lunedì 28 febbraio 2011

IL POPOLO VENETO N.8 / 2011

Il Popolo Veneto N°8 - 2011

Solo i popoli possono fare la differenza

La rivolta del mondo arabo non si ferma e l’anelito di libertà di quei popoli è più forte di ogni dittatura. Siamo testimoni di un’epoca che mostra grandi sconvolgimenti e che mai più sarà come prima. In Italia, fortunatamente, stiamo meglio ma non bisogna mai abbassare la guardia e restare vigili sulla tenuta delle Istituzioni che sembrano addomesticate dal deus ex machina che ha le mani lunghe su tutto. L’amico Gheddafi ha i giorni contati. Gli restano solo i fedelissimi ma non si sa fino a quando. Intanto dal nostro Presidente del Consiglio si leva la solita voce ormai “afona” che non incanta più nessuno condita da quella falsa morale che fa pena solo a sentirla, che chiede libertà per il popolo libico. Da quale pulpito viene la predica. Si rimane allibiti di fronte a tanta meschinità . Uno che con il dio denaro compera non solo le escort ma anche la dignità di certi personaggi che si vendono per trenta denari. Ma ciò che stupisce in questi frangenti non è tanto la messa in scena del premier ma la scarsa, quasi inesistente, opposizione che non riesce mettere assieme uno straccio di programma di Governo alternativo a questa “finta maggioranza”. Bersani, Casini, Di Pietro, Fini ecc. non riescono a costruire un percorso comune, un programma diverso che sia condiviso dagli Italiani per una possibile alternativa. Una vera tristezza che allontana sempre di più la gente dalla politica in un momento in cui mai come adesso corriamo seri rischi per la nostra democrazia. Il dibattito parlamentare va sempre scemando in ridicole contrapposizioni che non portano da nessuna parte. E’ triste dirlo ma se oggi si andasse al voto con questa stramaledetta legge elettorale avremo ancora il Caimano con i suoi accoliti al Governo perché non c’è alternativa. Che brutto dire: non c’è alternativa. Solo l’intelligenza degli Italiani che credo ormai arrivati all’apice della sopportazione umana di queste tristi vicende parlamentari può fare la differenza perché in fondo è vero che siamo un popolo di santi, di poeti e di navigatori ma la storia ha dimostrato che quando la misura è colma siamo capaci di un scatto di orgoglio che nessuno mai ci ha tolto neanche nelle ore più cruenti del nostro passato.

Ferruccio Righele

domenica 27 febbraio 2011

Carlo Scarpa: Concorso fotografico

Da tempo ormai Carlo Scarpa è una icona dell'arte del Novecento, non più solamente un beniamino degli architetti. La sua opera ha ispirato Orozco in una famosa istallazione alla Binennale di Venezia del 2003 ed è da tempo una musa per fotografi e video makers. Questo concorso ha come obiettivo allargare il mondo degli appassionati di Scarpa, ed è rivolto a fotografi under 35, chiamati a proporre una lettura critica originale di una o più architetture di Carlo Scarpa: un progetto visivo che, al di là di un singolo scatto "fortunato", mostri coerenza stilistica ed espressiva.

Le domande di partecipazione e il progetto fotografico dovranno pervenire alla segreteria organizzativa del concorso dal 1° marzo 2011 ed entro e non oltre l'8 maggio 2011.

In base alla propria sensibilità, i giovani fotografi potranno scegliere di ritrarre una o più delle seguenti opere: il complesso monumentale Brion a San Vito di Altivole (Treviso), il Museo di Castelvecchio e la facciata del Banco Popolare a Verona; a Venezia il sito monumentale dedicato alla Partigiana, il ponte della Fondazione Querini Stampalia, l'ingresso dell'Istituto Universitario di Architettura, gli esterni del negozio Olivetti, il Camping Fusina; a Vicenza il condominio in contrà del Quartiere e casa Gallo; il monumento in ricordo delle vittime di piazza della Loggia a Brescia, la facciata del negozio Gavina a Bologna.

La Commissione giudicatrice, presieduta da Roberta Valtorta (Museo di Fotografia Contemporanea, Cinisello Balsamo), è composta da storici dell'architettura (Guido Beltramini, CISA Andrea Palladio, Vicenza) e dell'arte (Stefania Portinari, Università Cà Foscari, Venezia), un esperto in comunicazione (Maria Teresa Cerretelli, giornalista e photo editor di "Class"), un fotografo professionista (Alessandra Chemollo), gestori di archivi fotografici (Francesca Fabiani, MAXXI Architettura, Roma; Elisabetta Michelato, CISA Andrea Palladio, Vicenza), un commissario della Regione del Veneto (Maria Teresa De Gregorio, dirigente regionale Attività Culturali e Spettacolo).

Entro la fine di maggio la Commissione selezionerà 11 finalisti e assegnerà, fra questi, 3 premi del valore di 1.500 euro (primo classificato), 1.200 euro (secondo) e 1.000 euro (terzo).
Dal mese successivo le stampe fotografiche dei finalisti, e uno slide show di tutti gli scatti pervenuti al concorso, saranno presentati in una mostra allestita al Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio che sarà corredata da un catalogo. I 3 vincitori saranno annunciati il giorno dell'inaugurazione.

Per informazioni:
Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio
contrà Porti 11, 36100 Vicenza, tel. 0444323014, fax 0444322869
concorsofotografico@cisapalladio.org
http://concorsofotografico.cisapalladio.org

Padova: Campagna contro le nuove schiavitù

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sabato 26 febbraio 2011

CONSIGLI LIBRARI N.56

Indignatevi!
Hessel Stéphane
€ 5,00
2011, 64 p.
ADD Editore

“Indignatevi!” è un pamphlet liberatorio e corrosivo di Stéphane Hessel, diplomatico francese, ex partigiano, novantatreenne combattivo che ha conquistato con questo testo migliaia di lettori. Nelle sue pagine Hessel affronta i mali della nostra epoca e lancia un grido che ha saputo farsi ascoltare diventando un vero manifesto che supera gli schieramenti politici e le divisioni ideologiche. Dove sono i valori tramandati dalla Resistenza, dove la voglia di giustizia e di uguaglianza, dove la società del progresso per tutti? A ricordarci le cose che non vanno sono gli eventi di una quotidianità fatta di ingiustizie e di orrori come le guerre, le violenze, le stragi. Hessel parte da qui, per indicare a tutti quali sono i motivi per cui combattere e per cui tenere alta l’attenzione. L’indignazione è il primo passo per un vero risveglio delle coscienze, e il grido di Hessel ce lo ricorda con fermezza e convinzione. A completare il libro, l’appello degli ex partigiani francesi (di cui Hessel è uno dei firmatari), sottoscritto a Parigi nel marzo 2004 e la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo di cui Hessel è stato uno degli estensori.

Berlusconi e la fabbrica del popolo
Polidori Elena
€ 17,00
2011, 272 p., brossura
Aliberti (Yahoopolis. Guide postmoderne)

Subito dopo il G8 del 2001, Claudio Scajola, Silvio Berlusconi, Gianni Letta e i vertici delle forze dell’ordine si riunirono al Viminale per concordare una strategia adatta a “ripulire” l’immagine delle forze dell'ordine devastate dai fatti di Genova. Da quel momento in poi, gli italiani furono bombardati da una miriade di fiction con protagonisti uomini in divisa. In quella riunione fu posata la prima pietra della “fabbrica del popolo”, una gigantesca macchina mediatica in grado di plasmare il modo di pensare degli elettori sedimentandone il consenso. La fabbrica del popolo è oggi una macchina da guerra mediatica, diretta dalle stanze di palazzo Grazioli, che può contare sul lavoro quotidiano di politici, giornalisti, registi, ministri ombra e capi, “famigli” del premier ma anche “ballerine”, tutti elencati con nomi, cognomi e funzione. Una macchina, perfettamente oliata, che agisce nel mondo dello spettacolo, dell’informazione, della cultura, propagandando un modello culturale al ribasso attraverso la televisione e programmi trash. Nella “fabbrica” non sono ammessi errori. In questi anni ha funzionato talmente bene che il “modello culturale” berlusconiano ha già superato le frontiere nazionali per essere accolto a braccia aperte, nelle terre di Putin e di Gheddafi. Dove il Cavaliere ha anche tanti altri interessi. Tutti suoi.

Non per profitto. Perché le democrazie hanno bisogno della cultura umanistica
Nussbaum Martha C.
€ 14,00
2011, 160 p., brossura
Il Mulino (collana Intersezioni)

Stiamo vivendo una crisi di enormi proporzioni e di portata globale; benché inosservata sarà molto più dannosa per il futuro della democrazia della recessione del 2008: la crisi dell’istruzione. Sedotti dall’imperativo della crescita economica e dalle logiche contabili a breve termine molti paesi infliggono pesanti tagli agli studi umanistici ed artistici a favore di abilità tecniche e conoscenze pratico-scientifiche. E così mentre il mondo si fa più grande e complesso, gli strumenti per capirlo si fanno più poveri e semplici; mentre l’innovazione chiede intelligenze flessibili, aperte e creative, l’istruzione si ripiega su poche nozioni stereotipate. Non si tratta di difendere una supposta superiorità della cultura classica su quella scientifica, bensì di mantenere l’accesso a quella conoscenza che nutre la libertà di pensiero e di parola, l’autonomia del giudizio, la forza dell’immaginazione. Ci si sente ripetere che questi non sono tempi per credere nella cultura, sono invece proprio questi i tempi in cui non possiamo non credervi.

