giovedì 30 giugno 2011

Voci per la Libertà. Una Canzone per Amnesty

Festival musicale dal 21 al 25 Luglio a Villadose (RO) presso lo Stadio di Rugby, (via Pelandra)

“Voci per la Libertà - Una Canzone per Amnesty”, giunto quest’anno alla 14^ edizione, intende riconfermare il proprio ruolo: un appuntamento ormai irrinunciabile, dedicato alla promozione dei diritti umani attraverso la musica e l’arte in genere, in grado di sensibilizzare e intrattenere il pubblico - in costante crescita - grazie ad un programma sempre più ricco i cui appuntamenti si collocano in un più ampio contesto di rinnovamento che include nuove strategie comunicative e legami con il territorio sempre più stretti.
Sul palco di “Voci per la Libertà - Una Canzone per Amnesty”, saliranno dal 21 al 24 luglio i finalisti del “Premio Amnesty Emergenti”, assegnato al brano che meglio avrà saputo interpretare e rappresentare i principi della Dichiarazione universale dei diritti umani: le loro esibizioni saranno accompagnate dalla presenza di headliner di rilievo. Domenica 24, in particolare, sarà ospite Simone Cristicchi, che riceverà il Premio Amnesty Italia.
E non è finita, lunedì 25 luglio è previsto un evento dedicato in maniera specifica al 50° anniversario di Amnesty International: tra gli ospiti, alcuni artisti di spicco che nel corso di questi anni hanno intrecciato il proprio percorso con quello dell’associazione umanitaria.

L’ingresso è libero

Questo il programma ufficiale:
presentano: Gianluca Polverari (Radio Città Aperta) e Savino Zaba (Radio 2)

Giovedì 21 Luglio
In concorso: Emanuele Bocci, Heza, Rebi Rivale
Ospiti: MOJOMATICS: una delle più interessanti formazioni garage rock italiane, affermatasi da tempo anche all'estero grazie alle travolgenti esibizioni dal vivo

Venerdì 22 Luglio
In concorso: Autoreverse, Musetta, Repsel
Ospiti: YO YO MUNDI: la formazione piemontese, da anni vicina ad Amnesty International, ha da poco pubblicato il suo ottavo album, Munfrà, lavoro accolto ottimamente dalla critica che conferma la qualità del cantautorato folk del gruppo di Acqui Terme

Sabato 23 Luglio
In concorso: Areamag, Fuori Forma, Puntinespansione
Ospiti: AFRICA UNITE: la più importante formazione reggae italiana festeggia quest'anno i trent'anni di attività e proporrà al pubblico di Villadose vecchi e nuovi brani

Domenica 24 Luglio
Conferenza stampa Pai 2011 con Simone Cristicchi (vincitore del Premio Amnesty Italia con il brano "Genova Brucia")
Sul palco i 5 finalisti selezionati nel corso delle serate precedenti da una giuria specializzata si contenderanno il “Premio Amnesty Emergenti 2011”
Ospite: SIMONE CRISTICCHI, Vincitore del Premio Amnesty Italia 2011

Il cantautore romano ha vinto il festival di Sanremo nel 2007 con “Ti regalerò una rosa”, e dopo aver scritto spettacoli teatrali, documentari e libri ha pubblicato nel 2010 l'album “Grand Hotel Cristicchi”, premiato da critica e pubblico, contenente “Genova Brucia”.

"'Genova brucia' non solo è un bel brano di un autore sensibile ai diritti umani. Nel decennale del G8 di Genova del 2001, ci aiuta anche a non dimenticare le violazioni dei diritti umani che lì si verificarono, a ricordare l'impegno e il coraggio con cui le vittime e i loro familiari hanno cercato per lunghi anni verità e giustizia e a tenere alta l'attenzione perché non si verifichino più" - ha dichiarato Christine Weise, presidente della Sezione Italiana di Amnesty International.

Lunedì 25 Luglio
Per celebrare la ricorrenza del 50° anniversario di Amnesty International, Voci per la Libertà dedica la serata a un concerto che ospita artisti italiani di rilievo, impegnati a collaborare con l'associazione umanitaria alla grande sfida di dar voce ai diritti umani attraverso la musica.
Sul palco: Grazia Negro feat Roy Paci, Gianmaria Testa, Riserva Moac e Roberto Citran

Bassano: Il grande cinema di Operaestate

Cinefestival Bassano all’arena del Giardino Parolini. Programmazione dal 4 al 10 luglio

Bassano del Grappa - Un film ogni sera con inizio alle 21.30 durante le serate di luglio, con una programmazione attenta che tiene conto di diversi tipi di pubblico. La prossima settimana si apre lunedì 4 luglio con Cattivissimo me (U.S.A., 2010), di Pierre Coffin. Film d’animazione molto divertente, racconta la storia di Gru, un aspirante super-cattivo che sta progettando il più grande colpo della storia del mondo: rubare la luna! Ma tutto questo cambia, il giorno in cui si imbatte in tre ragazzine orfane, che vedono in lui qualcosa che nessun altro ha mai visto prima: un potenziale papà. A rendere la visione ancor più piacevole per i bambini ci pensano i Minion, una folla di piccoli pupazzetti gialli, aiutanti di Gru, adoranti davanti alle sue imprese...

Martedì 5 luglio è la volta di Inception (U.S.A., 2010) di Christopher Nolan. Un thriller - fantasy, dove è impossibile annoiarsi, dove il geniale regista Nolan affronta le dinamiche della psiche con la competenza di un esploratore dotato di mappe sconosciute forse anche a Freud. Gli effetti speciali sono da shock, l’interpretazione è eccellente grazie ad un cast azzeccatissimo e un Di Caprio che si conferma di serie A. Interpreta un abile ladro, il migliore in assoluto nell’arte pericolosa di estrarre segreti preziosi dal profondo del subconscio, acui viene offerto un ultimo lavoro che potrebbe ridargli indietro la vita...

Mercoledì 6 luglio, Gorbaciof - Il cassiere col vizio del gioco (Italia, 2010) di Stefano Incerti con Toni Servillo. Un bel film di rara coerenza, spiazzante in ogni sua fase ed esaltato dalla recitazione di un Servillo magnetico e pirotecnico che domina ogni scena. Marino Pacileo, da tutti conosciuto come Gorbaciof per la vistosa voglia sulla fronte, è il contabile del carcere di Poggioreale. Schivo e silenzioso, ha una sola grande passione: il gioco d’azzardo. Quando scopre che il padre di Lila, la giovane cinese di cui è innamorato, non può coprire un debito, sottrae i soldi dalla cassa del carcere e li dà alla ragazza. E da quel momento inizia una spirale discendente, dalla quale non riuscirà più a uscire.

Giovedì 7 luglio Somewhere (U.S.A., 2010) di Sofia Coppola. Accucciato nella solitudine dei numeri primi di Hollywood, il divo action riconosce nella figlia 11enne con cui passa una breve vacanza, l’ancora di salvataggio esistenziale al nulla in cui sta sprofondando. Chiusa in hotel, con giro a Milano per serata super trash di Telegatti, Sofia Coppola gira con minimalismo contagioso la sincera bella storia dei disturbi affettivi tra padre e figlia, con movimenti di macchina che entrano sottopelle al bravissimo Stephen Dorff. Da vedere.

Venerdì 8 luglio Benvenuti al Sud (Italia, 2010) di Luca Miniero con Claudio Bisio e Angela Finocchiaro. Divertente remake del francese “Benvenuti al Nord”, è stato uno dei film campioni d’incasso dell’annata. Alberto (Claudio Bisio), responsabile dell’ufficio postale di una cittadina della Brianza, per punizione viene trasferito in un paesino della Campania. Pieno di pregiudizi, parte da solo verso quello che pensa sarà il suo incubo. Con sorpresa, scoprirà invece un luogo affascinante, colleghi affettuosi, grande ospitalità e un nuovo e grande amico, il postino Mattia (Alessandro Siani). Ma il problema ora però è: come dirlo alla moglie e ai vecchi amici del nord?

Sabato 9 luglio Uomini di Dio (Francia, 2010) di Xavier Beauvois. Miglior film ai premi César 2011, gli Oscar francesi, racconta il dramma dei monaci trucidati in Algeria. Da un fatto vero anni ‘90, un film di Beauvois nobilissimo per forma, contenuto, etica e cast. Cronaca di un delitto spirituale che alterna a momenti di grande silenzio interiore, altri che sembrano quasi western con la tonaca. Nove monaci senza frontiere, asserragliati in un monastero fortino sulle montagne algerine, si chiedono se essere o non essere complici del male fondamentalista islamico, se restare o scappare. Scelgono di restare, ma vengono fatti ostaggi. Da non mancare.

Domenica 10 luglio chiude la prima settimana di programmazione Noi credevamo (Italia, 2010) di Mario Martone. Scritto e recitato meravigliosamente, avvincente come un western. Noi credevamo fa capire a tutti noi perché l’Italia è una democrazia imperfetta. Opera piena di energia, di ardita gente giovane, di ragazzi rivoltosi; e insieme storia di una sconfitta, film tragico. Realizzato per la Rai nel molto celebrato 1500 dell’Unità d’Italia, arriva a compiere un’impresa molto difficile, intellettualmente onesta: raccontare il Risorgimento senza esaltazioni d’occasione. Sullo sfondo, la storia più sconosciuta della nascita del paese, dei conflitti tra i “padri della patria”, dell’insanabile frattura tra nord e sud,delle radici contorte su cui si è sviluppata l’Italia in cui viviamo.

Prezzi dei biglietti: interi 5 euro e ridotti 4 euro (riduzioni per ragazzi fino a 14 anni e oltre i 60 anni). Abbonamenti per 10 film 35,00 euro. Informazioni e abbonamenti Ufficio IAT di Bassano tel. 0424 524214. In caso di maltempo i film in programma verranno proiettati presso la sala Da Ponte.

