Dal nostro inviato a Venezia Tobia Zerbato
Al via la 68^ edizione del Festival del Cinema di Venezia, quella che dovrebbe essere l’ultima per il direttore Marco Mueller, tuttavia alcune ipotesi non escludono qualche novità futura, come un possibile rinnovo del contratto. Anche quest’anno, con rammarico, lo scenario che si presenta a chi approda al lido è lo stesso dell’anno precedente: un “eterno” cantiere di lavori in corso dov’era previsto sorgere il nuovo palazzo del cinema. Al suo posto un bacino di amianto che ha costretto allo stop dei lavori e al ridimensionamento del progetto iniziale. A questo si aggiungono i consueti lavori d’approntamento delle strutture per pubblico e accreditati, che anche nel giorno d’apertura della mostra non agevolano sicuramente negli spostamenti da una sala all’altra. Un allestire che, come da esperienza degli ultimi anni, pecca in organizzazione e logistica, ma che presenta lo stesso qualche “novità” come il rifacimento della sala grande (con l’inconsistente aumento di posti da 1017 a 1032): un restauro non certo attraente nella scelta dei tessuti che ricoprono le poltrone, una nuova pavimentazione e uno schermo più grande promettono uno standard di qualità audio/video maggiori. Sicuramente vantaggioso è il servizio di WI-FI gratuito messo a disposizione di pubblico e accreditati nelle zone della mostra che permette ai giornalisti di lavorare autonomamente evitando le lunghe attese per entrare nella gremita sala stampa. Altri servizi ed agevolazioni come riduzioni sui biglietti per chi arriva alla mostra in treno e corse notturne gratuite per gli accreditati, vanno ad aggiungersi alle novità di cui sopra. Citiamo infine la “riqualificazione del Lion’s Bar”, uno degli spazi storici della mostra. A questo link un video dove il presidente della Biennale Paolo Baratta presenta i nuovi spazi della 68 Mostra: www.youtube.com/watch?v=eCdmc7gcMZ4
Anche quest’anno il “Popolo Veneto” si “trasferisce” alla mostra del cinema per visionare i principali titoli che compongono il concorso ufficiale, ma non solo. Un programma allettante quello di quest’anno, che nei prossimi giorni, fino al 10 Settembre, andremo a vagliare ricercando i film maggiormente meritevoli, chiedendovi di acconsentire a chi scrive la più totale e genuina accezione del termine di cui sopra, in stretto rapporto alla soggettività della settima arte. Non mancheremo di lodare i meritevoli dunque e di sconsigliare chi non vale “il prezzo del biglietto”, con l’intento di fornire al lettore un “taccuino degli appunti” che potrà dare ben più di una coordinata allo spettatore che nei prossimi mesi frequenterà le sale italiane per visionare alcuni dei titoli presentati in questi giorni alla mostra.
Tornano al programma ufficiale: l’unica cosa certa in queste prime ore è che, sulla carta, molti titoli si preannunciano interessanti anche se ad attrarre non sono certo gli italiani in concorso: Emanuele Crialese, Cristina Comencini, Gian Alfonso Pacinotti. Ovviamente la speranza è quella di ricredersi in seguito alle proiezioni dei loro film. Ad invogliare pubblico e accreditati, noncuranti di lunghe attese sotto il sole, sono i più rinomati registi come Polanski-Cronenberg-Friedkin-To, sono solo alcuni tra quelli che presenteranno i loro nuovi lavori, tutti in prima mondiale. Quest’anno, infatti, tutti i lungometraggi nelle sezioni ufficiali sono proposti in prima visione mondiale, cosa che non accadeva dal dopoguerra. Non mancheranno i vip, in un’interminabile parata di abiti costosi e quant’altro l’essere “glamour” richieda a chi percorre il red carpet. Madrina d’eccezione della mostra è Vittoria Puccini, attrice emergente della nuova generazione, a lei il compito di presenziare alla cerimonia d’apertura e di condurre la serata di chiusura con la consegna dei premi ufficiali.
VENEZIA 68 The Ides of March di George Clooney - Usa, 98'
Ryan Gosling, George Clooney, Philip Seymour Hoffman, Paul Giamatti, Marisa Tomei, Evan Rachel Wood
Sinossi
The Ides of March racconta gli ultimi frenetici giorni della corsa per le primarie in Ohio, in cui un giovane addetto stampa viene coinvolto in uno scandalo politico che minaccia di compromettere la campagna elettorale, e finisce invischiato in una rete di intrighi, pericolose manipolazioni di veterani della casta e sedotto da una stagista. Il film è un’intensa storia di sesso, ambizione, lealtà, tradimento e vendetta, ambientato nel contesto del potere e della politica del mondo di oggi.
Una schiera ben assortita di attori famosi e capaci, una regia equilibrata e funzionale, eventi narrati in modo efficace ed almeno una manciata di dialoghi davvero azzeccati…l’ultimo film di Clooney non ha assolutamente nulla che non va, ma non possiamo e non vogliamo definirlo un capolavoro. E’ (solamente) un buon film, in linea con le capacità registiche del “nostro” che negli ultimi lavori/ruoli ama addentrarsi nei meandri della politica, riportando a galla sporche verità e ferite profonde riportate nell’animo degli uomini coinvolti in questo sistema. Indubbiamente anche sorretto dal sopraccitato cast di tutto rispetto, il film svolge degnamente il suo compito e, anche se di tanto in tanto s’avvicina al filone della prevedibilità, l’attenzione dello spettatore alle vicende rimane costantemente alta.
Applausi contenuti al termine dell’odierna anteprima per la stampa.
Data d’uscita nei cinema italiani: 13 Gennaio 2012
Il trailer del film: www.youtube.com/watch?v=rHi_w1nFPMc
PRE-APERTURA VENEZIA 68 Box Office 3D - Il film dei film di Ezio Greggio
A dodici anni di distanza dal precedente “Svitati”, Ezio Greggio s’imbarca in questa nuova scommessa tecnologica con Box office 3D, ma il risultato non è dei più entusiasmanti. La pellicola si propone come una serie di parodie dei più famosi film che conosciamo: Il Signore degli Anelli, Avatar, Il Codice da Vinci, The Fast and the Furious, il Gladiatore, Harry Potter e Twilight. Tutte pellicole che, nel corso degli anni, hanno dato seguito ad una massiccia dose di sequels, in nome di un core-business cinematografico dedito all’incasso facile. Se alcuni dei sopraccitati sequels non brillano certo per originalità e qualità, è altresì vero che il film di Greggio non è certo migliore, anzi. Paradossalmente credo che, generalmente parlando, uno qualunque dei tanto sbeffeggiati sequels della parodia di Greggio, sia migliore del suo film. Le risate sono ben poche, i dialoghi mostrano limiti innegabili, per un film che lascia perlopiù indifferenti. E’il primo film italiano interamente in 3D, ma è davvero tutto qua. Rimaniamo ora in attesa della risposta del pubblico che si pronuncerà con sonore risate o frequenti sbadigli a partire dal 9 Settembre, alla modica cifra delle proiezioni 3D.
Data d’uscita nel cinema italiani: 9 Settembre 2011
Il trailer del film: www.youtube.com/watch?v=hyCFjN2WFMo
(Sinossi e crediti sono a cura della Biennale)










