mercoledì 30 novembre 2011

Non tutto è perduto

Di fronte al quotidiano stillicidio di notizie riguardanti un sistema di corruzione intrecciato e trasversale che non coinvolge soltanto la politica, ma abbraccia gli apparati, la magistratura e persino il mondo della cultura e dell’informazione, l’inerzia dei poteri di controllo nel colpire scandali giganteschi oramai di pubblico dominio sgomenta e preoccupa. Si intravede in maniera sempre più pressante il rischio che una parte importante della magistratura sposi , con sempre maggiore pervicacia, un’idea del ruolo distante anni luce da quello assegnatole dalla Costituzione. Il pericolo gravissimo è rappresentato dalla possibilità, testimoniata da moltissimi casi concreti verificatisi negli ultimi anni, che una parte influente della magistratura preferisca ritagliarsi il comodo ruolo di garante degli assetti di potere costituiti, anziché perseguire i reati, specie dei potenti, ai danni di cittadini spesso deboli e senza voce. Come spiegare altrimenti le enormi difficoltà incontrate da quei magistrati che negli anni hanno provato a rendere concreto il principio illuministico che sancisce l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge? Come non ricordare i processi interni subiti da de Magistris, Forleo e Apicella? Come non ricordare che quel Csm che promuoveva sanzioni contro magistrati scomodi esprimeva come vicepresidente quel Nicola Mancino già ministro dell’interno discusso all’epoca della strage di via d’Amelio in cui morì Paolo Borsellino? Come ignorare le parole del magistrato reggino Giuseppe Lombardo che denuncia la “pigrizia” di suoi colleghi nel contrastare le dinamiche mafiose di alcuni colletti bianchi, antimafia di giorno e funzionali di notte? E’ bene però avere consapevolezza del fatto che esistono ancora magistrati che servono la Costituzione e rappresentano una autentica barriera di resistenza contro il definitivo crollo di quel sistema di valori democratici che rende diversa l’Italia dalla Siria di Assad. Magistrati che non hanno avuto paura o remore nel perseguire e condannare potenti come Geronzi e Arpe, recentemente condannati per bancarotta fraudolenta, o Francesco Caltagirone, ricchissimo finanziere proprietario di molti giornali, condannato per lo scandalo Unipol. Magistrati che come la Boccassini, in spregio all’adagio che dipinge i magistrati sempre intenti nel coprirsi a vicenda, non ha esitato nel colpire alcuni suoi colleghi arrestati stamani insieme ad esponenti apicali della politica calabrese. Oggi, da Milano a Reggio Calabria, le procure aprono uno scenario devastante ma non imprevisto. Gli arresti in Calabria del magistrato Vincenzo Giglio e del consigliere regionale Franco Morelli e in Lombardia del vice di Formigoni Nicoli Cristiani, rendono concreti e danno sostanza agli incubi peggiori. Questo è il momento nel quale tutti i cittadini onesti sono chiamati a una mobilitazione generale, si badi bene, non in favore della magistratura contro la politica, ma al fianco di chi evidentemente serve interessi generali a scapito di chi utilizza il suo ruolo per barattare ambigui e indicibili favori personali. Magari questi magistrati fedeli alla costituzione non diventeranno mai sottosegretari o non piazzeranno mai amici e parenti dentro imprese come Finmeccanica, ma si ritaglieranno il rispetto e la stima degli italiani migliori. E, se ci pensate bene, non è poco.

Francesco Toscano

Bassano Opera Festival: Lucia di Lammermoor

Una nuova, spettacolare produzione lirica, chiude la programmazione di Bassano Opera Festival: Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti, fra i massimi capolavori del grande compositore italiano, sarà in scena venerdì 2 dicembre ore 20.30 al PalaBassano e in replica Domenica 4 dicembre alle ore 15.30

Chiusura in grande stile per il Bassano Opera Festival 2011: sarà Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti, a siglare una stagione di grandi successi, in una nuova produzione realizzata dal progetto LI.VE., l’accordo che riunisce le città produttrici di lirica del Veneto: oltre a Bassano, Padova e Rovigo. L’opera nel nuovo spettacolare allestimento, andrà in scena venerdì 2 dicembre alle 20.30 e in replica domenica 4 dicembre alle 15.30 al PalaBassano di Bassano del Grappa.
Regia, scene e costumi sono affidati a Stefano Poda, il mago prodigioso, come è stato definito, per il suo stile inconfondibile, visionario, spettacolare. Per questa produzione ha creato un impianto scenico di forte impatto visivo e simbolico dove dominano la purezza dell’acqua e il rosso del sangue e dove le luci disegnano con grande potenza tutti i passaggi del dramma.
Nato a Trento, dal 1994 realizza 66 spettacoli tra Spagna, Portogallo, Danimarca, America del Sud (Uruguay, Argentina e Brasile), America Centrale, Belgio, Stati Uniti. Al Teatro Regio di Torino firma regia, scene, costumi, luci e coreografia di Thaïs di Massenet nel dicembre 2008, un grande successo che gli apre le porte di numerosi teatri anche in Italia.
Per questa nuova produzione Stefano Poda ha ideato un allestimento e una regia non di rottura, ma si è concentrato piuttosto nella ricerca di purezza per tornare al valore musicale più autentico.
Sarà uno spettacolo di essenzialità - anticipa Poda - con elementi arcaici come pietra e acqua, che vuol portare lo spettatore alla riscoperta delle ragioni profonde dell'essere
Protagoniste dell’opera donizettiana nel ruolo del titolo, il soprano italiano Angela Nisi nella recita del 2 dicembre e Burcu Uyar, giovane cantante turca, per la recita del 4, entrambe giovanissime, ma già lanciate verso una importante carriera internazionale. Sir Edgardo sarà interpretato dal tenore Alessandro Liberatore, già presente nei cartelloni dei principali teatri italiani, mentre il baritono veneto Elia Fabbian vestirà i panni di Lord Enrico. Completano il cast: Thomas Vacchi (Lord Arturo), Ernesto Morillo (Raimondo), Silvana Benetti (Alisa) e Stefano Ferrari (Normanno).
La direzione musicale è affidata alla bacchetta esperta di Stefano Romani alla guida dell’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta e del Coro Lirico LI.VE preparato da Dino Zimbello.

La Lucia donizettiana è un’opera in cui sono presenti tutti gli elementi tipici del romanticismo: l’amore contrastato ed impossibile, le rivalità tra le famiglie, la separazione, il matrimonio forzato, la pazzia ed infine la morte, in un crescendo di eventi drammatici che si sviluppano in un’atmosfera tragica. Accenti sottolineati dal suono dell’arpa, per le speranze dell’amore, dall’oboe, nel colloquio tra Lucia e suo fratello Enrico, e poi dal flauto, nel registro acuto, che accompagnerà la fuga nella follia di Lucia, giacché sarà quello l’unico suo modo possibile per sfuggire alla realtà.
Lucia di Lammermoor, portata a termine in una Napoli colpita dall’epidemia di colera e in un clima culturale di censura e inasprimento, venne rappresentata al Teatro San Carlo di Napoli il 25 settembre del 1835, e fin dal suo apparire fu un clamoroso successo. Il musicista bergamasco, che approdò alla Lucia dopo aver già composto oltre 40 opere, e dopo aver a lungo inseguito il favore del pubblico e della critica nei teatri dell’Italia settentrionale, proprio a Napoli riuscì a conseguire il meritato riconoscimento, incoronato da quel pubblico partenopeo che aveva sempre seguito favorevolmente la sua carriera.

La composizione dell’opera fu molto rapida, com’era nelle abitudini del musicista; in soli due mesi infatti, tra maggio e luglio del 1835, musicò il testo del librettista Salvatore Cammarano che si era ispirato per la trama al romanzo dello scrittore Walter Scott “The Bride of Lammermoor” (La sposa di Lammermoor) nella cui composizione musicale già molti operisti si erano cimentati, ma senza raggiungere la grandezza artistica della coppia Donizetti-Cammarano: basti pensare alla scena della follia, che resta il modello più alto tra le scene simili, e non solo di Donizetti.

Per informazioni e prenotazioni: Biglietteria Operaestate, tel. 0424 524214 – 0424 519811 e direttamente dal sito: www.operaestate.it.

martedì 29 novembre 2011

Mobilità: Proposte di Senza Noi Padova Muore

Riceviamo dal Sindacato degli Studenti di Padova e condividiamo:

Padova - Ogni giornata è una “giornata nera” per il trasporto pubblico: i treni accumulano ritardo e nell'ora di punta sono sempre troppo affollati, tanto che nel momento in cui i convogli arrivano in stazione molti pendolari devono restare a terra ed aspettare la corsa successiva. In cambio di un servizio sempre più scadente, il costo di biglietti e abbonamenti è sempre più alto. Forse Trenitalia, prima di pensare alle nuove Frecce rosse con le loro carrozze Executive “per chi viaggia al top”, dovrebbe cercare di non demolire il servizio di trasporto regionale che molti comuni cittadini usano ogni giorno.

Noi del Sindacato degli Studenti, lista che nel 2010 ha ottenuto il raddoppio delle corse con cui gli studenti di Veterinaria e Agraria raggiungono Agripolis, insieme all'ASU denunciamo da anni come questa situazione intollerabile pesi sulle vite degli studenti universitari: già lo scorso aprile, all'interno della nostra campagna Senza noi Padova muore, abbiamo analizzato il problema e tentato di proporre delle soluzioni. Da quel momento la situazione è peggiorata, ma ora come allora le priorità sono aumentare il numero di corse, in particolare quelle notturne, e creare strumenti di sconto all’acquisto del singolo biglietto legati all’esibizione del badge universitario o meglio del libretto. Tra le proposte di Senza noi Padova muore c'è la creazione di un biglietto a prezzo ridotto riservato agli studenti effettivamente iscritti e l'istituzione di una rete di trasporti notturni. In questo contesto è fondamentale che gli orari del tram vengano prolungati almeno fino alle 2:00, e che vengano garantite corse di autobus delle linee più importanti in numero utile per tutta la notte.

Altro problema importante è quello, comune a moltissimi studenti, dell'uso della bicicletta in città: è necessario agire con alcuni strumenti specifici per garantire una mobilità sicura e sostenibile. A questo proposito proponiamo l'implementazione della rete di piste e percorsi ciclabili, accompagnata da una campagna di sicurezza rivolta a tutti coloro che utilizzano la bicicletta in città; l’incremento della rete di bike sharing con l’aumento del numero di luoghi di prestito e resa; l’aumento del numero di parcheggi garantiti per biciclette, con tariffe agevolate rispetto alle vigenti. Anche per tutti questi servizi sarebbe utile ragionare in termini di una fascia di prezzo diversificata per gli studenti universitari, legata alla presentazione di badge o libretto. Per chi arriva da fuori, dopo magari aver superato l'incognita di viaggio con Trenitalia, deve essere garantita una facilità di spostamento al pari delle grandi città europee.

Chiediamo quindi che gli amministratori locali non rinuncino a mantenere degli obiettivi all'altezza di una città universitaria nell'ottica di trasporti integrati su tutta la rete regionale: consapevoli di quanto i tagli ministeriali pesino sulle Regioni, è assolutamente necessario mantenere in primo piano la questione della mobilità.

