domenica 31 ottobre 2010

Maratona Web per ricordare Angelo Vassallo

Venerdì 5 novembre 2010, dalle ore 19.30 alle 24, esattamente a due mesi di distanza dal brutale assassinio del sindaco di Pollica Angelo Vassallo andrà online “a rete unificata” una straordinaria maratona per la legalità. “Il Popolo Veneto” ha aderito all’iniziativa e trasmetterà la diretta

La trasmissione dal titolo “Cose nostre: per la legalità e la cultura, ricordando Angelo Vassallo” oltre che un doveroso omaggio alla memoria del “sindaco pescatore” sarà l’occasione per parlare delle tante mafie che affliggono il Paese.

In attesa della diretta è attivo questo sito (www.cosenostre.tv) che raccoglie adesioni, testimonianze di solidarietà, segnalazioni e denunce di illegalità.

Parteciperanno alla trasmissione: Davide Scalenghe (Current), Giordano Sangiorgi (MEI), Carmen Lasorella (San Marino RTV), Maria Cristina Origlia (Sole24Ore), Claudio Martelli (Lookout Tv), Rosa Framartino, Giuseppe Bianco (Procuratore di Firenze), Loris Mazzetti (Rai), Rachele Castro (Ipazia), Piero Cannizzaro, Roberto Ippolito (autore de “Il bel Paese maltrattato, Bompiani), Flavio Tranquillo (co-autore de “I dieci passi, piccolo breviario della legalità”, Add Editore), Laura De Merciari (Slow Food). Saranno intervistati da Giampaolo Colletti (FEMI- Altratv.tv) e Francesca Fornario (L'Unità).

Parteciperanno alla diretta con interviste e contributi: Riccardo Iacona (Rai3), Massimo Fini (Movimento Zero), Giancarlo Caselli (Procuratore di Torino, già procuratore capo Antimafia a Palermo), Giulio Cavalli (autore “Nomi, cognomi e infami”, Verdenero), Tommaso Tessarolo (Current), Sofia Bosco (FAI), Alberto Cisterna (Direzione Nazionale Antimafia), Michele Spiezia (La città di Salerno), Marco Giovannelli (Varese News), Mario Conti (GUP Palermo), Michele Dotti (Autore de “L'anticasta”, EMI), Giusy Arena (Annozero e co-autrice di “P3”, Editori riuniti), Ylenia Sina (autrice “In prima persona”, Alegre editore), Nicola Gratteri (Procuratore Tribunale di Reggio Calabria), Manuela Iattì (SkyTg24), Nicola Trifuoggi (Procuratore di Pescara), Giuseppe Caporale (La Repubblica).

Il PD del Veneto punta sulla Green economy

“Green economy” per battere la crisi. E’ la proposta lanciata da autorevoli esponenti del Partito Democratico durante il convegno tenutosi ieri a Padova, dal titolo: “Un futuro sostenibile”. La capogruppo del Pd in consiglio regionale Laura Puppato ha spiegato che un nuovo modello di sviluppo basato sull’efficienza energetica porterebbe 160 mila nuovi posti di lavoro in Veneto. Il noto ecologista Ermete Realacci ha indicato nella “green economy” una componente essenziale per l’azione di un partito riformista pronto a raccogliere la sfida per il governo del Paese. “Un primo concreto banco di prova - afferma Realacci - è la battaglia per ottenere il rifinanziamento delle detrazioni al 55% per il risparmio energetico. La disattenzione del Governo rischia di danneggiare una misura utile per le famiglie, per l’ambiente e per le imprese”.
Il convegno ha visto anche l’intervento di alcuni dei massimi esperti nazionali in materia ambientale. Luca Comodo, direttore della divisione politico sociale di Ipsos Affairs, ha illustrato un’indagine dell’istituto sul rapporto tra gli italiani e le energie rinnovabili, in cui emerge: “l’attenzione verso la green economy caratterizza gli strati più dinamici della società: giovani, trentenni e quarantenni, e più istruiti”. E sul nucleare: “Cresce la quota di chi è preoccupato per i rischi sulla sicurezza e anche tra gli elettori del Pdl scende sotto il 50% la quota di elettori favorevoli al nucleare”.
Sul tema del nucleare si è espresso anche Giuseppe Sofia, direttore generale di Conenergy Italia: “Non è una soluzione. Già oggi nel mondo le fonti rinnovabili producono il 50% dell’energia in più rispetto al nucleare. Mentre la grande virtù delle energie rinnovabili, in particolare il fotovoltaico, è quella di produrre un’occupazione diffusa, vicina a dove sorge il bisogno di energia”.

sabato 30 ottobre 2010

CONSIGLI LIBRARI N.39

Non è il paese che sognavo. Taccuino laico per i 150 anni dell’Unità d’Italia
Ciampi C. Azeglio; Orioli Alberto
€ 16,00
2010, 191 p., brossura
Il Saggiatore (collana La cultura)

Chi tiene alto lo sguardo oggi? Dove sono i valori che hanno guidato i patrioti del Risorgimento prima e i padri costituenti poi? A 150 anni dall’Unità d’Italia il presidente emerito della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, guarda all’Italia di oggi... Eppure, per il presidente, l’Italia resta uno straordinario paese, nato dalla lingua di Dante, creato dal sogno visionario di un manipolo di eroi diventato popolo; lo stesso popolo che ha ritrovato il suo orgoglio nella lunga corsa a ostacoli verso l’euro. L’Italia è il paese del Risorgimento e della Resistenza. L’Italia è diventato il paese della politica senza valori e senza ideali; della degenerazione dell’etica pubblica e della convivenza civile. Del declino economico, delle ideologie secessioniste. Degli scandali, dei conflitti personali inconcludenti e dei conflitti d’interesse mai conclusi. Un’intensa confessione davanti al camino, un bilancio, un taccuino laico per i 150 anni del nostro paese: in questo colloquio con Alberto Orioli, Carlo Azeglio Ciampi rivela le sue speranze per il futuro. E le sue delusioni. Perché questo non è il paese che sognava.

La via dell’austerità. Per un nuovo modello di sviluppo
Berlinguer Enrico
€ 10,00
2010, 74 p., brossura
Edizioni dell’Asino (collana Piccola biblioteca morale)

In due importanti discorsi (il primo agli intellettuali e il secondo alla conferenza operaia del PCI) del 1977, la proposta dell’austerità di Enrico Berlinguer come chiave culturale e politica per costruire un nuovo modello di sviluppo fondato sulla sobrietà, il superamento delle diseguaglianze, un diverso equilibrio tra Nord e Sud del mondo. Contro il consumismo e un modello produttivo distruttivo e iniquo, l’attualità di una rivendicazione - allora inascoltata e osteggiata - di un diverso rapporto tra economia e qualità della vita, consumi e giustizia sociale, paesi poveri e paesi ricchi. L’originalità e la lungimiranza di una proposta politica che si ripropone oggi con forza di fronte ai fallimenti dell’economia e ai limiti dello sviluppo. Con un’introduzione di Salvatore Mannuzzu.

Inganno Padano. La vera storia della Lega Nord
Bonasera Fabio; Romano Davide. Prefazione di Furio Colombo
€ 14,90
2010, 176 p.
La Zisa (collana La lanterna)

Da oltre vent’anni la Lega Nord fa parte stabilmente del panorama politico italiano. Tutti ne conoscono i principali leader, i programmi, le parole d’ordine, la balzana simbologia. Sono pressoché ignoti, invece, taluni aspetti poco virtuosi che la pongono sullo stesso piano delle peggiori consorterie politiche della cosiddetta Prima Repubblica. Questo libro racconta alcuni retroscena volutamente sottaciuti attraverso le testimonianze di coloro che hanno creduto, all’inizio, alle idee moralizzatrici di Umberto Bossi, per staccarsene successivamente quando dalla propaganda si è passati alla gestione del potere. Diventano altresì chiare le ragioni di fondo che stanno alla base del patto d’acciaio che unisce la Lega al partito-azienda di Silvio Berlusconi.

*descrizioni dalla quarta di copertina

“Inganno padano” in Polesine

Il libro svela il volto segreto della Lega

“Inganno padano. La vera storia della Lega Nord”, il libro scritto dai giornalisti Fabio Bonasera e Davide Romano, edito da La Zisa, con prefazione di Furio Colombo, verrà presentato a Rovigo venerdì 19 novembre , alle 18,00 nella libreria Spazio Libri, in corso del Popolo 221. All’evento, organizzato dall’Arci Ridada di Rovigo, interverrà uno degli autori, Fabio Buonasera, già collaboratore de “Il Corriere di Rovigo” e de “Il Gazzettino”. A moderare il dibattito il giornalista freelance Francesco Campi. Dopo l’incontro di Rovigo l’autore si trasferirà, in serata, a Stienta per presentare, alle 20,45, il libro presso la locale sala civica (dietro il palazzo comunale). La serata è organizzata dall’associazione Il Fiume

venerdì 29 ottobre 2010

Chiesa e Migranti. Il libro di Mons. Marchetto

Ho appena finito di leggere l’interessante libro-intervista “Chiesa e migranti” di Mons. Agostino Marchetto con Marco Roncalli. Il volume, edito da “La Scuola editrice” nella collana “Interviste”, curata da Paola Bignardi, già presidente di Azione Cattolica, racconta la battaglia (spesso solitaria) dell’arcivescovo, di origini vicentine, dalla parte dei migranti. Ad una prima parte del libro molto “politically correct” e quasi didattica si contrappone la seconda metà del libro dove emerge la verve polemica del fine intellettuale, ma soprattutto uomo di Chiesa, che nei nove anni in cui è stato segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti non ha risparmiato pesanti critiche ai potenti della terra per l’inumanità delle loro politiche sull’immigrazione, attirandosi, specie in Italia, i feroci attacchi degli esponenti della maggioranza di centrodestra ed in particolare della Lega.
Scorrendo le pagine del libro è facile capire perché tanta ostilità nei suoi confronti. Marchetto invita a costruire ponti e non barriere, parla di accoglienza, educazione, cittadinanza, integrazione; indica nei mezzi di informazione e nella politica i responsabili del deleterio binomio: clandestini-crimalità, per cui i migranti vengono considerati solo un problema di ordine pubblico. Marchetto si dice favorevole ai ricongiungimenti familiari degli stranieri, un mezzo per garantire la sicurezza e la pacifica convivenza. Incalzato dall’ottimo giornalista Marco Roncalli, l’arcivescovo esprime giudizi di netta condanna sul cosiddetto “Pacchetto sicurezza”, sui respingimenti in mare dei profughi e sui centri di identificazione ed espulsione, i nuovi lager definiti “una spina nel cuore”. Interrogato sul nuovo statuto regionale, all’insegna dello slogan di Zaia “prima i veneti”, pur non dimenticando le sue radici venete, risponde francamente: “non mi piace: dove va l’uguaglianza, dove va la solidarietà? Per me prete fa testo il Vangelo, il quale annuncia che gli uomini saranno i primi. In questo statuto vedo tentazioni di chiusura e di autosufficienza, mentre mi piace il richiamo alla tradizione cristiana”. Siccome non è mia intenzione fare l’apologia del nostro corregionale segnalo anche degli aspetti meno convincenti del libro, spesso glissa le domande scomode sui temi della laicità, e forse per un eccesso di signorilità non attacca a viso aperto i suoi presunti avversari all’interno della Chiesa. Infine c’è un silenzio, un silenzio dettato anche dal “segreto pontificio”, che però dice più di mille parole, il riferimento è alle sulle sue dimissioni da Segretario del Pontificio Consiglio della Pastoriale per i Migranti, annunciate da tempo ma accettate troppo in fretta. A tal proposito scrive: “A ciascuno lascio libertà di interpretazione e io pure ho la mia”. Adesso Mons. Marchetto, all’età di settanta anni, ritornerà a dedicarsi ai suoi amati studi storici, ma nel finale del libro ha lasciato trasparire la volontà di continuare la sua battaglia per la costruzione di una sola famiglia umana.

