venerdì 30 settembre 2011

Firma la petizione: "Primarie a Padova, per una discussione partecipata sulle regole"

Riceviamo e pubblichiamo:

Il Partito Democratico si è aperto fin dall’inizio a un nuovo elettorato, al quale ha chiesto non solo il consenso a un progetto politico, ma la partecipazione attiva alla selezione della sua classe dirigente attraverso il meccanismo delle primarie. Le primarie costituiscono dunque una ragione di fondo dell’esistenza del PD, senza le quali anche il suo progetto politico non sarebbe più lo stesso.

Le primarie sono state momenti di grande partecipazione, anche di non iscritti, che hanno caratterizzato i momenti più alti di costruzione del consenso intorno alla proposta politica del PD. L’ultimo congresso del PD, che ha portato all’elezione alla segreteria di Pierluigi Bersani e alla collaborazione leale degli altri contendenti alla leadership del partito, ha dimostrato l’efficacia di questo metodo, così come l’hanno dimostrato le ultime elezioni amministrative, in situazioni molto diverse, da Milano a Torino, da Bologna a Cagliari.

Il bisogno di partecipare alle scelte è fortemente sentito dalle persone nel nostro Paese. Per questo mai come ora è fondamentale coinvolgere la base del Partito in luoghi e momenti in cui potersi confrontare discutere e incidere sui meccanismi di rappresentatività e di selezione dei propri rappresentanti.

Davanti a noi abbiamo una serie di scadenze elettorali - amministrative e politiche - che rendono fondamentale la costruzione di un consenso il più ampio e diffuso possibile intorno alle proposte del PD e a coloro che dovranno rappresentarle. Ma mancano ancora le regole che dovranno definire come arrivare alle primarie, e in che modo celebrarle.

Per questo chiediamo che la definizione delle procedure e delle regole delle primarie siano processi aperti e partecipati.

Al Segretario provinciale e a quello cittadino chiediamo di convocare un’assemblea per comunicare pubblicamente quali saranno i tempi e i passaggi per decidere le regole delle primarie.

Riteniamo inoltre opportuno che sia data la possibilità ai circoli e alla base di avere un ruolo nel processo decisionale mirato non solo a scegliere tra opzioni già pre-selezionate, ma anche a poter elaborare proposte originali da sottoporre all’attenzione del Partito, lasciando il giusto tempo perché esse siano diffuse e discusse.

Siamo convinti che un dibattito sulle regole delle primarie vero trasparente e partecipato, in una parola democratico, possa riempire i nostri circoli, stabilire un maggior radicamento nel territorio nonché offrire al Partito un ritorno di credibilità in un momento in cui la credibilità della politica italiana sta pericolosamente deteriorandosi nel sentire delle persone.

FIRMA ANCHE TU:

Per firmare e aderire al documento in allegato "PRIMARIE: PER UNA DISCUSSIONE PARTECIPATA SULLE REGOLE" puoi:

a) mandare una email all'indirizzo: primarie1pd@gmail.com dando la tua adesione

oppure:

b) cliccare PARTECIPERO' sull'evento facebook alla pagina: www.facebook.com/event.php?eid=199506513456494

E' importante poter ricevere l'adesione entro pochi giorni. Se condividi il documento aiutaci a diffonderlo e a raccogliere le adesioni.

Ogni adesione è a titolo puramente personale, l'iniziativa è promossa a titolo puramente personale dai sottoscrittori.

Il governo unico delle banche

L’attuale crisi finanziaria affonda le radici nella costruzione sbagliata dell’Europa. Bisognava aggregare gli stati tramite la globalizzazione dei diritti e la diffusione della cultura; al contrario si è preferito partire dalla moneta unica. L’Europa si fonda quindi su ragioni prettamente economiche. Agli stati nazionali è stata tolta ogni residua forma di sovranità sull’economia e i margini di manovra restano molto ristretti. In Italia, per esempio, questi margini sono serviti per difendere il patrimonio privato di Berlusconi e grazie alle leggi “ad personam” ad evitargli diversi problemi giudiziari. Per il resto Bruxelles ordina e Roma esegue. Il rischio non è più solo quello del pensiero unico, ma anche del governo unico, della Banca europea e del Fondo Monetario Internazionale. L’imposizione del pareggio di bilancio è un’aberrazione incostituzionale. Si obbligano gli stati a sposare dottrine economiche liberiste. Preoccupa la disponibilità di una parte della sinistra a parlarne. Dopo Marx butteranno a mare anche Keynes? La crisi economica, in particolare nel nostro Paese, coincide con la crisi di una destra inetta, sconcia, malandrina guidata da un presidente del Consiglio impresentabile. Nonostante i colpi di coda di una maggioranza ancora pericolosa per la democrazia, l’era berlusconiana è giunta al capolinea e bisogna cominciare a pensare al dopo. Confindustria e i poteri forti lo stanno già facendo. La sinistra ha davanti a sé una grande opportunità, ma vincerà la sfida solo presentandosi in maniera radicalmente alternativa alla destra. Nella nuova Italia la priorità non dovrà essere quella di rassicurare i mercati, ma i lavoratori, gli studenti, i disoccupati, i pensionati, i giovani e le donne, e la Costituzione dovrà ritornare ad essere la Bibbia laica degli italiani.

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Mostra a Padova: Prevenire il rischio idraulico

“Alluvioni e allagamenti: Governare le acque a Padova”, 4-9 ottobre 2011, ex Fornace Carotta, Padova

Sarà aperta dal 4 al 9 ottobre 2011, presso gli spazi espositivi della Fornace Carotta, in p.zza Napoli a Padova, la mostra “Alluvioni e allagamenti: governare le acque a Padova” allestita dal Consorzio di Bonifica Bacchiglione. Immagini e parole che condurranno il visitatore alla scoperta dell’affascinante e complesso tema della gestione delle acque in un contesto particolarmente urbanizzato com’è la città di Padova. A partire dalla descrizione del nodo idraulico di Padova, dei fiumi, dei canali e degli impianti per il deflusso delle acque interne della città, la mostra illustra le differenti competenze degli enti preposti alla gestione idraulica, le problematiche legate al cambiamento climatico, l'impatto dell'urbanizzazione sull’assetto idrogeologico e gli interventi progettati e in fase di realizzazione per rispondere al problema. Una sezione della mostra è dedicata interamente all’alluvione dello scorso 2 novembre, che ha coinvolto alcune zone della città e molti dei comuni afferenti al Bacino Patriarcati (Bovolenta, Casalserugo, Ponte san Nicolò). Le immagini esposte mettono in luce in maniera drammatica le fragilità e i rischi presenti e la necessità di pianificare ed investire maggiormente, in un’ottica di lungo periodo, nella gestione delle acque e nella messa in sicurezza del territorio che abitiamo. Al tema della tutela del territorio dal punto di vista idraulico sarà inoltre dedicata la serata di approfondimento “Prevenzione del rischio idraulico. Conoscere il territorio per prevenire i rischi e progettare correttamente le infrastrutture”, organizzata dal Centro Studi “L’Uomo e l’Ambiente”, AcegasAps con il patrocinio del Comune di Padova - Quartiere 5 Sud, per martedì 4 ottobre alle ore 20.45, presso l’Auditorium di Fornace Carotta in via Siracusa a Padova.All’incontro interverranno Francesco Pavan, Presidente del Consiglio di Quartiere 5 Sud - Ovest, Gianluca Boso di ARPAV (Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto), Ing. Francesco Veronese, Direttore del Consorzio di bonifica Bacchiglione e Fausto Focaccia, Responsabile dell’Ufficio Tecnico Divisione Acqua Gas di AcegasAps.

La mostra rimarrà aperta dal 5 al 9 ottobre 2011, tutti i pomeriggi dalle ore 16.00 alle ore 20.00.Per visite guidate: t. 049. 8751133 comunicazione-consorzio@baccbrenta.it

giovedì 29 settembre 2011

L’altra mappa. La geografia al femminile

Martedì 4 ottobre 2011, alle ore 18.00, presso gli spazi Bomben di Treviso presentazione pubblica del libro di Luisa Rossi. Con l’autrice ne discuterà Massimo Rossi

Storia della geografia al femminile. È questo l’inedito sguardo sul territorio che la Fondazione Benetton Studi Ricerche proporrà martedì 4 ottobre 2011 alle ore 18.00 negli spazi Bomben di Treviso (via Cornarotta, 7) con la presentazione del libro L’altra mappa. Esploratrici, viaggiatrici, geografe (Diabasis, 2011), frutto di una lunga e approfondita ricerca della geografa spezzina Luisa Rossi, docente nell’Università di Parma.

La storia della geografia risulta essere fino ad oggi una “storia senza donne”. Ma dagli interstizi di una storia della geografia, della cartografia e del territorio scritte al maschile, emerge, con Luisa Rossi, un quadro diverso, un’altra mappa del mondo. “Altra” perché i risultati delle ricerche mettono in luce una partecipazione femminile assai più ampia di quella conosciuta. Partendo da qui, dalla pratica del viaggio al femminile, il libro L’altra mappa scopre modalità conoscitive proprie delle donne, sguardi differenti in grado di cogliere aspetti inediti della complessità territoriale, e li restituisce attraverso un’avvincente ricostruzione di casi biografici di alcune viaggiatrici-esploratrici, tra cui si segnala Sibylla Merian, Mary Montagu, Ida Pfeiffer ed Ellen Semple, partecipi della scoperta e della rappresentazione del mondo sia in spazi esotici che vicini. Il lavoro della docente parmense sarà commentato da Massimo Rossi, geografo della Fondazione Benetton, alla presenza dell’autrice.

Martedì 11 ottobre, sempre alle ore 18.00, la Fondazione presenterà un altro volume su temi geo-cartografici: Il paesaggio dei tecnici. Attualità della cartografia storica per il governo delle acque (Marsilio Editori, 2010). Il libro, curato dalla ricercatrice dell’Università di Bologna Lucia Masotti, presenta gli atti dell’omonimo convegno internazionale svoltosi nel 2008 tra Bologna e Cremona. Con l’ingegnere trevigiano Andrea Mori, ne parleranno Luigi Fortunato, direttore dell’AIPO (Agenzia Interregionale per il fiume Po), Massimo Rossi, Marco Tamaro, direttore della Fondazione Benetton, e la curatrice.