Link consigliati:

http://senzanoipadovamuore.wordpress.com/

www.facebook.com/pages/SENZA-NOI-PADOVA-MUORE/155332721196856

Provincia Italiana: Arte come esperienza

Presentazione del libro di Elena Ciresola edito da Marsilio. Con: Fausta Bressani, dirigente regionale; Elena Ciresola, autrice del libro; Cristiano Seganfreddo, direttore di Innov(e)tion Valley; Tiziano Vescovi, docente di Economia delle Imprese, Univesità Ca’ Foscari

Venezia - Provincia italiana, laboratorio permanente di ripensamento del territorio veneto in chiave contemporanea ideato e organizzato da Fuoribiennale e Centro Studi Usine e promosso da C4- Centro Cultura Contemporaneo Caldogno, partecipa al XV Salone dei Beni e delle Attività Culturali e del Restauro, che si svolgerà a Venezia dall'1 al 3 dicembre 2011, con la presentazione del volume di Elena Ciresola “Arte come esperienza. Una nuova formazione manageriale”, edito da Marsilio. L'appuntamento, realizzato in collaborazione con la Direzione Beni Culturali della Regione del Veneto, si terrà venerdì 2 dicembre, alle ore 12.30 presso il VTP - Venezia Terminal Passeggeri, Porto di Venezia. Oltre all'autrice del volume, interverranno Fausta Bressani, dirigente regionale ai Beni culturali, Cristiano Seganfreddo, direttore di Fuoribiennale e Innov(e)tion Valley e Tiziano Vescovi, docente Università Ca’ Foscari.


L’idea alla base del libro, sintesi di esperienze decennali e di una ricerca universitaria, è che l’arte, soprattutto quella contemporanea, possa essere un formidabile strumento per la formazione. Di chi? E rispetto a quali ambiti? Come può accadere? L’arte parla di noi e di come vediamo il mondo. Sperimentare alcune attività formative con un artista può voler dire provare a vedere le cose in modo diverso, tramite un processo artistico che diventa metodo di rappresentazione di un’idea. Quali relazioni possono esserci tra arte ed economia, tra arte e apprendimento adulto, tra arte e impresa, tra arte e amministrazione pubblica? Il libro cerca di rispondere a queste e ad altre domande, facendo uscire l’arte dai confini tradizionali: e se usassimo l’arte per fare una nuova esperienza anziché solo guardarla?


Per prenotazioni e informazioni: tel. 0444.327166 - info@fuoribiennale.org

Fotografi veneti attraverso l'Oriente dell'800

"East Zone". Mostra a Villa Contarini - Piazzola sul Brenta (PD). Dal 17 dicembre 2011 al 1 aprile 2012

Raccontarono il mondo quando la fotografia era ancora sperimentale, furono protagonisti della nascita del fotogiornalismo e del reportage. Fecero scoprire il Giappone e le meraviglie dell'Egitto agli europei, portarono la fotografia nelle terre d'oriente, partendo dal Veneto. Loro sono Antonio e Felice Beato, due fratelli greco-veneziani, e Adolfo Farsari, vicentino.

Una mostra, dall'emblematico titolo di "East Zone", per la prima volta documenta in modo esteso la loro arte. Raccontando anche uno scambio culturale tra l'est italiano e il lontano Oriente, scambio nei due sensi dato che i tre fotografi veneti influenzarono la storia della fotografia in Giappone ma dal questo e dagli altri Paesi visitati trassero elementi che influenzarono la loro maniera di "fare fotografia". Da segnalare come la mostra proponga accanto alle immagini dei tre protagonisti, una carrellata di foto di confronto, a dar conto di come queste terre lontane seppero calamitare, affascinare fotografi di diverse provenienze.

Ad ospitare la mostra, dal 17 dicembre al primo aprile 2012, sarà Villa Contarini, la reggia delle Ville Venete, oggi proprietà della Regione Veneto, a Piazzola sul Brenta, vicino a Padova. La mostra è curata da Magda di Siena e promossa da Regione del Veneto, Photosophia e Immobiliare Marco Polo, società regionale di gestione di Villa Contarini.

Felice Beato viene avvicinato alla fotografia dal fotografo della Zecca Ottomana James Robertson, affiancandolo nel suo lavoro a Costantinopoli. A loro si unisce il fratello di Felice e prendono vita le grandi spedizioni fotografiche: Malta (nel 1854-1856), in Grecia e Gerusalemme (1857).
Scoppia la Guerra di Crimea e Felice, con Robertson, crea reportage di guerra che fanno il giro del mondo e contribuiscono non poco a orientare l'opinione pubblica inglese ma non solo. É il primo esempio di grande fotogiornalismo di guerra.
Felice Beato è poi in Cina, ancora al seguito dell'esercito inglese stavolta impegnato nella Guerra dell'Oppio. Negli anni '60 i tre fotografi si dividono; Antonio si trasferisce in Egitto, mentre Felice è in Inghilterra. Nel 1863 si trova già a Yokohama, in Giappone, in società con Charles Wirgman, un illustratore giornalista che Beato aveva già incontrato ai tempi della Cina e col quale aveva viaggiato a lungo.
Le fotografie giapponesi di Beato rivestono particolare importanza documentaria in quanto riprese in anni in cui l'accesso degli stranieri era decisamente avversato. Il suo corposo archivio di negativi nel 1866 viene distrutto dal grande incendio di Yokohama. Per quasi due anni è impegnato a ricostituire un adeguato fondo di immagini, che pubblicherà negli anni successivi in due diversi volumi, "Native Types" e "Views of Japan", oggi conservati presso il Victoria and Albert Museum a Londra.
Nel 1871 è il fotografo ufficiale di una spedizione navale statunitense in Corea e nel 1873 viene nominato Console Generale per la Grecia in Giappone. Nel 1884 lascia il Giappone e si reca in Egitto, fotografo ufficiale di una spedizione diretta in Sudan, a Khartoum, in soccorso del generale Charles George Gordon.
Torna in Inghilterra, ma già nel 1888 lo troviamo in Birmania. Proprio in quell'anno a Yokohama muore Robertson, Felice Beato continua la sua attività e le ultime notizie di questo stravagante ed avventuroso personaggio si ritrovano nel 1907, quando la sua compagnia "F. Beato Ltd" viene liquidata.
Anche le ultime notizie di Antonio risalgono a quegli anni; un documento, infatti, riporta l'annuncio di vendita del suo studio fotografico, emesso dalla vedova Beato a Luxor nel 1906.
Intanto in Giappone lo studio fotografico di Felice Beato passato a Baron Von Stillfried nel 1877, finisce, nel 1885, nelle mani di un altro veneto: il vicentino Adolfo Farsari. Dopo aver viaggiato a lungo in Occidente ed aver partecipato, come militare, a diverse guerre (fu anche volontario nella guerra civile americana), Farsari si era stabilito a Yokohama specializzandosi nell'importazione di libri e riviste e dedicandosi alla fotografia. Di notevole capacità imprenditoriale e dotato di forte senso estetico, Farsari fa del suo studio un punto di riferimento per la fotografia giapponese del tempo. Le sue foto sono di straordinaria bellezza e si distinguono soprattutto per la qualità della colorazione. Le sue tecniche fotografiche e i suoi alti standard qualitativi influenzano notevolmente la fotografia come forma d'arte in Giappone, ma anche in Cina e in altri paesi d'Oriente.
Sicuramente le foto di Farsari pubblicate in occidente, contribuiscono a plasmare l'immagine che del Giappone medievale si ha negli immaginari collettivi contemporanei. Farsari, nei soggetti e nelle scenografie delle sue opere, si ispira al grande artista giapponese dell'ukiyoe Hiroshige, il quale nell'ultimo periodo della sua produzione artistica si cimenta con l'emergente sperimentalismo fotografico.
Nella primavera del 1890 Farsari fa ritorno a Vicenza con la figlia Kiku, avuta da una relazione con una giapponese, le ultime immagini lo ritraggono vestito alla maniera orientale assieme a sua sorella nella casa di Arcugnano. A Vicenza è considerato un personaggio stravagante, spesso nominato nel foglio satirico locale 'La freccia'. Muore nel 1898 senza aver fatto ritorno in Giappone. Anche se notizie del suo studio fotografico appaiono nel Japan Directory con il vecchio nome di Farsari and Co. ancora per moltissimi anni fino al terremoto del 1923.
Felice Beato è uno dei pionieri delle riprese fotografiche e del fotogiornalismo soprattutto del reportage di guerra. In Giappone la sua influenza è notevole, sia in termini di vero e proprio insegnamento delle tecniche di ripresa, sia per il livello della documentazione che ha prodotto. Bisogna tener conto che nella sua lunga attività ha vissuto l'evoluzione dei materiali sensibili e li ha praticamente utilizzati tutti, cominciando dai negativi al collodio umido stampati sulle carte all'albumina fino, probabilmente, alle lastre in gelatina al bromuro d'argento. Deve essere considerato un pioniere anche delle tecniche di colorazione a mano delle copie positive. I suoi reportage hanno il merito di aver portato in Occidente immagini di luoghi e di persone fino a quel momento praticamente sconosciuti. Antonio ne seguì le orme, ma le sue foto sono principalmente concepite come souvenirs, egli riprende sovente monumenti e architetture. Adolfo Farsari, "erede" della ricca attività commerciale di cui il veneziano F. Beato era stato il pioniere, avrà modo di perfezionarla e di avvalersi dei migliori coloristi giapponesi per fare delle sue fotografie dei veri e propri capolavori.

EAST ZONE. ANTONIO BEATO, FELICE BEATO E ADOLFO FARSARI. Fotografi veneti attraverso l'Oriente dell'Ottocento. Piazzola sul Brenta (Padova), Villa Contarini, 17 dicembre 2011 - 1 aprile 2012. Mostra a cura di Magda di Siena. Orario: 10 - 16 (mercoledì chiuso, chiuso inoltre Natale e Capodanno). Ingresso alla Mostra: gratuito. Ingresso alla Villa: interi euro 5,50, ridotti 4,50. Per informazioni e prenotazioni: www.villacontarini.eu villacontarini@regione.veneto.it tel. 049.8778272 / 3

Trio Mediterrae in concerto a Treviso

Concerto con Saverio Tasca (vibrafono, marimba), Roberto Caon (contrabbasso), Marco Carlesso (batteria) venerdì 2 dicembre 2011, ore 21.00, spazi Bomben

Dopo il successo del concerto d’apertura dello scorso 18 novembre con Davide Ragazzoni, Leo di Angilla e Massimo Donà, la rassegna Spazi jazz al Bomben, organizzata dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche in collaborazione con l’associazione Caligola, prosegue venerdì 2 dicembre 2011 alle ore 21 negli spazi Bomben di Treviso (via Cornarotta 7) con l’elegante jazz d’impronta cameristica del trio Mediterrae, formato dal vibrafonista Saverio Tasca, dal contrabbassista Roberto Caon e dal batterista Marco Carlesso. Un gruppo questo che, pur non avendo ancora dischi alle spalle, esiste da qualche anno e cerca di sviluppare il concetto di trio jazz europeo nella direzione di una sensibilità più marcatamente italiana e mediterranea.