Emanuele Bellato

Nuovo libro sulla Prima Guerra Mondiale

Il 4 Novembre a Vicenza verrà presentato il libro “L’Ultima avventura. Evasioni dai campi di prigionia della Prima Guerra Mondiale”

Giunge al quarto capitolo la collana di pubblicazioni memorialistiche sulla Grande Guerra promossa da Confartigianato Vicenza e Fondazione Monte di Pietà. Si tratta de “L’ultima avventura. Evasioni dai campi di prigionia della Prima Guerra Mondiale”, volume a cura di Mauro Passarin e Paolo Pozzato che verrà presentato giovedì 4 novembre, alle ore 17.30, nella sala convegni di ViArt, il centro espositivo di Palazzo del Monte in Contrà del Monte a Vicenza.
Saranno gli stessi autori a illustrare l’opera, incentrata su un argomento poco frequentato anche dalla storiografia ufficiale, eppure egualmente meritevole di attenzione. Teatro delle vicende narrate dagli stessi protagonisti, infatti, non è la prima linea, l’impresa militare, la vita di trincea o delle retrovie, bensì la condizione della prigionia e l’anelito alla fuga da essa, un tema che da considerarsi altrettanto importante, come parte integrante dello scenario bellico. Né vanno sottovalutate le ragioni e le modalità delle circostanze in cui avvenivano quelle azioni, comunque altamente rischiose: l’inestinguibile bisogno di riacquistare la libertà personale, certo, ma anche un desiderio di patria, non disgiunto dalla prospettiva di dovere (e, talvolta, volere) riprendere a combattere. A porgere il saluto ai relatori e al pubblico - l’ingresso è libero - saranno i presidenti dei due enti promotori dell’edizione, Giuseppe Sbalchiero e Mario Nicoli.

giovedì 28 ottobre 2010

Sanità: Project financing, scelta irresponsabile

Il project financing, ossia l’affidamento della realizzazione o gestione dei servizi pubblici ai privati, nel settore della sanità veneta, non funziona come dovrebbe. La constatazione è del consigliere regionale IdV Antonino Pipitone: “La salute è un bene pubblico e non può diventare un affare per pochi. Invece il project financing, così come è stato concepito fino ad oggi, è solo un grande affare per i privati ed una corda al collo per le Ulss e la sanità del Veneto”. I dati che stanno emergendo dall’analisi dei progetti di finanza di Mestre, Thiene ed Asolo sono preoccupanti, un campanello d’allarme da non sottovalutare. “Dare ai privati - spiega Pipitone - la gestione dei servizi (pulizie, mense, lavanderie) in monopolio per decenni, senza la possibilità di un recesso concertato e ragionevole, è stata una scelta politica poco accorta, per non dire irresponsabile”. L’Italia dei Valori ha annunciato che chiederà all'assessore alla sanità Luca Coletto di rivedere i termini dei project finacing in corso ed ha minacciato una durissima battaglia se Zaia e la sua maggioranza continueranno a proporre ulteriori accordi con i privati per la costruzione di nuovi ospedali.

Il Tar del Veneto non blocca la caccia in deroga

Il Tar del Veneto, in seguito all’udienza di ieri 27 ottobre, ha deciso di respingere il ricorso presentato dalla Lega Abolizione Caccia (Lac) contro la delibera n. 2371 dd. 5.10.2010 della giunta regionale del Veneto sulla caccia in deroga. Le doppiette venete, uniche in Italia, potranno continuare, per il settimo anno consecutivo (eccetto il 2006) a cacciare specie di uccelli insettivori protetti: Pispola, Prispolone, Storno, Fringuello, Peppola e Frosone.
I giudici della prima sezione del Tar hanno ritenuto che: “la caccia in deroga è di per sé legittima, in quanto ammessa dallo stesso ordinamento comunitario oltre che interno”. “Trattandosi semmai - continua l’ordinanza - di stabilire la fissazione di adeguati criteri per il suo svolgimento ed il rispetto dei presupposti e dei limiti stabiliti da entrambi gli ordinamenti”. Nonostante il respingimento del ricorso i giudici hanno ritenuto apprezzabili le argomentazioni degli animalisti.
Il presidente della Lac Andrea Zanoni non si dà per vinto ed avverte: “la guerra contro la caccia in deroga non è persa”. Prossima tappa la Corte di giustizia europea, che ha già condannato l’Italia per violazioni sulla caccia e che a breve sentenzierà sul caso Veneto.

Padova: Convegno PD sulla Green Economy

Riceviamo e pubblichiamo:

L’iniziativa del Pd sabato 30 ottobre, a partire dalle 9.30, alla sala dell’Antico Ghetto.

Padova - Mettere l’innovazione ambientale al centro delle strategie per lo sviluppo economico regionale e nazionale: è la proposta del Partito Democratico, che su questo tema organizza sabato 30 ottobre, a Padova, un convegno regionale. L’appuntamento è alle 9.30, nella sala dell’Antico Ghetto, in via delle Piazze 26.
L’iniziativa, organizzata dal Partito Democratico Veneto in collaborazione con il Gruppo consiliare regionale, vedrà la partecipazione di alcuni dei massimi esperti nazionali in materia. Insieme a Luca Comodo, che presenterà un’indagine di Ipsos Affairs sul rapporto tra gli italiani e le energie rinnovabili, interverranno: Arturo Lorenzoni, direttore di ricerca presso l’Istituto di Economia e politica dell’Energia e dell’Ambiente all’Università Bocconi di Milano, Giuseppe Sofia, direttore generale di Conenergy Italia, e Luca Zingale, direttore generale di Solarexpo.
All’iniziativa, presieduta da Arcangelo Boldrin, responsabile regionale Economia del Pd Veneto, partecipano come relatori anche Luca Musumeci, responsabile regionale area Ambiente, Laura Puppato, capogruppo del Pd in Consiglio Regionale e presidente del Forum nazionale Ambiente, ed Ermete Realacci, responsabile nazionale Green Economy. Ad aprire i lavori del convegno, con un saluto, sarà il segretario regionale del Pd Rosanna Filippin.
“Se c’è un campo in cui è maggiore la distanza tra Partito Democratico e centrodestra - spiegano Luca Musumeci e Arcangelo Boldrin - questo è proprio quello delle politiche ambientali. L’approccio tradizionale della destra italiana che vede le politiche ambientali come un vincolo, una specie di tassa e, nelle migliori delle ipotesi, come un lusso da periodi di vacche grasse. Non è da tempo più così: basti pensare a quanto propongono nel mondo tanti leader del centrodestra da Sarkozy alla Merkel e Cameron. La green economy è ovunque vista come una delle strade principali per rilanciare su basi nuove e più solide l’economia. E tutto questo è vero ancor più nel nostro paese dove la green economy si incrocia con la qualità, la coesione sociale, i territori come fattori fondamentali per rendere competitive la nostre imprese. Ecco perché la strada dello sviluppo è quella della green economy. Anche in Veneto”.



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mercoledì 27 ottobre 2010

C'era una volta il Parlamento

Non è un periodo facile per il Governo Berlusconi. Dallo stop dei finiani al lodo Alfano retroattivo fino alle ultime rivelazioni fatte trapelare da “Il Fatto Quotidiano” sul presunto caso di una minorenne marocchina, del “giro” di Lele Mora, che avrebbe frequentato il premier. Proprio per risolvere i problemi giudiziari di Berlusconi l’attività parlamentare è bloccata. Inoltre non si portano avanti riforme perché nessuna legge può essere approvata senza copertura economica. La mancanza di lavoro comporterà la chiusura delle Camere per diversi giorni, in occasione del ponte di Ognissanti. Insomma i nostri parlamentari lavorano poco e male. Il giornalista e scrittore Sergio Rizzo, autore insieme al nostro corregionale Gian Antonio Stella di diversi libri-inchiesta sulla Casta, sul Corriere della Sera di ieri scrive: “In un anno 10 leggi. Dal 1° gennaio l’Aula di Montecitorio si è riunita 126 volte, il Senato 92”. Il Parlamento, con il continuo ricorso al voto di fiducia è stato esautorato della sua sovranità e svuotato di ogni prerogativa. Presentare emendamenti è praticamente impossibile perché nella maggioranza e nel Governo manca la disponibilità al confronto con le opposizioni. Sembra confermare questa tesi l’uscita, a sorpresa, dal Pdl di Alfredo Biondi, già ministro e tra i fondatori di Forza Italia. A chi gli domanda un giudizio sul Pdl, il vecchio liberale risponde: “Un partito con una struttura feudale in cui non esiste il minimo dibattito interno. Qui vogliono solo sudditi”. Biondi aderirà al gruppo misto ma altri ex-azzurri sarebbero in procinto di lasciare il “Popolo della Libertà” per approdare al nuovo movimento di Fini, “Futuro e Libertà”. Le grane per Berlusconi non finiscono qui, c’è ancora il problema del rinvio a giudizio del fratello Paolo accusato di rivelazione di segreto d’ufficio sul caso Unipol; il processo romano sui “diritti tv Mediaset” insieme al figlio Pier Silvio e il noto processo Mills. L’unica via d’uscita per Berlusconi sembrerebbe il voto anticipato, ma un eventuale Governo tecnico farebbe sfumare tutte le sue ambizioni, costringendolo al pensionamento. Chissà se il premier ha ancora voglia di raccontare barzellette. Se il primo ventennio finì in tragedia, il secondo rischia di finire in farsa.