Per informazioni: tel. 0422.5121, fbsr@fbsr.it

Tout va très bien, Madame la Marquise

Indebitati, declassati dalle agenzie di rating, pressati dalle turbolenze dei mercati, tartassati dalle politiche di austerità. Questa è l’Italia che Berlusconi si ostina a non vedere. Tout va très bien, Madame la Marquise. L’unico ostacolo sulla strada delle riforme sono sempre loro: i comunisti (ovvero tutti quelli che non si adeguano al pensiero e al padrone unico), notoriamente brutti, sporchi e cattivi. Per il satrapo di Arcore questa è un’ossessione antica ed una scusa buona per celare le inefficienze di governo. Non mancano di destare preoccupazioni i nemici interni, per esempio quel Tremonti ingrato a cui è stato salvato dall’arresto l’ex braccio destro Marco Milanese, oppure le gaffe dei ministri Gelmini e Brunetta, ed ancora l’ansia di protagonismo di Alemanno, Polverini, Formigoni. Comunque a tenere in vita un governo in agonia, aggrappato al potere con le unghie e con i denti, ci pensano gli ultimi giapponesi nella foresta: Scilipoti e Bossi. Una Lega, geneticamente modificata, impegnata “anima e core” nella strenua difesa della casta sembra aver dimenticato definitivamente i tempi dei cappi in parlamento contro i corrotti e delle domande scomode della Padania al Cavaliere. Insieme alla grave situazione politica preoccupa la crisi finanziaria. Il ripianamento del debito, voluto da Bruxelles, è un pretesto per attuare politiche di privatizzazione, di ridimensionamento della spesa per la previdenza e di aggressione ad un insieme di diritti: sociali, civili e democratici. Seguendo la linea Marchionne dell’attacco alle conquiste dei lavoratori si vogliono eliminare regole e sindacati, considerati un ostacolo per la competitività ed il raggiungimento di maggiori profitti. Si tratta di misure autoritarie che costringeranno a tagliare drasticamente la spesa destinata alla salute, all’istruzione, ai servizi sociali. Gli enti locali subiranno pesanti tagli ai bilanci con conseguenti danni alla fornitura di servizi pubblici. Alla crisi del capitalismo si risponde con un capitalismo ancora più aggressivo. In particolare nell’ultimo decennio la politica ha rappresentato gli interessi dell’impresa e della grande finanza, per questo risultano grotteschi ed ipocriti i moniti e gli appelli di Confindustria per la salvezza della Patria. Per uscire dalla crisi bisogna slegare la politica dall’economia, rifiutare la logica del governo unico delle banche, redistribuire la ricchezza, riaffermare la democrazia nei luoghi di lavoro, tagliare le spese militari e di guerra, eliminare completamente i contributi statali alle scuole private, mettere in campo serie misure contro l’evasione fiscale, in definitiva far pagare a chi ha di più, non tanto per meriti ma per “grazia ricevuta”. Solo trasformando la nostra rabbia in lotta politica potremo ottenere quel cambiamento da troppo tempo negato da un’oligarchia senza più pudore e dignità.

mercoledì 28 settembre 2011

Bagnasco “scomunica” Berlusconi

E alla fine tuonò che anche la pioggia cadde a bagnare il capo dei giusti come pure quello degli ingiusti, o degli empi. Così è, così sia! Quando madre Chiesa si esprime su materie di sua competenza, come pure quando non gli compete, lo fa con la volontà di dare un monito a tutti coloro che in essa si riconoscono, ma l’esortazione è pure per tutti gli uomini di buona volontà, o che tali dovrebbero essere sempre nell’esercizio delle loro funzioni, dunque per tutti.
Qui non vogliamo entrare nel merito del: “da che pulpito viene la predica” perché sarebbe lungo l’elenco dei “peccati” della Chiesa. Vogliamo però prendere atto che, dopo l’opposizione, gli industriali, i sindacati, milioni di italiani, l’Europa, lo stesso Papa Benedetto XVI ha auspicato la scorsa settimana un intenso “rinnovamento etico” per il bene dell’Italia, ecco anche i Vescovi italiani lanciano il loro insegnamento a chi vive il servizio della politica e anche a chi è preposto alla giustizia.
Non usiamo giri di parole, se da un lato si tratta dell’atto formale con cui la chiesa italiana “scarica” l’attuale governo e il suo condottiero il cavaliere Silvio Berlusconi, dall’altro è un monito a chiunque è già in politica o voglia entrarvi a titolo pieno come servitore della patria e dei suoi cittadini. I diretti interessati dell’intervento del porporato sono tutti i politici di destra, di sinistra, di centro, del nord e del sud… Tutti, nessuno si deve chiamare fuori.
Le opposizioni non strumentalizzino quanto detto giustamente dall’alto prelato.
La maggioranza non faccia finta di sentirsi nel giusto. Si tratta di una vera e propria lavata di capo.
Non sono usciti i nomi, ma i peccati dei rei sono chiari e appunto, i rei, gli sbugiardati sono facilmente identificabili. Suvvia dai!
Viene da dire meglio tardi che mai, ma lo sanno tutti che così non va bene.
Il presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinale Angelo Bagnasco, parla chiaro nella sua prolusione al consiglio della Cei e auspica che vi sia la volontà di “purificare l’aria”.
Riassumendo alcuni passaggi si capisce come vi sia la preoccupazione e l’auspicio di vedere attuato: “un radicale cambiamento nella composizione della classe politica perché circola l’immagine di un Paese disamorato, privo di slanci, quasi in attesa dell’ineluttabile”.
Già da tempo vescovi coraggiosi e nella libertà della loro coscienza avevano censurato le attitudini private del premier così come un certo eccesso da parte della magistratura nei suoi confronti.
Del privato del premier non siamo interessati, ma quando questo privato sconfina nel pubblico allora si che lo siamo e già più volte abbiamo detto che tale governo e il suo capo ci stanno portando diritti dentro il baratro. Non vogliamo essere né pessimisti, né malinconici, ma realisti sì.
Siamo stanchi di sentir parlare di inchieste che riguardano chi dovrebbe guidare l’Italia.
Secondo il cardinale chi guida oggi l’Italia è moralmente indegno, basta cogliere l’essenza di questo suo passaggio: “La questione morale non è un’invenzione mediatica: nella dimensione politica, come in ciascun altro ambito privato o pubblico, essa è un’evenienza grave, che ha in sé un appello urgente. Non è una debolezza esclusiva di una parte soltanto e non riguarda semplicemente i singoli, ma gruppi, strutture, ordinamenti. Quando la questione morale “intacca” la politica, ha innegabili incidenze culturali ed educative. Contribuisce, di fatto, a propagare la cultura di un’esistenza facile e gaudente, quando questa dovrebbe lasciare il passo alla cultura della serietà e del sacrificio”.
Chiarissimo! Signor Berlusconi non faccia orecchie da mercante, se ha un briciolo di coscienza si faccia un bell’esame, per il bene dell’Italia se ne vada a casa, dove vuole, ma a casa subito. Sappiamo che ha l’imbarazzo della scelta essendo lei un super possidente di immobili. Se li goda, ma lasci libera l’Italia. Si porti via i suoi compagni di merende in primis Emilio Fede, Lele Mora, Giampi Tarantini, Apicella. Bene ha detto Vendola: “Ci fa vergognare il fatto che quattro vecchi, maschi e un po’ rinc... possano entrare nella politica e sporcarla. Noi, che ricordiamo un periodo storico in cui la politica, con Enrico Berlinguer, era una grande passione e non una piccola miseria, ci vergogniamo. Vergogna, dolore e rabbia sono i tre sentimenti che sempre più salgono dentro di noi man mano che viene a galla come in Italia viene gestito il potere”.
Forse che il cardinale Bagnasco si sia reso conto che era vergognoso continuare a sostenere un simile governo? Mi sa di sì. Meglio tardi che mai.

Ivano Maddalena

Mini rassegna di teatro amatoriale a Thiene

In attesa che si apra il sipario sul primo spettacolo della 32^ Stagione di Prosa, l’Amministrazione Comunale di Thiene offre due serate di teatro amatoriale, “Salomè” e “Cena di famiglia (Cognate)”, in programma rispettivamente l’otto e il quindici ottobre al Comunale.

Thiene (VI) - Il primo appuntamento della mini rassegna è sabato 8 ottobre 2011 con “Salomè” di Oscar Wilde, prodotto dalla Compagnia La Zonta per la regia di Mauro Lazzaretti, con la partecipazione del Coro Città di Thiene diretto da Lorenzo Fattambrini, le scenografie di Mattia Trotta, i costumi di Corrado Carollo, le musiche di Alberto La Rocca e Giuseppe Dal Bianco. Dall’aprile del 2009, cioè da quando è stata messa in scena per la prima volta, a Thiene, di riconoscimenti la rappresentazione ne ha ottenuti parecchi: al 22° Festival Nazionale “Maschera d’Oro” di Vicenza il prestigioso premio è stato assegnato a Giampiero Pozza, miglior attore e l’opera si è classificata seconda nella categoria “gradimento del pubblico”. Al 15° Festival Nazionale di Teatro Spontaneo di Arezzo il premio di migliore attrice è stato attribuito a Gioia Cavedon. Oltre a questi due premi nazionali, Salomè si è aggiudicata anche 6 Premi Regionali. “La produzione - rileva Giampiero Pozza, attore e presidente del Circolo di Teatro Amatoriale La Zonta - ha coinvolto varie realtà associative di Thiene a cui sono state affidate le musiche, le danze e i costumi, per un risultato che è stato accolto molto favorevolmente da pubblico e critica. Salomè è stato portato in molte città e ovunque ha ottenuto un grandissimo afflusso di spettatori. Di solito il teatro amatoriale affronta commedie e testi dialettali. Si ritiene, erroneamente, che non abbia opportunità commerciali nel caso voglia affrontare testi drammatici o della letteratura colta. E’ stata dunque un’esperienza impotante per chi si occupa di amatoriale. In 23 anni di attività della nostra Compagnia, Salomè è stato lo spettacolo con il maggiore numero di repliche”
“Cena di famiglia”, commedia brillante di Eric Assous, autore poco noto in Italia, per la regia di Piergiorgio Piccoli, è portato in scena sabato 15 ottobre 2011 dalla Compagnia Nautilus Cantiere Teatrale, nata nel 2009 dal connubio tra attori di esperienza pluripremiati a festival nazionali di teatro amatoriale e provenienti da varie compagnie del territorio con giovani elementi di talento che hanno seguito un valido e qualificato percorso formativo. “Cena di famiglia” debutta in Italia nel 2010 con la Compagnia Nautilus in anteprima nazionale. Nell’allestimento, Piergiorgio Piccoli, regista che vanta una lunga esperienza nel genere brillante, porta un gruppo di giovani attori, tra loro fortemente affiatati, a sostenere un ritmo travolgente, inserendo battute e situazioni in un ingranaggio già calibrato, aumentandone la comicità, e coltivando divertenti caratterizzazioni nei personaggi. Il riso è immediato: tutte le cattiverie dette con candore, o con evidente malafede, sono irresistibili. Il lavoro di squadra eccellente, così come ottima è la padronanza del palcoscenico da parte del cast. “Cena di famiglia - dice il regista Piergiorgio Piccoli - è una commedia graffiante, al vetriolo, molto divertente, che in Francia ha riscosso un clamoroso successo. Siamo stati i primi a rappresentarla in Italia, premiati da numerosi riconoscimenti e da un alto gradimento di pubblico”. In scena Elisa Balzarini, Gianluca Beltrando, Valentina Ferrara, Giovanni Florio, Andrea Ortese, Emanuela Russo e Sara Tamburello.

Per informazioni e acquisto biglietti: Servizio Promozione Eventi Culturali e Turistici, p.zza A. Ferrarin 1, tel. 0445-804.745/943, e-mail: teatro@comune.thiene.vi.it, cultura@comune.thiene.vi.it Prevendita biglietti a partire da lunedì 26 settembre 2011. Costo del biglietto: Euro 3,00. Tutti gli spettacoli iniziano alle ore 21.00.

Al via la nuova stagione di "Storie di Jazz"

Apertura giovedì 29 settembre al Q con il Flamenco

Padova - Arriva l'autunno e nuove suggestioni jazz colorano la città. Grande appuntamento di apertura giovedì 29 settembre, ore 21:30 al Q Restaurant Lounge Bar, per l'undicesima stagione di Storie di Jazz, rassegna di appuntamenti musicali targati Comune di Padova, Porsche, Pedrocchi e Q da giovedì 29 settembre sino a maggio 2012. Il progetto, che vede la direzione artistica di Maurizio Camardi, nonché il coordinamento organizzativo della Scuola di Musica Gershwin, ha il Patrocinio e il Contributo dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova. Insieme agli ormai storici partner - Caffè Pedrocchi, Centro Porsche Padova, Comune di Padova, Q Lounge Bar - si confermano come media partner Radio Padova e Easy Network.


Il Q per l’occasione si trasformerà in un vero e proprio Tablao Flamenco ospitando l'esibizione del quartetto formato da José Salguero (cante), Alessandro Martin (guitarra), Giuliano Prada (flauta) e Corrado Ponchiroli (palmas), che accompagnerà le esibizioni delle ballerine Eleonora Manica e Gianna Raccagni della compagnia di flamenco Alma Pintada.

