Padova - Torri civili e militari di Padova comunale e carrarese. Con questo secondo ciclo di Urbs Ipsa Moenia, che riprende in parte la formula adottata lo scorso anno, prosegue l’aggiornamento sulle acquisizioni più recenti della ricerca sul campo, presentando restauri o studi recenti, focalizzando però l'attenzione su di un tema specifico, che potrebbe sembrare limitato e offre invece una casistica assai varia di edifici spesso poco conosciuti in profondità, anche se a volte sotto gli occhi di tutti.
È l’occasione per fare il punto sulle torri delle mura medievali di Padova, delle quali, se si eccettuano le due porte della cinta comunale, nessun’altra si è conservata. Nonostante il ritrovamento di qualche resto archeologico, per queste torri è necessario ricorrere al confronto con analoghe strutture ancora esistenti a Cittadella, Este, Montagnana.
Si torna a parlare del castello, delle sue due torri e di quelle che ancora sorgono nelle sue adiacenze, all’interno del sistema difensivo meridionale che nel castello aveva il suo fulcro: la torre della Soccorso e quella della Cittadella Vecchia, oltre alla piccola torretta che chiude il percorso del traghetto sulla sommità della cortina comunale.
Torri militari ma anche torri civili. Ampio spazio è dedicato alle case-torri e alla torri vere e proprie costruite dalle famiglie magnatizie della città a partire dall'epoca comunale fino al Trecento, come residenza fortificata per la propria sicurezza o come simbolo di potenza, da segnalare con una sempre maggiore altezza, in diretta concorrenza con i campanili delle chiese. Di alcune si seguono le vicende fino ai nostri giorni, con riguardo anche alla problematica del riuso.
Un caso particolare è quello della torre del Bo (già Papafava), le cui vicende, fino alle proposte di ricostruzione in forma moderna degli anni '30, sono di grande interesse. Della famiglia più importante, i da Carrara, si illustra anche quanto rimane della loro primitiva residenza a Carrara San Giorgio.
Nel momento in cui Padova va riscoprendo un suo passato di capitale, politica e culturale, e contemporaneamente cerca di ridarsi un ruolo guida a livello regionale, obiettivo che necessita anche di segni architettonici forti, come l’auditorium, certo, ma anche come le nuove torri che stanno sorgendo e sorgeranno presto in punti chiave della città, il Comitato Mura lancia una piccola provocazione, ricordando ai padovani che proprio le torri hanno caratterizzato la città nell’epoca del suo maggiore splendore, il medioevo comunale e carrarese. (c.s.)
Le conferenze sono ad ingresso libero
Martedì 3 maggio
Ugo Ladini
Introduzione
Claudio Rebeschini
La torre del Soccorso: indagini e restauro
Adriano Verdi
Le torri delle mura medievali di Padova: indizi e ipotesi
Martedì 10 maggio
Alexandra Chavarria, Gian Piero Brogiolo
Architetture e potere a Padova: torri e chiese alla fine dell'XI secolo
Martedì 17 maggio
Serenella Borsella
Le torri della cinta comunale: porta Molini e Altinate
Serena Franceschi, Adelmo Lazzari
La torre di Ezzelino e la Turlonga: analisi stratigrafica
Vittorio Dal Piaz
La torre dell'Università, già Papafava: storia tormentata di un salvataggio
Martedì 24 maggio
Edi Pezzetta
Le torri delle città murate: il caso di Montagnana
Breve nota sulla torre est del castello di Padova
Ugo Fadini
La torre sud della reggia: tracce e indizi
Maria Teresa Sambin
La reggia carrarese: il problema della cinta muraria
Martedì 31 maggio
Antonio Draghi
La corte fortificata di Carrara San Giorgio
Le torri delle città murate: il caso di Este
Andrea Ulandi
Le torri del traghetto alle mura: nuove acquisizioni


























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