Italo Di Giacomo

Annarella, nonnina ribelle contro la Casta

“Chi semina miseria, raccoglie collera” urlano i manifestanti francesi in sciopero. Questo slogan, dal sapore biblico, è adattabile anche all’Italia. La classe politica parla sempre del “popolo”, ma non sa più ascoltarlo. E intanto serpeggia il malumore nella maggioranza silenziosa. Ogni tanto però qualcuno sbotta. E’ successo per esempio a Roma, davanti a Montecitorio, dove una signora ottantaquattrenne, di nome Annarella, con i capelli d’argento e la borsa della spesa d’ordinanza, ha contestato due deputati della maggioranza intenti a rilasciare dichiarazioni alla televisione. Immortalata dal Tg satirico “Striscia la Notizia” è diventata in breve tempo il fenomeno del web perché è riuscita a mettere in difficoltà gli esponenti della casta, rompendo la tradizionale compostezza di persone abituate a stare davanti alle telecamere per recitare la solita cantilena imparata a memoria. In pochi minuti la “nonnina ribelle” ha demolito il castello di chiacchiere degli onorevoli politicanti e al contempo ha dato una lezione all’opposizione e ai giornalisti. I fatti si sono svolti in questo modo. Durante la ripresa video di un’intervista con la deputata Anna Maria Bernini (figlia d’arte, il padre Giorgio è stato ministro nel primo governo Berlusconi) Annarella è intervenuta dicendo in dialetto romanesco: “Ma che cultura de governo? Ma che sta’ a di’? Ve comprate 'a ggente. …So 16 anni che ci portate disgrazia …Io non vi rispetto perché siete dei mascalzoni. Perché non mandate via quei zozzi segnati in paga? So tutti divorziati e poi vanno a pija 'a communione…Un bel discorso, incanta la gente, incanta i serpenti”. L’incursione si è ripetuta poco dopo con Benedetto Della Vedova. Infiltrata tra i giornalisti ha posto l’unica vera domanda giornalistica: “Ma siete sicuri che gli elettori vi hanno dato ‘sta fiducia?”. Annarella si era già fatta notare per la sua simpatia e la sua combattività durante la manifestazione contro il voto di fiducia al governo Berlusconi. (red.)

Architettura: Provincia Italiana a Schio

La città di Schio ha un complesso di archeologia industriale unico al mondo e ha deciso di re-inventare il proprio passato industriale, diventando incubatore di innovazione, luogo di interazione fra pensieri, risorse ed esperienze di gruppi diversi. Il Lanificio Conte é il luogo maggiormente rappresentativo di un percorso che sta portando Schio ad essere il vero “hub” della rete culturale del territorio grazie anche al suo straordinario attivismo industriale. L’antico lanificio scledense è stato scelto come scenario dei tre incontri organizzati nell’ambito di Provincia italiana, evento collaterale della 12. Mostra Internazionale di Architettura - la Biennale di Venezia, fortemente voluti dal Comune di Schio.
Relatori italiani e internazionali specializzati nei temi dell’innovazione, delle riconversioni urbane e creative e della progettazione culturale sono stati chiamati a condividere le loro esperienze e a confrontarsi con cittadini, amministratori e operatori culturali di Schio. Il primo appuntamento è venerdì 29 ottobre alle ore 20.30 con un incontro dal titolo “Place-making come pratica di progettazione degli spazi vitali della comunità” in cui interverranno Christer Gustafsson, direttore del Patrimonio Culturale della Regione svedese dell’Halland che si è recentemente occupato della riconversione urbana della regione del Mar Baltico e Luca Dal Pozzolo - vicepresidente e responsabile dell’area ricerca Fondazione Fitzcarraldo di Torino e direttore dell'Osservatorio Culturale del Piemonte.
Venerdì 5 novembre alle 20.30 il Lanificio Conte ospiterà l’incontro “Innovation cluster: sistemi locali di innovazione collaborativi” con Massimiano Bucchi, sociologo della scienza dell’Università di Trento, Stefano Micelli - economista, Università Cà Foscari e direttore di Venice International University e Paolo Verri, direttore del Comitato Italia 150.
Venerdì 12 novembre Bernd Fesel, consulente industrie creative di Ruhr 2010, progetto che ha portato l’area ex industriale Ruhr a diventare capitale europea della cultura 2010, e Pier Luigi Sacco - economista della cultura racconteranno e approfondiranno “Il caso Ruhr e la riconversione creativa delle aree industriali dimesse”.





PROVINCIA ITALIANA A SCHIO. IL PROGRAMMA

29 ottobre, ore 20.30
Sala Conferenze Lanificio Conte
Place making come pratica di progettazione degli spazi “vitali” della comunità
con Bertram Schulze, amministratore delegato di Spinnerei di Lipsia, Luca dal Pozzolo, vicepresidente Fondazione Fitzcarraldo di Torino

5 novembre, ore 20.30
Sala Conferenze Lanificio Conte
Innovation cluster: sistemi locali di innovazione collaborativa
con Massimiano Bucchi, Sociologo, Università di Trento, coordinatore scientifico di Observa Science in Society, Paolo Verri, direttore del Comitato Italia 150, Stefano Micelli, economista, Università Cà Foscari e direttore di VIU – Venice International University di Venezia

12 novembre, ore h.20.30
Sala Conferenze Lanificio Conte
Il caso Ruhr e la riconversione creativa delle aree industriali dismesse
con Pier Luigi Sacco, economista e direttore scientifico di goodwill, Bernd Fesel, team creative undustries per Ruhr 2010

martedì 26 ottobre 2010

Caccia Veneto: Decide il TAR. Sit-in animalista

Nella giornata di domani il Tribunale Amministrativo Regionale è chiamato a discutere e pronunciarsi sulla richiesta di sospensiva della delibera di giunta che ha istituito la caccia in deroga nel Veneto. Una decisione importante, sia per la salvaguardia di molte specie selvatiche protette che per le tasche dei contribuenti. Sull’Italia pesa infatti, proprio per la questione della caccia in deroga nel Veneto, una nuova procedura d’infrazione per la violazione della normativa comunitaria. Questo vuol dire che se il TAR non dichiarerà illegittima la delibera del 5 ottobre scorso della Giunta regionale, saremo presto costretti a pagare una multa salatissima.
Alla vigilia del’udienza del TAR le associazioni animaliste Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali) e LAV (Lega Antivivisezione) parlano di una vera e propria strage delle regole: “Un massacro di legalità di cui si sono rese responsabili alcune regioni italiane, tra cui spicca soprattutto il Veneto che il 5 ottobre, con la delibera del presidente Zaia, ha autorizzato lo sterminio di fringuelli, peppole, pispole, storni e frosoni”.
L’uso scorretto delle deroghe è ormai la scusa per autorizzare un regime di caccia permanente. “A pagare il prezzo più alto - spiegano Enpa e LAV - sarà la biodiversità, condannata a morte”. E chiedono al Governo “un intervento forte perché sia annullato ogni atto contrario alle norme comunitarie e alla nostra stessa normativa nazionale”.
Il pronunciamento è atteso con serenità anche dalle opposizioni. I consiglieri regionali Laura Puppato (capogruppo del Partito Democratico), Gennaro Marotta (Italia dei Valori) e Pietrangelo Pettenò (Federazione della Sinistra Veneta), parlando con i giornalisti, hanno confermato piena fiducia nella Magistratura. Pd, IdV e FdS rappresentano le forze politiche che, nei mesi scorsi, si sono battute in aula contro la proposta di legge presentata dalla Giunta per consentire la caccia ad alcune specie di volatili in deroga ai divieti dell’Unione Europea, proposta poi ritirata e sostituita con la delibera.
Le principali associazioni animaliste ed ambientaliste del Veneto, tra le quali la LAC , ENPA, LIPU, LAV hanno promosso per domani, mercoledì 27 ottobre a partire dalle ore 8.45, un sit-in contro la caccia in deroga, davanti alla sede del TAR del Veneto a Venezia (Via Cannaregio 2277).
La decisione del Tar è attesa per giovedì 28 ottobre.

C’era una volta il libro di lettura

Venerdì 29 ottobre 2010 a Treviso presentazione del libro “Sentimenti elementari” di Lucio Carraro

Un libro sorprendente che ci riporta all’alfabeto della felicità, ripercorrendo e commentando un passato di grande attualità.

Il recupero poetico di un’educazione sentimentale d’eccezione: quella suggerita dai libri di lettura degli anni ’50 e ’60. Archiviato il tambureggiante “libro e moschetto” del ventennio fascista, un nuovo mondo si affaccia nei manuali della scuola elementare del secondo dopoguerra, fatto di sentimenti, amore per la natura e le stagioni, memorabili immagini dello scorrere del tempo, ma anche di anticipazioni e intrepidi sguardi al futuro.

