venerdì 31 dicembre 2010

Buon 150° Compleanno Italia

Con il nuovo anno ci si illude di voltare pagina, ma il libro resta sempre lo stesso. I venti di guerra non si placano e proprio oggi in Afghanistan è stato ucciso un militare italiano. Nel 2010 sono state 13 le vittime del contingente nazionale, 35 dall’inizio della missione, nel 2004. Oltre al cordoglio e alla retorica istituzionale è giunto il momento di dire basta all’inutile strage e di riportare a casa i nostri ragazzi.
Sul fronte politico non c’è bisogno di essere dei profeti o degli astrologi per capire che continuerà l’agonia del malgoverno Berlusconi, tuttora impegnato in una squallida campagna acquisti di parlamentari, a danno dell’Italia.
E poi il lavoro, il lavoro che manca, quello precario e quello sotto attacco. Non ci stancheremo mai di denunciare la strategia eversiva di chi, come Marchionne, vuole cancellare i diritti e la libertà sindacale.
Non solo cattive notizie. Con il nuovo anno festeggeremo due compleanni particolari, quello dell’Unità d’Italia: 150 anni e quello del nostro giornale “Il Popolo Veneto”: 90 anni.
Passano gli anni ma l’obiettivo resta sempre lo stesso: “informare per resistere”. Buon 2011 cari lettori!

La Redazione de “Il Popolo Veneto”


giovedì 30 dicembre 2010

Morti bianche e lavoro nero: binomio tragico

Edilizia e Agricoltura i settori più a rischio e dove si contano oltre sei vittime del lavoro su dieci

“La disoccupazione aumenta e, contemporaneamente, si rimpinguano gli eserciti dell’economia sommersa, che non conosce regolarità, né obblighi contributivi e fiscali e soprattutto nulla, assolutamente nulla, di sicurezza nei luoghi di lavoro. Specialmente in edilizia e in agricoltura, i settori responsabili di oltre sei morti bianche su dieci”.
E’ così che esordisce nell’intervento di fine anno Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul lavoro Vega Engineering di Mestre, che fornisce mensilmente il monitoraggio delle morti bianche in Italia.
Alla luce dei dati raccolti ed elaborati dagli esperti dell’Osservatorio della terraferma veneziana, infatti, sono proprio i campi e i cantieri edili i luoghi in cui si conta il maggior numero di vittime.
“Per la precisione - sottolinea Rossato - il 64,3 per cento dei 484 decessi rilevati nel Paese da gennaio a fine novembre. L’edilizia con il 27,9 per cento delle vittime e l’agricoltura il 36,4 per cento”.
E sono proprio questi i luoghi di lavoro maggiormente ‘devoti’ all’economia sommersa. Un binomio tragico quello che lega le morti bianche al lavoro nero e che dovrebbe diventare una priorità per il Governo.
A confermare l’emergenza del lavoro nero in agricoltura e in edilizia ci sono, poi, anche i recentissimi dati provenienti dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Nel periodo marzo-ottobre 2010, il Dicastero ha effettuato controlli a campione nell’ambito del “Piano straordinario di vigilanza per l’agricoltura e l’edilizia in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia”. Ebbene, nei 19 mila accertamenti ispettivi condotti nelle quattro regioni il risultato è a dir poco sconfortante stando ai dati reperibili nel sito del Ministero. In agricoltura, infatti, ad emergere come irregolare è il 45 per cento delle aziende ispezionate, mentre in edilizia si arriva addirittura al 61 per cento. Intanto, gli indicatori dell’Istat sui lavoratori irregolari del 2009 parlano di circa tre milioni di persone.
Incrociare i numeri del sommerso con quelli delle morti bianche, dunque, dovrebbe essere un utile strumento di lavoro per gli amministratori del Paese. “Anche perché sia il fenomeno dell’irregolarità occupazionale che quello dell’infortunistica sono sicuramente sottostimati - aggiunge l’ingegner Rossato - dato, appunto, il loro essere celati e irrintracciabili, dunque, nella loro totalità”.
Esistono delle aree della Penisola, come il Mezzogiorno, in cui il problema dell’economia sommersa è sicuramente maggiormente sentito, così come quello delle morti bianche. Ricordiamo che nell’ultima indagine dell’Osservatorio Vega Engineering proprio Campania, Puglia e Sicilia sono tra le regioni in cui si conta il maggior numero di vittime del lavoro (141 su 484).
“Ma non è solo il Sud a destare preoccupazione - conclude il Presidente di Vega Engineering - Ricordiamo che la crisi congiunturale è stata sentita ovunque nel nostro Paese. E si sa, purtroppo, che l’economia sommersa cresce e si nutre delle crisi per sopravvivere con rapporti di lavoro irregolari e conseguenti evasioni fiscali e contributive”. (c.s.)

IL POPOLO VENETO N.12 / 2010

Il Popolo Veneto N°12 - 2010

mercoledì 29 dicembre 2010

Fiat: Marchionne cancella i diritti e la Fiom

Dopo aver ucciso la sinistra adesso vogliono assassinare il sindacato. La pistola fumante è stata rinvenuta a Mirafiori, ed è la stessa che ha sparato a Pomigliano D’Arco. Il nuovo contratto targato Fiat vuole cancellare la libertà sindacale. Chi dissente è escluso, fine del discorso. La ricetta canadese di Marchionne prevede un ricorso massiccio ai turni di notte e agli straordinari, pause ridotte, meno giorni pagati di malattia e licenziamenti facili in caso di violazione dell’accordo. Prendere o lasciare. Il 23 dicembre Bonanni ed Angeletti, rispettivamente segretari Cisl e Uil hanno scelto la via del collaborazionismo con i vertici Fiat, mentre la Fiom-Cgil si è sottratta al diktat antidemocratico. Produttività fa rima con liquidità, ovvero salari aumentati per le maggiori prestazioni, ma non tiene conto delle inevitabili ripercussioni sulla salute dei lavoratori già impiegati in attività logoranti, tipo la linea di montaggio.
Dispiace sentire esponenti della Lega come Cota rallegrarsi per un accordo sfavorevole ai lavoratori, oppure il ministro del Lavoro Sacconi considerare normale che si possa cacciare la Cgil dagli stabilimenti. E se possibile provoca ancor più amarezza il silenzio del PD, o le prese di posizione favorevoli all’intesa da parte di Chiamparino, Fassino, D’Antoni, Ichino. Per fortuna contrastati dalla ritrovata vitalità di Sergio Cofferati e Cesare Damiano.
Ma l’intesa di Mirafiori ha segnato soprattutto la grande frattura sindacale, difficilmente ricomponibile, tra Cisl e Uil da una parte e Cgil dall’altra. Giorgio Airaudo, responsabile auto per la Fiom, attacca i sindacati aziendalisti: “Film e Uilm hanno sbagliato: i sindacati nascono per dare forza a chi è debole, non per dirgli rassegnati, non c’è altro da fare”. Ancora più duro Giorgio Cremaschi, presidente del Comitato centrale della Fiom: “Angeletti e Bonanni sono la vergogna del sindacalismo italiano”.
A questo punto le condizioni per lo sciopero generale ci sono tutte e la segretaria Susanna Camusso non può continuare a temporeggiare o cercare improbabili sponde in Confindustria, l’altra faccia della stessa medaglia.
Con la scusa della competitività, della globalizzazione e delle sfide imposte dai tempi nuovi Marchionne vuole ritornare al passato, ai padroni e agli sfruttati. La strategia portata avanti dall’uomo col maglione, con il beneplacito del Governo, mira a cancellare diritti e libertà e di conseguenza la Costituzione. Per questo motivo, oltre a quella sindacale è necessaria una mobilitazione politica in difesa della Democrazia contro l’offensiva eversiva del neo-fascismo aziendale.

Emanuele Bellato

La "Notte Nera" di Asiago 2011

Lunedì 3 gennaio, alle ore 20.30 Asiago ospiterà la prima ed esclusiva edizione Invernale de “La Notte Nera”. L’iniziativa è un esperimento che tende a riproporre nella stagione invernale alcuni significativi eventi che hanno caratterizzato la stagione turistica estiva della Città di Asiago negli ultimi anni.
La serata prevede a partire dalle 20.00 lo spegnimento di tutta l'illuminazione pubblica del centro e delle sue vie adiacenti e contemporaneamente l’accensione di centinaia di candele lungo le strade e i marciapiedi.
La Notte Nera vedrà, inoltre l’apertura notturna de “I giardini di Natale”; le tradizionali casette del mercatino Natalizio, allestiranno per l’occasione un affascinante contesto a lume di candela che renderà ancor più suggestiva l’area dei giardini pubblici di Asiago.
Per l’occasione anche il Museo Le Carceri sarà aperto fino alle 24.00 con la mostra degli artisti altopianesi dal titolo “Una terra, i suoi artisti”. All’interno del museo si terrà un concerto per arpa e flauto con Elena Bellon e Mauro Alberti.
Alle ore 21,30 presso il Palazzo del Turismo Millepini, si svolgerà l’evento denominato “Stelle di Natale”. Grazie al collegamento in diretta con il telescopio di Cima Ekar sarà possibile, tempo permettendo, compiere l’osservazione guidata delle stelle grazie agli astronomi dell’INAF, Osservatorio Astronomico di Padova ed al Dipartimento di Astronomia dell’Università di Padova.
Attratta da quest'atmosfera, la gente si riverserà in piazza, lungo il corso IV Novembre e via Lobbia dove si esibiranno gli artisti della notte creando un circuito di intrattenimento suggestivo e di grande impatto emotivo. Sotto il grande albero di Natale, alle ore 21,30, si terrà l’esibizione del coro Gospel “Free soul singers” diretto dal maestro Mario Carallo. La Notte Nera di Asiago ha fra i suoi obiettivi principali anche quello di sensibilizzare cittadini e turisti su un utilizzo più attento e razionale dell'energia, tornando contemporaneamente a riscoprire il piacere di guardare le stelle nel buio della notte. (c.s.)

martedì 28 dicembre 2010

Deltaplano e parapendio: Successi e sfide

Riceviamo dalla Federazione Italiana Volo Libero:

Ancora un anno positivo per il mondo del volo libero in deltaplano e parapendio: i piloti italiani si confermano ai vertici internazionali delle due specialità.
Il 2010 si chiude con il doppio oro ai campionati europei di parapendio, in Austria, dove Luca Donini, di Molveno (Trento) e gli azzurri si aggiudicano i titoli individuale ed a squadre per la seconda volta in pochi anni. Nel 2009 dai mondiali in Messico erano tornati con la medaglia d'argento.
L'estate scorsa in Umbria la nazionale di deltaplano ha vinto i campionati pre-mondiali e in Spagna quelli europei, dopo la conquista nel 2009 dei titoli del mondo a squadre ed individuale con il trentino Alex Ploner. L'Italia è al primo posto nel ranking mondiale.
Il prossimo agosto la 18^ edizione dei campionati del mondo di deltaplano avrà come sfondo le splendide scenografie del Monte Cucco, presso Sigillo (Perugia) e quelle medievali delle cittadine umbre che piloti di tutto il mondo sorvoleranno, vestigia ancora più spettacolari viste dall'alto, a bordo di questi mezzi privi di motore che, sfruttando l'azione del sole sui pendii e le correnti ascensionali da esse prodotte, sono in grado di percorrere centinaia di chilometri.
Il comprensorio del Monte Cucco, grazie alla fortunata collocazione rispetto ai venti ed i rilievi, è storicamente uno dei luoghi più apprezzati per il volo libero, frequentato da centinaia di piloti che colorano il cielo con ali variopinte. Da qui i tracciati di gara sconfineranno nelle vicine Marche, verso il mare Adriatico.
Se i migliori scalano le vette delle classifiche, alla federazione resta l'inderogabile compito di organizzare migliaia di piloti riuniti in 150 associazioni, mentre la formazione è affidata a 50 scuole che portano l'allievo al conseguimento dell'attestato VDS (volo da diporto e sportivo), obbligatorio per legge ed impropriamente detto brevetto. In pratica il passaporto per visitare il cielo.

lunedì 27 dicembre 2010

Anno nuovo, politica vecchia

Ci prepariamo a concludere l’anno e dopo il Natale riprende scoppiettante la vita politica.
A destra, a sinistra al centro niente di nuovo sotto il sole o quasi. Solite questioni, solite cadute di stile e ennesimi segnali di fragilità della “casta” politica. Populismo imperante da una parte, scarsa partecipazione e unità all’opposizione. Vagiti incerti dal terzo polo.
Napolitano avrà il suo bel da fare nel scrivere il messaggio di fine anno.
A destra. Abbiamo l’ennesimo attacco del Presidente del Consiglio contro i giudici. Il premier se la prende con i giudici che gli hanno dato filo da torcere ormai da vent’anni. Per lui che ha impiegato gli ultimi sedici anni a difendersi dai processi (anziché difendersi nei processi) si tratta di una questione vitale: “O faccio fuori il potere dei giudici oppure rischio di perdere la poltrona”. Tutto ruota attorno ai suoi interessi personali logicamente e non certo per il bene del Paese.
“Libero”, giornale filo-berlusconiano poi, indica due spine al fianco del Cavaliere di cui far presto chiarezza.
Il fido yes man Sandro Bondi e la indecisa Stefania Prestigiacomo. Due ministri, non due qualunque. Il ministro dei Beni culturali e quello dell’Ambiente. Mettono in fibrillazione gli equilibri interni al governo.
Il primo oggetto di una mozione di sfiducia in programma a gennaio, starebbe meditando di “liberare la poltrona” rassegnando le proprie dimissioni. Decisive le polemiche sul decreto Milleproroghe da poco approvato, da cui è stato stralciato il Fondo unico per lo spettacolo.
A me pare che Bondi le dimissioni le dovesse per altri motivi.
La Prestigiacomo dopo aver votato la settimana scorsa un provvedimento contro il governo dice di rimanere al suo posto ma di non riconoscersi più nel Pdl. Addio al partito ma non al governo. Apriti cielo, o meglio al via le polemiche e gli attacchi delle lady Pdl in primis Santanchè. Attracchi personali e fango a cui il ministro per l’Ambiente parte al contrattacco: “Non prendo lezioni di fedeltà da nessuno. Sono nata politicamente con Berlusconi, morirò politicamente con Berlusconi. Certo, in questo Pdl mi sento sempre più a disagio. Si è creata un’atmosfera da caccia all’untore, quando ormai lo scenario è chiaro: Fini e il suo partito stanno all’opposizione, noi dobbiamo cercare di aprire al centro”. La campagna acquisti ha portato al Milan il “ragazzaccio” Casssano dopo che al governo son giunti Razzi, Scilipoti e Calearo… ma altri stanno contrattando.
Al centro. Ecco che appare come il salvatore il buon Casini e Berlusconi può tirare un sospiro di sollievo. Si dice che Berlusconi abbia ricevuto il “lieto annuncio” dal Vaticano che il buon Casini è disposto alla “sacra obbedienza” e sta già attendendo il segno del premier per “collaborare al bene del Paese”!
Così si governa responsabilmente. Alte sfere Vaticane dicono che il card. Bertone abbia già messo tutti i puntini sulle i e assicurato che l’UDC è “disponibile” a dire sì a Berlusconi.
A sinistra. L’altra opposizione per voce di Cacciari dice che Pier Ferdinando non cederà alle lusinghe di Berlusconi. Staremo a vedere.
L’altra opposizione (leggi Pd) ha a che fare con la ventilata possibilità di un’alleanza che non porterà da nessuna parte, o se volete, spaccherà ancora di più il Pd. Bersani, mettiti una mano sulla coscienza e torna ad ascoltare la base. Dal basso è chiaro che una tale alleanza non “s’ha da fare”. L’idea di allearsi al terzo polo scaricando Vendola e Di Pietro e di fatto scansando le primarie risulterebbe una vera e propria “pugnalata alla schiena” per molti elettori e non solo. Frasi come “Sono un ex iscritto e tra poco sarò un ex elettore”, “Se succede, lascio il partito in un secondo” o “Restituisco la tessera” già si odono da più parti. Anche molti dirigerti e coordinatori locali si sono sentiti traditi da questa possibile scelta.
Bersani, ma l’alleanza non si doveva fare con SEL e IdV? L’idea del Nuovo Ulivo prevede forse anche Fli e UDC? Potremmo anche farlo per mandare a casa Berlusconi, ma poi? Sui contenuti ci divide un mare e lanciare ponti con tali formazioni politiche non lo vuole proprio la base.
Di fatto il terzo polo sta facendo il suo lavoro, un po’ in sordina e non ancora in modo chiaro ma è chiaro che vogliono dare vita a un centro destra di stile europeo laico e liberista e non xenofobo e populista, leaderista di stile sudamericano.
Il PD dovrebbe trovare altre strade e magari creare un partito di stile europeo, socialdemocratico, ambientalista e legalitario. Tutti i sondaggisti danno un bacino potenziale del 40% al PD. Purtroppo quello reale è molto meno e se queste sono le posizioni sarà sempre peggio. All’occhio Bersani!

Ivano Maddalena

domenica 26 dicembre 2010

Rovigo: Il cinema in città / 2

A Rovigo dal 13 gennaio al 14 luglio 2011

Torna la rassegna cinematografica con 24 film, promossa dall’Arci con la collaborazione degli assessorati alla cultura della Provincia e del Comune di Rovigo, per riportare il cinema nel centro della città. Ogni giovedì, fino ad estate inoltrata, alle ore 21.00 nel Ridotto del Teatro Sociale, piazza Garibaldi. Ingresso libero.

Giovedì 13 gennaio 2011 Risate di gioia - in ricordo di Mario Monicelli
Giovedì 20 gennaio 2011 Soul Kitchen - di Fatih Akin
Giovedì 27 gennaio 2011 Monsieur Klein - di Joseph Losey (il giorno della memoria)
Giovedì 3 febbraio 2011 Gli amori folli - di Alain Resnais
Giovedì 10 febbraio 2011 500 giorni insieme - di Marc Webb
Giovedì 17 febbraio 2011 Il gattopardo - di Luchino Visconti
Giovedì 24 febbraio 2011 Cotton Club - di Francis Ford Coppola
Giovedì 3 marzo 2011 A ciascuno il suo - di Elio Petri
Giovedì 17 marzo 2011 Segreti di famiglia - di Francis Ford Coppola
Giovedì 24 marzo 2011 Kansas City - di Robert Altman
Giovedì 31 marzo 2011 Piccolo mondo antico - di Mario Soldati
Giovedì 7 aprile 2011 Veronika Voss - di Rainer Werner Fassbinder
Giovedì 24 aprile 2011 Gangster story - di Arthur Penn
Giovedì 21 aprile 2011 Il raggio verde - di Eric Rohmer
Giovedì 28 aprile 2011 L'uomo che verrà - di Giorgio Diritti
Giovedì 5 maggio 2011 I gatti persiani - di Bahaman Ghobadi
Giovedì 12 maggio 2011 Bird - di Clint Eastwood
Giovedì 26 maggio 2011 Le mani sulla città - di Francesco Rosi
Giovedì 9 giugno 2011 Fantastic Mr. Fox - di Wes Anderson
Giovedì 16 giugno 2011 Allonsanfan - di Paolo e Vittorio Taviani
Giovedì 23 giugno 2011 Il profeta - di Jacques Audiard
Giovedì 30 giugno 2011 Noi credevamo - di Mario Martone
Giovedì 7 luglio 2011 Fortapàsc - di Marco Risi
Giovedì 14 luglio 2011 Hollywood Party - in ricordo di Blake Edwards.

