mercoledì 6 luglio 2011

La Casta di Sprecopoli salva le Province

Si parla tanto di tagli ai costi della politica ma quando si presenta l’occasione per agire concretamente la casta fa quadrato e non rinuncia ai propri privilegi. E’ successo per esempio ieri con la bocciatura del testo, presentato da IdV, sull’abolizione delle province. “117 capoluoghi di provincia per 110 province. Un apparato elefantiaco quasi inutile che costa 13 miliardi di euro ogni anno e che non ha senso mantenere in piedi” ha detto il deputato veneto Massimo Donadi, ricordando che oltre che immorale la decisione di tenere in piedi le province non è più economicamente sostenibile. Un’occasione persa per rimettere in ordine i conti dello Stato e soprattutto per l’opposizione, per presentarsi unita come valida alternativa di governo. Rimandare al futuro è la parola d’ordine, come lo slittamento, a data imprecisata, della discussione sul dimezzamento dei parlamentari e i tagli degli stipendi di deputati e senatori, ennesima promessa non mantenuta del governo.
Ma “Sprecopoli” non conosce confini e vergogna. Appena ieri la Giunta regionale del Veneto, su proposta dell’assessore alla Caccia Daniele Stival, ha approvato una delibera che stanzia 143mila euro di consulenze e 40mila euro di servizi per la redazione del Piano Faunistico Venatorio regionale. Il lavoro dei consulenti dovrà essere svolto entro il 30 giugno 2012. Il consigliere Gennaro Marotta in una nota denuncia: “Era così indispensabile, in tempi di crisi, assegnare una consulenza esterna, per la caccia, alla modica cifra di 183mila euro per un anno di lavoro?” e prosegue: “ho letto il testo della delibera e, sinceramente, non mi ci raccapezzo. Primo: il Piano Faunistico Venatorio è uno strumento di pianificazione, che potrà trovare definizione solo quando le Province avranno fatto il loro. Non si poteva aspettare? Secondo: Stival, nella delibera, scrive che si cercano consulenti esterni in materia perché si prende atto dell'assenza di competenze sufficientemente qualificate all'interno dell'Amministrazione Regionale. …Inutile dire che di denari per contributi alle Scuole o servizi di aiuto ai malati terminali, intanto, non se ne trovano”. Alla fine resta un dubbio: se la politica non dà l’esempio, perché noi cittadini dovremmo sostenere i sacrifici di una manovra finanziaria socialmente iniqua?

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