L’emozione dei primi sentimenti nei migliori anni del Novecento

La narrazione si snoda assecondando il ciclo delle stagioni, nello steso modo in cui si articolava l’esistenza della civiltà contadina. L’autore svela l’orizzonte ludico e onirico di un’infanzia alla vigilia delle trasformazioni nei primi anni sessanta, dell’inurbamento diffuso, del verbo consumistico e del gergo tecnologico. (…) L’incanto di quei paesaggi sconfinati, disseminati di filari di viti, strade sterrate, ruscelli e distese di grano che il trascorrere delle stagioni tingeva di gioia o malinconia, s’infrangerà di lì a qualche decennio. (dalla prefazione di Simone Botti)

Venerdì 29 ottobre 2010
Con inizio alle ore 17.00
Presso Palazzo Rinaldi, Sala Verde
Piazza Rinaldi
Treviso

Moderatore
Michele Miriade
giornalista de "Il Gazzettino"

Con l’intervento di
Simone Botti
Storico

Don Edmondo Lanciarotta
Direttore Ufficio Scuola, Educazione,
Università della Diocesi di Treviso e del Triveneto

Paolo Lucchi
Dirigente Scolastico 1° e 5° Circolo di Treviso

Lucio Carraro
Autore

L’incontro è aperto al pubblico

Iraq: Tareq Aziz condannato a morte

«Parmi un assurdo che le leggi, che sono l'espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l'omicidio, ne commettono uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall'assassinio, ordinino un pubblico assassinio»

(Cesare Beccaria, Dei delitti e delle pene, Capitolo XXVIII)

Il vice primo ministro iracheno Tareq Aziz è stato condannato a morte per il suo ruolo nella persecuzione, durante gli anni del regime, dei partiti islamici pro Iran. Il verdetto è stato emesso oggi dalla Corte suprema di Baghdad. La pena capitale sarà eseguita tramite impiccagione. Stessa sorte per Saadun Shaker, ex ministro dell’Interno e Abdel Hamid, ex segretario personale di Saddam. Aziz era stato precedentemente condannato a 15 anni per il coinvolgimento nell’uccisione di decine di commercianti accusati di manipolare i prezzi dei prodotti alimentari e altri 7 anni per il trasferimento forzato delle popolazioni curde.
Il leader radicale Marco Pannella che nel 2008 aveva lanciato la proposta di una moratoria della pena di morte anche per Tareq Aziz, attualmente in sciopero della fame (iniziativa nonviolenta partita sabato 2 ottobre per chiedere l’istituzione di una commissione d’inchiesta sulla guerra in Iraq), sul sito www.radicali.it ha annunciato il passaggio allo sciopero totale della fame e della sete per scongiurare l’esecuzione di Tareq Aziz. Ecco il suo appello: “Come con Saddam vogliono strozzarlo per impedirgli di parlare. Passo immediatamente allo sciopero totale della fame e della sete perché non si passi all’esecuzione di Tarek Aziz.
Chiedo a Silvio Berlusconi, che quasi ossessivamente afferma di avere per amici, e non solo complici, i potenti della Terra e in particolare Bush, Blair, Putin e Gheddafi, di dimostrarcelo in questa occasione, ne ha il dovere essendo stato fra i principali responsabili della guerra in Iraq scoppiata per impedire l’esilio di Saddam e la pace, in quel caso ingannando il Parlamento e il popolo italiano”.
La tempistica del processo fa pensare ad una sentenza ad orologeria, infatti solo pochi giorni fa “WikiLeacks” (il sito internet che riceve e diffonde documenti coperti da segreto) ha pubblicato scottanti documenti in cui emergono pesanti responsabilità e gravi abusi commessi, dalle forze anglo-americane, durante la guerra in Iraq; in seguito a queste rivelazioni l’organizzazione per i diritti umani Human Rights Watch ha chiesto formalmente agli Usa e a Baghdad di indagare sulle torture nelle carceri irachene.

Precedente articolo sullo stesso argomento:
Pannella contro Bush, Blair e Berlusconi (4 Ottobre 2010)

lunedì 25 ottobre 2010

Per una politica unitaria sulla disabilità

Nei giorni scorsi il presidente della provincia di Udine e segretario regionale della Lega Nord Pietro Fontanini ha lanciato, durante un convegno, la proposta di classi differenziate per gli studenti disabili, in quanto - a suo dire - ritarderebbero il regolare svolgimento dell’attività didattica. Le reazioni indignate non si sono fatte attendere. Il Partito Democratico di Udine ha annunciato che chiederà le dimissioni del Presidente. La Cgil, tramite la responsabile dell’Ufficio politiche per la disabilità, Nina Daita, parla di “raccapricciante provocazione offensiva verso le persone con disabilità e le loro famiglie”. Perplessità e critiche condivise, tra l’altro, da diversi colleghi di maggioranza. Non solo discriminazione. Per il consigliere IdV del Veneto Gennaro Marotta, l’ennesima incredibile affermazione di un esponente leghista vuole spostare l’attenzione del popolo del Nordest dalla pochezza dei governi regionali.
La Lega, a modo suo, ha già realizzato il federalismo: quello delle provocazioni dei sindaci in cerca di notorietà, delle boutade, della politica del lancia il sasso e nascondi la mano. L’episodio di Udine mette in discussione il principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione, e fa coppia con il progetto di chi, sempre nel centrodestra, sul fronte della giustizia, vuole piegare la legge agli interessi del potente di turno. Il tema della disabilità è troppo importante per creare assurde divisioni politiche. Basterebbe poco. Per esempio non si taglino i contributi regionali per le associazioni dei disabili. Si risolva il problema della carenza degli insegnanti di sostegno e quello dei disabili lasciati senza trasporto per andare a scuola. Si sanzioni chi non ha ancora provveduto ad eliminare le barriere architettoniche. Si chiudano quei parchi “divertimenti” che discriminano i bambini down. I disabili hanno bisogno di risposte concrete e non si accontentano più di una solidarietà di facciata. (red.)

Sinodo: Stop all'occupazione della Palestina

Il sinodo vaticano sul Medio Oriente, durato due settimane e conclusosi sabato, nel suo messaggio finale ha invitato l’Onu e la comunità internazionale a porre fine all’occupazione israeliana dei territori palestinesi, attraverso l’applicazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite che prevedono il ritiro dalle terre occupate nel 1967, ed inoltre ha esortato il governo d’Israele a non utilizzare la Bibbia come pretesto per giustificare le “ingiustizie”, ovvero nuovi insediamenti a Gerusalemme Est o rivendicazioni territoriali. Nel documento, frutto delle riflessioni di 170 vescovi e patriarchi delle diverse Chiese cattoliche del Medio Oriente, si legge: “il ricorso a posizioni teologiche e bibliche che usano la Parola di Dio per giustificare le ingiustizie non è accettabile. Al contrario, il ricorso alla religione deve portare ogni persona a vedere il volto di Dio negli altri e a trattarli secondo la bontà di Dio, la misericordia, la giustizia e l’amore”.
Nel corso di una conferenza stampa Mons. Cyril Bustros Salim, capo della Chiesa greco melchita negli Stati Uniti, ha spiegato che non si può parlare di “terra promessa” come un diritto esclusivo di un popolo privilegiato, in quanto, con Cristo, tutti gli uomini e le donne di ogni paese sono diventati il popolo eletto. Bustros ha anche messo in guardia contro il rischio di Israele di diventare uno stato esclusivamente ebraico, ipotesi paventata dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, ciò determinerebbe una minaccia concreta per gli 1,5 milioni di musulmani e arabi cristiani residenti nello Stato d’Israele.
A margine del sinodo il patriarca latino emerito di Gerusalemme, Mons. Michel Sabbah e don Nandino Capovilla, coordinatore nazionale di Pax Christi Italia, hanno presentato l’edizione in italiano di “Kairos Palestina”, un documento redatto nel 2009 da laici e religiosi (ora riproposto in formato libro per i tipi della Edizioni Messaggero Padova e della Edizioni Terra Santa), in cui si accusa Israele di apartheid, si chiedono sanzioni internazionali e si invita al boicottaggio sistematico come forma di resistenza non violenta contro l’occupazione.
“Kairos Palestina” è un grido di dolore che si alza sopra il muro della vergogna. La speranza è ancora viva, ma il sogno della soluzione “due popoli, due Stati” deve diventare presto realtà, altrimenti c’è il rischio che si trasformi in un incubo.

Italo Di Giacomo

150° Unità: Concorso "L'Italia che vorrei"

“L’Italia che vorrei”, un concorso per riflettere sul futuro del Paese in occasione delle celebrazioni per il 150° dell’Unità d’Italia

Riceviamo e pubblichiamo:


“L’Italia che vorrei” è il concorso pensato per gli studenti della provincia di Vicenza dall’associazione Progetto Marzotto in collaborazione con la prefettura, il Comune e l’Ufficio scolastico territoriale di Vicenza, oltre che con il Comitato Italia150.
In occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’unità d’Italia che si terranno nel 2011, l’obiettivo del concorso è dar voce alle nuove generazioni, per sapere che Italia immaginano e vorrebbero, stimolando quindi in loro una riflessione sul futuro del Paese. In questo modo i giovani e le loro speranze vengono messe al centro di un’azione che avrà una grande ricaduta positiva sugli alunni, a partire da quelli della scuola primaria.
L’iniziativa è stata presentata questa mattina nella sala degli Stucchi di palazzo Trissino dal sindaco Achille Variati, dal prefetto Melchiorre Fallica, dall’assessore all’istruzione e alle politiche giovanili, Alessandra Moretti, dal consigliere comunale con delega alla programmazione e realizzazione della celebrazione del 150° anniversario dell’Unità d'Italia, Marco Appoggi, da Franco Venturella, dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale di Vicenza, e da Giannino Marzotto e Cristiano Seganfreddo, rispettivamente presidente e direttore generale di Progetto Marzotto, l’associazione fondata dallo stesso Giannino con le figlie, per rievocare la figura di Gaetano Marzotto, industriale del Novecento.
Al concorso, che scade il 30 aprile 2011, è ammessa la presentazione di lavori e opere ispirati al tema “L’Italia che vorrei” in tutte le forme artistiche: testo (tema, poesia, racconto, sceneggiatura), immagine (elaborato grafico, disegno, fotografia, pittura, scultura), file audio (composizioni musicali, canzoni, musiche, letture), file video (spot, cortometraggio, lungometraggio, attività performative, spettacolo teatrale, musical).
La partecipazione può essere individuale, di gruppo, di classe o di interclasse da parte degli studenti delle scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado, scuole statali e paritarie e centri di formazione professionale della provincia.
Il concorso mette in palio 30 premi: 27 borse di studio suddivise tra elementari (premi da 750 euro), medie (1.000 euro), superiori e centri di formazione professionale (1.500 euro), di cui tre riservate a studenti italiani di seconda generazione. Per ciascuno dei tre gradi di istruzione, inoltre, alla scuola che si aggiudicherà il maggior numero di borse di studio è previsto un premio speciale del valore di 5.000 euro.
I vincitori saranno premiati ufficialmente alla fine dell’anno scolastico al Teatro Comunale di Vicenza e i lavori verranno pubblicati sul sito progettomarzotto.org. Gli studenti delle scuole superiori e dei centri di formazione professionale autori dei nove elaborati vincitori, saranno poi invitati a Torino alle celebrazioni per i 150 anni dell’unità d‘Italia.
Il bando e tutti i dettagli sono disponibili sul sito http://www.progettomarzotto.org/

Per ulteriori informazioni:
Associazione Progetto Marzotto
viale Milano 60
36100 Vicenza, Italia
t. +39 0444 327166
f. +39 0444 524033
info@progettomarzotto.org

domenica 24 ottobre 2010

L’amore al tempo di Richard Linklater

Prima dell’alba (1995), Prima del tramonto (2004). Due film per anime romantiche

L’alba e il tramonto: momenti temporali atti a scandire la fine di due pellicole che sono il tutt’uno di una storia d’amore indimenticabile. Richard Linklater, regista che non ama molto cimentarsi con grosse produzioni o effetti speciali, con Prima dell’alba e l’ancor più pregevole seguito Prima del tramonto, narra l’amore “parlato” prima che vissuto, di due giovani studenti che s‘incontrano su un treno diretto a Vienna. Lui americano, lei parigina. Un incontro dove s’accende un’intesa senza eguali, che porterà i due protagonisti a trascorrere una fugace giornata insieme, dove il logorroico scorrere di parole come flutti di un fiume in piena, pervade il film di Linklater di strati e strati di dialoghi.