La programmazione del Q Restaurant Lounge Bar quest'anno propone il giovedì sera alle 21.30 tre percorsi musicali: Jazz&New (dal jazz traditional al new jazz), Giovani e Jazz-Junior & Senior (giovani talenti e big del jazz italiano insieme sul palco) e World Window ( danze dal mondo). Si potrà cenare con jazz menu a prezzi agevolati in stile Blue Note. Dopo l’apertura dedicata al flamenco (29 settembre), seguiranno appuntamenti etno-jazz ispirati al tango (13 ottobre) e alla musica cubana (24 novembre).

Molti gli ospiti internazionali come gli americani Joel Frahm (con Cory Cox il 27 ottobre) e Shane Forbes (10 novembre) e gli italiani Fabrizio Bosso (con Michele Polga il 6 ottobre) e Andrea Pozza (10 novembre). I "Senior" delle serate Giovani e Jazz saranno Michele Calgaro (20 ottobre), Maurizio Camardi (3 novembre) e Jacopo Jacopetti (1 dicembre).

Oltre ai giovedì del Q in programma i concerti aperitivo al Caffè Pedrocchi, intitolati Jazz DOCG e proposti di venerdì alle 19.00 in diverse formule: dalle esibizioni di importanti duo del panorama nazionale a DJ Set Jazz in collaborazione con i media partners Radio Padova e Easy Network che coinvolgeranno insieme in performance live djs e musicisti jazz come Marco Castelli (28 ottobre) e Ettore Martin (2 dicembre). Ai concerti del venerdì si aggiungerà un appuntamento extra lunedì 12 dicembre con The Crank Trio.

Il Centro Porsche Padova ospiterà nel proprio salone un importante gruppo internazionale in un appuntamento dal sapore natalizio: martedì 20 dicembre, direttamente da Londra, il quintetto di cantanti Black Voices che proporrà un viaggio attraverso la musica soul e gospel.

La sezione Eventi speciali sarà dedicata a progetti particolari (legati a mostre d'arte, proiezioni di immagini, sonorizzazioni di pellicole cinematografiche, eventi all'aperto) con l'obiettivo di portare il jazz in ogni angolo della città.

Due gli eventi speciali da non perdere in questo trimestre: giovedì 27 ottobre alle 21.00, in occasione dell'esposizione "Auto e Moto d'Epoca", la Fiera di Padova ospiterà il concerto del cantante americano Vincent Williams con il suo progetto Jazzy Soul; venerdì 23 dicembre alle ore 21.30 il tradizionale appuntamento natalizio con Cinema&Jazz, sonorizzazione di cartoni animati e pellicole cinematografiche chiuderà il primo trimestre di concerti presso la Sala Rossini del Pedrocchi. Un programma dunque da non perdere che vuole offrire alla città una panoramica delle migliori proposte jazzistiche italiane valorizzando anche gli artisti del nostro territorio.

Vista la capienza limitata degli spazi è comunque vivamente consigliata la prenotazione ai numeri 049/8781231 (Caffè Pedrocchi), 049/8751680 (Q Bar). Per maggiori informazioni consultare il sito www.storiedijazz.com

martedì 27 settembre 2011

L’eccellenza del Veneto omaggia J.S. Bach

Concerto di musica barocca con i sessanta migliori studenti dei conservatori del Veneto, provenienti dal master internazionale “Laboratorio di orchestra barocca” sotto la guida del maestro Alfredo Bernardini

Mercoledì 28 settembre in Sala delle Conchiglie di Villa Contarini (Piazzola sul Brenta, Padova) debutteranno sessanta tra i migliori studenti e insegnanti dei Conservatori del Veneto. Il concerto dal titolo La Venezia di Bach inizierà alle ore 21.00, ingresso gratuito (previa prenotazione obbligatoria), sotto la guida del maestro Alfredo Bernardini e del maestro Francesco Erle alla direzione del coro. Il programma prevede musiche di J.S. Bach, Antonio Caldara, Benedetto Marcello, Antonio Vivaldi e Tomaso Albinoni.

La formazione strumentale e corale internazionale “Orchestra Barocca e Coro dei Conservatori del Veneto” è formata dagli studenti del Laboratorio di orchestra barocca, prestigioso master internazionale nel campo musicale, organizzato dal Consorzio tra i Conservatori del Veneto (Adria, Castelfranco Veneto, Padova, Rovigo, Venezia, Verona, Vicenza), con il contributo dalla Regione Veneto e il patrocinio della Fondazione G.E. Ghirardi. Esperienza formativa di primissimo piano per tutti gli allievi dei conservatori del Veneto che da sabato 24 settembre hanno avuto occasione di perfezionarsi nello studio e l'esecuzione del repertorio del Seicento-Settecento con un grande maestro del panorama internazionale come Alfredo Bernardini.



Oboista e direttore barocco Alfredo Bernardini, specializzatosi nel 1981 al Conservatorio Reale dell'Aja con, tra gli altri, Bruce Haynes e Ku Ebbinge, Bernardini collabora regolarmente con i più prestigiosi complessi tra i quali Hesperion XX, Le Concert des Nations, La Petite Bande. Attualmente guida il complesso di strumenti a fiato Zefiro; svolge attività di ricerca sulla storia degli strumenti a fiato; dal 1992 è docente di oboe barocco presso il Conservatorio Sweelinck di Amsterdam e dal 2002 presso la Escola Superior de Musica de Cataluña a Barcellona.

Suggestiva la scelta del programma dal titolo La Venezia di Bach: uno sguardo alla Venezia contemporanea di J.S. Bach, città che il celebre compositore tedesco non visitò mai, ma che ebbe modo di conoscere attraverso lo studio delle musiche dei suoi compositori. La musica veneziana ha avuto una forte influenza nello stile bachiano e un ruolo fondamentale nella creazione suo “gusto italiano”.
La serata gravita attorno al repertorio veneziano settecentesco e agli autori che maggiormente hanno contribuito alla sua fioritura: Antonio Caldara, il suo Te Deum in do maggiore (1724) apre il concerto che prosegue con il Concerto in fa maggiore op. 9 n. 3 (1722) di Tomaso Albinoni, uno fra i primi compositori di Concerti solistici per oboe. L’oboe torna protagonista nel Concerto n. 4 in mi minore da “La Cetra” (1738c) di Alessandro Marcello, fratello di Benedetto, per passare poi al virtuosistico linguaggio concertante del Concerto Funebre in si bemolle maggiore di Antonio Vivaldi. Si conclude con il celebre “Lobet Gott in seinen Reichen” Oratorio per la festa dell'Ascensione BWV 11 (1735) di Johann Sebastian Bach.

Il concerto è ad ingresso gratuito, previa prenotazione obbligatoria. Per informazioni e prenotazioni: Villa Contarini 049.8778272/8273

Il concerto verrà poi presentato giovedì 29 settembre al Teatro Accademico di Castelfranco Veneto e venerdì 30 settembre all’Auditorium “Pollini” di Padova. Le ultime due esecuzioni sono inserite all’interno di due prestigiosi Festival musicali nazionali: sabato 1 ottobre a Modena per il Festival “Grandezze & Meraviglie” e domenica 2 ottobre al Teatro Olimpico di Vicenza per il Festival “Spazio & Musica”.

Una storia di Resistenza dimenticata

Presentazione del libro Missione 'Nemo'

Mercoledì 28 settembre 2011, alle ore 17.00, presso l’Emeroteca Ca’ Borin in Via del Santo, 22 a Padova, presentazione del libro “Missione “Nemo”: Un’operazione segreta della Resistenza militare italiana 1944-1945” (Mursia, 2011) di Francesco Gnecchi Ruscone, a cura di Marino Viganò, Interverranno: Francesco Gnecchi Ruscone (autore del libro); Marino Viganò (curatore del libro); Santo Peli (Università di Padova); Matteo Millan (Università di Padova). Introdurrà e coordinerà: Silvio Lanaro (Università di Padova). L’incontro è promosso dalla Biblioteca Ettore Anchieri, dalla Facoltà di Scienze Politiche e dal Polo Bibliotecario di Scienze Sociali.

Scheda del libro: Attiva dal 18 marzo 1944 al 2 maggio 1945 e coordinata dal capitano di corvetta Emilio Elia, l’operazione «Nemo», del Servizio informazioni militare del Regio Esercito, si basò su cellule e gruppi piazzati fra la base di Milano e La Spezia, Genova, Verona, Vicenza, Parma e Trieste. Il suo compito fu quello di affiancare gli Alleati nella campagna d’Italia, garantire la salvaguardia di bacini idroelettrici e impianti industriali e individuare cellule nemiche di spionaggio e controspionaggio da neutralizzare. L’autore, che fu inquadrato nell’operazione, raccoglie in questo libro le sue memorie offrendo una pagina dimenticata di storia della Resistenza militare italiana.

Mente, bellezza e paesaggio. Morelli a Treviso

Venerdì 30 settembre 2011, alle ore 18.00, presso gli spazi Bomben di Treviso, presentazione pubblica dei libri di Ugo Morelli. Con l’autore ne discuterà Domenico Luciani

Che cosa ci incanta di fronte a un paesaggio? Quali sono le ragioni che lo fanno somigliare a un’opera d’arte creata per noi dalla natura? Un luogo di elezione che assume a volte il timbro di una sinfonia e ci consegna il conforto di un calore quasi materno? Quando ci perdiamo in un quadro o nelle forme di una scultura cosa ci sta accadendo? Come può un verso di una poesia risuonare dentro di noi fino al pianto? Perché creare o affrontare l’inedito, quello che prima non c’era, ci attrae e ci fa paura allo stesso tempo?

Venerdì 30 settembre alle ore 18, negli spazi Bomben di Treviso (via Cornarotta 7-9), Ugo Morelli, professore di Psicologia del lavoro e dell'organizzazione all’Università di Bergamo e presidente del Comitato scientifico della Scuola per il governo del territorio e del Paesaggio alla Trentino School of Management di Trento, discuterà di questi temi, al centro dei suoi saggi Mente e paesaggio (Bollati Boringhieri, 2011) e Mente e bellezza (Umberto Allemandi & C., 2010), nel corso di una conversazione pubblica con Domenico Luciani, coordinatore del Comitato scientifico della Fondazione Benetton.

In Mente e paesaggio, il paesaggio, analizzato usando, tra l’altro, le vie delle scienze cognitive, diviene spazio di vita che connette il mondo esterno con il nostro mondo interno. Esso è sia dentro che fuori di noi e, mentre lo creiamo con la nostra immaginazione, a sua volta influenza i nostri stati d’animo, la qualità della nostra vita e la vivibilità nostra e della nostra specie. Ed è proprio la fondamentale coappartenenza di uomo e paesaggio a dettare uno dei precetti meno eludibili dei nostri tempi, ossia la responsabilità nei confronti dei luoghi.

La creatività, l’arte e l’innovazione sono invece al centro di Mente e bellezza. L’ipotesi centrale del libro è che la nostra è una specie naturalmente creativa, contraddistinta da una distinzione, la tensione rinviante, che ci porta a creare costantemente i mondi che abitiamo, fino alla creatività artistica che è uno dei vertici della creatività umana.

Ingresso libero. Per informazioni: tel. 0422.5121, fbsr@fbsr.it

Il movimento protagonista dello sharing dei coreografi Jesus Rubio e Noemi Viana

Giovedì 29 settembre, alle ore 21.00 il CSC Garage Nardini di Bassano del Grappa, apre le porte al pubblico sulla residenza artistica dei due coreografi spagnoli Jesus Rubio e Noemi Viana, che presenteranno in uno sharing finale, il risultato del lavoro che li ha visti che hanno portato avanti a Bassano dal 19 al 29 settembre. La residenza è stata realizzata in collaborazione con il Certamen Coreogràfico De Madrid. CSC offre infatti ogni anno un premio-residenza ad artisti spagnoli coinvolti nel prestigioso premio spagnolo.