*descrizioni dalla quarta di copertina

venerdì 25 febbraio 2011

Libia: Assumiamoci le nostre responsabilità

Prudenza ed accoglienza. Due valori su cui riflettere. Due aspetti su cui fondare scelte autentiche e concrete di fronte a chi ci interpella e a cui dobbiamo risposte in quanto corresponsabili della situazione in cui si son venuti a trovare.
Prudenza nelle espressioni, nei giudizi, nelle parole e nelle azioni.
Accoglienza nel segno della fratellanza e del rispetto dei diritti dell’uomo.
Ricordiamo come l’Europa sia stata cieca e abbia creduto al pregiudizio di un Islam immobile che avrebbe bloccato ogni rivolta e ogni accesso alla democrazia da parte di popolazioni che si son sollevate contro i tiranni a noi tutti noti e ben conosciuti. Dittatori con i quali abbiamo allacciato relazioni economiche per svariati miliardi di euro pensando di dare benessere ai popoli. Di fatto pochi si sono super arricchiti e molti sono rimasti alla fame. L’occidente e gli USA pensavano di avere alleati con cui interloquire e esportarvi pure la democrazia occidentale.
Anche l’Italia, chi ora la governa e l’ha governata, ha fallito in modo cieco e connivente.
Ora le masse di affamati di pane, libertà e democrazia si muovono verso dove si pensa si possa trovare pane, libertà e democrazia. Dove è la vera democrazia? In Italia? Abbiamo dei dubbi. Si fanno le previsioni. Quelle del governo italiano parlano di 200-300mila persone verso l’Italia. In queste situazioni è sicuramente importante essere pronti ad ogni scenario, incluso il peggiore. Quindi va bene apprestare piani d’emergenza e di rapido intervento. Va bene non lasciarsi cogliere impreparati ma ritengo che si debba fare di tutto per non diffondere ansia da assedio nell’opinione pubblica. La Germania ha accolto 400 mila profughi provenienti dall’ex Jugoslavia, ma non è andata più di tanto a piangere aiuti dall’Europa. Vorrei ricordare che il Veneto vanta il maggior numero di migranti dal 1876 al 1976, furono ben 3.300.000 i veneti che fuggirono dalla povertà.
E poi accade che un “politico” che risponde al nome di Daniele Stival si esprima in termini inqualificabili e incomprensibili. Date per scontate le sue capacità intellettive, crediamo che fosse perfettamente cosciente di ciò che dichiarava, del pubblico a cui si rivolgeva, e di quali conseguenze sarebbe stato chiamato a rispondere. E' vero che non tutti gli esponenti leghisti ragionano in questi termini quando parlano con la stampa - basti vedere cosa “spara” Calderoli quando lo intervistano - ma è anche vero che questi signori devono cominciare a rendersi conto che essendo personaggi pubblici le loro parole hanno un peso significativo.
Altro che prudenza e accoglienza. Per Stival sembra essere prioritario ciò che concerne: l’odio, l’intolleranza, la violenza.
Impensabile che un rappresentante del popolo parli così. Dimissioni subito!
Una battuta veramente infelice e offensiva perché è vero che questa gente fugge da situazioni politico-sociali-economiche, di cui noi occidentali siamo certamente corresponsabili: accoglierli è il minimo che possiamo fare in quanto il nostro progresso è macchiato del loro sangue. Ma dire questo domanderebbe imparare a distribuire le loro ricchezze prima di tutto nei loro paesi: e quale partito si accollerebbe il compito di rendere gli italiani più poveri perché più giusti?
Silvio Berlusconi era il socio in affari più importante per Gheddafi e abbiamo visto come non abbia mosso né un dito né pronunciato una parola contro le violenze volute da Gheddafi finché non è stato costretto dall’Unione Europea. “E' un onore per me essere stato invitato il prossimo anno in Libia il 30 agosto per la giornata di amicizia tra il popolo italiano e il popolo libico, e sarò lieto di rimanere con voi per festeggiare il 40° anniversario della vostra grande rivoluzione” (Silvio Berlusconi rivolto a Gheddafi il 3 marzo 2009). Ecco come si spiega il silenzio complice del nostro ministro degli esteri e la rampogna, anche questa tardiva, dell’Unione Europea contro l’ambiguità del governo italiano, amico di ben noti dittatori e affaristi.
Tra gli affari con Gheddafi abbiamo concluso anche questo: “Nel 2009 l’Italia ha triangolato attraverso Malta al regime del Colonnello Gheddafi oltre 79milioni di euro di armi leggere ad uso militare della ditta Beretta. E’ anche con queste armi che l’esercito di Gheddafi sta sparando sulla popolazione”. Questa la denuncia documentata dalla ReteItaliana per il Disarmo e dalla Tavola della Pace che chiedono al governo Berlusconi di rispondere urgentemente in merito.
Altro che prudenza. Abbiamo armato tiranni di molte nazioni e ora pretendiamo di respingere uomini e donne che fuggono da coloro a cui abbiamo fornito i fucili con cui stanno compiendo genocidi.
Si ipotizzano crimini contro l’umanità. Chi ci governa ne è responsabile e anche se ora sembra darsi da fare per riparare l’irreparabile dovrà prima o poi rispondere del proprio operato!

Ivano Maddalena

giovedì 24 febbraio 2011

Proposta shock: "Fermiamoli col mitra"

Bisognerebbe sentire il parere di Monsignor Rino Fisichella, per stabilire se la presunta bestemmia del leghista Daniele Stival, assessore regionale alla Caccia, all’Identità veneta, alla Protezione civile, ai Flussi migratori, pronunciata oggi, a microfoni spenti, durante la seduta del Consiglio regionale è contestualizzabile oppure no. L’assessore leghista nega l’addebito: “Io bestemmiato?”. Vabbé concediamogli il beneficio del dubbio, magari gli sarà scappata a sua insaputa. Una gaffe tira l’altra, appena ieri, lo stesso assessore, ospite di un talk show trasmesso da Rete Veneta, aveva detto che “per fermare i profughi ci vorrebbe il mitra”. Dichiarazioni da cui si sono dissociati gli alleati del Pdl e successivamente anche i vertici del Carroccio. Sulle incaute uscite di Daniele Stival si è espresso con estrema durezza Gennaro Marotta, segretario regionale dell’Italia dei Valori: “Non fosse in atto una tragedia epocale, questo schizzo di fango troglodita meriterebbe il luogo che gli compete, il cassonetto. L’assessore del Carroccio, che ha pure la delega all’immigrazione dovrebbe avere più rispetto per il ruolo istituzionale che ricopre e non può straparlare a sproposito, manco fosse al bar o nella taverna di casa, dopo il grappino. Siamo alle solite - aggiunge Marotta - la Lega manca di sostanza e non fornisce risposte ai cittadini veneti, nemmeno alla vigilia di una possibile, reale, ondata di flussi migratori incontrollati. Invece di analizzare la situazione, si limita alle bordate da osteria. Con l’assessore - chiude il segretario IdV - inutile parlare di dimissioni, per quelle bisognerebbe fare appello alla sua sensibilità. Dote di cui, viste le ultime uscite, sembra essere sprovvisto”. La richiesta formale di dimissioni dell’assessore leghista è stata invece annunciata dalla capogruppo del Partito Democratico Laura Puppato insieme al vicecapogruppo Lucio Tiozzo.

Crisi Libia: Berlusconi & Gheddafi connection

In Libia si sta consumando un genocidio. Si parla di oltre 10.000 morti e 50.000 feriti dall’inizio delle proteste contro Muammar Gheddafi. Testimoni riferiscono di raid aerei su Tripoli e spari contro i manifestanti a Bengasi, mentre il Colonnello continua a lanciare deliranti video-messaggi in cui caldeggia il massacro degli oppositori, considerati dei drogati, dei ratti al soldo degli americani, degli italiani e da ultimo di Bin Laden. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dopo il vergognoso rifiuto di disturbare, con una semplice telefonata, l’amico Gheddafi, ha cambiato repentinamente linea, così da ieri il “vento della democrazia” ha cominciato a soffiare anche ad Arcore. Resta comunque l’ambiguità di un governo compromesso, per colpa di una scellerata politica estera improntata sulle relazioni personali di amicizia. Da 30 anni i diversi governi succedutisi nel nostro Paese hanno avuto rapporti di collaborazione con il Colonnello libico, ma nessuno mai, prima di Berlusconi, ha raggiunto un tale grado di servilismo. Una umiliazione continua, iniziata con la provocazione della foto appuntata sulla divisa di Gheddafi a ricordare il nostro passato coloniale, le tende beduine installate durante la visita a Roma, le lezioni alle hostess, il deferente baciamano del premier, gli spari ai pescatori italiani su motovedette regalate dall’Italia con a bordo uomini della Guardia di Finanza, la mancata garanzia del rispetto dei diritti umani dei profughi respinti dalle coste italiane. Poi gli affari privati, con il solito business delle televisioni. Acqua passata per i cortigiani del premier, tutti affannati, per l’ennesima volta, nel rimuovere le tracce di una relazione pericolosa. Sono talmente spudorati da voler negare l’evidenza. Prima il leghista Cota a Ballarò e poi il direttorissimo del Tg1 Minzolini hanno persino tentato, pateticamente, di far passare Gheddafi come un amico dell’ex presidente del Consiglio Romano Prodi. L’incapacità di governare è sopperita con la disinformazione e la rissa mediatica. Hanno perso il contatto con il mondo reale. Anche dopo la rivoluzione dei gelsomini in Tunisia il governo italiano ha continuato a riporre fiducia nei regimi dittatoriali dell’Egitto e della Libia, dimostrando scarsa preveggenza politica. In una intervista di Maurizio Caprara con Frattini, pubblicata da “Il Corriere della Sera” lo scorso 17 gennaio, il ministro degli Esteri ribadiva la necessità di “sostenere con forza i governi di quei Paesi, dal Marocco all'Egitto” e lodava il modello Gheddafi. Queste le parole di Frattini: “Faccio l’esempio di Gheddafi. Ha realizzato una riforma che chiama dei Congressi provinciali del popolo: distretto per distretto si riuniscono assemblee di tribù e potentati locali, discutono e avanzano richieste al governo e al leader. Cercando una via tra un sistema parlamentare, che non è quello che abbiamo in testa noi, e uno in cui lo sfogatoio della base popolare non esisteva, come in Tunisia. Ogni settimana Gheddafi va lì e ascolta. Per me sono segnali positivi”. I segnali positivi, intravisti dal ministro, si sono trasformati, nel giro di poche settimane, in un tragico bagno di sangue.

mercoledì 23 febbraio 2011

Lega e Pdl dalla parte delle banche

Pipitone (IdV): Nel Milleproroghe una norma indecente che salva le banche che per anni hanno fatto pagare agli ignari correntisti gli “interessi sugli interessi”

All’indomani dei dubbi di costituzionalità sul decreto “Milleproroghe” espressi in una lettera dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano; il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha detto che il governo è disponibile ad accettare la modifica di alcune norme, ma non ha toccato la questione relativa alle agevolazioni alle banche per quanto riguarda i termini per fare ricorso e la tassazione dei fondi d’investimento. Sulla norma fiscale che consentirà alle banche di non risarcire ai correntisti gli interessi percepiti indebitamente è intervenuto Antonino Pipitone, consigliere regionale IdV Veneto: «Che il PdL stia dalla parte delle banche, contro i cittadini-correntisti, non sorprende. Che Berlusconi sia sempre dalla parte dei più forti a danno dei più deboli neppure. Ma ora, con il “milleproroghe”, anche Bossi e la Lega sono usciti allo scoperto. Una norma indecente - dice Pipitone - che salva le banche che per anni hanno fatto pagare agli ignari correntisti gli “interessi sugli interessi”, con la pratica dell'anatocismo».
Obiettivamente si tratta di una norma a favore delle banche che colpirà soprattutto i privati e le piccole e medie aziende: «Il governo Lega-PdL - ribadisce Pipitone - ha presentato un emendamento nel “milleproroghe” che impedirebbe al correntista di chiedere il rimborso degli interessi versati alla banca, per coprire l’ addebito degli interessi anatocistici, se sono trascorsi 10 anni dalla data del versamento in conto. Visto che l’anatocismo si è fermato nel marzo 2000, tutti i ricorsi sono superiori ai 10 anni. In questo modo nessuno potrà più fare ricorso, il tempo sarebbe già scaduto e chi se ne frega di quei cittadini indebitamente vessati dalle banche scorette. Un palese escamotage - afferma il politico dipietrista - per consentire ai pesci grossi di continuare a mangiare i piccoli. Come IdV contrasteremo con tutte le nostre forze questa ingiustizia».