Il regista incarica Ethan Hawke e Julie Delpy (già vista pallida e paradisiaca nel capolavoro Film Bianco di Kieslowski) di sorreggere l’intero film fino all’alba del giorno dopo. Una notte che i protagonisti vorrebbero fosse interminabile, intrisa di dialoghi e riflessioni profonde sull’amore e sulla vita, come anche di svariati momenti poetici e romantici. In scadenza una promessa viene fatta a ridosso dei binari: rincontrarsi tra sei mesi in quello stesso posto. Promessa che, vedremo nel seguito, non sarà mantenuta. Esattamente nove anni più tardi, Linklater torna dietro la macchina da presa con il preciso scopo di riprendere il discorso interrotto, cercare quel sottile filo che c’è ancora a legare due destini indissolubili. Un libro, scritto dal protagonista americano ed ispirato al ricordo di quella notte, è il nuovo propulsore dell’incontro. L’autore, a Parigi per una presentazione promozionale del suo libro, vede “comparire” la ragazza perduta anni fa, velata protagonista e musa ispiratrice del racconto che ha scritto. Il raccordo temporale e cinematografico di Linklater è pressoché perfetto e per nulla scontato, la protagonista , infatti, si ripresenta a lui perché reduce dalla lettura del libro, che evidentemente l’ha scossa e spinta a mettersi sulle tracce dell’autore. Linklater produce un risultato ancor migliore del precedente: Prima del tramonto è nuovamente un film che si svolge antecedentemente al secondo momento temporale che il regista utilizza al “contrario”.

Se, infatti, è vero che con l’alba la storia d’amore era giunta al suo epilogo, nel secondo film è con il tramonto che il regista torna a narrare il proseguo di un amore interrotto nove anni or sono. Come nel primo film, una giornata trascorsa insieme è il corpo di una sceneggiatura che il regista adopera con una metratura funzionale agli accesi dialoghi. Mentre i protagonisti passeggiano per Parigi, i ricordi s’intrecciano e gli sguardi s’incrociano, discorsi potenzialmente pericolosi prendono corpo e il passato (quello buono), si fa vivo per riscuotere un debito d’amore non ancora saldato. Il tramonto, nel film del regista statunitense, assume un significato in netta controtendenza a quello abituale, con la visione forse più sfacciatamente ottimistica nel cinema sentimentale degli ultimi anni. Il tramonto non è inteso come la fine, ma come l’inizio di un amore che, in realtà, non ha mai smesso di vivere nel cuore dei protagonisti. Prima del tramonto interesserà per la maggiore un pubblico adulto ed esalta il talento di un regista che educa lo spettatore a non sottovalutare l’importanza dei dialoghi allo stato “puro”. Il regista ce ne dà prova sfoderando una coppia d’attori invidiabile in un lungo piano sequenza quasi insostenibile, filmati da un occhio cinematografico che non ha bisogno di fronzoli per valorizzare il racconto.

Con queste due pellicole dal gusto leggermente “Rohmeriano” il regista narra con perizia ed arte “cardiologica” un amore che impone lacrime che ora possiamo finalmente versare nel secondo film, in quel finale aperto con dissolvenza in nero che è già storia nei nostri cuori.


Tobia Zerbato

sabato 23 ottobre 2010

L’Italrugby al Palaolimpia e poi a Piazza Bra

Raduno della Nazionale Italiana Rugby in programma dal 24 al 27 ottobre a Verona

L’azzurro dell’Italrugby ed il gialloblù del Verona Volley femminile si mescoleranno domani sera, prima della battuta d’inizio del match tra le scaligere ed il Pomezia, valido per la seconda giornata del campionato di A2.
Una delegazione della Nazionale, che si radunerà domani sera a Verona agli ordini del CT Nick Mallett per tre giorni di ritiro in preparazione ai Cariparma Test Match 2010 (Verona 13.11 v Argentina/Firenze 20.11 v Australia/Modena 27.11 v Fiji) scenderà sul parquet del Palaolimpia intorno alle 17.45 per un simbolico scambio di maglie con la squadra femminile veronese.
Subito dopo, il capitano Parisse e compagni si trasferiranno a Piazza Bra dove è allestito il villaggio del rugby per la presentazione alla città ed ai tifosi che potranno così toccare con mano i propri beniamini prima di vederli in campo sabato 13 novembre al “Bentegodi” nel derby latino contro i Pumas che inaugurerà i Cariparma Test Match 2010. All'incontro di Piazza Bra interverranno le autorità cittadine per dare alla Nazionale il benvenuto all'ombra dell'Arena a nome dell'intera città di Verona. Da lunedì mattina, sul campo del “Gavagnini”, campo di casa del Franklin&Marshall Cus Verona, via agli allenamenti. (c.s.)

Questi i trenta atleti convocati dal CT Nick Mallett per il raduno in programma a Verona da domani sera a mercoledì 27 ottobre:

Avanti
Robert BARBIERI (Benetton Treviso, 7 caps)
Mauro BERGAMASCO (Stade Francais, 84 caps)
Valerio BERNABO’ (Benetton Treviso, 15 caps)
Lorenzo CITTADINI (Benetton Treviso, 3 caps)
Martin CASTROGIOVANNI (Leicester Tigers, 68 caps)
Carlo Antonio DEL FAVA (Aironi Rugby, 45 caps)
Santiago DELLAPE’ (Racing Metro Paris, 57 caps)
Simone FAVARO (Aironi Rugby, 6 caps)
Quintin GELDENHUYS (Aironi Rugby, 13 caps)
Leonardo GHIRALDINI (Benetton Treviso, 31 caps)
Andrea LO CICERO (Racing Metro Paris, 78 caps)
Fabio ONGARO (Aironi Rugby, 71 caps)
Sergio PARISSE (Stade Francais, 69 caps) - capitano
Antonio PAVANELLO (Benetton Treviso, 5 caps)
Salvatore PERUGINI (Aironi Rugby, 73 caps)
Alessandro ZANNI (Benetton Treviso, 44 caps)

Trequarti
Tommaso BENVENUTI (Benetton Treviso, esordiente)
Mirco BERGAMASCO (Racing Metro Paris, 73 caps)
Riccardo BOCCHINO (Aironi Rugby, 4 caps)
Kristhoper BURTON (Benetton Treviso, 4 caps)
Gonzalo CANALE (Clermont-Auvergne, 58 caps)
Pablo CANAVOSIO (Aironi Rugby, 30 caps)
Denis MAJSTOROVIC (Estra I Cavalieri Prato, esordiente)
Andrea MASI (Racing Metro Paris, 52 caps)
Luke MCLEAN (Benetton Treviso, 21 caps)
Luciano ORQUERA (Brive, 14 caps)
Michele SEPE (Benetton Treviso, 3 caps)
Alberto SGARBI (Benetton Treviso, 5 caps)
Tito TEBALDI (Aironi Rugby, 13 caps)
Giulio TONIOLATTI (Aironi Rugby, 5 caps)

*Foto: Il Sindaco di Firenze Matteo Renzi con il ct della Nazionale di Rugby Nick Mallett

CONSIGLI LIBRARI N.38

1994. L’anno che ha cambiato l’Italia. Dal caso Moby Prince agli omicidi di Mauro Rostagno e Ilaria Alpi. Una storia mai raccontata
Grimaldi Luigi; Scalettari Luciano
€ 16,60
2010, 456 p., brossura
Chiarelettere (collana Principioattivo)

Sei anni, dal 1988 al 1994. Quattro storie. Quattro misteri tra la Prima e la Seconda repubblica. Il delitto Rostagno (1988), la tragedia del traghetto Moby Prince (1991), gli omicidi dell’ufficiale del Sismi Vincenzo Li Causi (1993) e dei reporter Ilaria Alpi e Miran Hrovatin (1994). Un filo lega fatti e date che preparano la grande svolta del 1994, l’anno della discesa in campo di Berlusconi e del suo trionfo. Questa è una controinchiesta che impiega i risultati di diverse indagini della magistratura. Testimonianze e documenti inediti, in un coacervo di omissioni, depistaggi, prove inquinate. Negli anni emergono brandelli di verità sulla tragedia del Moby Prince, nella rada di Livorno, dove erano in corso manovre illecite di trasbordo di armi e materiale bellico. E sul progetto Urano, una delle più colossali operazioni di smaltimento di rifiuti tossici. Il puzzle non è completo, ma ce n’è abbastanza per cogliere il disegno finale. Mogadiscio, Livorno, Trapani, Palermo, Roma, Milano: tappe di un unico percorso che porta alle stragi di mafia del 1992-1993 e pone sotto una nuova luce la svolta elettorale del 28 marzo 1994, una settimana dopo l’uccisione in Somalia di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, i due giornalisti del Tg3 pronti a mandare in onda un servizio annunciato e clamoroso. In prima linea anche uomini importanti nel progetto Dell’Utri per la nascita di Forza Italia. Ecco la faccia nascosta della Seconda repubblica.