Il vibrafono sostituisce il pianoforte, aumentando da una parte la valenza ritmica di quei brani ispirati alla vivace solarità propria di alcune musiche etniche mediterranee, dall’altra incidendo maggiormente nelle melodie attraverso il suo suono cristallino, che spesso viene paragonato alle gocce d’acqua: altro elemento che rafforza il forte legame del trio con il mare. Quest’ultimo ha ispirato un’ulteriore qualità, la profondità, o meglio quasi una forma di preghiera musicale. Ecco che Mediterrae diventa quindi un trio che medita, improvvisa e approfondisce la vibrazione della terra che circonda il Mediterraneo, come se questo mare “suonasse” le sue sponde, riportando e mescolando da ognuna di esse tante diverse anime, in realtà da sempre in dialogo.

Nato a Bassano del Grappa nel 1963, docente di percussioni al Conservatorio, Saverio Tasca è assai apprezzato per la sua capacità di passare con disinvoltura dalla classica - ambiente musicale in cui si è formato - al jazz, genere che frequenta da ormai oltre 20 anni, e che gli ha dato non poche soddisfazioni. Ha collaborato a lungo, fra gli altri, con il famoso pianista Franco D’Andrea, ma ora guida soprattutto propri gruppi - il trio è quello che predilige - facendosi accompagnare da contrabbasso e batteria. Fra le sue prestigiose collaborazioni classiche, va ricordata almeno quella con il violoncellista Mario Brunello, per un progetto presentato l’anno scorso al festival “I Suoni delle Dolomiti”. Sono molti i dischi incisi dal vibrafonista-percussionista vicentino, sia come sideman che come leader.Roberto Caon, di Castelfranco Veneto, ha firmato due album come leader, mentre Marco Carlesso, bassanese, batterista duttile e raffinato, collabora con molti musicisti veneti, fra cui la cantante Francesca Bertazzo Hart.

La rassegna Spazi jazz al Bomben si concluderà venerdì 16 dicembre con la presentazione di un nuovo progetto che unisce cinema e musica, firmato da uno dei più celebri esponenti del jazz italiano, il trombettista Marco Tamburini. Il musicista, insieme a Stefano Onorati al pianoforte e a Stefano Paolini alla batteria - “Three Lower Colours” è il nome del trio - commenterà dal vivo le immagini del film muto Sangue e Arena (1922) di Fred Niblo.

Ingresso: intero 8 euro, ridotto 5 euro. Per informazioni: Fondazione Benetton, tel. 0422.5121, fbsr@fbsr.it

"Don Chisciotte" inaugura Thiene Danza

Ad inaugurare la rassegna Thiene Danza il prossimo 3 dicembre al Teatro Comunale sarà “Don Chisciotte” della Compagnia di Balletto Classico - Liliana Cosi e Marinel Stefanescu

Un mix di sfolgoranti danze spagnole e quindi il “gran pas de deux”, uno dei capolavori della scuola russa, incastonato nello spettacolo come un prezioso cameo, in una simbiosa perfetta tra la pura tecnica della danza classica e lo stile delle danze spagnole e zingare che Stefanescu ha voluto conservare nel suo balletto. “Don Chisciotte” è uno degli spettacoli di maggior successo del repertorio classico di tradizione. Si ispira alle gesta del noto personaggio ideato dal celebre romanziere spagnolo Miguel de Cervantes agli inizi del 1600. “Don Chisciotte” è uno dei rari balletti di tradizione del balletto classico che ha saputo coniugare un fatto culturale col virtuosismo tipico della danza classica e la vivace bellezza del folklore spagnolo. Esso è stato una delle prime produzioni della Compagnia Balletto Classico che ha visto la sua “prima” al Teatro Ariston di Sanremo nel 1978 con l’orchestra di Oradea diretta dal M° Trailescu in versione originale. Dal 1982 è stata varata una nuova e felice edizione più compatta in due atti e prologo. Da allora innumerevoli sono le repliche richieste in tutta Italia. Il coreografo Stefanescu nella sua messa in scena, offre al pubblico uno spettacolo molto vivace senza tempi morti, trovando il giusto equilibrio tra i personaggi letterari proposti da Cervantes, Don Chisciotte e Sancho Pancha, che, con il loro tipici tratti caratteriali, sono passati alla storia offrendo spunti patetici e a volte ingenui e comici, con i veri e propri protagonisti del balletto, Kitri e Basil, lasciando incastonati come perle preziose le ‘variazioni’ e il ‘gran pas de deux’ attribuiti ai maestri della scuola russa. Questo balletto trova il suo vero successo nella simbiosi tra la tecnica virtuosistica della danza classica con lo stile delle danze popolari spagnole e zingare, a volte proposte in versione di ‘carattere’ come nella “Seguidillia” e “Morena”, a volte invece in versione “classica”, come nel “Fandango”, ma senza nulla togliere alla ‘verve’ tipica e coinvolgente del suo Paese d’origine: la Spagna. In palcoscenico i 23 ballerini, Solisti, Mimi e Corpo di ballo tra pura tecnica e racconto, danno vita a uno spettacolo di danza non stop capace di infondere al pubblico una contagiosa voglia di vivere.

Sabato 3 dicembre 2011/ore 21.00 - Teatro Comunale
COMPAGNIA BALLETTO CLASSICO LILIANA COSI/MARINEL STEFANESCU
DON CHISCIOTTE
Balletto in due atti e prologo
musica di Ludwig Minkus
coreografia di Marinel Stefanescu e classica russa

Vendita biglietti: Presso il botteghino del Teatro Comunale il giorno stesso dello spettacolo a partire da un’ora prima dell’inizio.

Informazioni e prenotazioni: Servizio Promozione Eventi Culturali e Turistici, Thiene, Piazza Ferrarin, 1 tel. 0445/804745, fax 0445 804748 e-mail: teatro@comune.thiene.vi.it Teatro Comunale, viale Bassani, 28 - tel. 0445 804943

La trama

Nel Prologo Don Chisciotte siede alla sua scrivania, al solito immerso nella lettura di un romanzo cavalleresco. Come tutti i cavalieri, vorrebbe una dama a cui dedicare le sue imprese: sarà la bellissima eroina delle sue letture, Dulcinea. Come compagno di viaggio elegge il suo fido servitore Sancho Pancha, dandogli una benemerenza.
Quindi la scena si apre sulla vivace piazza di Barcellona: i mercanti sistemano la loro merce, l’Oste apre il suo locale, e le due fioraie vanno a chiamare sua figlia Kitri, ammirata da tutti per grazia e simpatia. Essa balla nella piazza fino all’arrivo del barbiere Basil, suo innamorato, simpatico e benvoluto da tutti, e nel vivace ‘passo a due’, tra vezzi e ritrosie, accetta la sua corte. Tutti insieme nella piazza, fioraie, venditrici ambulanti, amiche e toreri ballano una vivace morena.
L’Oste, padre di Kitri, sopraggiunge per allontanarla dal giovane Basil, che giudica uno squattrinato, mentre compare un anziano nobiluomo, il ricco Gamache, per chiedere la sua mano. L’oste, attirato dalle ricchezze, acconsente, tra la disapprovazione di tutti i presenti che distolgono l’attenzione ballando un’allegra seguedilla.
Intanto le trombe annunciano la fine della corrida. Mercedes, rinomata danzatrice di fandango, fa il suo ingresso nella piazza e tutti danzano, imitando toreri e picadores. Giunge intanto Don Chisciotte e, tra l’ilarità generale, il suo scudiero Sancho Pancha corre dietro alle ragazze. Don Chisciotte resta folgorato dalla visione di Kitri, ravvisando in essa la sua Dulcinea, e venuto a conoscenza della triste storia dei due innamorati, si prende a cuore la vicenda facendosene paladino e giustiziere, e tutto è spunto per ancora altre danze.

Il secondo atto si svolge in una taverna dove vi si ritrovano tutti i protagonisti. Mercedes raggira il nobile Gamache facendogli credere di vendergli la bella Kitri per arrivare a strappare il consenso al matrimonio tra i due innamorati, Basil finge di suicidarsi e tutto si risolve con l’intervento del valoroso Don Chisciotte, che riesce a obbligare il padre di Kitri, che sperava in un marito più ricco per la figlia, ad acconsentire al matrimonio. Da qui il gran finale, la festa di nozze con sfolgoranti danze spagnole e il famoso ‘gran pas de deux’ che resta uno dei capolavori della scuola russa per la perfetta simbiosi tra pura tecnica di danza classica e lo stile spagnolo, e che Stefanescu ha voluto conservare nel suo balletto, come un gioiello.

Maskin, Nobel per l'Economia 2007, a Vicenza

Venerdì 2 dicembre a Vicenza il Premio Nobel per l’Economia 2007 Eric Maskin ospite del Centro Congressi Confartigianato per una “lectio magistralis” sulle crisi finanziarie

Dopo l’incontro con Amartya Sen, in occasione dell’apertura del 10° anno della Scuola di Politica ed Economia di Confartigianato Vicenza, un altro Nobel per l’Economia arriva a Vicenza: si tratta dello statunitense Eric S. Maskin, premiato nel 2007 per i suoi studi sulla teoria sull’allocazione delle risorse in ambiente incerto e oggi acuto osservatore della crisi globale in atto.

Proprio “Financial crises: why they occur and what to do about them” (ovvero: “Crisi finanziarie: perché accadono e cosa si può fare”) è il titolo della “lectio magistralis” che il professor Maskin terrà venerdì 2 dicembre, dalle 17.30, al Centro Congressi di via Fermi a Vicenza, evento promosso da Confartigianato e Apindustria.

L’apertura dell’incontro, durante il quale sarà attivo un servizio di traduzione simultanea, sarà affidata a Sergio Terzo e l’introduzione dei lavori a Pietro De Lotto. Dopo gli interventi dei due direttori rispettivamente di Apindustria e Confartigianato Vicenza, il professor Maskin terrà la Lectio Magistralis. A chiudere i lavori saranno invece i presidenti delle due categorie promotrici dell’evento, Filippo De Marchi per Apindustria e Agostino Bonomo per Confartigianato.