Salva la data: Espressionismo a Villa Manin

Udine - Per la prima volta in Italia un’esposizione, curata da Magdalena Moeller e Marco Goldin e forte di oltre 100 opere tra dipinti e carte, tutte provenienti dal berlinese Brücke Museum, racconta in modo preciso, secondo una scansione cronologica ma anche procedendo per aree quasi monografiche, da Kirchner a Heckel, da Nolde a Schmidt-Rottluff, da Pechstein a Mueller, la nascita e lo sviluppo del movimento denominato “Die Brücke”, la pietra fondante dell’Espressionismo. La mostra avrà luogo a Villa Manin, Passariano di Codroipo (UD), dal 24 settembre 2011 al 4 marzo 2012 e si pone come terza tappa del progetto pluriennale, ideato e curato da Marco Goldin, denominato “Geografie dell’Europa”

Con la nascita del movimento “Die Brücke” a Dresda nel 1905 si posero le basi del movimento originario dal quale in seguito discenderà quello che, nella storia dell’arte, è noto come “Espressionismo” e che costituisce il primo importante contributo di area tedesca alla modernità. Non si tratta tanto di raffigurare i diversi aspetti della realtà visibile - che costituiva il contenuto artistico dominante - quanto piuttosto di esprimere le esperienze soggettive e i sentimenti interiori dell'individuo.
L’obiettivo del movimento “Die Brücke” era quello di tradurre nell’opera gli oggetti percepiti “in modo diretto e senza falsificazioni”, svincolati da qualsivoglia convenzione accademica.
All’interno del movimento non esisteva un programma specifico; erano piuttosto l’impulso spontaneo e l’intuito creativo a costituire gli elementi accomunanti tra gli artisti del gruppo. La loro intenzione più ampia era quella di trasferire le idee innovative e le attitudini non ortodosse alla vita di tutti i giorni e di rompere così il corso angusto delle rigide norme sociali dell’età guglielmina.
Fritz Bleyl, Ernst Ludwig Kirchner, Erich Heckel e Karl Schmidt-Rottluff, tutti studenti di architettura a Dresda, furono i fondatori del gruppo, formatosi a Dresda il 7 giugno 1905. Schmidt-Rottluff fu il suggeritore del nome del movimento - che nelle intenzioni degli artisti doveva rompere in modo netto con il passato più vicino, quello dell'accademia del 1700 e 1800, ma al contempo “gettare un ponte” tra quegli elementi artistici allora in fermento e una certa tradizione germanica (il Medioevo e Cranach, come dichiara lo stesso Kirchner, esponente più importante del movimento). Bleyl, specializzato in disegno grafico, realizza la locandina per la prima esposizione a Dresda nel 1906. Emil Nolde, Hermann Max Pechstein, entrano nel gruppo nel 1906 e Otto Mueller nel 1910. Le opere di questi artisti, soprattutto nel periodo in cui fecero parte del movimento, che si scioglierà nel 1913, sono accomunate soprattutto dall’evidente semplificazione formale, contorni marcati e colori accesi, accostati in modo dissonante.
Accanto a paesaggi e ritratti compaiono scene urbane (famose quelle di Kirchner) dove vengono raffigurati vie, ponti, caffè, sempre filtrati attraverso la lente deformante di una violenta polemica sociale. Pur accomunati da questi elementi fondamentali, gli esiti pittorici di questi artisti ne mettono anche in luce i tratti e il gusto individuali. La pittura di Heckel, inizialmente composta da linee spezzate, disegno sommario e colori stridenti evolve nel tempo verso un lirismo più armonioso e paesaggi luminosi, anche per l'influenza degli artisti del movimento Der Blaue Reiter. Pechstein, interessato all’arte primitiva, realizza quadri nei quali il colore è ricco e modulato, più morbido; la sua produzione è infatti caratterizzata dalla sensibilità per il carattere decorativo della linea e dei colori e da un'interpretazione meno accesa e violenta rispetto alla poetica dell'espressionismo. Muller rappresenta forse la voce più mite e malinconica e sviluppa il proprio linguaggio pittorico, portando nell'espressionismo una costruzione formale meno incline alle dissonanze, come testimoniano i suoi nudi femminili, le scene di vita zingaresca, i paesaggi ricchi di vegetazione. Schmidt-Rottluff si dedica a ritratti e paesaggi in cui sono riconoscibili echi impressionisti, anche se l'interesse per la litografia lo porta a una composizione semplificata e composta da forme sintetiche e spigolose. Gli esiti di di Kirchner e di Nolde sono forse quelle che rimangono più coerenti e vicine alla poetica espressionista. Lo stile di Kirchner si fa sempre più drammatico, con deformazioni violente e ritmi convulsi. Nolde sviluppa ulteriormente l’elemento drammatico arrivando a una pittura grottesca, caricaturale della figura umana, caratterizzata da una stesura del colore libera da schemi compositivi, dato per pennellate ampie che sfilacciano quasi le forme.
Nel loro insieme, le opere di questo movimento rappresentano in modo esemplare la fase iniziale dell'Espressionismo prima della Prima Guerra mondiale. Con la loro tavolozza audace e un insieme di immagini anticonvenzionali e stilizzate, queste opere rivelano una vitalità particolare e un'energia estatica che affascina ancora l’osservatore contemporaneo. Con una forte adesione nei confronti del paesaggio.
La mostra Espressionismo documenta una varia creatività artistica all'interno di questo gruppo rivoluzionario. Gli assunti radicali e i concetti visionari divennero una significativa fonte d'ispirazione per le successive generazioni di artisti. La mostra ne documenta tutte le tappe stilistiche principali, anche attraverso documenti tradotti dal tedesco in lingua italiana per il catalogo di studio, che ospiterà saggi diversi e scheda critica di ogni opera esposta.

ESPRESSIONISMO. Villa Manin, Passariano di Codroipo, 24 settembre 2011 - 4 marzo 2012. Orario mostra dal 24 settembre al 1 novembre: tutti i giorni ore 9-19; dal 2 novembre a fine mostra:da lunedì a venerdì: ore 9 - 18. Sabato e domenica: ore 9 - 19. Chiuso 24, 25, 31 dicembre 2011, 1 gennaio 2012: ore 11-19. Ingressi: intero euro 10, ridotti euro 6.

Info e prenotazioni
Call center Tel. +39 0422 429999 Fax +39 0422 308272 biglietto@lineadombra.it www.lineadombra.it

Esuli geometrie chitarristiche in cerca di patria. Concerto jazz di Lorenzo Frizzera

Lunedì 4 luglio 2011 alle ore 21.00 il primo di una serie di quattro concerti, di musica jazz e classica, che animeranno il giardino sulla Roggia durante il mese di luglio

Treviso - Protagonista del primo evento in programma sarà il chitarrista Lorenzo Frizzera accompagnato da Heiko Jung alla batteria e da Matthias Eichhorn al contrabbasso. Il trio esplorerà i territori del Jazz contemporaneo, proponendo una serie di brani originali che, se da un lato si ispirano alla lunga e variegata tradizione della formazione chitarra, contrabbasso e batteria, manifestano allo stesso tempo una marcata identità espressiva, evidenziata da sonorità fresche, innovative ed energiche, in perenne bilico tra acustico ed elettrico, meccanico e digitale, poesia e geometria, Italia ed Europa. Si tratta di nove composizioni (contenute nel cd Everything Can Change, cui ha partecipato Joey DeFrancesco, il famoso organista hammond che giovanissimo suonò nelle fila di Miles Davis e John McLaughlin) che conservano l’eredità dei grandi padri della chitarra jazz come Wes Montgomery e Jim Hall, ma attingono anche alla lezione dei nuovi caposcuola come Frisell, Scofield e Metheny.

Lorenzo Frizzera è un giovane ed emergente chitarrista jazz italiano, originario di Rovereto. Un musicista poliedrico che ha sviluppato il proprio stile personale attraverso molte importanti esperienze nei vari generi musicali: dal suonare al fianco di giganti del Jazz come Jimmy Cobb a una lunga esperienza nella musica etnica, dalla musica elettronica al funk, alle grandi produzioni pop. Dopo molte esperienze - ventisette cd e più di settecento concerti in Italia, Austria, Germania, Francia, Spagna, Brasile, Svizzera, Inghilterra, Russia e in molti altri paesi - scopre una propria identità stilistica che lo porta alla collaborazione con i musicisti tedeschi Heiko Jung e Matthias Eichhorn.

Ingresso: 8 euro, gratuito fino ai 12 anni. Giardino della Fondazione Benetton, via Cornarotta 7-9, Treviso. In caso di pioggia l’evento si terrà nell’auditorium della Fondazione.

Un’estate di eventi ad Asiago

L’estate di Asiago fa 150. Tanti sono gli eventi organizzati dal Comune per animare la stagione calda di residenti e turisti. Un numero che richiama le celebrazioni per l’Unità d’Italia e che vuole essere di buon auspicio per un calendario che comprende concerti, teatro, escursioni, danza, sport e tutto ciò che fa cultura e intrattenimento.
L’apertura è affidata, mercoledì 6 luglio, alla Messa da Requiem di Verdi eseguita al Duomo di San Matteo da Coro e Orchestra Varna International. L’iniziativa rientra nella rassegna “150 volte Italia”, una serie di iniziative legate al mondo della storia con relatori di livello e con il Premio Internazionale di Arte Filatelica. Della stessa rassegna va menzionato, il 3 settembre, il concerto con i Solisti Veneti e con Salvatore Accardo al palazzo del turismo Millepini.
Gli amanti della musica potranno saziarsi alla 45° edizione di Asiago Festival, rassegna di concerti di musica classica, ma ci sarà spazio anche per altri generi musicali con la rassegna di canti di montagna, la gran serata di Folklore Cimbro (13 agosto), il concerto di Giovanni Baglioni (11 agosto).
Tra il 17 luglio e il 26 agosto ci saranno anche 5 incontri di teatro con rappresentazioni legate alla cultura popolare veneta.
Per gli appassionati di danza si è pensato ad un appuntamento settimanale “Giovedì della danza” nelle piazze del centro con balli latino-americani, tango argentino, danza classica e moderna a cura delle scuole di danza locali.
Gli appassionati di natura e montagna avranno a disposizione guide ed esperti per essere accompagnati in escursioni guidate alla scoperta dell’Altopiano e delle sue piante curative.
Gli sportivi potranno invece praticare trekking o escursioni di nordic walking, oppure godersi eventi sportivi del calibro di Stars on Ice (15 agosto), il giro ciclistico del medio Brenta (10 luglio), l’incontro di hockey su ghiaccio Italia-Colgate University Boston (18 agosto).
Per gli appassionati di astronomia ci sono invece i “mercoledì dell’astronomia” in collaborazione con l’Osservatorio di Asiago e il dipartimento di astronomia dell’università di Padova.
Per gli amanti della letteratura sono previsti incontri con gli autori, primi fra tutti i finalisti del Premio Campiello, e nelle piazze “aperitivo con l’autore”.
Per i bambini è stato creato il “GiocAsiago”, laboratori creativi e di letture in collaborazione con le librerie locali, il museo Le Carceri e il museo dell’Acqua di Kaberlaba.
Tante le iniziative per i giovani, con musica e sport in primo piano. Da “Tutti dentro- The big show” (13 agosto) e “Undergorund party” (14 agosto) in località Prunno al grande evento di cross free style con Brumotti “On bike trial show” all’aeroporto Sartori (14 agosto). Ferragosto con il Company Contatto Tour e gli artisti di X-Factor e Amici (15 agosto).
E poi la Notte Nera (20 agosto), le mostre, il concorso di sculture in legno, i mercatini dell’antiquariato e dell’artigianato. Senza dimenticare uno dei migliori motivi per visitare Asiago: la produzione agroalimentare. Sabato 6 agosto appuntamento con “La notte dell’Asiago - il sapore sotto le stelle” con degustazioni ed eventi di promozione dei prodotti locali, ma anche il concorso del miglior formaggio Asiago Vecchio e Stravecchio prodotto in malga (9 luglio) e “Il formaggio sotto il cielo di Asiago” (27-28 agosto).

mercoledì 29 giugno 2011

L’Ordine dei Giornalisti va difeso: è tutela di libertà e indipendenza

Riceviamo dall’Ordine dei Giornalisti del Veneto e pubblichiamo:

Venezia, 29 Giugno 2011 - Per il presidente della Fnsi, Roberto Natale, l’abolizione dell’Ordine dei giornalisti "è un colpo di mano"; per il presidente nazionale dell’Ordine, Enzo Iacopino: "Un regalo agli editori".

Sconcerta e preoccupa la norma contenuta nella bozza della manovra finanziaria che prevede la cancellazione di una serie di ordini professionali, incluso quello dei giornalisti. Norma che, successivamente, sarebbe stata stralciata. Secondo la prima versione del testo della manovra finanziaria, apparso mercoledì 28 giugno, sarebbero destinati a restare in vita solo gli Ordini degli avvocati, dei notai, dei farmacisti, degli ingegneri e degli architetti: 5 su 26.