Salvare l’acqua. Contro la privatizzazione dell’acqua in Italia
Jampaglia Claudio; Molinari Emilio
€ 15,00
2010, 220 p., brossura
Feltrinelli (collana Serie bianca)

Anche in Italia c’è un’emergenza che riguarda l’acqua, ormai al centro di precise strategie volte a privatizzarla. Contro questa situazione che vuole trarre profitto da una risorsa vitale, in Italia da molti anni si sono mobilitati movimenti e associazioni che, nati nel solco dell’ambientalismo, fanno politica dal basso. Negli ultimi anni hanno continuato a incalzare le istituzioni sul territorio per inserire negli statuti comunali la definizione dell’acqua come bene comune. Ora, l’ultima sfida, si chiama referendum abrogativo. Le mobilitazioni popolari emerse in questi anni attraversano gli schieramenti politici consolidati: dalla Sicilia dove centinaia di amministratori locali si alleano per “salvare l’acqua” ai parroci del Sud che aprono le parrocchie ai movimenti, alla Pianura padana dove alleanze inedite di comuni leghisti e di centrosinistra combattono insieme le decisioni varate dal governo di centrodestra. Gli autori hanno girato l’Italia in questi anni raccogliendo storie e interviste, spulciando i bilanci delle “aziende idriche”, per infine scoprire che la “liberalizzazione dell’acqua” è solamente un grandissimo inganno che si tradurrà in un danno alle tasche e ai diritti dei cittadini.

Perché no al nucleare
A cura di Festuccia Flaminia
Intervistati: Massimo Scalia, Gianni Mattioli, Fulco Pratesi, Vincenzo Balzani, Angelo Bonelli
€ 8,00
2010, 80 p.
Armando Editore (collana I rossi e i blu)

L’avventura atomica dell’Italia non si è conclusa con il referendum del 1987. Oggi si parla con sempre maggiore insistenza di un ritorno all’energia nucleare. Un ritorno appoggiato da politici e aziende. Ma c’è chi dice no. Cinque autorevoli personaggi del mondo scientifico e politico spiegano perché le notizie sul nucleare “buono, pulito, sicuro ed efficiente” sono miti da sfatare. Attraverso le interviste che compongono il libro, il lettore viene a conoscenza di un punto di vista alternativo, che non dà voce ai luoghi comuni dell’ambientalismo militante, ma racconta i pregi (pochi) e i difetti (molti) del nucleare come lo conosciamo, proponendo alternative più praticabili, economiche e sicure, a partire dallo sfruttamento delle fonti rinnovabili, per il quale l’Italia, Paese del vento e del sole, è drammaticamente arretrata rispetto al resto d’Europa. Ma è un divario che si recupera. E così, tra una tecnologia ancora immatura, i problemi delle scorie, la difficoltà di individuare siti sicuri in Italia, gli enormi investimenti necessari, ecco i loro “perché no” al nucleare.

*descrizioni dalla quarta di copertina

venerdì 22 ottobre 2010

Natale ad Antigua. Gli affari del Presidente

Il passo è breve, anche se con cifre ben differenti. Dalla casa di Montecarlo al “Castello” di Antigua, così lo definiscono i pescatori del luogo, il complesso di ville che sembrano essere nell’ampia disponibilità di case del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Alcune settimane orsono il premier aveva detto di avere l’imbarazzo della scelta circa la casa dove scegliere di riparare una volta “mandato a casa” dagli italiani. E qui vien da chiedersi: a quando l’evento?
La trasmissione Report, condotta da Milena Gabanelli, domenica scorsa ha “messo il naso” nei presunti affari ad Antigua del Cavaliere. Silvio è libero di fare ciò che vuole dei suoi soldi, ma in modo legale, ovviamente come a tutti è chiesto. Dunque ad Antigua che cosa è possibile fare? Lo stato di Antigua e Barbuda, isole caraibiche che contano circa 80 mila abitanti, ha un regime fiscale molto favorevole per gli investitori esteri diretti, che prevede un periodo di “tax holidays”, di vacanza dal Fisco insomma, che può arrivare fino a 15 anni, prorogabili di altri 5. Per un lungo periodo, insomma, le tasse non si pagano. E qui il Fisco ha smesso di colpire i redditi personali dal 1976. Capito? Quindici vent’anni senza pagare tasse. Bene, a questo punto vi starete chiedendo dove stia il problema. Berlusconi prende venti, ventidue, secondo altre fonti, milioni di euro e li investe in immobili. Dov’è il problema? Fin qui fatti suoi.
Ma sembra che Berlusconi abbia utilizzato società off-shore per acquisire terreni e ville, magari esportando illegalmente valuta, utilizzando la banca Arner (banca dalla quale sono partiti i soldi per gli investimenti in Antigua) successivamente messa sotto osservazione da Bankitalia nel 2008.
La Banca Arner, il 17 aprile del 2008, viene investigata dagli ispettori della vigilanza della Banca d’Italia che riscontrano “gravi irregolarità a causa delle carenze delle violazioni in materia di contrasto del riciclaggio”. Bankitalia commissaria la Arner con Alessandro Marcheselli che un anno dopo viene sostituito con altri due commissari perché indagato pure lui per favoreggiamento al riciclaggio. La trasmissione Report si interessa della questione dedicandovi una puntata dal titolo “La banca dei numeri uno”, iniziando con la notizia dell’arresto all’aeroporto di Malpensa dell’avvocato Fabrizio Pessina (18 marzo 2010). Nel suo computer la guardia di Finanza trova 552 nomi con a fianco il numero di telefono e le società offshore di riferimento. Da lì comincia il viaggio tra le tecniche vecchie (gli spalloni) e nuove (incroci di società off-shore) usate per dribblare il fisco. Milena Gabanelli, alla fine, si chiede “se non sarebbe opportuno, per il premier, prendere i suoi 60 milioni di euro, spostarli da lì (la Banca Arner) e depositarli in un’altra banca italiana un po’ più trasparente”.
Chiedere è lecito rispondere è cortesia. Domenica scorsa la Gabbanelli, torna sulla questione, ponendo una domanda al premier molto chiara: chi è il reale proprietario da cui Silvio Berlusconi ha acquistato i terreni? L’avvocato Ghedini dice che è tutto in regola e nel frattempo la giornalista Milena Gabanelli ha preso una denuncia per diffamazione. Il premier ha citato la trasmissione Rai Report chiedendo “un integrale risarcimento danni” per quanto è stato mandato in onda domenica sulle ville ad Antigua.
Con una nota, l’avvocato Fabio Lepri di Roma ha comunicato di aver ricevuto mandato da Berlusconi per procedere in sede giurisdizionale, “al fine di ottenere l’accertamento della natura offensiva e diffamatoria di quanto diffuso durante la trasmissione Report”.
La Gabanelli si difenderà e ha già cominciato a farlo dicendo che: “Se Berlusconi si sente diffamato ha tutto il diritto di citarmi. Dico però che mentre lui può portarmi in tribunale, io non potrei farlo e questa è la differenza tra me e lui”. Proprio così.
Il presidente del Consiglio ha scelto la strada della causa civile (quanto durerà?). Non ha scelto la querela per non dare alla Gabanelli l’immediata possibilità di dare un’ampia facoltà di prova di quanto sostenuto da Report su Antigua. Immaginiamo che la vicenda avrà risvolti e sviluppi ulteriori. Aggiungiamo che ben sappiamo che una querela si risolve in un tempo ragionevole, le cause civili si sa che fine fanno.
Che furbetto il Cavaliere!
Concludiamo riprendendo il pensiero della Gabbanelli. Ci si è occupati tanto della vicenda dell’appartamento di Montecarlo perché coinvolge la terza carica dello Stato, e giustamente si è chiesta trasparenza. Ora anche in questa vicenda si chiede la stessa trasparenza. Tutti pensiamo che il presidente del Consiglio, proprio per dissipare ogni zona d’ombra (leggi dubbio fondato) dovrebbe chiarire definitivamente i molti dubbi sui suoi investimenti.
Intanto Report vola, il programma condotto da Milena Gabanelli ha avuto il 18,7% di share, pari a 4 milioni 928 spettatori. Aspettando, Vieni via con me…. Forza Report!

Ivano Maddalena

Amianto. Quante scuole venete a rischio?

Allarme IdV: In pericolo la salute degli scolari

In Italia l’impiego dell’amianto è stato vietato dalla legge nazionale n. 257 del 1992 in quanto giudicato pericoloso per la salute. L’inalazione di fibre di amianto è associata a patologie mortali, che però insorgono dopo molti anni dall’esposizione: 10-15 anni per l’asbestosi, anche 20-40 per il carcinoma polmonare ed il mesotelioma. A partire dagli anni 60 per tutti gli anni 80 l’amianto è stato largamente utilizzato nell’ambito dell’edilizia. Nonostante l’amianto sia stato messo fuori leggi molti non hanno provveduto alla sua rimozione e allo smaltimento. Per questi motivi e anche a seguito di una inchiesta televisiva, il gruppo IdV in regione Veneto ha ritenuto necessario presentare un’interrogazione alla Giunta regionale per sapere quante scuole del Veneto sono a rischio amianto. I consiglieri regionali IdV Gustavo Franchetto, Antonino Pipitone e Gennaro Marotta, domandano: “Quanti sono gli edifici scolastici nella nostra regione che sono compresi nelle 2.400 scuole indicate nel dossier del Ministero della pubblica istruzione di cui parlava Rai3 venerdì sera? La Regione dica quante sono le scuole venete costruite tra il 1961 e il 1980, quando si usava l’amianto in quantità. Dobbiamo rassicurare i genitori sui rischi che corrono i loro bambini, gli insegnanti e il personale scolastico - affermano i tre dipietristi, non risparmiando le domande - chi farà i controlli, chi farà le bonifiche, quanti soldi ci sono per eliminare l’amianto dalle scuole venete e quanti anni saranno necessari?”.
“La Regione - dice il capogruppo Franchetto - ha il dovere, morale innanzitutto, di fare chiarezza. Alla trasmissione “Articolo3”, infatti, che si è occupata della presenza di amianto negli edifici scolastici, il Veneto non ha fornito nessun dato riguardo le nostre scuole a rischio”.
“Secondo un dossier riservato del Ministero - ricorda Pipitone - 2.400 scuole italiane sono ancora a rischio, con amianto sui tetti, nelle palestre, nei muri. Duemilaquattrocento scuole su 41.902 edifici scolastici nella penisola. Vuol dire che in cinque scuole su cento, ogni mattina, alunni, insegnanti, personale non docente corrono il rischio di ammalarsi di asbestosi, carcinoma polmonare e mesotelioma. Al Nord si tocca il picco più alto: il 10 per cento degli edifici sono a rischio. In Veneto quale è la percentuale?”.
“Il problema - spiega Marotta - è che il 44 per cento delle scuole italiane sono state costruite fra il 1961 e il 1980, anni in cui l’amianto era in auge. I 358 milioni di euro stanziati l’anno scorso dal governo per la messa in sicurezza delle scuole sono svaporati nella finanziaria. Ad oggi, nel Veneto, che risorse abbiamo? E soprattutto, quante sono le scuole dove gli scolari non sono al sicuro?”.