Chitarre in concerto: "vicenzAcustica 2011"

Nuovo appuntamento per vicenzAcustica, Chitarre in concerto, la serata dedicata alle sei corde organizzata da Roberto Dalla Vecchia che chiama a Vicenza artisti di fama internazionale a duettare assieme sul palco più prestigioso della città. Vero evento musicale per gli appassionati non solo del genere “chitarra acustica” ma di tutta la musica dal vivo di qualità, quest’anno il concerto si terrà sabato 19 marzo 2011 al Teatro Comunale Città di Vicenza, con inizio alle ore 21.00.

vicenzAcustica è a tutti gli effetti una tradizione musicale per Vicenza. Alla sua settima edizione, ripropone un format sempre molto apprezzato dal pubblico, con Roberto Dalla Vecchia che fa da padrone di casa per i suoi ospiti, italiani ed internazionali. Un’occasione per apprezzare accostamenti particolari, come quest’anno quello tra chitarra e mandolino, e le performance di artisti di primissimo livello, che presentano le proprie musiche e i loro stili esecutivi. Il festival si realizza con il patrocinio del Comune di Vicenza.
Per l’edizione 2011 Dalla Vecchia suonerà assieme al flatpicker americano Jim Hurst, al mandolinista genovese Martino Coppo, e al chitarrista basco Balen Lopez de Munain.

Grande novità, questa edizione di vicenzAcustica segnerà il debutto del nuovo disco di Roberto Dalla Vecchia. «Il mio ultimo lavoro - racconta l’artista - si intitola “Hand In Hand” ed è frutto di un unico grande concetto, il senso di non essere soli, di far parte di un tutto. Mi sono ispirato alla sensazione di comunità, intesa come antitesi all’isolamento, nella certezza che ogni uomo è sempre connesso ad altri. Da questa suggestione derivano dieci motivi, dieci sfaccettature musicali nate da una meditazione su un sentimento che è sempre composito, e prende diverse sfumature nella vita di ogni persona.»

Chi già conosce vicenzAcustica si attende una selezione artistica di alto livello, con un tocco di originalità e di sorpresa. Previsioni che saranno rispettate, a partire dalla straordinaria presenza di Jim Hurst, alla sua seconda esibizione in assoluto nel nostro Paese. Chitarrista flatpicker (ovvero che suona la chitarra utilizzando il plettro) che visita anche il fingerstyle (chitarra pizzicata con le dita), è stato più volte acclamato “miglior chitarrista dell’anno” negli USA, e ha vinto diversi premi in ambito di musica acustica. Riconosciuto come uno dei più quotati artisti nel suo genere, Jim ha suonato e registrato musica con personaggi del calibro di Trisha Yearwood, Sara Evans, Holly Dunn, Claire Lynch, Travis Tritt, John Cowan, Mark Schatz, Tim O'Brien.
La sua carriera si divide egualmente tra esibizioni come solista e con la band, anche nel ruolo di cantante. Nella mescolanza dei generi musicali che caratterizza la chitarra acustica, Jim Hurst è un artista che farà comprendere appieno lo stile della cosiddetta “Americana music”, la tradizione tipicamente “bianca” che nasce come interpretazione delle diverse radici, tra cui anche il blues. Originario del Kentuky, lo stato che dà i natali proprio al Bluegrass (il “country” di provenienza irlandese), Jim è il miglior ambasciatore di quella tradizione. Porterà a Vicenza le musiche di “A Box of Chocolates", il suo CD più recente, del 2007.

Per restare nelle atmosfere del Bluegrass, ci sarà uno strumento classico del genere, come il mandolino, suonato da Martino Coppo, musicista genovese famoso per essere parte (anche in veste di voce solista) della trentennale band Red Wine, una delle formazioni storiche di Bluegrass & Country in Europa, fondata nel 1978 dal chitarrista genovese Beppe Gambetta e dal banjoista Silvio Ferretti.
Il gruppo nel 1995 ha debuttato anche negli Stati Uniti, partecipando a festival quali l’Hardly Strictly Bluegrass Festival a San Francisco, il Mountain Song Bluegrass Festival in North Carolina, l’Uncle Pen’s Memorial Festival a Bean Blossom (Indiana), il Walnut Valley Festival a Winfield (Kansas), lo Station Inn (Nashville, Tennessee) e soprattutto l’International Bluegrass Music Association (IBMA) Fan Fest Bluegrass Festival and Artist Showcase (Nashville TN).
A Vicenza sarà interprete anche del bouzouki, strumento a corde di antichissima provenienza (ne restano tracce a partire dai tempi dell’antica Grecia), parente stretto del mandolino, che negli anni ’60 ha conosciuto una rivisitazione proprio in terra irlandese.

Lo straordinario quartetto di vicenzAcustica 2011 si completa con Balen Lopez de Munain, maestro della chitarra classica che dà presto voce ai suoi forti legami con la musica tradizionale basca, intrecciata alle suggestioni del jazz, per un risultato di musica etnica di chiaro sapore mediterraneo. Nel 1998 inizia a collaborare con il contrabbassista e violoncellista sardo Salvatore Maiore e con il flautista inglese Geoff Warren, dando corso ad una sonorità che è frutto di una ricerca nella quale coesistono i diversi stimoli musicali. Accanto ai brani originali di Balen Lopez de Munain, il repertorio presenta arrangiamenti di melodie popolari del suo Paese, come le antiche danze ezpatadantze, zortziko e fandango.
Una carriera ineguagliabile, quasi sempre in trio, a Vicenza esclusivamente lo vedremo esibirsi come solista, oltre che in duo e trio con gli altri artisti.

vicenzAcustica 2011

CHITARRE IN CONCERTO

Roberto Dalla Vecchia & Guests

Jim Hurst, chitarra - Stati Uniti
Martino Coppo, mandolino e bouzouki, - Italia
Balen Lopez de Munain, chitarra - Paesi Baschi (Spagna)

Teatro Comunale Città di Vicenza
Sabato 19 marzo 2011 - ore 21.00

INFO
www.vicenzacustica.com
www.robertodallavecchia.com

Convegno PD a Vicenza: "Riforme, non tagli"

Venerdì 25 febbraio, a Vicenza, l’iniziativa del Pd Veneto

Vicenza - Un sì deciso alle riforme, un no altrettanto netto ai tagli di bilancio su scuola e università. Sta in questa sintesi la linea del Partito Democratico per le politiche dell’istruzione e della ricerca. “Senza investimenti su scuola e università - spiega Paolo Giacon, responsabile regionale del Pd Veneto per l’Università e la ricerca - un paese rinuncia al futuro. Il Governo Berlusconi invece, con una mano ha proposto una pseudo riforma che colpisce il futuro in particolare dei ricercatori, con l’altra ha tagliato le risorse. È come pensare di avanzare inserendo la retro e tirando il freno a mano”.
Le proposte del Pd sono il tema al centro del convegno regionale promosso a Vicenza, per venerdì 25 febbraio alle ore 20.30, ai Chiostri di Santa Corona. Insieme a Paolo Giacon, intervengono: Daniela Sbrollini, deputato del Pd, Umberto Lago, docente universitario e Assessore al Comune di Vicenza, Marino Quaresimin, docente universitario, l’On. Manuela Ghizzoni, deputato Pd e vice presidente della Commissione Cultura alla Camera, Francesca Puglisi, responsabile nazionale del Pd per l’area Scuola, e Keren Ponzo, responsabile provinciale del Pd per l’area Scuola.

martedì 22 febbraio 2011

Nordest: Le "morti bianche" aumentano. Il 50% delle vittime nel settore dell'agricoltura

Il bilancio delle “morti bianche” a Nordest di gennaio appare subito peggiore di quello dello scorso anno. Sei le vittime registrate: più di una alla settimana (erano 5 a gennaio 2010). Sono raddoppiate a livello nazionale. Verona in cima alla graduatoria del Nordest - quarta nella classifica nazionale - con 2 vittime seguita da Bolzano, Trento, Padova e Rovigo (1 decesso sul lavoro). L’agricoltura il settore che miete il 50 per cento delle vittime. Tra le cause di morte individuate, oltre alla caduta dall’alto, emerge alla pari lo schiacciamento avvenuto in seguito alla caduta di oggetti pesanti. E la domenica diventa uno dei giorni più luttuosi a Nordest per gli incidenti mortali sul lavoro insieme al martedì.

Al lavoro si muore, purtroppo, anche di domenica, prevalentemente nel settore dell’agricoltura a causa di una caduta dall’alto o schiacciati da oggetti pesanti. E a finire nella trappola della morte sono soprattutto le persone che hanno più esperienza.
E’ questa la prima descrizione dell’emergenza ‘morti bianche’ a Nordest che si riferisce al primo mese del 2011 e in cui si contano 6 vittime. Alcuni elementi di un’istantanea che appare subito più macabra di quella del gennaio 2010 e in cui le vittime del lavoro erano 5. A livello nazionale, poi, il risultato è ancor più sconcertante: 25 i decessi nel primo mese dello scorso anno e 50 quelli registrati nei primi 31 giorni del 2011.
A delineare i contorni della tragedia è l’Osservatorio Sicurezza Sul Lavoro Vega Engineering, che si occupa di monitorare quotidianamente il dramma. Un risultato d’esordio sconfortante ed allarmante in cui ad indossare la maglia nera a Nordest sono Veneto e Trentino Alto Adige rispettivamente con 4 e due vittime. E il Veneto è quarto nella graduatoria nazionale, dopo Sicilia e Campania (7), Lombardia (6) ed Emilia (5). Nessuna croce del lavoro invece viene registrata in Friuli Venezia Giulia.
Accanto ai numeri assoluti, però, appare altrettanto significativo l’indice di mortalità rispetto alla popolazione lavorativa. E i valori più elevati a Nordest - sebbene sotto la media nazionale pari a 4,4 - arrivano dal Trentino Alto Adige (4,3) seguito a distanza dal Veneto (1,9).
Mentre nella classifica provinciale in testa troviamo Verona (due morti bianche). Una vittima è stata registrata a Rovigo, Padova, Bolzano e Trento.
Ancora una volta l’agricoltura è il luogo maggiormente votato alla tragedia. Ma la percentuale delle vittime non è mai stata così elevata; perché il 50 per cento delle morti bianche nel mese di gennaio si è verificata proprio nei campi del Nordest. Nessuna vittima, invece, viene accertata nel settore delle costruzioni. Preoccupante, poi, il 16,7 per cento degli eventi mortali registrati nel settore del legno, in quello delle associazioni commercio e attività artigianali e in quello della produzione, distribuzione e manutenzione di energia elettrica e gas.
Un nuovo dato, invece, emerge nell’indagine delle cause che hanno portato alla morte i lavoratori; e la caduta dall’alto non è più sola in cima alla graduatoria e si affianca il decesso per schiacciamento avvenuto in seguito alla caduta di oggetti pesanti. In entrambi i casi la percentuale arriva al 33,3 per cento. Il 16,7 per cento degli eventi mortali è poi avvenuto in seguito al ribaltamento di un mezzo in movimento e per l’investimento di un mezzo.
Altrettanto sconvolgente il dato sulla mortalità per fascia d’età e la più colpita è sempre quella in cui l’esperienza dovrebbe insegnare a non esporsi al rischio (tra i 40 e i 49 anni, ovvero il 50 per cento delle vittime).
Ultimo, ma non meno importante, grafico elaborato dagli esperti dell’Osservatorio di Vega Engineering che da oltre due decenni si occupa di sicurezza nei luoghi di lavoro è quello relativo ai giorni della settimana in cui gli episodi mortali sono stati più frequenti. Si scopre così un’altra novità perché con il nuovo anno tra i giorni più luttuosi si inserisce anche la domenica. (c.s.)

