Dopo Bologna e Torino, il centrosinistra vince a Milano, Napoli, Cagliari, Trieste ...e ArcoreL’avevamo capito che il vento era cambiato. Lo speravamo e auspicavamo. Ma il vento nuovo che soffia è molto più di una brezza leggera. Si tratta di un vero tornado che si è abbattuto sui ballottaggi e ha riservato una vittoria oltre modo per gli uni e una sconfitta paragonabile a molto più di una sberla, … un vero “cazzottone”, per gli altri. A destra si rialzeranno certo, ma non senza conseguenze.
Alla fine è stata ed è festa, una grande festa! L’ansia della vigilia si è sciolta in una straordinaria gioia per i vincitori nelle piazze di Milano, Napoli e non solo. Qualcuno vedendo le piazze piene di persone e bandiere ha pur detto: sembra un 25 Aprile!
Festa della liberazione? Pisapia ha detto: “Abbiamo liberato Milano. Liberiamo l’Italia”.
Pisapia e De Magistris sono sindaci rispettivamente con il 55,1% e il 65,3% dei voti. Il centrodestra perde anche Cagliari, Trieste e il comune di Arcore. Quanto deve rosicare Berlusconi nel vedere che Arcore è caduta nelle mani di coloro che a suo dire non usano il cervello. Il centrosinistra vince anche nella città di Virgilio: il comune di Mantova. Berlusconi ammette: “Abbiamo perso, l’unica strada è tenere i nervi saldi e andare avanti”.
Il fatto è che l’unico modo che consoce per andare avanti ormai è quello di attaccare, di non lasciar raffreddare la macchina del fango: “i milanesi preghino il buon Dio e i napoletani si pentiranno tutti moltissimo”.
Ma questa volta la strategia della violenza, della discriminazione e della paura non ha pagato. Questa volta gli elettori non si sono lasciati coinvolgere da manifesti elettorali pieni zeppi di rabbia, di messaggi xenofobi e intolleranti. La tecnica della violenza messa in atto a Milano o il sindaco compromesso con delinquenti a Napoli, non hanno più trovato terreno fertile. I risultati elettorali ci dicono che la gente vuole novità, freschezza e soprattutto gente coerente e trasparente, che non ha macchie sulla coscienza!
La Moratti si è dimostrata più realista facendo gli auguri sinceri a Pisapia ed aggiungendo di voler continuare a lavorare per Milano. Lettieri a De Magistris: in bocca al lupo.
La Lega per la prima volta deve ammettere la sconfitta che però scarica sulle spalle di Berlusconi.
Di fatto la Lega paga un prezzo altissimo e si vede arretrare non poco al nord.
In questo senso c’è la possibilità che il crollo dell’area berlusconiana, tenuta insieme dalla personalità di costui e da interessi specifici di economia e di affezione politica ingeneri riflessi non trascurabili in altre formazioni politiche. Il Pdl è sempre più allo sbando e le divisioni interne sono ormai lampanti. Fatto da non sottovalutare le dimissioni di Bondi da coordinatore Pdl.
Fini si limita a dire che il berlusconismo è finito.
Da più parti si chiedono le dimissioni del governo, si chiede al Premier di farsi da parte.
Il popolo che ha votato ha dimostrato di avere cervello e si è reso conto che l’Italia non ha un governo capace di governare e affrontare le scelte prioritarie e non più prorogabili.
Il “governo del fare” lascerà presto in eredità a chi governerà una situazione difficile purtroppo e scelte dolorose da affrontare. Saranno necessarie manovre drastiche per arrestare il debito pubblico e far diminuire il deficit.
Il Pd e il suo segretario hanno ben ragione di fare festa ma ancora più si devono interrogare e capire che davvero il centrosinistra ha ottenuto un risultato positivo. Giusto gioirne perché finalmente si va verso la fine inesorabile di questo governo del nulla. Ma questa vittoria carica di responsabilità perché come primo atto bisogna riparare i danni del berlusconismo che lascerà tracce profonde e durature con cui fare i conti. Occorreranno programmi concreti, partecipazione attiva e tanto, tanto impegno per garantire una politica volta al bene comune.
SEL e IDV hanno espresso candidati credibili e votati. Hanno fatto il pieno. Che responsabilità. Speriamo che non si cada nella tentazione di giocare a fare i primi della classe. Ho la sensazione che Vendola stia correndo un po’ troppo. Calma ragazzi. Occorre dialogare e non perdere l’occasione di restituire l’Italia alla democrazia.
Occorre essere a servizio del bene comune e cercare di fare una politica pulita e costruttiva.
Fin da oggi, per i vincitori ricomincia un’altra stagione di impegno. Qualcuno parla di “Terza Repubblica”. Se così sarà, la vogliamo più libera della seconda e non a rischio dittatura. Buon governo sindaci e presidenti di provincia sia di destra che di sinistra. Buon lavoro.
Ivano Maddalena




























La “vagabunda” ha visitato deserti e montagne, meraviglie su meraviglie. E poi i ricordi dei coniugi Chiodi, come quell’italiano incontrato a Kamloops (Canada) che diceva di possedere la vigna più alta del mondo, del concorrente giapponese che li mandò a cena e si fece carico, di notte in Cina, della riparazione del radiatore della Lancia, il meccanico in Patagonia che non volle essere pagato (Italia, en mi corazòn), l’appassionato peruviano (Lanzia Flavia? La primera al Titicaca!), il saldatore sovietico che al momento del conto, disegnò sul parafango impolverato uno zero e, alla insistenze di Chiodi, dentro al cerchio tracciò una mezzaluna. Quello era il prezzo. Un sorriso.

