BIOGRAFIA DI ERIC MASKIN

Nato nel 1950 a New York, Eric Maskin ha frequentato l’Università di Harvard, dove ha svolto pure il dottorato. Ricercatore all’Università di Cambridge, nel 1977 dallo stesso ateneo ha ricevuto un master onorario. Negli anni Ottanta Maskin ha lavorato come assistente al Massachusetts Institute of Technology e insegnato al Churchill College dell'Università di Cambridge. Per quanto riguarda la sua attività di ricerca, a partire dalla metà degli anni '70, Maskin si è molto dedicato alla teoria della "implementazione", che cerca una risposta al quesito su quando sia possibile individuare regole procedurali tali da assicurare che la società operi la scelta migliore fra una serie di alternative. Agli inizi degli anni '90 è stato anche consulente della Banca d'Italia sulle possibili riforme applicabili al sistema di aste dei BOT. Diverse sono le aree della disciplina economica alle quali ha rivolto il suo impegno, come la “teoria dei giochi”, l'economia degli incentivi e la teoria dei contratti. Recentemente le sue attenzioni si sono concentrate su un lavoro che esplora quali metodi di voto promuovano meglio i valori democratici. Attualmente docente alla Scuola di Scienze Sociali - Istituto di Studi Avanzati dell'Università di Princeton, il professor Maskin è prossimo a trasferirsi all'Università di Harvard.

lunedì 28 novembre 2011

A volte ritornano

A chi pensava che non avrebbe più fornito materiale per scrivere ecco subito la smentita. Io scrivo e non sono il solo. Non si riesce a fare silenzio di fronte alle sue uscite. L’ex presidente del Consiglio Berlusconi Silvio da Arcore ha dato prova della sua insanabile capacità di delirare furbescamente. Non molla e non si da per vinto. C’era da giurarci. E quale migliore via se non quella di ricordare a tutti che siamo in piena campagna elettorale nonostante Mario Monti stia cercando di salvare il salvabile. Non solo Berlusconi è in campagna elettorale ma anche partiti di destra e sinistra stanno lavorando più o meno alla luce del sole. Viene da chiedere a coloro che invocano una partecipazione responsabile degli attuali parlamentari alle scelte politiche, come sia possibile in un simile clima. Monti ha accettato la sfida. Bene. Forse il male minore. Sappiamo bene come il massimo bene sarebbero elezioni ma non siamo in grado di viverle ora. Monti ha avuto ampia fiducia e quindi come l’ha ottenuta gliela potranno togliere. Intanto si son già rifiutati di prendere parte al governo Monti con un totale no a ministeri e ora (sembra) anche come segretari e sottosegretari. Nel frattempo Silvio Berlusconi alla conferenza di Verona parte già con la campagna elettorale appunto. Nessuna novità. Ovviamente parla da leader del centro destra. Il futuro premier candidato sarà Angelino Alfano. Si tratta di un “fantoccio” manovrabile. Vuoi vedere che con un gran colpo di scena il duce di Arcore si ricandiderà? Due i motivi. Uno tenuto segreto: sembra che gli italiani glielo chiedano. Masochismo puro! Secondo motivo più evidente e cavallo di battaglia di Berlusconi: sconfiggere i comunisti. Un’ossessione, una fissazione per l’unto Berlusconi. Salvatore della Patria che dal 1994 lotta contro i comunisti. Sarebbe ora di finirla con questa storia. Italiani, svegliatevi! Anche voi del Pdl, basta con queste storie. Liberatevi di Berlusconi e del berlusconismo e delle sue bugie. Fate come la Lega che si è sentita dire che l’alleanza con Berlusconi è ancora “solida”. Ma come? Già nella chiamata a dare fiducia a Monti la Lega si è decisamente smarcata. Le parole di Calderoli: “L’alleanza con la Lega non può essere solida, visto che a livello nazionale non esiste più dopo la decisione del Pdl di appoggiare il governo Monti”. Berlusconi a malincuore ha fatto un passo indietro e ha lasciato a Monti la guida del paese. Ma attenzione il ducetto di Arcore ricattato ricattatore è pronto a mettere in campo tutta la sua capacità di furberie che fa rima con ruberie e ingiustizie.
Monti si prepara a distribuire le poltrone dei segretari e sottosegretari. Da un lato non si vorrebbe la totale indipendenza di Monti dalla politica e dall’altra la non dipendenza, uno smarcamento, una discontinuità. Ricordo che le poltrone fino all’altro giorno erano distribuite in modo osceno. Ricordate che uno fu fatto ministro per salvarlo dai procedimenti penali in cui stava incorrendo. Questo non accadrà tra oggi e domani con Monti e se politica è fare il bene di una comunità cerchiamo di vedere se sarà in grado di farlo e se gli sarà permesso.
Intanto Monti deve resistere al ricattatore, opportunista e interessato per eccellenza che è sempre lui: Berlusconi Silvio. I motivi? Il primo per adeguare alle sue esigenze penali il corso della giustizia, il secondo per non intralciare i suoi personali interessi nel campo delle telecomunicazioni dove vorrebbe imporre personaggi suoi, anche se molto discussi e discutibili, compromessi.
Gli interessi di Berlusconi vengono prima di tutto e sta dimostrando la sua avidità in difesa del suo patrimonio. Sappiamo bene come l’ha guadagnato. Penso a quei peones, ai suoi “yes man” che puntano a una rielezione e che gli sono ancora assai fedeli. Quanto gli saranno costato? Ma lui ne ha di soldi.
Credo che Monti sia tirato per la giacchetta un po’ da tutti. Non solo da Berlusconi. Vedi e leggi come si stanno comportando i politici europei come Merkel e Sarkozy.
Spero che Monti sia uomo libero e serio e che non ceda alle pressioni del ricatto. Al suo fianco ha tuttora un ottimo Napolitano non dimentichiamolo.
L’eventuale fallimento del governo Monti produrrebbe a mio avviso un ritorno alla sfiducia nella politica italiana. Aggraverebbe le condizioni economiche. Certo non vediamo grandi passi in avanti delle Borse e lo spread con cui voglia on voglia abbiamo a che fare.
Ho la sensazione che il ducetto di Arcore, il ricattatore, opportunista e interessato si barcameni tra un assenso e dissenso continuo a Monti. Arrogante!
Mi chiedo e con me molti altri se valga la pena di rischiare e tornare a votare per una liberazione definitiva da Berlusconi.
Forse è davvero l’unica via. Vedremo!

Ivano Maddalena

La guerra di Pierluigi

Da segnalare una bella intervista del segretario del Pd Bersani che sul Messaggero di oggi, forse inconsapevolmente, dice cose importanti e sensate. Bersani pone finalmente l’accento su uno dei problemi principali che costringono i popoli europei a vivere una lunghissima stagione di regressione economica costituito dalle dissennate politiche liberiste e recessive in voga da oltre un ventennio. Sarà interessante capire come il capo del Pd (per mancanza di prove in senso contrario) riuscirà a conciliare tale raggiunta consapevolezza con i punti focali contenuti nella famosa lettera della Bce, già largamente accolti come dogma di fede da larga parte del suo partito, tra i quali spicca per dabbenaggine l’indicazione del pareggio di bilancio come priorità da inseguire “a prescindere”. Siccome il tempo delle sterili acrobazie dialettiche è finito e nessuno rimpiange il “ma anchismo” di veltroniana memoria, è bene che Bersani non si limiti a formulare analisi corrette in astratto, ma metta in pratica comportamenti ad esse consequenziali. La difesa delle posizioni del responsabile economico Stefano Fassina, indicate come espressione del partito intero, è atto meritorio e coraggioso soltanto nella misura in cui manifesta una volontà politica strategica e intellettualmente onesta. Se invece Bersani pensa di poter conciliare a lungo e strumentalmente le posizioni di chi, come Enrico Letta, si pone su un piano di acritica e interessata continuità con i peggiori propositi delle euro tecnocrazie finanziarie con quelle autenticamente liberali e progressiste di Fassina, si sbaglia di grosso. Capiremo presto, pur tuttavia, se l’adesione di Bersani ad alcune linee di indirizzo è reale o miseramente speculare a coprire furbescamente uno spazio politico insidiato da Vendola. E’ bene infine che Bersani si autoriconosca una leadership piena e legittimata all’interno del suo partito. Troppo spesso la sua figura appare debole o subalterna tanto a quella dei vecchi dioscuri diessini D’Alema e Veltroni quanto a quella del capo dello Stato Napolitano che in questo suo lunghissimo settennato ha interpretato il suo ruolo in maniera alquanto estensiva. Avere buone idee, caro Bersani, non serve a nulla se manca la forza e il coraggio di perseguirle.

Francesco Toscano

Il Popolo Veneto N.37 - 2011

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Un'altra Europa

Fa uno stano effetto vedere il nostro premier Monti concordare un piano economico per l’Italia approvato da capi di Stato stranieri come Merkel e Sarkozy del quale però il nostro Parlamento è completamente all’oscuro. Non mi stupisce il fatto che la linea politica dell’Italia venga influenzata o “suggerita” in separata sede. Accadeva anche in passato. Mi stupisce, e un po’ mi indigna, notare invece come oggi nessuno tenti di salvare neppure le forme. E’ uno spettacolo penoso quello al quale stiamo assistendo. Abbiamo un premier, semisconosciuto, che pare non avere altro merito se non quello di essere gradito (perché evidentemente funzionale) ad alcuni potentati stranieri che, chissà perché, hanno la pretesa di trattarci alla stregua di un protettorato. La crisi dell’euro, si dice, merita risposte eccezionali. Ma demenziali non è sinonimo di eccezionali e i primi passi dell’illuminato Monti sembrano più in linea con quelli del comico Benny Hill che non con quelli di un grande statista. La crisi dell’euro non è il risultato casuale di una congiuntura occasionale. E’ al contrario l’ovvio risultato di una politica miope che ha anteposto la moneta alla politica e ha confuso gli interessi delle lobby con quelli generali. Sperare di risolvere il problema affidando il malato a chi lo ha infettato è irrazionale oltre che illusorio. In ogni caso, non credo sia utile continuare ad inseguire questo tipo di Europa unita. Non nascerà nulla di buono intorno a parole d’ordine come spread, bund e pareggio di bilancio. L’economia senza la guida della politica è come un cavallo imbizzarrito a briglia sciolte.

Francesco Toscano

Between wolves and the abyss

Presentazione pubblica del libro che contiene gli ultimi lavori di Tobia Scarpa. L’architetto ne discuterà, con Evelina Bazzo e con l’editore Raul Gorghetto, giovedì 1˚ dicembre 2011, alle ore 18.00, presso l’auditorium spazi Bomben

Treviso - Giovedì 1˚ dicembre alle ore 18 la Fondazione Benetton Studi Ricerche presenterà, negli spazi Bomben di Treviso (Via Cornarotta, 7), Between wolves and the abyss [Tra i lupi e i dirupi], il libro che raccoglie gli ultimi lavori dell’architetto Tobia Scarpa - famoso in tutto il mondo per le sue architetture e oggetti di design - pubblicato di recente dalla nuova casa editrice trevigiana RG editore. Tobia Scarpa presenterà il volume insieme a Evelina Bazzo, docente all’Università Iuav di Venezia e design manager Umbrella, e all’editore Raul Gorghetto.

Curato personalmente dall’architetto nel progetto grafico, il libro è ricco di disegni inediti e di moltissime foto degli ultimi e importanti lavori, come, ad esempio, quelli sul restauro delle gallerie dell’Accademia a Venezia, delle nuove costruzioni architettoniche e così via, fino ad arrivare ai bellissimi oggetti di design (lampade, gioielli ecc.).

Between wolves and the abyss, attraverso le parole dello stesso Tobia Scarpa, quelle dei suoi colleghi e amici più fidati, nonché quelle della figlia Carlotta (che scrive un emozionante racconto familiare), ci trasporta nel mondo e nel modo di concepire l’architettura del grande architetto, offrendo un contributo fondamentale per comprenderne il lavoro e la filosofia.

Scrive Scarpa nell’incipit del volume: «Nell’elaborare un progetto credo, e vorrei convincere il mondo, che non si possa partire da una volontà formale, perché questo benedetto mestiere non può essere sterilizzato in partenza. Ad esempio nel condurre un gregge di pecore, con l’aiuto anche dei cani, si deve tener conto di tutti i fattori, e il muoversi in avanti significa evitare i burroni, allontanare i lupi, fermarsi al punto in cui la stanchezza lo richiede e, soddisfatti, guardare al cammino fatto».