"La maggioranza con la sua ipotizzata manovra scioglie di fatto l’Ordine dei giornalisti abrogando ogni norma in relazione all’esercizio e all’accesso alla professione. Sarà una giungla peggiore di quella che esiste oggi - afferma Iacopino - Molti tra gli editori potranno continuare a rubare i sogni dei giovani che retribuiscono con pochi euro ad articolo e saranno liberi, senza la presenza dell’Ordine dei giornalisti, di rubare ai cittadini quote di verità. A qualcuno non bastava quel maleodorante bavaglio dell’ipotizzato provvedimento sulle intercettazioni. Il Parlamento non potrà accettare una misura ritorsiva verso i giornalisti che hanno la sola colpa di rispettare il dovere costituzionale di informare i cittadini".

MENO LIBERTÀ - "L’ipotizzata abolizione dell’Ordine dei giornalisti non ha nulla a che fare con la sbandierata liberalizzazione delle professioni e non porterà vantaggi né a chi vuole fare il giornalista, né al cittadino che fruisce dell’informazione - dichiara il presidente dell’Ordine regionale del Veneto, Gianluca Amadori - Senza legge professionale e senza deontontologia il giornalista sarà meno libero e indipendente: dovrà infatti rispondere unicamente agli editori e avrà sempre meno spazio per esercitare con autonomia la professione. Con un accesso libero e indiscriminato (e dunque un’offerta di aspiranti giornalisti ancora maggiore rispetto ad oggi), senza alcun titolo e senza formazione e aggiornamento, gli editori potranno sfruttare ancor di più il lavoro giornalistico, già oggi umiliato e retribuito con compensi vergognosi. Oggi solo l’Ordine svolge attività di formazione professionale dei giornalisti: in questo settore gli editori non investono nulla".

"Ciò che serve non è abolire l’Ordine - prosegue Amadori - piuttosto è necessario renderlo ancora più efficiente, consentendogli di far crescere il livello professionale e di tutelare effettivamente la correttezza dell’informazione. Ma forse è proprio ciò che non si vuole: non a caso l’ipotesi di abolizione giunge nel momento in cui l’Ordine dei giornalisti funziona e lo sta dimostrando con sanzioni inflitte anche ad importanti colleghi e direttori che violano le regole deontologiche svolgendo un pessimo servizio al cittadino. Ciò che si vuole è un regime senza regole, in cui vige l’impunità, con giornalisti poco qualificati, ridotti a "servi", che non fanno domande e sono disponibili (o costretti) ad ubbidire per mantenere il posto di lavoro".

LA COSTITUZIONE - Chi contesta l’Ordine dei giornalisti dimentica che ha piena legittimazione di esistere e il suo importante ruolo è stato riconosciuto da una sentenza della Corte costituzionale, la n. 11 del 1968.

"Chi tenga presente il complesso mondo della stampa nel quale il giornalista si trova ad operare o consideri che il carattere privato delle imprese editoriali ne condiziona le possibilità di lavoro, non può sottovalutare il rischio al quale è esposto la sua libertà né può negare la necessità di misure e di strumenti a salvaguardarla - scrivono i giudici della Consulta - Il fatto che il giornalista esplica la sua attività divenendo parte di un rapporto di lavoro subordinato non rivela la superfluità di un apparato che si giustificherebbe solo in presenza di una libera professione, tale il senso tradizionale. Quella circostanza, al contrario, mette in risalto l’opportunità che i giornalisti vengano associati in un organismo che, nei confronti del contrapposto potere economico dei datori di lavoro, possa contribuire a garantire il rispetto della loro personalità e, quindi, della loro libertà: compito, questo, che supera di gran lunga la tutela sindacale del diritti della categoria e che perciò può essere assolto solo da un Ordine a struttura democratica che con i suoi poteri di ente pubblico vigili, nei confronti di tutti e nell’interesse della collettività, sulla rigorosa osservanza di quella dignità professionale che si traduce, anzitutto e soprattutto, nel non abdicare mai alla libertà di informazione e di critica e nel non cedere a sollecitazioni che possano comprometterla".

Verona: “I shake you”, quando comico e drammatico si incontrano scoccano scintille

Come da tradizione veronese, con l’avvio della stagione estiva debutta il nuovo spettacolo del Teatro Impiria, scritto e diretto da Diego Carli ed interpretato da Laura Murari e Roberto Bonotto. “I shake you” è il titolo di quest’ultima produzione Impiria, in scena giovedì 30 giugno all’Arsenale di Verona a chiusura del cartellone dell’omonimo Festival, con inizio ore 21.30.

Verona - La pièce è decisamente originale. Sulla scena due attori apparentemente agli antipodi. Lui, comico da strapazzo che non si arrende all’evidente mediocrità del suo essere. Lei, attrice di prosa classica, incompresa e ancora alla ricerca di sé stessa. I due si confessano in un luogo poco intimo: un palcoscenico, incuranti del pubblico che li osserva. E lo fanno attraverso le immense pagine di Shakespeare, il più grande drammaturgo di tutti i tempi con disinvoltura e spontaneità, quasi fosse ancora viva in loro la voglia di raccontare una storia già nota da tempo. Portano in scena i problemi di tutti i giorni, non calandosi nei personaggi rappresentati ma ricucendo i caratteri, le emozioni e le parole su sé stessi, partendo da due punti di vista diametralmente opposti, due mondi: uomo e donna, comico e drammatico, che si respingono, si cercano, si perdono e si ritrovano. Parlare della propria vita, attraverso le immagini descritte da Shakespeare, porterà i due protagonisti a confrontarsi, dolcemente e a muso duro e Lady Macbeth, Otello, Desdemona, Petruccio, Caterina, Benedetto e Beatrice saranno i testimoni di una nuova storia buffa e tragica allo stesso tempo e dalla fine imprevedibile.
“Dedicarsi ancora a Shakespeare - dichiara il regista Diego Carli - lo trovavo stucchevole. Probabilmente ancora adesso penso sia troppo sfruttato e per certi versi comodo da rappresentare se si vuole andare sul sicuro. E’ stato fatto di tutto, rappresentato in tutti i modi e in tutte le versioni insomma: perché ancora Shakespeare? La mia più che una sfida è un pretesto. Infatti in questo spettacolo non si parla di Shakespeare ma “con” Shakespeare, attraverso Shakespeare”.
Due mondi, il mondo del cabaret si incontra con il mondo del teatro, ecco il pretesto. E’ la voglia di raccontare storie di tutti i giorni, le passioni e le delusioni di questo mestiere ma anche i dolori e i desideri di un uomo e una donna che non si incontrano mai se non attraverso i versi dell’autore, quando si fanno impossessare dai personaggi, come demoni arcaici che dominano gli interpreti e rispolverano l’antica rituale magia che emana il teatro.
“Volevo inoltre ricondurre la figura dell’attore alla dimensione di persona - prosegue Carli - e farlo così avvicinare il più possibile al pubblico, creando una dicotomia tra personaggio e uomo: l’attore entra ed esce dal carattere che rappresenta per riacquistare la propria dimensione e rendere vera la relazione con la platea e con il compagno di palco e più complicata è, più risulta credibile”. E’ questa una prova d’attore ma anche una prova di carattere che mette alla prova lo spettatore costretto ad immedesimarsi nei protagonisti e subire le mille situazioni in continua evoluzione che lo spettacolo propone.

Prossima replica a Verona, mercoledì 13 luglio nell’ambito della rassegna Teatro Farm, il teatro sull’Aia, presso la Fattoria Didattica Giarol Grande.

Cinestate 2011: quarantotto appuntamenti con il grande cinema al parco di Villa Fabris

Torna per il 14° anno l’apprezzata rassegna estiva con i titoli più belli dell’ultima stagione cinematografica

Thiene (VI) - Serate di grande cinema al Parco di Villa Fabris con la rassegna Cinestate, proposta a Thiene dall’Amministrazione Comunale in collaborazione con il Comune di Bassano del Grappa - OperaEstate Festival Veneto ed il sostegno della Provincia di Vicenza e della Regione del Veneto. L’Amministrazione Comunale, per il 14° anno consecutivo, conferma l’iniziativa che permette di ritrovarsi nella fresca oasi del Parco in centro città per trascorrere piacevoli serate estive all’aperto, gustando il fior fiore della produzione cinematografica. Dal martedì alla domenica, con eccezione del lunedì, il cinema sotto le stelle aprirà i battenti al pubblico per proporre infatti non solo i film più belli prodotti nel corso dell’ultimo anno, ma anche quelli appena usciti nelle sale. La rassegna apre sabato 2 luglio con Benvenuti al Sud di Luca Miniero e termina venerdì 26 agosto con il film di animazione Rio. Quest’anno proprio ai film di animazione sarà riservata la serata del venerdì, appuntamento fisso dedicato ai più piccoli. Sullo schermo del Parco di Villa Fabris scorreranno le immagini di film come Il Discorso del Re (23 luglio), premiato con l’Oscar e The Tree Of Life (17 agosto), Palma d’Oro a Cannes. Accanto a questi tanti altri titoli di successo: Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni di Woody Allen (7 luglio), Hereafter di Clint Eastwood (16 luglio), Qualunquemente con Antonio Albanese (10 luglio), Habemus Papam di Nanni Moretti (24 luglio), Uomini di Dio di Xavier Beauvois (26 luglio), Il Cigno Nero di Darren Aronofsky (30 luglio), il recente Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare con Johnny Depp (14 agosto), L’altra verità di ken Loach (4 agosto), Thor di Kennet Branagh (7 agosto), Il ragazzo con la bicicletta di Jean Pierre e Luc Dardenne (13 agosto), il delicato film capolavoro Poetry del coreano Lee Chang-dong (23 agosto) e tanti tanti altri.

Il programma completo è visibile sul sito www.comune.thiene.vi.it
Info: Ufficio Cultura, tel. 0445-804.745, cultura@comune.thiene.vi.it, teatro@comune.thiene.vi.it. Il costo dei biglietti è di € 5,00 intero e € 4,00 ridotto, per ragazzi fino a 14 anni e per ultra sessantacinquenni.

L’abbonamento per 10 film, utilizzabile anche per due entrate nella stessa serata, è di € 35,00.
Abbonamenti e biglietti si possono acquistare al botteghino del cinema a partire da un’ora prima dell’inizio delle proiezioni. Si ricorda che nel mese di Luglio il film inizia alle ore 21.30 mentre nel mese di Agosto inizia alle ore 21.00. In caso di pioggia la proiezione verrà annullata.

Oltre mille partecipanti all’ottava edizione del Piccolo Festival della Letteratura di Bassano

Grande successo di pubblico per l'ottava edizione del Piccolo Festival della Letteratura, organizzato dall'Associazione Palomar in collaborazione con il Comune di Bassano del Grappa - Assessorato alla Cultura

Tre giorni di incontri, tra dialoghi informali e letture appassionate, con cinque delle più significative voci della letteratura italiana di oggi. Un appuntamento ormai fisso e atteso nel panorama culturale bassanese di inizio estate, che ha richiamato a Palazzo Bonaguro circa mille persone, curiose di ascoltare, leggere, farsi un'idea di cosa stia succedendo nella produzione letteraria del nostro Paese e - attraverso lo «sguardo obliquo» della narrativa - comprendere le trasformazioni sociali e culturali del nostro tempo.

