mercoledì 31 agosto 2011

Diario Venezia 68: Solida apertura di Clooney, fiacco il tridimensionale di Greggio

Dal nostro inviato a Venezia Tobia Zerbato

Al via la 68^ edizione del Festival del Cinema di Venezia, quella che dovrebbe essere l’ultima per il direttore Marco Mueller, tuttavia alcune ipotesi non escludono qualche novità futura, come un possibile rinnovo del contratto. Anche quest’anno, con rammarico, lo scenario che si presenta a chi approda al lido è lo stesso dell’anno precedente: un “eterno” cantiere di lavori in corso dov’era previsto sorgere il nuovo palazzo del cinema. Al suo posto un bacino di amianto che ha costretto allo stop dei lavori e al ridimensionamento del progetto iniziale. A questo si aggiungono i consueti lavori d’approntamento delle strutture per pubblico e accreditati, che anche nel giorno d’apertura della mostra non agevolano sicuramente negli spostamenti da una sala all’altra. Un allestire che, come da esperienza degli ultimi anni, pecca in organizzazione e logistica, ma che presenta lo stesso qualche “novità” come il rifacimento della sala grande (con l’inconsistente aumento di posti da 1017 a 1032): un restauro non certo attraente nella scelta dei tessuti che ricoprono le poltrone, una nuova pavimentazione e uno schermo più grande promettono uno standard di qualità audio/video maggiori. Sicuramente vantaggioso è il servizio di WI-FI gratuito messo a disposizione di pubblico e accreditati nelle zone della mostra che permette ai giornalisti di lavorare autonomamente evitando le lunghe attese per entrare nella gremita sala stampa. Altri servizi ed agevolazioni come riduzioni sui biglietti per chi arriva alla mostra in treno e corse notturne gratuite per gli accreditati, vanno ad aggiungersi alle novità di cui sopra. Citiamo infine la “riqualificazione del Lion’s Bar”, uno degli spazi storici della mostra. A questo link un video dove il presidente della Biennale Paolo Baratta presenta i nuovi spazi della 68 Mostra:
www.youtube.com/watch?v=eCdmc7gcMZ4 Anche quest’anno il “Popolo Veneto” si “trasferisce” alla mostra del cinema per visionare i principali titoli che compongono il concorso ufficiale, ma non solo. Un programma allettante quello di quest’anno, che nei prossimi giorni, fino al 10 Settembre, andremo a vagliare ricercando i film maggiormente meritevoli, chiedendovi di acconsentire a chi scrive la più totale e genuina accezione del termine di cui sopra, in stretto rapporto alla soggettività della settima arte. Non mancheremo di lodare i meritevoli dunque e di sconsigliare chi non vale “il prezzo del biglietto”, con l’intento di fornire al lettore un “taccuino degli appunti” che potrà dare ben più di una coordinata allo spettatore che nei prossimi mesi frequenterà le sale italiane per visionare alcuni dei titoli presentati in questi giorni alla mostra.
Tornano al programma ufficiale: l’unica cosa certa in queste prime ore è che, sulla carta, molti titoli si preannunciano interessanti anche se ad attrarre non sono certo gli italiani in concorso: Emanuele Crialese, Cristina Comencini, Gian Alfonso Pacinotti. Ovviamente la speranza è quella di ricredersi in seguito alle proiezioni dei loro film. Ad invogliare pubblico e accreditati, noncuranti di lunghe attese sotto il sole, sono i più rinomati registi come Polanski-Cronenberg-Friedkin-To, sono solo alcuni tra quelli che presenteranno i loro nuovi lavori, tutti in prima mondiale. Quest’anno, infatti, tutti i lungometraggi nelle sezioni ufficiali sono proposti in prima visione mondiale, cosa che non accadeva dal dopoguerra. Non mancheranno i vip, in un’interminabile parata di abiti costosi e quant’altro l’essere “glamour” richieda a chi percorre il red carpet. Madrina d’eccezione della mostra è Vittoria Puccini, attrice emergente della nuova generazione, a lei il compito di presenziare alla cerimonia d’apertura e di condurre la serata di chiusura con la consegna dei premi ufficiali.

VENEZIA 68 The Ides of March di George Clooney - Usa, 98'
Ryan Gosling, George Clooney, Philip Seymour Hoffman, Paul Giamatti, Marisa Tomei, Evan Rachel Wood


Sinossi
The Ides of March racconta gli ultimi frenetici giorni della corsa per le primarie in Ohio, in cui un giovane addetto stampa viene coinvolto in uno scandalo politico che minaccia di compromettere la campagna elettorale, e finisce invischiato in una rete di intrighi, pericolose manipolazioni di veterani della casta e sedotto da una stagista. Il film è un’intensa storia di sesso, ambizione, lealtà, tradimento e vendetta, ambientato nel contesto del potere e della politica del mondo di oggi.

Una schiera ben assortita di attori famosi e capaci, una regia equilibrata e funzionale, eventi narrati in modo efficace ed almeno una manciata di dialoghi davvero azzeccati…l’ultimo film di Clooney non ha assolutamente nulla che non va, ma non possiamo e non vogliamo definirlo un capolavoro. E’ (solamente) un buon film, in linea con le capacità registiche del “nostro” che negli ultimi lavori/ruoli ama addentrarsi nei meandri della politica, riportando a galla sporche verità e ferite profonde riportate nell’animo degli uomini coinvolti in questo sistema. Indubbiamente anche sorretto dal sopraccitato cast di tutto rispetto, il film svolge degnamente il suo compito e, anche se di tanto in tanto s’avvicina al filone della prevedibilità, l’attenzione dello spettatore alle vicende rimane costantemente alta.
Applausi contenuti al termine dell’odierna anteprima per la stampa.

Data d’uscita nei cinema italiani: 13 Gennaio 2012


Il trailer del film: www.youtube.com/watch?v=rHi_w1nFPMc
PRE-APERTURA VENEZIA 68 Box Office 3D - Il film dei film di Ezio Greggio

A dodici anni di distanza dal precedente “Svitati”, Ezio Greggio s’imbarca in questa nuova scommessa tecnologica con Box office 3D, ma il risultato non è dei più entusiasmanti. La pellicola si propone come una serie di parodie dei più famosi film che conosciamo: Il Signore degli Anelli, Avatar, Il Codice da Vinci, The Fast and the Furious, il Gladiatore, Harry Potter e Twilight. Tutte pellicole che, nel corso degli anni, hanno dato seguito ad una massiccia dose di sequels, in nome di un core-business cinematografico dedito all’incasso facile. Se alcuni dei sopraccitati sequels non brillano certo per originalità e qualità, è altresì vero che il film di Greggio non è certo migliore, anzi. Paradossalmente credo che, generalmente parlando, uno qualunque dei tanto sbeffeggiati sequels della parodia di Greggio, sia migliore del suo film. Le risate sono ben poche, i dialoghi mostrano limiti innegabili, per un film che lascia perlopiù indifferenti. E’il primo film italiano interamente in 3D, ma è davvero tutto qua. Rimaniamo ora in attesa della risposta del pubblico che si pronuncerà con sonore risate o frequenti sbadigli a partire dal 9 Settembre, alla modica cifra delle proiezioni 3D.

Data d’uscita nel cinema italiani: 9 Settembre 2011

Il trailer del film: www.youtube.com/watch?v=hyCFjN2WFMo

(Sinossi e crediti sono a cura della Biennale)

Stile Libero, nuovi territori musicali

L’Associazione Stile Libero, in collaborazione con OperaEstate Festival Veneto, presenta la prima edizione di Stile Libero Festival, cinque serate di grande musica pensata per un pubblico giovane e curioso dal 7 all’11 settembre al Castello degli Ezzelini di Bassano a partire dalle ore 19.30 con DJ set.

Parte a Bassano un nuovo appuntamento culturale con la musica dal vivo in un festival alla sua prima edizione che mixa la musica elettronica, il jazz, il rock colto in alchimie sonore e contaminazioni tra i generi. Subito dopo la chiusura di Bmotion danza e teatro, sarà la musica ad animare le serate bassanesi degli estimatori di sperimentazioni sonore e di tutti i curiosi e appassionati di musica. Stile Libero si propone come il festival dell’estemporaneità e della contaminazione musicale e in cinque serate porterà a Bassano le migliori espressioni della musica sperimentale contemporanea, la programmazione è curata dall’omonima Associazione appena nata in città e animata da Carlo Casale, Luca Berton e Antonio Cardella.
Si comincia mercoledì 7 settembre alle ore 21.30 con il quintetto di John De Leo che presenterà i brani del lavoro discografico "Vago Svanendo". John darà vita ad uno spettacolo in cui musiche folkloristiche, astrazioni jazz, ed altre alchimie sonore, interagiranno con la tromba di Fabrizio Bosso, uno dei più acclamati jazzisti italiani del momento.
Si prosegue giovedì 8 con uno dei gruppi più interessanti del panorama rock italiano, i “Marta sui tubi”, che presenteranno “Carne con gli Occhi” il loro nuovo, quarto album. Dopo la vittoria come miglior gruppo ai MEI del 2004, i Marta sui Tubi hanno intrapreso lunghi tour e collaborato con artisti come Calibro 35, Caparezza ed Afterhours, affermandosi come una delle band più originali e seguite d’Italia.
Venerdì 9 settembre è la volta di un eccezionale appuntamento con il grande jazz. Il Castello degli Ezzelini sarà invaso dalle note del quintetto di Enrico Rava, considerato a ragione il faro del jazz in Italia. Gianluca Petrella, Giovanni Guidi, Gabriele Evangelista e Fabrizio Sferra accompagneranno il più grande jazzista italiano in assoluto, anticipatore di stili e tendenze, personalità altamente creativa e poetica, mai scontata e sempre coinvolgente.
Saranno i “Quintorigo” ad animare la serata di sabato 10 settembre, con il loro ultimo album completamente in lingua inglese: “English Garden”, che vanta la straordinaria collaborazione dell’attrice e cantante Juliette Lewis. Considerato fin dagli esordi, il fenomeno del rock colto italiano, il gruppo romagnolo torna alle origini e si presenta a Bassano con il tradizionale ensamble di tre strumenti ad arco, un sassofono ed una voce.
Il festival si chiude, domenica 11 settembre, con un salto nella migliore musica elettronica contemporanea. Murcof, uno dei maggiori maestri del genere sperimentale, presenterà al festival la rielaborazione di un grandioso progetto sulla musica barocca. Nella serata conclusiva, scenari digitali e suggestioni classiche si legheranno alle immagini create ed elaborate in tempo reale dal videoartista Saul Saguatti, in un evento unico ed irripetibile.
Un’ulteriore cornice sonora sarà allestita nel nuovo giardino del Castello degli Ezzelini, che a partire dalle ore 19.30 fino alle 21.30, orario d’inizio di ogni concerto e a seguire fino all’1.00, ospita cinque speciali dj set e visuals, pensati per allietare le ultime serate d’estate. Un’occasione unica per gustare i suoni contemporanei nella splendida e antica ambientazione del Castello.