venerdì 24 dicembre 2010

Beati i ricchi. Il Natale delle disuguaglianze

Siamo a Natale e le donne del Pdl sono omaggiate di un dono simbolico e di un certo valore da parte del premier galantuomo Silvio Berlusconi. Mi viene da pensare che l’amico Gheddafi gli abbia spiegato come comprare la loro sottomissione? Forse è un segno di riconoscenza e riconciliazione? Forse si, anche perché di grattacapi con le donne del Pdl, e non solo, il “buon” Silvio Berlusconi ne ha avuti, ne ha e ne avrà. Ed ecco il dono, il presente, il regalino. Una sciocchezzuola. Un anello “tricolore” del valore di 1.400 euro circa. La Prestigiacomo, la Gelmini, la Carfagna, la Santanchè e le altre sotto l’albero di Natale troveranno l’anellino tricolore. Chissà se ce ne avanzeranno per Noemi Letizia, Ruby, la D’Addario. No a quest’ultima no, solo carbone all’Epifania.
Un anello dunque. Una fede? Una richiesta di fiducia? Un accordo di unità? Un anello particolare. Un anello composto da tre fedine: una di colore oro rosa a piccoli rubini, un’altra di oro bianco con i brillanti e l’ultima di oro giallo tempestata di smeraldini. L’anello è stato creato dal gioielliere Recarlo, su commissione del premier che ha chiesto esplicitamente “un prezioso con i colori della bandiera italiana”. Il tricolore, a quanto pare, in questo periodo è diventato ormai una sorta di amuleto per il premier che anche nel giorno del voto di fiducia (14 dicembre 2010) ha voluto indossare una cravatta blu con la bandiera italiana realizzata in onore dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Avrà la gioia della riconoscenza da parte delle donne del Pdl?
Berlusconi dice di voler allargare la maggioranza con almeno un centinaio di deputati. Che investimento è pronto a fare per portare a termine la legislatura il Premier? Certo di soldi ne ha e non sarà certo in difficoltà nell’allargare la borsa dei denari cui comprare l’anima di coloro che si professano responsabili e salvatori della patria. Ricordate questi cognomi Razzi, Scilipoti, Calearo mercenari della politica venduti e felici di aver conservato poltrona beneficiando di chissà quali regali del Premier.
Se il “suo” governo non si allargherà dice di andare al voto. Ma si governa così l’Italia?
Idee molto chiare che sfociano nelle parole pronunciate questa mattina a canale 5: “se si fosse aperta una crisi di Governo, che alcuni irresponsabili volevano a tutti i costi, le conseguenze sarebbero state gravi per il Paese: per questo - ha concluso - sentiamo l’obbligo di continuare a governare fino alla fine della legislatura”.
Questo governo del fare ha mancato gran parte degli obiettivi che il Premier si era proposto.
Uno per tutti? Pensate a come Napoli trascorrerà il Natale… sommersa dai rifiuti. Rifiuti che più volte si era annunciato sarebbero spariti. Falso profeta è il nostro Presidente del Consiglio.
E poche ore son passate dalle ultime profezie che tutti ci augureremo si realizzasse.
La prima profezia. Dice Berlusconi che il 2011: “sarà un anno di ripresa, ma occorreranno ancora sacrifici prima di poter godere della ripresa stessa”.
La seconda profezia. Dice Berlusconi di essere “certo che l’Italia sia al riparo da attacchi speculativi e il merito - ha spiegato - è certamente del rigore del Governo nel tenere in ordine i conti pubblici e degli italiani, che invece di indebitarsi hanno risparmiato”.
No, ma dico io! Di vero c’è solo che gli italiani, o buona parte di essi, tira la cinghia. Attinge dalle risorse accantonate, da buoni risparmiatori, negli scorsi anni di “vacche grasse”. Molti prevedono che i tesoretti di famiglia siano a rischio erosione e guardandoci attorno non gli si può certo dare torto.
Manca il lavoro e soprattutto manca un governo che favorisca l’occupazione e il lavoro. Per quanto sia doloroso vedere la divisione dei sindacati ad un tavolo di trattativa, mi sembra estremamente positivo il fatto che la FIOM abbia rifiutato di sottomettersi al diktat della FIAT. I diritti non si svendono. I diritti non si comprano per trenta denari.
E chiudiamo questo articolo dicendo che la riforma dell’Università ha trovato approvazione ma non senza che il Parlamento abbia dato uno squallido spettacolo a tutto il Paese. Gli studenti, a parte alcuni episodi da condannare sempre, hanno dato una lezione di dignità e di non violenza che il Presidente Napolitano ha valorizzato. Gasparri e compagnia cercate di capire che il male non sta nella manifestazione e non è li che si annidano i potenziali assassini della democrazia.
Coraggio Italia non tutto è perduto. Coraggio!

Ivano Maddalena

CONSIGLI LIBRARI N.47

Danilo Dolci, una rivoluzione nonviolenta. La vita e l’opera di un uomo di pace
Curatore: Barone G.
€ 14,00
2010, 200 p.
Altreconomia

Danilo Dolci, triestino di nascita, negli anni 50 scelse la Sicilia per la sua lotta nonviolenta per il pane, il lavoro, la democrazia e contro ogni mafia. Le sue idee, ancora oggi, sono un punto di riferimento per molti: la distinzione fra “trasmissione” e “comunicazione”, la ricerca di modelli organizzativi partecipativi, la proposta di un nuovo modo di educare basato sulla valorizzazione della creatività individuale e di gruppo.

Poveri, noi
Revelli Marco
€ 10,00
2010, XII-127 p., brossura
Einaudi (collana Vele)

Nel clima di crisi globale, anche in Italia stanno venendo alla ribalta questioni come l’impoverimento del ceto medio e le disuguaglianze crescenti, e tuttavia il racconto prevalente continua a rassicurare sulla tenuta complessiva del nostro Paese, sia dal punto di vista economico che sociale. Marco Revelli ha un’opinione diversa. Utilizzando le statistiche ma anche le storie di cronaca, raccontando la difficile realtà dell’economia e della povertà ma anche le emozioni che corrono sotto la superficie visibile sui mass media, in questo libro Revelli ci mostra un’Italia terribilmente fragile, in cui molti, caduta la speranza di migliorare le proprie condizioni, cercano un effimero risarcimento a danno degli ultimi, spingendoli sempre più giù, sempre più ai margini. Un Paese in cui i fondamenti della convivenza civile e forse della stessa democrazia sono erosi dalle disuguaglianze e dal modo in cui la politica, invece di attenuarle, cavalca i risentimenti e il rancore da esse generati. Un Paese in cui forse per la prima volta nella storia il motto del Boccaccio: “Solo la miseria è senza invidia”, non è più valido.

Micromega. Vol. 8: Lavoro

Rivista bimestrale
€ 14,00
2010, 239 p., ill., brossura
L'Espresso (Gruppo Editoriale)

ll volume presenta gli articoli di: Maurizio Landini, Luciano Gallino, Marco D'Eramo, Noam Chomski, Roberto Antonini, Matteo Miavaldi, Simone Pieranni, Gloria Origgi, Jean Baptiste Thomas, Michele Boldrin, Emiliano Brancaccio, Valerio Gigante, Marco Marzano, Fabrizio Tassi, Giancarlo De Cataldo, Franco Cordero, Massimo Roccella, Mila Spigola, Silvano Agosti, Karl Lowith, Eric Voegelin, Giorgio Fazio, Alessandro Robecchi.

*descrizioni dalla quarta di copertina

giovedì 23 dicembre 2010

Libro: Il percorso interrotto della democrazia. Rovigo e il Polesine, 1898-1919

Carissimi lettori, siamo lieti di segnalare l’uscita del nuovo libro di Livio Zerbinati amico e già collaboratore de Il Popolo Veneto. A seguire la presentazione del volume “Il percorso interrotto della democrazia. Rovigo e il Polesine, 1898-1919” (Cierre Edizioni)

Questa ricerca, originale esercizio di storia comparata, intesa come stretta relazione tra storia locale e storia nazionale, ricostruisce il percorso che la classe dirigente polesana compie in un ventennio: 1898-1919, che è fondamentale per capire il periodo successivo che informerà tutta la storia del Novecento italiano. L’età giolittiana proietta l’Italia nel novero delle maggiori nazioni europee. Il paese, coinvolto in una rapida, anche se localizzata industrializzazione, si apre alla modernità. La recente unificazione - nel 1911 ricorre il 50° del regno - costringe la classe dirigente liberale a misurarsi con vasti processi economici e sociali che mettono a dura prova la sua capacità politica e la sua egemonia culturale che l’esito del Risorgimento ha certificato come «moderato e monarchico».
Dalla crisi di fine secolo esce sconfitta l’involuzione autoritaria che aveva portato a usare i cannoni contro i dimostranti. Come conseguenza i movimenti e le culture estranee o successive al processo risorgimentale, come i cattolici e il socialismo, conoscono un’impetuosa affermazione. La stessa borghesia, accresciuta da un ceto medio d’incerta collocazione sociale, esprime sentimenti e obiettivi che si compenetrano con l’imperialismo e il colonialismo prodotti dall’espansione industriale e finanziaria del capitalismo italiano a cui il nazionalismo fornisce il naturale retroterra culturale. Il Polesine, e il suo capoluogo in particolare, sembrerebbero a prima vista estranei a questi processi, ma non è così. La connotazione prettamente agricola - per scelta della sua classe dirigente - della provincia non la esclude dal misurarsi con gli eventi nazionali che percorrono i primi lustri del Novecento, fino al suo epilogo: la Grande guerra. Sono gli anni in cui si afferma la partecipazione del proletariato agricolo, che, guidato dai socialisti, si propone di dirigere il cambiamento in direzione di una maggiore giustizia sociale. L’affermarsi prepotente della «Vandea degli abbrutiti» attraverso la lotta politica e sociale si scontra con una concezione paternalistica ed elitaria della politica, comune sia alla «Democrazia» radicale e repubblicana, che all’esclusivo egoismo dei liberali. La frattura provocata dalla diversa posizione nei confronti della guerra di Libia, tra il socialismo e la «Democrazia», si allargherà ancora di più con l’inizio della guerra, e complice la legge elettorale a suffragio universale, le elezioni politiche del novembre 1919 la renderanno definitiva.
La ricerca analizza i processi sociali, politici e culturali di un percorso che coinvolge élite e masse durante un periodo di grandi sussulti economici e sociali che si conclude con il trauma della Grande guerra. Un testo documentato e puntuale nella ricostruzione degli eventi locali e del loro intreccio con quelli nazionali, che si sofferma non solo sui fatti, ma anche sugli uomini di questa provincia e sui cambiamenti di cui sono protagonisti durante il periodo preso in esame, dando conto di «come erano» e di «come sono diventati».

Livio Zerbinati (1953) si occupa di sistemi informativi per biblioteche e archivi. E’ stato tra i fondatori dell’Istituto di Studi e ricerche storiche e sociali (ISERS) e si occupa si storia contemporanea. Ha scritto “L’Archivio storico del Comune di Badia Polesine” in “Rovigo e il Polesine tra rivoluzione giacobina ed età napoleonica, 1797-1815” a cura di Filiberto Agostini (1999), “La fabbrica del grano. Storia della Società polesana produttori sementi” (2002), “Tempo della storia, tempo della memoria. L’eccidio della famiglia Rossi” (2005), con Rino Coneglian “Da Badia al Don e ritorno” (2008).