Il progetto è inserito nel calendario autunno inverno delle Attività del CSC Casa della Danza di Bassano del Grappa, dallo scorso anno entrato a far parte dell’EDN, l’European Dancehouse Network, la prestigiosa rete europea delle Case della Danza. E’ il primo e finora unico centro italiano ad essere accolto nel network che comprende alcuni fra i centri più rinomati e attivi nella scena della danza contemporanea europea: Londra, Parigi, Vienna, Oslo, Stoccolma, Lione tra gli altri.
Interessati da tempo alla tematica del genere e dell’identità, i due danz’autori spagnoli hanno sviluppato un primo duo dal titolo PI20, in cui le caratteristiche fisiche che rendono diversi e complementari il genere femminile e quello maschile, venivano annullati.
La riflessione sulla sessualità, ha portato i due coreografi ad analizzare l’immaginario dell’infanzia femminile, contrapposto al mondo che viene proposto ai maschi, in un susseguirsi di canzoni, giochi e favole che impongono la distinzione di genere fin dalla più tenera età.

Una fiaba in particolare ha però acceso l’interesse del duo spagnolo: Alice nel Paese delle meraviglie e il suo viaggio in realtà straordinarie. Cosa succederebbe se Alice, invece di incontrare il Bianconiglio e seguirlo nella realtà straordinaria raccontata da Lewis Carrol, rimanesse ancorata nel suo mondo? E’ questo lo spunto che ha dato avvio alla ricerca del lavoro coreografico a Bassano del Grappa.

La residenza al Garage Nardini è dunque la seconda tappa di un percorso concertato con il centro coreografico La Caldera di Barcellona, svoltasi nella città spagnola in agosto. A Bassano i coreografi sono entrati nel vivo della creazione corporea, lavorando, a partire dall’improvvisazione, sull’azione e sulle cellule di movimento che porteranno alla performance compiuta. Il fulcro di questa tappa bassanese è stato dunque il movimento, protagonista anche dello sharing finale di giovedì sera.

In scena dunque due Alici, uguali, speculari, prive di quella complementarietà e conflitto che spingono le storie e danno vita ai cambiamenti, porteranno il pubblico a riflettere sull’identità e su come essa si definisca e si modelli sulla diversità. Lo sharing offre una doppia possibilità: concede all’artista la chance di testare il suo lavoro ancora in corso d’opera e apre al pubblico le porte della creazione artistica che si svela in un’eccezionale anteprima.

Ingresso libero. Per informazioni e prenotazioni ufficio Operaestate tel. 0424 519804 519819

Come un fisico fallito e uno psichiatra pentito

Giovedì 29 settembre 2011, con inizio alle ore 18.00, presso l’Auditorium Mario e Guido Bergamo della Biblioteca Comunale di Montebelluna presentazione del libro “Come un fisico fallito e uno psichiatra pentito” e performance condotta da Alessandro Garofalo del gruppo “Jazz es acoustic trio”.

I momenti dello spettacolo: Dove ci porteranno le nuove tecnologie? Come ci si eserciterà per essere più creativi? Che caratteristiche bisogna sviluppare per il futuro? Presenterà Luca Marcolin.

Il libro “Come un fisico fallito e uno psichiatra pentito” (Aurelia Edizioni, 2011) nasce dalla collaborazione tra Alessandro Garofano, un fisico che si autoproclama fallito, e Matteo Rampin, uno psichiatra che si autodefinisce pentito. Insieme sono andati alla ricerca della formula scientifica dell'innovazione e della creatività e non l'hanno trovata, ma hanno scoperto invece qualcosa di molto più utile e sorprendente, divertendosi un sacco.

In anni di amicizia e lavoro nei campi dell'innovazione, del problem solving e dell'induzione al cambiamento sono giunti alla conclusione che non esistono formule o tecniche capaci, da sole, di ottenere risultati.

Questo libro spiega cosa fare in pratica per ottenere la libertà dai condizionamenti, superare i confini dell'ordinario e innovare per davvero, rompendo i paradigmi con economia di tempi e concretezza di risultati. Le aziende che ne hanno avuto la prova concreta, sotto forma di nuove idee stanno a dimostrarlo.

Alessandro Garofalo, fisico, è professore a contratto di Leadership e Innovation Management all’Università di Verona, titolare di Idee Associate lavora per numerosi enti pubblici, aziende nazionali e multinazionali. Attualmente è responsabile in Trentino Sviluppo dell’area innovazione in qualità di consigliere delegato. È cultore di Jazz e di Lambrette.

Matteo Rampin, psichiatra, insegna in alcune scuole di specializzazione in psicoterapia; sul tema del pensiero non convenzionale è consulente personale di manager, imprenditori, sportivi e artisti di livello internazionale. Ha scritto venti libri, pubblicati in Italia e all’estero.

Palio delle Contrade. Rievocare Veneto 2011

Riceviamo e pubblichiamo:

Le Rievocazioni più belle del Veneto a Thiene Domenica 2 Ottobre

Uno speciale appuntamento con alcune tra le più belle Rievocazioni del Veneto, tutte insieme in un’unica giornata a Thiene Domenica 2 Ottobre. Saranno ben 7 infatti le Rievocazioni protagoniste della prima edizione di Rievocare Veneto, tante quante le province, selezionate per rappresentare la storia e l’importanza del territorio, la sua vocazione turistica, la memoria dei fatti che l’hanno segnato. Un’iniziativa promossa dalla Provincia di Vicenza e dall’Associazione Pedemontana.Vi Turismo che ha trovato in Thiene la città adatta ad ospitarla, oltre che il patrocinio della Regione Veneto.

Il 2 Ottobre quindi Thiene diventerà il centro di una delle manifestazioni rievocative più importanti dell’anno, con la presenza delle seguenti rievocazioni: per la provincia di Vicenza La Partita a Scacchi di Marostica, per la provincia di Treviso La Dama Castellana, per la provincia di Verona Le Pasque Veronesi, per la provincia di Padova Voci dal medioevo di Trambaque, per Rovigo Arquata - Musici e sbandieratori arcuatesi, per Venezia il Palio di Noale e per Belluno il Palio di Feltre. Ovviamente non mancherà una rappresentanza della rievocazione della città ospitante, Thiene 1492.

L’iniziativa coinvolge moltissimi figuranti che presenteranno al pubblico le vicende storiche rievocate, i loro abiti e le loro migliori esibizioni tra sbandieratori, musici, battaglie, danze e sfilate. La manifestazione prenderà il via alle 15.30 quando tutte le Rievocazioni ospiti si presenteranno al pubblico tramite esibizioni accompagnate dalla narrazione della loro storia, fino alla sfilata rievocativa delle singole rievocazioni che chiuderà la manifestazione intorno alle 19.00 Durante la giornata ci sarà anche la premiazione del Palio delle contrade, che si terrà a Thiene Sabato 1 Ottobre.

Il Palio, Thiene, e l’origine delle sue sette Contrade

Ogni Contrada è stata collegata a una delle grandi famiglie presenti a Thiene fin dai primi secoli del secondo millennio a partire dai Thiene, giunti nel XIII secolo, fino ai Cornaggia, abitanti nell’omonima villa in Conca. In occasione del Palio, ogni partecipante alle gare, indosserà la casacca con i colori di una casata. Non è stato facile abbinare tutte le contrade ai “nobili signori” identificandoli con un determinato territorio, giacché possedevano terreni e case in tutto il territorio thienese. Per esempio, a metà del ‘500, era di proprietà dei Porto mezzo migliaio di campi, un quarto dell’intera superficie agraria estimata thienese. I possedimenti dei Da Thiene erano anche maggiori. A questi grandi proprietari terrieri si aggiunsero i Pajello, i Macchiavelli, i Berengan. Tutti costruirono bellissime dimore, alcune delle quali ancora testimoniano la ricchezza, il gusto, lo splendore del rinascimento nella Terra di Thiene. Ultima famiglia nobile giunta in città per abitare uno storico palazzo furono i Cornaggia, che acquistarono nell’Ottocento la villa fatta erigere da Giacomo di Thiene in Conca negli anni Settanta del XV secolo.

1. Contrada Ca’ Pajella
Gli stendardi con i quali è imbandierata la contrada sono verdi e rossi: i colori dello stemma nobiliare della famiglia Pajello, i ricchi possidenti che pure a est di Thiene avevano delle proprietà. Di origine bavarese, il primo antenato giunto a Vicenza nella prima metà del XII secolo al seguito dell’Imperatore Lotario II, fu Corrado. La storia del ramo thienese iniziò nel 1670 con Alessandro di Scipione. Possedevano campi, broli, palazzi. Le polizze dell’estimo forniscono l’esatta consistenza di un patrimonio piuttosto cospicuo. I Pajello acquisirono anche dei terreni compresi delle attuali vie Europa, Santa Anastasia, Divisione Julia lungo la quale costruirono la residenza di campagna, chiamata Cà Pajella e che negli anni ’30 divenne proprietà della famiglia dell’on. Balasso. Scrive A. Rossi ne “I Pajello a Thiene. “Su un altro documento successivo del 1657 i fratelli Achille e Alessandro…dividono tra loro i beni di Thiene e di Grumolo Pedemonte: ecco comparire la “Cà Pajella” anche se non è chiamata così.
Il pronipote Alessandro fu “amico dell’agricoltura, la promosse a Thiene ove possedeva et pubblicò di spesso le sue osservazioni”. In effetti era uno stimato agronomo che diede alle stampe testi di sicuro interesse.

2. Cappuccini
La Contrada Cappuccini viene imbandierata con gli stendardi azzurro e oro: sono i colori della famiglia Porto, le cui proprietà di espandevano in gran parte del territorio thienese.
I Porto, famiglia vicentina di giudici e di notai, investì, dalla metà del ‘300, somme considerevoli per l’acquisto di terre a Thiene. Dopo la demolizione dell’antico maniero, nel 1453 Francesco Porto diede avvio ai lavori di costruzione, nel centro di Thiene, della splendida villa, un gioiello architettonico tardo gotico molto simile ai palazzi veneziani, con ampi spazi destinati alla lavorazione dei prodotti della terra.
La contrada Cappuccini diventa “famosa” a partire da quel sabato della primavera del 1530 quando, oltre la contrà Castelletto – verso Marano - la Madonna col Bambino in braccio, apparve a tre pastorelle, fra i rami di un olmo. Ben presto si diffusero notizie inerenti i miracoli che si ottenevano per intercessione della Vergine e molte persone affluivano al piccolo santuario. Leggendo il resoconto delle Visite Pastorali della diocesi di Padova apprendiamo che la cappella aveva le pareti coperte di tavolette votive.