lunedì 21 febbraio 2011

Passione Moto: Ospite d'onore Troy Bayliss

Passione Moto sarà a Padova Fiere il 5 e 6 marzo 2011. A proporla e gestirla è Intermeeting , gruppo che da trent'anni organizza il salone internazionale Auto e Moto d'Epoca presso la Fiera di Padova, manifestazione riconosciuta a livello internazionale e apprezzata da un pubblico di più di 60.000 tra visitatori ed estimatori provenienti da tutta Europa. Auto e Moto d'Epoca resta la manifestazione di punta della stagione autunnale, mentre Passione Moto si pone come appuntamento nuovo, fresco e di gran livello ad apertura di stagione, il 5 e 6 marzo, appunto. Ospite d'onore il grande campione australiano Troy Bayliss.

Obiettivo della nuova manifestazione è portare in scena la storia e l'attualità della motocicletta, offrendo agli appassionati delle due ruote una vetrina ed un punto d'incontro nuovo nel panorama italiano. Ventimila metri quadri di superficie espositiva accolgono a Padova Fiere commercianti, preparatori e restauratori, club e registri storici, ricambistica, accessori e abbigliamento, custom e il settore dei privati con moto d'epoca e usate in vendita.

Al Salone partecipa in modo ufficiale anche la Federazione Motociclistica Italiana con tutti i Registri Storici. FMI festeggia quest'anno i suoi primi cento anni e Passione Moto festeggia FMI offrendo a tutti i tesserati uno sconto di due euro sul biglietto di ingresso.

Moltissime le mostre tematiche che accompagnano questa prima edizione di Passione Moto. Tra le tante, l'esposizione dedicata alle Moto inglesi, le splendide bicilindriche che hanno dato lustro, per decenni, alla meccanica d'oltremanica. Tra i pezzi forti esposti a Padova, la AJS del 1933 restaurata in Inghilterra da Sammy Miller, grande motociclista più volte campione del mondo. Il modello è un competition K10 40, albero a camme in testa, 500 cc., uno dei dieci esemplari in circolazione al m mondo. Ci sarà anche la Norton International 40 del 1952 con albero a camme in testa, antenata del nosrton manx. L'International è stata progettata dalla Norton per partecipare al TT, circuito in quegli anni facente parte del campionato GP.
Regina di sempre, la Ducati. A Passione Moto, una campionessa: la 888 che ha dominato il mondiale SBK su una delle piste più impegnative d'Europa. Per non parlare della Ducati 750 F.1, la moto che riportò l'interesse degli addetti ai lavori e appassionati alla Marca grazie a un design prorompente: il modello presenta i caratteri identificativi nella ciclistica che da lì in avanti hanno contraddistinto ogni Ducati. Un modello unico, nella linea della carenatura, da risultare splendidamente fuori dal mucchio.
Una delle protagoniste sarà la Pantah TT2, realizzata artigianalmente in collaborazione tra reparto corse e collaboratori qualificati. L'esemplare fu cavallo di battaglia di Tony Rutter, il pilota britannico che conquistò il titolo mondiale di categoria per quattro volte. Si potrà inoltre ammirare anche il Pantah dell'ingegner Taglioni che nel lontano 1985, con un motore Cagiva, affrontava la massacrante Parigi-Dakar vincendo addirittura quattro tappe.
I visitatori potranno rifarsi gli occhi con la Ducati Scrambler, una moto fuori dalle regole che oggi potremmo definire un enduro, ma che arrivò sul mercato con più di dieci anni di anticipo; un connubio piacevole tra la scuola motociclistica americana e quella europea. Ma c'è da giurare che la vera star sarà la Desmosedici GP11 del "Dottore". La Ducati Desmosedici GP11 su cui Valentino Rossi affronta il campionato del mondo é equipaggiata con un motore 4 tempi V4 a 90°, raffreddato a liquido, distribuzione desmodromica con doppio albero a camme in testa, 4 valvole per cilindro e 799cc di cilindrata. La potenza supera i 200 CV, consentendo una velocità massima superiore ai 310 Km/h.
Ad una Regine di oggi, Passione Moto affianca una regina di ieri, la Laverda, storica marca motociclistica nata negli anni 50 rimasta caposaldo della storia motociclistica italiana. Durante Passione Moto si potrà ammirare la Laverda SFC 750 prima serie costruita nel 1971 nel classico colore arancione. Grazie a questa particolare tinta nacque e si diffusa la leggenda che a causa di un accidentale imprevisto nella fornitura della vernice l'azienda fu costretta ad utilizzare la vernice normalmente impiegata per le macchine agricole. In realtà, la scelta del color arancione era una vera e propria strategia aziendale per dare una tinta di marca nelle corse. La SFC 750 uscì sul mercato ad un costo elevato e una limitatissima produzione, fu così che molti provvidero a dei restyling casalingghi delle loro SF con serbatoi, cupolini, selle e pedane fornite da ditte di accessori.
Attesissima, la panoramica completa della storia della KTM: in rassegna tutti i modelli più significativi dagli anni settanta ad oggi. I visitatori potranno ammirare una KTM 125 Penton, una KTM 340 del 1978, una KTM 340 del 1979, una KTM 250 del 1988, una KTM 350 del 1989, una KTM 250 del 1992 e una KTM 250 del 1997. Inoltre una replica fedelissima della famosa KTM da rally utilizzata da Fabrizio Meoni nell'edizione del 2005 della Parigi Dakar che gli fu fatale. Fino alla KTM 350 SX-F che ha portato il siciliano Antonio Cairoli alla vittoria del campionato del mondo 2010. Per concludere un nuovissimo modello realizzato nel 2011.
Altra Regina, la BMW GS80 presente a Passione Moto con i principali modelli stile Parigi Dakar, Granturismo, modelli personalizzati ad hoc per viaggi intorno al mondo. 15 modelli uno diverso dall'altro che faranno la storia del gs.
Imperdibile l'ampio Settore Custom realizzato con la collaborazione della società Terre di Moto srl e che vedrà in prima linea la rivista leader di settore Bikers Life, con una piccola esposizione (Bike Show) di qualche decina di Special di altissimo livello in rappresentanza di tutti i generi trattati dal Magazine, quindi: Freestyle, Metric, Modified Harley-Davidson, Old Style, Streetfighter & Sport Bike, Café Racer e Bagger. Tutte le motociclette esposte saranno naturalmente degli esemplari unici, nati dalla passione e dalle capacità dei loro esperti costruttori (Customizer), che nelle loro officine ormai situate in tutta Italia, isole comprese, come dei sarti "cuciono" addosso ai loro proprietari le moto che hanno sempre sognato. In quest'area si potranno trovare inoltre gli stand di diversi professionisti del settore ed Aziende produttrici di accessori. La Editrice Custom Sas approfitterà inoltre di questa occasione per presentare in anteprima a tutto il pubblico presente il nuovo periodico Kustom World, dedicato ad: Harley-Davidson & Vintage Bikes, Hot Rod & Kool Cars, Art, Best World Events, Pin Up & ...Good Vibrations!
Migliaia di moto, di ieri e di oggi, e soprattutto l'emozione che unisce chi sa veramente godere di quel piacere che solo le due ruote sanno dare.

Info:
http://www.passionemotoexpo.it/
info@passionemotoexpo.it

domenica 20 febbraio 2011

IL POPOLO VENETO N.7 / 2011

Il Popolo Veneto N°7 - 2011

Sbarchi e compravendite. Non disturbare!

Passare da uno stato ad un altro. Passare da una partito a un altro. Da destra a sinistra e da sinistra a destra passando per il mare magnum del centro. Attraversare il mar Mediterraneo e rischiare la vita per la libertà. Attraversare il corridoio che separa le file dei banchi in Parlamento per assicurarsi una poltrona o favori da chi pensa di governare con le sue ampie disponibilità comperando politicamente parlamentari che sempre più facilmente si “vendono” allo spudorato e arrogante Silvio Berlusconi.
L’ondata di proteste popolari nata in Tunisia ed allargatasi all’Egitto sta continuando ad espandersi a macchia d’olio nel Medio Oriente e in Nordafrica. Nuove proteste in Bahrein, Yemen, Marocco, Algeria, Gibuti, Kuwait, Iran e Libia.
La Libia da quarant’anni si ritrova a fare i conti con uno dei “dittatori” più longevi: Gheddafi. Sul trono dal 1969, il tiranno libico soffre dello stesso delirio di onnipotenza del nostro presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Ci hanno dato una dimostrazione in comune lo scorso anno a Roma. Ambedue, amici per la pelle e per affari, comperano e vendono anziché governare. Intanto Berlusconi si dice preoccupato per quanto sta succedendo in Libia: “ma non voglio disturbare Gheddafi”.