In caso di maltempo i concerti si svolgeranno presso il Teatro Remondini. Informazioni Biglietti e prevendita presso la biglietteria di OperaEstate Festival Veneto, Via Vendramini, 35, tel 0424.524.214 e nei punti vendita Box office, info anche info@stilelibero.org, tel 042472707 / 328 8654325

Quanto costano le "morti bianche"

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento dell’Ing. Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio sicurezza sul lavoro Vega Engineering, sul dramma degli infortuni e delle morti sul lavoro

Una tragedia quotidiana che pare sempre più un bollettino di guerra con una media di oltre 40 morti al mese. E’ questo il dramma delle morti bianche in Italia che a fine luglio contava 301 decessi sul luogo di lavoro. Una sciagura che non conosce consolazione per chi perde un proprio caro in questi casi. Non ci sono risarcimenti né processi che possano restituire pace ai parenti delle vittime.
Per questo la sicurezza sul lavoro dovrebbe essere sempre più in primo piano nella politica del nostro Paese. Per tale ragione la prevenzione diventa l’unica soluzione possibile per una delle pagine più dolorose della storia contemporanea nostrana. E il problema non ha solo gravissimi risvolti umani ed etici, bensì anche economici.
Non dimentichiamo infatti gli oneri conseguenti agli infortuni sui luoghi di lavoro. L’Eurispes ha calcolato che nel 2008 i costi economici e sociali sono stati pari a 43,8 miliardi di euro, ovvero circa il 2,8 per cento del prodotto interno lordo.
Cifre che fanno riflettere e che fanno ancor più pensare quando si scopre che il 60 per cento è carico delle aziende e il rimanente 40 per cento ricade direttamente sul bilancio del Paese. E ancora: ogni giornata lavorativa persa pesa in termini di retribuzione ben 5,5 volte in più rispetto ad una lavorata.
I numeri, dunque, lasciano pochi dubbi: l’Italia non può più permettersi di temporeggiare. Occorrono misure preventive sul fronte della sicurezza capaci di invertire la rotta degli incidenti sul lavoro. Anche l’Unione Europea, del resto, ha imposto al nostro Paese di ridurre del 25 per cento gli incidenti sul lavoro entro il 2012.
Intanto, per chi come noi da oltre due decenni si occupa di formazione e sicurezza in ambito professionale, e che da due anni ha avviato un Osservatorio per monitorare l’andamento delle morti bianche nel Paese, il panorama nazionale non è certo tra i più confortanti. Specie quando si analizzano i dati sulle vittime del lavoro dei primi sette mesi del 2011 rispetto a quelle rilevate nello stesso periodo del 2010 e si scopre un incremento della mortalità del 7,5 per cento. Percentuali che corrispondono ad oltre venti vite spezzate in più rispetto allo scorso anno. E sono sempre l’agricoltura e l’edilizia i settori maggiormente coinvolti e con oltre il 60 per cento delle vittime.
Il problema dei problemi? L’assenza quasi totale di formazione e, senza dubbio, le lacune sul fronte dei controlli. Risultato: si continua a cadere dalle impalcature senza alcun elmetto o imbracatura, si continua a restare schiacciati da un trattore, o si resta mortalmente intrappolati in macchine che non si è sufficientemente preparati ad utilizzare, o schiacciati da oggetti pesanti mal rassicurati. Tant’è l’epigrafe delle morti sul lavoro continua a riempirsi ogni giorno con nuovi nomi, e le vite si spezzano sempre o quasi per le stesse cause. E talvolta la vittima è il datore di lavoro, a dimostrazione del fatto che non si muore solo per massimizzare il profitto dell’azienda.
Ma allora, viene da chiedersi, se si conosce già l’inizio e la fine di una tragedia: perché non cercare di interrompere questo circuito mortale?
Ebbene, per iniziare a scrivere una cronaca diversa e migliore, presente e futura, del mondo del lavoro è indispensabile una coesione innanzitutto politica che ponga finalmente in primo piano l’emergenza morti bianche e la sicurezza sul lavoro. Una strategia comune che elevi un appello e un’eco per il lavoro sicuro a 360 gradi contemplando gli sgravi per le aziende virtuose che operano per la tutela dei lavoratori e soprattutto l’indispensabilità dei controlli e delle sanzioni che dovrebbero essere certe. Questo perché una visione economica miope fa ritenere la sicurezza un costo, non valutando invece correttamente l’entità degli oneri della ‘non sicurezza’, che in buona parte ricadono sulla collettività. Insomma: a spingere inesorabilmente alla riduzione degli infortuni non è solo una questione morale, ma anche di corretta ‘rendicontazione’. Spesso i costi per garantire la sicurezza ed evitare l’infortunio sono minimi, altrettanto spesso gli infortuni sono dovuti a carenze organizzative, oltre che, come già accennato, di carattere formativo. La sfida del nostro legislatore e di chi fa politica è di correggere queste mancanze che, da sempre, sono la causa delle morti bianche. Un antico aforisma dice che “Errare è umano, perseverare è diabolico”. Ebbene, credo che si stia perseverando ormai da troppi anni.

martedì 30 agosto 2011

Ricomincia il teatrino della politica

A settembre si vivono le migrazioni degli uccelli in cielo. Per gli uomini si passa dalla calda estate al, si spera, temperato autunno. Diminuisce la durata del giorno e s’allunga la notte. Settembre è dunque alle porte… Ripresa!
Riprendo a scrivere, anche se nel mese di silenzio scelto, di cose su cui scrivere ne avrei avute tantissime. Si riprende ad andare a scuola per milioni di studenti italiani. Riprende il campionato di calcio… l’undici settembre si dovrebbe giocare la seconda giornata, visto che la prima è andata buca a causa dello sciopero dei calciatori. Riaprono le fabbriche e si riavvia il lavoro, chi lo ritrova o trova per la prima volta. Riaprono i cantieri nelle città come quella in cui vivo e che mi offre le immagini di una mega demolizione di una storica fabbrica farmaceutica che si è spostata da anni in periferia. Le scene che offrono le “fauci” delle ruspe demolitrici mi richiamano alla situazione in cui molti italiani si trovano. Ci vogliono stritolare e sbriciolare. Chi? Di chi stiamo parlando? Di chi ci governa ovviamente.
Devo dire che nei mesi estivi i nostri governanti hanno lavorato più degli altri dieci mesi dell’anno. Alle prese con una manovra che non farà certo la felicità degli italiani che rientrati dalle vacanze (per chi è riuscito ad andarci) sempre più brevi e sobrie si ritrovano il pacco dono di fine agosto da parte del Cavaliere: la manovra finanzia che peserà sulle risorse finanziarie dei cittadini italiani. Sia ben chiaro; i soliti cittadini, non certo i nababbi.
Chiaro che il duce di Arcore ha messo le mani nelle tasche dei cittadini, non lo dice anche se un po’ l’ha ammesso, ma addita come eventuali responsabili Tremonti, l’Europa ed anche se non esplicitamente detto, la crisi. Sì la crisi da cui non siamo fuori assolutamente, altrimenti non si spiegherebbe come mai l’Italia “crescerà” nel 2011 meno di quell’1% che si era previsto. Si parla di una crescita annua che si assesterà attorno allo 0,7%, cioè praticamente nulla o quasi nel 2011, peggio ancora il 2012 e il 2013. Nel 2014 la pressione fiscale toccherà vertici mai raggiunti, 44%.
A dirlo è Ignazio Visco, vicedirettore generale della Banca d’Italia. Non si riprende certo a crescere, ma ciò che più allarma è sentirsi dire che non ci sono alternative. Mah!
Anche al Corte dei Conti parla di manovra depressiva.
Dunque dopo un mese e più di accordi e disaccordi tutti interni alla maggioranza, il “ragioniere” Tremonti ha detto che al solito, come sempre, a pagare saranno i soliti italiani.
Da quanto è dato sapere ecco quanto emerge dalla manovra.
No al prelievo per i più facoltosi, niente aumento dell’Iva neanche per i beni di lusso, niente patrimoniale per i furbetti che hanno evaso le tasse portando i loro capitali all’estero e poi condonandoli anonimamente con sanzioni irrisorie.
I ricchi possono continuare a godere il loro lusso perché come sempre a far quadrare i conti ci penseranno al solito lavoratori dipendenti e pensionati. Come non pensare al pubblico impiego.
Si è pensato bene di togliere il requisito di contribuzione utile al raggiungimento del diritto alla pensione di anzianità per i contributi derivanti dal servizio militare (riscatto gratuito) e per la laurea (riscatto oneroso).
Trattasi di una vera e propria azione mirata. Il pubblico impiego, che già vessato dai vari Tremonti, Sacconi, Brunetta.
Vedremo come andrà a finire perché adesso ci sarà la discussione in parlamento e le opposizioni hanno già presentato le loro contromanovre. Vedremo se si arriverà all’ennesimo voto di fiducia. Intanto il paese sente la pressione fiscale crescere e si prepara a vivere un autunno caldissimo.
La manovra sembra essere una sfida lanciata da chi ci governa per vedere quanto gli italiani siano disposti a piegare il capo. Si riprenderà a scioperare di certo. Infatti il prossimo sei settembre c’è lo sciopero generale indetto dalla CGIL. Peccato che i lavoratori iscritti a CISL e UIL non siano coinvolti da Bonanni e Angeletti e forse ormai neppure tutelati.
Riprenderà il teatrino della politica e viene da chiedere agli elettori della Lega e del Pdl come possano ancora dare credibilità a coloro che ci hanno raccontato una favola che però non avrà un lieto fine. Riprendiamoci un po’ di dignità. Riprendiamoci e cerchiamo di rialzare la testa. Riprendiamo a denunciare le nefandezze di chi ci governa e ribadiamo che non abbiamo nessuna intenzione di emigrare… A settembre, ne mai dalla nostra patria!

Ivano Maddalena

Naturale inclinazione

Quattro appuntamenti, 4 - 7 - 14 - 21 settembre 2011, per parlare di giardini e di natura nel paesaggio contemporaneo

Treviso - Dal 4 al 21 settembre 2011 la Fondazione Benetton Studi Ricerche propone negli spazi Bomben di Treviso (via Cornarotta 7-9), quattro appuntamenti dedicati al giardino, tema presente nel lavoro della Fondazione fin dagli esordi. In programma un ciclo di incontri che cerca di mettere insieme diversi piani di comunicazione per ragionare con un pubblico vasto e intercettare curiosità e interesse attorno a un argomento che trova sempre maggiore attenzione anche fuori dall’ambito degli addetti ai lavori.

Spiega Simonetta Zanon (laboratori/progetti per il paesaggio, Fondazione Benetton): «Vogliamo richiamare l’attenzione sull’importanza del giardino, luogo spesso trascurato, relegato al ruolo di nicchia per pochi, schiacciato tra parchi urbani carichi di attrezzature inutili e di piante stentate e paesaggi a vasta scala che mostrano una diabolica (e inutile) pretesa di domare la natura, tra infrastrutture e spazi pubblici sempre più distanti della gente che ci vive. Il giardino nel quale abbiamo pensato di tornare incontrando figure significative, ricordando i grandi maestri e confrontandoci con la molteplicità degli sguardi possibili, rappresenta forse la riconciliazione con la natura che, più o meno consapevolmente, tutti inseguiamo».