Lo storico thienese Giovanni Rossi indica il luogo dove presumibilmente potevano abitare le pastorelle: “…Bisogna ricordare che a metà del fossato che da via Castelletto menava al convento, si intersecava (ed esiste ancora) una strada campestre detta le Vianelle [Vianelle di Sotto ora via Pastorelle] . Il nonno ricordava che sul punto di raccordo esisteva un capitello. Dunque Vianelle, appellativo dialettale, può essere la riduzione di Villanelle: le tre fanciulle che scendevano proprio da quella stradella. Forse si fermavano a recitare preghiere davanti al capitello dell’incrocio. La stradella conduce verso l’alta Thiene: precisamente al Cortivo, complesso di abitazioni, allora assai rustiche, quasi a ridosso del vecchio mulino. Là la mia fantasia ha collocato la casa delle tre pastorelle…”

3. Contrada del Centro: il cuore dei commerci thienesi
Il centro storico è imbandierato con i colori della famiglia Machiavelli o Maclavelli: il rosso e l’azzurro. La Contrada si sviluppò attorno a un primo insediamento romano, una villa rustica costruita dal soldato romano (assegnatario di un terreno che il Senato Romano conferiva ai militari nelle zone conquistate) e dal cui nome deriva quello di Thiene. Oltre ai vari reperti risalenti a quell’epoca, ancor oggi si può individuare l’impianto tipico romano del “castrum”. Si riconoscono facilmente il “decumanus” (est-ovest) nel Viale Bassani e Via G. Colleoni e il “cardo”con Via S.M. Maddalena e Via Zanella.
Nel medioevo il cuore della Città era occupato da un castello del quale rimane un’unica traccia visibile: la porta maggiore sopra la quale svetta il campanile del Serlio. Demolito dopo varie incursioni degli Ezzelini e di altri eserciti che si contendevano la “terra di Thiene”, fu sostituito dalla splendida dimora storica fatta costruire da Francesco Porto nel 1453. La superba villa di campagna della ricchissima famiglia vicentina, divenne una vera e propria azienda agricola, centro del potere economico legato all’agricoltura e all’artigianato.
La famiglia Machiavelli giunse a Thiene verso la metà del Cinquecento. Il palazzo a rombi, costruito alla fine del XV secolo e che si affaccia nell’attuale piazza Chilesotti, è tutt’ora ben conservato. La famiglia possedeva terreni agricoli, oltre che in diverse zone di Thiene, anche verso la periferia est, in zona Bosco dei Pretti (area citata in un documento del 1346), fino agli allora confini con Zugliano. Era in tale zona che si svolgeva la fiera franca del bestiame. Con la dogale del 1640, il Doge Francesco Erizzo aveva decretato che ogni anno, il 24 giugno, festa del patrono, si svolgesse una fiera franca di cavalli e bovini. Era un contributo indispensabile per la ripresa dell’economia messa in crisi dalla devastante epidemia di peste del 1630 che causò nella sola Thiene quasi 800 morti. A soli 10 anni di distanza dalla catastrofe, iniziano a sorgere i più bei palazzi in citta’: la loggia Piovene-Parminiom, Cà Brogliano-Pajello, Salici, Chilesotti Fabris, e tanti altri.

4. Contrada Conca
“Nel 1284 già esisteva, anche come denominazione, la Contrada Conca, dove avevano proprietà i Montemerlo, i Porto, i Da Marano e altri ricchi possidenti. Era, anche in quei tempi una delle zone più abitate di Thiene” scrive Nicola Scudella.
Il nero e l’oro dei drappi esposti in conca, sono i colori dello stemma dei Cornaggia, famiglia giunta a Thiene alla fine dell’Ottocento e imparentata con i Mangilli, nobili friulani ai quali cedettero la proprietà alcuni decenni dopo. Angelina, la sfortunata figlia di Fedele Lampertico, abitò in villa durante il matrimonio con il marchese Fabio Mangilli, sposato nel 1876 (il marchese chiese il divorzio nel 1892). Palazzo Thiene-Cornaggia, storica dimora dei conti Thiene i cui discendenti vivono ancora in Città, venne fatto erigere verso il 1470 in stile gotico-veneziano-rinascimentale. A lato della villa troviamo la cappella gentilizia di San Girolamo (vulgo San Gaetano) voluta dal conte Giacomo, il capitano che condusse la brigata thienese a Rovereto.
La Conca può essere definita la seconda zona artigianale di Thiene già a partire dal XIV secolo. La Roggia, uscendo dal centro di Thiene, corre a fianco dell’antica via Codalunga, al termine della quale troviamo il Bottonificio Facchinetti che sorse in un precedente insediamento produttivo: ancora ai primi del ’600 era un mulino con due ruote, che Alessandro Beregan aveva acquistato dai conti Porto; poco dopo costruì accanto un “filatoio de seda”, sicuramente in funzione nel 1655. Ma la contrada è nota anche per aver ospitato il Tezon (nell’attuale parco Chilesotti), la fabbrica di salnitro, un sale che, entrando nella composizione della polvere da sparo, era ritenuto particolarmente prezioso. Voluta a Thiene dalla Serenissima, era stata costruita tra il 1579 e il 1580.

5 - 6. Contrade Rozzampia e Santo
Le due contrade a sud di Thiene sono identificate con i colori oro e verde: tinte dello stemma araldico dei Berengan che costruirono la splendida villa dopo aver acquistato, nel 1637, il podere denominato Cà Mazzocca. Vi abitarono pressoché stabilmente i fratelli Giovanni Battista e Alessandro Berengan. I Berengan erano di origini vicentine, ma i notevoli interessi spinsero alcuni membri della famiglia a trasferirsi nelle campagne di loro proprietà, terreni acquistati dai Machiavelli, Ghellini, Thiene. Alessandro fu il membro della famiglia che maggiormente contribuì all’affermazione del casato a Thiene. Il suo matrimonio con la contessa Faustina Chiericati, nobildonna appartenente a una delle più influenti famiglie vicentine, rafforzò il suo prestigio. Dal matrimonio erano nate Vittoria, Laura e Maria Aurora e il “figliolo diletissimo” Nicola. Venuto alla luce il21 gennaio 1627, fu un esponente di rilievo nell’ambiente letterario veneto. Ricevette ambiti riconoscimenti, come il Collare di San Michele in Francia (ed era giovanissimo). Tuttavia un tragico evento segnò la sua vita. Era domiciliato a Venezia, dopo il matrimonio con Orsetta Garzadori, e nel 1649 la sua famiglia venne aggregata alla nobiltà di Venezia. Ma il 5 febbraio ne fu bandito per aver assassinato in laguna un mercante tedesco di Amburgo al quale doveva mille ducati. Fu graziato il 18 aprile 1660. Nicola Berengan frequentò regolarmente la sua villa di Thiene dove nacquero tutti i suoi figli. Non trascurò gli affari derivanti dalle notevoli proprietà, ma si dedicò sempre con passione a comporre testi poetici e filosofici.

7. Contrà San Vincenzo…la prima zona artigianale di Thiene
Argento e azzurro sono i colori distintivi della famiglia dei conti Thiene (per le bandiere è stato utilizzato il bianco in luogo dell’argento e il giallo al posto dell’oro in quanto tinte non reperibile nei tessuti adottati). Thiene dà il nome ad una casata la cui origine non è annoverata fra le aristocrazie feudali. Il capostipite Vincenzo giunse a Thiene da Arsiero. Il primo atto che lo nomina è del 1280. Arricchitosi in tempi brevissimi, la sua discendenza, soprattutto nei secoli XIV e XV influirà notevolmente sull’economia vicentina. Vincenzo, che morì prima del 1304, è ricordato dai tre figli, Marco Uguccione e Miglioranza, con una lapide datata 5 maggio 1333, posta sulla facciata della chiesa di S.Vincenzo nella contrada Capodivilla (com’era chiamato il quartiere nei primi secoli dell’anno Mille). Centro dei loro interessi fondiari, i Thiene vi avevano costruito una villa, successivamente demolita per dar luogo all’attuale ospedale. La loro ascesa sociale fu rapidissima. Furono sostenitori dei veronesi Della Scala, prima di avviare più ampi rapporti. Per esempio Simone divenne consigliere del re di Napoli. Giacomo trattò, nel 1404, la dedizione di Vicenza a Venezia. I Thiene, nel 1469, furono insigniti dall’imperatore Federico III del titolo di Conte Palatino sopra il Vicariato di Thiene. Per lo sviluppo della contrada e di tutta la Città, fu fondamentale la costruzione della Roggia, realizzata fra il 1279 e il 1281, nella quale scorrevano le acque deviate del Timonchio. Con l’apertura della roggia il commercio ricevette una forte spinta propulsiva. Sorsero lungo il corso d’acqua numerose botteghe artigiane. Si lavorava il legno, il ferro, la lana, la canapa…L’ultimo sogaro, ancora in attività nel secolo scorso, aveva la sua bottega proprio in Contrà San Vincenzo. Anche l’attività dei calderai s’incrementò notevolmente, soprattutto per garantire le attrezzature per i tintori e per la lavorazione della seta, nonché per la produzione dei formaggi. Tre attività che costituirono la base dello sviluppo dell’artigianato thienese.

Che fare?

Pubblichiamo un post, molto interessante, di un nostro lettore in riferimento all’articolo di Ivano Maddalena: "Il declino di un uomo e di un Paese"

Gentile Ivano Maddalena, sono d'accordo con tutto quello che ha scritto, ma cosa fare? Come reagire? Pensate che contestare nelle diverse piazze serva a qualche cosa? Quelli su al governo se ne fregano altamente di noi che contestiamo e continuano con i loro sporchi giochi di potere e nulla possiamo fare e al governo ne sono consapevoli altrimenti cambierebbero musica.
E' questo il problema! Le leggi che regolano la politica impediscono ad un popolo come il nostro, quella sovranità tanto decantata, ma mai esistita, perché noi non siamo sovrani di nulla! E questo ci impedisce di imporre il nostro pensiero e dà loro la possibilità di fare tutte le dittature che vogliono e quando vogliono. E le leggi di cui parlo non le ha nemmeno fatte questo esecutivo tanto giustamente disprezzato, ma la precedente DC, che ha governato dalla fine dell'ultima guerra mondiale fino all'epoca di tangentopoli. E' una eredità dell'antico partito dove si è formato politicamente Casini, che ora critica Berlusconi, ma non osa mettersi assieme agli altri dell'opposizione per contestarlo e tentare di far uscire l'Italia da questo incubo. Vogliono solo il potere, tutti, senza escludere nessuno. Se abbiamo questo individuo al governo, loro, le opposizioni, hanno collaborato ampiamente. Poveri noi, con questi politici.
Mi viene voglia di inneggiare a Beppe Grillo, a Di Pietro, quello giustizialista e a chiunque parli di rimettere in piedi questa società con in mano la legge, ma una volta tanto a nome di noi cittadini. Meglio un comico vero e un giudice giustizialista che parla un pessimo italiano al governo che questi politici dei miei stivali. Che vadano loro alla malora e non che ci mandino noi italiani. Lo so che non serve a nulla, ma è solo uno sfogo, altro per il momento non si può fare sperando che qualcuno prenda una iniziativa giusta e coraggiosa dietro la quale tutti son sicuro ci fionderemo per cercare di fare qualcosa di concreto, pacificamente, per mandarli tutti a casa definitivamente. E' un sogno!?