Il volume si può acquistare direttamente nelle seguenti librerie:
- Badia Polesine, Cartolibreria Zago, via S. Alberto
- Rovigo, Libreria Pavanello, Piazza V. Emanuele, 2
- Rovigo, Libreria Spazio Libri, Corso del Popolo, 142 (di fronte alle Poste centrali)
- Adria, Libreria Apogeo, Corso Vittorio Emanuele II, 147

Il percorso interrotto della democrazia. Rovigo e il Polesine, 1898-1919
Zerbinati Livio
€ 16,00
2010, 382 p., brossura
Cierre Edizioni (collana Nord est. Nuova serie)

mercoledì 22 dicembre 2010

L'anno in cui ci siamo sentiti presi in giro

Si sta per chiudere l’anno. Anno delle rivelazioni. L’anno in cui ci siamo indignati più del solito. L’anno in cui volevano metterci il bavaglio. L’anno in cui ci hanno dato ad intendere che leggi ad personam, legittimo impedimento, caduta in prescrizionale, non dimissioni, lodi e lodini fossero per il bene di tutti. L’anno in cui, mai come in quest’anno appunto, ci siamo sentiti presi in giro. L’anno in cui la crisi doveva terminare, ma non lo è e non lo sarà tanto presto. L’anno in cui chi ci governa non ha governato, eppure il “fare” è loro prerogativa. Il 14 dicembre non sono andati a casa perché l’opposizione ha perso pezzi che si son lasciati comprare per interesse. Qualcuno di loro ha detto che il governo vedrà il Natale, ma non farà Pasqua. Vedremo. Intanto c’è di che vergognarsi. Si. E molto anche. Tra le ultime rivelazione di WikiLeaks si viene a conoscenza che il governo italiano “frenò le indagini sulla morte di Nicola Calipari”, ucciso nel marzo del 2005 a Bagdad. Chiaro che il governo italiano voleva mettere i rapporti bilaterali con gli USA davanti alla verità. Allora dobbiamo capire se la vicenda Calipari è stata insabbiata dalle stesse persone che poi lo hanno celebrato come un eroe. Mi sa di sì, e credo sia accaduto così per molte altre vicende.
Dobbiamo informarci bene e soprattutto mandare a casa chi tutto fa tranne che il bene del paese. A casa, seduti nella poltrona di casa propria e non in Parlamento.
Mentre scrivo sono in corso le manifestazioni di protesta contro la riforma dell’Università. Purtroppo ci sono scontri a Milano e Palermo. Non va bene. Ma non va bene neppure che Gasparri abbia ventilato in questi giorni la possibilità di: “una vasta e decisa azione preventiva”. Azione preventiva? Preventiva rispetto a cosa? Le forze di polizia e la magistratura - in uno Stato democratico, s’intende - perseguono reati già commessi, non fanno processi alle intenzioni, non agiscono preventivamente. Che i sobillatori, i violenti sappiano infilarsi in tali manifestazioni lo sappiamo ma sobillatori, irresponsabili, mercenari siedono anche in Parlamento.
L’interpretazione possibile delle parole di Gasparri sono la via che conduce fuori dalla democrazia e fa precipitare verso un concreto rischio di fascismo. Gasparri infatti indica anche i criteri con cui identificare i futuri autori di crimini: “Si sa chi c’è dietro la violenza scoppiata a Roma. Tutti i centri sociali i cui nomi sono ben noti città per città”. Chissà se avevano pensato a una bella retata preventiva nei centri sociali. I criteri? Chi ha i capelli lunghi. Chi porta qualcosa di rosso! Chi osa mettere in discussione con più forza l’attuale regime sociale, economico e politico? Ehhh!!!
Quando un regime è alla frutta, e vede attorno a se levarsi al protesta ormai generalizzata di tutte le categorie sociali, spesso diventa più feroce e antidemocratico. Le parole di Gasparri possono cadere nel vuoto. Le forze di polizia - che devono servire la Repubblica e la Costituzione e non il potere di turno - non si prestino a questo pericolosissimo gioco. L’Italia democratica è chiamata a vigilare.
La democrazia è in pericolo.
Due parole prima degli auguri. Il Natale è alle porte e sono sicuro che in tanti non sentiranno l’atmosfera dei Natali passati. Non prendiamoci in giro, il momento è difficile. Tanti giovani disoccupati, una classe politica non all’altezza della situazione. Tanti problemi irrisolti.
Abbiamo bisogno di auguri, ma nel cuore sono sereno... convintissimo che anche questa volta l’Italia riuscirà a vivere in pace e democrazia.
Non è un auspicio, è una certezza: la maggior parte degli italiani sono brava gente, lavoratori e creativi. I valori non li abbiamo dimenticati. Sappiamo quali sono e su di essi fondare la ripresa è ancora possibile. Il fatto è che assistiamo a una lenta erosione che sta limando le strutture portanti del nostro stare assieme (magistratura, scuole, istituzioni, sanità, ecc.). Non so se è voluto, o se sotto ci sia un disegno malefico. Ma non cadremo. Si resisterà, la nostra Costituzione resisterà, le istituzioni reggeranno ancora a patto che vada a casa chi non sta facendo il bene dell’Italia.
Da ultimo permettete un grazie ad Emanuele Bellato. Se Il Popolo Veneto continua è grazie a lui. Da circa un anno collaboriamo. Qualcosa come 70 articoli per Il Popolo Veneto non son mica pochi.
E allora un caro e affettuoso augurio per un Natale sereno anche se non mancano le preoccupazioni.
Auguri sinceri a tutti voi e a chi vi è caro affezionati lettori.

Ivano Maddalena

Donne sull’orlo di una crisi di nervi

Non è solo la “maschia gioventù” del Pdl, quella dei vari La Russa e Gasparri, a smentire con le parole e i fatti la volontà del premier di costruire una grande coalizione dei moderati. A creare imbarazzi e problemi al raffazzonato governo Berlusconi - Scilipoti - Razzi - Calearo adesso si mettono anche le dame del centrodestra. Ieri la senatrice Rosa Angela Mauro detta Rosy, pasionaria leghista nonostante le origini meridionali, in veste di presidente di turno del Senato ha combinato un bel pasticcio approvando per errore un emendamento dell’opposizione al ddl Gelmini. Poi Schifani ha mandato tutto a monte imponendo la ripetizione della votazione, ma intanto spopola su “Youtube” il video della “presidentessa impazzita”. Donne sull’orlo di una crisi di nervi, come testimonia il recente scontro tra Carfagna e Mussolini, gli scambi di offese, l’epiteto “vajassa” entrato nel vocabolario politico, le minacce di dimissioni prontamente rientrate dopo l’incontro con il Sultano di Arcore. E ancora, la grana Brambilla, con l’istruttoria aperta dalla Procura del Lazio della Corte dei conti sulle consulenze al ministero del Turismo in cui si ipotizza un danno erariale. L’ultima a dare grattacapi al premier è Stefania Prestigiacomo. La ministra dell’Ambiente ha annunciato oggi alla stampa l’uscita dal Pdl, partito in cui non si riconosce più, per approdare al gruppo misto. Naturalmente non lascerà la poltrona ministeriale. Per una volta Berlusconi ha ragione quando confessa a Vanity Fair: “Vedere certe signorine girare in auto blu non fa bene all’immagine del Paese, perchè davvero si fatica a coglierne i meriti... A volte bisogna avere il pudore di tacere”, peccato si chiami Barbara e sia solo la figlia del Capo.

Paolo Sante

martedì 21 dicembre 2010

Teatro Civile: Quanto basta a Breganze

La Compagnia Teatrale Itineraria presenta “Q.B. Quanto Basta - Stili di vita per un futuro equo”. Appuntamento domenica 2 gennaio 2011, ore 20.45, al Cinema Teatro Verdi, in via General Maglietta 1, Breganze (VI). Ingresso gratuito (offerta libera per la raccolta fondi pro-alluvionati di Vicenza)

E' difficile credere che l'umanità possa avere un futuro, se continuiamo con l'attuale ritmo di vita, di consumi, di saccheggio delle risorse, di inquinamento, di violenza sulle specie viventi, di distruzione delle foreste e del territorio, di degrado della biosfera ...
È necessaria e urgente un’inversione di rotta, se vogliamo che le prossime generazioni abbiano un futuro: avere la speranza di un futuro è condizione indispensabile di vita. La sobrietà nei nostri stili di vita è la soglia di accesso a un avvenire di equità tra gli uomini e tra i popoli e di salvaguardia del creato. Scegliere uno stile di vita sobrio migliora la qualità della nostra vita individuale e collettiva, ci apre a una nuova relazione con gli altri, ci permette di godere la bellezza della vita nella dimensione della condivisione e della convivialità. Uno spettacolo teatrale per passare dalla presa di coscienza a nuovi comportamenti, per aiutarci a deporre nelle pieghe dell’agire quotidiano i semi di un futuro diverso. Realizzato con il Patrocinio del “Centro Nuovo Modello di Sviluppo” di Vecchiano. Lo spettacolo "Q.B. Quanto Basta" aderisce alla Campagna "Molla la plastica" dell'Associazione L.V.I.A. (http://www.lvia.it/).

Una produzione della Compagnia teatrale ITINERARIA diretta da Roberto Carusi
Da un progetto di Fabrizio De Giovanni e Maria Chiara Di Marco
Testo: Ercole Ongaro e Fabrizio De Giovanni
Collaborazione alla messinscena: Rocco Barbaro
Interpreti: Fabrizio De Giovanni
Musiche originali: Augusto Ripari
Allestimenti tecnici e scenografici: Maria Chiara Di Marco
Operatore video e post produzione video: Franco Valtellina (Videoval Produzioni)
Animazioni e illustrazioni: Laura Campanella
Regia: Fabrizio De Giovanni
Grafica: GinasiDesign

lunedì 20 dicembre 2010

Solidarietà: “Compra Veneto” in Autogrill

450 punti vendita coinvolti e oltre 70 prodotti made in Veneto. Il ricavato andrà agli alluvionati

(AVN) - Venezia. A Natale e a Santo Stefano, il 25 e 26 dicembre prossimi, se vi fermate in un Autogrill di qualunque parte d’Italia, acquistate prodotti “made in Veneto”: l’intero introito sarà devoluto a favore delle popolazioni devastate dall’alluvione del 31 ottobre scorso.
Autogrill ha deciso di attuare l’operazione “Compra Veneto” per offrire ai propri clienti l’opportunità di fare un acquisto di qualità e renderlo oggetto di regalo e nello stesso tempo di compiere un gesto di solidarietà. Nell’iniziativa sono impegnati oltre 450 punti vendita sulle autostrade, con il personale e le strutture di marketing, in un periodo, quello natalizio, nel quale ogni anno l’azienda registra nella propria rete di punti vendita in Italia circa 400 milioni di contatti.
Un’apposita segnaletica presente sulle confezioni aiuterà i clienti a riconoscere i prodotti di “Compra Veneto”, una settantina, con un ampio paniere di tipicità locali provenienti dalla migliore tradizione agroalimentare veneta, con numerose certificazioni: dai panettoni al Pan del Doge, al Dolse de le Comari, al Bussolà di Burano; vini DOC quali, per fare solo qualche esempio, il Bianco di Custoza, il Valpolicella, il Soave Classico, l’Amarone, il Bardolino; salumi come la Sopressa Veneta o la Sopressa Vicentina DOP; formaggi quali l’Asiago DOP.

Dona 2 euro per il Veneto: SMS al 45501

Sanità / Pipitone: O paghi o aspetti un anno

Riceviamo da Antonino Pipitone, consigliere regionale IdV, e pubblichiamo:

Quanto dista la tranquillità dalla paura, quando si tratta di un tumore? A Padova e nel Veneto padano della sanità che “tutti ci invidiano” circa 600 euro. Oppure un anno.

Provate a chiamare l’Istituto Oncologico Veneto per una visita specialistica per dei “nevi” sospetti: nessun posto disponibile fino a dicembre. Ma del 2011. Quando una signora mi ha segnalato la questione non mi sembrava vero. Allora ho provato a chiamare ed ho avuto la conferma. La prima visita dermatologica disponibile allo Iov di Padova per “neoformazioni cutanee sospette” è per il 2012.

Particolarmente grave è il fatto che la signora in questione era già stata sottoposta, nello scorso settembre, ad escissione di un nevo all’ambulatorio Melanomi del Busonera di Padova (sede dello Iov). Allora l’esame istologico aveva evidenziato delle alterazione cellulari che richiedevano un intervento più radicale, con l’ampliamento della lesione. Era cioè una forma pre-tumorale, con rischio di evoluzione maligna.

