sabato 9 aprile 2011

CONSIGLI LIBRARI N.62

Il manifesto del partito dei giovani
Civati Giuseppe
€ 14,00
2011, 172 p., brossura
Melampo

È il momento di una rivoluzione. Nulla di meno occorre di fronte al crollo di questo paese. La casa, i precari, la scuola e la ricerca, il fisco, l’informazione. L’Italia senza diritti per chi è “diverso”, magari perché omosessuale, donna o troppo giovane. L’innovazione tecnologica e l’ambiente ridotti a tema da convegno o poco più. La banda larga che rimane maledettamente stretta. L’Italia della rete libera, vissuta con sospetto dal circuito politico-mediatico. E l’abisso scavato tra le generazioni, nella patria dell’erede (per chi ha una eredità di cui godere) e del figliol precario (che non ha futuro e ancora non si è ribellato). Il “Manifesto” offre un affresco potente e preoccupato del presente e disegna soluzioni per il futuro, lanciando l’idea di una rivoluzione leggera. È il Manifesto degli italiani che verranno, degli italiani “prossimi”: prossimi anche perché solidali, vicini, alla pari. Rinnovati. È il Manifesto dell’era post berlusconiana, del ricambio della classe dirigente, della necessità di portare avanti le lancette dell’orologio e di interrogarsi radicalmente sull’età del paese e del mondo. Perché chi ha meno di quaranta anni spesso non si sente rappresentato da nessuno, e cresce il bisogno di qualcuno che lo voglia e lo sappia fare. Anche a costo di dare vita a un nuovo partito, il Partito dei giovani: non dei giovani dirigenti, ma dei giovani elettori. Uno scenario tra la rivolta e il sogno che può diventare realtà.

Indignarsi non basta
Ingrao Pietro; Boccia M. Luisa; Olivetti Alberto
€ 5,00
2011, 64 p.
Aliberti (Collana: Fuori collana)

Commentando “Indignatevi”, di Stéphane Hessel, Pietro Ingrao sostiene che l’indignazione non basti. “Bisogna costruire una relazione condivisa, attiva” dice, e aggiunge: “Valuto molto più forte il rischio che i sentimenti dell’indignazione e della speranza restino, come tali, inefficaci, in mancanza di una lettura del mondo e di una adeguata pratica politica che dia loro corpo. Che l’indignazione possa supplire alla politica e, in primo luogo, alla creazione delle sue forme efficaci è illusorio”.

Complici. La relazione pericolosa tra l’Italia e il regime di Gheddafi
Garofalo Luigi, Gramaglia Giampiero
€ 15,00
2011, 400 p., brossura
Editori Riuniti UP

Siamo complici, con l’obbligo morale di riconoscere le nostre responsabilità. Giampiero Gramaglia e Luigi Garofalo ci costringono a farlo con questo libro. Un’inchiesta coraggiosa e illuminante che getta finalmente luce sugli intrecci di interessi inconfessabili esistiti tra l’Italia e il regime di Gheddafi. Gli autori ripercorrono con rigore le tappe che hanno portato al Trattato di amicizia con Gheddafi siglato dal Governo Berlusconi. Cosa ha legato l’Italia a una feroce dittatura, capace di reprimere nel sangue le rivolte dei propri cittadini? Attraverso la produzione di documenti originali, numerose interviste a imprenditori operanti in Libia e una minuziosa ricostruzione degli eventi degli ultimi anni, scopriamo che c’è stato molto più del bunga bunga dietro a questa relazione pericolosa.


*descrizioni dalla quarta di copertina

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