giovedì 3 marzo 2011

Di Pietro in Veneto: Per far cadere Berlusconi servono i cittadini, auspico una piazza pacifica

Di Pietro: “Una mia candidatura alle primarie del centrosinistra? Credo che il nostro candidato premier debba essere una persona che non divide, che è capace di parlare a 360°. Io mi sto impegnando nel costruire un’alternativa a Berlusconi”

Parla a tutto campo il leader di Italia dei Valori Antonio Di Pietro giunto a Vicenza ad inaugurare la scuola di formazione politica del suo partito. All’avversario di sempre Berlusconi dedica le bordate più dure: “Berlusconi ha comprato il consenso in Parlamento, lui non si dimetterà mai perché utilizza le istituzioni a fini personali. E chi lo fa cadere? Non può accadere in Parlamento, dove ha comprato i voti. O si aspetta il 2013 oppure si fa come me, che ho raccolto le firme per il referendum per abolire il legittimo impedimento”. Dopo il fallimento delle iniziative parlamentari delle opposizioni (brucia ancora la sconfitta del voto di sfiducia al governo del 14 dicembre scorso), Di Pietro si appella ai cittadini per la spallata definitiva ad un governo senza più credibilità: “Per far cadere Berlusconi servono i cittadini, auspico una piazza pacifica. Molti italiani hanno firmato per i referendum , tra cui quello sul legittimo impedimento, che abbiamo proposto noi di IdV. Gli italiani potranno, col referendum, mandare a casa Berlusconi, abrogando quella legge”. Restando in tema Referendum, Di Pietro attacca anche il ministro Maroni colpevole di aver snobbato la richiesta di accorpare elezioni amministrative e referendum in un’unica data, sia per evitare inutili sprechi che per favorire la partecipazione popolare al voto referendario: “Maroni non vuole far votare nello stesso giorno il secondo turno delle amministrative e i referendum. Votandoli assieme si risparmierebbero 350 milioni di euro. Ma il governo ha paura del quorum per i referendum, soprattutto per quello del legittimo impedimento. È una manovra per far fallire i referendum, e il governo 'padano' lo fa buttando via 350 milioni di euro”.
In terra veneta, dove la questione federalista è molto sentita, Di Pietro spiega il suo recente no al decreto fortemente voluto dalla Lega: “Siamo favorevoli al federalismo, infatti abbiamo votato anche noi la legge, ed anche il federalismo demaniale. Vogliamo che gli enti locali abbiamo maggiori risorse. Ma il decreto che hanno votato in questi giorni è una marchetta elettorale che farà un grosso danno, anche al Veneto. E per avere l'appoggio del PdL, la Lega ha dato l'ok ai provvedimenti per salvare Berlusconi”.
Da Nord a Sud, c’è lo spazio per parlare anche della candidatura di De Magistris a Napoli: “Benissimo, anche noi di Idv lo appoggiamo. Riteniamo che De Magistris sia l'unica speranza per Napoli, dopo quello che è successo, con un'amministrazione di centrosinistra che ha fatto pena, con una politica così confusa, e sottolineo che IdV non ha partecipato alle disastrose recenti primarie e non è nemmeno entrato in giunta a Napoli. Se potesse, il centrosinistra dell'Italia dei Valori ne farebbe volentieri a meno”.
L’ultima considerazione è insieme un richiamo all’unità del centrosinistra ed un messaggio al PD a non farsi incantare dalle sirene terzopoliste: “Per battere Berlusconi non vedo un comitato di liberazione nazionale. Se ce ne fosse bisogno ci starei, ma oggi non serve. Serve invece una colazione, con un programma concreto”.

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