Secondo quanto riportato da fonti mediche sarebbero almeno 200 le vittime delle proteste a Bengasi contro il regime di Muammar Gheddafi. La lezione di dignità e di coraggio che ci viene dalla Libia dove a migliaia insorgono contro il dittatore Gheddafi è repressa nel sangue. Ancora una volta a documentare la rivolta contro il regime di Muammar Gheddafi sono le immagini amatoriali che riescono a rompere il muro della censura. I leader religiosi hanno chiesto la fine della repressione e del massacro. Gheddafi ha ancora numerosi sostenitori però. A Tripoli, e in altre città, dalle prime ore dell’alba si sono dati appuntamento migliaia di sostenitori del leader libico, a sua volta apparso alla tv di Stato dove detta la sua legge da quarant’anni. Molti però prevedono le dimissioni di Gheddafi. Speriamo che la caduta di Gheddafi sia di buon auspicio anche per noi italiani. Tutto questo ribollir di popoli contro la tirannia ha ridato fiato all’esodo di persone che fuggono sulle barche e, una volta salpati dalle coste africane, sbarcano in Italia.
Nei giorni scorsi si sono verificati sbarchi di migliaia di persone. Un esodo biblico che non finirà a breve e che trova delle soste solo quando il tempo non permette una navigazione in “sicurezza”.
Il centro di accoglienza di Lampedusa non è più chiuso.
Inutile dire che l’accoglienza resta un valore fondamentale per cui darsi da fare, ma altrettanto è vero che, se ciò accade, è perché ancora una volta il governo del “fare” ha fallito.
Il governo che non c’è guarda da un’altra parte, troppo impegnato a difendere l’Indifendibile e intanto muoiono quattro bambini rom in una baracca, muoiono naufraghi a decine quelli che cercano una terra amica, muore la politica dell’accoglienza e della solidarietà.
Paradossali le contraddizioni del governo italiano. Sappiamo tutti come il ministro Frattini mentisce ancora come Maroni: gli aiuti all’Europa non sono stati richiesti. Tanti soldi dati a Gheddafi per nulla compreso navi e uomini e poi ci ritroviamo con migliaia di uomini e donne che cercano libertà, dignità, lavoro e di vivere in pace.
Ovviamente il problema dell’onda migratoria va affrontato come Europa, ma ogni stato deve avere un minimo progetto. L’Italia, con un governo assente, naviga a vista su tutti i fronti. Evidente l’assenza di competenza e di progettualità che crea una continua politica dell’emergenza nella quale, come per i rifiuti, non si risolve nulla perché manca una pianificazione.
E Maroni lancia numeri spropositati per suscitare paura nei cittadini perché se andiamo a Lampedusa ci rendiamo conto che gli sbarcati, finché hanno con sé qualcosa fanno al fortuna dei bar dell’isola e dei soliti approfittatori.
Altri sbarchi di naufraghi continuano ad avvenire pure in Parlamento e lo spettacolo si fa sempre più squallido. Si intensifica il mercato dei parlamentari privi di qualsiasi dignità. Questi “venduti” che passano a Berlusconi, mantenendo in vita il governo, hanno ancora la faccia tosta di parlare di bene comune mentre sono solo interessati alla propria poltrona.
Fini ha detto bene: “ci sono le tante armi seduttive di cui gode chi governa e dispone di potere mediatico/finanziario, le difficoltà del Fli nascono anche dai sentimenti di chi teme per il proprio status di ministro o parlamentare”.Aggiunge anche: “Solo quando si apriranno le urne, sapremo se avremo vinto la battaglia”. Se ci arrivi alle urne Fini, caro!
Fini e Fli stanno pian piano sgretolandosi. Tra gli ultimi a salpare da Flì e sbarcare altrove è lartista Barbareschi capace di tenere i piedi in due scarpe, anche in due partiti, ma ora a quanto pare deciso a passare al gruppo misto.
Il fatto è che sotto sotto c’è sempre la tentazione di rendersi “appetibili” da Berlusconi e di prendere per buona ogni occasione per farsi un po’ di pubblicità. Come piacciono le poltrone…

Ivano Maddalena

Le Fuggitive al Teatro Remondini di Bassano

Martedì 22 e mercoledì 23 febbraio 2011 ore 21.00 al Teatro Remondini di Bassano del Grappa due grandi attrici tra le più poliedriche del panorama dello spettacolo italiano. Una storia intrigante che appassiona, commuove e diverte. “Le fuggitive” di Pierre Palmare e Christophe Duthuron, ha per protagoniste Valeria Valeri e Milena Vukotic, un incontro di talenti che riempie la scena ed entusiasma.

"Le fuggitive" è un testo francese di Pierre Palmade e Christophe Duthuron che arriva sui palcoscenici italiani dopo aver avuto un enorme successo in Francia. Narra con apparente leggera ironia l'incontro tra due donne che per motivi diversi stanno fuggendo dalla loro vita per trovare un altrove.
Il loro, casuale, punto di incontro è una strada nel bel mezzo della notte, Claude (Valeria Valeri) è una donna di una certa età, ma ancora piena di vita, costretta suo malgrado, da suo figlio ultra cinquantenne a vivere nella casa di riposo I gladioli, da cui è scappata in pigiama e cappotto. Margot (Milena Vukotic) una signora più giovane, sta scappando dalla festa dei diciotto anni di sua figlia, vuole essere sè stessa non sempre la madre di, la moglie di, si è portata però, con sè, delle pesanti borse.
Le due si incontrano sul ciglio di una strada, dove stanno facendo autostop. Si studiano, si annusano e decidono più o meno volentiri di salire sulla stessa macchina, sarà l'inizio di un'avventura che le porterà a vivere situazioni rocambolesche e fuori dal comune, ma le porterà anche a conoscersi, ad accettarsi a vivere esperienze a loro sconosciute. Margot è mossa da un sopito desiderio di ribellione, ancora profondamente legata a quel mondo familiare da cui non riesce a liberarsi completamente. Il confronto con una donna più anziana come Claude, figura sostitutiva di quella madre con cui Margot non parla, le offrirà l'opportunità di conoscere, apprezzare e sperimentare le innumerevoli possibilità e avventure che il mondo le riserva. Dal canto suo, Claude trova nella compagna di viaggio quella figlia che non ha mai avuto, una controparte al figlio che non ha saputo crescere e che ha deciso di abbandonarla in ospizio: il dialogo è dunque un modo per fare il punto sulla propria esistenza, per ricordare le passioni di una vita intensa e fuori dagli schemi, per ritrovare la vitalità assopita dalla bruttezza e dalla tristezza, per sentirsi ancora viva, amata, apprezzata, nonostante gli anni, le perdite, le delusioni e le umiliazioni. "Le fuggitive" è uno spettacolo da non perdere, un esempio di teatro fatto in modo quasi artigianale, la dimostrazione concreta di come anche una commedia apparentemente poco impegnata si possa rivelare un piccolo gioiello prezioso.

Nicasio Anselmo firma la regia di questa commedia, finora mai rappresentata in Italia; e lo fa con estrema delicatezza, offrendo allo spettatore uno spazio che si limita a suggerire, non a rappresentare, il viaggio delle due protagoniste, viaggio reale che, nel racconto teatrale, si carica al contempo di un valore evocativo, quasi viaggio immaginario di due donne alla ricerca di se stesse. Le scene di Antonella Luberti si limitano a pochi piccoli oggetti (un segnale stradale, un ponte, una mucca, un divano) che possano ricreare, insieme alle videoproiezioni, la suggestione dei diversi luoghi attraversati dalle due protagoniste. In tal modo, l'attenzione viene catalizzata proprio sulle due fuggitive e sul loro lento ma progressivo aprirsi l'una all'altra.

I biglietti sono in vendita la sera stessa dello spettacolo presso il botteghino del Teatro, mentre per il prossimo spettacolo Il bugiardo di Carlo Goldoni sono in prevendita dal 24 febbraio presso l'Ufficio IAT di Bassano in Largo Corona d'Italia, tel. 0424/524351 e in vendita al Teatro Remondini la sera stessa.

sabato 19 febbraio 2011

CONSIGLI LIBRARI N.55

Vieni via con me
Saviano Roberto
€ 13,00
2011, 144 p., brossura
Feltrinelli (collana Varia)

Otto capitoli, otto storie, un ritratto unico dell'Italia di oggi firmato dall'autore del bestseller internazionale Gomorra. Roberto Saviano scava dentro alcune delle ferite vecchie e nuove che affliggono il nostro Paese. Il mancato riconoscimento del valore dell'Unità nazionale, il subdolo meccanismo della macchina del fango, l’espansione della criminalità organizzata al Nord, l'infinita emergenza rifiuti a Napoli, le troppe tragedie annunciate. Accanto alla denuncia c’è anche il racconto – commosso e ammirato - di vite vissute con onestà e coraggio: la sfida senz'armi di don Giacomo Panizza alla ’ndrangheta calabrese, la lotta di Piergiorgio Welby in nome della vita e del diritto, la difesa della Costituzione di Piero Calamandrei. Esempi su cui possiamo ancora contare per risollevarci e costruire un’Italia diversa. Ideato e condotto da Roberto Saviano e Fabio Fazio, Vieni via con me è stato l'evento televisivo dell’anno, ma ora è anche un libro che rende di nuovo accessibili al pubblico queste storie in una forma ampiamente rivista e arricchita. Facendole diventare, ancora una volta, storie di tutti.

Mammut
Pennacchi Antonio
€ 17,00
2011, 187 p., rilegato
Mondadori (collana Scrittori italiani e stranieri)

Benassa è lo storico, coriaceo rappresentante sindacale dei lavoratori alla Supercavi di Latina-Borgo Piave. La tuta blu sull’anima, la trattativa nel sangue, era il terrore di ogni direttore del personale. Tutti i comunicati che emetteva il Consiglio di fabbrica, li componeva lui di notte. Ed erano poemi. “Mazzate a rotta di collo sull’Azienda e su tutti i Dirigenti. Come movevano una paglia, lui li tartassava sopra la bacheca”. Sapeva fare solo quello. E solo quello aveva sempre fatto. Per anni ha guidato le lotte dei compagni, tra cortei e blocchi stradali, picchetti e occupazioni, conquiste e delusioni, ma ora che bisogna combattere l’ultima decisiva battaglia sindacale, la gloriosa azione collettiva per tenere la fabbrica aperta e sul mercato, Benassa è stanco. Sul punto di mollare. O forse no. Dopo un’occupazione epica della centrale nucleare di Latina, in due giorni di febbrile clausura nel sepolcro dello stabilimento, Benassa cerca di spiegare ai propri compagni le sue ragioni. Perché dopo vent’anni spesi a lottare per loro sta per cedere alle richieste del capo del personale? Perché è sul punto di accettare di essere pagato per stare fuori dalla fabbrica? Questo è il primo libro di Antonio Pennacchi, il suo romanzo d’esordio, una grande epopea operaia scritta nel 1987, quando era lui pure come Benassa operaio in Fulgorcavi, e il suo eccentrico talento doveva vedersela coi turni di notte alle coniche e alle bicoppiatrici.