Per informazioni: tel. 0422.5121, fbsr@fbsr.it, www.fbsr.it

Tobia Scarpa opera nel campo dell’architettura, del design e del restauro. Nel 1969 si laurea in Architettura all’Università di Venezia e l’anno successivo vince il “Compasso d’Oro” con la seduta Soriana. Per il suo lavoro come designer riceve molti altri riconoscimenti. Alcuni suoi oggetti sono esposti nei più importanti musei del mondo, a iniziare dalla sedia Libertà al Louvre di Parigi. Nel campo dell’architettura lavora con committenti pubblici e privati: per la Benetton Group progetta l’intero complesso dell’area industriale di Castrette di Villorba (Treviso), a tutt’oggi considerato un paradigma estetico-funzionale e un lavoro esemplare di architettura industriale. Dal 2002 insegna alla Facoltà di Design e Arti dell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia. Nel 2008 riceve il “Compasso d’Oro” alla carriera.

domenica 27 novembre 2011

I martedì al cinema con 2 euro [29 Novembre]

Tutti i martedì di novembre cinema d’autore a soli 2 euro nelle maggiori sale del Veneto

Programma di martedì 29 novembre Martedì 29 novembre

Quarto e ultimo appuntamento dell’anno con l’iniziativa “La Regione del Veneto per il Cinema di Qualità - Cinema a 2 euro 2011” organizzata dalla Regione Veneto in collaborazione con Fice - Federazione Italiana Cinema d’Essai delle Tre Venezie. Dopo i positivi risultati ottenuti lo scorso marzo torna con una nuova programmazione il “Cinema a 2 euro” nelle principali sale del Veneto. Giunto quest’anno alla sua quarta edizione, il progetto mira a promuovere la diffusione della cultura cinematografica di qualità e offrire agli appassionati cinefili di accedere, al prezzo di dueeuro, alla visione di opere cinematografiche d’autore.

L’iniziativa coinvolge tutte le province venete e prevede un calendario di proiezioni nei mesi di novembre 2011 (martedì 29) e di marzo 2012 (martedì 6, 13, 20, 27) presso 14 sale d’essai che formano il Circuito del Cinema di qualità del Veneto puntando a coinvolgere un sempre più vasto pubblico interessato a scoprire registi di opere, molto spesso alternative ai circuiti commerciali e film con produzioni indipendenti, spesso distribuiti con difficoltà ma di grande qualità artistica.Il costo del biglietto sarà di 2 euro: un prezzo contenuto per promuovere il cinema d’autore e valorizzare le sale cinematografiche d’essai come veri e propri presidi culturali.

Queste le sale cinematografiche che aderiscono al progetto: Cinema Italia a Belluno; Cinema Rex e Multisala PIO X - MPX a Padova; Multisala Cinergia a Rovigo e Multisala Politeama a Badia Polesine; Multisala Italia a Montebelluna, Multisala Corso a Treviso e Cinema Cristallo a Oderzo; Cinema Dante a Mestre e Cinema Teatro Mirano a Mirano; Multisala Rivoli a Verona; Multisala Roma a Vicenza, Sala Martinovich a Bassano del Grappa e Cinema Teatro Montegrappa a Rosà.

BELLUNO

Due i film in programmazione martedì 29 al Cinema Italia (Via Garibaldi 8, Belluno) al costo di due euro. Alle 17.50 e alle 19.50 doppia proiezione del film Scialla!, opera prima di Francesco Bruni, collaboratore storico di Paolo Virzì, e vincitore di “Controcampo”, sezione dedicata completamente al cinema italiano, nello scorso Festival di Venezia. “Scialla!” (gergo giovanile per ‘stai sereno’) ha per protagonisti un giovane quindicenne Luca (Filippo Scicchitano), inquieto e apatico, che prende ripetizioni da Bruno, un ex professore di liceo (Fabrizio Bentivoglio). Bruno arrotonda la pensione scrivendo biografie altrui, ultima quella di Tina (Barbora Bobulova), una famosa pornostar polacca diventata produttrice di film hard. Ma un giorno la madre del ragazzo gli rivela qualcosa che lui non avrebbe mai immaginato. Segue alle ore 21.45 la commedia romantica One day di Lone Scherfig. Tratta dal romanzo omonimo di David Nicholls, che del film ha scritto anche la sceneggiatura, la pellicola racconta la storia di Emma (Anne Hathaway) e Dexter (Jim Sturgess) a partire dal 15 Luglio 1988, notte nella quale i due protagonisti si incontrano per la prima volta. Sembra l’inizio di unarelazione, ma la mattina dopo, i due, si separano. Le evoluzioni nelle vite dei due protagonisti ci vengono mostrate attraverso il 15 Luglio di ogni anno, per vent’anni.

Cinema Italia
Via Garibaldi 8, Belluno
Tel. 0437-943164
www.cinemaitaliabelluno.it info@cinemaitaliabelluno.it

PADOVA

Per la rassegna “La Regione del Veneto per il Cinema di Qualità - Cinema a 2 euro 2011” il Multisala Pio X - MPX (Via Bonporti 22, Padova) propone alle ore 18.10 di martedì 29 La kryptonite nella borsa, debutto alla regia di Ivan Cotroneo. Ambientato in una Napoli colorata, dove gli unici dettagli inbianco e nero sono le immagini delle reclame della tv, il film racconta di un bambino di nove anni che deve affrontare un’infanzia problematica tra due giovani zii, Titina (Cristiana Capotondi) e Salvatore (Libero De Rienzo), una madre (Valeria Golino) in depressione, un padre (Luca Zingaretti) che per distrarlo gli regala pulcini da allevare come animali da compagnia e il suoimmaginario amico supereroe. Doppia proiezione, alle ore 20.15 e 22.15, sempre all’MPX, per Pina, documentario del regista Wim Wenders che rende omaggio alla danza energetica, vibrante eironica di Pina Bausch. Al Cinema Rex (Via Sant'Osvaldo 2, Padova) alle ore 21.15, proiezione de La peggior settimana della mia vita commedia romantica all’italiana per la regia di Alessandro Genovesi. Paolo (Fabio De Luigi) è un quarantenne milanese che sta per sposarsi con Margherita (Cristiana Capotondi), la donna che ama. Manca solo una settimana alle nozze e tutto sembra prospettare un futuro perfetto, peccato che in quegli ultimi sette giorni ogni cosa paia rivoltarsi contro di lui e le sue romantiche aspirazioni.

Cinema Rex
Via Sant'Osvaldo 2, Padova
Tel. 049-754116
www.cinemarex.it rexcinema@gmail.com

Multisala PIO X - MPX
Via Bonporti n. 22 (zona Duomo), Padova
Tel. 049-8774325
www.multisalampx.it mpx@multisalampx.it

ROVIGO

Martedì 29 novembre, al costo di soli due euro, gli appassionati di cinema di Rovigo potranno assistere, al Multisala Cinergia (Viale Porta Po 209) alle ore 18.10 al documentario Pina del Wim Wenders, omaggio del regista alla danza energetica di Pina Bausch. PINA una delle più importanti coreografe della Storia recente, nome di punta di quel teatro-danza che, a partire dagli anni Settanta, ha rivoluzionato la concezione della danza contemporanea. Il regista ci guida in un viaggio sensuale e di grande impatto visivo, seguendo gli artisti della leggendaria compagnia Tanztheater Wuppertal sulla scena e fuori, nella città di Wuppertal, il luogo che per 35 anni è stato la casa e il cuore della creatività di Pina Bausch.Segue alle ore 20.20 e 22.25 Scialla!, di Francesco Bruni. Il giovane quindicenne Luca (Filippo Scicchitano), prende ripetizioni da Bruno, un ex professore di liceo (Fabrizio Bentivoglio) che arrotonda la pensione scrivendo biografie altrui, ultima quella di Tina (Barbora Bobulova), una famosa pornostar polacca diventata produttrice di film hard. Ma un giorno la madre del ragazzo gli rivela qualcosa che lui non avrebbe mai immaginato. Il film sarà visibile, per chi risiede in provincia, anche al Multisala Politeama di Badia Polesine (Via Cigno 259) alle ore 21.45.

Multisala Cinergia
Viale Porta Po 209, Rovigo
Tel. 0425-471262
www.cinergia.it info@cinergia.it

Multisala Politeama
Via Cigno 259, Badia Polesine
Tel. 0425-51528
www.multisalapoliteama.it multisalapoliteama@gmail.com

TREVISO

Ampia selezione di film da vedere a Treviso eprovincia al solo costo di due euro per la rassegna l’iniziativa “La Regione del Veneto per il Cinema di Qualità - Cinema a 2 euro 2011”. La storia di Jane Eyre, rivussuta attraverso i suoi ricordi, è protagonista dell’appuntamento di martedì 29 al Multisala Corso di Treviso (Corso del Popolo 28) alle ore 17.30, 19.45 e 22.00. Il film Jane Eyre del regista Cary Fukunaga, ripercorre vita della protagonista del celebre romanzo di Charlotte Brontë, la sua infanzia - segnata dalla mancanza dei genitori e dalle angherie subite prima dai parenti e poi nell’istituto di carità in cui viene da loro mandata - fino a quando per Jane arriva il momento di decidere della propria esistenza. In provincia, il Cinema Cristallo di Oderzo (Via Garibaldi 44) propone, alle ore 19.30 e 22.00 Carnage del regista Roman Polanski con la partecipazione dei premi Oscar ate Winslet, Jodie Foster e Christoph Waltz. Due famiglie di coniugi newyorkesi si incontrano per appianare una lite tra i rispettivi figli. Ma il confronto, che si voleva civile e pacifico, peggiorerà man mano che andranno avanti le discussioni. Al Multisala Italia di Montebelluna (Viale della Vittoria 31) è protagonista il mondo delle arti marziali con il film Warrior di Gavin O'Connor: due storie, due scelte, due fratelli e un solo obiettivo: vincere Sparta, il più grande torneo di arti marziali miste (MMA) con in palio un premio di cinque milioni di dollari.

Multisala Corso
Corso del Popolo 28 - Treviso
Tel. 0422-546416
www.trevisocinema.it info@trevisocinema.it

Cinema Cristallo
Via Garibaldi 44 - Oderzo
Tel. 0422-712163
cinemacristallo.od@libero.it

Multisala Italia
Viale della Vittoria 31 - Montebelluna
Tel. 0423-604575
vipolin@tiscali.it www.cinemamontebelluna.com

VENEZIA

Per la rassegna “La Regione del Veneto per il Cinema di Qualità - Cinema a 2 euro 2011” al Cinema Teatro di Mirano (Via della Vittoria 75, Mirano) alle 21.15 verrà proiettato sul grande schermo Il cuore grande delle ragazze di Pupi Avati, presentato ad inizio novembre al Festival Internazionale del Film di Roma. Il film, ambientato nell’Italia centrale degli anni Trenta, racconta una storia d’amore impossibile tra una ragazza di buona famiglia (Micaela Ramazzotti) e un giovanotto analfabeta (Cesare Cremonini) entrambi ormai in età da fidanzamento. Il Cinema Dante di Mestre (Via Sernaglia 12) propone invece, ore 18.00, 20.00 e 22.00, Miracolo a Le Havre del maestro finlandese Aki Kaurismäki. Un bohémien sessantenne conduce una vita povera e felice, fra il lavoro di lustrascarpe, le bevute al bar e il caldo ritorno a casa dallamoglie. Un giorno, tuttavia, incontra un ragazzino africano scappato da un container di clandestini, al porto di Le Havre.