La signora è subito tornata allo Iov ed è riuscita a parlare con i medici, professionalmente ed umanamente ineccepibili. Le è stata data una ricetta con scritto “verrà richiamata appena possibile”. Ad oggi l’“appena possibile” non si sa quando sarà.

Pagando, sempre al Busonera, l’“appena possibile” si è invece tradotto in un appuntamento fissato subito, dopo appena una settimana. Sganci 600 euro e risolvi la questione.

Questo è un esempio reale di come funzionano le cose in un Istituto che dovrebbe essere il fiore all’occhiello della sanità veneta e nazionale. Questa è la sanità che Coletto e Zaia vogliono portare avanti, con liste d’attesa che mortificano la povera gente che non può permettersi visite ed interventi a pagamento, o che si dissangua economicamente per placare le proprie paure.

Sono tante le domande che si affollano dopo una storia del genere. Qual è l’obiettivo della Regione, far morire di vecchiaia i pazienti in lista che aspettano la visita? Chi è responsabile di questa incredibile situazione? E’ solo un problema di organico e di strutture inadeguate? O caschiamo sul management, con l’incapacità degli amministratori dello Iov, che hanno chiuso il bilancio 2009 con un deficit di 1,5 milioni di euro? O ancora, è solo la “razionalizzazione” di cui parla spesso l’assessore Coletto, che si traduce, tra ambulatori e reparti, in tagli orbi ai servizi ed in rincari feroci per le tasche delle famiglie?
Per le risposte mi metto in lista d'attesa.

Antonino Pipitone

Il vademecum per un Natale in sicurezza

La sicurezza in primo piano anche e soprattutto nei giorni di festa. Le luminarie devono essere di qualità. Perché il Natale non diventi la premessa di una tragedia. Ecco il vademecum degli esperti di Vega Engineering per un Natale sicuro

Ogni anno in Italia si verificano circa 4 milioni e mezzo di infortuni in ambiente domestico, di cui 8.000 mortali. Questo secondo i dati Ispesl. E il rischio aumenta nel periodo natalizio. Gli incidenti causati da luminarie difettose o da un comportamento scorretto nel trattarle, infatti, sono cronaca di ogni chiusura d’anno. L’ultimo di pochi giorni fa a Genova dove una famiglia, nel cuore della notte, ha dovuto abbandonare la propria abitazione avvolta dalle fiamme.
Per questo gli esperti dell’Osservatorio Sicurezza di Vega Engineering di Mestre - da sempre in prima linea sul fronte della prevenzione degli incidenti provocati dagli impianti elettrici - hanno elaborato un vademecum ad hoc contenente le regole per non incorrere in acquisti errati o in installazioni fai-da-te a dir poco pressappochiste.
E’ chiaro che la premessa a tutto il vademecum è che l’impianto fisso dell’abitazione sia a regola d’arte e munito di apposito interruttore differenziale (salvavita).
“Purtroppo - ricorda il Presidente dell’Osservatorio di Vega Engineering Mauro Rossato - una recente indagine Demoskopea commissionata da Prosiel (Promozione sicurezza elettrica) ha rilevato che in Italia le case con impianti elettrici non a norma sono 12 milioni (cioè i 2/3 del totale di quelle costruite prima del 1990). E sono oltre 45.000 gli incidenti domestici, anche mortali, originati ogni anno da problemi all’impianto elettrico”.
“In commercio poi - conclude l’ingegner Rossato - si trovano prodotti facilmente surriscaldabili che possono essere la causa dell’innesco di un incendio. Ed è sufficiente un minuto per vedere una stanza avvolta dalle fiamme per un corto circuito provocato dalle luminarie degli alberi natalizi”. (c.s.)

IL VADEMECUM “NATALE IN SICUREZZA”
- Evitare di acquistare prodotti “estremamente” economici. E’ probabile infatti che i produttori abbiano trascurato il fattore sicurezza
- preferire la presenza di un marchio di certificazione volontario (per l’Italia è il marchio IMQ)
- controllare che ci siano le istruzioni per l’uso
- per i prodotti da utilizzare all’esterno, è indispensabile verificare che il costruttore dichiari l’“uso esterno”
- prima di collegare le catene luminose è indispensabile accertarsi del buono stato di conservazione del prodotto (naturalmente non ci devono essere fili o spine danneggiati)
- evitare le spine multiple e preferire le “ciabatte” oppure una presa per ogni catena luminosa
- evitare che i fili rappresentino un ostacolo per il passaggio delle persone
- non utilizzare per lunghi periodi le catene luminose da interno, specialmente in assenza di persone.

domenica 19 dicembre 2010

Cortei: Gasparri vuole gli arresti preventivi

Con le ultime dichiarazioni di Mantovano, Maroni e Gasparri la destra getta la maschera e svela la sua vera natura liberticida. Daspo ed arresti preventivi sono la risposta ipotizzata dal governo per reprimere la rivolta degli studenti. Nei giorni scorsi i segnali di nervosismo, nonostante il voto di fiducia ottenuto grazie al tradimento di alcuni deputati eletti con la sinistra e passati a destra, non sono mancati: da Alfano che ha mandato gli ispettori al Tribunale di Roma per gli studenti liberati, alla serata di follia del ministro della Difesa La Russa durante il programma di Santoro “Annozero” in cui ha insultato tutti, in particolare uno studente definendolo ripetutamente “vigliacco” e minacciando di andarsene salvo restare, anche li, incollato alla poltrona. Il ministro, in preda al delirio, ha detto agli studenti: “Se la polizia potesse vi spazzerebbe via in due secondi”, una frase sinistra e sibillina non sufficientemente sottolineata dalla stampa nazionale. Il Pdl non è il partito dell’amore vagheggiato da Berlusconi e i nuovi moderati con la bava alla bocca non si ispirano a De Gasperi ma somigliano sempre più agli squadristi del ventennio. Non sorprende invece la svolta “forcaiola”, semmai si tratta di un ritorno alle origini. Il tanto decantato “garantismo” vale solo per Berlusconi e i suoi servitori più fedeli. Al contrario non è previsto per i rivali e per chi dissente. Il caso dell’appartamento di Montecarlo dove era coinvolto Fini e l’atteggiamento verso gli studenti sono l’esempio più lampante di questo garantismo a corrente alternata. Fare le facce feroci e gettare benzina sul fuoco con dichiarazioni eversive è un segnale di debolezza. Dove è finita la presunta popolarità del premier, testimoniata solo da sondaggi tendenziosi, se sono costretti a creare delle famigerate zone rosse in difesa dei palazzi del potere? Esistono tanti tipi di violenza, e quella praticata da una classe politica sorda alle istanze sociali non è meno pericolosa e deprecabile delle altre.

Italo Di Giacomo

sabato 18 dicembre 2010

CONSIGLI LIBRARI N.46

Riaprire la partita. Per una nuova generazione di buona politica
Vendola Nichi
€ 12,00
2010, 173 p., brossura
Ponte alle Grazie (collana Saggi)

Se riteniamo che la qualità della società in cui viviamo sia fondamentale per il nostro buon vivere, non possiamo non interrogarci sul nostro rapporto tra politica e felicità. Ma da dove cominciare? Siamo nel pieno di una crisi d’epoca, in cui non si può rintracciare un modello assoluto, un’ideologia, che plasmi la società a sua immagine. Le antiche costruzioni teoriche e pratiche della sinistra, in Italia e nel mondo, non rispondono più alle domande di senso presenti nella nostra società. Le risposte a questa crisi di senso si alternano tra populismo e tecnocrazia. La complessità è vissuta nella paura delle diversità, nell’abbandono dei pensieri lunghi, nel trionfo dell’anaffettività. “Riaprire la partita” e non “riaprire un partito”, dunque, per ripensare alla passione politica come a una grande azione collettiva necessaria per cambiare il mondo. Attraverso le parole di Nichi Vendola e quelle del manifesto, proposte nel congresso fondativo di Sinistra ecologia libertà, riemerge l’urgenza di una nuova politica per un’alternativa di società, per restituire senso a un grande percorso di liberazione: del lavoro, dell’ambiente, dei saperi, ma anche delle parole e degli affetti. Una presenza inedita nel panorama politico contemporaneo, un libro pieno di suggestioni, una “narrazione” del cambiamento ripartendo dai vissuti, dalle speranze, dalle idee di uomini e donne che non hanno smesso di sognare la concretezza di “un’Italia migliore”.

Le parole del futuro. La ballata di Nichi Vendola. Con DVD
Arcopinto Gianluca
€ 19,90
2010
Limina (collana Fine millennio)

Poeta, letterato, omosessuale, sognatore, combattente per vocazione, politico per scelta, deputato prima, governatore poi, destinato a interpretare l’uomo nuovo della politica, prima che della sinistra, italiana. La figura che agli occhi di molti elettori della sinistra italiana viene identificata sempre di più come l’erede naturale di Enrico Berlinguer. Un leader apprezzato e rispettato anche dai sui avversari. Una sinistra che oggi sembra andare alla deriva non potrà fare a meno, in vista delle prossime elezioni politiche, di confrontarsi con lui, pensano in molti. Di fatto Nichi Vendola, con il suo movimento, partito dalla Puglia, ha riacceso gli animi e le intelligenze di un popolo senza più bussola, a corto di rappresentanza. Ad oggi è forse il leader più apprezzato della Sinistra italiana, perché la sua scommessa elude dalla mera sopravvivenza di una sinistra divenuta minoritaria nel paese, quasi settaria. La sua scommessa è quella di condizionare e cambiarla dal di dentro, dando rappresentanza a fasce estese, di giovani e meno giovani precari, oggi senza rappresentanza politica. Non solo del sud ma in tutto il paese, chiudendo finalmente i conti con il passato tragico del comunismo, senza rinnegarne però la parte migliore, e ridando nuova forma ai linguaggi, ai valori e ai significati di una sinistra italiana, rimasta senza popolo. In tutto eterodosso. Assieme, cattolico, comunista e omosessuale. Un sognatore pragmatico, lo potremmo definire. Insomma un racconto per immagini e parole del personaggio e dell’uomo. Dalla campagna elettorale e dalla sorprendente vittoria in Puglia, del 2005, per addentrarsi poi, con discrezione, nella dimensione privata e nell’intimità della sua storia personale. Il rapporto con una fede vissuta per aiutare gli ultimi della sua terra, l’incontro con don Tonino Bello, come vescovo di Molfetta, amico e guida spirituale, una delle figure più ispirate di una Chiesa che per gli altri rinuncia ai suo paramenti e talvolta anche suoi privilegi. Assieme, una straordinaria intervista esclusiva a Vendola, realizzata dall’autore. La visione di Nichi sulla pace, sul linguaggio della politica, sulla bellezza, sulla società nel suo insieme.