giovedì 21 ottobre 2010

Emergenza rifiuti: Svelato il bluff di Berlusconi

Guardando le immagini della protesta del Movimento Pastori Sardi a Cagliari e quelle della rivolta di Terzigno, in Campania, contro la costruzione della seconda discarica, si comprende che si è rotto il rapporto di fiducia tra cittadini ed istituzioni. Le carenze della politica sono evidenti. Di fronte alle proteste e al dissenso, il governo risponde, a seconda dei casi, con: l’indifferenza, l’arroganza, la delegittimazione o peggio ancora con la forza e la militarizzazione dei territori. Alla pressante richiesta di lavoro e tutela della salute il premier preferisce la riforma della Giustizia “ad personam”, il bavaglio alle intercettazioni o comprarsi una nuova villa ai Caraibi. Si parla tanto di federalismo e poi non si rispettano le esigenze locali. Si traforano montagne, si danno pezzi di territorio italiano per la costruzione di basi militari americane, si aprono Centri di identificazione ed espulsione dei clandestini, si progettano centrali nucleari senza consultarsi con nessuno, facendo cadere dall’alto decisioni irrevocabili. Imporre con la forza e sottrarsi al confronto sembra diventata l’unica via per un governo debole e diviso, asserragliato nel suo palazzo dorato. Appena un anno fa la premiata ditta Berlusconi & Bertolaso dichiarava, con toni trionfalistici, di aver risolto definitivamente il problema dei rifiuti, lo stesso copione ripetuto a L’Aquila per quanto riguarda la ricostruzione. Invece i problemi sono ancora gli stessi e la politica del “nascondi sotto il tappeto” non funziona più. I cittadini vogliono spiegazioni. A L’Aquila e in Campania, luoghi simbolo, o meglio spot, del “governo del fare”, si sta consumando il triste epilogo della favola berlusconiana.

Paolo Sante

Con Fini il futuro è già passato

Il via libera di Fini al lodo Alfano (retroattivo) e l’altrettanta vergognosa negazione all’autorizzazione a procedere nei confronti dell’ex ministro Pietro Lunardi, indagato per corruzione, spengono le luci sulla presunta svolta di Mirabello.
La delusione del “popolo finiano” per il doppio voto su salva premier e Lunardi esplode sul web, soprattutto sul sito internet “Farefuturo”, il magazine vicino al Presidente della Camera, con centinaia di messaggi di protesta. I sostenitori chiedono dove sia finito il tema della legalità. Difficile rispondere. Il falco Filippo Rossi parla di realismo politico, mentre Fabio Granata, in evidente imbarazzo, fatica a giustificare le scelte incomprensibili del suo gruppo.
Cosa è successo? Forse i deputati “futuristi” non sono poi così finiani e non sono allettati dalla prospettiva di dover mollare la poltrona per rimettersi in discussione con il voto anticipato? Oppure Fini ha barattato una tregua con l’odiato Berlusconi? Impunità in cambio di un atteggiamento più morbido da parte dei giornali di area berlusconiana?
La piattaforma politica di Fini era già piuttosto inconsistente, senza riferimenti a lavoro, economia, sviluppo, ma rinunciando anche al tema della legalità sfuma l’intera proposta politica di “Futuro e Libertà” e la possibilità di distinguersi dal Pdl. Il movimento finiano è in preda ad un’anarchia “dannunziana”, in bilico tra la fedeltà a Berlusconi, una strizzatina d’occhio a “la Repubblica” e al suo fondatore Scalfari e temerarie incursioni nel mondo del socialismo. E’ di questi giorni infatti la costituzione dell’associazione “Socialismo e libertà” della finiana Chiara Moroni, battezzata alla presenza di Italo Bocchino. Sul suo profilo Facebook Chiara Moroni scrive: “Abbiamo bisogno di una classe dirigente che abbandoni il patetico rito delle barzellette, dei festini, degli sfarzi da basso impero. Che chiuda la stagione delle boutade, delle iperboli, del cattivo gusto”. Appunto, peccato che alle belle parole non seguano i fatti.

Italo Di Giacomo

mercoledì 20 ottobre 2010

Vivisezione & Europa. Incontro IdV a Padova

Vivisezione, la sofferenza inutile. Questo il titolo dell’incontro organizzato da Italia dei Valori domani sera nella sala di via Diego Valeri a Padova

Si parlerà delle direttive europee sulla vivisezione e sulla caccia in deroga, affrontando con il parlamentare europeo IdV Niccolò Rinaldi, anche dal punto di vista etico, la questione del sacrificio inutile di tanti animali. Oltre a Rinaldi, che è il capodelegazione dipietrista a Bruxelles, ne parleranno Antonino Pipitone, consigliere regionale IdV, Andrea Zanoni, leader ambientalista ed esponente trevigiano IdV, Massimo Vitturi della Lega Antivivisezione e Concetta Digiacomo, medico antivivisezionista. Presenta la serata Giuliana Zurlo, consigliere di Italia dei Valori nel consiglio di Quartiere n. 3.

L’appuntamento è per giovedì 21 ottobre alle ore 20.45 a Padova, nella sala polivalente di via Diego Valeri, vicino alla stazone ferroviaria.

Sanità: Per Zaia i veneti non sono tutti uguali

“A Venezia Zaia e i suoi assessori litigano per spartirsi i fondi regionali per la sanità. A Roma la Lega, tra un rigatone con la pajata e l’altro, chiude i rubinetti ai fondi per il Veneto. Uno spettacolo indecoroso, tutto sulla pelle dei nostri cittadini”. Così Antonino Pipitone, consigliere regionale di Italia dei Valori, in una nota sul riparto sanitario discusso ieri in Giunta: “Mentre tutte le Ulss venete sono in difficoltà, guarda caso ecco che l’Ulss di Treviso, cioè quella di casa Zaia, ha un aumento di 25 milioni di euro di trasferimenti. Come al solito, quando c’è di mezzo la Marca, si usano due pesi e due misure. Tanto si risparmia sui disabili...”.
Rincara la dose il collega di partito Gennaro Marotta. In merito al riparto dei fondi per la spesa sanitaria, che mette all’angolo l’Ulss veneziana, domanda provocatoriamente: “Perché a Venezia bisogna morire prima che a Treviso?”. “Ho voluto vedere i conti prima di parlare - afferma il segretario regionale IdV - ma ora è tempo di farsi sentire. Ho apprezzato e approvo in toto la disamina dei Primari veneziani e sono vicino alle proteste di centinaia di lavoratori degli Ospedali lagunari e della terraferma. Come si può stabilire il riparto delle risorse sanitarie non tenendo conto di due varianti basilari come il turismo e la particolarità logistica di una città unica al mondo?”.
“E’ chiaro - conclude Pipitone - che i cosidetti ‘risparmi’ per la Giunta Zaia si tradurranno in tagli nei servizi per i cittadini. Così avremo liste d'attesa ancora più lunghe, pazienti con meno cure, meno prevenzione, meno diagnosi. Avremo maggiori costi a medio e lungo termine, sia per la finanza regionale che per la qualità della vita dei veneti”.

Verona: Master in teatro, musica e spettacolo

Riceviamo e pubblichiamo:

Il dipartimento di Filologia, letteratura e linguistica dell’Università degli Studi di Verona cerca professionisti del teatro, della musica e dello spettacolo. Al via due nuovi master di primo livello in “Drammaturgia musicale”, diretto da Nicola Pasqualicchio, dal 7 gennaio a dicembre 2011 e in “Scienze e tecniche dello spettacolo. Gestione del teatro musicale”, diretto da Marta Ugolini.

‘Scienze e tecniche dello spettacolo’. Il master si rivolge a tutti quelli che hanno una passione per lo spettacolo dal vivo, musicale ma non solo, e una propensione soprattutto per gli aspetti organizzativi, economici e comunicativi del teatro. Il corso, che intende fornire competenze nei vari settori della creazione, distribuzione e comunicazione dell'evento teatrale, vuole preparare una figura professionale specializzata nella progettazione e gestione degli spettacoli legati al teatro musicale, nei comparti dell’opera lirica e della danza, dotata di un elevato grado di flessibilità che le consenta di connettere competenze nei vari ambiti specifici necessari per la produzione di eventi, con particolare attenzione agli spettacoli dal vivo. Il master, della durata di 1500 ore, partirà il 17 gennaio e durerà fino a dicembre 2011. Il termine ultimo per la presentazione delle domande è il 30 novembre.

‘Drammaturgia musicale’. Nato in collaborazione con l'Accademia nazionale d'arte drammatica si rivolge a persone interessate alla scrittura creativa di alto livello, indirizzato nello specifico alla drammaturgia e alla composizione di libretti d'opera. Il corso prepara una figura professionale in grado di offrire ai teatri un supporto creativo e tecnico di alta qualità per tutti i settori dello spettacolo, dalla scrittura e composizione di libretti d'opera, alla collaborazione con i registi nell'adattamento o nella riduzione di opere preesistenti. Il master sarà della durata di 1500 ore e partirà il 7 gennaio fino al 31 dicembre 2011. Il termine per la presentazione delle domande è il 30 novembre.

I due master. “Entrambi i master fanno parte di un più ampio progetto promosso nel 2007 dal ministero dell'Università e della ricerca, e che rappresenta il polo nazionale artistico di alta specializzazione sul teatro musicale e coreutico - spiega il professor Pasqualicchio -. Al progetto collaborano istituzioni formative e teatrali sia cittadine che nazionali tra le quali il nostro ateneo, il conservatorio e l'accademia di belle arti veronesi, la fondazione Arena di Verona, l'accademia d'arte drammatica di Roma, l'istituto superiore per le industrie artistiche di Firenze. Queste istituzioni – chiarisce Pasqualicchio - hanno dato vita a Opera Academy Verona, una ‘rete’ di master di cui tre già avviati dal 2008 ad oggi. Quest'anno abbiamo proposto due nuovi master ‘Gestione dello Spettacolo’ e ‘Drammaturgia musicale’, specificamente gestiti dal nostro ateneo. I master offriranno ai partecipanti l'opportunità di lavorare in parallelo e collaborare con studenti che si stanno specializzando in settori affini dello spettacolo, all'interno di una visione a 360 gradi dell'evento teatrale”.