Cinema Dante
Via Sernaglia 12 - Mestre
Tel. 041-5381655
cinema.dante@dlfve.it

Cinema Teatro Mirano
Via della Vittoria n. 75 - Mirano
Tel. 041-430884
www.cinemateatromirano.it cinema20@cinema2000.191.it

VERONA

Il duo comico televisivo composto da Salvatore Ficarra, Valentino Picone è protagonista del film Anche se è amore non si vede in proiezione, al costo di soli due euro, martedì 29 al Multisala Rivoli di Verona (Piazza Bra’ 10) alle ore 16,45 - 20,15 - 22,30. Salvo e Valentino, sono due amici totalmente diversi. Gestiscono una piccola impresa di servizituristici a Torino e ogni giorno accompagnano su un colorato bus gruppi di stranieri in giro per la città. Valentino è abbastanza timido e riservato, mentre Salvo è intraprendente e sfacciato. Valentino ha una relazione stabile conGisella, che ama di un amore morboso. Quando questa relazione arriva al capolinea, entra in gioco il fidato amico Salvo, con l’obiettivo di trovargli una donna che lo faccia tornare a vivere e a sorridere.

Multisala Rivoli
Piazza Bra’ 10 - Verona
Tel. 045-8032935
www.multisalarivoli.it info@multisalarivoli.it

VICENZA

Quattro appuntamenti imperdibili sono queli proposti dalla rassegna “La Regione del Veneto per il Cinema di Qualità - Cinema a 2 euro 2011” per chi ama il cinema a Vicenza e provincia. Alla Sala Martinovich di Bassano del Grappa (Piazzale Cadorna 34/A) alle ore 21.00 verrà proiettato il film vincitore del Leone d’Oro all’ultima Mostra del Cinema di Venezia: Faust di Aleksander Sokurov. Ultimo atto della la tetralogia dedicata al potere (ricordiamo Hitler in Moloch 1999, Lenin/Stalin in Taurus del 2001, fino all'Imperatore Hirohito del film Il Sole nel 2005) il grande regista russo, dopo tre anni di lavorazione con riprese tra Russia, Germania ed Islanda, porta sul grande schermo uno dei più grandi personaggi della letteratura, la cui sete di conoscenza trasforma l'individuo in una figura mefistofelica. A Rosà il Cinema Teatro Montegrappa (Via Capitano Alessio 7) appuntamento alle ore 21.00 con Una separazione, il capolavoro di Asghar Farhadi. Tra i film più intensi e forti degli ultimi anni, pluripremiato al cinema di Berlino 2011 con l’Orso d’oro alla pellicola e l’Orso d’argento ai due attori protagonisti, Una separazione descrive con una narrazione al contempo semplice e superba tutte le reazioni più estreme dell’animo umano partendo dalla storia di una giovane coppia iraniana che decide di divorziare. A Vicenza Il Multisala Roma (Stradella Filippini 11) presenta tre appuntamenti dedcati sia ai bambini che ad un pubblico più adulto. Per i più piccoli alle ore 16.45, un ormai classico dell’animazione Disney, Il Re Leone di Roger Allers e Rob Minkoff viene riproposto nella nuova edizione restaurata, rimasterizzata e convertita in 3D. Alle ore 20.00 in programmazione è il film Anonymous di Roland Emmerich. Durante gli ultimi anni di regno di Elisabetta Tudor nasce l’astro di William Shakespeare. Le sue opere sono rappresentate con un successo crescente che lo consacra alla leggenda. Questa è la versione che ci è stata tramandata, mentre nella realtà i fatti sono andati diversamente. Conclude la serata alle ore 22.30 il film One day di Lone Scherfig. Tratta dal romanzo omonimo di David Nicholls, che del film ha scritto anche la sceneggiatura, la pellicola racconta la storia di Emma (Anne Hathaway) e Dexter (Jim Sturgess) a partire dal 15 Luglio 1988, notte nella quale i due protagonisti si incontrano per la prima volta. Sembra l’inizio di una relazione, ma la mattina dopo, i due, si separano. Leevoluzioni nelle vite dei due protagonisti ci vengono mostrate attraverso il 15 Luglio di ogni anno, per vent’anni.

Multisala Roma
Stradella Filippini 11 - Vicenza
Tel. 0444-525350
www.multisalaroma.it info@multisalaroma.it

Sala Martinovich Piazzale Cadorna 34/A – Bassano del Grappa
Tel. 0424-529477
www.centrogiovanilebassano.it segretario@centrogiovanilebassano.191.it

Cinema Teatro Montegrappa
Via Capitano Alessio 7 - Rosà
Tel. 0424-85577
www.teatromontegrappa.it info@teatromontegrappa.it

Per informazioni:
Fice Tre Venezie
Tel. 049 8750851
fice3ve@agistriveneto.it

Buzzati, l’uomo, il giornalista, lo scrittore

Una lezione di giornalismo a 40 anni dalla scomparsa. Convegno a Belluno, 28 gennaio 2012

Una giornata per confrontarsi sul futuro dell'informazione ricordando la figura di Dino Buzzati, firma di prestigio del giornalismo italiano, oltre che scrittore tra i più grandi della nostra letteratura.

“Dino Buzzati: l’uomo, il giornalista, lo scrittore - A 40 anni dalla scomparsa”. E' il titolo del convegno che si svolgerà a Belluno, il 28 gennaio 2012, al Teatro del Centro congressi Giovanni XXIII.

A promuoverlo è l'Ordine dei giornalisti del Veneto, che ha intitolato a Buzzati la scuola di giornalismo che da cinque anni si occupa delle attività di formazione e aggiornamento dei circa 5mila giornalisti iscritti all'Albo regionale.

L'appuntamento è organizzato in collaborazione con l'Ordine nazionale dei giornalisti, l'Associazione di stampa bellunese e la Direzione scolastica di Belluno e con il patrocinio di Regione Veneto, Provincia e Comune di Belluno.

Il confronto partirà con una lectio magistralis di Ferruccio De Bortoli, direttore del Corriere della Sera, quotidiano per il quale Buzzati ha scritto pagine memorabili di giornalismo.

Il giornalista Lorenzo Viganò, curatore di alcune raccolte dello scrittore, si concentrerà sulla “Nera” di Buzzati, mentre un profilo più personale di Buzzati sarà tratteggiato da Rolly Marchi, il giornalista che fu la sua “guida” e lo accompagnò nelle sue passeggiate fra le cime bellunesi.

All'appuntamento, che prevede anche alcune letture di brani dello scrittore da parte dell'attore bellunese Sandro Buzzatti, ha dato la propria adesione la vedova, Almerina Buzzati.

sabato 26 novembre 2011

CONSIGLI LIBRARI N.95

Livelli di guardia. Note civili (2006-2011)
Magris Claudio
€ 18,00
2011, 201 p., rilegato
Garzanti Libri (collana Saggi)

Il "livello di guardia" è l'altezza massima a cui può giungere l'acqua di un fiume o di un lago senza costituire pericolo di inondazione. In questi anni, nella nostra vita sociale e civile il livello di guardia è stato superato troppo spesso, e ci sentiamo travolti da schizzi di fango e onde limacciose: il dileggio della Costituzione, la corruzione diventata regola, gli aggressivi fondamentalismi clericali e laicisti, la retorica del perdono e l'odio del diverso, le indulgenze nei confronti del terrorismo, il confine tra vita e morte ridotto a pretesto di polemica partigiana, la politica dell'insulto, l'assuefazione all'ingiustizia e alla violenza, la crescente incapacità di vergognarsi e di sapere di che cosa ci si deve vergognare, una indifferenza che spegne lo stesso "malor civile". "Livelli di guardia" registra attraverso gli articoli che ha scritto per il "Corriere della Sera" - le reazioni di Claudio Magris alle notizie che la cronaca italiana e internazionale ha giustamente imposto all'attenzione di tutti. Reazioni a volte ilari, a volte feroci, che compongono il ritratto impietoso e autocritico di un paese denigrato, sconciato, amato, e ci ricordano che nessuno di noi è esente da responsabilità.

Fermate l'euro disastro! Contro l'oligarchia finanziaria
Otte Max
€ 9,00
2011, 96 p., brossura
Chiarelettere (collana Reverse)

Sembra che la grande crisi del 2008 non abbia insegnato nulla. Con tutto quello che ci è costata. Le banche sono state salvate, i nostri risparmi no e ora sono in grave pericolo. Gli stati si sono indebitati per non far cadere i grandi nomi della finanza e ora chiedono ai cittadini di pagare e sostenere ancora una volta sacrifici economici. La crisi la paghiamo noi. Le banche d'investimento di cui tanto si parla non favoriscono prestiti a lunga scadenza per lo sviluppo, non aiutano la crescita, sono semplicemente dei broker. E i paesi si impoveriscono. Importante è reagire innanzitutto informandosi, scrive Otte. Non c'è bisogno di nessuna rivoluzione e nemmeno di barricate, ma bisogna contrastare con ogni mezzo l'oligarchia finanziaria composta da banche d'investimento, hedge fund, agenzie di rating, banche d'affari che spesso agiscono fuori da ogni controllo democratico e che sono parte anche del sistema economico (in Germania la Deutsche Bank è al vertice della piramide), vantando al contempo ottime coperture politiche. Non è un caso che siano stati dipendenti della Goldman Sachs alcuni membri del governo tedesco e anche Mario Draghi, attuale governatore della Banca d'Italia e neopresidente della Banca centrale europea. Ci vogliono nuove regole finanziarie che l'autore espone con assoluta chiarezza per imporre un nuovo indirizzo politico finalmente sensibile alle ragioni e agli interessi dei cittadini, e non a quelli degli speculatori. Si può fare, dice Otte, a patto che le misure siano radicali. Ci vuole una forte discontinuità prima che la situazione precipiti e l'euro vada a fondo.