Nel dvd, il film Nichi di Gianluca Arcopinto, gli inediti C’è un posto in Italia dell’attore e regista Corso Salani, recentemente scomparso, e il cortometraggio Verso Itaca di Gianluca Arcopinto, Emanuele Nespeca ed Elisabetta Pandimiglio, oltre a testimonianze e interviste raccolte da Emanuele Nespeca ai suoi familiari in A proposito di Nichi, in cui emerge un Vendola privato, mai raccontato prima.
Trasversalmente, incontri e interviste, riprese “sul campo”, discorsi sopra Berlinguer e Pasolini, confessioni, narrazione e poesia, e un linguaggio, il suo, che scopre e usa parole nuove. Le parole del futuro.

Wikileaks. Quello che non avreste mai dovuto sapere
Amici Ludovica
€ 14,90
2010, 192 p., brossura
Editori Riuniti (collana Informazione scorretta)

La rete è libera e non segue le regole finora conosciute dell’informazione. Wikileaks ne è la dimostrazione più evidente e dirompente. Centinaia di migliaia di documenti segreti hanno messo in imbarazzo i governi di tutto il mondo, a partire dagli Usa, coinvolgendo anche l’amministrazione di Obama. Un vero e proprio fenomeno mondiale, che vede milioni di utenti connettersi al portale creato dall’enigmatico Julian Assange e consultare una mole poderosa di materiale finora sconosciuto o solo immaginato. Una rivoluzione dell’informazione ai tempi del web 2.0, una finestra finalmente spalancata sugli orrori delle guerre, sui soprusi dei governi e delle multinazionali, sulla corruzione e sul reale funzionamento delle diplomazie. Nulla sarà più come prima dopo Wikileaks.

*descrizioni dalla quarta di copertina

venerdì 17 dicembre 2010

The Best of Babilonia Teatri a Thiene

La compagnia vincitrice del Premio Off dedicato alle nuove formazioni teatrali venete

Per la prima volta al Teatro Comunale di Thiene (VI) sabato 18 dicembre 2010 alle ore 21.00 la pluripremiata compagnia Babilonia Teatri presenta lo spettacolo THE BEST OF, un’occasione preziosa per il pubblico di ripercorrere le tappe salienti di una delle più audaci e giovani compagnie italiane, un consuntivo dei loro primi lavori. “È raro vedere una nuova realtà capace di uno stile così spiazzante e innovativo, così controcorrente rispetto alle tendenze oggi diffuse”. Così Il Sole 24 ore parla di Babilonia Teatri, la compagnia veronese che negli ultimi anni si è imposta con forza sulla scena italiana: critica e pubblico sono concordi nel riconoscere ai Babilonia la capacità di fotografare nei loro spettacoli contraddizioni, malanni, ipocrisie dell’italietta contemporanea.
Lo spettacolo, promosso da Arteven, Circuito Teatrale Regionale, in collaborazione con il Comune di Thiene, si inserisce nel progetto LA PAROLA AI GIURATI che, coinvolgendo altri 4 teatri in regione, intende dare visibilità ai due spettacoli che, una giuria composta da spettatori, ha decretato vincitori della prima edizione del Premio Off promosso dal Teatro Stabile del Veneto, diretto da Alessandro Gassman, nell’ottobre di quest’anno e rivolto a giovani formazioni teatrali della regione. La compagnia Babilonia Teatri si è aggiudicata il primo premio e ora, raccogliendo il testimone di quell’iniziativa, Arteven e il Comune di Thiene lo propongono al giudizio degli spettatori di prosa lanciando loro la sfida della curiosità.
The best of comprende estratti da Underwork, Made in italy e Pornobboy: a tenere insieme questi titoli è il fatto che si tratta di tre lavori dove la compagnia tra il 2007 e il 2009 ha affrontato altrettanti aspetti o momenti della società italiana. Nel primo caso, Underwork, affrontava il mondo sommerso dei precari, una immersione in apnea nel mondo del sotto lavoro; Made in Italy, lo spettacolo con cui la compagnia si è fatta conoscere in Italia e all'estero, è una impietosa panoramica sul Nord-Est italiano, allargabile però ben oltre quel territorio, e sviluppato tra frammenti di discorsi da bar, contumelie razziste, filastrocche, dialetto, pezzi di telegiornali di quel Veneto dove la compagnia Babilonia Teatri è nata; Pornobboy, infine, si prospetta come una cinica denuncia della pornografia mediatica che da internet, televisioni, radio e giornali esonda nella vita e nella bocca delle persone. Tre spettacoli che hanno in comune la mancanza di “storie”, ma che formano un percorso compiuto attraverso la società italiana e i suoi luoghi comuni, che in The best of trova il suo valore aggiunto in una sintesi dinamitarda, dove la totale assenza di moralismo, ci aiuta a riconoscerci. “Certo che possono disturbare, possono apparire senza pietas, unilaterali, estremisti. Ma sono necessari, chirurgici, portatori di un realismo incontrovertibile che diventa magica operazione di psicoanalisi immaginale collettiva”. Per i non abbonati il costo del biglietto è di euro 10,00. (c.s.)

giovedì 16 dicembre 2010

Fare squadra per aiutare i lavoratori Helios

Pipitone, Ruzzante, Peraro: Bitonci non cerchi scuse, aiuti lavoratori Helios

Si prospetta un Natale amaro per le 200 famiglie dell’alta padovana legate alla Helios Technology, azienda leader del fotovoltaico in Italia. Nei giorni scorsi, per attirare l’attenzione su una situazione drammatica, dove il timore è quello di perdere il posto di lavoro, alcuni lavoratori erano saliti sul tetto dell’azienda di Carmignano del Brenta, ed ancora avevano esposto uno striscione a Cittadella, rimosso in seguito all’intervento della polizia locale (pena una multa di 500 euro), in cui era scritto: “La colpa non è dei lavoratori Helios".
Per fronteggiare l’emergenza i tre consiglieri regionali padovani Antonino Pipitone (Italia dei Valori), Piero Ruzzante (Partito Democratico) e Stefano Peraro (Unione di Centro) hanno lanciato un appello per fare squadra: “Serve l’aiuto di tutti quelli che possono dare una mano a far uscire positivamente, dal rischio licenziamento, i 200 operai, togliendo dalla disperazione altrettante famiglie”. “Per tale motivo - spiegano in una nota congiunta - riteniamo che sia il momento di stare tutti uniti, perché siamo convinti che su tutto la politica può dividersi, ma non sul dramma della perdita del lavoro, che è anche perdita di dignità e di ricchezza per la comunità”. “Ci appelliamo - concludono i tre politici - a tutti i parlamentari della provincia di Padova, a cominciare dall'on. Bitonci, per fare squadra insieme per un unico interesse trasversale: salvare la Helios dal fallimento, tutelare i posti di lavoro, favorire l'economia nell'Alta Padovana”.


Foto tratta da Helios Technology Facebook

Nichi Vendola in Veneto. SEL si presenta

Il ciclone Nichi Vendola è in arrivo in Veneto e sta suscitando grande attesa ed entusiasmo. Il governatore della Puglia, leader di Sinistra Ecologia Libertà e candidato premier alle primarie di coalizione del centrosinistra incontrerà i cittadini di Venezia, Vicenza e Padova. Segnaliamo la possibilità offerta dal Mattino di Padova di mandare una domanda a Vendola per un’intervista che sarà trasmessa da “mattinopadova.it” in diretta streaming, a partire dalle ore 10 di sabato 18 dicembre. All’indomani delle travagliate vicende del voto di fiducia al governo, e mentre i sondaggi continuano a dare Vendola in ascesa nelle preferenze politiche del paese, i tre incontri saranno altrettante occasioni di riflessione su temi nazionali e territoriali.

Ricordiamo i tre incontri con Nichi Vendola:

VENEZIA: venerdì 17 dicembre, ore 17.30, Aula Magna di Architettura – Tolentini.
Con Nichi Vendola, Giampietro Pizzo (coordinatore di Venezia di Sinistra Ecologia Libertà. Modera Marino Folin.

VICENZA: venerdì 17 dicembre, ore 21, Sala Palladio - Fiera.
Con Nichi Vendola, intervengono il giornalista Gianni Belloni e, in teleconferenza, Dario Vergassola.

PADOVA: sabato 18 dicembre, ore 11, Galleria 78 (tra i padiglioni 7 e 8) - Fiera di Padova. Ingresso e parcheggio E (da via Goldoni).
Con Nichi Vendola, intervengono Alessandro Zan e rappresentanti del mondo del lavoro e degli studenti.

Commentando l’arrivo di Nichi Vendola in Veneto, Alessandro Zan, assessore di Padova, ricorda che “Siamo impegnati a rilanciare una grande mobilitazione attraverso le primarie. Anche dopo ciò che è accaduto in questi giorni in Parlamento, chiediamo al PD di muoversi ora: rilanciare all’interno del centrosinistra una grande mobilitazione popolare e non inseguire alleanze innaturali, tatticismi politici. Dobbiamo uscire dalle logiche del palazzo perché fuori c’è un paese reale che sta male. Gli operai di Marghera salgono sulle gru dove quasi muoiono assiderati. C’è una fascia di povertà anche in Veneto e la povertà non è solo questione di reddito, è un problema di psicologia collettiva e di welfare che viene a mancare.
Non è automatico che la destra berlusconiana e leghista perda voti per la macelleria sociale che ha prodotto in questi anni. O il guasto sociale ha una risposta molto forte o il paese resta a destra. ”

Il veronese Dino Facchini, coordinatore regionale di Sinistra Ecologia Libertà, commenta che “C’è bisogno di riorganizzare il centrosinistra. Il PD veneto è oggi nell’occhio del ciclone dopo il ruolo di Calearo nel voto di fiducia. Berlusconi non solo ‘compra’, ma conta sulle ambiguità di parte del centrosinistra. La venuta di Vendola in Veneto è importante pensando ad appuntamenti come le prossime elezioni provinciali a Treviso, comunali a Rovigo e in altri centri… Un segnale per un’accelerazione che serve nella sinistra, contro le divisioni e gli equivoci. Le primarie devono accelerare un protagonismo nuovo dell’elettorato: in Veneto ci sono quattro elettori su dieci che non votano, in gran parte delusi del centrosinistra. Annunciamo anche che a fine gennaio, in Veneto ci sarà il congresso regionale di Sinistra Ecologia Libertà.”

Dice Giampietro Pizzo, coordinatore Sinistra Ecologia Libertà Venezia: “Berlusconi è caduto perché manca ancora un’alternativa. Sinistra Ecologia Libertà vuole riaprire un dibattito per l’alternativa, rivolgendosi anche a chi negli ultimi anni si è chiuso alla politica. Si tratta di ‘riaprire la partita’: una partita essenziale proprio qui in Veneto. La Lega fallisce, nel 2011 vedremo una serie di tagli regionali al sociale, Zaia sta tagliando servizi sociali, aiuti alle imprese. A Marghera la situazione è grave, gli operai sulle gru non trovano risposte, le questioni del precariato sono sempre centrali.
Siamo un partito piccolo oggi ma con un grande progetto politico, e le primarie che chiediamo non sono solo per il candidato, sono per le idee. La sinistra non può continuare a modularsi sugli umori e sui movimenti della destra.”