Il ciclo si apre domenica 4 settembre alle ore 17.30 con Il giardino segreto, lettura teatrale di Lorenza Zambon (ingresso 4 euro) dal romanzo di Frances Hodgson Burnett (adattamento di Pia Pera e Lorenza Zambon), con musiche di Gianpiero Malfatto, eseguite dal vivo dall’autore. Un libro dei primi del Novecento, un classico assoluto della letteratura per ragazzi, folgorante per qualsiasi adulto, ha ispirato questo spettacolo teatrale creato da due artigiane del giardino e dell’arte unite dal segno profondo e quasi profetico che la lettura infantile di questa storia meravigliosa ha lasciato nel loro ricordo: Pia Pera, esperta di giardini e scrittrice, e Lorenza Zambon, attrice-giardiniera, una delle figure centrali del “teatro e natura” in Italia. La storia descrive un contesto realistico, o che della realtà vuol dare l’illusione. E tuttavia, nella sua struttura Il giardino segreto è una fiaba. Una sinistra villa gotica nella brughiera spazzata dal vento che custodisce un oscuro segreto, una protagonista bambina, un luogo proibito, una chiave misteriosa strumento simbolico d’ogni curiosità vitale, un giardino abbandonato che rivive e che fa rivivere, un luogo magico dove è possibile fugare le sofferenze del corpo e della mente. Lo spettacolo è a cura de La casa degli alfieri/teatro e natura.

Si proseguirà mercoledì 7 settembre alle ore 20.30 con la proiezione pubblica del film Paradiso ritrovato. La parabola del giardiniere naturale (Italia 2009, 91’) di Patrizia Marani, che racconta la storia dei Giardini del Casoncello creati da Gabriella Buccioli, che ne discuterà con la regista. Gabriella Buccioli, ex autrice teatrale e attrice, appassionata di giardinaggio, ha creato a Scascoli, in provincia di Bologna, nell’Appennino emiliano, un giardino “naturale” che è opera d’arte di straordinaria bellezza ma anche prezioso rifugio di specie vegetali spontanee, rare o addirittura estinte. Paradiso ritrovato ha vinto il Premio Internazionale al Festival della Biodiversità 2009 di Roma e il Sardinian Sustainability Festival 2010; è stato inoltre presentato ai festival CinemAmbiente di Torino 2010 e Vedere la Scienza di Milano 2011. Nel pomeriggio di mercoledì 7 settembre è in programma anche il seminario a invito Cartoline dal fronte. Il giardino nel paesaggio contemporaneo con Gabriella Buccioli e Mariapia Cunico, docente di Architettura del paesaggio all’Università Iuav di Venezia.

Mercoledì 14 settembre alle ore 18.00 gli spazi Bomben ospiteranno poi una conversazione pubblica per ricordare il grande paesaggista, “inventore e poeta di giardini”, Ippolito Pizzetti, in occasione dell’uscita della nuova edizione di Naturale inclinazione. Divagazioni coerenti di un paesaggista ribelle, raccolta dei suoi scritti per la rivista «Golem l’Indispensabile» (Encyclomedia, Milano 2011). Il ricordo di Ippolito Pizzetti sarà affidato a Domenico Luciani, Fondazione Benetton Studi Ricerche; Silvana Olivero, architetto; Giuseppe Rallo, direttore di Villa Pisani (Stra, Venezia).

Infine mercoledì 21 settembre alle ore 20.30 sarà proiettato il film Il giardino segreto (USA-Gran Bretagna 1993, 101’) di Agnieszka Holland, tratto anch’esso dal romanzo di Frances Hodgson Burnett, con commento di Luciano Morbiato, esperto di storia e critica cinematografica. Il film è sceneggiato da Caroline Thompson e prodotto dall'American Zoetrope di Francis Ford Coppola.

Ingresso alla lettura scenica in programma domenica 4 settembre: 4 euro. Ingresso gratuito a tutti gli altri appuntamenti. Per informazioni: Fondazione Benetton Studi Ricerche, tel. 0422.5121, fbsr@fbsr.it, www.fbsr.it.

Mercatino: Libro contro Libro 2011

Riceviamo dalla Rete degli studenti medi di Venezia e pubblichiamo:

"Libro contro Libro": dal 5 settembre a Venezia, Lido e Terraferma
Prende il via lunedì 5 settembre "Libro contro Libro" lo scambio dei libri scolastici usati, un'occasione per risparmiare nell'acquisto dei libri di testo delle superiori e delle scuole medie.

La quinta edizione dell'iniziativa prevede quest'anno l'allestimento di sette mercatini, promossi dall'Assessorato comunale alle Politiche sociali in collaborazione con le Municipalità di Venezia Murano Burano, Marghera, Lido Pellestrina, Chirignago Zelarino e Favaro, assieme al Coordinamento studentesco Venezia-Mestre e alla Rete degli studenti medi di Venezia.

Tre i mercatini di"Libro contro Libro" per gli studenti sia delle scuole medie inferiori che superiori: al PalaPlip, in via San Donà 195 a Carpenedo, da lunedì 5 a venerdì 9 settembre, con orario 9.30-12 e 16-18.30; a Venezia in Villa Groggia, S. Alvise 3161, da lunedì 5 a giovedì 8 settembre, dalle ore 16 alle 19; al Lido, nell'ex Pescheria di via Lepanto, venerdì 9 settembre, dalle ore 9.30 alle 12, e martedì 13 settembre, dalle ore 16 alle 19.

Ben sette invece le sedi per gli scambi dei libri tra gli alunni delle scuole medie inferiori: a Marghera nella sala del Consiglio municipale, in piazza Mercato, martedì 6 e mercoledì 7 settembre dalle ore 16 alle 18; a Chirignago nel centro civico "Daniele Manin" di via Rio Cimetto, lunedì 5 e martedì 6 settembre, dalle ore 17 alle 19; alla Cipressina (Zelarino) nel centro civico di via Ciardi, lunedì 5 e martedì 6 settembre, dalle ore 17 alle 19; a Campalto, in Villa Baroffio di via Sabbadino (vicino all'asilo "Girasole" e ai campi da calcio), lunedì 5 e martedì 6 settembre, dalle ore 16 alle 19.

In tutte le sedi saranno presenti operatori ed educatori del Comune di Venezia e delle Municipalità per offrire indicazioni e assistenza, saranno inoltre a disposizione tavoli e sedie per la vendita dei testi e appositi pannelli "Cerco-Vendo-Scambio". Per informazioni sull'iniziativa "Libro contro Libro", chiamare o inviare un Sms al numero 348.3901439, oppure chiamare lo 041.2749627 (con segreteria telefonica).e-mail: attivazione.risorse@comune.venezia.it

lunedì 29 agosto 2011

Commemorazione di Granezza - Monte Corno

Il Comitato Permanente per le commemorazioni della Resistenza dell’Alto Vicentino ed i Comuni di Asiago, Lugo di Vicenza e Lusiana, con l’Associazione Volontari della Libertà e la Federazione Italiana Volontari della Libertà, hanno organizzato per Domenica 4 Settembre 2011 la tradizionale Commemorazione di Granezza - Monte Corno.

Si tratta della commemorazione dei 250 Caduti della Divisione Alpina “Monte Ortigara”, di tutte le formazioni partigiane, del Corpo Italiano di Liberazione e dei campi di internamento e prigionia.

Nella Resistenza e nella guerra di Liberazione si trovano le basi storiche ed i valori civili e patriottici che hanno dato all’Italia la Repubblica e la Costituzione che ancor oggi regolano i rapporti di convivenza democratica e di solidarietà della società italiana.

Programma della cerimonia:
ore 9,30 - Monte Corno - Comune di Lusiana
Onori al Monumento al “Caduto Ignoto per la Libertà”

ore 10,00 - Bocchetta Granezza - Comune di Lugo di Vicenza
Onori al Cippo ai caduti della “SPEER”

ore 10,30 - Granezza - Comune di Asiago - Sacello Votivo
Onori ai caduti, discorso commemorativo, Santa Messa.

La cerimonia sarà accompagnata dalla Banda musicale di Lusiana e dal Coro “Monte Pasubio” di Schio.

Ore 15,00 - Malga Granezzetta - Comune di Lugo Convegno in onore del Cav. Uff. Gran Croce Dott. Giulio Vescovi

Il Milione, quaderno veneziano di Paolini

Ritorno a Venezia, tra campi e mestieri. Recita straordinaria di Marco Paolini, sabato 3 settembre

Considerato il grande successo per Il Milione, quaderno veneziano di Marco Paolini, è stata programmata una recita straordinaria sabato 3 settembre in Campo della Madonna dell’Orto. La data si aggiunge a quelle del 1° e 2 settembre sempre nello stesso luogo ed orario, alle ore 21.15

Per la nuova messa in scena del suo “Il Milione, quaderno veneziano”, Marco Paolini ha scelto una formula diversa da quella realizzata 13 anni fa all’Arsenale, più sobria e più semplice, scegliendo un luogo poco frequentato dai turisti, ma fortemente legato con i veneziani che vivono la città e vi lavorano: Campo Madonna dell’Orto dà la possibilità di usare come palcoscenico una barca, vicino al quale vi sono officine fabbrili e di riparazione motori. Per questo allestimento il Polo Nautico di Vento di Venezia fornirà due barche tradizionali della laguna, costruite nei suoi cantieri: un topo ciosoto, “il Corsaro”, realizzato su disegno storico dagli allievi del corso per aspiranti maestri d’ascia 2009-2010 promosso da Confartigianato e che ogni anno si tiene negli spazi del Polo Nautico e il topo, “Vento di Venezia”. Le vele al terzo issate saranno il suggestivo fondale.

Nel progetto sono stati coinvolti alcuni artigiani veneziani: a loro è infatti chiesto di offrire la possibilità, nei pomeriggi prima degli spettacoli, di visitare il loro cantiere e di tenere una “lezione” del loro mestiere, attraverso una conversazione pubblica con Marco Paolini, iniziativa che ha già avuto un grande riscontro, tanto che i posti disponibili sono esauriti per tutti gli appuntamenti (il 3 settembre la conversazione non è prevista). c.s.


