martedì 28 giugno 2011

La calda estate della politica italiana

L’estate della politica si annuncia bollente. Non mancheranno le sorprese soprattutto per le tasche degli italiani, ma anche nei vari schieramenti politici siano essi di maggioranza che minoranza non sembrano mancare tremolii, mugugni e distinguo. Ci sono diverse turbolenze presenti in varie personalità del mondo politico e in diversi schieramenti.
Una vera e propria rotta di collisione sembra essere in atto tra Lega e Tremonti. Chi l’avrebbe mai detto? La manovra finanziaria sembra non essere condivisa e pare scontenti Bossi e anche molti pidiellini.
La manovra pensata da Tremonti prevede l’abolizione dell’Irap, odiata dai commercianti, gradualmente fino al 2014, tre sole tre aliquote Irpef, al 20, 30 e 40% (invece delle 5 attuali), ma anche l’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie già dal 2012 con l’introduzione di un'aliquota unica al 20% per finanziare la riduzione delle tasse. C’è poi l’ipotesi di aumento di un punto dell’Iva, mentre dal disboscamento della selva di bonus e agevolazioni fiscali il governo punta a incassare fino a un massimo di 16 miliardi.
Tutto ciò non è gradito. Così c’è chi prospetta le dimissioni del “superministro” Tremonti. Sarebbe un duro colpo per il governo e Berlusconi, oggi e nei prossimi giorni, avrà il suo bel da fare per riportare la calma nel mare agitato della maggioranza. Già in queste ore, la maggioranza vivrà il vertice e si farà luce non solo sulla manovra finanziaria ma anche sugli equilibri da riassestare.
Sempre nella maggioranza ad avere dei tremolii è Gianni Letta, l’uomo ombra, l’uomo potente, un’intoccabile, gran consigliere di questo governo. Lui, grande amico di Silvio Berlusconi e del cardinale Bertone, ora è in agitazione. Lasciamo perdere l’affare intercettazioni, ci sarà tempo per tornare sulla questione. Letta preme perché a Milano arrivi un arcivescovo amico come l’attuale cardinale di Venezia Angelo Scola. La conferenza dei vescovi italiani vorrebbe un uomo più aperto e conciliare. Si tratta di ore e arriverà la decisione.
Certo è che il duce di Arcore spera in una vittoria almeno sul fronte ecclesiale nel computo delle “battaglie” sembra dover dire: abbiamo perso le amministrative, abbiamo perso il sindaco di Milano, il sindaco di Arcore, abbiamo perso i referendum, abbiamo solo ottenuto la maggioranza in parlamento. Berlusconi non lo dice, ma a Milano spera di avere almeno il Cardinale dalla sua parte, non lo era certo il cardinale Dionigi Tettamanzi che va lodato per coerenza e capacità di non lasciarsi tirare per la porpora e per tanti motivi ancora.
Intanto a Milano Pisapia comincia dalle piccole cose ma significative. A Milano non ci saranno più auto blu di rappresentanza, ma solo piccole utilitarie in condivisione, “utilizzate con la dovuta sobrietà”. Una bella e concreta notizia che sembra “una piccola cosa”, ma costituisce un segnale concreto di chi pensa al bene comune e non all’immagine e al privilegio. Così si comincia a risparmiare e ad impegnare risorse in ambiti più necessari.
A Napoli, De Magistris non trema anche se… la lotta contro l’invasione dei rifiuti sembra essere assai ardua e presenta lati oscuri che sembrano però venire a galla. Le parole del neo sindaco ci indicano bene la situazione: “La camorra ostacola la nostra rivoluzione ambientale a Napoli. Gli ambienti criminali, affaristi, e talvolta politici, non ci mettono i tappeti rossi. Ma andremo fino in fondo per risolvere questa situazione”. Ne saprà qualcosa Caldoro? Uno che probabilmente sta un po’ tremando. E poi a far tremare i politici sono sempre le intercettazioni. Tanta corruzione non verrebbe a galla senza di esse.
Infatti, se da un alto è giusto non generalizzare: “tutti i politici sono corrotti” dall’altro è vero che alcuni schieramenti ultimamente hanno delle belle grane da risolvere. Basta pensare a ciò che emerge a Roma e a Parma. Dal nord al sud, passando per il centro quelli dell’UDC li trovi spesso con “le mani sporche”. Nessuno è senza peccato comunque.
Il Pd trema alla sola idea che ormai i giorni del Caimano siano finiti e c’è molto lavoro da fare per presentarsi con una alternativa credibile al voto venturo, sia esso imminente o ahimè a fine mandato se non si avrà il coraggio da parte di qualcuno di staccare la spina al governo. E pensare che come dicono qui nel Veneto “La festa xe finia”. O ancor meglio, come dice un antico proverbio inglese: “There is no more tripe for cats”. Il gatto avrà anche sette vite, ma prima o poi arriva la fine. Anche se come diceva bene il Trap: “Non dire gatto, se non lo l’hai nel sacco” o se volete: “non vendere la pelle dell’orso prima di averlo preso” noi non vogliamo anticipare le cose, gli accadimenti, ma speriamo sia giunta l’ora di aria nuova.

Ivano Maddalena

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