Diego Pauletti, coordinatore Sinistra Ecologia Libertà Belluno si presenta così: “Sono un operaio, lavoro nel tessile nell’ultima azienda manufatturiera della provincia di Belluno. Le promesse del centrodestra e della Lega agli operai sono state tutte disattese. La cosiddetta legge sul ‘Made in Italy’, per la quale abbiamo raccolto migliaia di firme, resta bloccata e nel frattempo gli operai tessili italiani perdono il lavoro.”

Elia Barchetta, coordinatore Sinistra Ecologia Libertà Rovigo: “Rovigo è una delle città in cui a primavera ci saranno le elezioni amministrative. Per questo da noi è importante costruire il ‘cantiere per l’alternativa.’ A fronte di aziende locali che rischiano la chiusura, le uniche risposte da Zaia sono proposte vecchie e inadeguate.”

Tomaso Rebesani, coordinatore Sinistra Ecologia Libertà Vicenza: “C’è grande fermento per l’incontro con Vendola. Venerdì sera, ci sarà la Vicenza delle associazioni e dei cittadini e avremo un saluto del sindaco Variati. I cittadini solleciteranno Nichi Vendola sull’attualità e su temi come l’alluvione, la base militare americana DalMolin, il precariato, la scuola. L’Italia è ormai una bottiglia tappata: abbiamo bisogno di togliere questo tappo rappresentato da un ceto politico-zavorra. Bisogna avviare un cambiamento profondo.”

Luca De Marco, coordinatore Sinistra Ecologia Libertà Treviso: “Anzitutto ricordiamo che da Treviso e Vittorio Veneto ci sarà un ‘Nichibus’ per raggiungere l’appuntamento di Padova sabato mattina. A Treviso il prossimo anno abbiamo elezioni provinciali e anche qui si tratta di ‘riaprire il cantiere’: per mobilitare la parte migliore del centrosinistra che esiste nella nostra provincia, e per fare sì che la cappa leghista non si faccia ancora più asfissiante.”

Il respiro sinfonico del Natale a Fratta Polesine

Il Maestro Hans Michael Beuerle dirigerà l’Orchestra di Padova e del Veneto in un grande concerto dedicato a Mendelssohn. Appuntamento martedì 21dicembre a Fratta Polesine

Una grande orchestra, tre cori e tre solisti: questo l’organico impegnato nella realizzazione di uno straordinario concerto interamente dedicato alla musica di Felix Mendelssohn-Bartholdy.

Martedì 21 dicembre 2010 alle ore 21.00, la Chiesa dei Ss. Pietro e Paolo di Fratta Polesine (RO) farà da cornice all’evento inserito nell’ambito di “Mousikè. I concerti della Fondazione”, XVII rassegna musicale promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

L’Orchestra di Padova e del Veneto, una delle principali realtà orchestrali italiane, già ospite della rassegna, accompagnerà tre cori e tre solisti, sotto la direzione del tedesco Hans Michael Beuerle. Le formazioni corali protagoniste dell’appuntamento saranno il Freiburger Bachchor, fondato da T. Egel all’Università di Friburgo, diretto dal 1983 dallo stesso Hans Michael Beuerle; il Coro da Camera del Conservatorio Pollini di Padova, preparato da Marina Malavasi e Mariano Dante; il Coro La Stagione armonica preparato da Sergio Balestracci, prestigiosa formazione fondata nel 1991, specializzata nel repertorio rinascimentale e barocco.

Le parti solistiche saranno affidate al soprano tedesco Johanna Winkel (foto in alto), cantante che divide la sua carriera tra opera e oratorio, al soprano Katharina Persicke (foto a lato), vincitrice di numerosi concorsi internazionali, e al tenore Bernhard Gärtner, interprete nei più prestigiosi teatri del mondo, con un repertorio che spazia dalla musica del Rinascimento alla musica contemporanea.

In linea con uno dei temi che ispirano Mousikè, l’Ottocento, il programma della serata sarà dedicato interamente alla musica di Felix Mendelssohn-Bartholdy. Il Kyrie per coro e orchestra in re minore, composto nel 1825, aprirà il concerto. Seguirà una delle pagine più belle della musica sacra di Mendelssohn: il Salmo XLII, Wie der Hirsch schreit nach frischem Wasser. Molto apprezzato da Robert Schumann, il brano fu composto nel 1837, probabilmente durante il viaggio di nozze con Cecilia Jeanrenaud. Concluderà l’appuntamento la Sinfonia n. 2 op. 52 Lobgesang per soli, coro e orchestra. La Sinfonia, nella quale Mendelssohn fonde con abilità le forme strumentali e vocali, fu composta nel 1840, in occasione delle celebrazioni dei 400 anni dall’invenzione della stampa. (c.s.)

Il prossimo appuntamento con Mousikè sarà martedì 25 gennaio 2011 presso il Teatro Ballarin di Lendinara con l’Orchestra di Violoncelli Villa lobos. In programma musiche di Bach, Villa Lobos, C. Velazquez ,A.C. Jobim, S. Barber.

L’ingresso è libero e gratuito fino ad esaurimento dei posti

Padova: Il Rigoletto secondo Stefano Poda

Giovedì 23 dicembre alle ore 20.45, presso il Teatro Verdi di Padova, va in scena Rigoletto, melodramma in tre atti di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave, in un nuovo allestimento firmato da Stefano Poda. Due le repliche in programma: lunedì 27 dicembre alle ore 20.45 e mercoledì 29 dicembre alle ore 16.00.

Con Rigoletto si conclude la cosiddetta 'trilogia popolare' verdiana, dopo gli allestimenti de La Traviata e Il Trovatore, messi in scena presso il Teatro Verdi di Padova rispettivamente nel 2008 e 2009.

A salire sul podio per guidare l’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta e il Coro Città di Padova sarà Pietro Rizzo, uno dei direttori italiani di maggior talento della sua generazione. Direttore ospite della Finnish National Opera, Direttore Principale al Teatro dell’Opera di Goteborg, dal 2003 al 2007 Rizzo ha ricoperto la carica di Direttore Principale all’Aalto Theater di Essen e si esibisce regolarmente con prestigiose formazioni. Maestro del Coro sarà Dino Zambello.

Regia, scene, costumi, coreografia e luci del nuovo allestimento saranno curati dal regista trentino Stefano Poda. ‘Mago prodigioso’, come è stato definito da Roger Alier ne La Vanguardia di Barcellona, Poda ha allestito spettacoli che portano in tutto il mondo uno stile inconfondibile, visionario, fortemente ancorato al contemporaneo. Assistente alla regia sarà Paolo Giani.

L’interpretazione dell’opera verdiana sarà affidata ad un cast di giovani emergenti ed artisti affermati. Il baritono Franco Vassallo sarà Rigoletto. Vincitore di numerosi premi, Vassallo si è esibito nei più importanti teatri quali La Fenice di Venezia, Teatro Regio di Parma, Staatsoper di Vienna, Opernhaus di Zurigo, Teatro alla Scala di Milano, Metropolitan di New York.

Debutta nel ruolo del Duca di Mantova il ventiduenne Giordano Lucà, giovane tenore formatosi con artisti del calibro di Katia Ricciareli, Enzo Dara, Monserrat Caballé, Luciano Pavarotti.

L’australiana Jessica Pratt sarà Gilda. Vincitrice di numerose borse di studio (Opera di Sydney, Metropolitan di New York, Opera di Roma, Staatsoper di Vienna), dal 2002 svolge attività concertistica e si esibisce nel repertorio sacro e lirico.

Completano il cast Maurizio Muraro nel ruolo di Sparafucile; Kendall Gladen, Maddalena; Milena Josipovic, Giovanna; Andrea Zese, Monterone; Gabriele Nani, Marullo; Max Renè Cosotti, Matteo Borsa; Gianluca Lentini, Conte di Ceprano; Miriam Artiaco, Contessa di Ceprano e Paggio della Duchessa.

La prima di Rigoletto sarà preceduta, martedì 21 dicembre alle ore 16.00, presso il Teatro Verdi di Padova, da una prova generale riservata alle scuole.

Rigoletto andò in scena per la prima volta al Teatro La Fenice di Venezia l’11 marzo 1851. L’opera di Giuseppe Verdi, articolata in tre atti, ottenne da subito un grande successo di pubblico. L’autore del libretto, Francesco Maria Piave, di cui quest’anno ricorrono i 200 anni dalla nascita, riprese, per il suo testo, il dramma storico di Victor Hugo, intitolato Le roi s’amuse, considerato da Verdi «il più gran dramma dei tempi moderni». L’intervento della censura dell’epoca rallentò i lavori di messa in scena dell’opera e, pochi mesi prima della rappresentazione, compositore e librettista furono costretti a porre mano al lavoro fino ad allora svolto, modificando alcuni elementi essenziali del dramma: personaggi, tempi e luoghi dell’azione. (c.s.)

Giuseppe Verdi
IL RIGOLETTO
martedì 21 dicembre, prova generale aperta alle scuole (ore 16.00)
giovedì 23 dicembre, 1^ recita (ore 20.45)
lunedì 27 dicembre, 2^ recita (ore 20.45)
mercoledì 29 dicembre, 3^ recita (ore 16.00)

RIGOLETTO, Franco Vassallo
GILDA, Jessica Pratt
DUCA DI MANTOVA, Giordano Lucà
SPARAFUCILE, Maurizio Muraro
MADDALENA, Kendall Gladen
GIOVANNA, Milena Josipovic
CONTE DI MONTERONE, Andrea Zese
MARULLO, Gabriele Nani
MATTEO BORSA, Max Renè Cosotti
CONTE DI CEPRANO, Gianluca Lentini
CONTESSA DI CEPRANO, Miriam Artiaco
PAGGIO DUCHESSA, Simonetta Baldin
USCIERE DI CORTE, Luigi Varotto

Regia, scene, costumi, coreografia e luci: Stefano Poda
Assistente alla regia: Paolo Giani

Direttore d’orchestra: Pietro Rizzo
Orchestra Regionale Filarmonia Veneta
Coro Città di Padova diretto da Dino Zambello

Per informazioni:
ASSESSORATO ALLA CULTURA COMUNE DI PADOVA
Palazzo Zuckermann
Tel. +39 49 8205609 - 5619 - 5611 - 5607 (9.00-13.00)
E-mail: padovalirica@comune.padova.it

BIGLIETTERIA TEATRO
Via Livello, 32 - 35139 Padova (PD)
Orari: dal lunedì al venerdì: 15.00-18.30, sabato mattina: 10.00-13.00
Telefono: 049 87770213 / 8777011

mercoledì 15 dicembre 2010

Nichi Vendola a Venezia, Vicenza e Padova

Scrive nel suo sito Nichi Vendola: “C’è qualcuno che crede nelle bacchette magiche, c’è qualcuno che pensa alla rivoluzione, c’è chi, sconfortato, si è già arreso da tempo. E invece noi sappiamo che basta saperla trovare, basta darle fiducia, basta aiutarla ad alzare la testa, ma per fortuna, un’Italia migliore c’è. C’è un’Italia migliore sui tetti delle università, nelle aule delle scuole pubbliche, accanto a una culla, in coda a un supermercato, in un laboratorio di ricerca male illuminato, in una piazza piena di persone e di speranze, in case di fortuna, nelle librerie, nel lavoro quotidiano di tante associazioni, persino nei bar. C’è un’Italia migliore fatta di cittadini che hanno preferito la fatica dell’onestà al comfort della furbizia”. Dell’Italia migliore e del Veneto migliore parlerà nei prossimi giorni a Venezia, Vicenza e Padova il candidato alle primarie del centrosinistra Nichi Vendola. Considerato l’uomo nuovo della sinistra italiana, Vendola è diventato popolare dopo aver sconfitto per ben due volte la destra in Puglia, una regione tradizionalmente conservatrice, e i rivali interni alle primarie di coalizione. Il prossimo obiettivo di Vendola è quello di conquistare la leadership del centrosinistra nazionale per puntare dritto al governo del Paese. Il tour in Veneto fa parte di questa straordinaria sfida.