Un festival che si definisce «piccolo» per lo spirito informale che lo caratterizza, ma che raccoglie pensieri importanti, grazie alla qualità degli ospiti: i presenti hanno potuto ragionare, grazie ai contributi di Simone Sarasso, Carlo D'Amicis, Marco Malvaldi, Mariapia Veladiano e Nicola Lagioia, sulla Storia d'Italia degli ultimi decenni, su forme di esclusione e riscatti possibili, sul ruolo dei media - la televisione, innanzitutto - nella costruzione della nostra identità e di un immaginario collettivo, sul ruolo della scuola pubblica.

Un Piccolo Festival per grandi e piccini, grazie alla sala lettura pensata e gestita dall'Associazione Pungilaluna: «La lettura non ha tempo» è stato il contesto ideale per i lettori più giovani per incontrare storie affascinanti, curiose, stimolanti - ma è stata anche un'occasione per i genitori e gli adulti in genere per conoscere il mondo, troppo poco considerato, della letteratura per l'infanzia.

Come sempre, le immagini dell'archivio di Asolo Art Film Festival hanno accompagnato le letture durante gli incontri serali. Un lavoro collettivo, frutto di un anno di confronti all'interno di Palomar e tra Palomar e i suoi amici. Ma anche, quest'anno più che mai, tra l'associazione e chi la segue anche sul sito www.piccolofestival.it e sulla pagina Facebook, dove le letture degli organizzatori cercano condivisione tutto l'anno. Grande successo ha avuto, infatti, il gioco-concorso 15x10: uno strumento in più per ragionare su cosa voglia dire essere e diventare italiani, attraverso i testi che hanno segnato i centocinquant'anni di vita unitaria del nostro Paese.

Gli organizzatori danno appuntamento ai lettori alla nona edizione del Piccolo Festival della Letteratura, ma continueranno a raccogliere i consigli di lettura, i commenti critici su quanto è stato fatto e i suggerimenti per il futuro, agli indirizzi mail contributi@piccolofestival.it e info@piccolofestival.it

A Venezia "Le conseguenze del cemento"

Perché l’onda grigia cancella l’Italia? Se ne parlerà a Venezia oggi, mercoledì 29 giugno, alle ore 17.30 presso il Chiosco di San Lorenzo, Centro Civico, Municipalità di Venezia Murano Burano, Castello 5065/1 grazie alla presentazione del libro di Luca Martinelli “Le conseguenze del cemento” (Altreconomia, 2011). Interverranno: Massimo Smerghetto, Delegato alla cultura della Municipalità di Venezia Murano Burano; Gianfranco Bettin, assessore all'ambiente e città sostenibile del Comune di Venezia; Giannandrea Mencini, Vicepresidente Nazionale VAS; Claudio Bertato, presidente dell'Associazione WWF Venezia e MIranese.

Scheda del libro: Da vent’anni in Italia si gira un film che sembra pura fantascienza, ma poi si trasforma in thriller. Il titolo è “cementificazione” e la trama è fatta di speculazioni, interessi, paesaggi deturpati da ruspe e colate. Gli attori sono molti: banchieri, archi-star, immobiliaristi, politici, cavatori e cementieri. Ma i costi di questa pellicola sono tutti sulle spalle dei cittadini, di oggi e anche di domani. Come in tutti i lungometraggi che si rispettino non mancano i colpi di scena. Porti turistici, campi da golf, stadi, autodromi: è il “cemento che non ti aspetti”. A un certo punto, però, arrivano i nostri: centinaia di comitati che in tutto il Paese si battono contro la devastazione del territorio. E spesso vincono. Tre anni di lavoro, decine di viaggi in tutta Italia: un’inchiesta straordinaria che traccia il quadro del saccheggio al panorama italiano, ne spiega le motivazioni, svela gli interessi in gioco, individua le responsabilità, nome per nome. Nei “titoli di coda”, un dialogo sulla tutela del paesaggio con Salvatore Settis.

Luca Martinelli è giornalista e redattore del mensile Altreconomia. È autore del saggio L’acqua non è una merce (Altreconomia, alla seconda edizione) e di Imbrocchiamola! (Altreconomia, alla quarta edizione).

martedì 28 giugno 2011

La calda estate della politica italiana

L’estate della politica si annuncia bollente. Non mancheranno le sorprese soprattutto per le tasche degli italiani, ma anche nei vari schieramenti politici siano essi di maggioranza che minoranza non sembrano mancare tremolii, mugugni e distinguo. Ci sono diverse turbolenze presenti in varie personalità del mondo politico e in diversi schieramenti.
Una vera e propria rotta di collisione sembra essere in atto tra Lega e Tremonti. Chi l’avrebbe mai detto? La manovra finanziaria sembra non essere condivisa e pare scontenti Bossi e anche molti pidiellini.
La manovra pensata da Tremonti prevede l’abolizione dell’Irap, odiata dai commercianti, gradualmente fino al 2014, tre sole tre aliquote Irpef, al 20, 30 e 40% (invece delle 5 attuali), ma anche l’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie già dal 2012 con l’introduzione di un'aliquota unica al 20% per finanziare la riduzione delle tasse. C’è poi l’ipotesi di aumento di un punto dell’Iva, mentre dal disboscamento della selva di bonus e agevolazioni fiscali il governo punta a incassare fino a un massimo di 16 miliardi.
Tutto ciò non è gradito. Così c’è chi prospetta le dimissioni del “superministro” Tremonti. Sarebbe un duro colpo per il governo e Berlusconi, oggi e nei prossimi giorni, avrà il suo bel da fare per riportare la calma nel mare agitato della maggioranza. Già in queste ore, la maggioranza vivrà il vertice e si farà luce non solo sulla manovra finanziaria ma anche sugli equilibri da riassestare.
Sempre nella maggioranza ad avere dei tremolii è Gianni Letta, l’uomo ombra, l’uomo potente, un’intoccabile, gran consigliere di questo governo. Lui, grande amico di Silvio Berlusconi e del cardinale Bertone, ora è in agitazione. Lasciamo perdere l’affare intercettazioni, ci sarà tempo per tornare sulla questione. Letta preme perché a Milano arrivi un arcivescovo amico come l’attuale cardinale di Venezia Angelo Scola. La conferenza dei vescovi italiani vorrebbe un uomo più aperto e conciliare. Si tratta di ore e arriverà la decisione.
Certo è che il duce di Arcore spera in una vittoria almeno sul fronte ecclesiale nel computo delle “battaglie” sembra dover dire: abbiamo perso le amministrative, abbiamo perso il sindaco di Milano, il sindaco di Arcore, abbiamo perso i referendum, abbiamo solo ottenuto la maggioranza in parlamento. Berlusconi non lo dice, ma a Milano spera di avere almeno il Cardinale dalla sua parte, non lo era certo il cardinale Dionigi Tettamanzi che va lodato per coerenza e capacità di non lasciarsi tirare per la porpora e per tanti motivi ancora.
Intanto a Milano Pisapia comincia dalle piccole cose ma significative. A Milano non ci saranno più auto blu di rappresentanza, ma solo piccole utilitarie in condivisione, “utilizzate con la dovuta sobrietà”. Una bella e concreta notizia che sembra “una piccola cosa”, ma costituisce un segnale concreto di chi pensa al bene comune e non all’immagine e al privilegio. Così si comincia a risparmiare e ad impegnare risorse in ambiti più necessari.
A Napoli, De Magistris non trema anche se… la lotta contro l’invasione dei rifiuti sembra essere assai ardua e presenta lati oscuri che sembrano però venire a galla. Le parole del neo sindaco ci indicano bene la situazione: “La camorra ostacola la nostra rivoluzione ambientale a Napoli. Gli ambienti criminali, affaristi, e talvolta politici, non ci mettono i tappeti rossi. Ma andremo fino in fondo per risolvere questa situazione”. Ne saprà qualcosa Caldoro? Uno che probabilmente sta un po’ tremando. E poi a far tremare i politici sono sempre le intercettazioni. Tanta corruzione non verrebbe a galla senza di esse.
Infatti, se da un alto è giusto non generalizzare: “tutti i politici sono corrotti” dall’altro è vero che alcuni schieramenti ultimamente hanno delle belle grane da risolvere. Basta pensare a ciò che emerge a Roma e a Parma. Dal nord al sud, passando per il centro quelli dell’UDC li trovi spesso con “le mani sporche”. Nessuno è senza peccato comunque.
Il Pd trema alla sola idea che ormai i giorni del Caimano siano finiti e c’è molto lavoro da fare per presentarsi con una alternativa credibile al voto venturo, sia esso imminente o ahimè a fine mandato se non si avrà il coraggio da parte di qualcuno di staccare la spina al governo. E pensare che come dicono qui nel Veneto “La festa xe finia”. O ancor meglio, come dice un antico proverbio inglese: “There is no more tripe for cats”. Il gatto avrà anche sette vite, ma prima o poi arriva la fine. Anche se come diceva bene il Trap: “Non dire gatto, se non lo l’hai nel sacco” o se volete: “non vendere la pelle dell’orso prima di averlo preso” noi non vogliamo anticipare le cose, gli accadimenti, ma speriamo sia giunta l’ora di aria nuova.

