Riceviamo e pubblichiamo: Italia dei Valori ha presentato un progetto di legge regionale sulla cura del diabete, che vede Antonino Pipitone come primo firmatario. Un testo che, oltre agli altri due consiglieri IdV (Gustavo Franchetto e Gennaro Marotta), ha avuto il sostegno bipartisan di esponenti di tutti i gruppi, tranne la Lega: Grazia (Udc), Fracasso e Sinigaglia (Pd), Pettenò (Fsv), Bottacin e Causin (Gr. Misto). Di rilievo la firma che ha voluto aggiungere al testo di Pipitone anche il presidente della Commissione Sanità Leo Padrin (Pdl).
«Ho fortemente voluto questo progetto di legge - dice Pipitone - come politico ma anche nella mia veste di medico diabetologo. Le cifre che riguardano il diabete fanno tremare, sia per la loro vastità sia per il rischio, sempre presente, di sottovalutare questa insidiosa malattia».
Nel Veneto circa 400mila persone sono oggi malate di diabete (250mila sono già diagnosticate, mentre 125mila ancora non lo sanno). Una famiglia su quattro ha almeno un familiare diabetico, ed ogni anno i nuovi casi sono migliaia. Il costo sociale è calcolato in 2.500 euro l’anno a persona e, fra spese dirette e indirette, ogni anno nel Veneto il diabete brucia circa 1 miliardo e 500 milioni di euro.
«Per curare il diabete - spiega Pipitone - ci vuole innanzitutto una dieta adeguata, attività fisica costante, stop al fumo, controllo di peso e pressione. La carta vincente si chiama prevenzione. Nei bambini, invece, gli errati stili di vita e il drammatico incremento dell'obesità portano ad un preoccupante aumento del diabete di tipo 2. Così la riorganizzazione ed il potenziamento dell'assistenza diabetologica diventano necessità immediate, come bene aveva recepito il Progetto Diabete del 2009».
Il progetto di legge IdV esprime concetti all’avanguardia. «Si danno indicazioni precise - spiega l’autore - a tutti i centri antidiabetici del Veneto, spiegando per filo e per segno cosa devono fare. La Regione deve individuare i Livelli Minimi di assistenza ed organizzare un sistema coordinato di prevenzione e cura, così il trattamento sarà garantito ai massimi livelli ovunque, dall'ambulatorio di periferia alla clinica universitaria.
Grande attenzione viene destinata al territorio. Secondo il testo-Pipitone ogni provincia dovrà dotarsi di una Unità Operativa Complessa Diabetologica, mentre ogni Asl dovrà avere almeno una Unità Operativa Semplice Diabetologica. «Centri diretti da specialisti, al contrario di quel che avviene oggi – è il rilievo di Pipitone, che poi conclude - La cura del diabete inizia dall’infanzia, e il progetto IdV provvede a normare le strutture diabetologiche e le attività per l'età evolutiva, che va dalla prima infanzia ai 17 anni, oltre a favorire, con provvedimenti innovativi per la nostra regione, l'inserimento dei giovani diabetici nel mondo del lavoro».


























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