Capitalismo parassitario, selvaggio, di rapina. Chiamatelo come volete ma il senso non cambia. Stiamo vivendo una crisi di sistema. L’Europa è in frantumi. Due stati, la Germania e la Francia, dettano le regole e si dividono il bottino. Non c’è più bisogno dei carri armati per invadere i liberi stati, per questo bastano le banche, gli aiuti finanziari finto-compassionevoli. E’ quello stesso asse, Parigi - Berlino, che ha incastrato e sta affamando la Grecia, a chiedere all’Italia rigore e fermezza nel ridurre il debito pubblico, ad imporre ultimatum e dare consigli non richiesti. La sovranità è calpestata e i governi nazionali sono diventati meri esecutori di imposizioni altrui. Tanto vale nominare un commissario, invece di un premier. Questa non è l’Europa dei popoli, dell’umanesimo, della cultura, agognata dai padri costituenti, ma l’ultimo baluardo di un capitalismo infimo e corrotto. Su queste fondamenta d’argilla non c’è avvenire. Il capitalismo non avrà i giorni contati, ma è un sistema fallimentare. Cominciamo a pensare a qualcosa di diverso, al di là dei vecchi schemi ideologici. In fondo anche nel passato, per fede e superstizione, credevano che il sole girasse intorno alla terra. Poi arrivò Galileo Galilei e disse: “Eppur si muove!”. 
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