Info biglietteria:
primi posti numerati € 25,00 + € 3,00 dir. prevendita
secondi posti non numerati € 20,00 + € 3,00 dir. prevendita
prevendite circuiti Ticketone, Boxoffice, Unicredit

No al giro della Lega: La nostra Repubblica è l'Italia, la nostra Patria è il Mondo intero

Riceviamo dai "Comitati difesa salute territorio - No Pedemontana" e pubblichiamo:

Sabato 10 settembre è previsto l’ennesimo colpo di teatro di Bossi & C. teso a riaffermare una fantomatica Padania per distrarre l'attenzione dalla dura realtà di tutti i giorni che in molti viviamo e soprattutto dai pesanti sacrifici che, con la manovra economica, il Governo PDL-LEGA sta per scaricare sui lavoratori dipendenti, pensionati e famiglie.
Montecchio Maggiore dovrebbe diventare il palcoscenico del cosiddetto “Giro della Padania”, presentato come una gara ciclistica importante, altro non è che l’ennesimo tentativo di far passare in modo subdolo nell’immaginario collettivo l’esistenza di questa inesistente terra promessa, che secondo i leghisti risolverebbe i nostri problemi.
Per questo non si fanno scrupoli di usare, per bassi interessi di parte, per dividere, per ingannare i cittadini, uno sport nobile e popolare come il ciclismo il cui momento più significativo è invece proprio il Giro d'Italia che unisce, nel suo passaggio tutti i territori.
La Lega, che al nord si lancia contro “Roma ladrona” e tappezza le nostre strade con slogan come “paròni a casa nostra”, cerca di nascondere le sue importanti responsabilità di governo che durano da quasi un decennio. Il disastro economico e sociale che investe oggi l’intero paese, i provvedimenti di bilancio che strangolano i cittadini e gli enti locali (alla faccia del federalismo), il coro di chi criminalizza i cittadini che si ribellano alle imposizioni antidemocratiche, in Val di Susa come a Vicenza con il Dal Molin, C.I.S. di Montebello ecc. sono anche opera loro. Non basta più agitare la bandiera della Padania per lavarsi la coscienza e la reputazione.
Le responsabilità della Lega, i suoi insuccessi al governo, le sue clientele e nepotismi, la sua fame di potere e denaro stanno ormai diventando evidenti anche per sostenitori storici del carroccio e non serve distogliere l’attenzione attraverso l’idea di questa inesistente nazione padana, o individuando di volta in volta nuovi nemici su cui scaricare le colpe.
Una volta erano i terroni, da mandare in pasto ai leoni, poi i migranti, poi la cosiddetta 'Casta' ma nella sostanza nulla è cambiato. Sono proprio loro che fanno parte della Casta; perchè dovrebbero cambiare? Si crea invece un capro espiatorio additando i deboli e gli ultimi, per nascondere l'incapacità di chi ha la responsabilità, la forza ed il potere per agire.
Esiste, per fortuna, un altro Veneto, tollerante e solidale, che vuole ricostruire un senso di comunità e solidarietà per affrontare la crisi, senza utilizzare le armi della paura e dell’esclusione, che non si fa ingannare da slogan vuoti e falsi, ma che intende lavorare giorno per giorno per ricreare una società aperta, inclusiva, giusta ed equa. Dalla palude in cui tutto il nostro Paese è immerso si può uscire solo con un enorme gesto di generosità e solidarietà tutti insieme.
Dobbiamo dire BASTA a questa mistificazione !
Per questo il 10 settembre saremo a Montecchio Maggiore, senza distinzione di provenienza, senza guardare allo stato sociale, alla carta d’identità o al permesso di soggiorno, perché quel giorno noi, cittadini del mondo, diremo chiaramente e a voce alta che LA PADANIA NON ESISTE, la nostra Repubblica è l'Italia e la nostra Patria è il Mondo Intero.

Primi firmatari:
Presidio No Dal Molin
SeL Vicenza
La fabbrica di Nichi
Fiom Cgil
Polisportiva Independiente
Lista Civica “Vicenza Libera - No Dal Molin”
Bepi De Marzi
Cinzia Bottene, consigliere comunale di Vicenza
circolo culturale Mesa - Montecchio Maggiore
circolo culturale E20 Underground (ex Cantieri) - Montecchio Maggiore

per aderire all'appello: nopadania@libero.it

domenica 28 agosto 2011

A Bassano la parola torna protagonista con "Nerval Teatro" e "Babilonia Teatri"

Lunedì 29 agosto cambio della guardia per B.motion, il segmento di Operaestate Festival Veneto dedicato ai linguaggi del contemporaneo. Conclusa la settimana della danza, che ha presentato una serie di proposte di altissimo livello, l’innovativa rassegna programmata dalla Città di Bassano del Grappa con la Regione del Veneto cede il posto al teatro. Si inaugura con un maestro della ricerca italiana come Maurizio Lupinelli (tra i fondatori del Teatro delle Albe) qui regista di “Squarci dall'ignoto” per Nerval Teatro (h. 21.00 Teatro Remondini) e poi il gruppo che meglio rappresenta il teatro di B.motion. Babilonia Teatri con la versione definitiva di “The end” (h 22.30 CSC Garage Nardini). In entrambi i casi è un ritorno al teatro di parola, al testo, che sarà il vero grande protagonista di questa edizione del festival.

Il primo appuntamento della giornata è con “Squarci dall’ignoto”, che rappresenta un’ulteriore tappa di ricerca per Nerval Teatro, compagnia fondata nel 2007 a Ravenna da Maurizio Lupinelli. Il lavoro di Nerval Teatro unisce la ricerca nell’ambito della drammaturgia contemporanea a un'indagine ostinata e paziente sulle diverse facce del disagio. Un lavoro in cui la drammaturgia prende forma sulla scena e si intreccia con lo stare dell’attore. Tra gli spettacoli prodotti: Fuoco Nero, Magnificat, Ella, Amleto, Appassionatamente.

In questa nuova produzione la compagnia affronta l’opera della poetessa Loretta Menegon, “Lettere dall’ignoto”, nella sua potente dimensione intima e la mette in dialogo con “L’Antigone di Berlino” di Rolf Hochhuth. A partire da questi due testi stilisticamente differenti: una lirica e una prosa tra letteratura e documento, il lavoro teatrale prova a tessere il filo rosso che sottende queste due opere per arrivare a metterle in vita. “Lettere dall’ignoto” racconta, in una specie di trasfigurazione, il dialogo tra una madre e il proprio figlio morto in guerra. Il tema dominante è la sottrazione allo sguardo della madre del corpo del figlio disperso. L’esperienza della morte riecheggia drammaticamente e intensamente. Dalle sue parole emerge la tensione più intima e radicale, quella che insiste nell’ostinazione al dialogo, anche di fronte a questo grande tema.

Stesso tema spinoso, ma con un linguaggio molto diverso, quello trattato da Babilonia Teatri in “The end”. Un'invettiva incandescente contro la rimozione medicalizzata della morte; è questo l'approccio con il quale Babilonia Teatri affondano un colpo straordinario dentro il tabù per eccellenza. Valeria Raimondi, presenza scenica formidabile, a partire dall'efficace drammaturgia composta da Enrico Castellani, officia un rito profano all'ombra di un cristo in croce con le teste mozzate del bue e dell'asinello: una natività al contrario che ferisce e commuove prima di un finale memorabile in cui la vita ricompare in un'immagine di struggente bellezza. Babilonia Teatri sferra così un salutare pugno nello stomaco al Dorian Gray che è in noi. Terribile e insieme meraviglioso.

Diventati nel giro di soli 5 anni un autentico fenomeno per la scena teatrale italiana e ospiti fissi a Bassano dal 2007, anno della vittoria al Premio Scenario, Babilonia Teatri sono l'esempio vivente del lavoro costante che il festival ha svolto in questi anni con i migliori talenti del territorio. Uno sforzo ripagato ampiamente da questo gruppo sempre fedele a se stesso e sempre capace di sorprendere e colpire nel segno, mettendo il pubblico di fronte alle infinite contraddizioni di questa nostra epoca, complessa e spesso assurda.

Il programma di B.motion prosegue martedì 29 agosto con ben quattro appuntamenti, due arrivano direttamente dal Premio Scenario 2011, si tratta della menzione speciale Inquanto Teatro (h 21 Teatro Remondini) e dei segnalati Respirale Teatro (h 21. 45 CSC Garage Nardini). Gli altri sono giovani talenti del territorio sostenuti dal festival: Dolores Graziosi (22.15 CSC San Bonaventura) e Ailuros (22.45 CSC Garage Nardini). Prevendita presso Biglietteria Operaestate in via Vendramini 35 a Bassano tel. 0424 524214 - 0424 217811.

sabato 27 agosto 2011

CONSIGLI LIBRARI N.82

Giudici di frontiera. Interviste in terra di mafia
Mistretta Roberto
€ 16,00
2011, 216 p., brossura
Sciascia

Uno spaccato di provincia siciliana, dove le collusioni mafiose non sono un'eccezione ma la regola. I magistrati sono concordi: quando si giudicano reati di mafia nelle aule di giustizia, il cancro è già in metastasi. Occorre fare prevenzione, parlandone: la mafia si combatte anche e soprattutto con la parola. Quello che questo libro fa, restituendo voce ai magistrati minacciati di morte, attraverso le interviste raccolte da Roberto Mistretta che abbracciano un arco temporale lungo trent'anni: dai centoventi morti nella guerra di mafia alla riforma della giustizia, dal cemento depotenziato alla riapertura delle indagini sulla strage di via D'Amelio. Dalla prefazione del magistrato scrittore Giancarlo De Cataldo: "Saranno anche cani che abbaiano contro i ladri e che il padrone, inconcepibilmente, prende a calci questi magistrati, ma senza di loro la situazione, già seria, sarebbe irrimediabilmente compromessa. C'è, semmai, da chiedersi da dove traggano tanta forza".

Il Veneto di Hemingway. Catalogo della mostra (Venezia, 2 aprile-15 maggio 2011). Ediz. italiana e inglese
Mamoli Zorzi Rosella; Moriani Gianni
€ 14,90
2011, 168 p., ill., brossura
Antiga Edizioni

A metà tra libro fotografico e biografia letteraria, questo volume è il catalogo della mostra con cui Venice International University ha voluto ricordare Ernest Hemingway nel cinquantenario della morte (Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, Venezia, 2 aprile-15 maggio 2011). L'esperienza della guerra, anche se limitata a pochi mesi, fu centrale nella vita di Hemingway e nella sua produzione letteraria, come testimonia uno dei primi capolavori, Addio alle armi. Il premio Nobel tornò più volte dopo la guerra tra i monti, le campagne e la laguna veneti, apprezzandone i paesaggi e lo stile di vita genuino, tanto da definirsi egli stesso "ragazzo del Basso Piave". Gianni Moriani ripercorre le esperienze di vita e di guerra del giovane Hemingway riportando brani dello scrittore in cui compaiono i luoghi del "suo" Veneto. Rosella Mamoli Zorzi descrive la "generazione perduta" dei giovani scrittori americani e analizza il "mito di Hemingway". L'album fotografico, con eccezionali scatti in bianco e nero concessi da prestigiosi archivi italiani e internazionali, copre un arco temporale di trentasei anni, dal maggio 1918 al 1954.

Andare avanti guardando indietro
Bergamasco Mauro; Bergamasco Mirco; Rampin Matteo
€ 14,00
2011, 157 p., ill., brossura
Ponte alle Grazie (collana Saggi)

Da qualche anno il rugby si sta conquistando un seguito sempre più numeroso e particolarmente appassionato tra il pubblico italiano, anche quello femminile. Due campioni della palla ovale come Mauro e Mirco Bergamasco, affiancati da Matteo Rampin, dimostrano in queste pagine che i motivi di tanto successo non sono affatto accidentali, ma affondano le loro radici nei regolamenti, nell'orgoglio e nell'umiltà dei giocatori, nella disciplina, nell'etica stessa del rugby. In una parola, nella sua filosofia. Tecniche, mischie e placcaggi, il celebre "terzo tempo" e i fiumi di birra che dopo ogni partita riconciliano le squadre avversarie, il proverbiale fair play dei giocatori e del pubblico, la logica fondamentale del gruppo sono tutti aspetti che agli occhi di molti potrebbero perfino sembrare paradossali, ma che indicano risvolti umani e morali insospettabili quando si assiste alla vera e propria battaglia che si combatte sul campo, fra fango, sangue e botte da orbi. Veri e propri "eroi della porta accanto", i fratelli Bergamasco illustrano con semplicità il significato di uno sport che, al di là degli obiettivi strettamente agonistici, riflette in profondità la lotta che anima la vita e i nostri impulsi più ancestrali, riprodotti nel microcosmo sociale che è la squadra: in virtù dei caratteri non convenzionali di questa disciplina sportiva, la "filosofia rugbistica" si propone sempre di più come una metafora efficace in campo educativo e formativo.

