Quarto incontro del ciclo di conferenze con la lezione di Giuseppe Pavanello sul tema il: “Monumento funebre di Maria Cristina d'Asbugo-Lorena" di Antonio Canova: dal patetismo alla compassione”. Appuntamento Martedì 31 gennaio 2012, ore 17.30. Piazza Bra - Verona, Palazzo della Gran Guardia, Sala Conferenze, terzo piano.Verona - Martedì 31 gennaio si terrà il quarto incontro del ciclo di conferenze promosse dal Comune di Verona Assessorato alla Cultura Direzione Musei d'Arte e Monumenti e dall'Università degli Studi di Verona Facoltà di Lettere Corso di Laurea in Scienze dei Beni Culturali. L'iniziativa si avvale del supporto della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le province di Verona, Rovigo e Vicenza e del Centro Iniziative Educazione Artistica e della collaborazione degli Amici di Castelvecchio e dei Civici Musei d'Arte di Verona. Quest'anno l'iniziativa costituisce l'occasione per approfondire alcuni temi della cultura e delle arti del Settecento veronese, oggetto della rassegna espositiva in corso al Palazzo della Gran Guardia dal 26 novembre 2011 al 9 aprile 2012: Il Settecento a Verona. Tiepolo, Cignaroli, Rotari, la nobiltà della pittura.
Il quarto incontro, che avrà luogo martedì 31 gennaio alle ore 17,30, accoglie la lezione di Giuseppe Pavanello, sul tema Il "Monumento funebre a Maria Cristina d'Asburgo-Lorena" di Antonio Canova: dal patetismo alla compassione. La conferenza è incentrata sul Monumento funerario di Maria Cristina d'Austria, da molti indicato come il capolavoro di Antonio Canova, realizzato fra il 1798 e il 1805, riutilizzando l'invenzione predisposta intorno al 1790-1795 per il Monumento di Tiziano che doveva essere innalzato nella basilica veneziana dei Frari. Nuovo per impostazione e significato, il monumento vuole celebrare non già la memoria gloriosa della persona cui si intende rendere omaggio, secondo la tradizione barocca e tardo-barocca, ma la compartecipazione al dolore per la perdita di una persona cara. Significativa al massimo, in questa ottica, la scomparsa delle figurazioni allegoriche, tranne che per il Genio alato, allusivo alla pietas del committente, il duca Alberto di Sassonia-Teschen, nei confronti della moglie scomparsa, l'arciduchessa Maria Cristina d'Asburgo-Lorena, figlia dell'imperatrice Maria Teresa.
In tal senso, la conferenza prende spunto da un gruppo di dipinti di Giambettino Cignaroli esposti alla mostra sul Settecento a Verona, tutti incentrati sul tema della morte - di Socrate, di Catone, di Rachele - e intonati su quel registro larmoyant (lacrimevole), che tanta fortuna ha goduto nella seconda metà del secolo XVIII. Ma, appunto, nuova è la disposizione affettiva del monumento canoviano, nel passaggio dal 'patetismo' della sensibilità larmoyant alla 'compassione' (nel senso letterale del termine cum patere: soffrire assieme).
Giuseppe Pavanello si è laureato all'Università di Padova sotto la guida di Rodolfo Pallucchini, dove ha svolto la sua prima attività didattica e di ricerca e dove nel 1987 ha vinto il concorso di professore ordinario. Nel 1988 ha coperto la cattedra di Storia dell'arte medievale e moderna nell'Università degli Studi di Trieste, facoltà di Lettere e Filosofia, dove ha anche diretto l'Istituto di Storia dell'arte ed è attualmente titolare della cattedra di Storia dell'arte moderna. Dal 2002 è direttore dell'Istituto di Storia dell'arte della Fondazione Giorgio Cini di Venezia, presso la quale è responsabile della direzione delle riviste "Arte Veneta" e "Saggi e Memorie di Storia dell'arte" e ha organizzato numerose importanti mostre. Socio effettivo dell'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, organizza le "Settimane di Storia dell'arte veneta", promosse in collaborazione con l' École du Louvre, e cura, assieme a Francesco Valcanover, la collana "Studi di Arte Veneta" e "Monumenta Veneta". Fa parte del Comitato per l'Edizione Nazionale delle Opere di Antonio Canova, dell'Istituto di ricerca su Canova e il neoclassicismo di Bassano, del Consiglio scientifico della Fondazione Canova di Possagno, dove dirige il Centro Studi Canoviani. Per conto dell'Istituto Regionale per le Ville Venete sta curando il catalogo generale degli affreschi in villa (volumi pubblicati Il Cinquecento, 2008; Il Seicento, 2009; Il Settecento, 2010-2011) e della statuaria veneta da giardino (atlante in corso di realizzazione). Dirige inoltre la collana "Scritti di storici dell'arte veneta", dove ha curato il volume Tiepolo di Adriano Mariuz (2008). I suoi studi si sono rivolti in particolare all'arte neoclassica e ad Antonio Canova, alla committenza e al collezionismo sei e settecentesco, alla cultura del Veneto e del Friuli Venezia Giulia dei secoli XVIII-XIX, alla pittura veneziana dal Seicento all'Ottocento, alla decorazione d'interni nei palazzi di Venezia, Trieste, Padova, Bassano e delle ville venete nei secoli XVII-XIX, alla pittura dell'Ottocento e del primo Novecento. Ha curato numerosi mostre e volumi, tra cui ricordiamo, da ultimi, le mostre Canaletto. Venezia e i suoi splendori (Treviso, Ca' dei Carraresi, 23 ottobre 2008 - 5 aprile 2009), assieme ad Alberto Craievich, e Il giovane Tiepolo: la scoperta della luce (Udine, Castello, Salone del Parlamento, 4 giugno - 4 dicembre 2011) e il volume La pittura nel Veneto: il Settecento di Terraferma, Milano 2011. E' membro del Comitato Scientifico della mostra Il Settecento a Verona. Tiepolo, Cignaroli, Rotari. La nobiltà della pittura.
Le conferenze saranno ospitate nella Sala Conferenze sita al terzo piano del Palazzo della Gran Guardia, in piazza Bra, e sono aperte al pubblico fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Per gli studenti del corso di Laurea in Scienze dei Beni Culturali dell'Università di Verona la frequenza all'intero ciclo di conferenze varrà 2 crediti formativi.
Le conferenze proseguiranno con il seguente calendario
martedì 28 febbraio 2012, ore 17.30
Catherine Whistler
Ashmolean Museum, Oxford
Fantasia e realtà: Giambattista Tiepolo a Würzburg, Verona e Madrid
Per informazioni:
Museo di Castelvecchio - Corso Castelvecchio 2 - 37121 Verona
Telefono 045 8062611 fax 045 8010729
castelvecchio@comune.verona.it
www.comune.verona.it


























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