lunedì 26 settembre 2011

Il declino di un uomo e di un Paese

Un passo avanti. Due passi a destra. Ancora un passo avanti. Fidati. Coraggio! Non temere! Eh si! Un passo lungo e ci siamo. Un passo lungo, come l’agonia del governo Berlusconi, e l’Italia precipita nel baratro.
Non scherziamo, non è un gioco quello a cui stiamo assistendo. Ricordate forse da bambini quando si bendava un compagno di giochi e lo si guidava in un percorso ad ostacoli. Dai, a volte si faceva apposta a farlo sbagliare. Un passo ancora e giù nel baratro. Ecco dove finisce il gioco sporco.
L’Italia è bendata, o meglio è stata bendata. Gli Italiani stanno vivendo un incubo.
Chi guida l’Italia bendata, tartassata, imbavagliata, sputtanata è sempre lui il “grande” giocoliere e affabulatore di una situazione che non corrisponde alla realtà stessa.
Ricordate? Capitava, che il bendato ad un certo punto mangiava la foglia e con uno scatto di orgoglio, mosso se volete anche un po’ dalla paura, si toglieva la benda. Certo era tacciato da fifone ma almeno non finiva per terra.
Basta! Giù la benda signori, guardiamo in faccia alla realtà, anche se fa schifo e spaventa. Basta, non possiamo assistere alla caduta nel baratro dell’Italia e con essa della maggior parte dei cittadini.
Noi non ne possiamo più. Siamo la maggioranza di certo e dobbiamo combattere contro chi si ostina a dire: “Vado avanti”. Verso dove? Come? Perché? Sempre e ancora lui. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha detto chiaramente che andrà avanti: “Portiamo avanti la nostra attività di governo fino alla fine della legislatura. Non abbiamo nessuna, nessuna intenzione di fare quello che l’opposizione ci chiede ogni giorno come un disco rotto, e cioè di fare un passo indietro. Noi non faremo un passo indietro, ne faremo molti in avanti”.
Non resta che il voto di sfiducia, infatti Berlusconi ha affermato che: “Se vogliono mandarci a casa devono farci un voto di sfiducia in Parlamento, cosa che non credo sarà mai possibile”.
Impossibile perche il duce di Arcore li ha “comprati” i voti dei suoi. Pensate che il gruppo dei cosiddetti responsabili sia interessato al bene del paese? Ma va la!
Berlusconi non molla: “Ci chiedono ogni giorno che si faccia noi un passo indietro. Stiano tranquilli, noi non possiamo dietro alle aspettative dei media, dell’opposizione: non ci dimetteremo se non dopo un voto di sfiducia del Parlamento, che ci sentiamo di escludere. Andremo avanti finché avremo in Parlamento una maggioranza solida, coesa, che si è confermata dal 14 dicembre in poi”.
Cavaliere, Onorevole, Presidente… sono titoli che sinceramente non gli appartengono, i suoi veri titoli dovrebbero essere integrati in cavaliere dei miei stivali, onorevole illusionista, presidente svuota tasche degli italiani. Un passo verso casa sua o l’esilio sarebbe utilissimo.
Via subito lei e il suo governo, siete inutili e dannosi per la società e per il popolo Italiano. Vergogna! Ecco, vergogna e indignazione la proviamo noi di fronte ai vostri misfatti e alla vostra ostinazione ad andare avanti.
Berlusconi e sudditi proni un giorno dovranno rendere conto di una simile scelta.
Se ne vada! Vada via! A casa! Ci manderete in rovina! Basta via lei e le sue donnine! La sua vita privata non ci interessa, ma il danno che sta facendo a tutta la nazione ci tocca eccome.
L’opposizione dovrebbe essere coesa attorno al monito di Pier Luigi Bersani: “le dichiarazioni zuccherose di Berlusconi sono a due passi dal delirio. I fatti ci mettono di fronte alla verità, dopo anni di menzogne. Davanti a noi c'è il passaggio più arduo dal dopoguerra a oggi. Di più, le preoccupazioni degli italiani sono diventate preoccupazioni per il mondo. Ci aspettano scelte difficili e sempre più difficili per ogni giorno che passa senza un cambiamento”
Anche l’altro compagno di merende del Cavaliere non perde occasione per mostrare che passi in avanti ventila per l’Italia. Umberto Bossi ieri sera come un fiume in piena ha parlato ai giornalisti anche arrivando a minacciarli, a margine di un comizio a Somma Lombardo in provincia di Varese.
Il leader della Lega ha dichiarato: “è un somaro chi espone il tricolore”. E ai cronisti ha detto, “Io ve lo dico, prima o poi prenderete un sacco di botte”.
Novello profeta padano, scolaretto discolo e indisciplinato, Umberto Bossi, si alzi in piedi, con la mano destra prenda la coda, la alzi e si sieda senza pestarla. Somaro sarà lei! (non me ne vogliano gli animalisti). Dunque a che gioco giochiamo? Cari Italiani onesti e lavoratori cerchiamo di toglierci dai piedi chi ci vuole mettere la benda agli occhi e guidare verso il baratro. Siamo ancora in tempo.

Ivano Maddalena

Diritti umani. Incontri alla Fondazione Benetton

In programma a Treviso un ciclo di incontri da settembre 2011 a maggio 2012

Giovedì 29 settembre 2011 la Fondazione Benetton Studi Ricerche darà il via a una serie di incontri incentrati sul tema dei diritti umani, che continuerà fino al prossimo maggio, con lo scopo - ambizioso - di coinvolgere l’intera cittadinanza, ma soprattutto studenti e universitari, intorno a problematiche di grande importanza per lo sviluppo di una coscienza etica diffusa.

Il ciclo, ospitato negli spazi Bomben di Treviso (via Cornarotta 7), proporrà incontri, proiezioni e seminari, organizzati in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia e con il Liceo Ginnasio “Antonio Canova” di Treviso, che affronteranno diverse questioni, dai diritti di cittadinanza alla tortura, dai crimini internazionali ai diritti dei migranti, dal diritto e dovere d’informazione alle opportunità di un dialogo interculturale, con la partecipazione di specialisti in grado di rendere conto della complessità delle tematiche trattate. In calendario anche quattro reading, in collaborazione con Zelda compagnia teatrale, per riflettere su diritti umani, genocidio, violenza sulle donne, attraverso opere divenute capisaldi della letteratura sul tema (come Le mie prigioni di Silvio Pellico) o frutto della sensibilità di autori contemporanei (come BEDRÒS o il resto della spada di Filippo Tognazzo, presentato con la collaborazione alla drammaturgia di Antonia Arslan).

Accanto a questo programma, pensato per un pubblico di studenti medi e universitari e per la cittadinanza, non mancherà una proposta per i più giovani: in collaborazione con l’associazione culturale Codice a Curve saranno organizzati spettacoli teatrali per alunni della scuola dell’infanzia e primaria, che, con un linguaggio semplice e i contorni della fiaba, cercheranno di spiegare ai bambini che cosa siano i diritti umani e il rispetto della diversità.

Spiega Marco Tamaro, direttore della Fondazione Benetton: «uno dei punti di riferimento degli appuntamenti in programma sarà la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, approvata il 10 dicembre 1948 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Il faticoso iter di approvazione della Dichiarazione e le difficoltà via via incontrate per definire convenzioni organiche con valenza normativa testimoniano i sessanta anni di storia densi di tensioni e contraddizioni che hanno seguito la fine del secondo conflitto mondiale. Le grandi aspettative accese dal crollo del muro di Berlino a più di vent’anni di distanza non hanno trovato piena risposta e le tensioni tutt’ora in atto testimoniano la necessità di mantenere alta l’attenzione attorno al tema dei diritti umani. Lo stesso Ministero della Pubblica Istruzione, ancora nel 2008, ha raccomandato per le scuole di ogni ordine e grado percorsi didattici di educazione alla pace e ai diritti umani, al rispetto e alla solidarietà tra i popoli, riconoscendo in essi un elemento fondamentale per lo sviluppo della persona umana, auspicando che tali percorsi non coinvolgessero solo gli studenti ma ricadessero anche all’interno del tessuto familiare e sociale di riferimento. Con questo ciclo la Fondazione si propone dunque di porsi al servizio dei giovani, ma anche degli adulti, che vogliano conoscere, approfondire, riflettere su tematiche così importanti, nella consapevolezza che l’affermazione di valori quali l’inviolabilità dei diritti fondamentali e il rispetto delle regole sia imprescindibile per una crescita sociale e civile, indispensabile anche per uno sviluppo della sensibilità nei confronti del buon governo del paesaggio, tema da sempre caro al lavoro della Fondazione».

Il ciclo inizierà giovedì 29 settembre alle ore 18 con un incontro pubblico con Lucia Saccon, insegnante del liceo “A. Canova” di Treviso, che, insieme ad alcuni allievi, parlerà del Parlamento Europeo degli Studenti: un’esperienza di partecipazione. Il Parlamento Europeo degli Studenti è un’associazione laica senza scopo di lucro nata per creare uno strumento di comunicazione tra studenti in grado di raccogliere istanze, esigenze e proposte provenienti dal mondo giovanile e studentesco, e di rapportarle all’Unione Europea in modo fattivo e costruttivo, offrendo così un contributo altamente educativo di democrazia partecipata e agita dal cittadino.


Per informazioni: Fondazione Benetton, tel. 0422.5121, fbsr@fbsr.it, www.fbsr.it.

Qui di seguito il calendario degli appuntamenti in programma:

INCONTRI PUBBLICI
in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari e con il Liceo Ginnasio “A. Canova” di Treviso

giovedì 29 settembre 2011 ore 18
Parlamento Europeo degli Studenti: un’esperienza di partecipazione
incontro con Lucia Saccon, insegnante del liceo “A. Canova” di Treviso, e con i suoi studenti.

lunedì 24 ottobre 2011 ore 18
I diritti di cittadinanza
incontro con Lauso Zagato, docente di Diritto Internazionale, Università Ca’ Foscari di Venezia, e Cristiana Fioravanti, docente di Diritto dell’UnioneEuropea, Università degli Studi di Ferrara.

giovedì 17 novembre 2011 ore 18
Best practices nel campo dei diritti umani
incontro con Amelia Goffi, Centro Interdipartimentale di Ricerca e Servizi sui Diritti della Persona e dei Popoli, Università degli Studi di Padova.

mercoledì 14 dicembre 2011 ore 18
Donne migranti: la difficoltà di affermare la propria identità
incontro con Paola Degani, docente di Diritti Umani e Condizione Femminile, Università degli Studi di Padova.

lunedì 19 dicembre 2011 ore 21
Professione reporter: la difficoltà di raccontare la verità
presentazione del libro Niente di vero sul fronte occidentale (Rubbettino Editore, 2009) di Ennio Remondino. Con l’autore ne discuteranno gli studenti del liceo “L. Da Vinci” di Treviso. Durante l’incontro proiezione del cortometraggio Prima esperienza di morte di Aida Begić, prodotto da Fabrica nel 2000.

Gli incontri in programma fra gennaio e maggio 2012 saranno comunicati nei prossimi mesi.

READING
in collaborazione con Zelda compagnia teatrale

giovedì 24 novembre 2011 ore 10 (per le scuole) e ore 21 (per la città)
Malamore. Esercizi di resistenza al dolore di Concita De Gregorio
In occasione della giornata internazionale sulla violenza contro le donne, un reading che racconta storie vere di donne che cercano di resistere ad abusi quotidiani.

giovedì 15 dicembre 2011 ore 10 (per le scuole) e ore 21 (per la città)
Le mie prigioni di Silvio Pellico
Testo cardine del Risorgimento, a distanza di quasi due secoli costituisce una riflessione attualissima sui diritti umani e sulla libertà attraverso le memorie di un uomo condannato perché colpevole di sentirsi italiano.

giovedì 9 febbraio 2012 ore 10 (per le scuole) e ore 21 (per la città)
La Foiba Grande di Carlo Sgorlon
La storia dello scultore Benedetto Polo e degli abitanti di Umizza, immaginario paese Istriano, travolto dalla Seconda Guerra Mondiale. Il lucido resoconto di un eccidio causato dalla volontà di vendetta in nome dell’ideologia.

giovedì 19 aprile 2012 ore 10 (per le scuole) e ore 21 (per la città)
BEDRÒS o il resto della spada di Filippo Tognazzo, collaborazione alla drammaturgia di Antonia Arslan
«Prima. Prima c’è il sole e una nuvola di schiuma fiorisce sui rami dell’albicocco». Inizia così la storia del giovane armeno Bedròs, mentre assieme ai cugini gioca sotto un pruno selvatico all’inizio della primavera del 1915. In pochi giorni, però, Bedròs si ritrova deportato lontano da casa, mentre assieme alla madre e al fratello Kirkor attraversa la piana torrida di Urfa.

SPETTACOLI TEATRALI PER LA SCUOLA DELL’INFANZIA E PRIMARIA
in collaborazione con l’associazione culturale Codice a Curve

mercoledì 15 febbraio 2012 ore 9 e ore 11
Giungla di e con Roberto Anglisani
Il ragazzino Muli scappa nei sotterranei della stazione centrale di Milano per sfuggire a Sherekhan, il trafficante di bambini, che lo costringe a rubare e a mendicare.

venerdì 20 aprile 2012 ore 9 e ore 11
Storia di un palloncino a cura di Stilema teatro
Attraverso il personaggio del Palloncino azzurro i bambini diventano protagonisti di una storia che parla della voglia di libertà, del senso di responsabilità e del filo che lega il mondo ideale che si desidera, con il provare, insieme agli altri, a realizzarlo.

mercoledì 9 maggio 2012 ore 9 e ore 11
Dritti ai diritti a cura di Codice a Curve
Lo spettacolo invita a partecipare a un viaggio fantastico per mari lontani e burrascosi, in compagnia della pirata che si crede una fata, del suo equipaggio selvaggio e degli animaletti che abitano il grande veliero nero.