*descrizioni dalla quarta di copertina

Autostrade, centri logistici, ipermercati: una colata di cemento che avanza

Riceviamo e pubblichiamo:

Domenica 28 agosto 18.30 - 21.30. Spazio Dibattiti Teatro Tenda, Park Farini - Vicenza: tavola rotonda/assemblea su cementificazione, consumo di territorio e grandi opere

Il territorio vicentino e la città di Vicenza sono più che mai sotto pressione: costruzione di nuove autostrade e opere complementari (Pedemontana, Valdastico Sud e Nord, raddoppio dell’A 4, Valsugana), cementificazione di ampie aree con ipermercati, centri logistici, edilizia abitativa (Vicenza, CIS, Longare, Grumolo delle Abbadesse...).
Nonostante l’alluvione e il disastro ambientale, l’idea di uscire dalla crisi con sempre nuovo consumo di territorio resiste nella testa dei nostri politici e imprenditori. Nel dubbio che questo sia possibile, intanto fanno avanzare asfalto e cemento. L’uscita dalla crisi (nata dalla speculazione in primo luogo edilizia) non passerà da queste presunte soluzioni ma da un nuovo modello sociale di gestione dell’economia, dei trasporti, dell’edilizia.
Alla tavola rotonda parteciperanno: Lanfranco Tarabini per il Comitato Difesa Salute e Territorio Altovicentino/Malo - Valle Agno, sorto nel 2008 per la difesa del territorio contro l'Autostrada Pedemontana Veneta". Francois Bruzzo, per il Comitato Tutela del Territorio di Orgiano Asigliano Veneto contro le cave sui colli Berici e contro la Valdastico Sud. Giorgio Magnani per il Comitato Contro gli Abusi Edilizi e Ambientali di Vicenza. Vincenzo Campanaro per il Comitato di Longare. Domenico Finiguerra (Sindaco di Cassinetta di Lugagnano) promotore insieme a molti altri della campagna e del movimento nazionale “Stop al Consumo di Territorio”.


Come arrivare:
www.nodalmolin.it/spip.php?article1359

Per il programma completo
www.nodalmolin.it
http://difesasaluteterritorio.blogspot.com/2011/08/dibattiti-al-festival-nodalmolin-per-i.html

venerdì 26 agosto 2011

RIfiuto RIduco e RIciclo per vivere meglio

Conferenza organizzata dal WWF Padova Onlus con la partecipazione del Comitato Difesa e Salute Padova Est sul tema della gestione dei rifiuti e dell'inceneritore San Lazzaro di Padova


Padova - Sabato 27 agosto dalle 19:00 alle 21:00 si terrà, all’interno della Festa della Comunità CLAC (Comunità per le libere attività culturali) una conferenza sul tema della gestione dei rifiuti e dell'inceneritore San Lazzaro di Padova.
Relatore della conferenza sarà il dott. Gianluigi Salvador, referente Energia e Rifiuti del WWF Veneto. Iniziativa organizzata dal WWF Padova Onlus con la collaborazione del Comitato Difesa Salute e Ambiente Padova Est.
All’inizio della conferenza verrà proiettato il film di Luc Besson - “Home-La nostra Terra”, Si tratta di un volo su 54 Paesi catturati con immagini dall’alto in un ideale viaggio intorno alla Terra, che ha come obiettivo quello di focalizzare l’attenzione del pubblico sui pericoli che corriamo, e sulla bellezza di un Pianeta che va preservato, anziché distrutto.
“Abbiamo intenzione di fotografare la situazione di Padova e vogliamo individuare gli effettivi rischi per la nostra salute, sottolineare i limiti delle strategie in uso, proporre alternative quotidiane e concrete” questi sono gli obbiettivi della conferenza che si terrà alla Festa della CLAC (Comunità per le Libere Attività Culturali) il giorno 27 Agosto dalle ore 19:00 alle 21:00 presso la Sala grande in Via Cornaro 1/B a Padova.
L’obiettivo sarà quello di far emergere le strategie per una gestione responsabile dei rifiuti: a partire da quella fondamentale della riduzione e proseguendo con quelle legate alla raccolta e il riutilizzo dei rifiuti. (c.s.)

Ingresso libero con possibilità di offerta

giovedì 25 agosto 2011

Padova: Opere del lavoro. Realismo italiano

Mostra a cura di Nicola Galvan presso il Centro Culturale Altinate/San Gaetano, dal 17 settembre al 9 ottobre 2011. Inaugurazione mostra: venerdì 16 settembre 2011, ore 18.30

Padova - La Mostra "Opere del lavoro. Realismo italiano tra ricostruzione e boom" rievoca un particolare momento dell'arte italiana, divisa nel secondo dopoguerra tra impegno politico e riflessione esistenziale, figurazione ed astrazione, racconto ed impulso gestuale. In questo contesto si delinea una nuova forma di realismo, che trova nella rappresentazione del lavoro la propria sintesi forse più alta e coerente. Le venti opere esposte, in buona parte provenienti dalla grande collezione del Premio Suzzara, costituiscono una sintetica ma intensa galleria di volti, corpi, aspirazioni dei lavoratori italiani, in cammino verso una piena consapevolezza del proprio ruolo storico e dei propri diritti. La pittura di Renato Guttuso, Armando Pizzinato, Giuseppe Zigaina, allontanandosi dalle suggestioni neo cubiste caratterizzanti la ricerca espressiva nel periodo della ricostruzione - riconoscibili in mostra nelle opere di Giulio Turcato e Domenico Cantatore - perviene ad un linguaggio più descrittivo e diretto, dall’evidente connotazione ideologica. Per Andrea Colasio, assessore alla Cultura del Comune di Padova, la mostra Opere del lavoro “ intende costituire un riflesso emozionante di una stagione culturale per molti versi lontana, cui tuttavia le attuali, irrisolte questioni concernenti il mondo del lavoro regalano una rinnovata eloquenza”. Mirella Cisotto Nalon, dirigente delle attività culturali sottolinea che “gli anni che seguono la conclusione del secondo conflitto mondiale coincidono con un periodo di importanti rivolgimenti nell’arte italiana. Contestuale alla prima fase della ricostruzione è un sentimento di coesione tra gli artisti che, suscitato dai drammi e dalle difficoltà del periodo bellico, determina l’avvicinarsi di istanze espressive ipoteticamente lontane. Attraverso l’attività di formazioni più e meno eterogenee, tra cui spicca l’esperienza del Fronte Nuovo della Arti, pittori e scultori esprimono, oltre ad una comune inclinazione ideologica, una netta discontinuità rispetto alle tendenze classiciste e restauratrici caratterizzanti l’estetica del Ventennio”. L’evento è inserito nel ricco cartellone dell’Estate Carrarese 2011. Ingresso libero. Orario: 10-19, lunedì chiuso.


Per ulteriori informazioni:
Settore Attività Culturali - Via Porciglia 35, Padova
Tel 049/8204544-4528
infocultura@comune.padova.it

B.Motion ospita i talenti italiani Sciarroni e Foscarini e la star internazionale Godder

Sabato 27 agosto per la sua quinta giornata il progetto di B.motion ospita due tra i talenti italiani più interessanti della nuova scena coreografica: Alessandro Sciarroni (h 21.00 CSC Garage Nardini) con “Joseph” e Francesca Foscarini (h 21.30 CSC Garage Nardini) con “Cantando sulle ossa”. Grande attesa in chiusura di serata per il ritorno a Bassano dell'astro emergente della danza contemporanea internazionale Yasmeen Godder con “Love Fire” (h 22.30 Teatro Remondini).

E’ questo il clou della settimana che Operaestate Festival Veneto, il ricco cartellone proposto dalla Città di Bassano del Grappa con la Regione del Veneto, dedica alla danza più innovativa.

Alessandro Sciarroni è un artista attivo nell’ambito delle arti performative contemporanee i cui lavori sono prodotti dal Teatro Stabile delle Marche e dall’associazione Corpoceleste, della quale è direttore artistico. Tra il 2009 e 2010 le sue produzioni entrano a far parte della rete Anticorpi Explo in Italia e del circuito Aerowaves per la mobilità degli artisti in Europa. Nel 2011 è uno dei due artisti italiani del progetto “Choreoroam Europe”. La sua ultima creazione intitolata “Joseph” trae ispirazione dalla figura di Giuseppe, l'uomo che accetta la paternità di Cristo, ovvero dell'essere umano che contiene in sé il divino. Attraverso l’utilizzo di oggetti e materiali semplici e di scarso valore, il performer va alla ricerca della dimensione magica, prodigiosa che essi contengono. “E luce fu”, come per il cilindro del prestigiatore, al quale si conferisce l’autorità di generare dal nulla magici conigli bianchi.

Francesca Foscarini è una danzatrice e giovane coreografa indipendente. Importanti per la sua formazione artistica le esperienze professionali con Aldes di Roberto Castello, Sonia Brunelli, Sara Wiktorowicz, Ullallà Teatro Animazione nelle produzioni di teatro per ragazzi e Laura Moro. Nel 2009 firma la prima coreografia “KALSH”, finalista al concorso GD’A Veneto. Con Giorgia Nardin e Marco D’Agostin è ideatrice del progetto “spic & span” che partecipa al Premio Scenario e viene selezionato tra i segnalati della Generazione 2011 (il 31 agosto nel programma di B.motion). La sua ultima creazione intitolata “Cantando con le ossa” mette in risalto la forza scenica di un grande talento interpretativo in una performance che analizza la voglia di fuga dai nostri punti fermi, oltre i meccanismi del controllo.

Come ci ha abituati in questi anni di frequentazione (è la quarta volta che torna al festival) l'israeliana Yasmeen Godder saprà entusiasmare il pubblico con “Love Fire”, un sorprendente lavoro costruito a partire da alcuni valzer classici (da Shostakovich a Strauss), scelti attraverso un’ottica privata e molto personale. L’intento è quello di farsi trasportare dalla musica senza alcun giudizio di sorta. La distanza culturale e personale da questo tipo di musica fa sì che si dispieghi un viaggio complesso e ricco di humour, sui differenti significati di cos’è “romantico”. Il desiderio di innamorarsi, di perdere il controllo, d’essere trasformati dalla passione, è esplorato attraverso immagini fisiche che danno una nuova svolta agli stereotipi dell’identità maschile e femminile e ai ruoli che giocano negli equilibri di una relazione.

