A settembre si vivono le migrazioni degli uccelli in cielo. Per gli uomini si passa dalla calda estate al, si spera, temperato autunno. Diminuisce la durata del giorno e s’allunga la notte. Settembre è dunque alle porte… Ripresa!
Riprendo a scrivere, anche se nel mese di silenzio scelto, di cose su cui scrivere ne avrei avute tantissime. Si riprende ad andare a scuola per milioni di studenti italiani. Riprende il campionato di calcio… l’undici settembre si dovrebbe giocare la seconda giornata, visto che la prima è andata buca a causa dello sciopero dei calciatori. Riaprono le fabbriche e si riavvia il lavoro, chi lo ritrova o trova per la prima volta. Riaprono i cantieri nelle città come quella in cui vivo e che mi offre le immagini di una mega demolizione di una storica fabbrica farmaceutica che si è spostata da anni in periferia. Le scene che offrono le “fauci” delle ruspe demolitrici mi richiamano alla situazione in cui molti italiani si trovano. Ci vogliono stritolare e sbriciolare. Chi? Di chi stiamo parlando? Di chi ci governa ovviamente.
Devo dire che nei mesi estivi i nostri governanti hanno lavorato più degli altri dieci mesi dell’anno. Alle prese con una manovra che non farà certo la felicità degli italiani che rientrati dalle vacanze (per chi è riuscito ad andarci) sempre più brevi e sobrie si ritrovano il pacco dono di fine agosto da parte del Cavaliere: la manovra finanzia che peserà sulle risorse finanziarie dei cittadini italiani. Sia ben chiaro; i soliti cittadini, non certo i nababbi.
Chiaro che il duce di Arcore ha messo le mani nelle tasche dei cittadini, non lo dice anche se un po’ l’ha ammesso, ma addita come eventuali responsabili Tremonti, l’Europa ed anche se non esplicitamente detto, la crisi. Sì la crisi da cui non siamo fuori assolutamente, altrimenti non si spiegherebbe come mai l’Italia “crescerà” nel 2011 meno di quell’1% che si era previsto. Si parla di una crescita annua che si assesterà attorno allo 0,7%, cioè praticamente nulla o quasi nel 2011, peggio ancora il 2012 e il 2013. Nel 2014 la pressione fiscale toccherà vertici mai raggiunti, 44%.
A dirlo è Ignazio Visco, vicedirettore generale della Banca d’Italia. Non si riprende certo a crescere, ma ciò che più allarma è sentirsi dire che non ci sono alternative. Mah!
Anche al Corte dei Conti parla di manovra depressiva.
Dunque dopo un mese e più di accordi e disaccordi tutti interni alla maggioranza, il “ragioniere” Tremonti ha detto che al solito, come sempre, a pagare saranno i soliti italiani.
Da quanto è dato sapere ecco quanto emerge dalla manovra.
No al prelievo per i più facoltosi, niente aumento dell’Iva neanche per i beni di lusso, niente patrimoniale per i furbetti che hanno evaso le tasse portando i loro capitali all’estero e poi condonandoli anonimamente con sanzioni irrisorie.
I ricchi possono continuare a godere il loro lusso perché come sempre a far quadrare i conti ci penseranno al solito lavoratori dipendenti e pensionati. Come non pensare al pubblico impiego.
Si è pensato bene di togliere il requisito di contribuzione utile al raggiungimento del diritto alla pensione di anzianità per i contributi derivanti dal servizio militare (riscatto gratuito) e per la laurea (riscatto oneroso).
Trattasi di una vera e propria azione mirata. Il pubblico impiego, che già vessato dai vari Tremonti, Sacconi, Brunetta.
Vedremo come andrà a finire perché adesso ci sarà la discussione in parlamento e le opposizioni hanno già presentato le loro contromanovre. Vedremo se si arriverà all’ennesimo voto di fiducia. Intanto il paese sente la pressione fiscale crescere e si prepara a vivere un autunno caldissimo.
La manovra sembra essere una sfida lanciata da chi ci governa per vedere quanto gli italiani siano disposti a piegare il capo. Si riprenderà a scioperare di certo. Infatti il prossimo sei settembre c’è lo sciopero generale indetto dalla CGIL. Peccato che i lavoratori iscritti a CISL e UIL non siano coinvolti da Bonanni e Angeletti e forse ormai neppure tutelati.
Riprenderà il teatrino della politica e viene da chiedere agli elettori della Lega e del Pdl come possano ancora dare credibilità a coloro che ci hanno raccontato una favola che però non avrà un lieto fine. Riprendiamoci un po’ di dignità. Riprendiamoci e cerchiamo di rialzare la testa. Riprendiamo a denunciare le nefandezze di chi ci governa e ribadiamo che non abbiamo nessuna intenzione di emigrare… A settembre, ne mai dalla nostra patria!
Ivano Maddalena


























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