Palmiro
Di Ruscio Luigi
€ 10,00
2011, 217 p., ill., brossura
Ediesse (collana Carta bianca)

Si immagini una cittadina delle Marche nell’immediato dopoguerra, Fermo, e si immagini una locale sezione del PCI, fra manovali e contadini, giocatori di carte, comizianti improvvisati, ritratti di Stalin, di Gramsci e del compagno segretario del Partito, Palmiro Togliatti: si immagini infine, là dentro, un proletario adolescente, bocciato dalla scuola fascista, che però si proclama poeta, mezzo bracciante e mezzo muratore, ironico e insolente, una specie di Socrate anarchico, da tutti sfottuto e mal tollerato. Palmiro (1986), che torna in libreria dopo decenni di clandestinità, è il romanzo di formazione di uno dei maggiori poeti contemporanei, Luigi Di Ruscio, ed è un libro avvincente, travolgente. Scritto dal basso verso l’alto, guardando alla vita come sopravvivenza, il romanzo ha il ritmo tragicomico di un’epopea picaresca dove il protagonista ne viene combinando di tutti i colori ma rivolge di continuo a se stesso le domande più essenziali: ce la farò a sfangarla e a trovare un lavoro? chi sarà la mia donna? e la rivoluzione, quando scoppia la rivoluzione? Scritto con la felicità inventiva e la cadenza orale che peraltro è tipica della poesia di Di Ruscio, “Palmiro” ha già avuto lettori d’eccezione come Italo Calvino, che ne parla in una lettera come di un fratello del “Bardamu” di Louis-Ferdinand Céline o del “Buon soldato Sc’vèik” di Hasek. Il piccolo eroe infatti gira a vuoto, continua a non avere né un lavoro né una donna e di rivoluzione neanche se ne parla. Decide dunque di emigrare e prende il treno, così finisce a Oslo a fare l’operaio: è lì che incontra la sua musa-moglie e si inoltra, suo malgrado, nel beato paradiso dei socialdemocratici. (Massimo Raffaeli)

*descrizioni dalla quarta di copertina

Arte: “Contaminazione” a Noventa Vicentina

Il Cenacolo artistico “Nodo Insolito” in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Noventa Vicentina presenta la rassegna di arte contemporanea “Contaminazione”. Dal 3 dicembre 2011 all’8 gennaio 2012 presso la Sala Esposizioni di Villa Barbarigo a Noventa Vicentina

Sarà Noventa Vicentina (VI) ad ospitare, negli spazi della prestigiosa Villa Barbarigo, la rassegna "Contaminazione", evento espositivo che, promosso dal Cenacolo artistico “Nodo Insolito”, propone oltre 60 opere di autori protagonisti della scena artistica contemporanea italiana.

La rassegna, curata da Gian Luigi Bonfante, intende indicare processi linguistici, esercizi di stile, mettendo a confronto l’identità di artisti molto diversi tra loro per il modo di affrontare il mezzo espressivo e in generale per i soggetti affrontati nelle loro opere. Non si tratta quindi di un’indagine tematica in grado di collegare i lavori esposti, ma piuttosto di un incontro, un modo per far dialogare, nel tempo limitato di una mostra, poetiche individuali e fortemente caratterizzanti.

In questa rassegna gli artisti del Cenacolo "Nodo Insolito" esporranno i loro lavori fianco a fianco con quelli di artisti già consacrati nella storia dell’arte e dal mercato.

Vedremo dunque i lavori di Claudio Cenci, Feliciano Dal Prà, Florio Pozza, Marzia Bedeschi, Emilio Casarotto, Luis Desideri, Gloria Kay, Lino Lanaro, Barbara Mantoan, Maurizio Merlin, Simone Squaiella e Lina Zenere; accanto a quelli di Angeli, Anselmi, Attardi, Baricchi, Benghi, Borghese, Brindisi, Carraretto, Crociara, D’Ambros, Da Norcia, Da San Lorenzo, De Chirico, Donzelli, Epipany, Fava, Guerra, Kossuth, Maiolo, Malafro, Marcon, Marzocchi, Musante, Pachioli, Palumbo, Pino, Rabarama, GB Rotella, Serafini, Treccani, Vettorel, Vietti e Zoli.

La rassegna "Contaminazione", che verrà inaugurata il 3 dicembre 2011 e che rimarrà in calendario fino a domenica 8 gennaio 2012, è un vento che intende sollecitare un naturale confronto tra gli artisti e soprattutto cercherà di catturare l’attenzione di un pubblico composito, conducendolo piacevolmente in un’esperienza finalizzata ad una consapevole riflessione critica sui diversi contenuti estetici ed espressivi trattati.

La rassegna "Contaminazione" è organizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Noventa Vicentina, sarà presentata da Fanny Quagliato. (c.s.)

Inaugurazione Sabato 3 dicembre 2011 alle ore 18,00

Ingresso gratuito

Orari mostra: venerdì ore 16,00 -19,00
sabato e festivi ore 10,00 -12,30 / 15,30 -19,00
Chiuso: Natale e Capodanno

Per informazioni:
Gian Luigi Bonfante
Curatore Rassegna e Direttore Artistico Cenacolo artistico “Nodo Insolito”
E-mail: giellebonf@libero.it

venerdì 25 novembre 2011

Maltempo Sicilia: Numero di solidarietà 45590

“Come già accaduto nelle scorse settimane per la Liguria e la Toscana, è stato istituito un numero solidale per raccogliere fondi in favore delle popolazioni del messinese colpite dalle recenti alluvioni” lo annuncia, in una nota, la Protezione Civile. Si potrà donare 1 euro inviando un sms da cellulari Tim, Vodafone, Wind, 3, Postemobile e Coopvoce al 45590 fino al prossimo 28 dicembre, oppure 2 euro chiamando lo stesso numero da rete fissa FASTWEB, Telecom Italia, Infostrada e Teletu. La sottoscrizione è sostenuta dal Tg La 7 e dal Corriere della Sera.

Diritto di Cittadinanza, una battaglia di civiltà

Mancano pochi giorni al 4 dicembre giorno in cui la Lega riaprirà il “parlamento padano” qui nel vicentino, terra che abito, amo e conosco bene. Chissà se uno dei temi che verranno trattati riguarda il tema della cittadinanza dei padani, mi sa che mi sentirò straniero in casa mia.
Sulla cittadinanza italiana i leghisti sono molto chiari e mostrano il loro grado di inciviltà e, diciamolo, brutalità insieme a una buona parte di esponenti del Pdl credo che perderanno l’ennesima inutile battaglia. Occorre pazientare ma credo che presto la richiesta del Presidente Napolitano si trasformerà in legge dello Stato. La statura morale e politica del nostro Presidente della Repubblica emerge con chiarezza. Le sue parole sono una via tracciata per arrivare a dare, fin dalla nascita, la cittadinanza ai figli degli immigrati stranieri nati in Italia. Non farlo “non so se definirla un’autentica follia, un’assurdità”. La Lega si dice pronta alle “barricate”. Per il Pdl il governo è a rischio. Credo che Monti non si senta a rischio su un tema simile.
Vediamo in sintesi come in Italia si giunge ad acquisire la cittadinanza. Questi quelli previsti nel nostro Paese: ius sanguinis o diritto di sangue; la cittadinanza italiana viene concessa a chi nasce da genitori italiani, a chi non segue la cittadinanza degli Stati di provenienza dei genitori o a chi è stato trovato o è nato nel nostro territorio da genitori ignoti o apolidi, cioè privi di cittadinanza. ( Legge 91 del 1992 ).
Una seconda via è lo: ius soli o diritto di territorio; è un’eccezione della Legge 91, che prevede la concessione della cittadinanza all’immigrato che almeno da 10 anni risiede legalmente nel nostro Paese, all’immigrato che all’ estero ha lavorato per lo Stato Italiano almeno per 5 anni, all’immigrato che ha uno dei genitori, o un ascendente di secondo grado, cittadino italiano che risieda nel nostro Paese da almeno 3 anni, ad un cittadino di un altro Stato dell’ Ue, dopo almeno 4 anni di residenza legale nel nostro territorio, all’ immigrato maggiorenne adottato da cittadini italiani dopo 5 anni dall’ adozione, al cittadino rifugiato o apolide che risieda legalmente in Italia almeno da 5 anni.
Terza via è l’acquisizione tramite matrimonio, solo dopo almeno 2 anni di residenza in Italia dal momento del matrimonio con un cittadino italiano, una persona straniera potrà acquisire la sua cittadinanza. In questo caso due possono essere le eccezioni, se entrambi i coniugi risiedono all’ estero bisogna aspettare 3 anni dalla data della celebrazione del matrimonio mentre invece se ci sono figli legittimi o adottati, i termini di attesa vengono dimezzati.
In Europa non tutti i paesi hanno la stessa regolamentazione, quasi tutti si basano sul diritto di sangue ma con delle eccezioni. Grecia, Austria e Danimarca seguono una linea simile a quella italiana anche se non è semplicissimo acquisire la cittadinanza per chi è nato in quei Paesi da genitori stranieri. In Belgio, Spagna, Irlanda e Portogallo vale sempre il diritto di sangue ma viene basato su norme meno rigide delle nostre. Anche in Germania vige il diritto di sangue ma a differenza dell’Italia, per concedere a un figlio la cittadinanza basta che uno dei genitori del minore nato in territorio tedesco, vi risieda legalmente da almeno 8 anni. In Francia c’è addirittura una sorta di doppio diritto di sangue che permette ad uno straniero di ottenere la cittadinanza se è nato in territorio francese da genitori stranieri nati a loro volta lì.
Su tale tema in Parlamento sono depositate 50 proposte che riguardano la cittadinanza, con attenzione particolare verso i minori. Napolitano ha posto l’attenzione proprio sui minori nati in Italia. Secondo una proposta, i minori stranieri non accompagnati in Italia, potrebbero fare domanda per la cittadinanza solamente se riuscissero a dimostrare di aver iniziato la fase di integrazione grazie anche ad un aiuto concreto da parte della società. Oltre a dimostrare questo il minore dovrebbe frequentare dei corsi scolastici, essere legalmente in Italia da almeno 2 anni, una conoscenza della lingua italiana sufficiente all’ integrazione e la partecipazione ad un progetto pubblico o privato di integrazione o assistenza. Penso ai miei alunni considerati stranieri, nati qui.
Un’altra proposta prevede l’acquisizione della cittadinanza all’immigrato che entro un anno dal compimento della maggiore età, dichiarasse il desiderio di diventare cittadino italiano e fosse nato o arrivato in Italia entro il compimento del quinto anno d’età.
La questione ha una certa importanza dunque, anche se non è certo il problema principale che Monti e il suo governo devono affrontare.
Di fatto siamo anni luce lontani dal governo precedente per serietà, rigore e dignità.
Credo che il coraggio e l'intelligenza con cui vengono affrontati i problemi costituiscano la via maestra e luminosa per ricostruire la fiducia dei cittadini e delle cittadine. Si tratta di una "partenza" che dà segnali di profondo rinnovamento, anche se occorre pazientare.

Ivano Maddalena

Modello Cetto La Qualunque

Il buon Gian Antonio Stella ha colpito ancora. L’illustre penna del Corriere della Sera, noto pure per aver firmato numerosi bestseller anticasta, ha preso di mira la povera onorevole pidiellina Biancofore, colpevole di palese ignoranza grammaticale. L’affondo di Stella è di quelli senza pietà, e a poco è valsa la replica della Biancofiore al giornale di via Solferino che ha sortito soltanto l’ovvio effetto di ridicolizzare ulteriormente la povera malcapitata. In ogni caso, tralasciando il caso Biancofiore invitandola comunque a rileggere il sussidiario delle elementari, la questione dell’ignoranza complessiva delle nostra classi dirigenti costituisce un problema non rinviabile. E’ possibile che uomini senza cultura governino efficacemente? Credo proprio di no. La politica, diventata amaramente rifugio per avventurieri e nullafacenti, richiederebbe al contrario vaste conoscenze, capacità di analisi e di sintesi. Questa consapevolezza era presente nei partiti della cosiddetta prima Repubblica che, non a caso, erano sovente provvisti di scuole di formazione politica domestiche capaci di imporre una dura selezione sulla base anche del merito e dell’impegno. L’avere spezzato il binomio naturale tra politica e cultura è alla base del decadimento economico e sociale di questi sciagurati tempi. Non a caso una maschera triste e grottesca come il Cetto La Qualunque inventato da Antonio Albanese riscuote ai giorni nostri un clamoroso successo. Cetto è diventato per molti un personaggio quasi familiare perché somiglia troppo a tanti politicanti improvvisati che umiliano la dignità delle istituzioni. In alcuni casi la realtà è perfino superiore alla fiction.