Per informazioni sull’organizzazione della didattica del corso
Marta Ugolini, facoltà di Lingue e letterature straniere - dipartimento di Economia aziendale
marta.ugolini@univr.it Tel. 045 8028126 Dottoressa Francesca Simeoni
Per informazioni sull’organizzazione della didattica del corso
Nicola Pasqualicchio, facoltà di Lettere e filosofia - dipartimento di Filologia, letteratura e
Linguistica nicola.pasqualicchio@univr.it Tel. 045 8028585
Per informazioni amministrative sulle iscrizioni Area Post Lauream, ufficio master e corsi di perfezionamento, via Paradiso, 6 segreteria.master@ateneo.univr.it Tel. 045 8425216/44 Fax 045 8425217

“Auto e moto d’epoca” alla Fiera di Padova

Si terrà dal 21 al 24 ottobre 2010

Per gli appassionati delle due e quattro ruote aprirà domani (giovedì 21 ottobre) in anteprima, presso la Fiera di Padova, la rassegna “Auto e moto d’epoca”, il più importante Salone italiano dei veicoli storici. Alla quattro giorni parteciperanno 1.200 espositori e la giornata di apertura, il 21, sarà riservata agli addetti ai lavori e ai collezionisti. Saranno oltre 2.400 i veicoli in esposizione, di cui 1.200 in vendita, distribuiti in undici padiglioni per un totale di 90.000mq espositivi.
Ecco alcune vetture in esposizione. Per Alfa Romeo, che festeggia la chiusura dell’anno del Centenario, arriva la mitica Giulietta in un percorso storico che vedrà esposti tutti i modelli della Collezione del Museo Alfa Romeo di Arese (Giulietta Berlina, Giulietta Spider Prototipo, Giulietta Sprint,Giulietta SZ e la 750 da Competizione) fino all’ultimo appena lanciato. Per Lancia che festeggia il Sessantesimo anniversario del lancio della serie Aurelia gli esemplari più importanti dalla B12 ALLA B24 Spider vettura ora completamente restaurata che proviene dal Museo Lancia. E infine per Fiat la mitica SB4 Eldridge, più nota come “Mefistofele” del 1923 auto da record il cui motore 21.700 di cilindrata è stato appena rifatto completamente, affiancata dalle auto da corsa Fiat più importanti. Quest’anno grande mostra tematica sulla Isotta Fraschini, ben 9 gli esemplari unici nell’area Hospitality pad.3; un modello anteguerra (prima guerra mondiale - primi 900), 6 modelli che racconteranno la storia della serie 8 (8, 8 A, 8AS, 8ASS e 8B) e i due prototipi della metà degli anni 90 (Isotta T 8 Spider con motore Audi), anno in cui si tentò di “riesumare” il celebre marchio. Oltre alla vetrina delle vetture d’elite si potranno ammirare anche le auto più popolari per esempio la Topolino, la Cinquecento, la Bianchina o la NSU degli anni del miracolo economico.

www.autoemotodepoca.com



martedì 19 ottobre 2010

Giornata di studio dedicata ad Ettore Luccini

Centro Culturale Altinate/San Gaetano Padova. Martedì 26 ottobre 2010

Riceviamo e pubblichiamo: Per ricordare, nel centenario della sua nascita, l’intellettuale, l’educatore, l’animatore culturale, il militante comunista, l’inquieto e incessante ricercatore, il Comune di Padova, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova e il Centro Studi Ettore Luccini, martedì 26 ottobre 2010, hanno organizzato una giornata di studio interamente dedicata alla figura di Ettore Luccini. La giornata terminerà con l’inaugurazione della mostra “Se la verità oggi sfolgoreggia” che raccoglie i migliori pezzi della collezione “Luccini” del museo civico di Treviso.Nelle pagine di questo sito
www.100luccini.it potrete conoscere meglio la figura di Luccini ed approfondire i singoli aspetti dell’iniziativa di cui diamo qui sotto succinto elenco del programma:

- Convegno “Ricordo di Ettore Luccini” ore 9.30, Auditorium Centro Culturale Altinate/San Gaetano

- Tavola rotonda “Il Pozzetto - la ricerca culturale” ore 16.30, Auditorium Centro Culturale Altinate/San Gaetano

- Inaugurazione della mostra “Se la verità oggi sfolgoreggia” ore 18.30, Centro Culturale Altinate/San Gaetano

Scarica l’invito in PDF

Onorificenze, tagli ricerca e fuga dei talenti

Il presidente americano Barack Obama ha assegnato al ricercatore italiano Federico Faggin la “National Medal of Technology and Innovation”, il più alto riconoscimento del governo statunitense agli scienziati. Faggin, nato a Vicenza nel 1941, dopo essersi laureato a Padova nel 1965 si è trasferito negli Stati Uniti. Insieme ai colleghi Marcian E. Hoff Jr e Stanley Mazor è considerato uno dei padri del primo microprocessore ed in seguito anche del touchpad. La motivazione del premio è la seguente: “Per l’ideazione, la progettazione, lo sviluppo e l’applicazione del primo microcomputer, un passaggio che ha permesso lo sviluppo di un gran numero di nuovi sistemi elettronici digitali”.
La segretaria del Partito Democratico del Veneto Rosanna Filippin, commentando l’onorificenza al fisico di origini vicentine, ha invitato ad una seria riflessione sui tagli alla ricerca, in conseguenza dei quali tanti giovani talenti sono costretti ad emigrare all’estero: “Faggin è un figlio del Veneto che ha dovuto migrare altrove per ottenere i successi che conosciamo nel campo della ricerca. E sono tanti, ancora oggi, i cervelli veneti e italiani che fuggono all’estero, costretti dall’assenza di prospettive in Italia. Questo succederà ancora finché chi governa l’Italia continuerà a considerare gli investimenti nella ricerca, nell’università e nell’innovazione come un fastidioso costo da contenere e tagliare”.

Teatro: “Il Ponte sugli Oceani” in Romania

Lo spettacolo teatrale che racconta l’emigrazione dei veneti è stato selezionato all'International Theater Festival “FestteamArt”

Dopo la tournee in Brasile lo scorso autunno, nuova esperienza internazionale per lo spettacolo “Il ponte sugli oceani. Amori”, allestito dal Teatro Impiria di Verona che oggi varca le frontiere della Romania per esibirsi venerdì nell'ambito dell'International Theater Festival “FestteamArt”, in scena dal 19 al 24 ottobre nella città di Lugoj.
Lo spettacolo è tratto dal fortunato libro di Raffaello Canteri per la regia di Andrea Castelletti. In scena l’attore Guido Ruzzenenti narra l'epopea di una famiglia di emigranti veneti attraverso le vicissitudini di quattro generazioni. Un viaggio avventuroso e poetico, comico e commovente, da una parte all’altra del mondo, dalla fine dell’800 ai nostri giorni: Brasile, Argentina, Stati Uniti, Australia, Lorena, sino all’attuale comunità del web. Un viaggio nei sentimenti e dentro il senso e la geografia della nostra esistenza e delle nostre radici. Un testo storico articolato come un romanzo, che porta alla luce storie vere di emigranti.
“Quando abbiamo proposto questo spettacolo agli organizzatori del Festival rumeno - afferma Andrea Castelletti - l'idea è stata accolta immediatamente con entusiasmo, poiché si racconta di quando eravamo noi veneti ad emigrare in terre straniere. La nostra emigrazione si è caratterizzata per la passione per il lavoro e l'attaccamento ai nostri valori di civiltà veneta, ciò nonostante sono state molte le difficoltà di natura sociale. Questa testimonianza - prosegue Castelletti - grazie alle capacità comunicative del teatro sarà portata a conoscenza del popolo rumeno che ora viene in Veneto a cercare lavoro”.
Lo spettacolo in questi anni ha vinto numerosi premi e attestazioni in tutta Italia e proprio recentemente ha ricevuto l'onorificenza della Medaglia d'Oro del Presidente della Repubblica, che Giorgio Napolitano ha assegnato per l'alto valore culturale dell'opera. (c.s.)

La Regione Veneto taglia i contributi ai disabili

Lo scorso 30 settembre l’assessore regionale ai Servizi sociali Remo Sernagiotto, incontrando i rappresentanti delle Associazioni dei mutilati e disabili del Veneto, aveva messo le mani avanti annunciando che per il 2011 non ci sarebbero stati soldi per i disabili e che le associazioni si sarebbero dovute arrangiare. Una chiusura netta, conseguenza del taglio di 50 milioni di euro nel bilancio delle politiche sociali. La finta lotta agli sprechi si sta trasformando in una “guerra tra poveri” dove a soccombere saranno purtroppo le fasce sociali più deboli. Gennaro Marotta, consigliere regionale IdV, ritorna sulla questione per chiedere un ripensamento sui drastici tagli ai contributi per le associazioni di ciechi, sordomuti, sordi ed invalidi: “Chiediamo all’assessore Sernagiotto di rivedere la sua posizione, perchè bisogna evitare, pur in un periodo di crisi e con meno risorse disponibili, di caricare di un ulteriore fardello chi - come i diversamente abili - ha già grandi problemi da affrontare nella vita quotidiana”.
Marotta indica inoltre la via da seguire: “Ritengo sbagliato ciò che vorrebbe fare Sernagiotto invece di chiudere i rubinetti e lasciare il cerino accesso alle Province, che la Regione tagli altri suoi capitoli di spesa, magari i fondi delle Società partecipate”.


Di prime vittime del deficit miliardario della sanità veneta parla Claudio Sinigaglia, consigliere regionale del PD e vice presidente della commissione sanità: “Ecco l’effetto domino del buco miliardario della sanità veneta. Le prime vittime sacrificali sono le associazioni di chi si trova già ampiamente svantaggiato e che ora verrà completamente abbandonato al proprio destino da chi governa la Regione”. In una nota Sinigaglia spiega: “Dietro gli annunci di facciata da parte di Zaia e dell’assessore alla sanità Coletto di porre rimedio alla situazione disastrosa in atto si nascondono dunque provvedimenti di questo tipo, profondamente iniqui e poco lungimiranti. Non dimentichiamoci infatti che queste associazioni svolgono direttamente servizi di natura assistenziale: dunque per voler coprire le falle della sanità se ne aprono di ulteriori nel settore del welfare. Come si suol dire: “pezo el tacon del buso”. E in conclusione Sinigaglia annuncia che “il PD darà battaglia durissima in sede di bilancio per impedire che vengano approvati tagli ai servizi socio-sanitari. Le voci da abbattere sono altre, ad iniziare dagli sprechi e dalle consulenze di Zaia e della sua Giunta”.