Donne del Risorgimento. Le eroine invisibili dell’unità d’Italia
Bertolo Bruna
€ 22,00
2011, 430 p., ill., brossura
Ananke

Il volume racconta il periodo risorgimentale visto “dalla parte delle donne”. Una galleria di personaggi femminili che, in modi diversi, hanno contribuito a scrivere pagine di quel lungo, faticoso, controverso periodo che portò all’unità d’Italia. Emergono figure straordinarie che hanno saputo trasformare il loro tranquillo quotidiano in lotta, mettendo in pericolo le loro esistenze e i loro affetti per un futuro che non poteva offrire certezze. Accanto a nomi noti, come quelli di Anita Garibaldi e di Cristina di Belgioioso, l’autrice porta in scena il mondo femminile delle umili combattenti, le eroine delle Cinque Giornate di Milano, nonché le donne che seppero curare i feriti nelle organizzazioni ospedaliere spesso affidate al volontariato femminile. Offre uno spazio ampio al ruolo delle giornaliste straniere che raccontarono con i loro articoli le vicende delle lotte risorgimentali, come Margareth Fuller e Jessie White Mario. Penetra nei versi delle poetesse risorgimentali, come la grande improvvisatrice Giannina Milli o l’appassionata Giulia Molino Colombini, per raccontarne il valore nella costruzione di un ideale patriottico sempre più saldo e sicuro. Si inserisce nel mondo dei salotti: in una società come quella ottocentesca che affidava alla donna sostanzialmente i ruoli di moglie e di madre, questi momenti di incontro rappresentarono una essenziale forma di aggregazione sociale e culturale che cambiò nel corso del secolo.

*descrizioni dalla quarta di copertina

venerdì 18 febbraio 2011

Concorso artistico internazionale “All’Inferno”

Promosso da Fondazione OderzoCultura e da OderzoInquieta in occasione della grande mostra “ALTAN & MARTINI - La DIVINA.COM”

All’Inferno!!! Quante volte sarà capitato di dirlo, di pensarlo, anche solo per pochi secondi, rivolgendolo al capo, ad un collega, un familiare oppure semplicemente verso uno sconosciuto. Normale! Ma per vincere il concorso artistico, “All’Inferno” ci si deve andare direttamente da soli. Sì, perché “All’Inferno” è titolo del concorso internazionale (regolamento su www.oderzoinquieta.it) rivolto a tutti gli illustratori e i fumettisti, italiani o stranieri, professionisti e non, (purché abbiano compiuto 18 anni d’età) promosso da Fondazione OderzoCultura e da OderzoInquieta in occasione della grande mostra “ALTAN & MARTINI - La DIVINA.COM”.
La mostra, che sarà inaugurata a mezzanotte tra il 14 e il 15 maggio prossimo, propone la rappresentazione della “Divina Commedia” attraverso l’incontro di due grandi autori di epoche e stili diversi: Alberto Martini e Francesco Tullio Altan, l’uno artista della prima metà del ‘900 dal caratteristico tratto stilizzato e sottile, l’altro esponente dell’espressione della contemporaneità dal tratto morbido e corposo.
Per partecipare al concorso viene richiesto agli illustratori di immergersi nei meandri infernali della società attuale per poi risalire e rappresentare attraverso la loro arte ciò che di più infernale hanno personalmente colto, visto, vissuto. Dovranno quindi anch’essi proporre un’opera ispirata alla Divina Commedia, ma che rappresenti un nuovo attuale girone infernale. Gli artisti potranno proporre opere con qualunque tecnica espressiva, anche quella digitale.
Le opere in concorso, in formato jpeg, corredate dal modulo di partecipazione, dovranno essere inviate entro e non oltre il 1 aprile 2011 per email all’indirizzo: oderzoinquieta@gmail.com
Tutte le opere - pervenute entro il 1 aprile 2011 - e in possesso dei requisiti richiesti, verranno esaminate da una Giuria, composta da Francesco Tullio ALTAN, Giorgio CAVAZZANO, Arianna PAPINI, Silvano MEZZAVILLA, Andrea PRINCIVALLI, che selezionerà i partecipanti ammessi all’esposizione e i vincitori.

Nel sito www.oderzoinquieta.it/ladivina/index.html si può trovare il regolamento completo in Italiano e in Inglese e la descrizione dei premi dedicati ai vincitori sia della categoria degli illustratori professionisti sia della categoria dei non professionisti.

Volontari veneti in partenza per il Sud-Sudan

Rinaldo Bonadio, medico di Conegliano e Pietro Artegiani, infermiere di Verona prenderanno servizio all’Ospedale di Lui, in Sud Sudan

Padova - Non sono eroi, ma professionisti come tanti altri che hanno messo al centro delle loro scelte l'Africa e la salute dei più poveri. Rinaldo Bonadio, medico di Conegliano e Pietro Artegiani, infermiere di Verona, partiranno domenica prossima, 20 febbraio, proprio per quel Sud Sudan che il referendum plebiscitario ha recentemente sancito indipendente dal nord. Destinazione: ospedale di Lui, contea di Mundri Est. Un'area dove i tassi di mortalità materna sono tra i più alti al mondo, con 2.045 mamme che muoiono su 100.000 parti. Concretamente significa 1 mamma che non sopravvive ogni 48 parti (in Italia, è 1 su 3.000).

Entrambi con lunga esperienza di Africa, Bonadio e Artegiani raggiungeranno il medico internista e il logista già presenti sul campo, completando il team Cuamm di supporto all'ospedale dal nome monosillabico: Lui. Resteranno in Sud Sudan per un anno. Un ritorno in Sudan per Bonadio, sempre come chirurgo, dopo il servizio a Yirol nel 2007/2008. Un nuovo paese per Artegiani, dopo l'impegno in Angola nel 2004/2005. Nessuna ambizione di cambiare il mondo, molto pragmatismo e tanta voglia di fare: «Partiamo con la consapevolezza che la situazione a Lui è molto difficile» dichiara Bonadio «è un'area dove le conseguenze di una lunga guerra civile hanno lasciato ferite profonde e tuttavia si stanno creando, dopo il referendum, grandi aspettative di riscatto. Il nostro intervento si carica quindi di forte responsabilità, perché si pone l'obiettivo non solo di rivitalizzare una struttura periferica, ma al tempo stesso, di contribuire a sviluppare un possibile modello sostenibile di sistema. Entriamo con discrezione in questa delicata fase storica con la percezione di essere partecipi di un processo generale di sviluppo di una nuova nazione». «Non mi aspetto niente» continua Artegiani «nel corso degli anni ho imparato che è importante partire senza aspettative precondizionate, perché rischiano di portare fuori strada». (c.s.)

IL PROGETTO NEL DETTAGLIO


Il Sud Sudan è l'ultimo paese di intervento, in ordine cronologico, per il Cuamm. L'azione è partita nel 2006 dall'Ospedale di Yirol (Stato dei Laghi) completamente riabilitato e inaugurato nel 2008 ed è proseguita nel 2009 con la presa in carico dell'Ospedale di Lui, nello Stato del Western Equatoria.
L'intervento a Lui è focalizzato sul miglioramento della salute materna e infantile nella Contea di Mundri Est attraverso il rafforzamento del ruolo dell'ospedale all'interno del sistema sanitario. Essenziali le attività di supporto alla gestione della struttura, principalmente per quanto riguarda la corretta gestione dei farmaci e del personale, attraverso l'invio del team (infermiere, internista e chirurgo) che affianca il medico sudanese. Per quanto riguarda le opere di ristrutturazione si è compiuta la riabilitazione della sala operatoria e della pediatria, mentre è in corso la riabilitazione di un edificio che verrà adibito a reparto di maternità.

Nucleare in Veneto: Via libera da Lega e Pdl

Durante le ultime elezioni regionali, in un articolo titolato “Zaia bifronte”, criticavamo il candidato leghista alla Presidenza della Regione Veneto perché a Roma votava a favore del nucleare, e poi quando tornava a casa affermava: “No nel mio cortile” o “il Veneto ha già dato”. La campagna elettorale è archiviata e la poltrona è assicurata, però le promesse elettorali vengono clamorosamente smentite dalla sua stessa maggioranza. Ieri in aula, Lega e Pdl, bocciando un emendamento alla Finanziaria 2011 presentato dal PD - il documento chiedeva di realizzare una campagna informativa rivolta ai cittadini per spiegare le ragioni della contrarietà a realizzare un impianto nucleare e di stoccaggio delle scorie radioattive in Veneto - hanno detto chiaramente di essere favorevoli al ritorno all’atomo. Si fa quindi sempre più concreta la possibilità che ad ospitare una centrale nucleare e le scorie radioattive sia un sito veneto, da individuare, molto probabilmente, tra le località di Chioggia (VE), Polesine Camerini (RO) e Legnago (VR).
Le opposizioni hanno sottolineato l’incoerenza e le divisioni della maggioranza. La capogruppo del Pd Laura Puppato e il consigliere Piero Ruzzante hanno definito la situazione della maggioranza “disastrosa, dove l’anarchia del centrodestra sta portando al ribaltamento di tutte le promesse fatte lo scorso anno, comprese quelle sul nucleare, e dunque alla truffa elettorale”. Puppato e Ruzzante attendono al varco Lega e Pdl: “non ci fermeremo qui ma continueremo ad incalzare il centrodestra con un ordine del giorno che abbiamo già presentato e che chiede alla Regione di esprimere contrarietà al nucleare in Veneto nel parere che obbligatoriamente dovrà dare al governo, così come è stato sancito dalla Corte Costituzionale”.
Adesso, ricorda il segretario regionale IdV Gennaro Marotta: “I nostri concittadini hanno solo una possibilità per bloccare l’arrivo di scorie e centrali atomiche in Veneto. Andare a votare, a maggio, il referendum promosso dall'IdV che impedisce di ospitare sul territorio regionale centrali nucleari e centri per smaltimento, smistamento e conservazione delle scorie radioattive”. Il suo collega di partito, il consigliere Antonino Pipitone ha aggiunto: “Questo nucleare berlusconian-leghista è una scelta anacronistica, che non risolve affatto i nostri problemi energetici ma di sicuro farà fare ottimi affari a qualche multinazionale”.

giovedì 17 febbraio 2011

BAssanese a Schio per M'illumino di meno

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Mostra: Guariento e la Padova Carrarese

A Padova, dal 16 aprile al 31 luglio 2011, la "Mostra impossibile" Guariento, il Maestro degli Angeli.

Di lui si conoscono soprattutto gli Angeli, anzi le Gerarchie Angeliche composte da Angeli, Arcangeli, Podestà, Serafini, Cherubini, Troni e Dominazioni, che riprodotti ovunque, sono diventati parte della iconografia universale, tanto diffusi da far dimenticare chi li dipinse e cosa effettivamente quelle meravigliose figure rappresentino.