Ivano Maddalena

Diario di viaggio: Si tu vas à Paris

Rubrica a cura di Francesca Monti

Siamo a dicembre e decido di passare un week-end in una capitale europea. Destinazione: Parigi, una delle più belle città del mondo. Partenza da Venezia Marco Polo, L’aereo è in orario e alle 9,15 atterriamo a Orly. Prendo il treno Orlyval, cambio alla stazione di Antony e raggiungo la Gare du Nord, qui cambio linea della metro e scendo a Place de la Republique, vicino a Rue de Malte dove si trova l’hotel Mary’s in cui passerò la notte. Dopo aver mangiato un piatto di pasta da Panem, inizia il mio viaggio alla scoperta di Parigi. Prima tappa: la splendida cattedrale di Notre Dame. La sua costruzione iniziò nel 1163 per volere del vescovo Maurice de Sully e fu ultimata nel 1345. E’ veramente bellissima sia all’interno sia all’esterno. Con preziosi rosoni e forme melodiose, questa chiesa rappresenta uno dei monumenti più belli di Parigi. Durante la rivoluzione francese numerosi furono i danni arrecati alla chiesa, come la decapitazione o distruzione di quasi tutte le statue, e lo smontaggio della guglia. Nell’800, il successo del romanzo di Victor Hugo “Notre Dame de Paris” con la struggente storia d’amore tra Esmeralda e il “Gobbo” Quasimodo, riaccese l’interesse per la cattedrale spingendo il governo a decretarne una completa ristrutturazione. L’opera venne affidata alla cura di Eugène Viollet-le-Duc e di Jean-Baptiste Lassus. Anche le vetrate sono state rifatte più volte nel corso del tempo: quelle odierne non hanno soggetti figurati e sono colorate a ricordo dell’atmosfera luminosa che regnava nella cattedrale medievale. Seconda tappa: il Museo del Louvre (ingresso 9 euro). Per vedere tutte le opere bisognerebbe dedicargli un giorno intero, ma avendo poco tempo visito le sale situate al primo piano, dedicate all’antichità egizia, greca e romana, quelle dove si trovano i dipinti spagnoli e italiani. Davanti a me compare la mitica Gioconda di Leonardo, bellissima e misteriosa allo stesso tempo. Poi proseguo nelle sale dedicate al design e alle arti grafiche dell’Africa, dell’Asia, dell’Oceania, delle Americhe e dell’Islam. Con la scala mobile salgo al piano superiore per vedere le due piramidi, che attraggono sempre un gran numero di visitatori. La piramide di vetro è stata costruita per volere dell’allora Presidente della Repubblica Francese, François Mitterand ed inaugurata nel 1989. Passando attraverso i giardini delle Tuileries, si può ammirare l’Arco du Carrousel, costruito nel 1805 per celebrare le vittorie di Napoleone Bonaparte. Al termine dei bellissimi giardini si arriva agli Champs Elysées e a Place de la Concordia. Gli Champs Elysées sono immensi e visto il periodo natalizio sono abbelliti da centinaia di luci e dai mercatini di Natale, con moltissime casette in legno dove si possono acquistare prodotti e oggetti provenienti da tutto il mondo. L’avenue degli Champs-Elysées costituisce una delle passeggiate più celebri al mondo. Questa lunga strada si divide in due parti, quella prossima alla place de la Concorde è caratterizzata da giardini che ospitano quattro ristoranti (Ledoyen, Laurent, Gabriel, Elysées-Lenôtre), due teatri (Marigny e Rond-Point) ed un padiglione dedicato a ristorazione e spettacolo (Espace Cardin). A partire dalla rotonda chiamata del Rond-Point, importante snodo del traffico in questa zona di Parigi, lo scenario cambia e inizia un défilé di palazzi, ristoranti e negozi. In questa zona, si trovano boutique d’alta moda, eleganti saloni d’automobili, diversi cinema e il famoso Lido, uno dei più celebri cabaret parigini. In Place de la Concorde si trovano anche l’obelisco di Luxor e la maestosa ruota panoramica alta 60 metri. Ultime quattro tappe della giornata, l’Arc du Triomphe, alto 50 m e largo 45 m, voluto da Napoleone I nel 1806 e dedicato alla Grande Armata. Ispirato agli archi dell’antichità, su questo monumento emblematico sono scritti i nomi illustri della nazione e ospita la tomba del milite ignoto, la cui fiamma è rinnovata tutte le sere. Dalla terrazza è possibile ammirare, di giorno e di sera, un panorama unico sui Campi Elisi; les Invalides, voluti da Luigi XIV, sono un complesso di edifici, che comprende l’Hotel des Invalides, il Dome e la Chiesa di Saint Louis; la Torre di Saint Jacques la Boucherie, presso Place du Chatelet, tutto ciò che resta dell’omonima chiesa, distrutta nel 1797; infine l’ultima tappa prima di tornare in Hotel, davanti ai miei occhi appare la mitica Tour Eiffel, simbolo di Parigi, bellissima e spettacolare, soprattutto di sera quando si illumina di blu. Eretta nel 1889, in occasione dell’Esposizione Universale, creata dall’Ing. Gustave Eiffel, è alta 320 m, ed è formata da un intreccio di 15000 pezzi metallici, saldati insieme, pesa 7000 tonnellate e poggia su quattro pilastri con basi di cemento. E’ composta di tre piani, il primo a 57 m d’altezza, il secondo a 115 m, il terzo a 274 m. Sono salita a piedi fino al primo piano, la vista dall’alto è meravigliosa. Vederla la sera illuminata di blu, scintillare al chiaro di luna è uno spettacolo incantevole. Il luogo migliore per ammirarla in tutto il suo splendore è la terrazza del Trocadéro che le sta di fronte. Sotto la Torre si stendono i verdi Champs de Mars, giardini con aiuole fiorite, piccoli laghetti e viali.
Il giorno seguente mi alzo di buon mattino e mentre il sole sorge sulla Senna, raggiungo a piedi Montmartre, uno dei quartieri più pittoreschi della città, dove si incontrano artisti che dipingono all’aria aperta. Montmartre è stato per lungo tempo un villaggio separato da Parigi. Sull'origine del nome si fanno due ipotesi; potrebbe derivare da Mont Martis (il monte di Marte), poiché la collina fu la sede di un tempio dedicato a Marte, dio della guerra, sotto il periodo romano; secondo un'altra ipotesi il nome deriva da mont du martyre (il monte del martirio), perché, secondo la leggenda, fu il posto in cui fu decapitato Saint Denis, primo vescovo di Parigi, attorno al 250 d.C. L'area si sviluppò come il centro dell'intrattenimento decadente alla fine del XIX secolo e all'inizio del XX, rappresentato dai cabaret del Moulin Rouge e de Le Chat Noir (il gatto nero è tra l'altro il simbolo non ufficiale di Montmartre); in questo stesso periodo Montmartre fu il luogo prediletto da vari pittori, tra cui Pissarro, Toulouse-Lautrec, Steinlen, Van Gogh, Modigliani e Picasso. In seguito, la collina è stata soppiantata, come quartiere dei pittori, da Montparnasse. Qui si trova il Sacrè Coeur, la bellissima chiesa, in stile romanico e bizantino, eretta nel 1876 e consacrata nel 1919. Percorrendo la maestosa scalinata si arriva alla facciata della chiesa, preceduta da un portico a tre arcate, sopra il quale si trovano le statue equestri del re Luigi il Santo e di Giovanna d’Arco. La basilica, in stile romanico-bizantino, è il risultato di un “voto nazionale” promosso dalla chiesa cattolica per espiare i crimini della Comune di Parigi e a tal fine la nuova costruzione, realizzata interamente con donazioni private, fu edificata nel cuore del quartiere dal quale erano partiti i moti rivoluzionari. Una curiosità: la pietra utilizzata per la sua costruzione, quella di Château-Landon, ha la caratteristica di produrre, a contatto con l’acqua piovana, una sostanza bianca (la calcina) che rende impermeabile tutto l’edificio. Immancabile la salita alla cupola che si raggiunge attraverso 300 scalini ripidi e stretti, infatti una volta arrivati in cima si può ammirare un panorama a 360° semplicemente meraviglioso, come afferma Emile Zola nel suo romanzo Paris: "Parigi immensa si stendeva ai suoi piedi, una Parigi limpida e leggera nella chiarità di una sera di primavera precoce. Il mare senza fine dei tetti si stagliava con così singolare nettezza che si sarebbero potuti contare i camini e i trattini neri delle finestre, a milioni. Nell’aria calma i monumenti sembravano navi alla fonda, una squadra fermata nel suo cammino le cui alte alberature brillavano nell’addio del sole". L’ingresso alla Basilica è gratuito, l’accesso alla cupola si trova all’esterno della chiesa sulla sinistra ed è a pagamento, € 5. Camminando per circa dieci minuti si arriva al famoso Moulin Rouge, fondato nel 1889, che deve il suo nome alle strade di gesso che si trovavano anticamente in quella zona. Qui nacque il can can e proprio nel Moulin Rouge è stato girato l’omonimo film di Baz Luhrmann, con Nicole Kidman ed Ewan McGregor. Il Moulin Rouge nacque sull'onda del successo del Moulin de la Galette, un ristorante danzante ricavato nel 1870 dentro un vecchio mulino a vento nella parte alta di Montmartre. Il successo del Moulin Rouge fu immediato, anche per il repertorio di danze e spettacoli, assolutamente rivoluzionari per quei tempi, che ebbero, nel 1898, un ritrattista d'eccezione come Henry de Toulouse- Lautrec, che trovò nel locale molte fonti di ispirazione e ritrasse molti degli abituali frequentatori del locale, in particolare la ballerina Louise Weber soprannominata “La Goulue” (la golosa). Durante gli inizi del XX secolo, il suo repertorio si trasformò parzialmente lasciando grande spazio all'operetta e aprendo la strada verso il successo a Mistinguett, oggi riconosciuta a giudizio unanime come la più famosa vedette del locale parigino. Con la diffusione del cinema, verso la fine degli anni Trenta, la fama del Moulin Rouge, sembrò offuscarsi, ma si trattò solo di un periodo transitorio. Già nel secondo dopoguerra, gli astri nascenti della canzone francese Edith Piaf e Yves Montand concorsero ad accrescere nuovamente la notorietà di questo luogo che è ormai entrato nel mito.
Meritano una visita il Panthéon, luogo dedicato alla memoria degli uomini e delle donne che hanno segnato la storia francese a partire dalla Rivoluzione, in cui riposano i grandi personaggi della patria: Voltaire, Rousseau, Zola, Pierre e Marie Curie; la Madeleine, nata come chiesa nel 1764, ma più volte modificata nella struttura e nella funzione. Napoleone volle trasformarla in un tempio laico dedicato alla celebrazione del suo esercito, la Grande Armée, dandole la forma di un tempio greco e successivamente venne di nuovo e definitivamente riconvertita in chiesa. All’esterno, si svolge il mercato dei fiori e si trovano diversi negozi di “alta gastronomia”; la Saint Chapelle, arricchita da un eccezionale complesso di vetrate, fatta edificare nella metà del XIII secolo da Luigi IX. Concepita come un reliquiario monumentale, essa accoglieva allora la Corona di spine del Cristo. Decorata da un complesso unico di quindici vetrate e da un grande rosone che forma veri e propri muri di luce, la Sainte-Chapelle rappresenta uno dei gioielli del gotico francese. Infine la Conciergerie, nell’Île de la Cité, eccezionali sale gotiche del primo palazzo reale parigino e ricostruzione delle prigioni del tribunale rivoluzionario. Da non perdere lo storico teatro dell’Opera di Parigi, Place de la Bastille, Place Vendome, il Palazzo dell’Eliseo, residenza del Presidente Sarkozy. E’ quasi mezzogiorno, così mi fermo al cafè La Rotonde e compro una mega baguette con camembert. Terminato il pranzo, prendo il treno RER A e dopo circa 45 minuti arrivo a Versailles. La reggia fatta costruire da Luigi XIV è bellissima e comprende l’appartamento reale, il Museo Storico, la Cappella e gli incantevoli giardini, che occupano un’area di 100 ettari. Qui si trovano moltissime vasche e statue, il Bacino delle Ninfe di Diana, quello dei Dragoni, di Nettuno, il bacino di Apollo, di Latona, il bosco di Domes.
Versailles è il riflesso immediato di questo sovrano e della sua personalità. La visita a Versailles è divisa in tre itinerari: il Castello, il Parco, il Trianon. Luigi XIV si definiva Re Sole e considerava il suo corpo il “Celeste Corpo Reale”. Le stanze sono intitolate ai pianeti e gravitano intorno al Salone di Apollo (Dio del Sole) che serviva da Camera del trono del Re. La visita di questo itinerario inizia dalla Cappella di San Luigi, bianca e dorata, capolavoro di Mansart. Da qui si accede ai saloni dedicati ai pianeti: sono sette ed ognuno aveva una funzione particolare. Il salone dedicato a Diana conteneva un biliardo, gioco in cui Luigi XIV era un campione. Seguono i saloni dedicati a Marte e Mercurio e subito dopo quello del Trono. La grandezza e lo sfarzo di Versailles si scoprono subito dopo, nel Salone degli Specchi che occupa l'intera ala che dà sul giardino. Qui ce ne sono 17, uno di fronte ad ogni finestra. La Galerie des Glaces è seguita dal Salone della Pace e subito dopo da quello Della Regina. Questo salone, composto di 4 stanze, venne abitato da tutte le regine di Francia. Continuando ancora si arriva al Salone delle Battaglie, 33 dipinti che illustrano le vittorie militari francesi, dal 496 al 1809. Nel salone ci sono 82 busti di uomini di guerra e 16 medaglie di bronzo in onore degli eroi morti per la Francia. Quando gli abitanti del Castello diventarono circa 20.000, il Re Sole si fece costruire una residenza poco distante. Era il Grande Trianon, un palazzo in marmo rosa della Linguadoca e marmo verde dei Pirenei. Gli affreschi vennero realizzati da pittori specializzati in botanica e il giardino conteneva circa 96.000 fiori e due milioni di vasi. Dopo la Rivoluzione, il Grande Trianon divenne una delle residenze preferite di Napoleone. Negli anni del 1960 Charles de Gaulle lo fece restaurare. Il Piccolo Trianon venne fatto costruire da Luigi XV, figlio del Re Sole, per incontrare segretamente la sua concubina favorita, Madame de Pompadour che purtroppo non vide mai la fine dei lavori. Spostando enormi masse di terreno e drenando immense paludi, André le Notre creò un percorso nella natura diviso in due assi principali. Il primo parte di fronte al Salone degli Specchi, con la fontana di Apollo che guida il carro del sole (allegoria di Luigi XIV) e continua con le immense vasche del Grand Canal. Tutti i grandi scultori dell'epoca, compreso Bernini, parteciparono alla creazione delle sculture del giardino. I simboli della mitologia si confondono con le favole. Le 32 fontane corrispondono ad altrettante favole di Esopo. L'idea fu di Charles Perrault. Le statue sono circa 300, a cui bisogna aggiungere strani elementi, come il boschetto di conchiglie, il giardino di pietra e le stravaganti lampade.
Terminata la visita della magnifica Reggia di Versailles, prendo la metro, poi la RER C e ritorno all’aeroporto di Orly con destinazione Venezia. Parigi è veramente una città bellissima, ottime le baguette e i croissant caldi. Abbastanza costosi gli spostamenti con i mezzi pubblici, per cui conviene prendere un carnet da 10 biglietti con i quali muoversi comodamente con la metro, che offre un servizio efficiente ed è il mezzo più veloce per raggiungere le attrazioni più importanti. Parigi è una città ricca di locali e ristoranti. Il tipico pranzo francese è composto da antipasti (entrèes) costituiti da insalate con vari tipi di salse, mousse e patè di carne o pesce, piatti di sottaceti, salumi, passato di verdure, minestra, brodo concentrato (consommé), e per i palati più raffinati piatti di ostriche, crostacei e frutti di mare. I plats, che costituiscono il piatto principale del pasto, sono divisi tra carni e pesci con i relativi contorni, più spesso costituiti da patate cucinate in svariati modi: fritte, bollite, a crocchette, e formaggi, il tutto annaffiato da vini francesi. Per terminare il pranzo non possono mancare i dessert, di solito farciti con molta panna montata (chantilly), accompagnati da un buon bicchiere di champagne. Per ammirare la città da una prospettiva differente salite su uno dei famosi Bateaux-muches che vi condurrà alla scoperta della capitale francese, navigando sulla Senna. E’ possibile effettuare sia un tour semplice (costo 8 euro della durata di un’ora e dieci minuti) sia con pranzi, merende o cene in battello a prezzi più elevati. Il top è la crociera romantica, verrete prelevati dalla vostra residenza parigina da una limousine che vi condurrà al battello. Qui rose, champagne, violino e pianoforte faranno da sottofondo a Parigi illuminata. Il costo è di 500 euro a coppia. “Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte. Il primo per vederti tutto il viso, il secondo per vederti gli occhi, l’ultimo per vedere la tua bocca. E tutto il buio per ricordarmi queste cose mentre ti stringo fra le braccia” (Paris at night di Jacques Prévert). Questi versi del grande poeta francese rendono al meglio ciò che è Parigi, una città romantica, bellissima e semplicemente unica.

