«Massimo Ranzani è un grande veneto, alla cui memoria ci inchiniamo. Un figlio della nostra terra che fa onore all'Italia, alla sua famiglia, a tutti gli italiani». Così Antonino Pipitone, consigliere regionale di Italia dei Valori, sulla morte del tenente Ranzani, di 37 anni, di Santa Maria Maddalena (una frazione di Occhiobello, in provincia di Rovigo), in forza al quinto reggimento alpini di stanza a Vipiteno. Ranzani è rimasto ucciso ieri in seguito allo scoppio di una bomba nei pressi di Shindand, nell'ovest dell'Afghanistan, mentre era a bordo di un veicolo blindato Lince.«Siamo - afferma il dipietrista - di nuovo qui, impotenti, a parlare dell’ennesimo militare italiano perito durante una missione di pace, che di pace non è più da un pezzo. A commentare una morte che si poteva evitare. A dire che si possono ancora salvare, in futuro, le vite dei nostri militari che laggiù rischiano la pelle ogni giorno, ad ogni passo».
«Quante vite bisognerà ancora piangere prima che il governo si decida a ritirare i nostri soldati dall’Afghanistan? Quante frasi di circostanza e funerali di stato dovranno ancora passare? Come IdV - conclude Pipitone - siamo vicini alla famiglia Ranzani, a quelle dei quattro feriti e a tutti i commilitoni impegnati su quei territori, ma nel contempo chiediamo con forza: ritiriamo i nostri militari dall'Afghanistan». (c.s.)


























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