poliziotti, uomini corrotti che si pappano mazzette per ogni cosa. Mene conosce la giovane Agnes, con più tette che anima, e la vuole sposare, e tutto sembra andar bene finché non si comincia a parlare di nemico, di casini nella nazione, finché non arrivano sozasoldati a requisire cibo e reclutare gente. Per un giovane fare la guerra è una gran cosa, bisogna cacciare il nemico perché nel Paese manca il sale, e lui deve proteggere la giovane moglie. E così Mene diventa Sozaboy, veste l’uniforme e va al fronte. La perdita di innocenza di un mondo e lo scardinamento di gerarchie e ordini naturali attraverso gli occhi e le parole di un ragazzo che crede che la follia che lo investe abbia un senso, fino a scoprire dolorosamente il contrario. Il capolavoro di Ken Saro-Wiwa ispirato alla guerra del Biafra che devastò la Nigeria dal 1967 al 1970. Prefazione di Roberto Saviano.
Le ragazze di VentasChacón Dulce
€ 13,00
2010, 379 p., brossura
Neri Pozza (collana Biblioteca)
È il 1939 a Madrid e, come se fosse sospesa per un breve intenso momento, la vita continua nel carcere femminile di Ventas. Hortensia, i lunghi capelli raccolti in una treccia, gli occhi scuri e lo sguardo taciturno, passa buona parte della giornata a scrivere in un quadernetto azzurro. Quando parla, parla sottovoce, quasi sussurrando, poiché ha imparato a non porsi domande e ad accettare il fatto che la sconfitta penetra a fondo, molto a fondo, senza chiedere permesso e senza dare spiegazioni. Hortensia è incinta e sa che la sua vita è legata al bimbo che porta in grembo. Il giorno in cui nascerà sarà anche quello della sua fine. Elvira, sedici anni, la più piccola delle sue compagne, riempie di ceci un guanto per formare la testa di un burattino. Il peso le impedisce di maneggiarlo, ma lei non si arrende. Le sue piccole dita lottano con il guanto di lana e la sua voce accompagna la pantomima per scacciare la paura. Tomasa, che viene dall’Estremadura e ha la pelle olivastra e gli occhi a mandorla, si guarda attorno incredula. Non ha mai raccontato a nessuno il suo segreto: suo marito, i suoi quattro figli e la nuora sono stati gettati giù da un ponte dai falangisti. Hortensia, Elvira, Tomasa hanno paura. Nelle loro voci, nei loro sguardi sfuggenti, c’è la paura. Negli sguardi dei loro familiari - di Pepita, ad esempio, la sorella di Hortensia che fa da messaggera tra lei e suo marito - c’è la paura. Sono donne che hanno combattuto per la libertà a prezzo della loro vita, donne alle quali non resta che evocare con emozione i ricordi, gli amori, le passioni, il tempo felice della loro esistenza.
Romanzo basato sulle testimonianze dirette delle miliziane della Repubblica spagnola imprigionate dai franchisti a Madrid, Le ragazze di Ventas costituiscono il testamento letterario di Dulce Chacón, la grande scrittrice spagnola morta nel 2003 a soli 49 anni. Accolto al suo apparire da uno straordinario successo di pubblico e critica, è una di quelle rare opere che colpiscono profondamente al cuore restituendoci «l’emozione della verità» (El Mundo).
*descrizioni dalla quarta di copertina


















