A Thiene arriva il “Palio delle Contrade”

Riceviamo e pubblichiamo:

Un tuffo nel passato, alla riscoperta delle antiche tradizioni che rappresentano la storia della città. Sabato 1 e domenica 2 ottobre il centro storico di Thiene si animerà di musica e colori, di giochi e danze rinascimentali, in occasione dell'appuntamento con il “Palio delle Contrade” organizzato dal Comune di Thiene, dalla Confcommercio Mandamento di Thiene e dal Comitato Rievocazione Storica “Thiene 1492”, e con “Rievocare Veneto”, manifestazione di Provincia e Associazione Pedemontana.Vi Turismo realizzata con il contributo della Regione. Eventi che come tradizione, il primo week-end di ottobre, coinvolgeranno tutta la città riportandola ai profumi e ai colori di fine Quattrocento, con il centro cittadino animato da musici e giullari, ma soprattutto quest'anno, ed è la novità dell'evento, dai colori delle contrade thienesi, che saranno le protagoniste assolute del “Palio delle Contrade” sabato 1° ottobre, in un clima di festa e divertimento dedicato all'epoca rinascimentale, che da sempre ha attirato a Thiene migliaia di visitatori.
“Come avevamo promesso durante lo svolgimento della rievocazione storica – dice il sindaco di Thiene Marita Busetti - nell'anno di pausa tra una manifestazione e l'altra abbiamo voluto coinvolgere le contrade, ovvero i comitati di quartiere, creando un clima di unione e partecipazione che è insito nella città e nella rievocazione storica stessa. Tra l'altro, e questa è una delle novità, dalla contrada che riuscirà a conquistare il Palio uscirà la coppia di sposi per la rievocazione storica del 2012”.
Il Palio delle Contrade rappresenta un'assoluta novità. Alla riscoperta di tradizioni andate perdute ma anche della valorizzazione di quello spirito di amicizia tra contradaioli e di gogliardia e competizione tra le diverse contrade tipica di quel tempo. Sabato 1° ottobre il centro storico si animerà di figuranti in costume che faranno da cornice ai giochi e alle sfide tra le contrade di Thiene. Sette, in corrispondenza dei comitati di quartiere, quelle impegnate nei giochi per la conquista del Palio: Cà Pajella, Cappuccini, Centro, Conca, S. Vincenzo, Rozzampia, Santo-Lampertico. Ogni contrada partecipa con una ventina di componenti per squadra.

La giornata del Palio sabato 1° ottobre prenderà il via dalle 10.00 nell'arena di piazza Chilesotti con i giochi per gli adulti: birilli, cerchio, tiro alla fine.
Poi pausa di ristoro per tutti, all'Osteria degli Orsi, di fronte al municipio, o alla tradizionale Taverna che sarà allestita in piazza Chilesotti: un momento conviviale per assaporare i piatti tipici di un tempo.
Dalle 15.00 via nuovamente ai giochi del palio: sarà il momento dei bambini, con le sfide dei birilli e del cerchio. E poi tutte le sette contrade in campo contemporaneamente per il gioco collettivo della “campana” che coinvolgerà bambini, ragazzi e adulti.
Verso le 18.00 è atteso uno dei momenti clou dell'evento: la “corsa delle uova” in corso Garibaldi. Partenza davanti al municipio, staffetta di quattro persone, che dovranno portare un cestino di uova e avranno anche qualche difficoltà a sorpresa in più. Una sfida che richiama la tradizione e le antiche vicende thienesi.
Correva l'anno 1500 e si narra che a Thiene la contessina Ginevra Porto, amata sposa di Antonio Thiene, trovandosi nella necessità di preparare una gustosa frittata, di cui il marito andava ghiotto, si accorse che nella madia non c'erano uova. Furono proprio tutte le contrade di Thiene ad aiutare la contessina Ginevra e a portare al Castello, il più velocemente possibile, le uova necessarie per la frittata. La contessina, grata per aver ottenuto quanto le serviva, promise che in segno di riconoscenza si sarebbe svolto un palio. E alla contrada vincitrice venne assegnata in premio la “Gagliarda di Ginevra”, ovvero la famosa Porchetta Roversà, preparata secondo l'antica ricetta di maestro Martino da Como. Sarà così anche sabato 1° ottobre e la “corsa delle uova” sarà l'ultima sfida per la conquista del palio. A chiudere la giornata la “cena delle contrade” in corso Garibaldi: festa a tavola per tutti, con i vincitori che potranno cibarsi del gusto prelibato della Porchetta Roversà. Il palio invece sarà consegnato alla contrada vincitrice domenica 2 ottobre nel pomeriggio dal Sindaco di Thiene Maria Rita Busetti nel corso della manifestazione “Rievocare Veneto”.
A fare da cornice ai giochi del palio ci saranno numerosi gruppi che porteranno animazione e musica, colori, fantasia e tradizione, tutti rigorosamente in costume d'epoca: Modi Versus, Convivio dei Giullari, Giullar Cortese Gianluca Foresi, Commenda Maladense, Gruppo Arcieri e il falconiere Franco De Muri.
La regia e la direzione artistica dell'evento sono di Alberto Chester Stella.
Migliaia le persone coinvolte nella manifestazione, anche per garantire i servizi e la sicurezza all'evento in centro storico. Tanti volontari e tanti appassionati che non mancheranno di sfoggiare i meravigliosi costumi realizzati dalla sartoria della rievocazione storica di Thiene.

"Concepire l’infinito", filosofia e poesia

Venerdì 30 settembre 2011, dalle ore 16.30 alle ore 18.45, nell’Antisala della libreria Sansoviniana (Piazzetta san Marco 13/a, Venezia) la Biblioteca Nazionale Marciana, organizza con La Settima Stanza-scuola di poesia, in collaborazione con il Centro Donna del Comune di Venezia, l’incontro: “CONCEPIRE L’INFINITO. Una Filosofa in dialogo con un Poeta”. Con Annarosa Buttarelli e Davide Rondoni.

Annarosa Buttarelli insegna Ermeneutica Filosofica e Filosofia della storia presso l’Università di Verona e dal 1988 fa parte della Comunità filosofica Diotima, nei dieci volumi della quale ha pubblicato numerosi saggi. Dal 1997 è nella redazione della rivista “ Via Dogana. Rivista di pratica politica” della Libreria delle donne di Milano. Ha ideato e dirige la Scuola di Cultura Contemporanea di Mantova e partecipa del gruppo che ha ideato e organizza Festivaletteratura. E’ impegnata nella realizzazione di un Master universitario di secondo livello presso l’università di Verona finalizzato per la prima volta in Italia alla formazione delle filosofe e dei filosofi pratici. Fra le numerosissime pubblicazioni, si ricordano: “ Per amore di altro. L’empatia a partire da Edith Stein” , Cortina, Milano, 2000, “ Una filosofa innamorata. Maria Zambrano e i suoi insegnamenti”, Bruno Mondatori, Milano 2004; a sua cura sono pubblicati.tra gli altri volumi, “ Concepire l’infinito”, La tartaruga, Milano 2004, “ La passività. Un tema filosofico-politico in Maria Zambrano”, Bruno Mondatori, 2006, “ Il pensiero dell’esperienza” , Baldini Castoldi Dalai editore, 2008.

Davide Rondoni, poeta, drammaturgo, critico, insegna all’Università di Bologna presso cui ha fondato e dirige il Centro di Poesia Contemporanea. Oltre che a Bologna, tiene corsi di poesia e di letteratura in altre università italiane e negli USA . E ‘direttore artistico del festival Dante 09 di Ravenna e svolge un’intensa attività pubblicistica. In particolare, ha fondato e tuttora dirige la rivista clanDestino, è opinionista di Avvenire e critico letterario nel supplemento domenicale de Il Sole 24 Ore. Fra le sue numerosissime pubblicazioni poetiche: Il bar del tempo, Guanda, 1999, Avrebbe amato chiunque, Guanda 2003, Compianto, Vita, Marietti 2003, Vorticosa, dipinta, Marietti 2006, Apocalisse, amore, Mondadori 2008. Numerose le opere teatrali e i saggi, di cui il più recente è Contro la letteratura, Il Saggiatore, 2010.

Concepire l’infinito è il titolo della sezione poetico-filosofica Poesia e Infinito appartenente al ciclo POESIA - INFINITO REALE, organizzato per l’anno 2011 da “ La Settima Stanza - scuola di poesia , in collaborazione con il Centro Donna del Comune di Venezia. Con tale proposta, le curatrici hanno inteso condurre, in ogni incontro, la poesia accanto alla filosofia , interrogandole entrambe attraverso alcune fondamentali parole-chiave della loro poetica, in un itinerario che assume ogni traccia dell’infinito reale come relazione, di cui e la poesia e la filosofia riescono a svelare sorprendenti e rivelativi suoni e volti, il cui senso è inesauribile.

La Settima Stanza - scuola di poesia è un’associazione culturale attiva a Venezia dal 2003 e dedita alla ricerca poetica attraverso l’ascolto e la produzione nella forma di laboratori di scrittura e seminari a cui sono invitate le poete e i poeti tra i più rappresentativi della poesia contemporanea, italiana e straniera. Le interrogazioni che la poesia solleva e prossime alla filosofia e talvolta alla mistica, come nell’incontro proposto, inducono a un ascolto di sé e dell’altra/o assunto, nelle pratiche di scrittura, a materia poetica primaria. Il confronto tra la filosofa e il poeta invitati sul “ concepire l’infinito” sarà una testimonianza, forse tuttora poco esplorata, di un’apertura di confini tra due modalità conoscitive così liberate dai recinti abituali.


Per informazioni su programmi de “ La Settima Stanza” rivolgersi a: Laura Guadagnin, lauraguadis@libero.it, Grazia Sterlocchi, graziams@libero.it

A Palazzo Zabarella: il Simbolismo in Italia

Federico Bano annuncia "Il Simbolismo in Italia". L'appuntamento, per molti versi imperdibile, è dal 1° ottobre di quest'anno al 12 febbraio del 2012, a Padova, in Palazzo Zabarella (via degli Zabarella 14). A realizzare questa nuova impresa la Fondazione Bano, qui ancora una volta insieme alla Fondazione Antonveneta, ha chiamato Fernando Mazzocca e Carlo Sisi con Maria Vittoria Marini Clarelli, direttore della Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma.

Il tema e l'ambito sono ben noti: a cavallo tra Otto e Novecento, l'inconscio irrompe nell'arte e nulla sarà più come prima. E' la scoperta di un mondo "altro", affascinante, intrigante, di una nuova lente che vira la percezione di ogni realtà, si tratti di un paesaggio fisico e di un moto dell'anima.
E' la storia di un movimento che si estende velocemente su scala europea ma che qui viene compitamente - ed è la prima volta - indagato nella sua fondamentale vicenda italiana. Non senza proporre confronti oltre confine e in particolare con l'ambito austriaco del Simbolismo: valgano tra tutti la Giuditta - Salomè, di Gustav Klimt o Il Peccato, celebre capolavoro di Franz von Stuck: due opere che valgono da sole la visita alla mostra.
Ma se i raffronti internazionali sono di assoluta qualità, ciò che di italiano offrono le otto sezioni di questa mostra, non è certo da meno.
Sono opere che, nel loro insieme, ricostruiscono quel dibattito sulla missione dell'arte che infuocò quegli anni di decisive mutazioni sociali. Opere che evocano ciò che aleggiava negli ambienti letterari e filosofici di Gabriele D'Annunzio o di Angelo Conti o nei cenacoli musicali devoti a Wagner, mentre le Esposizioni portavano in Italia i fermenti dei movimenti europei.