I performer creano una serie di associazioni fisiche e mentali attorno all’immaginario romantico che transitano dalla storia dell’arte ai film di Tarzan, dai musei delle scienze ai diorama cavernicoli. Il tutto mentre gli spettatori ascoltano brani classici celeberrimi in una versione riveduta e corretta, contemporanea e a volte finanche oltraggiosa. Alternando momenti di giocosa fisicità e intensità emotiva il lavoro cattura il pubblico, vittima di un singolare processo di identificazione. Con Love Fire, Yasmeen Godder continua la sua duratura collaborazione con il drammaturgo Itzik Giuli e per la prima volta incontra l’artista visivo Yochai Matos, che contribuisce al lavoro con un'affascinante installazione di stampo totemico creata appositamente per la scena.

Il programma danza di B.motion si conclude domenica 27 agosto con due proposte internazionali. Dall'Inghilterra Rachel Krische e Oliver Bray (h 21.00 CSC Garage Nardini) e dalla Germania Public in Private (h 22.00 CSC Garage Nardini). Prevendita presso Biglietteria Operaestate in via Vendramini 35 a Bassano tel. 0424 524214 – 0424 217811. Info anche 0424 217819 e sul sito www.operaestate.it

Grande successo per la Notte Nera di Asiago

La Notte Nera è un evento che piace moltissimo, lo ha dimostrato anche quest’anno la presenza di un pubblico veramente numeroso, affezionato ad un appuntamento che è diventato ormai tipico dell’agosto asiaghese. “Contavamo molto su questa serata”, commenta l’assessore al Turismo Roberto Rigoni, “ma il successo che ha riscontrato ha superato le nostre aspettative”. Massima soddisfazione, quindi, sia per chi ha organizzato, che per chi ha partecipato alla manifestazione. Il bel tempo e il caldo degli ultimi giorni hanno permesso che tutto si svolgesse secondo il programma. I bambini hanno avuto i loro momenti di intrattenimento: con il laboratorio GiocAsiago prima, e con lo spettacolo teatrale di Jack Tessaro poi. Per gli adulti la Notte Nera è stata invece un’occasione non solo di godere delle soffuse atmosfere create dalla mancanza di illuminazione pubblica sostituita dalle candele, ma soprattutto di approfondire la conoscenza del cielo e delle stelle grazie all’incontro con gli esperti dell’Osservatorio Astrofisico dell’Università di Padova che si è svolto a Palazzo Millepini, in concomitanza con la mostra “Speculum Coeli”. E poi il gran finale, a ricordare ancora una volta l’importante ricorrenza che il nostro Paese celebra quest’anno: nei nuovissimi giardini 150 lanterne hanno brillato di luci bianche, rosse e verdi in onore dell’anniversario dell’Unità d’Italia.

mercoledì 24 agosto 2011

Straziant​e, meraviglio​sa bellezza del creato

Mostra di Giovanni Frangi a Villa Manin, Passariano di Codroipo (UD) 30 settembre - 6 novembre 2011

La citazione proposta dal titolo è pasoliniana. E perfettamente si presta alla mostra che, a cura di Giovanni Agosti, Giovanni Frangi ha ideato per le undici stanze dell'esedra orientale di Villa Manin a Passariano (dal 30 settembre al 6 novembre 2011).
Qui si da conto delle predilezioni espressive più recenti di Frangi, uno dei più significativi artisti dell'Italia di oggi.
Si ha così modo di ripercorrere - in un ordine che carica di nuovo senso anche le (poche) opere già viste in pubblico - il passaggio da raffigurazioni della realtà tramite la pittura ad altre che hanno come punto di partenza l'immagine fotografica. Senza che questo ingeneri banali contrapposizioni.
E allora. Si osservano gli esperimenti di restituzione tridimensionale di approssimazioni della natura: e qui è il Fondo del mare. Ci si solleva l'anima con sculture in gesso e in gommapiuma, distese su un prato finto. Si allarga il cuore osservando i cieli dipinti, in gara con quelli veri che bucano le finestre, quasi a porgere omaggio a quelli felici di Paolo Veronese e a quelli strappati di Giovan Battista Tiepolo. Si ammirano, come in un museo vero, i Giardini pubblici, che erano l'altra estate al MART di Rovereto. Si rende visita agli orti botanici con una serie di incisioni al carborundum, messe in carta da Corrado Albicocco: è un'occasione per chi ha perduto la prima presentazione di questi fogli alla Galleria d'Arte Moderna di Udine nel 2008. Si osservano nel cantiere interrotto dell'esedra i brandelli d'argento che si arrampicano su soffitti, pavimenti, scale e controscale. Ci si appaga davanti alle grandi tele viola, intitolate Vallemosso, con l'acqua tremolante delle risaie della Valpadana. Si scoprono nuovi esperimenti, accessibili, umani, come capita quasi sempre con le opere di Giovanni Frangi: stavolta è il turno delle Tele Nere, supporti insoliti per immagini consuete. E si approda, in un passaggio che fa epoca nella storia dell'artista, a vedere di nuovo - nei suoi quadri dell'ultima stanza - figure umane: su una spiaggia, tra le rocce. Verrà da dire, lo si può scommettere, non solo ai visitatori appassionati: "Ah, straziante, meravigliosa bellezza del creato". Proprio come facevano Totò e Ninetto alla fine di Che cosa sono le nuvole? di Pier Paolo Pasolini.

Info: www.villamanin-eventi.it

Festival NoDalMolin per i Beni Comuni

A Vicenza dal 26 agosto all'11 settembre 2011 Park Farini

Si apre il 26 agosto il Festival NoDalMolin per i Beni Comuni che, per sedici giorni, proporrà concerti, spettacoli teatrali, tanti dibattiti, buona cucina e uno spazio di socialità e partecipazione.

Tante le novità della 5^ edizione del Festival, a partire dal percorso che ha accompagnato la sua organizzazione riunendo, sotto i tendoni del Presidio Permanente, decine e decine di persone in rappresentanza dei comitati territoriali provinciali, associazioni, Fiom, gruppi d’acquisto solidale, ecc.

Il programma completo del festival su www.nodalmolin.it/spip.php?article1358#oggi

Tutte le info su: www.nodalmolin.it

Il Festival 2011 si svolgerà presso il Park Farini, in Via Farini, zona Mercato Nuovo, di fianco ai Vigili del Fuoco e di fronte all’ingresso del Parco delle Fornaci (dove si è svolto il Festival dell’anno scorso)

martedì 23 agosto 2011

Canoa: Josefa Idem conquista Londra 2012

di Francesca Monti

Intramontabile, eterna, semplicemente unica, Josefa Idem ha compiuto un’altra impresa, conquistando il pass per le Olimpiadi di Londra 2012, grazie al settimo posto nella finale Mondiale del K1 500m, a Szeged, in Ungheria. Quella londinese sarà l’ottava Olimpiade della sua strepitosa carriera, durante la quale ha conquistato oltre 50 medaglie, vincendo l’oro olimpico nella K1 500 a Sydney 2000. A Pechino, nel 2008, la Idem si è classificata al secondo posto nella stessa specialità, mancando l’oro per pochi millesimi. La sua avventura a cinque cerchi è iniziata a Los Angeles 1984, ora ventisette anni dopo, all’età di 47 anni, Josefa, mamma di due ragazzi, Jonas e Janek, è pronta per vivere un’altra Olimpiade da protagonista. Sì perché come ha dichiarato la stessa campionessa azzurra andrà in terra inglese per puntare alla vittoria di una nuova medaglia. La Idem è un esempio per tutti gli sportivi e non, perché è un’atleta che mette sempre il cuore, la grinta e la passione in ogni gara, conciliando l’amore per la canoa, con la vita familiare. Forza grande Josefa, Londra ti aspetta per vivere nuove emozioni e un’altra avventura da protagonista!

Come e quando è nata la tua passione per la canoa?

“Nel 1976, a Herringen, frazione di Hamm in Westfalia. Ho seguito mia sorella che a sua volta ha seguito una promozione fatta coi volantini nella sua scuola. All'inizio cadevo sempre in acqua, ma una volta che imparai a reggermi dimostrai subito di saper fare scorrere la barca. Dicevano che avevo classe ed eccomi ancora qua”.

Qual è la vittoria che ti ha regalato maggiore emozione?

“Quella di Sydney. Lì, nel 2000, ho vinto le Olimpiadi, in una giornata proibitiva per noi canoisti. tirava un vento forza nove e le gare furono rinviate per sei ore. Non potendo spostarle al giorno dopo - era l'ultimo giorno dei Giochi - dovemmo disputarle in quelle condizioni. Ma come si dice: quando il gioco si fa duro...”.

Sei una grandissima campionessa, ma anche mamma di due bimbi, è la dimostrazione che una donna può continuare a praticare sport ad altissimi livelli anche avendo una famiglia, come riesci a conciliare la sfera sportiva e quella familiare?

“Come tutte le mamme che lavorano. In più ho la fortuna di poter contare su un esercito di familiari che mi supportano, fortuna che non capita a tutte le mamme lavoratrici”.

Sei impegnata nel sociale come testimonial dell´AISM, di "Acqua è vita" e della campagna per la donazione degli organi, ma anche membro della commissione scientifica per la vigilanza e il controllo sul doping, com´è nata la sua collaborazione con queste associazioni? Pensi che si riuscirà a sconfiggere il problema del doping e tornare ad uno sport pulito e leale?

“Collaboro con queste associazioni perché mi piace dare il mio contributo. Noi atleti siamo delle persone molto fortunate e poter dare un piccolo aiuto in campo sociale è, a mio avviso, il minimo che possiamo fare, per ricambiare qualcosa.Per quanto riguarda il doping purtroppo penso che il problema non sarà mai sconfitto. La ricerca di nuove sostanze e di metodi per mascherarle sarà sempre qualche passo avanti rispetto all'antidoping, anche perché ci sono troppi fattori economici che entrano in campo. Tuttavia penso che si possa arginare il problema, per esempio cominciando dai giovani, educandoli, in modo che apprezzino di più la prestazione autentica. Eppoi è necessario fare capire a tutti i potenziali utenti che il doping fa male alla salute - in quanti sono consapevoli delle conseguenze!?! - visto che di vite ne abbiamo una sola”.

4^ Festa Bella Ciao: Partigiani sempre!

Riceviamo e pubblichiamo:

In occasione del 67° anniversario del rastrellamento nazi-fascista sul Cansiglio del settembre 1944, per ricordare e commemorare le vittime e per riflettere sul nostro presente
4a FESTA BELLA CIAO
9-11-14 settembre 2011

COSTITUZIONE TOUR
Ricky Bizzarro e Daniele Ceschin 9 settembre 2011 ore 21
Sotto la Loggia di Ceneda - Museo della Battaglia
Piazza Giovanni Paolo I Vittorio Veneto
“Le parole della Costituzione” è una piccola antologia ragionata degli interventi fatti dai "Padri costituenti" nel 1947, durante la discussione del testo costituzionale nell'Assemblea plenaria, con introduzione e commento dello storico Daniele Ceschin. Il libro è stato pubblicato ad aprile 2011, a cura dell'Arci di Treviso, presso l'editore Piazza di Silea. Il libro è diventato uno spettacolo condotto dal curatore del volume, e dal musicista e scrittore Ricky Bizzarro, con interventi, letture, dialoghi e canzoni sui temi dei diritti e doveri costituzionali, quali: l'uguaglianza dei cittadini, il ruolo delle donne, la laicità dello Stato, il rifiuto della guerra e il diritto d'asilo, l'antifascismo, la libertà di stampa, la scuola pubblica, i diritti del lavoro, il federalismo, l'indipendenza della magistratura.