Dal 16 aprile al 31 luglio, a Padova, nelle sale dedicate alle attività espositive di Palazzo del Monte, una grande mostra riunisce per la prima volta la quasi totalità della produzione di Guariento, il "Maestro degli Angeli".
La mostra, curata da Davide Banzato, Francesca Flores d'Arcais e Anna Maria Spiazzi è promossa e organizzata dalla Fondazione Cariparo e dal Comune di Padova - Musei Civici.

Guariento da Arpo fu il primo artista di corte a Padova. Di lui non si conoscono l'anno e il luogo di nascita. E' documentata però la sua attività, tra il 1338 e il 1367, che lo colloca tra i protagonisti della nascita del gotico internazionale.

Per i Carraresi, Signori di Padova, creò il suo capolavoro: la decorazione della Cappella della loro Reggia.

Per i Dogi inventò il celebre Paradiso per Palazzo Ducale, poi danneggiato da un incendio e coperto per secoli dal telero di Tintoretto.

A precedere il Paradiso veneziano sono le famosissime Gerarchie angeliche per la Cappella della Reggia Carrarese: Angeli, Arcangeli, Potestà, Serafini, Cherubini, Troni e Dominazioni, affascinanti per la complessità iconografica, per la bellezza della pittura e la delicata e sfumata trasparenza dei colori.

Ma Guariento non si dedicò solo agli Angeli. Per i Carraresi e per altri non meno illustri committenti, realizzò tavole di soggetto sacro e ritratti profani di eleganza cortese, resi con un colorismo delicato e perfetto.

Una mostra su Guariento non è mai stata fatta per la difficoltà di riunire le sue opere disperse in musei di mezzo mondo, opere su tavola e quindi di grande fragilità, opere spesso considerate "inamovibili".

In mostra e negli studi che l'hanno preceduta, la figura di Guariento è posta a confronto con gli altri maestri con i quali la sua pittura presenta legami nelle sue varie fasi: Giotto, Pietro e Giuliano da Rimini, Vitale da Bologna, Paolo e Lorenzo Veneziano, Giusto Menabuoi, Altichiero, Vivarini, Nicolò di Pietro, Giambono.
Tutto a comporre un racconto che prima d'ora non era mai stato proposto al pubblico e che, per rarità, preziosità e qualità delle opere esposte, potrà difficilmente esserlo una seconda volta.

A rendere ancora più unico questo evento è la proposta, negli spazi per esposizioni temporanee dei Musei Civici, a Palazzo Zuckermann e agli Eremitani, di una ulteriore esposizione dedicata a Padova Carrarese. Rivivrà la città trecentesca attraverso la cartografia, modelli, codici che illustreranno i principali esponenti della Signoria e la letteratura dell'epoca. Monete, ceramiche, oreficerie, avori, intagli in legno, sculture, illustreranno la civiltà materiale del secolo XIV, ma anche i raggiungimenti della scienza nel periodo di maggior splendore vissuto da Padova.

Itinerari accompagneranno il visitatore a scoprire i principali luoghi e monumenti del Trecento padovano. Tra essi la Reggia Carrarese (affrescata dal Guariento) e il Museo Diocesano. In questo ultimo (posto di fronte a Palazzo del Monte, sede della mostra sul Guariento) altri angeli, stavolta contemporanei, accolgono il visitatore. Sono quelli di Omar Galliani proposti nella mostra loro dedicata, allestita nella magnifica scenografia del Salone dei Vescovi. (c.s.)

"Guariento e la Padova Carrarese", Padova, Palazzo del Monte (piazza Duomo), dal 16 aprile al 31 luglio 2011. Orario: 9 - 19, lunedì chiuso.

www.guariento.it

1^ Edizione "Biosalute Triveneto 2011"

Fiera dei prodotti biologici, biodinamici e del vivere sano. Sabato 12 e domenica 13 marzo 2011, Santa Lucia di Piave (TV)

L’Associazione Culturale “La Città delle Stelle” di Conegliano organizza “1° BIOSALUTE TRIVENETO 2011” Mostra Mercato dei prodotti biologici, biodinamici e del vivere sano.
La manifestazione si svolgerà nelle giornate di sabato 12 e domenica 13 marzo, a partire dalle ore 9.00 fino alle ore 18.00, nei padiglioni della Fiera di Santa Lucia di Piave (TV), all’interno dell’ antica filanda restaurata, e ospiterà prodotti biologici, agricoltura biodinamica, erboristeria, artigianato naturale, arredamento naturale, medicina e abbigliamento naturali, bioedilizia.
La manifestazione prevede: conferenze, convegni e 140 spazi espositivi dedicati ai prodotti biologici e di qualità, provenienti da agricoltura biodinamica, per sostenere uno stile di vita salutare. A disposizione dei visitatori anche un’area “bio bar” e la connessione wireless gratuita. Prezzo del biglietto: euro 2,00.

Info: www.trivenetofiere.it

CSC Casa della Danza Spring Edition

Residenze artistiche, presentazioni aperte al pubblico, formazione, e incontri. Sono le attività del CSC Casa della Danza di Bassano del Grappa, in versione spring.

Bassano del Grappa - Un fitto calendario di attività quello che propone per i prossimi mesi il Centro per la Scena Contemporanea, che dal 2010 è entrato a far parte dell’EDN, l’European Dancehouse Network, la prestigiosa rete europea delle Case della Danza. E’ il primo e finora unico centro italiano ad essere accolto nel network che comprende alcuni fra i centri più rinomati e attivi nella scena della danza contemporanea europea: Londra, Parigi, Vienna, Oslo, Stoccolma, Lione tra gli altri.
Negli spazi del CSC Garage Nardini e della Chiesa di San Bonaventura, avranno luogo 12 residenze per coreografi nazionali e internazionali attivi nella scena della danza contemporanea di più continenti. Gli artisti ospiti a Bassano del Grappa entrano dunque in contatto con la realtà locale, con la comunità e con gli spazi urbani: conducono workshop, presentano i loro progetti in divenire al pubblico e si aprono al dialogo con la città.
La casa della danza diventa luogo di incontro, conoscenza e scambio di linguaggi coreografici, di diversi approcci al processo creativo, delle diverse necessità che generano idee e progettualità artistiche. La residenza in atto in questo momento è quella di Mari Matre Larsen (Norvegia) e Kasper Daugaard Poulsen (Danimarca), seguiranno Elena Giannotti 7/18 marzo (Italia/Irlanda), Marisa Godoy (Svizzera) 18-31 marzo, Giuliana Urciuoli (Italia) 10-17 aprile, Silvia Gribaudi (italia) 17-29 aprile e nello stesso periodo anche Alessandro Sciarroni (italia) e poi Chiara Frigo (Italia) 1-10 maggio, Lea Martini (Germania/Olanda) e Diego Agullò (Spagna) 13-31 maggio, Nora Chipaumire (Zimbabwe) 1-15 giugno e nello stesso periodo anche i veneti Marco D’Agostin, Francesca Foscarini e Giorgia Nardin, per concludere con Sharon Fridman (Spagna) e Silvia Gribaudi (Italia) 20-30 giugno.

Al termine del periodo di residenza i coreografi ospiti del CSC si aprono al dialogo con il pubblico presentando il frutto della loro ricerca e rendendosi disponibili alla discussione e al confronto con gli spettatori. Alle presentazioni delle opere coreografiche seguono momenti di dialogo con gli autori e gli interpreti, una preziosa occasione per sperimentare la comunicabilità delle creazioni, per poter porre delle domande e rispondere a questioni che investono la dimensione artistica ma spesso anche sociale, culturale e politica delle creazioni di danza contemporanea.

Di seguito il Calendario delle presentazioni al pubblico che si terranno al CSC Garage Nardini alle ore 21.00: 18 febbraio Mari Matre Larsen e Kasper Daugaard Poulsen, 17 marzo Elena Giannotti (Italia/Irlanda), 29 marzo Marisa Godoy, 9 maggio Chiara Frigo, 28 maggio Lea Martini e Diego Agullò, 14 giugno Nora Chipaumire ed infine 29 giugno Sharon Fridman e Silvia Gribaudi

Altra tematica fondamentale che si sviluppa nel progetto è quello della formazione, il CSC propone infatti, a partire dalla prima residenza di gennaio, un percorso di ricerca professionale per coreografi e danzautori. Il progetto si articola per tutto l’anno in appuntamenti mensili, al sabato e alla domenica, durante i quali i partecipanti possono incontrare, conoscere e sperimentare il processo creativo dei danz’autori attivi nella scena internazionale e in residenza a Bassano. La partecipazione ai workshop viene offerta gratuitamente.
Tra le altre iniziative il CSC ha commissionato alla danzatrice Silvia Gribaudi un progetto coreografico con interpreti over 60, proseguendo la collaborazione attivata nel 2010 con il Centro Diurno Anziani; e al coreografo Alessandro Sciarroni un progetto per teenager della città.
Gli spazi del Museo diventeranno palcoscenico naturale anche per le performance e installazioni
realizzate da Tiziana Bolfe, Marco D’Agostin, Francesca Foscarini, Chiara Frigo, Giorgia Nardin, tutti in dialogo con le opere di Canova. Con loro numerosi giovani danzatori guidati da coreografi ed insegnanti attivi nel territorio, grazie ad una collaborazione con NOLIMITA-CTIONS, un’innovativa rete di insegnanti di danza contemporanea che si sono uniti per promuovere la crescita e il dialogo tra le diverse realtà di provenienza. (c.s.)

Per informazioni e prenotazioni Ufficio Operaestae tel. 0424 217819 -217804

Associazioni disabili: No ai tagli al sociale

IdV Veneto: “È civile una regione che abbandona i suoi figli più deboli e sfortunati?”

La protesta delle Associazioni dei disabili per i tagli al sociale è arrivata a Palazzo Ferro-Fini, sede del Consiglio regionale veneto. Secondo i rappresentanti dei disabili la Regione Veneto ha progressivamente ridotto, a partire dallo scorso anno, i servizi per l’integrazione scolastica e lavorativa, le possibilità di accoglienza delle strutture residenziali, le accoglienze temporanee, i posti e i servizi dei Ceod (Centri Educativi Occupazionali Diurni), il trasporto dei disabili alle comunità di accoglienza. Per tutte queste ragioni hanno fatto sentire forte il loro “no” ai tagli al sociale e lanciato un accorato appello per il mantenimento del fondo per la non autosufficienza e i servizi alle persone e alle famiglie. Della necessità di salvaguardare i valori profondi della solidarietà e dell’assistenza, spesso sacrificati alle esigenze di bilancio, si sono fatti portavoce i consiglieri regionali di Italia dei Valori Gustavo Franchetto e Antonino Pipitone, che intervenendo a margine della discussione sulla finanziaria regionale hanno chiesto: “È civile una regione che abbandona i suoi figli più deboli e sfortunati?”. “Il grido di dolore che i disabili e i loro familiari hanno lanciato oggi in Regione - aggiungono i due esponenti IdV in una nota - non può rimanere senza risposta da parte di Zaia e dell’assessore Sernagiotto. I tagli indiscriminati per la disabilità che troviamo nel bilancio, per almeno 50 milioni di euro, determineranno una situazione drammatica per molte famiglie venete, che si ritroveranno abbandonate a loro stesse”. “Pensiamo - afferma Franchetto - in particolar modo ai disabili in grave difficoltà, cioè a coloro che non sono in grado di autodeterminarsi, che hanno assoluto bisogno di aiuto, cui servono strutture e personale qualificato per svolgere una vita che si possa definire normale”. La scure dei tagli colpisce sempre i più deboli. Se invece si tratta di assumere un manager, consulente regionale alla sanità, che tra stipendio (240mila euro in due anni, delibera 3601 del 30 dicembre 2010 ) strutture riservate e personale, costerà non meno di 500mila euro l’anno, i soldi saltano fuori. C’è la crisi, ma evidentemente non per tutti.

