Mobilitazione in tutto il Veneto contro lo sfruttamento del lavoro giornalistico Venezia - I giornalisti scendono in piazza per protestare contro lo sfruttamento del lavoro giornalistico precario. Re:fusi - il coordinamento dei giornalisti veneti freelance - ha comunicato la sua adesione alla giornata di mobilitazione nazionale in programma sabato 9 aprile. In Veneto numerose sono le iniziative messe in piedi per l'occasione: a Padova l'appuntamento “Per liberarsi dalla precarietà” è alle ore 17.30 in Piazza Garibaldi, a Vicenza il ritrovo è in Corso Palladio e in Piazza dei Signori a partire dalle 17.30 dove è previsto anche un flash mob, Verona ospita invece la manifestazione in Piazza Brà alle ore 18.00; nel Veneziano l'appuntamento è previsto fra le 14.00 e le 19.00 in Piazza Ferretto.
"Re:fusi partecipa all’organizzazione delle iniziative con manifestazioni e flash mob che saranno organizzati nelle città venete, portando il proprio contributo specifico: la volontà di superare le condizioni di lavoro di centinaia di giornalisti «collaboratori» delle testate cartacee e audiovisive, che da due anni denunciamo come insostenibili, segnate da tariffe molto basse, assenza di garanzie e di tutele per malattia o maternità, incertezza sul proprio futuro - si legge nel comunicato di annuncio della mobilitazione - Una condizione che, lavorando autonomamente ma in stretta collaborazione con il sindacato, riteniamo vada resa visibile all’opinione pubblica e superata, perché mette in pericolo la qualità stessa dell’informazione e quindi della democrazia in Italia. Ci chiedia mo: quanto è libero, nel suo lavoro, un giornalista precario, che deve guadagnarsi giorno per giorno la sua «pagnotta» e può vedere da un giorno all’altro la sua collaborazione conclusa per decisione unilaterale del suo giornale o del suo direttore?". (c.s.)
IL COMUNICATO DELLA FEDERAZIONE NAZIONALE DELLA STAMPA
“Il precariato e le difficili condizioni del lavoro autonomo giornalistico sono una grave alterazione del mercato del lavoro che colpisce le persone e, alla lunga, è motivo di sofferenza per il sistema dell’informazione, dove visioni editoriali miopi, aggredendo anziché valorizzare il lavoro professionale, finiscono nella trappola di un mercato fatto di concorrenza sleale. La Fnsi da tempo sollecita un’inversione di tendenza e di marcia, di carattere culturale e politico, chiamando nel contempo le parti imprenditoriali alle loro responsabilità industriale e sociale. In questo quadro tutte le iniziative che tendono a porre in primo piano nell’agenda pubblica del Paese la lotta al precariato e le iniziative per il suo superamento meritano ascolto e attenzione. Per questo oggi i vertici (delegazione compost a dal Segretario Generale e Presidente Franco Siddi e Roberto Natale, dal Responsabile per il piano contro il precariato Fabio Azzolini e dai membri di Giunta Leyla Manunza, Paola Vescovi e Carlo Parisi) della Fnsi hanno tenuto, nella loro sede nazionale a Roma, un incontro con le rappresentanti del comitato promotore della manifestazione civica del 9 aprile contro il precariato.
Si è trattato di un momento di valutazione e approfondimento intenso sulla piattaforma di una “manifestazione aperta”. Gruppi e reti di giornalisti saranno presenti alla manifestazione. La Fnsi conferma e rafforza il proprio impegno concreto per affrontare i nodi del precariato e delle anomalie dei rapporti di lavoro autonomo che sempre più spesso sono forme di sfruttamento vero e proprio, incoraggiando dialogo e prosecuzione di tutte le espressioni della categoria, sin dai livelli di base delle Associazioni regionali di stampa. Il movimento dell’opinione pubblica ha la sua importante valenza. L’informazione ha il dovere di prestare sempre di più attenzione alle urgenze di intervento contro l’elusione degli obblighi sociali e della contrattazione per combattere le forme di inquadramento anomalo, pe r esigere giusti compensi per le prestazioni professionali autonome, per un welfare dignitoso che metta tutti i lavoratori e le lavoratrici nella condizione di pari cittadinanza. Sono necessari anche interventi legislativi e chiare norme per superare lavoro nero e precariato in un’ottica di tutela dei diritti del lavoro come diritti umani fondamentali. I temi del precariato devono diventare assolutamente centrali nell’agenda pubblica del Paese. Come parte sociale, la Fnsi confida anche nell’attività diffusa di iniziativa sociale e sindacale dei colleghi per rafforzare, con speranze di successi migliori del passato, storiche battaglie per la stabilizzazione dei posti di lavoro precari, per il giusto compenso dei freelance, per una previdenza che assicuri un unico regime contributivo e uguali prestazioni per tutta l’area del lavoro autonomo. Durante l’incontro è stato anche riconosciuto quanto sia necessario saper combinare le iniziative di base con il rafforzamento del sistema delle rappresentanze, inclusivo e sempre meno corporativo, per efficaci azioni di lotta al mercato selvaggio del lavoro in tutti i settori, da quelli pubblici a quelli privati e, ovviame nte, tra questi, quello dell’editoria dove si gioca una partita fondamentale per la libertà e la dignità di tutti. Frattanto la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, per la sua parte, su queste materie continuerà l’interlocuzione istituzionale,cominciata con l’audizione fatta dalla Commissione Lavoro del Senato,con gli editori, contemporaneamente con il negoziato della parte economica del contratto, e con tutto il sindacalismo confederale,attraverso la richiesta di confronti diretti bilaterali.La prossima settimana infine sono già previste le riunioni della Commissione e dell’Assemblea nazionale freelance del sindacato dei giornalisti”.


























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