Asiago: Emozioni dietro l'obiettivo

I fotografi raccontano la magia dietro uno scatto

Asiago - Tutto è pronto per “Emozioni dietro l’obiettivo”, la prima mostra dell’Associazione Club Fotografico Altopiano 7 Comuni che sarà inaugurata venerdì 1 luglio presso la sede della Comunità Montana, in via Stazione 1, Asiago.
L’esposizione sarà visitabile fino a domenica 10 luglio 2011, dal lunedì al venerdì il pomeriggio dalle ore 17 alle 22. Il sabato e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 22 .
La mostra curata dal Club Fotografico Altopiano 7 Comuni vuole essere un vero e proprio percorso dentro la fotografia illustrandone le potenzialità: fotografia non solo come documento, ma come arte e strumento espressivo, che attraverso tecniche e stili diversi racconta le emozioni di un istante. Un percorso che spazia dalla fotografia naturalistica al paesaggio, dalla fotografia subacquea ai ritratti, passando attraverso la macro-fotografia, visioni oniriche ed immagini sportive.
L’Associazione ha organizzato per questa estate 2011 altri due importanti appuntamenti: una mostra dal 22 luglio al 5 agosto presso la Sala Consiliare del Comune di Roana mentre il 31 luglio nella sala Grillo Parlante ad Asiago è in programma una serata interamente dedicata alle immagini più belle dell’Altopiano. (c.s.)

Teatrofarm: Il teatro sull'aia a Verona

Con lo spettacolo “La grande guerra meschina” della compagnia teatrale “Aissa Maissa” di Alessandro Anderloni, prende il via mercoledì 29 giugno alle ore 21.15 nella Fattoria didattica “Giarol Grande” nel Parco dell’Adige Sud, la rassegna “Teatrofarm” promossa dalla Fattoria Didattica “Giarol Grande” e dal Teatro Impiria di Andrea Castelletti con il patrocinio degli assessorati all’Ambiente e al Patrimonio del Comune di Verona e della 7^Circoscrizione. La rassegna, inserita nel programma di Provincia in Festival, proseguirà tutti i mercoledì sera fino al 24 agosto con spettacoli inerenti a tematiche sociali e di memoria storica.


La fattoria didattica denominata Giarol Grande si trova in via Belluno n.26, nel cuore del parco dell'Adige Sud, un’area che si estende tra il quartiere di Porto San Pancrazio e quello di San Michele Extra ed è gestita dalla Cooperativa Agricola "8 Marzo" già attiva nel settore didattico e dell'agricoltura biologica, nota anche per la gestione della Cà Verde in Valpolicella.
Tutti gli spettacoli si tengono di mercoledì, con inizio ore 21.15. Il sipario si alza il 29 giugno con il gruppo di Alessandro Anderloni “Aissa Maissa” che propone “La grande guerra meschina” uno spaccato critico su i drammi e gli orrori della prima guerra mondiale che vede in scena la cantante Raffaella Benetti e il fisarmonicista Thomas Sinigaglia, oltre che Anderloni stesso. La settimana successiva, il 6 luglio, arriva da Torino il gruppo Tedacà con il suo spettacolo pluripremiato “D”, un viaggio attorno alla figura della donna nell’Italia del ‘900, quale specchio e anima della nostra società. Mercoledì 13 luglio è la volta del Teatro Impiria che presenta il suo nuovo spettacolo scritto e diretto da Diego Carli, “I shake you”, l’originale storia di un comico da strapazzo ed un’attrice incompresa che si incontrano sul palcoscenico per un finale imprevedibile. Il mercoledì seguente, 20 luglio, ancora il Teatro Impiria con il suo pluripremiato “Ultima chiamata”, un avvincente thriller teatrale sulle ipocrisie della nostra società. Il 27 luglio invece di scena la commedia “Paradiso 3x2”, spettacolo comico ma anche critico e a tratti poetico ambientato in un ipermercato con quattro attori trasformisti per venti personaggi. In Agosto si apre mercoledì 3 la compagnia tutta napoletana Luna Nova che presenta un grande successo dello scrittore Erri De Luca “Morso di luna nuova” inerente un fatto realmente accaduto durante la seconda guerra mondiale in un allestimento intenso che ha fatto incetta di premi in tutta Italia. Il 10 agosto torna in scena Massimo Totola affiancato da Guido Ruzzenenti per la messinscena “Emigranti” del polacco Mrozek, una piecè acuta che sa essere tragica, comica e grottesca. La rassegna si conclude il 24 agosto con “Il ragazzino e la bicicletta” del Teatro Impiria, una variazione del già fortunato “Biciclette” tratto dal bellissimo romanzo “Umberto Dei”, che vede in scena un vecchio meccanico di biciclette ed un bambino di dieci anni affascinato da quel mondo e da un racconto incredibile.

lunedì 27 giugno 2011

Paniz vuole il "carcere vero" per i cronisti

Con il referendum, gli italiani, di tutte le tendenze politiche, hanno voltato le spalle a Berlusconi e alle sue leggi ad personam. L’avvertimento però non è stato recepito nei palazzi del potere ed il tema della “giustizia” continua a restare in cima ai pensieri del premier. La maggioranza, anche sull’onda del nuovo scandalo affaristico-politico della P4, vuole riproporre in Parlamento le norme per bloccare le intercettazioni e mettere il bavaglio all’informazione. Il deputato del Pdl Maurizio Paniz, new entry del collegio difensivo di Berlusconi, evoca addirittura il carcere per i cronisti. Ecco le sue parole: “si dovrebbe riprendere il testo del governo inasprendo però le sanzioni. Per i giornalisti bisogna prevedere il carcere vero e per gli editori servono pene pecuniarie che funzionino davvero da deterrente”. Bell’esempio di liberalismo. Sempre “garantisti” con i pregiudicati e “forcaioli” nei confronti di chi compie il proprio mestiere (e dovere). I colpevoli non sono i truffatori ma chi li denuncia o chi semplicemente informa. Così il presidente del Senato Schifani, la seconda carica dello Stato, afferma che la “misura è colma”, ma non per il grado di corruzione in cui è sprofondato il Paese, ma perché viene violata la privacy di chi trama nell’oscurità. Nessun dialogo è possibile con chi pensa solo ai propri interessi. Un altro appunto bisognerebbe farlo su certa informazione asservita. Alcuni, infatti, il bavaglio se lo mettono da soli, senza alcuna costrizione. Lo fanno nascondendo le notizie, minimizzando la portata degli scandali, assecondando le posizioni dei lori editori. Quanto illuminanti ed attuali sono le parole del martire antifascista Carlo Rosselli, scritte per una riunione di dirigenti di Giustizia e Libertà a Parigi nel 1932 : “Il carattere supremamente ripugnante della dittatura moderna fascista non consiste nella forza e nella soppressione delle libertà - fenomeni questi propri a tutte le tirannie - ma nella fabbrica del consenso, nel servilismo attivo che essa pretende dai sudditi”*. Non possiamo più continuare a dire: è sempre stato così o ancora peggio: non ci riguarda. I faccendieri, scoperti dall’inchiesta sulla P4, operavano per mettere propri uomini, spesso “utili idioti” (alla faccia della meritocrazia), nei posti chiave, per esempio nella Rai, per assicurarsi il controllo assoluto. La corruzione, specie delle Istituzione, ha un costo elevato e siamo esclusivamente noi cittadini a pagarlo.

