"Restiamo umani è l'adagio con cui firmavo i miei pezzi per il manifesto e per il blog ed è un invito a ricordarsi della natura dell'uomo, io non credo nei confini nelle barriere, nelle bandiere. Credo che apparteniamo tutti, indipendentemente dalle latitudini e dalle longitudini, alla stessa famiglia che è la famiglia umana". (Vittorio Arrigoni)


























8 commenti:
Provo un infinito dolore per la barbara uccisione di Vittorio.
Ce ne fossero di utopisti come Vik il mondo sarebbe migliore
A lui sicuramente non sarebbe piaciuta la definizione di EROE, però per me lo è. Non ti dimenticheremo mai
Continueremo a lottare per la pace in Palestina nel tuo nome.
Non ho avuto la fortuna di conoscerlo ma era come se lo conoscessi leggendo i suoi reportage sulle terribili condizioni dei territori occupati.
La frase sopra è una sintesi della sua umanità e del suo amore per il prossimo. Mirco
E adesso chi ci racconterà di cosa avviene in Palestina? Una perdita incolmabile.
/Dal Mattino di Padova/
Una serata per ricordare Vittorio Arrigoni, il volontario italiano rapito e ucciso a Gaza, viene proposta lunedì dall'Associazione per la Pace di Padova. «Uomo di pace e giornalista coraggioso - scrive Gianna Tirondola dell'Assopace - aveva scelto di vivere a Gaza e di raccontare giorno per giorno la lotta per la sopravvivenza dei palestinesi rinchiusi nell'assedio. Ogni suo messaggio si chiudeva con le parole "Restiamo umani". Non dobbiamo rassegnarci alle violenze, alle ingiustizie; dobbiamo rompere il silenzio e rinnovare l'impegno contro l'assedio, contro l'occupazione israeliana, contro tutti i fondamentalismi, contro la disumanità» Lunedì 18 in occasione dell'ultima serata del cineforum dedicato alla Palestina, si ricorderà Vittorio Arrigoni. Alle 20.45 nella sala Fronte del Porto di via Santa Maria Assunta al Bassanello, sarà proiettato il film "Vietato sognare" dell'attrice e regista Barbara Cupisti. In sala a commentare il film e a ricordare Arrigoni ci sarà la regista del film. Il film prodotto nel 2008 e distribuito all'estero col titolo "Forbidden Childhood" illustra la condizione dei bambini palestinesi alle prese con una quotidianità di violenza e senza un futuro, ed è stato girato tra i Territori Occupati e gli Stati Uniti. Negli Stati Uniti, l'ex combattente palestinese Ali Abu Awwad, già nella prima Intifada e ora uno dei leader del movimento pacifista "Al Tariq"
VIK WE WILL NEVER FORGET YOU
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