Padova: Storie in movimento

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mercoledì 16 febbraio 2011

Volo libero, aspettando la Primavera

Forzata sosta invernale per il volo libero in deltaplano e parapendio, disciplina che, pur praticata tutto l’anno, predilige altre stagioni. Primavera ed estate soprattutto prospettano condizioni ottimali: grazie all’irraggiamento solare del suolo, si formano generose correnti d’aria ascensionali, dette termiche. Il pilota, con pochi metri di stoffa forgiati ad ala di parapendio o deltaplano, le sfrutta per guadagnare quota da spendere poi in lunghe distanze alla ricerca di nuove termiche ed altri guadagni di quota per altre distanze. Il gioco è fatto, senza motore, con il sole come carburante. Facile? Sì, a patto di un’adeguata esperienza e delle indispensabili conoscenze tecniche, meteorologiche, di pilotaggio ed altre ancora che sono alla base del volo libero, sia quello divertente, sicuro, alla portata di tutti, come del volo esaltante in competizione, quello dei tanti titoli mondiali ed europei che hanno portato l’Italia al vertice del mondo.
La FIVL (Federazione Italiana Volo Libero) non trascura di organizzare incontri e stage di formazione dei piloti sulle molteplici materie che formano la cultura del volo, dalla meteorologia all’aspetto psicologico, dai temi delicati della sicurezza all’orientamento alle gare.
Queste tematiche saranno trattate in un nutrito calendario d’incontri a partire dal 26 febbraio a Gemona (Udine); poi il 27 febbraio a Suello (Lecco) e il 13 marzo a Roma. Uno stage particolare è fissato dal 18 al 20 marzo a Caltrano (Vicenza) con l’obiettivo di preparare i nuovi piloti ad un approccio corretto, sereno e divertente del mondo delle gare. Ancora a Caltrano il 26-27 marzo si volerà per la Coppa delle Regioni, prova nazionale di parapendio alla quale parteciperanno oltre 100 piloti scaturiti dai campionati interregionali; recupero il fine settimana successivo in caso di meteo avversa.

Per ulteriori informazioni sugli incontri informativi contattare:
fabio.loro@gmail.com - promo@fivl.it

martedì 15 febbraio 2011

Berlusconi sotto processo: "Prove evidenti su concussione e prostituzione minorile"

Notizia bomba. Il processo s’ha da fare. Berlusconi Silvio dovrà presentarsi il 6 aprile alle ore 9.30 davanti ai giudici della quarta sezione penale a Milano. A deciderlo è stata oggi il Gip di Milano, Cristina Di Censo, che ha disposto il giudizio immediato nei confronti del premier per i reati di concussione e prostituzione minorile, nell’ambito dell’inchiesta nata sul caso Ruby.
Accolta dunque la richiesta della procura, che ha stralciato la posizione del presidente del Consiglio rispetto agli altri indagati, Lele Mora, Nicole Minetti ed Emilio Fede, per chiederne appunto il giudizio immediato, essendo il solo che rientrava nei termini temporali previsti dalla legge (60 giorni dal momento dell’iscrizione nel registro degli indagati). I due reati ipotizzati fanno riferimento alle telefonate alla questura di Milano fatte dal Cavaliere per chiedere il rilascio di Karima Mahroug, detta Ruby, e ai presunti rapporti sessuali avuti con la ragazza quando era ancora minorenne.
Il gip di Milano Cristina Di Censo, nel decreto con cui ha disposto il giudizio immediato per Silvio Berlusconi sulla vicenda Ruby, stabilisce che dalle fonti di prova, i fatti storici a carico del presidente Silvio Berlusconi, cioè le accuse, sono dimostrati. Il gip ha affrontato anche la questione della 'competenza funzionale' del reato, spiegando che Berlusconi avrebbe commesso la concussione abusando della sua qualità di premier e non abusando delle funzioni di primo ministro.
Tre giudici procederanno contro Berlusconi Silvio da Arcore: Carmen D’Elia, Giulia Turri e Orsola De Cristofaro.
Ghedini e Longo hanno fallito e per i due parlamentari pidiellini, difensori di Berlusconi, ci sarà molto lavoro da svolgere. Ostentano serenità e si dicono pronti a difendere l’Indifendibile: “Non ci aspettavamo nulla di diverso”, è il commento a caldo di Piero Longo, difensore di Silvio Berlusconi insieme a Niccolò Ghedini.
La preoccupazione comunque è palpabile. Berlusconi oggi ha persino rinunciato alla conferenza stampa con Maroni a Lampedusa, e il ministro Alfano, ha dichiarato ai cronisti: “Vale la presunzione di innocenza. Dimissioni mai!”. Ma stiamo scherzando? Dimissioni subito. Se non le presenterà lo scenario potrebbe diventare ancora più drammatico, come se non bastasse quanto già bolle in pentola.
Vedremo se Berlusconi riuscirà ad allargare la maggioranza. Vedremo se riuscirà a tenere insieme la maggioranza, perché la Lega è più che mai pronta a staccare la spina anche se la realizzazione del federalismo la frena dal farlo.
La maggioranza sembra comunque fare quadrato attorno al premier, ma si fa sempre più dura.
Nessun paese democratico ha mai vissuto una situazione simile. Una situazione inusuale e gravissima. Mediaset, Mediatrade, Mills e Ruby: quattro processi in 38 giorni per il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Il capogruppo del Pd in commissione Giustizia Donatella Ferranti commenta: “Credo proprio che la decisione del Gip di Milano smonti completamente la tesi del 'complotto' sostenuta dal premier”. Come dargli torto? “Quindi - aggiunge - diventa evidente che non sia solo qualche Pm di sinistra, come dice Berlusconi, a sostenere la colpevolezza del Cavaliere. Il che vuol dire che le prove ci sono eccome”
Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, aggiunge: “Una maggioranza responsabile, se esistesse in questo Paese, dovrebbe convincere il Premier a compiere questo gesto. Ne va della credibilità dell’Italia nel mondo”.
Presidente Berlusconi si presenti e si difenda in Tribunale ...ma intanto...visto che stiamo facendo ridere mezzo mondo, si dimetta! Glielo chiediamo per il bene dell’Italia. Come dice bene Bersani: “Faccia un passo indietro, si tolga dall’imbarazzo e tolga l’Italia dall’imbarazzo”. Parole sante.
Berlusconi siamo alla paralisi: dimettiti!

Ivano Maddalena

"I’m short - I’m Bogart" nasce a Bassano

Venerdì 18 febbraio, ore 21.00 CSC Garage Cardini sharing finale di residenza di Mari Matre Larsen (Norvegia) e Kasper Daugaard Poulsen (Danimarca)

Continua incessante l’attività a Bassano del Grappa, del CSC, Centro per la scena contemporanea, dallo scorso anno entrato a far parte dell’EDN, l’European Dancehouse Network, la prestigiosa rete europea delle Case della Danza. E’ il primo e finora unico centro italiano ad essere accolto nel network che comprende alcuni fra i centri più rinomati e attivi nella scena della danza contemporanea europea: Londra, Parigi, Vienna, Oslo, Stoccolma, Lione tra gli altri.
Il CSC Garage Nardini continua dunque ad essere uno speciale luogo d’incontro per i giovani danzatori e coreografi italiani che qui incrociano artisti e operatori provenienti da ogni parte del mondo, invitati in residenza nella città del Grappa.
Dal 6 al 20 Febbraio 2011 Mari Matre Larsen e Kasper Daugaard Poulsen sono in residenza artistica a Bassano del Grappa per una ricerca coreografica che porterà alla creazione dello spettacolo I’m short- I’m Bogart.
Il tema di ricerca dei due giovani coreografi è ispirato al film The Big Sleep del 1964 e sui protagonisti Humphrey Bogart e Lauren Bacall.
Gli artisti hanno studiato varie scene tratte dal film e rielaborato diversi elementi dello stesso, trasformandoli, decontestualizzandoli, traducendoli, confondendoli e arricchendoli di nuovi elementi. Hanno creato nuovi contesti, aggiunto elementi drammatici, perso e aggiunto elementi significativi, tolto componenti drammatiche. I due interpreti e autori hanno cercato di dare un senso alle loro investigazioni e ai risultati ottenuti, con l'obiettivo di creare qualcosa che sembri giusto e sbagliato allo stesso tempo, che sia ironico e dissonante, comprensibile e confuso allo stesso tempo.
Durante la residenza i due autori hanno condotto un workshop intensivo per coreografi nei giorni sabato 12 e domenica 13 Febbraio.
La residenza è realizzata con il sostegno di: The Danish Arts Council, The Municipality of Aarhus e Reale Ambasciata di Norvegia. (c.s.)


L'ingresso è gratuito e si consiglia la prenotazione al numero 0424 217819 - 217804

Noventa Padovana: Incontri Ambiente 2011

Proseguono gli “Incontri Ambiente 2011”. La seconda tappa è fissata per mercoledì 16 febbraio. Alle ore 20,45 a Noventa Padovana (PD), presso il centro civico “A.Brugnolo”, in via P. Kolbe, 65

Tema della serata: “La qualità della vita a Noventa Padovana. Dalla tutela della salute e dell’ambiente alla sicurezza dei cittadini: azioni per un modello di vita confortevole in ottica di federalismo urbano”. Interverranno: Corrado Poli, docente di Economia ed etica dell’ambiente dell’Università di Bergamo; Mario Brusamolin, ambientalista, in rappresentanza del Gruppo Ambiente IdV di Padova; Antonino Pipitone, Consigliere Regionale Veneto IdV. Modera l’incontro Sabrina Di Napoli, Consigliere Provinciale IdV. Prossima tappa: Padova 25 febbraio 2011 “Non di solo PIL - la qualità della vita oltre i numeri”.