INDIFFERENTI MAI, PARTIGIANI SEMPRE!
11 settembre 2011 dalle ore 9:30 in Pian Cansiglio
Commemorazione Ufficiale del rastrellamento del settembre 1944
La commemorazione ufficiale del rastrellamento nazi-fascista sul Cansiglio del settembre 1944 è un evento che vive nella nostra contemporaneità, non una stanca celebrazione di fatti del passato. Non a caso l’Anpi è anche dei giovani adesso: “Da quando, dal congresso del 2006, aprimmo le iscrizioni a quanti non avevano combattuto: prima arrivarono persone di mezza età, poi arrivarono i ragazzi. Per noi si poneva una questione, amara in un certo senso, di ricambio generazionale, per loro, per quei ragazzi, l’Anpi era il luogo di una storia antifascista che doveva continuare perché crediamo ancora nel Paese che sognavamo”. Prof. Carlo Smuraglia, Presidente Nazionale ANPI (che terrà l’orazione ufficiale).
La cerimonia prevede un corteo in Pian Cansiglio fino al monumento ai caduti, gli interventi delle Autorità, il saluto del Sindaco di Vittorio Veneto e l’orazione ufficiale. Al termine il tradizionale pranzo conviviale in Pian Cansiglio.

ANGELI, RIBELLI … E PARTIGIANI
11 settembre 2011 dalle ore 14:30 in Pian Cansiglio (capannone)
Incontro concerto con Alberto Cantone
Alberto Cantone tiene stabilmente da anni concerti sia nei teatri e nelle piazze con grandi formazioni sia in dimensione acustica e più raccolta. I suoi concerti sono prevalentemente destinati per intensità e intimità dell'atmosfera, a teatri, associazioni culturali e piccoli club, secondo un progetto della diffusione musicale quasi "porta a porta".
L’incontro-concerto è una sorta di lettura degli eventi su basi musicali con i racconti dei nostri partigiani. I musicisti che accompagnano Alberto sono: Stefano Maroelli (chitarra), Nicola Casellato (violino), Iseo Pin (batteria) e Sandro Gentile (percussioni)

REGOLE, SOCIETÀ, PERSONA
Incontro con Gherardo Colombo 14 settembre 2011 ore 21
Aula Magna Collegio Dante Alighieri
Via Nicolò Tommaseo n. 10 Vittorio Veneto
Gherardo Colombo da tempo incontra moltissime persone in tutta Italia per proporre la sua riflessione sulla cultura della giustizia e sul senso profondo delle regole. Senza rispetto delle regole, infatti, non potremmo vivere in società. Ma senza una discussione pubblica sulle ragioni delle regole, la vita in società non saprebbe proiettarsi verso il futuro, né riuscirebbe a immaginare forme migliori di convivenza. E’ per questo che la discussione sulle regole coinvolge anche i modelli di società a cui le regole si ispirano. Modelli verticali, basati sulla gerarchia e la competizione. E modelli orizzontali, più rispettosi della persona e orientati al riconoscimento dell’altro. Una strada, quest’ultima, tracciata proprio oltre sessant’an-ni fa dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e dalla Costituzione italiana.

B.Motion con i finalisti di "The place prize"

Giovedì 26 agosto terza giornata per B.motion, il segmento di Operaestate Festival Veneto dedicato alla danza e al teatro contemporaneo. L’innovativo programma proposto dalla Città di Bassano del Grappa con la Regione del Veneto ospita per la prima volta i quattro finalisti di THE PLACE PRIZE prestigioso premio per la nuova danza anglosassone. Si tratta di Buscarini-Camiloti-De La Fe (h 21 Teatro Remondini), Eva Recacha (h 21.20 Teatro Remondini) i vincitori Lost Dog (h 22.15 CSC Garage Nardini) e Requardt - Opoku Addaie (h 22.35 CSC Garage Nardini) tutti in prima nazionale.

B.motion ospita dunque il più importante concorso coreografico del Regno Unito. Promosso dal centro coreografico The Place con cadenza biennale, premia il meglio della danza contemporanea professionale britannica grazie ad un attento lavoro che, dall’invio delle proposte alla fase finale dura ben 16 mesi, per quest'ultima edizione da gennaio 2010 ad aprile 2011.

Lo spagnolo Antonio De La Fe la brasiliana Mariana Camiloti e l'italiano Riccardo Buscarini si sono conosciuti frequentando la London Contemporary Dance School. Dalla loro intesa umana e artistica ha preso vita “Cameo”, un elegante trio dalle atmosfere vagamente noir. In scena sfilano personaggi dai profili sinistri, che intrecciano misteriose relazioni rese da rigorose geometrie di movimento attraverso lo spazio scenico. Tra suoni che sottolineano la suspence e tagli di luce fortemente cinematografici, il climax rimanda alle inconfondibili pellicole in bianco e nero firmate da Alfred Hitchcock.

Seconda finalista Eva Recacha realizza coreografie che portano sul palco momenti di vita ordinaria evidenziando gli aspetti più surreali e assurdi della nostra routine, attraverso una sua personale interpretazione che mischia sapientemente differenti codici linguistici. E’ il caso di “Begin to begin: a piece about dead ends”, una sorta di rima in movimento, in cui i tre interpreti scelgono di fare il gioco della morte. Una commedia dell'assurdo ironica e irriverente per affrontare uno dei tabù del nostro tempo. Sulle note della ballata tradizionale inglese “Michael Finnegan”, i performer mettono in scena un rituale funebre allegramente insolente, dove l’idea di mortalità è affrontata in modo profondo, a tratti toccante, ma mai triste o drammatico. Un tentativo di esorcizzare il costante stato di provvisorietà nel quale viviamo, imparando a riderci sopra.

Vincitori di “The Place Prize 2011” i Lost Dog in “It needs horses” offrono un esilarante ritratto di due sgangherati artisti, espressioni di un mondo di memorie circensi che ormai non c’è più. Abbandonati sulla scena e legati da un rapporto di reciproca dipendenza, i due protagonisti indagano gli spazi più reconditi dell’abiezione umana. Ma lo fanno con leggerezza e ironia in uno spettacolo sospeso tra il divertimento più feroce e la malinconia per un tempo ormai irrimediabilmente perduto. Splendidamente interpretato da Anna Finkel e Christopher Evans, perfetti nel rendere lo stato di inadeguatezza che il lavoro richiede, lo spettacolo è coroegrafato da Ben Duke and Raquel Meseguer fondatori nel 2004 della compagnia Lost Dog.

Ultimo lavoro di The Place Prize “Fidelity Project” è l’evoluzione di un incontro avvenuto tra Freddie Opoku-Addaie e Frauke Requardt nell'ambito di Choreoroam 2009. E’ lo sviluppo in danza di una relazione privata in cui i performer costruiscono in una frazione di secondo, complesse composizioni basate su congetture, fiducia e le rispettive memorie di pregressi approcci fisici. I due coreografi vestono i panni di una coppia in stato d’assedio: lei con la sua fisicità robustamente tedesca, lui slanciato e scattante con la tipica gentilezza angloafricana. Un duello fisico ed emotivo perfettamente sintetizzato nella sequenza in cui lei lo mette a terra prima di voltare le spalle con un ambiguo ghigno sarcastico... dopo tutto è solo il dolore l'elemento che, nonostante le diversità, fa da collante a molti rapporti.

Il programma di B.motion prosegue venerdì 26 agosto con l'israeliana Iris Erez in prima nazionale (h 21 CSC Garage Nardini) e il vincitore del premio “Prospettiva Danza” Riccardo Buscarini (h 22.00 Chiesa san Bonaventura). Info prevendita presso Biglietteria Operaestate in via Vendramini 35 a Bassano tel. 0424 524214 - 0424 217811. Info anche 0424 217819 e sul sito www.operaestate.it

lunedì 22 agosto 2011

Sona Sound Coast to Coast Festival

Tre giorni di concerti con Alligator Nail, Acoustic Duo e Carry On

Verona - Ultimi appuntamenti per la rassegna Sona Estate, che porta il teatro e la musica nelle ville e nelle corti di Sona, S.Giorgio in Salici, Palazzolo e Lugagnano. Il cartellone, organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Sona in collaborazione con il Teatro Impiria per la direzione artistica di Andrea Castelletti, presenta per questa sua sedicesima edizione una interessante novità, il “Sona Sound”, un festival di tre giorni di musica rock-folk d’autore. Quest’anno, che vuole essere il primo di una lunga serie, si segue un filo immaginario che ci porta “coast to coast” attraverso il continente musicale americano del secolo scorso.

Tre giorni di concerti ad ingresso gratuito con stand di birra e panini nel parco di Villa Romani Trevisani (Piazza Roma, nel centro di Sona) con inizio ore 21.00 “Sona Sound - Coast to Coast Festival”, un viaggio musicale che da est a ovest attraversa l’America degli anni ruggenti del rock d’autore con tre band di eccezione. Martedì 23 agosto gli Alligator Nail e la loro musica del Missisipi and the East, mercoledì 24 l’Acoustic Duo con il sound delle città centrali e giovedì 25 le sonorità della West Coast con i Carry On ed il loro tributo acustico a Crosby, Stills, Nash & Young.

Ad aprire la kermesse sono gli Alligator Nail, cinque musicisti già da diversi anni appartenenti al panorama Blues del Nord Italia, che propongono un repertorio ricercato nel Blues delle radici, quello che da New Orleans si è espanso su per la east coast sino a New York. Originali gli arrangiamenti dovuti al caratteristico suono di strumenti acustici, da idee a tratti ironiche, dalla presenza di bizzarri strumenti ritmici e divertenti festosi momenti corali. Un concerto-spettacolo dedicato all'essenzialità dei suoni, rispettoso della tradizione, la cui missione è di infondere il gran senso di umanità proprio della musica afroamericana, la gioia, la speranza e il coraggio del cuore nero.

All’Acoustic Duo di Stefano Bersan e Antonio Canteri spetta invece esplorare le musicalità delle zone centrali degli Stati Uniti, facendo fulcro sul loro vastissimo repertorio collezionato in tutti questi anni di attività e ricerca. Stefano Bersan e Antonio Canteri, dopo un percorso ultradecennale sulle tracce del rythm and blues più autentico, approdano alle suggestive lande della musica folk. Ricerca e sperimentazione di nuove sonorità e forme di espressività musicali, sono alla base della loro fantasiosità degli arrangiamenti e imprevedibilità nell’uso della strumentazione. Il Duo vanta collaborazioni con artisti di livello internazionale ed ha all’attivo centinaia di concerti in tutta Italia con puntate oltre frontiera e partecipazioni a rassegne di rilievo.

E con l’ultimo giorno si giunge alle sonorità della West Coast in un tributo acustico di rara finezza con i Carry On, compagine formata da tre musicisti di pregio eccezionalmente riuniti: Teo Ederle, Francesco Palmas a Antonio Canteri. Un progetto quello dei Carry On nato nel 2008 con l’obiettivo di riproporre nella maniera più fedele possibile il repertorio dei primi concerti del leggendario quartetto Crosby, Stills, Nash & Young, a cui Canteri, Ederle e Palmas sono appassionati fin da ragazzi. Crosby, Stills, Nash e Young rivoluzionarono e diedero continuità alla musica folk americana. Un vero e proprio supergruppo che spopolò in America e nel mondo negli anni della contestazione giovanile del ’68.