*Citazione di Rosselli pubblicata su facebook dall’Anpi di Limena

All'Arsenale di Verona ritorna sulle scene Massimo Totola con il suo "Emigranti"

Gli amanti del teatro ricorderanno di "Emigranti", intenso testo del polacco Slawomir Mrozek, portato sulle scene con sincero successo di pubblico e critica nel 2004 dal gruppo MamaDanza Teatro guidato da Massimo Totola. A distanza di sette anni, il testo si dimostra più vivo ed attuale che mai ed ecco l’idea di riproporne un riallestimento per il Festival Impiria all’Arsenale di Verona. Il nuovo debutto è fissato per martedì 28 giugno, con inizio alle ore 21.30. In scena ancora una volta Massimo Totola e Guido Ruzzenenti, per la regia di Totola stesso.

La storia è quella di due uomini, un intellettuale ed un muratore, sprofondati in una sorta di abisso senza ritorno. Nel seminterrato di un condominio straniero i due, mentalmente e socialmente uno l’opposto dell’altro, si ritrovano a passare l’ultima notte dell’anno, insieme, tra gli schiamazzi e i festeggiamenti dei condomini. Posti a confronto, i due si raccontano, si scontrano. Dagli estremi si propagano scintille e lo spettacolo somiglia ad un'arena, in un gioco di doppi che è tragico, talora con passaggi di comico e grottesco. Uno spettacolo complesso per le tante e continue inferenze che attraversano il campo della storia, della politica, dell'esistenziale, dell'umano e portano dritto fino al cuore dell'individuo. Uno spettacolo carico ed acuto, abilmente interpretato da due dei migliori attori della scena veronese.

Per informazioni: Teatro Impiria 340/5926978, info@teatroimpiria.net, www.teatroimpiria.net

Shakespeare alla veneziana

Sedici sonetti d’amore per voce e viola, tradotti e recitati da Isabella Panfido, accompagnamento musicale di Meri Skejic

Treviso - La Fondazione Benetton Studi Ricerche di Treviso omaggia William Shakespeare, offrendo un’originale prospettiva del legame del Bardo con Venezia, città scelta come ambientazione di due dei suoi drammi più famosi, ma “evocata” anche in altre opere.
Giovedì 30 giugno alle ore 21.00 il giardino della Fondazione ospiterà infatti Shakespeare alla veneziana, una rilettura in dialetto veneziano di alcuni dei sonetti dello scrittore inglese, proposti, tradotti e interpretati dalla scrittrice e giornalista Isabella Panfido, nel corso di una suggestiva serata, a cui farà da colonna sonora la viola del Maestro Meri Skejic, che eseguirà brani da Bach, Reger e Saint Saens.

È uno Shakespeare intimo quello del Canzoniere di Sonetti, pubblicato per la prima volta, all’insaputa del suo autore nel 1609. Centocinquantaquattro composizioni poetiche in forma chiusa di quattordici versi, scritti probabilmente, ma la genesi dell’opera è oscura, negli anni a cavallo tra xvi e xvii secolo, destinati a due amori e a un pubblico ristrettissimo di amici, ma non alla pubblicazione.
Toni dolenti, gioiosi, appassionati, ironici per riflessioni e meditazioni sull’amore, il tempo, la morte, una sorta di poema aperto sulla vita sentimentale del grande Bardo.
Di essi i primi centoventisette sono dedicati a un misterioso «fair youth», un giovane bello, biondo, nobile a cui Shakespeare era legato da una passione spirituale e sensuale insieme; i restanti sonetti sono ispirati a una «dark lady», una donna inquietante e inquieta che il poeta amò di un amore geloso e tormentato. Si delinea in questo canzoniere una sorta di triangolo amoroso tra il poeta, il giovane e la dama, dominato dalle presenze del Tempo, corrosivo e distruttore della bellezza, e della Poesia, salvifica e eterna.

Dal Canzoniere sono stati tradotti da Isabella Panfido alcuni dei sonetti più famosi e intesi. Sarà curioso e sorprendente constatare come il dialetto veneziano d’antan riesca a restituire sonorità, senso e ritmo all’incanto della lingua shakespeariana, lirica eppure carnale e potente, cercando di ricrearne, con qualche libertà alla fedeltà al testo, l’incisività e la melodia grazie alle forme mono e bisillabiche e alla accentazione tronca tipiche della lingua veneziana.


Ingresso 5 euro, gratuito fino ai 12 anni.
In caso di pioggia l’evento si terrà nell’auditorium della Fondazione.
Per informazioni: tel. 0422.5121, fbsr@fbsr.it, www.fbsr.it.

A Conselve i pionieri di Pozzonovo

Venerdì 1 Luglio 2011, alle ore 20.45, presso la Sala Dante, Piazza Dante (fronte Chiesa) a Conselve, presentazione del libro di Alessandro Naccarato: "Angeli o Demoni i nostri bimbi? Storia di una montatura anticomunista: il processo ai pionieri di Pozzonovo" (Cierre edizioni, 2011). Alla serata promossa dal Centro Studi Ettore Luccini Onlus interverranno i rappresentanti di Centro Studi E. Luccini e Fondazione Nuova Società; Andrea Colasio, assessore alla Cultura del Comune di Padova; Ivano Cavallaro, docente e saggista e Alessandro Naccarato, autore del libro.

domenica 26 giugno 2011

Caso P4, lo stupore e i silenzi di un déjà vu

L’informazione italiana non ha il senso del ridicolo. Da giorni le prime pagine dei “giornaloni” nazionali sono pieni di “sgup”, per dirla con Biscardi, vecchi come il cucco. Con qualche annetto di ritardo, alla grande stampa italica comincia a venire il velato dubbio che esistano nel Belpaese cricche, ribattezzate senza fantasia P3 e P4, capaci di drogare la vita democratica delle istituzioni repubblicane. A leggere le pensose analisi gravide di finto stupore delle migliori penne nostrane verrebbe da rispondere con una sonora e liberatoria pernacchia. Ma siccome siamo educati proviamo invece a rispondere nel merito, partendo da qualche punto fermo. Niente, nulla, nada, di ciò che sta emergendo non era già emerso. Rileggendo oggi il libro “Il Caso Genchi” si ha la sensazione di vivere incastrati dentro un continuo déjà vu. Le gesta di molti protagonisti di queste segretissime associazioni, così segrete che le conoscono tutti, sono di dominio pubblico da anni. Le inchieste catanzaresi di De Magistris e le analisi milanesi della Forleo sono state falcidiate proprio perché dimostravano, carte alla mano, ciò che gli italiani intuivano già benissimo senza prove. E cioè che il sistema proprio della P2 non ci ha mai abbandonato. I nomi di Bisignani e Adinolfi, tanto per citarne due recenti, non dicono nulla solo a quelli che sono abituati ad informarsi leggendo le testate guidate da gente che, come De Bortoli, vanta “ottimi rapporti” con personaggi di questo tipo. La vera notizia però riguarda non tanto il profilo delle persone improvvisamente finite sotto l’abbagliante luce dei riflettori, quanto il silenzio che avvolge altri. Primo fra tutti Giancarlo Elia Valori, già tessera numero 283 della loggia del venerabile Gelli, ascoltato nel lontano 1983 dalla commissione parlamentare sulla P2 presieduta da Tina Anselmi. Il nome di Valori fu l’unico fra quelli ritrovati nella liste della P2 ad essere accompagnato dalla dicitura “espulso”. Valori, che ha sempre negato di essere stato affiliato alla loggia, vanta non solo un’infinità di titoli e riconoscimenti, ma ha anche ricoperto importantissimi incarichi di rilievo nazionale nei settori più disparati, dalle autostrade alla Sme. In Italia però il passato non passa mai, e nell’anno di grazia 2005, mentre tiene banco la scandalo delle scalate bancarie, il telefono di Valori secondo i tabulati analizzati da Genchi è molto attivo. Per quale motivo Valori abbia nella sua disponibilità i numeri di cellulare di politici di ogni colore, generali e magistrati, tra cui Achille Toro titolare delle inchieste sulle scalate e sul crac Cirio resta un mistero sconosciuto solo per chi non ha nessuna voglia di conoscere. In ogni caso, forse hanno ragione quelli che in attività come quelle della P4, dolcemente ribattezzata “lobby”, cosi come le odierne puttane si chiamano più educatamente “escort”, non ci trovano nulla di male. Svuotare la democrazia riducendo le istituzioni legittime a simulacri buoni per i fessi, mentre le decisioni vere vengono prese in altri luoghi e secondo logiche oscure probabilmente non è un reato accertabile da un tribunale qualsiasi. Perché è un crimine che, se reale, meriterebbe di essere giudicato dall’alta corte dell’Aja sotto la voce “delitti contro l’umanità”.

Francesco Toscano

sabato 25 giugno 2011

CONSIGLI LIBRARI N.73

Ci scusiamo per l’interruzione. TV e libertà di informazione
Ferrero Giovanna
€ 15,00
2011, 229 p., brossura
Melampo

Assistiamo - giorno dopo giorno - alla metamorfosi dell’informazione, che diventa sempre di più il megafono del potere e lo strumento principale per nascondere le notizie scomode. La verità viene messa sotto silenzio, la satira viene eliminata dagli schermi, alcuni giornalisti vengono cacciati, ad altri viene messo il bavaglio, altri ancora se lo mettono da soli. La vicenda di “Europa 7” è paradigmatica di un’anomalia italiana che ha coinvolto il sistema giudiziario e mediatico del Paese: non è solo un’ingiustizia verso l’imprenditore Francesco Di Stefano, ma è il chiaro segnale di una politica malata, corrotta, dedita ad accordi taciti e tutele nei confronti del potere. Dal 1999 una televisione libera non ha potuto trasmettere a causa dell’occupazione abusiva delle sue frequenze da parte di “Rete 4”, televisione di Silvio Berlusconi che ha utilizzato il suo potere politico per legittimare l’illegittimo. Dieci anni di ricorsi e di sentenze a favore di “Europa 7” non hanno impedito al governo italiano di varare delle leggi per salvaguardare la rete eccedente. Leggi dichiarate anticostituzionali, ma con le quali si è permesso lo sviluppo del monopolio Mediaset e si è trasformata la Rai in una mera succursale delle televisioni del Presidente del Consiglio. Prefazione di Marco Travaglio.

Ribelliamoci. L’alternativa va costruita
Castellina Luciana
€ 7,90
2011, 79 p., brossura
Aliberti

Che cosa è capace di farci indignare ancora? La discriminazione di genere, il divario tra i “molto ricchi” e i “molto poveri”, la nostra Costituzione e i suoi ideali calpestati…

“Si tende a pensare che la propria generazione sia migliore di quelle che le sono succedute. Se a me piace molto il vecchissimo Stéphane Hessel, che di anni ne ha novantadue, undici più di me che pure sono Matusalemme, è proprio perché, anziché chiudersi nella nostalgia del suo passato, lo usa come un altoparlante per mobilitare i giovani cercando di dar loro il massimo della fiducia. E li chiama a tramandare quanto di meglio è stato fatto prima che nascessero. Ecco la parola che, insieme a indignazione, ribellione e responsabilità, vorrei esaltare: tramandare. Perché un passaggio di testimone è indispensabile per dar senso alla storia dell’umanità. Quanto ci è richiesto è uno straordinario e prolungato impegno, proprio come accaduto nel corso della storia, durante i momenti alti delle rivoluzioni. Ma che ora occorrerà spalmare su anni. E in questo quadro va ritrovato anche il desiderio della rivoluzione più ardua: la trasformazione dell’essere umano. Questo sì che mi indigna. Mi indigna che proprio di questo obiettivo, pur centrale in tutte le grandi utopie, dal cristianesimo al comunismo, nemmeno più si parli. E che, anzi, se qualcuno si azzarda a dire che va trasformato il soggetto stesso della storia, viene messo a tacere come fosse un balordo”. Prefazione di don Andrea Gallo.

