Giovedì 28 aprile ore 20.30 in Sala Martinovich si conclude la rassegna Cinema e Risorgimento dedicata dal Comune di Bassano all’Unità d’Italia, con uno dei film più belli e significativi di Monicelli, nomination all’Oscar per la sceneggiatura originaleBassano del Grappa - Ultimo appuntamento al cinema, giovedì 28 aprile alle ore 20.30 in sala Martinovich, all’interno del ricco programma per i festeggiamenti del 150° dell’Unità d’Italia, con il film di Mario Monicelli I compagni (1963) che il Comune di Bassano del Grappa - Assessorato allo Spettacolo, offre alla cittadinanza in visione gratuita.
Una rassegna cinematografica per riflettere sui molteplici aspetti e volti del periodo risorgimentale prendendo in esame alcune pellicole significative, realizzate dagli anni ‘30 agli anni ‘70. Una riflessione critica sul tema dell’Unità d’Italia a partire da punti di vista e prospettive differenti.
I compagni, diretto dal regista viareggino nel 1963 e incentrato sullo sciopero di un gruppo di operai di una fabbrica tessile nella Torino di fine Ottocento: "Uscì sotto le Feste - racconta l’amico regista Gianni Amelio - ma non era un film leggero e non sfondò al botteghino, nonostante si fosse corsi ai ripari incollando sui flani la fascetta "Sciopero coi baffoni", per intendere che si rideva anche. Credo sia stato il dispiacere più grande della carriera di Mario, ma era il suo film del cuore: così legato a Torino, proiettarlo è un dovere".
Il film è ambientato appunto a Tornio, sul finire del secolo scorso. In una industria tessile, un gruppo di operai, prendendo lo spunto da un incidente di lavoro, chiedono la revisione del loro trattamento. Però l'azione fallisce. Riprenderà quando un agitatore sociale, il Professor Sinigallia (magnificamente interpretato da Marcello Mastroianni) organizzerà gli operai incitandoli allo sciopero ad oltranza. Nella reazione di crumiraggio sollecitata dai padroni, un operaio perde la vita, mentre il professore, ricercato dalla questura, cerca rifugio da una prostituta. Lo sciopero continua e la resistenza padronale sta per vacillare. Nello scontro con la cavalleria, chiamata per difendere la fabbrica dall'occupazione, cade una seconda vittima. Gli operai ritornano al lavoro sotto il peso della sconfitta, ma con una speranza per l'avvenire.
Una storia che dagli albori della lotta operaia si ripete nella storia, Monicelli la descrive attenuando notevolmente il tono da commedia, senza comunque essere retorico nella sua drammatizzazione.
Visivamente è un film straordinario ad iniziare dalla fotografia in bianco e nero di Rotunno ed ad un impatto scenografico eccellente come ricostruzione d'epoca.
Ingresso libero. Informazioni Ufficio spettacolo tel. 0424 217819 217804


























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