giovedì 26 gennaio 2012

Alla scoperta di Barcellona, la città di Gaudì

“Diario di viaggio”, rubrica a cura di Francesca Monti

“Barcelona - Such a beautiful horizon, Barcelona - Like a jewel in the sun…”, cantava il grande Freddie Mercury con Montserrat Caballé, nella canzone “Barcelona”, colonna sonora delle Olimpiadi del 1992. Seconda città della Spagna ma primo centro della Catalogna, Barcellona è una metropoli affacciata sul mare dalle tante e differenti anime. E’ una città moderna e antica al tempo stesso, molto legata alla propria cultura e alle tradizioni.

Dall’Aeroporto di El Prat prendo il bus che porta in centro, da qui inizia il mio week-end alla scoperta della città catalana, dove ad ogni angolo appaiono davanti ai miei occhi le meravigliose opere di Gaudì. Tante sono le cose da vedere a Barcellona, a cominciare dalla Rambla, un lunghissimo viale, che parte dal Porto Vecchio e arriva fino a Plaza de Catalunya, frequentatissimo sia di giorno sia di notte, dove i barcellonesi si mischiano ai turisti intenti ad ammirare fiorai, venditori di uccelli, artisti di strada o a godersi il relax nelle caffetterie, nei ristoranti e nei negozi. Passeggiando lungo Les Rambles è immancabile un giro tra i colori e le bancarelle del mercato popolare della Boqueria. A metà della Rambla, entrando nei vicoli posti sulla destra si raggiunge il Barrio Gotico, il quartiere antico di Barcellona, un vero museo a cielo aperto, in cui merita una visita la Cattedrale dedicata a Santa Eulalia, patrona della città. Si prosegue nella Ribera, uno dei quartieri storici di Barcellona, dove si trovano il Museo Picasso che contiene la più grande raccolta di opere giovanili del genio spagnolo. La Rambla termina a Placa de Catalunya, una piazza immensa e trafficatissima, da dove iniziano la Rambla de Catalunya e il Passeig de Gracia, caratterizzati da locali e negozi alla moda.

Prima tappa è la Casa Batllò, brillante esempio del Modernismo catalano, opera commissionata a Gaudí dalla ricca famiglia Batlló. Tutti i guadagni ottenuti dalla sua realizzazione Gaudì li destinò per il grande progetto della Sagrada Familia. La facciata ed i tetti della Casa Batlló sono coperti con ceramica di colori vari, che formano i suoi classici mosaici. La casa Batlló è uno degli edifici più belli del quartiere barcellonese di Eixample. Il tetto ondulato invece, è coperto di "scaglie" ed ha le sembianze di un drago senza testa né coda. Poco distante si trova la Casa Milà, meglio conosciuta come La Pedrera, un altro dei capolavori artistici di Gaudì. Costruita tra il 1906 e il 1910, è composta da una serie di muri-tenda in pietra e dipinti al loro interno, con la facciata principale aperta ed ornata con grandi finestroni e balconi con ringhiere in ferro, e fantasiosi camini sul tetto. La sua soffitta è formata da 270 archi di mattone. In uno dei piani superiori è stata ricostruita una dimora (el Piso) alto-borghese dell'epoca. Per la sua straordinaria bellezza, la Pedrera è stata dichiarata "Patrimonio dell'Umanità" dall'Unesco nel 1984.

