venerdì 5 agosto 2011

Bonfanti Vimar presenta: PGE, l’auto elettrica

Sin dall’alba dell’automobile il motore a scoppio fu contrastato dall’elettricità e dal vapore. Sappiamo bene come è andata, con la vittoria schiacciante del motore a benzina o gasolio, dimostratosi meno pesante, più pratico, più versatile.
Ora in questi ultimi dieci/quindici anni il problema si è rovesciato. Le centinaia di milioni di veicoli circolanti nel mondo rendono soprattutto i centri delle città assediati dal traffico, soffocanti e spesso invivibili.
Nei primi anni Settanta del secolo scorso (dunque ben quarant’anni fa) qualcuno ebbe l’idea di risolvere questo problema, che cominciava già ad affacciarsi nei grandi centri.
L’industriale patavino Angelo Dalle Molle, dette vita al Centro Studi della Barbariga indirizzato verso l’ecologia ed il rispetto dell’ambiente.
Venne costituita la PGE ( Progetti Gestioni Ecologiche) per la costruzione di alcuni esemplari di veicoli elettrici che avrebbero dovuto, nel contesto di un più ampio progetto, contribuire al risanamento dei centri storici delle grandi città dall’inquinamento da polveri e rumore causato dalla circolazione di veicoli con motore tradizionale. Bisognava precluderne la circolazione, sostituendola con un sistema di noleggio computerizzato di veicoli elettrici a guida personale.
In contemporanea il Centro Studi della Barbariga avviava, in collaborazione con alcuni docenti dell’Università di Padova, la progettazione di un sistema di stazioni di ricarica e noleggio dei veicoli elettrici.
Dalla sua costituzione sino ai primissimi anni Novanta, la PGE ha omologato cinque tipi di veicoli elettrici: 2/3P, Taxi, Taxi merci, Van e Van8 ambulanza, costruendo in una dependance della villa opportunamente ristrutturata quasi duecento veicoli e partecipando a “Progetti finalizzati al trasporto elettrico” in collaborazione con Fiat, Enel, Agip e con l’Università di Bruxelles.
A questo punto tutto era pronto. Si erano prese due città - campione, Padova e Milano, costruendovi attorno un progetto dettagliato che prevedeva diverse stazioni, nelle quali l’automobilista poteva lasciare la propria vettura, digitare su un sistema computerizzato (siamo nel 1980!) la richiesta del tipo di veicolo adatto alla propria esigenza (due posti, tre posti, furgone, taxi, ecc.) ed inserire una carta di credito. Sul dispaly appariva il numero della vettura disponibile e da un cassettino si prelevavano le relative chiavi. Oltre al tipo di veicolo richiesto, si teneva conto dell’esemplare con la maggior carica delle batterie, in modo che l’utente potesse circolare senza preoccupazioni.
Si staccava la spina dalla colonnina di ricarica e si poteva partire per le proprie commissioni in centro città.
Al ritorno si rendeva l’auto elettrica e si ritornava sulla propria auto.
Vennero costruite anche stazioni campione e sembrava che tutto funzionasse per il meglio. L’idea del Dalle Molle non prevedeva però la costruzione di migliaia e migliaia di esemplari necessari per dotare l’intera rete di questo sistema, ma bensì prototipare il meccanismo, per cedere poi ad una grande azienda interessata l’intero pacchetto.
Ma chi arriva troppo in anticipo sui tempi non ottiene mai i risultati sperati. Bisogna essere pronti al momento giusto, quando la situazione è allo stremo. Solo allora si suscita interesse. Ora sarebbe il momento perfetto della PGE e del suo sistema di noleggio personalizzato.
Purtroppo il decesso di Angelo Dalle Molle, avvenuto nel 2002, ha di fatto bloccato le iniziative e la produzione dei veicoli PGE.
Una cinquantina di queste prime vetturette vennero vendute all’Enel, alcune decine in Belgio, Inghilterra e negli Stati Uniti, ed il Museo dell’Automobile “Bonfanti-VIMAR” di Bassano del Grappa, venuto a conoscenza che da un rivenditore di Treviso si trovava un esemplare di questo veicolo, si affrettò ad acquistarlo, proprio per le sue caratteristiche particolari e perché costruito nella regione, anche in vista della realizzazione della “Galleria del Motorismo Mobilità Ingegno Veneto - Giannino Marzotto”, che sarà il must permanente della nuova sede museale che sta sorgendo nel cuore antico di Bassano, appoggiata alle mura trecentesche. Poi succede il caso, la combinazione fortuita. Una domenica una coppia visita il museo bassanese mescolata ad altre decine e decine di visitatori, quando l’occhio cade su un video che illustra il nuovo museo ed alcuni suoi contenuti, tra i quali si citava la PGE.
Fra essi si notava la citazione di una vettura elettrica PGE. La persona chiese subito notizie alla reception con grande interesse, dal quale emerse che si trattava del responsabile tecnico della PGE, che era ormai in liquidazione assieme alla sede divenuta troppo grande e onerosa.
Subito si è creato il contatto, con una veloce visita a San Pietro di Stra (VE) a Villa Barbariga e tutto il materiale rimasto (sette veicoli, progetti, relazioni, studi, immagini) è passato rapidamente attraverso un atto notarile di donazione al Museo “Bonfanti-VIMAR”, custode delle priorità venete della mobilità.
L’entusiasmo, la competenza, le conoscenze nel settore del gruppo dirigente di questo encomiabile museo ha fatto si che siano emerse una serie di testimonianze, oggetti, motori, veicoli, motocicli, cimeli, primati mondiali e nazionali che diverranno il vanto di questa Regione che a fine ‘800 i francesi definirono “le vrai berceau de l’automobile italienne” (la vera culla dell’automobile italiana).
Ora nella sede attuale, è visitabile una sintesi della “Galleria del Motorismo Mobilità Ingegno Veneto - Giannino Marzotto” che sta suscitando grande interesse, e dove tra quanto esposto, si può ammirare un esemplare della vetturetta PGE e di tutta la sua storia innovatrice.

Per ulteriori informazioni: Museo dell'Automobile"Bonfanti-VIMAR", Via Torino, 2 -Romano d’Ezzelino (VI), e-mail: info@museobonfanti.veneto.it Dal 9 al 23 Agosto, nei giorni feriali, il museo resterà aperto solo il pomeriggio, 14,30-18,30. Sabato e domenica tutto il giorno: mattino 10-12,30 - pomeriggio 14,30 – 18,30. Lunedì chiuso.

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