Dalla parte giusta
Hessel Stéphane; Helvig Jean-Michel
€ 15,00
2011, 247 p., brossura
BUR Biblioteca Univ. Rizzoli (collana Saggi)

Un secolo di passione civile nella testimonianza di un grande protagonista. I diritti di tutti, la lotta alla povertà e all'emarginazione. Le grandi battaglie politiche del Novecento raccontate da chi le ha combattute tutte. Dalla parte giusta. Chi è Stephane Hessel, l’uomo che a 93 anni ha scosso la coscienza civile dei francesi, e il cui spirito comincia a infiammare Italia, Germania e molti Paesi europei? In questo libro, Hessel ripercorre la propria eccezionale Storia: dalla nascita in una famiglia di intellettuali e artisti (ai suoi genitori sono ispirati i celebri personaggi di “Jules et Jim”, di Truffaut) attraverso le vicende della Seconda guerra mondiale, l’impegno per la liberazione francese, la cattura a Parigi e la deportazione a Buchenwald. Finita la guerra Hessel intraprende la carriera diplomatica, partecipando, con una passione civile senza riposo, a gran parte delle battaglie politiche e civili del Novecento, dalla Carta dei diritti dell'uomo, alla cui stesura collabora, fino alla questione algerina, dallo sviluppo dei Paesi non allineati, e la nascita delle prime Ong, fino ai diritti dei senzatetto. Una passione bruciante, rimasta viva fino a oggi che fa di Hessel un testimone assoluto della storia delle lotte politiche e civili del Novecento, del quale questo libro, attraverso i suoi occhi, è una storia personale ed emozionante.

*descrizioni dalla quarta di copertina

I giornalisti perquisiti si raccontano in un libro

Le mani nel cassetto (e talvolta anche addosso)

Venezia - E' il titolo dell'interessante volume edito dall'Ordine dei Giornalisti, che ospita le testimonianze dirette di numerosi giornalisti di tutta Italia, i quali raccontano la propria esperienza di perquisizioni e sequestri subiti a seguito di articoli e inchieste pubblicate. Il libro ospita anche gli interventi di due giornalisti veneti, Carlo Mion (Nuova Venezia) ed Enzo Bordin (Mattino di Padova). Prefazione del presidente dell'Odg, Enzo Iacopino. (c.s.)

Il libro è disponibile gratuitamente sul sito dell'ODG cliccando qui

Arsenale di Verona: Tributo acustico alla sublime musica di Crosby, Still, Nash & Young

Verona - Secondo appuntamento di “Domenica in Musica” nell’ambito del Festival Impiria all’Arsenale di Verona per la direzione artistica di Andrea Castelletti. Domenica 26 giugno, con inizio alle 21.30, si celebra la sublime musica di Crosby, Stills, Nash e Young, in un tributo acustico di rara finezza con i Carry On, compagine formata da tre musicisti di pregio eccezionalmente riuniti: Teo Ederle, Francesco Palmas a Antonio Canteri. Un progetto quello dei Carry On nato nel 2008 con l’obiettivo di riproporre nella maniera più fedele possibile il repertorio dei primi concerti del leggendario quartetto, a cui Canteri, Ederle e Palmas sono appassionati fin da ragazzi. Crosby, Stills, Nash e Young rivoluzionarono e diedero continuità alla musica Folk americana. Un vero e proprio supergruppo che spopolò in America e nel mondo negli anni della contestazione giovanile del ’68. A commento delle canzoni, Roberto Brembati racconterà alcuni aneddoti sul gruppo oltre alla lettura di alcuni dei testi cantati.

venerdì 24 giugno 2011

Dimissioni dimissioni dimissioni!

Si dimetta presidente del Consiglio. Lo faccia e non si aggrappi al responso dei numeri in Parlamento, perché di fatto la maggioranza degli italiani non la vuole più alla guida del paese.
Ha ottenuto l’ennesima fiducia per un pugno di voti dati da parlamentari che si definiscono “responsabili” ma di responsabilità hanno solo quella di tenere in vita un governo che non riesce più a guidare il paese e a fare il bene del paese.
Come se non bastassero i veleni interni, ora il Pdl è alle prese con il “problema intercettazioni”, vuoi vedere che verranno scoperti altri altarini e sopra di essi qualche testa dovrà essere sacrificata a sua insaputa per il bene del Pdl.
Berlusconi tiene i contatti con i suoi più fidati uomini e cerca di parare le bordate che emergono dalle intercettazioni. Palazzo Grazioli sembra essere stato eletto a ultimo baluardo, fortezza entro la quale si studiano le strategie da contrapporre per non cadere nel baratro.
Alfano, Ghedini, Letta e altri ancora insieme a Berlusconi sono impegnati a vagliare l’emergenza intercettazioni, figlia delle rivelazioni sulla P4, pubblicate dai principali quotidiani, che coinvolgono diversi esponenti dell’esecutivo. E non solo a quanto pare. Dalle intercettazioni telefoniche su Bisignani emerge che tanta parte del mondo politico è marcio. Niente di nuovo a dire il vero. Il fatto è che il tutto non sembra essere reato. Credo che dovrebbero essere i cittadini elettori i veri giudici di questa politica immorale, non i pubblici ministeri quando non esiste (o pare non esistere) l’aspetto penale.
Abbiamo appena avuto un bell’esempio in occasione del Referendum. Mi è piaciuta una frase di Marzia Sabella, sostituto procuratore dell’antimafia di Palermo: “Io penso che dopo i referendum sia l’articolo 1 della Costituzione ad averci guadagnato. Il popolo ha dimostrato di essere sovrano”. Stiamo a vedere se i veleni interni al Pdl produrranno vittime illustri.
Il 1 luglio vi è la convocazione del Consiglio nazionale. Alfano, dicono i più informati, segretario in pectore svelato per tempo, sembra voglia chiedere pieni poteri per sganciarsi dalle correnti presenti nel Pdl e così mettere tutto in ordine come piace al suo “manovratore” Berlusconi.
Alcune correnti con a capo Alemanno e Scajola non vedono di buon occhio tale possibilità e ventilano la soluzione del direttorio.
In poche parole veleni e intercettazioni potrebbero minare non poco la situazione nel Pdl e forse neppure Alfano riuscirà a sminare il campo per permettere a Berlusconi di restare alla testa delle sue truppe che invece son sempre più divise e allo sbando. Ad Alfano tocca ora il difficile compito di accelerare i contatti con i big del partito, poi di tirare le somme il primo luglio.
Intanto resta chiaro il monito che forse ormai è l’unica soluzione. La soluzione finale e decisiva che ormai da tempo attendiamo: “Se vuole bene all’Italia, presidente si dimetta”. Così concludeva il suo intervento Anna Finocchiaro (Pd). Il bene dell’Italia appunto. Difficile pensare a un passo indietro del duce di Arcore, ma… l’ora è giunta.
Effettivamente egli è: “come un calabrone finito dentro un barattolo” nonostante egli ostenti sicurezza la sua fine è imminente. Sono finiti i tempi del Caimano!
L’intervento della Finocchiaro sintetizza bene la situazione in cui versa il paese e chi lo governa, o meglio non governa: “L’Italia non ha avuto, nell’ultimo anno, segnali di vitalità dal Governo. O fallimenti o immobilismo. Non esistono politiche industriali o del lavoro. Il federalismo promesso è, nella sua attuazione, roba buona per i comizi… Non si affida a un Presidente e a una maggioranza in queste condizioni la guida di un grande Paese in difficoltà. Cosa aspetta, i pugnalatori nell’ombra? Sta risultando il peggior carceriere di se stesso, ma nel frattempo tiene in ostaggio il Paese.
Gli italiani stiano tranquilli: come avvenuto in passate occasioni sapremo garantire un futuro diverso al nostro Paese”.
Parole condivise credo da tutta l’opposizione. Parole chiare, inequivocabili. Se si andasse a votare ora, gli italiani saprebbero da che parte stare alla luce della situazione attuale in cui versa il paese e con la prospettiva di una manovra economica che chiederà nuovi sacrifici e darà pochi benefici.
Se vuol bene all’Italia, Berlusconi si dimetta. Si dimetta al più presto, una bella mattina salga al Colle, prepari le valigie e se ne vada, ma faccia in fretta. Su, da bravo, se ne vada.

Ivano Maddalena

Carlo D'Amicis e Marco Malvaldi per la seconda giornata del Festival a Bassano

25 giugno, Palazzo Bonaguro, Bassano del Grappa (VI)

Bassano del Grappa - Sabato 25 giugno prosegue il Piccolo Festival della Letteratura di Bassano del Grappa che ospita fino a domenica alcune tra le voci più significative della narrativa italiana contemporanea.
Il Festival, ideato e realizzato dall’Associazione Palomar, in collaborazione con il Comune di Bassano del Grappa - Assessorato alla Cultura, ritorna per la sua ottava edizione nelle stanze e nel giardino di Palazzo Bonaguro (via Angarano 77, a pochi passi dal Ponte degli Alpini).
Dopo la prima serata con Simone Sarasso che ha presentato “Confine di Stato e Settanta”, sabato è la volta degli scrittori Carlo D’Amicis, alle ore 18 con “La battuta perfetta” e Marco Malvaldi, alle ore 21.00, con “Odore di chiuso”.

A concludere la tre giorni di letteratura saranno domenica 26 giugno Mariapia Veladiano con “La vita accanto” alle ore 18 e Nicola Lagioia che, alle ore 2, presenterà “Riportando tutto a casa”.

Come sempre - e in modo ancora più forte con il ritorno a Palazzo Bonaguro - il Piccolo Festival vive anche prima, durante e dopo i dialoghi con i suoi ospiti: le porte del festival saranno aperte venerdì dalle 19.30 alle 24.00 e sabato e domenica dalle 17.00 alle 24.00.
Durante tutto l'orario di apertura sarà attiva l'Osteria PFL, per bere e mangiare un boccone tra una lettura e un'altra, tra un dialogo e un altro.
Sabato e domenica, dalle 17.00 alle 21.00, si rinnoverà un'altra storica collaborazione: quella con l'Associazione Pungilaluna, con La lettura non ha tempo, sala lettura per grandi e piccini.
Immancabile, il bookshop con i romanzi presentati al festival, che quest'anno ospiterà anche i primi quindici titoli della classifica del gioco 15x10: nelle ultime tre settimane, lettrici e lettori sono stati sfidati ad inviarci la lista dei dieci testi - romanzi, saggi, raccolte e quant'altro - che ci hanno resi più italiani. Uniche clausole, che fossero scritti in italiano e pubblicati dal 1861 a oggi (facendo fede la prima edizione). Uno dei partecipanti, estratto a sorte, vincerà tre romanzi, che potrà ritirare al Piccolo Festival - e qualora non potesse essere presente, gli saranno spediti a casa.

Tutti gli incontri sono a ingresso libero
Maggiori informazioni su www.piccolofestival.it