Il Veneto di Hemingway. Catalogo della mostra (Venezia, 2 aprile-15 maggio 2011). Ediz. italiana e inglese
Andare avanti guardando indietro











Una lunga estate calda. La Resistenza nel Polesine
Rovigo e Delta del Po. Cinema e gastronomia

Il decreto di stabilità finanziaria approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 12 agosto ha deciso la cancellazione delle province con meno di 300.000 abitanti e con una superficie inferiore a 3.000 km/q. Nella mannaia del governo, insieme ad altre ventotto, è finita la provincia di Rovigo con il suo territorio di 1790 km/q e 248.000 abitanti. In un primo tempo si parlava anche della provincia di Belluno, ma poi a sorpresa è spuntata la clausola salvifica dell’estensione geografica. Qualcuno ha parlato dell’intervento di una “manina” non tanto disinteressata per salvare le province a guida leghista. In questo modo continua l’operazione di umiliazione del Polesine, intrapresa da Lega e Pdl. Dopo gli sfregi ambientali del terminal-gasiero di Porto Levante, del progetto di riconversione a carbone della centrale Enel di Polesine Camerini e della minaccia delle trivelle texane a caccia di petrolio, adesso si vuole dare il colpo di grazia ad un territorio già poco considerato e spartire il bottino tra le province di: Verona, Padova e Venezia. Alla faccia delle identità da salvaguardare. Se questa sciagurata ipotesi si dovesse verificare Rovigo perderebbe anche la prefettura, la questura e cosa ancor più grave, i tre ospedali della provincia (Rovigo, Adria e Trecenta) verrebbero declassati, come ha denunciato il presidente dell’Ordine dei Medici di Rovigo Francesco Noce. Per fare il punto della situazione è stato convocato un Consiglio Provinciale straordinario allargato a tutte le parti sociali e alla cittadinanza per il 26 agosto presso la Sala Rigolin del Censer a partire dalle ore 9.30.

























