L’assalto alle bellezze d’ItaliaLunedì 5 dicembre 2011, alle ore 18.00, Gian Antonio Stella presenterà, negli spazi Bomben di Treviso (Via Cornarotta 7), il libro Vandali. L’assalto alle bellezze d’Italia, scritto insieme a Sergio Rizzo e pubblicato da Rizzoli nel 2011. Dopo La Casta (Rizzoli, 2007) e La Deriva (Rizzoli, 2008), i due inviati ed editorialisti del “Corriere della Sera” proseguono nel percorso di giornalismo civile e denunciano con forza e con estrema lucidità lo scempio che l’Italia sta compiendo contro se stessa. «Perché il paese con più siti Unesco “patrimonio dell’umanità” (quarantacinque) sta distruggendo la sua unica ricchezza: l’arte, la cultura, il paesaggio?». Una serrata denuncia di uno scempio. E di una politica troppo concentrata su se stessa per occuparsene.
Il tempio di Apollo a Selinunte ingabbiato per undici anni dalle impalcature solo perché nessuno le smonta. La meravigliosa campagna veneta di Palladio e del Giorgione «intossicata, sconquassata, rosicchiata, castrata», come dice il poeta Andrea Zanzotto, da un caos di villette, ipermercati e capannoni. I mosaici di Pompei che si sgretolano perché l’ultimo mosaicista è in pensione da un decennio mentre il commissario compra mille bottiglie di vino “pompeiano” da cinquantacinque euro l’una e ne spende centotremila per censire cinquantacinque cani randagi. L’inestimabile villaggio preistorico di Nola affogato nell’acqua perché la pompa non funziona. Le uniche ricchezze che abbiamo, il paesaggio, i siti archeologici, i musei, i borghi medievali, la bellezza, sono sotto attacco. Un incubo culturale, un’angoscia economica. Eravamo i primi al mondo nel turismo: siamo precipitati per competitività al 28˚ posto. E il portale italia.it, costato milioni di euro, è 184.594˚ fra i siti web più visitati del pianeta. Una classe dirigente seria sarebbe allarmatissima. La nostra no. Anzi, la cattiva politica è tutta concentrata su se stessa. I suoi riti. Le sue risse. E si tiene stretti tutti i privilegi. Le sole auto blu costano due volte e mezzo l’intero stanziamento per i Beni culturali, dimezzato in dieci anni. E con le doppie pensioni da parlamentare e deputato regionale c’è chi prende dieci volte lo stipendio di un archeologo… (dal risvolto di copertina del volume)Per informazioni: tel. 0422.5121, fbsr@fbsr.it


























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