Proprio con una esposizione, la Triennale di Brera del 1891, si apre l'itinerario della mostra che presenta affiancate Le due madri di Giovanni Segantini e Maternità di Gaetano Previati, quadri che segnano la sintesi fra divisionismo e contenuti simbolici. Segue una sezione dedicata ai 'protagonisti': gli artisti italiani e stranieri che parteciparono direttamente a quell'avventura poetica cresciuta intorno al Manifesto del 1886 di Jean Moréas e all' "arte di pensiero" foriera della poetica degli stati d'animo.

"Un paesaggio è uno stato dell'anima" scriveva Henry-Frédéric Amiel e a questo principio è ispirata la sezione che, trattando del sentimento panico della natura, espone opere dove prevalgono, nella rappresentazione del paesaggio, la nebbia, i bagliori notturni, la variabilità atmosferica, le situazioni insomma più facilmente collegabili ai turbamenti psicologici. A prefazione di questo tema l' Isola dei morti di Böcklin nella raffinata ed inedita versione di Otto Vermehren, affiancata dai dipinti di Vittore Grubicy, di Pellizza da Volpedo, di Plinio Nomellini.
Il mistero della vita è il soggetto della successiva sezione. Qui troviamo la rappresentazione di azioni quotidiane: la processione, le gioie materne, il viatico, la partenza mattutina. Emblemi di quell' "artista veggente" che aveva il compito, secondo le teorie simboliste, di decifrare il mondo dei fenomeni e di cogliere le affinità latenti e misteriose esistenti tra l'uomo e la realtà circostante. Alle soglie del Novecento, Angelo Conti affermava che la natura, anche nelle sue calme apparenze, era "tutta uno spasimo, una frenesia di rivelarsi ed esprimere, per mezzo dell'uomo il segreto della sua vita": un segreto che spesso era demandato a rappresentazioni dense di rimandi letterari, di evocazioni mitologiche cariche di sensualità, in cui l'artista esibiva la capacità di trasformarne quei contenuti in immaginazioni rare e coinvolgenti, come nei dipinti di Pellizza da Volpedo, Morbelli e Casorati.
L'ispirazione preraffaellita domina la pittura di Giulio Aristide Sartorio, Adolfo De Carolis realizza le aspirazioni figurative di D'Annunzio, Galileo Chini intesse sontuose e iridescenti allegorie, Leonardo Bistolfi interroga la Sfinge, Gaetano Previati riscopre nella storia il dramma di Cleopatra: le sezioni che illustrano il mito e l'allegoria propongono i capolavori di questi artisti mettendone in evidenza la portata internazionale attraverso il confronto - clamoroso per importanza e qualità - con le opere di Gustav Klimt e di Franz von Stuck.
E' nella sezione dedicata al 'bianco e nero', cioè alla nutrita produzione grafica degli anni fra Otto e Novecento, che meglio si comprende il dialogo degli italiani con la cultura figurativa mitteleuropea, impegnata ad indagare i più riposti sentimenti dell'uomo, i suoi fantasmi interiori. Spiccano in questa i fogli di Gaetano Previati, di Alberto Martini, di Romolo Romani, di Giovanni Costetti, di Umberto Boccioni, del giovane Ottone Rosai, che variano dall'allegorico, al fiabesco, al fantastico, all'orrido, confermando l'idea allora ricorrente che solo attraverso il disegno si riuscisse a preservare la spiritualità della visione dalle scorie della quotidiana esperienza.
Il percorso della mostra si conclude nella 'Sala del Sogno', che alla Biennale di Venezia del 1907 aveva consacrato le istanze e le realizzazioni della generazione simbolista creando una vera e propria scenografia affidata all'ingegno decorativo di Galileo Chini e agli artisti che, con la loro militanza, avevano contribuito ad alimentare le poetiche del 'piacere' e dell'inquietudine, della bellezza e del mito, della spiritualità e degli stati d'animo, sostenendole con tenacia fino alle soglie della rivoluzione futurista cui introducono due capolavori ancora simbolisti di Umberto Boccioni come Il sogno (Paolo e Francesca) e La sorella intenta a cucire.

IL SIMBOLISMO IN ITALIA
Padova, Palazzo Zabarella, Via degli Zabarella, 14 - Padova
1 ottobre 2011 - 12 febbraio 2012
Mostra promossa da: Fondazione Bano, Fondazione Antonveneta
In collaborazione con: Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma
Galleria d'Arte Moderna, Milano

Informazioni, biglietti e prenotazioni: tel. 049.8753100, info@palazzozabarella.it
www.palazzozabarella.it

domenica 25 settembre 2011

Festival delle Libertà Digitali, III^ Edizione

Riceviamo e pubblichiamo:

Come rendere fruibile e gratuita l’“autostrada” digitale. 14 giorni tra Veneto, Bologna, Pisa, Roma e Napoli per rendere fruibile a tutti la conoscenza via web. Le novità e il programma del Festival di Wikimedia Italia, dall'1 al 14 ottobre

La libertà passa anche attraverso l'espressione digitale: open data, open street map, e-book. Ovvero la libera diffusione via Internet, con annessa possibilità di impiego, della conoscenza, a cominciare dai dati delle pubbliche amministrazioni, delle cartografie del territorio realizzate dagli enti pubblici, dei libri vecchi e nuovi che dal formato cartaceo vengono resi fruibili sul web. Di tutto questo, e molto più, si parlerà al Festival delle Libertà Digitali, organizzato dall’Associazione Wikimedia Italia, giunto quest'anno alla terza edizione. Per il terzo “compleanno” la manifestazione si moltiplica: in programma dall'1 al 14 ottobre, il festival sarà diffuso sul territorio italiano, policentrico, con eventi sia a Vicenza dove è nato che a Padova, Bologna, Pisa, Roma e Napoli.

«Con il Festival ci proponiamo di sensibilizzare le persone sulle nuove tecnologie della comunicazione, in particolare sugli aspetti che riguardano i principi etici e la libertà - spiega Luca Menini, di Wikimedia Italia - E' ormai fondamentale iniziare a comprendere i temi della privacy, dei dati aperti, del software libero, della condivisione della conoscenza, perché siamo nella società dell'informazione: questo implica che il valore economico non è più esclusiva di aspetti materiali, come la produzione di oggetti, ma anche nella cultura e nell'informazione, e nella loro diffusione. Questi aspetti oggi devono essere inclusivi, non esclusivi. Noi quindi affermiamo che non deve essere tolta alle persone la possibilità di operare con questi strumenti come lo desiderano».

L'obiettivo della manifestazione organizzata da Wikimedia Italia - associazione italiana senza scopo di lucro che supporta l'enciclopedia libera via web più famosa del mondo, Wikipedia - è quindi diffondere i valori positivi dell'“open source”, i principi etici della condivisione digitale in rete in modo legale di notizie, musica, immagini e programmi che stanno alla base del software libero e della stessa Wikipedia. Condivisione resa possibile anche grazie alla presenza di licenze precise che regolano la diffusione libera, fra cui le Creative Commons. Con l'evento si vuole poi contribuire al rafforzamento della rete di volontari che utilizzano e producono contenuti a scopo sociale, per lavoro o per svago: la manifestazione vuole quindi essere anche luogo di scambio di buone pratiche ed esperienze positive.

I temi e i luoghi del Festival 2011

«In questa edizione la manifestazione è programmata con un “canovaccio” di argomenti principali, a cui volontariamente e senza necessariamente essere affiliati a Wikimedia Italia altre persone hanno potuto aggiungere e sviluppare ulteriori temi correlati» precisa Menini.
Fra i temi principali che verranno toccati c'è quello degli open data. Le pubbliche amministrazioni hanno a propria disposizione un'enorme mole di informazioni, rilevazioni, dati appunto, che sono fruibili dai cittadini solo in forma cartacea o comunque, anche quando siano già digitalizzati, spesso solo recandosi nelle sedi dell'ente specifico. Queste informazioni, teoricamente già fruibili in modo libero, potrebbero essere messe a disposizione sulla rete così che il cittadino possa impiegarle, per semplici servizi informativi piuttosto che per un'attività di business.

«La cittadinanza paga le tasse per avere servizi dalla Pubblica Amministrazione. Mettere a disposizione il proprio patrimonio informativo da parte delle amministrazioni pubbliche è uno di questi servizi - osserva Menini - Facciamo un parallelo “pratico”: la strada che io utilizzo, pubblica, ce l'ho perché pago le tasse. Ed è una infrastruttura a disposizione di tutti. I dati della Pubblica Amministrazione devono essere visti come infrastrutture dai cittadini, e deve essere possibile utilizzarle per i propri scopi tra cui anche il fare business: allo stesso modo per il quale impiego la strada davanti casa per andare al lavoro, o per svolgere l'attività di autotrasportatore».

A Padova, il tema degli open data verrà declinato in “open street map”: le cartografie oggi presenti su Internet, ad esempio quelle di Google, sono protette da copyright, dati che non possono essere impiegati per fare business liberamente senza il consenso, a pagamento o in forma gratuita, della società proprietaria. Ma in realtà già oggi ogni città e Comune d’Italia ha a disposizione un proprio stradario, accurato e aggiornato continuamente, con i dati del territorio, vie e numeri civici compresi. Le cartografie del territorio vengono realizzate sin dai primi decenni del Novecento, attraverso voli e fotografie aeree, e sono presenti negli archivi delle amministrazioni. «Perché queste informazioni e mappature non possono essere messe a disposizione di ogni cittadino, per semplice servizio informativo o anche con la possibilità di impiegarli per la propria impresa o progetto?» si chiedono a Wikimedia Italia. Il progetto degli open data è di carattere generale: punta a far sì che queste informazioni, soprattutto quelle della Pubblica Amministrazione, vengano messe a disposizione di tutti. Molti di questi dati, del resto, sono già in forma digitale.

A Vicenza si parlerà soprattutto di e-book. Da anni nella città di Andrea Palladio la Biblioteca “La Vigna”, centro internazionale di cultura e civiltà contadina, porta avanti l'iniziativa “Adotta un libro”: un progetto di digitalizzazione dei volumi dell'istituto, che dispone di un archivio di oltre 50mila libri compresi testi cinquecenteschi o seicenteschi molto rari che non possono essere toccati, ma che possono essere fotografati e, tramite scansione digitale, divenire disponibili su web. «Quest'anno daremo una mano a “La Vigna” - dichiara Menini - cercheremo nel loro archivio un libro, lo fotograferemo, faremo la pulizia di ogni foto e la scansione, con un incontro pubblico in cui presenteremo il testo digitalizzato e informeremo della sua disponibilità sulla rete». Precisamente, su Wikisource: è uno dei progetti collegati a Wikipedia, una risorsa in cui già oggi è possibile trovare molti volumi in formato “e-book” e collaborare, volontariamente e dedicando il tempo che si desidera, alla digitalizzazione di altri libri. Per farlo si impiega un software che riconosce i caratteri e le frasi della scansione. Il software tuttavia può “tradurre” commettendo qualche errore: il lavoro del volontario sta proprio in questo, collaborando a leggere le parti scansionate ed elaborate per individuare e correggere alcuni errori. In Wikisource sono a disposizione libri di cui non sussistono più i diritti d'autore. Ad esempio sono già presenti alcuni volumi del vicentino Antonio Fogazzaro, di cui quest'anno ricorre il centenario della morte; quindi le sue opere sono libere per tutti da 30 anni.

Altre iniziative del Festival sono in programma a Roma con un evento dal titolo “Cultura online: micro-pagamenti, grandi innovazioni”.

Tutti gli aggiornamenti sul Festival delle Libertà Digitali saranno pubblicati sul sito dell'evento:
www.libertadigitali.it
Il Festival è anche sul social network Twitter: www.twitter.com/LibertaDigitali
Contatti: mail a info@libertagitali.org