Seconda tappa, la splendida Sagrada Famiglia, opera incompiuta di Gaudì e simbolo della religiosità spagnola. Nel 1866 Josep M. Bocabella Verdaguer fondò l'associazione spirituale dei devoti di San José, che promosse la costruzione di un
tempio dedicato alla Sacra Famiglia. L’esterno della Sagrada raffigura la chiesa cattolica: Gesù, Maria, gli apostoli ed i Santi. Le facciate rappresentano invece la vita umana di Gesù, dalla sua nascita fino alla morte. E nel suo interno si racconta la Gerusalemme celestiale, abitata dall’Agnello, ovvero dal figlio di Dio. Una fusione armonica di modernismo, architettura religiosa e cultura mediterranea che fanno della Sagrada Famiglia un’opera unica. Il campanile più importante è quello dedicato a Gesù Cristo, alto 170 metri ed incoronato da una grande croce, che brilla di giorno grazie ai mosaici da cui è composta e splende anche di notte per la luce proiettata dagli altri campanili, su cui si può leggere “Amen” ed “Alleluia”. Vicino al campanile c’è la Madre di Dio, proprio come accadeva nella vita di Gesù sempre seguito dalla Madonna fino alla sua morte. A questo si accompagnano i quattro campanili degli evangelisti sormontati da un angelo, un toro, un leone ed un'aquila. La Facciata della Passione è il simbolo della desolazione, del dolore e della morte di Gesù Cristo. Si presenta con forme semplici ed ornamenti scarni quasi come a rispettare lo stesso dolore del Cristo. La Facciata della Passione si compone anche di tre portoni rappresentanti le virtù teologali e quattro campanili dedicati agli Apostoli: San Jaime, San Bartomeu, San Tomás e San Felipe. Nella parte terminale dei finestroni ci sono i frutti di inverno ed autunno: castagne, granate ed arance. La Facciata della Nascita si trova di fronte al sole e rappresenta la Vita e il Godimento. Le sue porte simboleggiano la Fede, la Speranza e la Carità, tre aspetti importanti della vita di Gesù, in analogia a San José, la Madre di Dio e Gesù. I quattro campanili che nascono da questa facciata sono dedicati agli Apostoli San Matías, San Giuda, San Simón, e San Bernabé. Allo stile gotico, si uniscono ondulazioni di tipo modernista ed elementi naturalistici con flora e fauna quali tartarughe di terra, lumache, paperi, galli e gufi. I finestroni sono invece caratterizzati da frutti primaverili ed estivi. La Facciata della Gloria è orientata a mezzogiorno e rappresenta l'uomo all’interno della Creazione: la sua origine, i suoi problemi, le strade da seguire e la sua morte. La Gloria mostra la conseguenza del peccato, della virtù e del cielo a cui si accede solo con la preghiera ed il sacramento. È questo il motivo per cui questa facciata mostra, in ordine di ascensione, l'inferno, la morte, le virtù, i doni dello Spirito Santo fino ad arrivare alla cima dove si trova la Trinità. Le sette colonne esterne del portico simboleggiano i sette doni dello Spirito Santo. La facciata della Gloria è ornata, oltre che da elementi religiosi, anche da temi che riguardano l'immaginario popolare, le antiche mitologie e le tematiche pagane come i mostri che popolano l'inferno.
L'interno del Tempio è una sorta di bosco naturale. La disposizione delle colonne ricorda i tronchi degli alberi con i loro rami. Le colonne che supportano le volte rappresentano gli Apostoli e le chiese di tutto il mondo.

Visita obbligata in una vacanza a Barcellona è quella al Park Güell. La storia di questo parco è legata all'idea del finanziere Eusebi Guell che negli anni '20 commissionò proprio a Gaudì il progetto della costruzione di una "città-giardino" in una delle sue grandi proprietà. Purtroppo, per carenza di fondi, il terreno venne convertito in parco municipale. Gaudì pensò di realizzare un'urbanizzazione in mezzo alla natura, applicando tutte le sue conoscenze e la sua creatività artistica. Il progetto non si fonda su nessuna linea retta: tutto è ondulato, storto e sinuoso, creando un’atmosfera magica e suggestiva.
Le sue strutture ricordano quelle fantastiche di un fumetto, come gli stravaganti edifici che si trovano all'entrata del parco con i loro comignoli a forma di fungo. Ci sono inoltre una doppia scalinata decorata con motivi molto originali, la salamandra, vicino alla quale i turisti scattano un’immancabile foto, una grande terrazza con vista panoramica sulla metropoli, la Sala de las Columnas, decorata con pezzetti di ceramica, piastrelle e mosaici colorati. Tra i musei di Barcellona, non può mancare una visita alla Fundaciò Joan Mirò, dove si possono ammirare alcune opere del pittore maiorchino e dove vengono realizzate esposizioni itineranti provenienti da tutti i musei del mondo, il Museo Nazionale dell’Arte Catalana, e il Museo dell’Arte Contemporanea di Barcellona.