Francesco Toscano

In piazza per l'acqua e la democrazia

Per il rispetto dell’esito referendario, per un’uscita alternativa dalla crisi. Roma 26 Novembre, ore 14.00, Piazza della Repubblica

Appello Manifestazione Nazionale:

Il 12 e 13 giugno scorsi la maggioranza assoluta del popolo italiano ha votato per l'uscita dell'acqua dalle logiche di mercato, per la sua affermazione come bene comune e diritto umano universale e per una gestione pubblica e partecipativa del servizio idrico.
Un voto netto e chiaro, con il quale 27 milioni di donne e uomini, per la prima volta dopo decenni, hanno ripreso fiducia nella partecipazione attiva alla vita politica del nostro paese e hanno indicato un'inversione di rotta rispetto all'idea del mercato come unico regolatore sociale.

Ad oggi nulla di quanto deciso ha trovato alcuna attuazione: la legge d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua continua a giacere nei cassetti delle commissioni parlamentari, gli enti locali - ad eccezione del Comune di Napoli - proseguono la gestione dei servizi idrici attraverso S.p.A. e nessun gestore ha tolto i profitti dalla tariffa.

Non solo. Con l’alibi della crisi e dei diktat della Banca Centrale Europea, il Governo ha rilanciato, attraverso l’art. 4 della manovra estiva, una nuova stagione di privatizzazioni dei servizi pubblici locali, addirittura riproponendo il famigerato "Decreto Ronchi" abrogato dal referendum.

Governo e Confindustria, poteri finanziari e lobbies territoriali, resisi conto che il popolo ha votato contro di loro, hanno semplicemente deciso di abolire il popolo, producendo una nuova e gigantesca espropriazione di democrazia.

Il risultato referendario deve essere rispettato e trovare immediata applicazione

Per questo, il movimento per l’acqua si prepara a lanciare la campagna nazionale “Obbedienza civile”, ovvero una campagna che, obbedendo al mandato del popolo italiano, produrrà in tutti i territori e con tutti i cittadini percorsi auto organizzati e collettivi di riduzione delle tariffe dell’acqua, secondo quanto stabilito dal voto referendario.

Quello che avviene per l’acqua è solo il paradigma di uno scenario più ampio dentro il quale si colloca la crisi globale. Un sistema insostenibile è giunto al capolinea. I poteri forti invece di prenderne atto invertendo la rotta, ne hanno deciso la prosecuzione, attraverso la continua restrizione del ruolo del pubblico a colpi di necessità imposte dalla riduzione del debito e dai patti di stabilità, la consegna dei beni comuni al mercato, tra cui la conoscenza e la cultura, lo smantellamento dei diritti del lavoro anche attraverso l'art. 8 della manovra estiva, la precarizzazione dell’intera società e la conseguente riduzione degli spazi di democrazia.

Indietro non si torna. Dalla crisi non si esce se non cambiando sistema, per vedere garantiti: il benessere sociale, la tutela dei beni comuni e dell’ambiente, la fine della precarietà del lavoro e della vita delle persone, un futuro dignitoso e cooperativo per le nuove generazioni.
Un altro modello di società è necessario per l’intero pianeta. Insieme proveremo a costruirlo anche nei prossimi appuntamenti internazionali, come la conferenza sui cambiamenti climatici di Durban di fine novembre e a Marsiglia nel Forum Alternativo Mondiale dell'acqua a Marzo 2012.
Siamo vicini ai popoli che subiscono violenze, ingiustizie e vengono privati del diritto all’acqua come in Palestina, di cui ricorre il 29 novembre la Giornata internazionale di solidarietà proclamata dall’Assemblea della Nazioni Unite.

Per tutti questi motivi il popolo dell’acqua tornerà in piazza il prossimo 26 novembre e invita tutte e tutti a costruire una grande e partecipata manifestazione nazionale.

Vogliamo che sia il luogo di tutte e di tutti, da qui l’invito a costruirlo insieme, come sempre è stata l’esperienza del movimento per l’acqua. Un movimento che ha sempre praticato la radicalità nei contenuti e la massima inclusione, con modalità condivise, allegre, pacifiche e determinate nelle forme di mobilitazione, considerando le une inseparabili dalle altre.

Per questo, nel prepararci a costruire l’appuntamento con la massima inclusione possibile, altrettanto francamente dichiariamo indesiderabile la presenza di chi non intenda rispettare il modo di esprimersi di questa ricchissima esperienza.

Vogliamo costruire una giornata in cui siano le donne e gli uomini di questo paese a riprendersi la piazza e la democrazia, invitando ad essere presenti tutte e tutti quelli che condividono questi contenuti e le nostre forme di mobilitazione, portando le energie migliori di una società in movimento, che, tra la Borsa e la Vita, ha scelto la Vita.

E un futuro diverso per tutte e tutti.

Promuove: Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

giovedì 24 novembre 2011

Arno Schuitemaker condivide con il pubblico il lavoro svolto in residenza a Bassano

Sabato 26 novembre ore 21.00 sharing di fine residenza al CSC Garage Nardini

Sono partite a settembre e andranno avanti con un primo step fino alla fine dell’anno le residenze coreografiche internazionali del CSC, Casa della Danza di Bassano del Grappa che apre le porte per due settimane ad artisti provenienti da Paesi europei ed extraeuropei, i quali trovano nel Garage Nardini spazio e strumenti per portare avanti la loro ricerca coreografica.

Dal 16 al 26 Novembre gli artisti ospit sono gli olandesi Arno Schuitemaker e Meri Pajunpää sono in residenza al CSC Garage Nardini.
Il giovane coreografo olandese esplora un percorso di ricerca coreografica per una nuova creazione.

Dopo aver tenuto un workshop gratuito per danzatori e coreografi del territorio, i due artisti il 26 Novembre alle 21.00 presso il Garage Nardini condivideranno con il pubblico il lavoro creato a Bassano del Grappa.

Le iniziative sono offerte gratuitamente dal Comune di Bassano del Grappa.

Dopo il Master presso L'università di Tecnologia di Delft, Arno Schuitmaker ha drasticamente cambiato ambito di ricerca dedicandosi allo studio della danza contemporanea. Fin dal conseguimento della laurea nel 2007, ha creato spettacoli quali Proxemics (2007), ZONE (2008), ANOMIA (2008), EXIT (2009), SAFE (2010), Couple (2010) e TIDE (2011). Nel 2010 è stato invitato a partecipare al progetto Choreoroam promosso da The Place (London), Operaestate Festival Veneto (Bassano del Grappa), Dansescenen (Copenhagen), Certamen Coreográfico (Madrid), Dance Week Festival (Zagreb) e Dansateliers (Rotterdam), e al Big Intensive project promosso da Sadler's Wells (London).Nel 2009 ha vinto il Dioraphte Encouragement Award

Ingresso libero, con prenotazione consigliata

Presentazione del libro Cosa Loro a Treviso

Il potere di CL tra economia e politica. Presentazione del libro Cosa Loro, i serenissimi della compagnia delle opere (Manifestolibri 2011) con gli autori Ernesto Milanesi e Sebastiano Canetta intervistati da Nicola Atalmi

Appuntamento a Treviso Sabato 26 Novembre, alle ore 18.30, presso la Casa della Sinistra Berlinguer, in via Dandolo 25/a

Scheda del libro: I «ragazzi di don Giussani» nell’arco di 30 anni hanno conquistato uno spazio di potere sotto traccia, sempre a cavallo fra economia e politica. Il Veneto di «mamma Dc» si sta convertendo alla Lega, ma resta connesso indissolubilmente al potente apparato di una Chiesa nella Chiesa. Comunione e liberazione non è più il «gruppo di amici» fedelissimi del fondatore. Si è trasformata nella holding della Compagnia delle Opere, che ha aggredito - nel nome della sussidiarietà - ogni angolo del patrimonio pubblico: grandi appalti, sanità, scuola e università, formazione, logistica. Da Padova si arriva fino in Lussemburgo, alla «cassaforte» della galassia di imprese e consorzi. A Verona, si intuisce la trama che sconfina nella Lombardia di Formigoni e nel Trentino di Dellai. Una documentata ricostruzione della «lobby di dio» a Nord Est. L’universo ciellino scandagliato, per la prima volta, a tutto campo. Con i sindaci “amici”, gli imprenditori di riferimento, i Vip in pellegrinaggio in terra santa e la rete di professionisti del business. Ma anche i clamorosi rinvii a giudizio che permettono di verificare in tribunale la gestione dei finanziamenti europei.

Sanità. IdV Veneto: basta ticket multipli

«Un prelievo, un ticket. Basta con le vessazioni per far pagare alla gente la salute. Abbiamo presentato una mozione perché i cittadini veneti, quando fanno un prelievo di sangue e ci siano più ricette “rosse”, paghino un unico ticket». Così Antonino Pipitone, consigliere regionale di Italia dei Valori nella conferenza stampa di oggi in cui, con il collega capogruppo Gustavo Franchetto, ha presentato la proposta dipietrista per eliminare il ticket multiplo in caso di prestazione singola.

IdV, con questa mozione, firmata anche da Gennaro Marotta, invita la Giunta ad individuare un'esenzione, perché, racconta Franchetto: «Non è possibile che costi meno una ricetta “bianca” che due ricette “rosse”, perché queste hanno un super ticket di 10 euro l'una che porta ad aumentare notevolmente la spesa».

«Chiediamo a Zaia - prosegue il capogruppo - che, almeno sul tema del super ticket, guardi alle regioni vicine, come Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte, dove è stata sì recepita la normativa nazionale, ma sono state estese le categorie esentate da questo super ticket. Non lo pagano i minori di 14 anni, o le persone disoccupate o in cassa integrazione, o i familiari che li hanno a carico. Insomma, riguardiamo il tutto, ma con un occhio più attento alla realtà del nostro Veneto».

«Oggi, per un solo prelievo - spiega Pipitone - si possono pagare fino a 2, 3, 4 ticket da 10 euro l'uno. Un aggravio di 20, 30 o 40 euro, oltre ai costi della prestazione. La riteniamo una vessazione assolutamente inaccettabile, un modo per fare cassa e privatizzare la sanità pubblica».

«Infatti - conclude Pipitone - ormai tante famiglie non vanno più nelle strutture pubbliche, ma in quelle private, dove gli esami costano meno. Zaia faccia un passo indietro, tolga i ticket multipli e ridia un po' di dignità alla sanità del Veneto». (c.s.)

Sulla mozione IdV per eliminare il ticket multiplo in caso di prestazione singola segnaliamo due brevi interviste video ad Antonino Pipitone e Gustavo Franchetto:

www.youtube.com/watch?v=MpbJTNK8Z1g