Per informazioni: Biblioteca di Sona 0456091287 biblioteca@comune.sona.vr.it

domenica 21 agosto 2011

B.Motion: Progetto Choreoroam Europe

Martedì 23 agosto alle ore 15.00 al CSC Garage Nardini di Bassano: presentazione del progetto internazionale Choreoroam Europe e del processo di ricerca dei nove coreografi partecipanti

Choreoroam è un progetto internazionale di ricerca per coreografi, ideato da Operaestate Festival Veneto/CSC con The Place di Londra e Dansateliers di Rotterdam. Ha avuto la sua prima edizione nel 2008, quando è stato acquisito da British Council come progetto pilota nel Creative Network Program. Nel 2009 la rete dei soggetti partecipanti si è allegata ad altri centri europei: Zagreb Dance Centre e Paso à Dos di Madrid. Il progetto ha avuto per il 2011/2012 il sostegno del Programma Cultura 2007-2013 dell’Unione Europea, con il Comune di Bassano in qualità di soggetto capofila.

Lo scopo di Choreoroam Europe è di sollecitare la costruzione di comunità artistiche internazionali nell’ambito della danza contemporanea, e stimolare l’emergere di talenti attraverso il dialogo, il confronto e l’interazione con altre forme d’arte anche fuori dai rispettivi paesi di provenienza.

Il progetto mette insieme nel 2011, 9 coreografi provenienti da Croazia, Italia, Regno Unito, Spagna, Paesi Bassi, impegnandoli in workshop, seminari di ricerca, presentazioni dei loro lavori, dibattiti ed incontri con la scena artistica dei paesi coinvolti. Il tutto attraverso una densa e unica collaborazione fra i 5 partner europei che mettono in campo e condividono le rispettive competenze ed esperienze, creando una vera rete di dialogo e scambio intellettuale. Fornendo tali opportunità Choreoroam Europe si propone di accrescere lo sviluppo professionale e culturale degli artisti coinvolti, fornendo loro l’opportunità di impegnarsi in altri paesi con coreografi, mentori e ricercatori del processo creativo. Il progetto mira anche a consentire una virtuosa ricaduta sulle scene locali dell’esperienza realizzata con il progetto europeo, diffondendo buone prassi e azioni innovative nell’ambito della produzione e della creazione artistica.

I partner attualmente coinvolti sono: . CSC Comune di Bassano del Grappa, The Place di Londra, Dansateliers di Rotterdam, Paso a-2/Certamen Coreogràfico de Madrid, Zagreb Dance Center.
I coreografi coinvolti nell’edizione 2011 sono Marco D’Agostin (IT), Alessandro Sciarroni (IT), Janet Novas Rodriguez (ES), Pablo Esbert Lilienfeld (ES), Marjana Krajac (HR),Giulio D’Anna (NL), Susan Barbara Gilson (NL), Deborah Light (UK), Moreno Solinas (UK), con loro seguono il percorso giovani scrittori e artisti visivi che documenteranno il processo di creazione, in Italia saranno accompagnati da Giulia Galvan. Durante tutte le residenze il gruppo internazionale dei partecipanti è seguito da Rosemary Butcher, coreografa inglese che guida gli artisti nell’articolato percorso internazionale.

La presentazione dei progetti creati nella prima residenza realizzata a Bassano del Grappa è ad ingresso libero.

sabato 20 agosto 2011

"Colori e Sapori" fa tappa a Recoaro Terme

Recoaro Terme - Domenica 21 agosto a Recoaro Terme fa tappa “Colori e Sapori”, la mostra-mercato dedicata ai prodotti biologici, naturali e tipici. Variopinti e succulenti banchetti saranno i principali protagonisti nella centrale piazza Dolomiti, proprio davanti alla chiesa del paese che stregò anche il più grande filosofo occidentale di tutti i tempi, il tedesco Friedrich Nietzsche, che a Recoaro soggiornò e scrisse. La manifestazione, itinerante da anni riscuote notevole successo anche a Vicenza e in altri comuni vicentini attirando molte persone interessate ad assaggiare e gustare le delizie provenienti dalle diverse regioni italiane che propongono i loro prodotti tipici. Ma protagonista del mercatino non sarà solo il food, perché tra i prodotti naturali in vendita ci saranno anche saponi, creme, tessuti, articoli in pelle, collane e giocattoli in legno. “Vogliamo - dice il Vice Sindaco Franca Celli che ha promosso l’iniziativa tramite l’assessorato al turismo- continuare a offrire ai nostri cittadini e a chi viene a trascorrere la domenica nella nostra splendida conca verde, iniziative e manifestazioni che possano rilanciare il nostro territorio”. Fin dalle 9 del mattino (chiusura intorno alle 19), espositori provenienti da tutto il Veneto e da fuori regione, animeranno la piazza con i loro prodotti biologici, naturali e tipici. “In questa seconda edizione saranno quasi 30 gli espositori - dichiara l’ideatore Riccardo Solfo presidente dell’Associazione “Vivere il Centro”, che ha come scopo il rilancio dei centri storici in difficoltà. Non possiamo che aiutare tutte le amministrazioni che governano paesi che si svuotano come questo. E’ un peccato perché il posto è meraviglioso e noi vicentini dovremmo ricordarcelo. Recoaro Terme, come del resto Vicenza, non va lasciata morire”.

CONSIGLI LIBRARI N.81

Serenissime campagne. Terre, contadini, paesaggi nella Terraferma veneta
Gasparini Danilo
€ 20,00
2011, 564 p.
Cierre Edizioni (collana Nord est)

I paesaggi agrari della Terraferma veneta si arricchiscono, lungo i secoli, di nuove colture e di nuovi modelli produttivi; i segni del passato trovano spazio in modo talvolta conflittuale in un incessante e continuo adattamento, perché ai margini della campagna, separate ideologicamente ma non commercialmente, premono le città e soprattutto Venezia, la “serenissima” Dominante. L’autore ha cercato di trovare e restituire i segni dei mutamenti avvenuti attraverso una ricerca nelle campagne venete durata quasi un quarto di secolo.

Una lunga estate calda. La Resistenza nel Polesine
Bedeschi Gino
€ 20,00
2011, 246 p., brossura
Ass. Culturale Minelliana (collana Polesine contemporaneo)

"Dopo più di sessant’anni - osserva l’autore - mancava ancora una valutazione complessiva della resistenza polesana, nonostante le numerose opere realizzate, alcune solo una narrazione dei fatti altre riferite ad aree limitate del Polesine”. “Per la prima volta - ricorda Gino Bedeschi - è stato possibile consultare integralmente le relazioni della questura di Rovigo dal 1943 al 1945 conservate all’Archivio centrale di Stato a Roma, ed i notiziari giornalieri della Guardia nazionale repubblicana”. Il testo si fregia della presentazione di Luciano Casali, docente ordinario di Storia contemporanea presso la facoltà di Lettere e Filosofia di Bologna.

Rovigo e Delta del Po. Cinema e gastronomia
€ 9,90
2011, 128 p., ill., brossura
Touring (collana Itinerari)

Escursioni, sport, divertimenti, enogastronomia, arte e cultura. Un insolito viaggio per scoprire le scenografie d'ambiente sulle strade d'argine, l'universo terracqueo delle vie delle valli, l'illustre passato dei centri urbani, antichi casoni e corti agricole, un mondo di intensa suggestione che è stato protagonista del grande cinema italiano. Il Delta del Po offre lo spettacolo del Grande Fiume che va incontro al mare, ambiente senza confini dove solo gli uccelli possono dirsi padroni. Attorno alla Sacca degli Scardovari si dispiegano i paesaggi più forti del Delta, d'essenziale chiaroscuro, prediletti dai registi del neorealismo: monumenti naturali, dune fossili, memorie storiche e una gastronomia di mare indimenticabile. Il cinema spesso s'appassiona alle storie di frontiera e il caso di Scano Boa, all'estremo limite del Delta, ne offre una di straordinaria intensità in chiave polesana.


*descrizioni dalla quarta di copertina

Diego Dalla Palma: un’esperienza unica ed indimenticabile in Valbrenta con l’Ivan Team

Diego Dalla Palma è uno degli image consultant più accreditati al mondo. Costumista e scenografo teatrale, truccatore, scrittore e singolare opinion leader, consultato ed apprezzato dai media più autorevoli, è stato soprannominato dal New York Times "il profeta del make up made in Italy".

Pur essendo originario di Enego, in provincia di Vicenza, Diego non conosceva il fiume Brenta e la sua valle, che ieri ha invece avuto modo di apprezzare fin nel profondo e da un insolito punto di vista: quello del fiume... dal suo interno.

Una discesa di rafting con Ivan Pontarollo, fondatore e leader dell’Ivan Team, il Centro di Sport Fluviali più prestigioso in Italia per storia, organizzazione, efficienza e sicurezza, con la simpatica compagnia di Romano Cornale, noto ristoratore della zona.

Estremamente coinvolto dalla bellezza del territorio, colpito dalla passione e professionalità di Ivan, incantato dai colori e dal silenzio del fiume, rotto solo dalla musica dell’acqua che scorre e del vento tra i pioppi, Diego racconta: “Questa avventura ha scatenato in me infantilismo, coraggio e fatalismo”. (c.s.)

venerdì 19 agosto 2011

Salviamo il Polesine

Il decreto di stabilità finanziaria approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 12 agosto ha deciso la cancellazione delle province con meno di 300.000 abitanti e con una superficie inferiore a 3.000 km/q. Nella mannaia del governo, insieme ad altre ventotto, è finita la provincia di Rovigo con il suo territorio di 1790 km/q e 248.000 abitanti. In un primo tempo si parlava anche della provincia di Belluno, ma poi a sorpresa è spuntata la clausola salvifica dell’estensione geografica. Qualcuno ha parlato dell’intervento di una “manina” non tanto disinteressata per salvare le province a guida leghista. In questo modo continua l’operazione di umiliazione del Polesine, intrapresa da Lega e Pdl. Dopo gli sfregi ambientali del terminal-gasiero di Porto Levante, del progetto di riconversione a carbone della centrale Enel di Polesine Camerini e della minaccia delle trivelle texane a caccia di petrolio, adesso si vuole dare il colpo di grazia ad un territorio già poco considerato e spartire il bottino tra le province di: Verona, Padova e Venezia. Alla faccia delle identità da salvaguardare. Se questa sciagurata ipotesi si dovesse verificare Rovigo perderebbe anche la prefettura, la questura e cosa ancor più grave, i tre ospedali della provincia (Rovigo, Adria e Trecenta) verrebbero declassati, come ha denunciato il presidente dell’Ordine dei Medici di Rovigo Francesco Noce. Per fare il punto della situazione è stato convocato un Consiglio Provinciale straordinario allargato a tutte le parti sociali e alla cittadinanza per il 26 agosto presso la Sala Rigolin del Censer a partire dalle ore 9.30. Visitando il portale della provincia di Rovigo è possibile aderire all'appello “Salviamo il Polesine”. O si eliminano tutte le province o nessuna!