martedì 19 aprile 2011

Berlusconi attacca la scuola pubblica

Qualcuno in questi giorni ha detto: “Berlusconi ormai farnetica, ha un urgente bisogno di un TSO, un trattamento sanitario obbligatorio” (Felice Belisario). Come non concordare? C’è di che preoccuparsi chiaramente. Invettive e insulti da parte del duce di Arcore si moltiplicano e il suo comportamento mettono alla berlina l’Italia e tutti i cittadini.
Non risparmia attacchi allo Stato, ai suoi organi di garanzia, la magistratura, la stampa libera, i diritti dei cittadini a un’istruzione gratuita, la scuola pubblica.
Sono invettive paragonabili a quelle della mafia che diceva che i giudici sono comunisti e delinquenti, o simili a quelle Brigate rosse. Per i delinquenti è naturale che i giudici siano da eliminare. Le Brigate rosse hanno cominciato con manifesti deliranti, con proclami e poi sono passati ai fatti, cioè al massacro dei giudici, loro bersaglio. La storia insegna? Credo di si. Forse siamo ancora in tempo anche se il delirio del Premier è sconcertante.
Per dirla con Roberto Saviano, Berlusconi è un abile utilizzatore della “macchina del fango” e un capace interprete del teatrino della politica. Alcuni suoi passaggi lasciano ben intravedere cosa pensa e a chi ci troviamo davanti.
“La sinistra dice che io ho attaccato la scuola pubblica, non è vero: ho semplicemente detto che, se una famiglia poco abbiente manda il figlio in una scuola pubblica e per sfortuna si trova un’insegnante di sinistra che vuole inculcargli dei valori diversi rispetto a quelli della famiglia, lo Stato attraverso le Regioni deve intervenire e dare a quella famiglia il sostegno adeguato per mandarlo in una scuola privata e cattolica”.
Sconcertante a dir poco. Ho la tentazione di mettere in campo la mia esperienza di insegnante nella scuola pubblica ma mi limito a fare solo alcune considerazioni. Ciò che sento dire è questo: “Scuse, scuse e ancora scuse per finanziare le scuole private. La scuola pubblica è più eterogenea di quel che Berlusconi stesso riesca ad immaginare. Sono molti gli insegnanti che lo hanno votato e che oggi sono molto pentiti a causa dei tagli, ma anche dei continui insulti indirizzati anche a loro”. Questo ho sentito dire da un collega.
Il suo ultimo attacco se non altro ha avuto il merito di risvegliare le coscienze assopite degli italiani che a gran voce chiedono la mobilitazione. Berlusconi non si rende conto che c’è un limite oltre il quale non si è disposti ad andare. L’Unione degli studenti ha deciso già di organizzare una manifestazione in 50 città nel mese di maggio a loro probabilmente si unirà la società civile e il mondo dell’Istruzione.
Dovrebbero in particolare mobilitarsi le famiglie. Come accettare che Berlusconi sia maestro dei valori da trasmettere alle giovani generazioni?
Quali valori conosce Berlusconi? Nessuno è senza peccato certo, ma almeno si limiti visto la sua personale esperienza che non giudichiamo ma ben tutti consociamo.
Quali valori propugna Berlusconi? Sono i valori della famiglia di Noemi che avevano destinato la propria figlia, ancora in fasce al Caimano, oppure quelli dei molti genitori pronti a mettersi in fila per incassare i lauti compensi elargiti alle figlie avvenenti e spinte a prostituirsi ad Arcore o nei palazzi del Premier. O quelli di strappare Ruby dalla strada e invece di favorire l’istruzione dare una cifra per aprire un centro d’estetica?
Sono questi i valori che la scuola deve “inculcare”? No. Non credo proprio. La nostra scuola pur con i suoi limiti, tra mille problemi e sfide cerca di insegnare sani valori e contenuti culturali e morali dai quali Berlusconi sistematicamente prende le distanze e contro i quali si scatena con tutta la sua forza distruttiva perché possano sempre più essere vincenti la sua ignoranza, la sua immoralità e la sua velenosa misoginia.
Infangare, distruggere e seppellire tutto ciò che disturba sembra essere la sua arte ma, nonostante lei, ancora riesce a sopravvivere nello spirito del nostro Popolo e nella cercata chiarezza e pulizia delle nostre Istituzioni la consapevolezza che siamo di fronte a uno che farnetica e che quindi occorre lottare e ribellarsi.
Non se ne può più di un Premier che amministra il Paese solo secondo le sue personali necessità, è ora di dire basta!
Berlusconi, finché è in tempo, si ritiri di sua spontanea volontà prima che la rabbia di chi ogni giorno lotta per la giustizia e l’onesta lo spedisca con la forza.

Ivano Maddalena

3 commenti:

Anonimo ha detto...

io ho frequentato la scuola pubblica è nessuno ha cercato di inculcarmi particolari ideologie politiche, tanto meno di sinistra, si vede che dove ha studiato il berlusca o dove ha mandato i suoi figli che le cose andavano diversamente, scommetterei che avrà studiato nelle scuole private o di estrazione cattolica e li è vero che ti fanno il lavaggio del cervello, ma per inculcarti le idee di destra, smentitemi se potete.

Antonella ha detto...

E' vero che ci sono molti insegnanti di sinistra. Anche perché una persona intelligente, che ha studiato (e non solo imparato concetti a memoria), non può votare Berlusconi. E se lo ha fatto si è ben presto ricreduto. Ma prima di tutto i nostri insegnanti sono dei professionisti e lasciano la politica fuori dalle aule.

maria ha detto...

Berlusconi a favore delle donne e delle mamme... per giustificare i suoi, le sue opinioni sulla scuola.

Questo il mio commento del 16 aprile su un mio link in bacheca...
Ma lo sa che la scuola è ormai una oasi quasi tutta al femminile? Per incontrà più di n'omo... cosa rara, devi aspettare le medie, ma la percentuale maggiore è sempre femmini...le... poi devi aspettare le superiori, ma la percentuale quasi vacilla o oscilla sulla parità... forse all'università c'è un mondo più maschile: forse! E se le donne sono migliori degli uomini, anche la scuola con insegnanti prevalentemente femmine, dovrebbe essere migliore? BOH!
Silvio Berlusconi, forse non lo sa, ma deve la sua vittoria agli insegnanti che tempo fa crettero in lui ed alle sue promesse: chi pensate che abbia fatto la differenza tra i voti del centrosinistra e quelli del centrodestra? Forse forse... LA SCUOLA?
Insegnanti, non ve la prendete: è solo un bunga bunga di ritorno....