C’è poi la possibilità di salire con la funivia fino a Montjuic, la montagna situata tra la città ed il mare che insieme al Tibidabo rappresenta la cima più alta della città. Qui potete trovare non solo una splendida vista ma anche giardini, arte contemporanea, parchi di divertimento e splendide fontane danzanti. Il Poble Espanyol, invece è una specie di Spagna in miniatura che rappresenta l’architettura, la cultura e le tradizioni delle diverse regioni iberiche. Il Parco della Ciutadella si trova dove una volta c’era la cittadella militare fortificata. Sono ancora visibili alcuni degli edifici originari come la Cappella, il Palau del Governador e l'Arsenale, che oggi è sede del Parlamento della Catalogna. Il Parco è il luogo ideale per allontanarsi dal caos della Rambla o dal traffico di Barcellona, ha un aspetto accogliente e tranquillo, ideale per rilassarsi, passeggiando tra cascate, laghi, alberi e prati. All’interno trovano spazio il Museo di Zoologia e il parco zoologico. Infine Barceloneta, quartiere marinaro da molti chiamato "la Napoli di Barcellona". La Barceloneta è un posto di grande fascino. Dopo il 1992 e le Olimpiadi, come altre parti della città ha subito un massiccio intervento di riqualificazione che gli ha ridato nuova vita.
Fino alla metà del XVIII secolo fu una zona disabitata, ma grazie alla sua vicinanza al mare, i pescatori furono i primi a stabilirsi in questa parte della città, fino al 1754, quando furono costruite le prime case. Da allora il quartiere non è cambiato perché continua ad essere abitato da gente umile, anche se le abitazioni si sono trasformate leggermente, così come il quartiere, ricco oggi di ristoranti, negozi e piccoli bar. La spiaggia di Barceloneta è una delle più animate della città sia di giorno sia di notte, quando si aprono i chioschi e i bar che propongono musica dal vivo.

Se decidete di imbarcarvi sulle famose "rondini", tipiche imbarcazioni che escono dal porto di fronte al monumento a Colombo, potrete percorrere i diversi itinerari della zona ammirando il suggestivo paesaggio circostante e scoprendo così l'incantesimo che avvolge questo quartiere. Qui potrete mangiare sia il pesce fresco, sia i deliziosi stuzzichini, come la tipica bomba, una crocchetta di patate ripiena di carne e salsa piccante. Barceloneta è legata a Port Vell, il Vecchio Porto, dove si trovano la Torre del Rellotge ed il piccolo mercato generale di pescatori, mentre gli antichi arsenali medievali, le Drassanes Reials, sono testimonianza dello splendore del commercio marittimo e della marina catalana nel Medioevo. La zona più nuova inizia con il Maremagnum, un centro commerciale con negozi, bar, fast food, luoghi di svago. Ci sono poi l'Imax e l'Aquarium, due dei centri di divertimento culturale più innovativi della città.
Alla fine della Rambla, vicino al mare, si trova il Belvedere di Colombo, una grande opera costruita nel 1888 per l'Esposizione Universale con lo scopo di ricordare la scoperta dell'America ad opera del grande navigatore. E per gli appassionati di sport, cosa c’è di meglio di una visita al mitico stadio Camp Nou, dove ammirare gli spalti, il campo, la sala trofei del grande Barcellona di Messi e Guardiola.

La cucina catalana ha una ricchissima varietà di piatti. Quattro sono le salse fondamentali che li accompagnano: il sofrito, la samfaina (pomodoro, peperoncino e melanzane), la picada e l'allioli oppure all i oli (olio di oliva e aglio). Dagli orti e dai boschi della Catalogna provengono verdure freschissime, funghi e lumache; con queste ultime preparate in brodo si ottiene la minestra di lumache, chiamata sopa de fredolics. Ci sono poi le classiche tapas, come ad esempio il pa amb tomaquet: una fetta di pane con aglio e pomodoro, bagnata di olio d'oliva, che può essere accompagnata da frutti di mare, prosciutto o peperoni. Seppie, merluzzo, baccalà, gamberetti, gamberi sono alla base di tutti i piatti tipici di mare, tra cui spicca la zarzuela, saporitissima e con alla base tutti i pesci che si trovano nella regione, il cui nome deriva da un genere musicale nato nel XVII secolo a Madrid, in cui si combina l'Opera lirica con elementi di teatro parlato e di danza. Ci sono poi l'esqueixada di baccalà e il suquet di peix. Le verdure e gli ortaggi sono alla base di molti antipasti, come nell'empredrat, e nelle fave alla catalana (fabes a la catalana), o il lesso con fagioli bianchi. Molti piatti hanno alla base il riso, come l'Arroz a banda. Tipici prodotti locali sono anche la butifarra, il chorizo, il salame di Vic, il jamon serrano accompagnati da una grande varietà di formaggi. Il pranzo barcellonese si conclude solitamente con la squisita crema catalana, una crema al latte ricoperta di caramello. Negli ultimi anni la letteratura ha spesso descritto e raccontato Barcellona in epoche diverse, contribuendo ad aumentare sempre di più il fascino di questa città. Ne sono esempio la Cattedrale del Mare di Ildefonso Marcones o i due libri scritti da Carlos Ruiz Zafon, L'Ombra del Vento e Il Gioco dell'Angelo, ambientati nella metropoli catalana in un periodo storico difficilissimo per Barcellona e la Spagna, quello che va dagli inizi del secolo scorso, fino al primo dopoguerra.

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