Processo all'articolo 4Dolci Danilo
€ 15,00
2011, 425 p., brossura
Sellerio Editore Palermo (collana La memoria)
Il 2 febbraio 1956 Danilo Dolci veniva arrestato mentre guidava un gruppo di braccianti a lavorare nella Trazzera vecchia, una strada nei pressi di Partinico abbandonata all'incuria. Al commissario di polizia che era intervenuto per interrompere quello "sciopero alla rovescia", come venne chiamato, Dolci rispose che "il lavoro non è solo un diritto, ma per l'articolo 4 della Costituzione un dovere: che sarebbe stato, era ovvio, un assassinio non garantire alle persone il lavoro, secondo lo spirito della Costituzione". L'accusa era di occupazione di suolo pubblico e resistenza a pubblico ufficiale e a Dolci e ai suoi venne negata la libertà provvisoria. L'opinione pubblica allora si mobilitò contro la polizia e il governo Tambroni, deputati e senatori intervennero con interrogazioni parlamentari, le voci più influenti del paese si schierarono a fianco di Dolci. Ciò che avvenne intorno allo sciopero alla rovescia di Trazzera vecchia, nelle piazze, nelle camere di polizia, sui giornali, nei tribunali, fu lo scontro sui modi opposti di considerare la legalità in Italia: la Costituzione, come regola vivente dei cittadini, contro la pratica dell'autoritarismo gerarchico, eredità fascista. Da qui il titolo del libro, che significava che le autorità trascinavano alla sbarra, non tanto il gruppo dei manifestanti, quanto la Costituzione stessa.
Rita Atria
Reski Petra
€ 15,00
2011
Nuovi Mondi
Rita AtriaReski Petra
€ 15,00
2011
Nuovi Mondi
La piccola cittadina siciliana di Partanna è un bastione della mafia, dove il detto ‘non vedo e non sento’ appartiene alla quotidianità. Rita, figlia di un piccolo boss, divenne presto spettatrice di spaventosi fatti di sangue tra famiglie in guerra per il potere. Suo padre fu ucciso nel 1985 per aver “tirato troppo la corda” e suo fratello Nicola cadde nel maldestro tentativo di vendicarlo, non prima di aver rivelato a Rita i nomi delle persone coinvolte nell’omicidio del padre e il movente, chi comanda in paese, quali sono le gerarchie, cosa si muove, come e dove... A poco a poco, dall’iniziale sete di vendetta, Rita passò a maturare a uno straordinario senso di giustizia. Dinanzi a giudici increduli, per sua scelta e con determinazione, iniziò a snocciolare con precisione burocratica nomi, date, metodi ed episodi. Il lungo e doloroso percorso di rigetto e denuncia delle logiche mafiose era stato minuziosamente registrato nei suoi diari: “Che servano da testimonianza nel caso venissi uccisa”. Accanto a lei rimasero solo sua cognata Piera Aiello, moglie di Nicola, che decise di collaborare con i giudici prima della stessa Rita, e un uomo che per lei fu come un secondo padre e che a sua volta cadde vittima della violenza mafiosa: Paolo Borsellino. “Rita, non t’immischiare, non fare fesserie”, l’aveva avvertita più volte sua madre. Ma l’incontro con Borsellino aveva dato un nuovo scopo alle sue confessioni. Così portò avanti la sua scelta coraggiosa che la costrinse a vivere in incognito, isolata e ripudiata da familiari e amici. Il 26 luglio 1992, una settimana dopo la strage di via D’Amelio in cui perse la vita il giudice Borsellino, Rita, sola e incapace di colmare un vuoto divenuto troppo grande, si lasciò cadere nel vuoto dal settimo piano di un palazzo del quartiere Tuscolano, dove viveva nascosta sotto protezione. Aveva diciassette anni.
I fratelli Rosselli. L'antifascismo e l'esilio
Curatori: Giacone Alessandro ; Vial Éric
€ 25,00
2011, 254 p., ill., brossura
Carocci (collana Italia contemporanea)
I fratelli Rosselli. L'antifascismo e l'esilioCuratori: Giacone Alessandro ; Vial Éric
€ 25,00
2011, 254 p., ill., brossura
Carocci (collana Italia contemporanea)
Tra la memoria dell'assassinio di Bagnoles-de-l'Orne e la riscoperta del socialismo liberale, Carlo e Nello Rosselli continuano a suscitare l'interesse del pubblico e degli studiosi. Questo volume rispecchia l'allargamento delle ricerche verso le produzioni intellettuali e i contatti con gli ambienti antifascisti in Francia e nel mondo anglosassone, ma anche le commemorazioni e l'eredità politica e intellettuale dei due martiri dell'antifascismo. I saggi qui presentati da autori italiani e francesi dimostrano che la ricerca è un cantiere sempre aperto. E che, contrariamente a quanto pretendeva Mussolini, i morti raccontano la storia, e continuano a raccontarla ben dopo la scomparsa dei loro assassini.
*descrizioni dalla quarta di copertina
*descrizioni dalla quarta di copertina


























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