NICHI VENDOLA A VENEZIA
Venerdì 17 dicembre 2010 ore 17.30
Aula Magna Tolentini - Architettura

Introduce: Giampietro Pizzo
Modera: Marino Folin

NICHI VENDOLA A VICENZA
Venerdì 17 dicembre 2010 ore 21.00
Salone Palladio, Fiera di Vicenza
L’iniziativa è organizzata da:
- Sinistra Ecologia Libertà di Vicenza
- La Fabbrica di Nichi di Vicenza
Intervengono:
- Nichi Vendola, presidente Regione Puglia leader di SEL
- Dario Vergassola, attore comico e conduttore televisivo (in videoconferenza)

NICHI VENDOLA A PADOVA
Sabato 18 dicembre 2010 ore 11.00
Fiera di Padova - Galleria 78 tra i padiglioni 7 e 8
Ingresso e parcheggio gratuito E (da via Goldoni)
Scrivono gli organizzatori: “C’è un Veneto migliore, un Veneto generoso, operoso e solidale, che dimostra di saper guardare al futuro, non chiudendosi solamente in se stesso come ci propone da sempre la Lega Nord”. Daranno voce a questo Veneto Nichi Vendola ed Alessandro Zan.

Padova: Quale scuola per i nostri figli?

Domani 16 dicembre 2010, si svolgerà a Padova presso la sede municipale di Palazzo Moroni (Sala Anziani) un convegno sulla scuola organizzato dal gruppo Consiliare Regionale Italia dei Valori Veneto e dal Gruppo Scuola IdV Padova. Il convegno avrà inizio alle ore 21.00; interverranno molti ospiti del mondo della scuola, del sindacato e della politica. Titolo della serata: Quale scuola per i nostri figli? Introdurrà il consigliere regionale Antonino Pipitone. Poi il dirigente scolastico Luciano Arianna spiegherà gli effetti della riforma Gelmini nella scuola superiore. Il professore universitario Dagmar Winkler relazionerà invece su meritocrazia e innovazione. Mentre Letizia Bosco e Ilaria Persi, responsabili nazionali IdV scuola illustreranno le idee dell’Italia dei Valori per ricostruire la scuola. Infine si svolgerà un interessante confronto dei punti di vista delle varie sigle sindacali con Ernesto De Sieno (Segretario Prov. Snals - Confsal), Salvatore Mazza (Segretario regionale FLC - Cgil) e Stefano D’Errico (Segretario regionale Unicobas).

Lavoro: Maurizio Landini a Ponzano Veneto

“Storie di quotidiana precarietà”. Venerdì 17 dicembre 2010 dalle 18.30 alle 23.00

Nell’ultimo numero di Micromega, nella prefazione del dialogo tra Maurizio Landini e Luciano Gallino, è scritto: “Dopo anni nei quali il ‘lavoro’ è stato completamente rimosso dal dibattito pubblico e dall’attenzione del mondo politico, la manifestazione della Fiom dello scorso 16 ottobre ha nuovamente acceso i riflettori su di esso. I metalmeccanici della Cgil hanno saputo radunare attorno alla propria iniziativa una galassia vastissima di forze”. Per dare continuità a quella straordinaria manifestazione popolare l’associazione La fabbrica degli Aquiloni di Treviso ha organizzato a Ponzano Veneto (Salone Parrocchiale, dietro la chiesa di Paderno) nella giornata di venerdì 17 dicembre, a partire dalle ore 18.30, un dibattito sui temi della democrazia, del lavoro e della precarietà con il segretario nazionale della Fiom Maurizio Landini e don Albino Bizzotto, presidente dei Beati costruttori di pace. Dalle ore 21.30 “Parole e musica” concerto con Lello Voce e Luca Bassanese.

martedì 14 dicembre 2010

Governo all'italiana... Maggioranza risicata

Il giorno del giudizio emette il suo verdetto. Fiducia si, per pochi voti a favore, ma c’è. Il governo Berlusconi continua. Chi aveva pronosticato la sfiducia, e la conseguente caduta, rimane certamente deluso, ma la fine è solo rimandata. Berlusconi, se non compererà altri voti (leggi nella bottega dell’Udc, o altri interessati a vendersi o a prostituirsi all’utilizzatore finale sempre assolvibile da responsabilità) sperimenterà cosa visse Prodi e il suo ultimo governo con una maggioranza risicata.
Berlusconi si dice “sereno come sempre”. Durante l’intervento in aula di Antonio Di Pietro, molto colorito come sua consuetudine, il Presidente Berlusconi ha abbandonato l’aula e l’ex magistrato ha proseguito dicendo: “Consegnati alla magistratura. Scappa. Scappa, vai alle Bahamas”.
Fini ha commentato che la vittoria “non è politica”. Beh!
Certo è che Fini ha perso. La maggioranza invoca le sue dimissioni. Staremo a vedere. Il governo Berlusconi ha vinto alla Camera dove la mozione di sfiducia è stata bocciata. Il testo presentato dall’opposizione e da Fli è stato respinto con 314 voti contrari e 311 favorevoli. In mattinata il Senato aveva approvato la mozione di fiducia al governo Berlusconi con 162 voti favorevoli e 135 contrari.
Per la cronaca, hanno partecipato al voto le deputate Giulia Cosenza e Giulia Bongiorno del Fli e Federica Mogherini del Pd, tutte e tre prossime al parto. Landolfi, ex An ora Pdl, ha votato con un forte no alla sfiducia che è stato sentito da tutta l’aula. Un altro deputato ha rivolto un pesante epiteto al Presidente della Camera Fini, chiamandolo “pezzo di m….”. La Polidori del Fli ha votato la fiducia a Berlusconi, Barbareschi ha commentato “l’hanno minacciata di farle chiudere tutte le sue aziende”. Maria Grazia Siliquini dopo il voto favorevole al governo lascia Fli per tornare nel gruppo del Pdl, così pure la Polidori. Comprate? Eh!!!
Sono stati solo tre dunque i voti con i quali è stato possibile alla maggioranza bocciare le mozioni di sfiducia nei confronti del governo. E determinanti possono essere considerati i voti di Massimo Calearo, Bruno Cesario e Domenico Scilipoti, i tre deputati del “Movimento di responsabilità nazionale”. Un suo peso, tuttavia, lo hanno avuto anche il non voto di Silvano Moffa (Fli), che pure era presente in Aula ma non ha risposto a nessuna delle due chiame, e quello di Antonio Gaglione, ex Pd ed oggi Noi Sud che a Montecitorio non si è visto. Razzi, ex Idv, ha votato la fiducia a Berlusconi, un altro dei “comprati”.
Silvano Moffa, a sorpresa e dopo la presa di posizione pubblica a favore della sfiducia mentre erano in corso le votazioni alla Camera, alla fine non ha partecipato al voto. Il deputato ha lasciato il Transatlantico mentre era in corso la prima chiama, “scortato” dal deputato ex An, oggi nel Pdl, Amedeo Laboccetta.
Intanto a Roma bombe carta e feriti alla manifestazione di lavoratori e studenti. Petardi e vernice contro la sede del Senato. E gli scontri continuano mentre scriviamo.
“Non cambia nulla, il governo non ce la fa”. Così il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha commentato il voto di fiducia ottenuto dal governo alla Camera, aggiungendo che “la crisi politica ne esce drammatizzata”.
Il governo alla camera non ha la maggioranza assoluta e dunque non offre garanzie.
“Credo che la conta parlamentare sia ormai un fatto formale, il fatto sostanziale è la crisi del centrodestra”. Così Nichi Vendola di Sel, e aggiunge: “Comunque vada oggi, che ci sia una maggioranza risicata o che non ci sia, non muta la sostanza politica: il centrodestra che ha vinto le elezioni oggi non c’è più, siamo in un’altra stagione politica e il centrosinistra dovrebbe accorgersi che la sfiducia a Berlusconi e al suo Governo è stata data dal paese, per cui dovrebbe chiedere la possibilità di cambiare le regole del gioco, perchè la legge elettorale non è riuscita neanche a garantire la stabilità di governo”. Vendola ha dichiarato di non aver ascoltato il discorso di Bersani alla Camera, ha ribadito che se si andrà a elezioni anticipate è: “pronto a candidarmi alle primarie come premier del centrosinistra”.
I prossimi giorni vedremo come si dispiegheranno i giochi politici.
Assisteremo alla compra-svendita di deputati e senatori. Al ritorno al Pdl di alcuni di Fli.
Non deve essere persa di vista la Lega che fa capire bene le sue intenzioni mediante il ministro Maroni che considera quella di oggi la vittoria del primo tempo di una partita, ora il premier deve allargare la maggioranza. Occorre valutare, secondo Maroni, come andrà questa operazione perchè altrimenti è meglio andare al voto, poichè tutto bisogna fare tranne che replicare la pessima esperienza del governo Prodi. Il famoso pericolo di prodicizzazione di cui si è sentito parlare in questi giorni.
L’opposizione? Dovrà trovare maggiore coesione guardando in casa e non troppo a destra o al centro. Fini, Rutelli e Casini diano vita al terzo polo, se lo ritengono utile per il panorama politico, con cui non è bene, ora come ora, che Bersani e compagnia scendano a patti.
Per oggi sentiremo parlare di vinti e vincitori, sembra comunque chiara una cosa: il governo alla camera non ha la maggioranza assoluta e dunque non offre garanzie. Oggi non c’è più la maggioranza, ma solo la maggioranza relativa. Relativa più che mai!

Ivano Maddalena