Risulta assai arduo e complicato in questi giorni scrivere un pezzo sui temi della politica italiana. Da un lato ci rendiamo conto della velocità con cui si procede nel dare vita a un nuovo governo e dall’altro quanto sia difficile prevedere le conseguenze delle scelte fatte e di quelle supposte imminenti.Ad esempio. Si pensava che la scelta fatta ieri dal Presidente Napolitano, dopo le consultazioni, di affidare al neo senatore Mario Monti il compito di formare il governo tecnico a cui affidare le sorti del paese, avesse un’influenza positiva sui mercati e invece… Dopo l’avvio in rialzo della Borsa di Milano e delle altre Piazze europee i mercati borsistici hanno ridotto i loro guadagni passando da un abbondante segno più a un triste e marcato segno meno. Sul fronte dei titoli di Stato, ritorna a salire lo spread tra Btp e Bund tedesco. Stiamo scrivendo e magari tra un paio d’ore le Borse d’Europa avranno cambiato di nuovo segno.
Proviamo a partire da alcune certezze. E ci sono. La prima. Le dichiarazioni del Presidente Napolitano e di Mario Monti, al termine della giornata di consultazioni di ieri, hanno aperto una nuova fase politica in Italia. Non è cosa da poco.
La seconda certezza è che abbiamo un signor Presidente della Repubblica che si è fatto carico della situazione ed ha fatto una scelta ben precisa. Ha sottolineato la priorità di scelte che guardino al risanamento e all’equità, chiarendo che in questo momento un ricorso a elezioni anticipate con un conseguente vuoto di governo sarebbe stato deleterio per il Paese, e che dunque la scelta di un governo di larghe intese è stata un’esigenza irrinunciabile, una scelta sulla quale dovrebbero concordare tutte le forze politiche e sociali preoccupate delle sorti dell’Italia.
“Non è più tempo di rivalse faziose né di sterili recriminazioni. E’ ora di ristabilire un clima di serenità e reciproco rispetto: le forze politiche hanno il dovere di operare per il bene comune aiutando il Paese a uscire dalla fase più acuta della crisi finanziaria”.
Poche parole da parte di Napolitano e così pure da parte di Monti. C’è bisogno di fatti infatti. Speriamo e auspichiamo che il lavoro che da giorni vivono il Presidente della Repubblica e il Premier in pectore sia efficace.
Una terza certezza, a mio avviso: non è possibile il paragone tra ciò che accadde alla fine della prima Repubblica e i fatti di questi giorni che hanno portato qualcuno a dire che pure la seconda Repubblica è finita. A mio parere non è così, anche se è auspicabile una marcata discontinuità tra quanto si è vissuto fino alle dimissioni di Berlusconi e quanto si vivrà in questi giorni.
Di fatto Monti rispetterà e lavorerà con i parlamentari e le forze politiche uscite dalla precedente tornata elettorale. Non sarà facile.
La persona di Monti in questo senso coniuga insieme competenza, stima da parte dei paesi europei, senso dello stato e sobrietà. Monti sembra, dico sembra perché non ne sappiamo ancora molto, avere chiare le linee guida del suo impegno per formare con il governo a cui darà vita in breve tempo, sempre se riuscirà nell’intento, e le priorità da seguire per rilanciare il Paese: orientare gli sforzi per il risanamento delle finanze e la ripresa della crescita e una particolare attenzione all’equità sociale sembrano essere punti chiari nell’agenda di Monti.
La quarta certezza è che Berlusconi non è finito, o meglio pensa di dover raddoppiare i suoi sforzi per il bene del Paese. Non poteva farlo prima un passo indietro? Ieri ha parlato e la sensazione che ne ho avuto è la seguente: fuori dalla realtà e ancorato al passato. Si dice amareggiato per le reazioni e se da un alto posso capire che le offese personali non sono accettabili e altrettanto vero che ognuno raccoglie ciò che semina.
Quinta certezza. Finito il governo inutile e dannoso di Berlusconi oggi, proprio ora è tempo di riassumerci in pieno il dovere e la responsabilità di tornare alla politica, quella che pensa, progetta e concretizza il bene dei cittadini e delle cittadine.
Sento l’aria nuova e spero che torni il decoro nell’ambito civile e politico che contraddistingue una democrazia. Cresca il senso delle istituzioni sia in chi le guida sia in chi vede in esse un interlocutore volto al bene comune. Non sarà facile perché, dopo questo lungo periodo di non governo nessuno potrà fare miracoli. Ci basta che ci sia un governo vero, che fa sul serio, con coerenza e competenza. Ci basta che nasca e che fin da subito i sacrifici “lacrime e sangue” siano sopportati e supportati da tutti i cittadini italiani in primis coloro che in coscienza sanno di avere di più perché precedentemente si sono appropriati di beni altrui. Equità sociale per un’Italia che rinasce e cresce. Auguri!
Ivano Maddalena


























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