sabato 21 maggio 2011

CONSIGLI LIBRARI N.68

H2Oro. Le mani di pochi sul bene di tutti
Zardetto Alessandro
€ 12,50
2011, 256 p., brossura
Castelvecchi (collana Tazebao)

E’ indispensabile per la stessa sopravvivenza umana sul pianeta ma, come una merce qualunque, rischia seriamente di essere assoggettata alle spietate logiche del profitto. Questo, in estrema sintesi, è il rischio corso dall’acqua: un bene comune di enorme valore scivolato - malgrado la fortissima pressione dell’opinione pubblica - nella spirale di una privatizzazione mascherata da “liberalizzazione del settore idrico”. Il provvedimento, sostengono gli esperti, porterà ulteriore ricchezza nelle tasche di pochi, ma peserà sui cittadini con rincari in bolletta compresi tra il 30 e il 40 per cento. Ma chi vuole strappare l’acqua ai cittadini per regalarla a oscure lobby di potere? H2Oro ricostruisce le tappe della messa in vendita dell’acqua pubblica, dalla nascita del “servizio idrico integrato” (1994) all’ultima legge fortemente voluta dal Governo Berlusconi. Un viaggio attraverso le regioni italiane che più soffrono la logica del profitto, per scoprire chi sta realmente approfittando della mercificazione del bene. Da Arezzo, dove l’acqua costa agli utenti circa 400 euro l’anno a fronte dei 268 della media italiana, ad Agrigento, in cui una famiglia può arrivare a spendere fino a 20mila euro, l’acqua alimenta gli interessi di banche d’affari, fondi d’investimento e multinazionali. Un commercio sporco contro cui i movimenti impegnati nella difesa dell’acqua pubblica hanno raccolto un milione e quattrocentomila firme e invocato un referendum: l’unico modo per esprimere il dissenso del popolo su una privatizzazione che mette in discussione lo stesso diritto alla vita.

Ricordiamo l’appuntamento:
CATENA UMANA PRO REFERENDUM
Ritrovo oggi, sabato 21 maggio, alle ore 15.30 in Piazzale Europa a Sottomarina di Chioggia, per chi arriva in corriera. La manifestazione si terrà presso la spiaggia di Sottomarina, lungo il tratto di battigia antistante gli stabilimenti Astoria e Clodia.

Ribellarsi è giusto. Il monito di un novantacinquenne alle nuove generazioni
Ottolenghi Massimo
€ 12,00
2011, 121 p., brossura
Chiarelettere (collana Reverse)

“Noi non ce l’abbiamo fatta, abbiamo fallito, ora tocca a voi”. Parola di un ultranovantenne liberale, protagonista di tante battaglie. Fin da quando, ragazzo, si rifiutò di fare ginnastica per non indossare la divisa fascista. Triste e drammatico sentirsi dire dal proprio padre, ebreo, cattedratico messo da parte dopo il 1938: “Disconoscimi e sarai libero”. Massimo non lo fece e poi partecipò alla Resistenza nelle valli di Lanzo contribuendo a salvare centinaia di ebrei. Ma le esperienze vissute sono preziose se servono a parlare del futuro in modo più consapevole. Ottolenghi invita i giovani di oggi a fare quello che i giovani di ieri non hanno fatto: quella rottura con il passato necessaria per togliere il potere dalle mani dei più anziani e diminuire il potere dei partiti fascistizzati che hanno schiacciato la società civile. Il pericolo di una deriva antidemocratica è troppo evidente per non lanciare un allarme. “Evitiamo una nuova Shoah dei diritti” scrive l’autore con riferimento anche alle attuali discriminazioni nei confronti di immigrati, zingari e tutti i più deboli. “Cominciano così le dittature”. Bisogna difendere la scuola pubblica (grande palestra di democrazia) e gli investimenti nella cultura, l’unica garanzia contro il velinismo e il consumismo che stanno trasformando soprattutto i ragazzi meno attrezzati in obbedienti cittadini consumatori. E pensare un modello di società più umana, più pulita, più vicina alle esigenze autentiche delle persone.

Non per me solo. Vita di un uomo a servizio degli altri
Colmegna Virginio
€ 15,00
2011, 208 p., brossura
Il Saggiatore (collana La cultura)

Gennaio 1960. Un ragazzo cammina per strada. E’ uscito da scuola. A casa, ad aspettarlo, la madre operaia, il padre invalido. La povertà e la dignità nella luce di una fede semplice e pura. Il ragazzo non torna a casa, va all’oratorio. Virginio ha scoperto la vocazione. Autunno 1962. In seminario, lo studio, i giochi. La vitalità dell’adolescenza stride col rigore delle regole. La forza della fede vince su tutto. Giugno 1969. Prete, il primo incarico, in Bovisa, quartiere operaio nella periferia di Milano, disagio sociale e voglia di riscatto. Voglia di protestare e di abbattere le porte dell’indifferenza. Don Virginio è in prima fila. Aprile 1981. Tre giorni in un monastero a fianco del cardinale Martini, immerso nel suo sguardo colmo di attesa e di fiducia. La nuova spinta, a partire ancora una volta dagli ultimi. Poi la direzione della Caritas ambrosiana. Infine la realizzazione di Casa della carità. “Non per me solo” offre al lettore l’esperienza di vita di un sacerdote che ha fatto una scelta, che rinnova ogni giorno. Mettersi a servizio degli altri. Disabili, donne maltrattate, senza tetto, rom, migranti. Questo libro dà voce a tutti gli esclusi dalla società a cui la vita di don Virginio si è intimamente legata, fino all’ultimo approdo in Casa della carità, la casa di accoglienza voluta da Carlo Maria Martini e presto diventata faro di umanità solidale nella nebbia della metropoli milanese.

*descrizioni dalla quarta di copertina

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